Giuseppe Trentadue

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Consulente finanziario

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29/06/2018

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35 post - 5.067 letture


Ho visto cose che voi clienti...

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  • Banche e prodotti bancari
Scritto il 11.10.2019

Io ne ho viste cose che voi clienti non potreste immaginarvi: depositi titoli in fiamme all'aumento dello spread nel 2011 e ho visto titoli azionari acquistati durante la bolla Internet del 2000 balenare come supernovae nel buio vicino alle porte del MIB30 ho visto Replicanti dare budget di prodotto mensili e pretendere di rispettare la Mifid2 mentre ho visto aziende floride implodere a causa di operazioni baciate (ma non dalla fortuna) vicino alle porte di Tannhäuser. ho visto persone brancolare nelle filiali senza clienti che esortano quest'ultimi a ritornarvi per acquistare prodotti inutili e costosi ho visto promesse di carriera sfidanti al raggiungimento di obiettivi surreali ho visto risparmi sui conti correnti annichilirsi anno dopo anno per l'inflazione non ascoltando i consigli del proprio consulente e tutti quei momenti andranno perduti nei bilanci annuali come lacrime nella pioggia. E' tempo di cambiare. Seriamente. (liberamente tratto dal film Blade Runner, monologo del replicante Roy Batty)

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Finanza creativa e matematica alternativa

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  • Finanza Comportamentale
Scritto il 08.10.2019

Oggi vi racconterò un aneddoto che risale ai primi anni del 2000.   Fresco di nomina, mi occupavo degli investimenti dei clienti di una filiale bancaria in un remoto paese dell'estremo nord est della nostra bella penisola.   Una signora, alquanto benestante, si accinge a rinnovare i suoi BOT annuali ormai in scadenza e io, inesperto ma fresco di studi e di corsi, volendo far del bene, inizio a parlarle di diversificazione, asset allocation, orizzonti temporali, e chi più ne ha più ne metta. Tra una parola e l'altra, le spiego anche come funzionano i suoi BOT e accenno con un semplice esempio che gli interessi degli stessi non sono anticipati bensì "maturano" giornalmente fino ad arrivare a quota 100 il giorno della scadenza.   Apriti cielo: la cliente si alza dalla sedia infuriata e mi intima, puntandomi contro il dito indice, di ritirare immediatamente le mie parole e di affermare invece che sì, gli interessi erano tutti anticipati... Se non l'avessi fatto, avrebbe ritirato tutti i suoi risparmi e sarebbe andata in un'altra banca che "facesse i BOT con interessi anticipati".   Cliente persa, tutt'oggi convinta delle sue idee, ma la matematica non è un'opinione, come questo video (con i sottotitoli) simpaticamente dimostra...   https://www.giuseppetrentadue.com/post/finanza-creativa-e-matematica-alternativa

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Venghino siori, venghino...

Scritto il 27.08.2019

Come ogni anno, da ormai un bel po', ad ogni stormir di fronde estivo (leggasi: correzione dei corsi azionari) arrivano le richieste più o meno disperate di consigli su investimenti "sicuri" e "garantiti", con rendimenti alti e certi e ovviamente disponibili ad essere prontamente liquidabili in tempo reale.   Alla mia risposta negativa, per tutti i motivi che ormai sapete e che potrete trovare nei miei articoli, ecco che viene infine spolverato il vecchio arnese che chi ha ormai qualche decennio di lavoro sulle spalle conosce bene: il trading online!   Ovviamente, dato che il termine "trading online" ha ormai un sapore retrò (mi riferisco alla bolla delle dot com del 2000), tutto l'armamentario si è aggiornato con nuove sigle: forex, CFD, criptovalute, ETF a leva (short o long), ecc. ecc. Nessuno, a parte i più esperti, sa esattamente di cosa si parli, ma tutti hanno letto da qualche parte su internet che si possono fare una montagna di soldi con pochi spiccioli comprando e vendendo sui mercati come Zio Paperone nei suoi fumetti, Gordon Gekko nel film Wall Street o Jordan Belfort ne Il lupo di Wall Street.   Una volta aperto il conto, studiato i vari "metodi" che circolano dappertutto su Internet, provato a comprare e vendere improbabili strumenti dai nomi altisonanti (chissà poi perchè mi vengono sempre in mente le CaniStracci Oil), si inizia inesorabilmente a perdere i primi soldi, le scommesse diventano sempre più audaci per recuperare le perdite e infine quel poco (o tanto) capitale che si aveva a disposizione si volatilizza per sempre, lasciando gli improvvisati trader nella più profonda disperazione.   La statistiche che si leggono un po' dovunque sono a dir poco apocalittiche: oltre il 90% dei trader perde tutti i propri soldi entro pochi mesi. Soltanto una piccola percentuale sopravvive per un po' di tempo e solo una manciata ha effettivamente successo, dovuto il più delle volte alla dea bendata.   Non esiste nessun metodo che riesca a massimizzare nel breve tempo i guadagni derivanti dalla compravendita di strumenti finanziari. Anche chi lo fa a livello professionale subisce, prima o poi, perdite rilevanti. Un assioma ben saldo che accomuna tutta la finanza è che non è possibile prevedere l'andamento futuro di qualsiasi asset class, azione, obbligazione e chi più ne ha più ne metta.   D'altronde, se ci fosse realmente un metodo funzionante e sperimentato per prevedere quando e cosa compravendere, secondo voi sarei ancora qui??   Comunque, se nonostante tutto quello che ho scritto non vi fermi dal compiere "l'insano gesto" e vogliate provare, qui un paio di regole* da rispettare sempre: mettetevi alla prova su questo sito: https://engaging-data.com/market-timing-game/. Partite con 100.000 dollari virtuali e simulate le compravendite su 3 anni borsistici casualmente tratti dal S&P500 (dal 1950 al 2018) o da una simulazione probabilistica Monte Carlo degli ultimi 68 anni di borsa. Come potrete vedere, non è affatto semplice "indovinare" i minimi e i massimi e battere il semplice "buy & hold"! siate preparati a sopportare ingenti perdite finanziarie: scommettete solamente i soldi che siete ragionevolmente disposti a rimettere completamente; i trader non investono: speculano sulle differenze di prezzo di uno strumento finanziario, evitando di mantenere le posizioni aperte overnight; il trading è un lavoro a tempo pieno estremamente stressante e costoso: bisogna rimanere letteralmente incollati ai video (più di uno) tenendo d'occhio diversi indicatori e grafici allo stesso tempo; inoltre, dato che ogni transazione ha un costo, seppur minimo, alla fine della giornata il livello commissionale totale è molto elevato; comprare strumenti finanziari a margine o facendosi prestare soldi è molto rischioso: è facile perdere tutti i propri soldi o addirittura andare oltre, rimanendo in debito alla chiusura delle posizioni; non credete a chi pubblicizza facili profitti: chiedete, se non dichiarato altrimenti, quanti dei loro clienti hanno perso soldi e quanti sono in guadagno; attenti alle "dritte" e ai "consigli degli esperti" delle newsletter e siti web dedicati al trading: vengono richiesti dei pagamenti per avere i "titoli giusti" del momento e il conflitto di interessi o un semplice "pump and dump" è sempre dietro l'angolo... ricordate che seminari, scuole, libri, corsi online, società fondate ad hoc che insegnino come si faccia trading potrebbero non essere obiettivi e magari essere collegati a piattaforme che vi spingano ad iniziare a speculare... controllate che la società che offre la piattaforma di trading sia legittima, regolamentata dalle normative in essere: in caso di dubbio, date un'occhiata sul sito della Consob. e infine: se qualcosa è troppo bello per essere vero, di solito non lo è...   Se invece vuoi intraprendere un serio percorso professionale che ti permetta di raggiungere i tuoi obiettivi, contattami pure...

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Sei un investitore o un risparmiatore?

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  • Finanza Comportamentale
Scritto il 19.08.2019

Siamo in clima estivo e, come ad ogni estate che si rispetti, ecco un test che svela il tuo profilo di investitore; mettiti alla prova! 1) Perché trattieni i tuoi soldi sul conto corrente? A - Per proteggere il mio capitale B - Per far crescere il mio capitale C - Per accumulare progressivamente il mio periodico risparmio D - Per accogliere il mio reddito corrente e coprire le spese correnti 2) Qual è il peso percentuale della tua liquidità in conto corrente rispetto al totale delle tue attività finanziarie (disponibilità in conto, titoli di stato, obbligazioni bancarie e non, fondi comuni, prodotti assicurativi e gestioni patrimoniali)? A - Meno del 10% B - Tra il 10 e il 20% C - Tra il 20% e il 50% D - Oltre il 50% 3) Quale, tra quelli elencati, è il principale obiettivo del tuo risparmio? A - Il mio risparmio ha finalità prevalentemente previdenziali B - Il mio risparmio è prevalentemente dedicato all'acquisto di un immobile o al rimborso di un mutuo C - Il mio risparmio è prevalentemente dedicato alla copertura di eventi imprevisti D - Il mio risparmio non ha un obiettivo specifico 4) In quale delle seguenti affermazioni ti riconosci di più? A - Avere disponibilità in conto corrente mi fa sentire più ricco e mi aiuta a controllare le spese B - Avere disponibilità in conto corrente mi fa sentire più ricco, ma corro il rischio di non riuscire a controllare le spese C - Le mie disponibilità sul conto sono sempre modeste, il mio risparmio è sempre investito a rendimenti più elevati D - Le mie disponibilità sul conto sono abbondanti perché aspetto migliori opportunità di investimento rispetto a quelle attuali 5) Senza che tu abbia chiesto alcunché, una banca ti offre un finanziamento in conto corrente (scoperto di conto) a condizioni molto vantaggiose. In quale affermazione ti riconosci di più? A - Lo scoperto di conto mi consente di ottimizzare la gestione della tesoreria, potendo investire tranquillamente tutto il mio risparmio a rendimenti più alti B - Lo scoperto di conto mi consente di cambiare auto C - Lo scoperto di conto mi consente di versare un anticipo per l'acquisto di una casa D - Lo scoperto di conto non mi serve. Ho liquidità in abbondanza     Come calcolare il tuo profilo: Domanda 1: A=3, B=5, C=0, D=10 Domanda 2: A=10, B=7, C=3, D=0 Domanda 3: A=10, B=5, C=3, D=0 Domanda 4: A=0, B=3, C=10, D=5 Domanda 5: A=10, B=3, C=5, D=0   PROFILO 1 - (Oltre 40) I soldi devono lavorare per me Ogni euro di troppo sul conto è un euro “perso”. Sono sempre alla ricerca di investimenti in grado di produrre rendimenti più alti, per raggiungere i miei ambiziosi obiettivi di vita. Con saggi investimenti ed un corretto orizzonte temporale di ottengono risultati impensabili   PROFILO 2 - (da 25 a 40) Vorrei ma non riesco Mi rendo conto che la liquidità non rende alcunché; mi rendo conto che non è saggio trattenere tutti questi soldi sui conti bancari e che dovrei cambiare. Ma non riesco a trovare il coraggio, in questa situazione politica ed economica non mi fido degli investimenti che mi propongono. Forse un giorno, se incontro la persona giusta...   PROFILO 3 - (Da 15 a 25) Vorrei ma non posso Vorrei investire a rendimenti più alti, ma la mia situazione economica e finanziaria non me lo consente. Sono costretto a tenere liquidità per fronteggiare l'incertezza. Non posso farci nulla.   PROFILO 4 - (meno di 15) Io lavoro per i soldi ed essi devono essere sempre disponibili per me La liquidità è libertà, opportunità, tranquillità. Libero di scegliere, sono sempre sereno.

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Quanto mi dai?! (reloaded)

Scritto il 08.08.2019

Faccio seguito a un mio precedente post per aggiornare i dati relativi ai rendimenti suddivisi per asset class al giugno 2019. E' bastato un solo semestre per ribaltare (in positivo) tutto ciò che era successo nel 2018! Chi avesse disinvestito in preda alla paura di "perdere tutto", a dicembre dello scorso anno, per riposizionarsi sulla liquidità in attesa di tempi migliori, ha perso per l'ennesima volta l'occasione di recuperare rapidamente il drawdown (correzione) e rivedere il segno più sui propri investimenti. Invece, dando un'occhiata ai comportamenti dei risparmiatori, la stragrande maggioranza degli investitori (a livello mondiale) ha proprio fatto così. L'effetto nel lungo termine di tali comportamenti sarà che i rendimenti medi così ottenuti non coprano neanche l'inflazione... Resta però quanto avevo detto qualche mese fa: "Che succederà nel 2019? Nessuno può saperlo, nonostante ci si affanni inutilmente a leggere centinaia di pagine delle più blasonate case di investimento. Banalmente, se ci fosse qualcuno che potesse seriamente trovare un algoritmo che potesse farlo, avrebbe in breve termine il monopolio di tutto il risparmio gestito del pianeta! Tutto ciò che si può affermare (e qui la previsione è certa), è che la colonna del 2019 (e quelle degli anni a venire) sarà completamente diversa da tutte le altre viste sinora... (...) Se si continuerà a mantenere sui conti correnti tutti i propri risparmi senza una seria pianificazione orientata ai propri obiettivi di vita, i danni in termini di mancato adeguamento al costo della vita dei propri sudati risparmi saranno irreparabili." Volete veramente perseverare a "seguire l'onda" e andare dietro alle soluzioni apparentemente facili e senza fatica o iniziare finalmente a mettere ordine nei vostri investimenti?

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La sindrome del "presentismo"

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  • Finanza Comportamentale
Scritto il 23.05.2019

I tempi cambiano. Poche decine di anni fa, aspettare era un verbo di senso compiuto che implicava l'attesa di eventi che si sarebbero svolti nel futuro, più o meno distante. Si aspettava nelle interminabili code in banca, in posta, al supermercato. Si aspettava con trepidazione il regalo a Natale o al proprio compleanno. Si aspettava sotto casa la fidanzata o il fidanzato con pazienza e fiducia... Poi è arrivato, accompagnato da un vento fortissimo di cambiamento, il futuro. Dapprima con i computer, poi i telefonini, e infine i tablet e gli smartphone. Poi con l'avvento della potenza di calcolo che cresce a ritmi accelerati, ci siamo abituati a diventare parte di un mondo "virtuale" fatto di condivisioni, like, foto, video, motori di ricerca e, senza che ci manchi tanto, è scomparsa l'attesa. Si mandano e-mail, whatsapp, messaggi, ecc. e si aspetta freneticamente una risposta in tempo reale. Si estrae il proprio smartphone centinaia di volte al giorno dalla tasca o dalla borsetta per leggere gli aggiornamenti sui social. Tutto questo ha però un costo, soprattutto per le nuove generazioni abituate fin dalla culla a maneggiare con disinvoltura mezzi sofisticati ma allo stesso tempo facilissimi da utilizzare: tutto deve avvenire nell'immediato e in tempi rapidissimi. Ben venga, si dirà: si risparmia tempo e denaro! Un click e il bonifico è fatto. Un click e ho pagato la bolletta. Un click e ho mandato i miei soldi dall'altra parte del mondo. Un click sulla app e conosco l'andamento di tutti i mercati azionari mondiali; magari posso anche seguire i consigli di un'intelligenza artificiale che mi segua nell'allocare i miei risparmi. Il tutto a costi irrisori. Bellissimo. Stupendo. Per le nuove generazioni però si sta profilando un futuro cupo, di ragazzi e ragazze che inconsciamente spendono tutto quello che guadagnano anche per non sfigurare con lo stile di vita degli amici e conoscenti (nel mondo anglosassone chiamano questo fenomeno peer pressure), prendendo più like e visualizzazioni possibile. Tutto deve avvenire subito, adesso, ora. I risparmi? Massì, c'è tempo, mi diverto ora che sono giovane. I rendimenti? Tutti e subito. I crolli del mercato? Vendo, subito, prima che sia troppo tardi! Ma come ci siamo già detti più volte, i rendimenti sostanziosi che fanno crescere il propri capitale arrivano in tempi molto lunghi e purtroppo incompatibili con i ritmi odierni... La pianificazione finanziaria è un processo semplice e al tempo stesso complesso, ma che prevede una sintonia di intenti fra chi ci ha affidato i propri risparmi e chi deve farli crescere e proteggere nel tempo con soluzioni non banali, che necessariamente dovrà coprire l'intero arco di vita del cliente. Tutte le scorciatoie che ci si ostina a rincorrere, magari pretendendo rendimenti elevati a breve termine, con investimenti "senza rischi", non portano purtroppo da nessuna parte...

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Chi vuol essere milionario?

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 07.05.2019

Uno dei segreti peggio custoditi della storia è il concetto tipicamente finanziario del rapporto rischio/rendimento e del tempo. Banalmente, non esistono investimenti che diano alti rendimenti nel breve termine senza rischio. Talmente banale, che ci sono ancora troppi risparmiatori che ogni anno cascano in vere e proprie truffe basate sulla negazione dell'assunto di cui sopra. Eppure, la costanza, il metodo e le semplici tecniche di diversificazione applicate nel lungo termine fanno letteralmente miracoli. Conseguentemente, la domanda provocatoria che ogni tanto pongo e di cui tanto le persone si sorprendono, è: chi vuol essere milionario? A che età? E no, non dovrete partecipare a un quiz in TV... Qui sotto una tabella, in inglese, che indica chiaramente l'età in cui una persona lo può ragionevolmente diventare semplicemente iniziando a investire una somma costante nel tempo. Facendo un esempio, se facessimo un investimento annuo di eur 4.000,00 (pari a eur 333,33 mensili) partendo all'età di 25 anni, al tasso medio del 7% annuo, avremmo messo da parte il fatidico milione all'età di 77 anni. Bello, vero? Cosa state ancora aspettando...?

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Il mondo cambia... e tu?

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  • Finanza Comportamentale
Scritto il 05.03.2019

Non più tardi del 2000, le prime 15 compagnie a livello mondiale erano, nell'ordine, Coca Cola, Microsoft, IBM, Intel, Nokia, General Electrics, Ford, Disney, MacDonald's, AT&T, Marlboro, Mercedes-Benz, HP, Cisco e Toyota. 18 anni dopo troviamo invece Apple, Google, Amazon, Microsoft, Coca Cola, Samsung, Toyota, Mercedes-Benz, Facebook, MacDonald's, Intel, IBM, BMW, Disney e Cisco. Qui un video molto esplicativo: https://youtu.be/BQovQUga0VE Molti di noi in questi 18 anni hanno cambiato più volte lavoro, messo su famiglia, comprato o costruito una casa, cambiato diverse volte smartphone, computer, stile di vita, ecc., ma continuiamo ad avere un approccio agli investimenti spesso tramandato dai nostri genitori, nati in un mondo completamente diverso dall'attuale. Ci siamo abituati a consultare siti su siti passando agevolmente dallo smartphone al tablet al computer per scegliere un'auto, un abito, un accessorio per la casa o in generale un qualsiasi oggetto o servizio e poi, nel momento in cui finalmente decidiamo di occuparci del nostro futuro finanziario, ci catapultiamo immediatamente nel 1960, dove dobbiamo per forza recarci fisicamente nell'agenzia che ci hanno assegnato, per parlare con qualcuno che non conosciamo, in orari rigorosamente d'ufficio, e sentirci proporre investimenti a finestra con tunnel incorporato, con rendimento incerto e costi però certi (molte volte non proprio così immediati da scovare)... Il risultato è che avremo sempre risultati deludenti perché nessuno ha avuto il tempo di conoscerci veramente, sapere quali sono le nostre fragilità e le nostre ambizioni, i nostri obiettivi di vita, ecc. ecc., e questo mentre il mondo va avanti con la consulenza evoluta focalizzata sui diversi aspetti della nostra vita personale. Ha ancora senso continuare come sempre oppure è arrivato il momento di essere affiancati da un professionista? Pensateci e, se siete curiosi di cosa potremmo fare unendo le nostre forze, contattatemi.  

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Fa più rumore un albero che cade...

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  • Finanza Comportamentale
Scritto il 28.02.2019

...di un'intera foresta che cresce! Il messaggio è che siamo talmente distratti dalle notizie negative che non ci accorgiamo per niente di tutto ciò di positivo che ci succede attorno. Rimanere in tensione perché Trump minaccia la Cina di sanzioni, perché forse ci sarà la Brexit, o forse il petrolio salirà (l'albero che cade ) non aiuta i nostri investimenti e ci distrae togliendo la focalizzazione sui nostri obiettivi di vita, che necessariamente dovranno essere a medio - lungo termine (la foresta che cresce). Ma come crescono gli investimenti? L'altra sera, a domicilio di un cliente, commentavamo assieme la formula dell'interesse composto. Per chi non la conoscesse, è la formula su cui si basa sostanzialmente l'intera impalcatura finanziaria di questo pianeta e permette a tutte le banche di continuare a fare business ogni giorno. La formula è la seguente: M=C (1+i)^t dove: M = Montante C = Capitale investito i = tasso d'interesse annuo t = tempo (in anni) Volgarmente, è la cosiddetta "formula dell'anatocismo", che non è altro che la "formula che calcola gli interessi sugli interessi" (dato un capitale C iniziale), e risponde alla domanda fatidica di ogni investitore: a quanto ammonterà il mio capitale fra t anni, investito al tasso i, supponendo di reinvestirne ogni anno gli interessi maturati (allo stesso tasso)? Cosa possiamo subito notare? Intanto, che t (tempo) è all'esponente, e quindi (1+i) (l'interesse) aumenta più che proporzionalmente all'aumentare di t. Quali sono pertanto le leve di cui ogni investitore può eventualmente disporre per aumentare M (Capitale + Interessi)? Sostanzialmente due: il Capitale da investire C e il tempo t. Il tasso di interesse i, in questa semplificazione, viene ovviamente predeterminato, ma nella realtà dipenderà da diversi fattori e sarà una media che terrà conto delle oscillazioni del mercato e si modificherà in base alla rischiosità del portafoglio diversificato creato inizialmente. In buona sintesi, i sarà tanto più alto quanto più elevata sarà la volatilità (oscillazione attorno alla media) del portafoglio che abbiamo acquistato... Qui un link per approfondire l'argomento.  https://www.giuseppetrentadue.com/novita-aggiornamenti/non-c-%C3%A8-rendimento-senza-volatilit%C3%A0 Pertanto, supponiamo di avere un capitale di 100.000,00 euro investito a 30 anni al tasso del 3% annuo. Sviluppando la formula, otterremo: 242.726,25 = 100.000,00 x (1+0,03)^30 Aumentando il tasso al 6% annuo, le cifre cambiano radicalmente: si passa infatti a 574.349,12 = 100.000,00 x (1+0,06)^30 Una bella differenza: il 136,62% in più, a fronte di un aumento del 100% del tasso! Come si può vedere dal grafico sottostante: le variazioni del montante nei primi anni sono relativamente piccole al crescere degli anni, il montante cresce via via sempre più velocemente le variazioni di tasso possono portare a risultati significativamente positivi su un arco di tempo sufficientemente ampio Pertanto, una volta definito il corretto asse temporale, i propri obiettivi, l'asset allocation coerente con le aspettative di rendimento, e così via, non resta altro che rilassarsi e osservare la foresta che cresce...

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Il materasso (è la felicità)...

Scritto il 22.02.2019

Questo è il titolo di una famosa canzone di Renzo Arbore degli anni '80, che tra il serio e il faceto (anzi, più faceto che serio) confrontava la comodità del materasso rispetto alla sedia, la poltrona, il sofà e via dicendo. Anche per quanto riguarda l'ambito finanziario, il conto corrente (il materasso) è comodo, affascinante, seducente. Non espone a rischi, i miei soldi li vedo lì ogni giorno, posso prelevarli e contarli tutti (ma non fatelo...), posso spenderli, e così via. Solo che in Italia, in special modo, il cosiddetto materasso ha raggiunto dimensioni al di fuori di tutte le ragioni più o meno sensate ed inizia ad essere esagerata: più di 1.371 miliardi di euro! Qual è il danno che facciamo a noi stessi impedendo a tutto questo fiume di denaro di lavorare per noi e farci raggiungere i nostri obiettivi? Qui potete calcolarvelo da soli ed è tratto dal sito ufficiale dell'Istat. https://rivaluta.istat.it/ Per fare un esempio, lasciare 100.000,00 euro sul conto corrente a tasso zero da gennaio 2004 a dicembre 2018 (15 anni) avrebbe fatto perdere il suo potere di acquisto di 23.100,00 euro. In sintesi, 100.000,00 del 2004 equivalgono a 123.100,00 euro del 2018. Un investimento dello stesso importo e nello stesso periodo a un tasso (non irresistibile) del 3% annuo avrebbe fruttato ben 155.796,74 euro; al netto dell'inflazione avrei ottenuto quindi 32.696,74 euro in più, con un rendimento reale annuo del 1,90%! In allegato, invece, una rappresentazione grafica di come, dal 2003 al 2018, non investendo correttamente il denaro abbia portato l'incremento del risparmio in Italia di un misero +23% rispetto a paesi dove probabilmente le persone fanno lavorare i propri risparmi invece che lavorare per i propri risparmi! Se hai deciso di spendere tutti i soldi che hai sul conto nei prossimi giorni, lasciali pure dove sono; ma se pensi di non dover fare tutto il lavoro da solo e cerchi qualcuno che ti possa aiutare a far lavorare i tuoi risparmi per realizzare i tuoi obiettivi, contattami pure...

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Quanto mi dai?!

Scritto il 10.01.2019

Ecco la tabella aggiornata a tutto il 2018 dei rendimenti suddivisi per asset class degli ultimi 15 anni. Come si può facilmente vedere, ogni anno cambia la classifica dei "migliori e peggiori" aggregati per macro tipologie. Il rendimento del "Cash" (tasso di rendimento del Treasury Bill a 3 mesi, non di certo il conto corrente...) non è stata mai un'opzione che ha dato rendimenti eccellenti, tranne il 2018, anno più unico che raro. Che succederà nel 2019? Nessuno può saperlo, nonostante ci si affanni inutilmente a leggere centinaia di pagine delle più blasonate case di investimento. Banalmente, se ci fosse qualcuno che potesse seriamente trovare un algoritmo che potesse farlo, avrebbe in breve termine il monopolio di tutto il risparmio gestito del pianeta! Tutto ciò che si può affermare (e qui la previsione è certa), è che la colonna del 2019 (e quelle degli anni a venire) sarà completamente diversa da tutte le altre viste sinora... Da notare, infine, che chi negli anni passati, con l'aiuto di un consulente, ha costruito un portafoglio così costruito (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse): 15% azioni a larga capitalizzazione 15% azioni internazionali 10% azioni a bassa capitalizzazione 10% azioni paesi emergenti 40% obbligazioni non speculative ha potuto ottenere un rendimento medio annuo del 6,67%, con un rendimento migliore pari al 24,6% e peggiore pari al -22,40%. Ipotizzando pertanto un capitale investito di € 100.000,00 al 6,67%, in regime di capitalizzazione composta, dopo 15 anni avremmo ottenuto un capitale di € 239.655.81. Se si continuerà a mantenere sui conti correnti tutti i propri risparmi senza una seria pianificazione orientata ai propri obiettivi di vita, i danni in termini di mancato adeguamento al costo della vita dei propri sudati risparmi saranno irreparabili.

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Le previsioni del PIL da qui al 2100

Scritto il 19.12.2018

Molti clienti mi chiedono, in fase di investimento dei propri asset o durante le visite periodiche per verificarne l'andamento (e ribilanciare il portafoglio), quali saranno le "previsioni" per il prossimo anno. La risposta più onesta che si possa dare è: non lo so. Anche le più blasonate case di gestione, nonostante le loro previsioni, hanno dimostrato ex post che è un mestiere da lasciare agli astrologi. Quello che però mi sento di dire è che in un orizzonte temporale lungo periodo, le asset class più performanti saranno necessariamente quelle più volatili. I costi che verranno applicati avranno un peso decisivo e sposteranno i rendimenti, a costo di essere smentito, anche in maniera significativa. In questi ultimi giorni di un 2018 che si appresta ad essere un anno "particolare" pieno di segni "meno" e da aggiungere a tutti gli altri anni particolari già vissuti nel passato (niente di nuovo, pertanto, sotto il sole!), vi lascio con questa considerazione.  Già da da tempo gira un video su Youtube che illustra l'andamento del PIL dei primi 10 paesi nel mondo dal 1961 al 2017. Ce n'è un altro però, più interessante, che fa una proiezione dal 2018 al 2100 (addirittura!), ma non sarà molto lontano dalla realtà... Lì si vede come nei prossimi anni i paesi quali Cina e India sorpassare gli USA e diventare di gran lunga i paesi più "ricchi" del globo.  Il messaggio che voglio lasciarvi è che, nonostante il rumore di fondo di tutte le notizie negative che ci propinano i giornali, le televisioni e internet, il mondo va avanti, prospera e produce ricchezza. E qual è l'asset class che è una proxy del PIL? E' proprio l'azionario... E quindi, ogni ribasso è occasione di acquisto!

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