Roberto Aprile

45 post - 4.720 letture


Selezionare fondi comuni di investimento non è questione di classifiche

  • 29
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 23.10.2018

"Il rischio deriva dal non sapere quello che stai facendo” Warren Buffett Con l'ampliarsi del panorama degli strumenti finanziari d’investimento disponibili, e in particolare dei fondi comuni e delle Sicav, per il risparmiatore è diventato molto difficile scegliere. Per orientarsi, in genere, istintivamente, scruta le classifiche, come le performance storiche, magari – per i più avveduti – anche i rating, come le stelle di Morningstar, ecc. Purtroppo si tratta di un orientamento, benché opportuno, ancora superficiale: ciò che è visibile in superficie nasconde sempre ciò che sta sotto di essa! E questo errore può costare caro, come possono testimoniare molti investitori naif! La scelta di un fondo infatti dovrebbe essere un’azione maturata nel tempo, con più responsabilità: dopo aver effettuato un’attenta analisi qualitativa del fondo a cui si ha interesse, e avendone monitorati per un certo periodo gli assets; solo successivamente si può procedere ad inserirlo strategicamente nel proprio portafoglio di fondi selezionati. In effetti, il fattore critico di un portafoglio di fondi non è collezionare “i migliori della categoria”, ma individuarli attribuendone la specifica funzione all’interno del progetto di investimento complessivo, dato il livello di rischio assunto, e attribuirne quindi il corretto peso. E si tratta solo del giusto atteggiamento nel compiere il passo iniziale... occorre ben altro per costruire un portafoglio veramente efficiente: ci vuole conoscenza della materia, strategia e metodo!

Continua a leggere

Lascia che il mercato lavori per te!

  • 32
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 16.10.2018

"Il nemico principale dell'investitore è probabile che sia se stesso." Benjamin Graham Sono due i pericoli che segnano il destino di un investitore: I mercati non sono prevedibili e possono evolversi rapidamente e in modo erratico in tutte le direzioni. L’investitore può lasciarsi trasportare dagli stati emotivi, e questi gli impediscono di ponderare decisioni d’investimento efficaci. A chiunque piacerebbe che il mercato azionario fosse prevedibile, che permettesse di comprare prima dei rialzi di prezzo e vendere prima dei ribassi! Ma questo è paradossale: se tutti comprassimo nello stesso momento e vendessimo nello stesso momento, il mercato non potrebbe esistere! L’andamento del mercato è la risultante di orientamenti diversi che si incontrano, o si “scontrano”, e non si può mai sapere chi ha più forza e vince; perciò esso non può che essere irregolare per definizione… e quindi – come i terremoti - è difficile se non impossibile averne previsione. Tuttavia, le oscillazioni – molto pericolose nel breve – vengono assorbite nei cicli più lunghi e ciò riduce la possibilità di perdere: più a lungo si tiene un investimento, meno saranno le possibilità di perdere denaro, tuttavia è anche vero che, come disse Keynes ironizzando, “nel lungo periodo saremo tutti morti”. Ma, va aggiunto, anche se non lo fossimo, nulla assicura che il nostro investimento avrà avuto successo! La verità è che il “lungo periodo”, tecnicamente, è una categoria della teoria economica, non una dimensione temporale, non rappresenta veramente una unità di tempo. Ma proprio per questo, nell’attività di investimento, bisogna saper rimanere distaccati, lasciando scorrere le emozioni, senza farsi influenzare da esse – atteggiamento per molti impossibile o addirittura inconcepibile – tuttavia dobbiamo capire che noi non siamo le nostre emozioni e tanto meno lo è il nostro investimento! Per altro, vi sono sistemi di investimento che rassicurano e quindi facilitano il mantenimento di un atteggiamento “neutro”. Il modo più semplice è attivare un piano di risparmio periodico, perché l'investimento effettuato a intervalli regolari appiana nel tempo i picchi positivi e negativi. Vista in questa prospettiva, la volatilità diventa un fattore positivo, poiché avremo il vantaggio di acquistare quando le quotazioni scendono, comprando quindi a prezzi “scontati” e di conseguenza massimizzando il valore delle quote acquistate, quando esse si saranno rivalutate. In questo caso, l’atteggiamento nei confronti del rischio dovrebbe addirittura ribaltarsi, e da negativo diventare positivo: investendo periodicamente, un po’ per volta, “rateizzando” l’investimento, è di fatto preferibile che le quotazioni restino basse o meglio ancora, che continuino a scendere per un lungo periodo, dandoci l’opportunità di acquistare nel tempo a prezzi sempre più bassi, per poi, quando finalmente il mercato tornerà a salire registrando un forte rialzo, poter vendere al massimo del prezzo! Sembrerebbe dunque che si possa sfruttate la debolezza del mercato a proprio vantaggio. Ma io direi più semplicemente: lascia che il mercato lavori per te!

Continua a leggere

Conosci te stesso

  • 33
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 09.10.2018

Come si fa a trasformare i trend del mercato in opportunità di profitto? Innanzitutto bisogna saper guardare sempre oltre le mode del momento! Ma come fare a sapere quando è giusto “entrare” o “uscire”? Semplice: il segreto – e questo vale soprattutto per l’investitore, ben più che per lo speculatore - consiste nell’acquistare azioni di società sottovalutate, ma allo stesso tempo solide, competitive e promettenti e aspettare che il mercato le scopra. Lo stesso vale per i fondi, scegliendo con gli stessi criteri i comparti, le aree geografiche e i settori nei quali sono investiti. Quindi, davanti alle vicendevoli fasi dei mercati, non ci si deve far prendere dal panico, né dall’euforia, poiché, come diceva Benjamin Graham, “il vero segreto della ricchezza non sta nel comprare e vendere, ma nel possedere e mantenere, aspettando che il valore delle azioni aumenti e ciò accade nel lungo periodo”. Ora, è normale emozionarti investendo, ma non investire emozionandoti, perché trasformeresti un evento umanamente coinvolgente ed appagante in una delirante ossessione. Il segreto sta nel sapere sempre cosa stai facendo ed essere sempre presente a te stesso!...per cui, nell’investimento, non chiederti mai come si sta comportando il tuo portafoglio titoli, chiediti piuttosto come ti stai comportando tu rispetto ad esso... scoprirai che investire può essere una via per realizzare l’’esortazione delfica del “conosci te stesso” ...

Continua a leggere

Quando i mercati salgono, quando i mercati scendono, euforia e panico: ovvero l'effetto gregge

  • 161
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 02.10.2018

L’uomo – come si dice - è un “animale sociale”, intendendo per tale che la sua vita è fatta di relazioni e di comunicazione con i simili. Per questo, in quanto esseri umani, è facile lasciarsi influenzare dal pensiero comune e dal comportamento delle persone con cui siamo in relazione. Questo accade anche con le decisioni finanziarie: se ci accorgiamo che in un certo momento la maggioranza degli investitori agisce in un determinato modo, siamo presi dal dubbio che nei mercati stia succedendo qualcosa che ci sfugge e finiamo perciò col seguire in modo acritico il comportamento comune, invece di chiederci se sia giusto per noi, in base agli obiettivi che ci siamo posti, e cercare prima di tutto informazioni adeguate. Invece nel mondo degli investimenti accade spesso il fatto di vedere correre tutti nella stessa direzione, ed emotivamente finire col seguire gli altri senza valutare attentamente le informazioni a disposizione! E’ questo il meccanismo per cui a volte i mercati finanziari sono invasi dall’euforia, o al contrario quando si genera panico: ognuno, preoccupato di perdere opportunità o di subire perdite, tende a fare esattamente ciò che fanno gli altri, rischiando di comprare a prezzi troppo alti o vendere a prezzi troppo bassi. In realtà, è regola generale che se un trend di investimento è in atto da tempo, può darsi che non sia più opportuno entrarvi, oppure uscirvi! Le mode in finanza sono quanto di peggio possa palesarsi per un investitore, nelle quali è spinto emotivamente a seguire una tendenza.. ma proprio perché “moda”, non significa che essa corrisponda a ciò che sia giusto per lui: l’investimento – come tutto nella vita - è un progetto da realizzare, un percorso da percorrere, una ipotesi da verificare, una “scommessa” da vincere, per questo prima di investire occorre valutare a mente serena la propria situazione finanziaria: se abbiamo identificato gli obiettivi personali da conseguire attraverso il nostro personalissimo investimento, e abbiamo ben presente il rischio che siamo disposti ad assumerci e per quanto tempo, siamo anche in grado di considerare in ogni momento le alternative disponibili e tenere sempre sotto controllo la situazione. Questo consente di rimanere sereni e “distaccati” di fronte al comportamento spesso irrazionale della massa, motivato da panico o da euforia, ed evitare di rimanerne vittime. Allora, conviene essere indipendente e anticonformista, autonomo nelle scelte. Non fidarti delle mode o del comportamento della massa; rimani realisticamente agganciato alle tue decisioni e al tuo stile di investimento, rimanendo consapevole delle tue vere esigenze, per le quali valuta sempre bene la situazione, prima di effettuare qualsiasi scelta e chiediti sempre se essa sia in linea con il tuo progetto d’investimento. Resisti alla spinta di reagire impulsivamente a qualcosa che sta accadendo nei mercati e di cui non hai chiara comprensione, ma basati sempre su informazioni la cui fonte sia affidabile e controllabile; tenendo tuttavia presente che accogliendo previsioni di “guru” finanziari e analisti, nella misura in cui queste previsioni vengono accolte dai mercati, possono diventare “profezie” che si auto-avverano… il che ancora una volta non significa che siano vere!

Continua a leggere

Fidarsi di se stessi è (quasi sempre) bene, non fidarsi è (sempre) meglio!

  • 32
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 25.09.2018

Contare troppo su se stessi... anche di questo ha bisogno la nostra autostima! Tuttavia, sovrastimando le proprie capacità di previsione, o fidandosi troppo del proprio “istinto”, finiremmo con lo scaraventarci nell’imponderabile e correre rischi non necessari... specie se ricorressimo all’antica arte della divinazione: Warren Buffett (il più grande value investor di sempre) ebbe a dire che chi cerca di indovinare l'andamento dei mercati finanziari "riesce a mettere in bella mostra maghi e fattucchiere": i mercati sono per antonomasia imprevedibili! L'illusione di poterli prevedere nasce dal bisogno di ancorare le proprie scelte d'investimento a qualche considerazione "razionale" che possa giustificarle. Così ci sono due modi di affacciarsi sul mondo degli investimenti: uno è ponderare razionalmente l’investimento prima di agire, l’altro è effettuare scelte di investimento sull’onda dell’entusiasmo e sul montare dell’ansia di non fare in tempo a “cogliere l’occasione”… e successivamente cercare spiegazioni razionali per giustificare le perdite subite...quello che succede un po’ anche agli economisti. Davanti all’imperversare di una crisi economica e finanziaria speriamo sempre che gli economisti ci illuminino sul perché e percome ciò sia potuto accadere e quando e come se ne potrà uscir fuori. Del resto, il loro ruolo dovrebbe essere proprio questo: comprendere le cause della crisi e le possibili conseguenze future. Ed invece, capita spesso di osservare che proprio loro sembrano essere sistematicamente colti alla sprovvista. In venticinque anni di onesta professione ho constatato che essi più che altro elaborano teorie con cui cercano di giustificare le dinamiche in corso, ma che poco hanno a che vedere con i fenomeni veri; anzi, spesso si ha addirittura l’impressione che sostengano che sia la realtà ad essere sbagliata, dal momento che non è allineata alle loro tesi… comune difetto dell’essere umano!

Continua a leggere

Saper vincere

  • 31
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 18.09.2018

Ad osservare dall’esterno i mercati, sembrano essere “caotici”: ma i prezzi sul mercato altro non sono che il risultato di azioni di esseri umani che comprano e vendono titoli, e che molto spesso agiscono sull’impulso delle emozioni piuttosto che sulle ponderazioni logiche. In realtà, gli investitori si influenzano l’un l’altro e tutti si muovono alla fine in «gregge»; è allora che un’idea diventa moda! Stai attento alle mode: non seguire mai il «gregge», a meno che non sai dove stia andando e quale “pastore” lo stia guidando! Il numero, la quantità non sono quasi mai garanzia di competenza... diceva John Templeton: “Troppi investitori si concentrano sulle previsioni e sui trend. Tuttavia si guadagna di più ricercando il valore.” Templeton in realtà diceva una cosa apparentemente molto banale: il “valore” è rappresentato dalla differenza tra il prezzo a cui hai acquistato e quello a cui hai venduto, ma che è già inglobato in ciò che hai comprato: non è dunque la rincorsa del prezzo che da’ valore a ciò che acquisti, ma l’aver saputo riconoscere prima degli altri il valore intrinseco all’oggetto acquistato e aspettare che tutti lo scoprano. Per questo Templeton termina dicendo: “Nei mercati finanziari, l’unico modo di fare un affare è comprare quello che la maggioranza degli investitori sta vendendo”.

Continua a leggere

Saper perdere.

  • 27
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 11.09.2018

Tutti abbiamo un’innata avversione alle perdite, tanto che spesso, come nella vita, paradossalmente, la possibilità di essere delusi ci fa allontanare dall’oggetto del nostro desiderio, così anche negli investimenti, per evitare di provare il dispiacere di perdere, preferiamo precluderci la possibilità di guadagnare, benché questa sia a portata di mano!... Così tutti desideriamo avere la certezza del successo, ma la sicurezza da noi tanto agognata non appartiene alla vita - che di per sé è incerta e fragile – la saggezza sta nell’accettare la vita e con essa la possibilità di perderla. L’accettazione della perdita appare impossibile; essa invece è alla base di una vita vissuta con saggezza. L’accettazione è fondamentale per condurre una vita felice e spesso è anche salutare: è l’attaccamento che crea le condizioni per l’infelicità, e tanto per mischiare il sacro con il profano, anche nell’investimento, se non sei capace di abbandonare “il gioco” quando hai perso molto, nella speranza di recuperarlo, finirai sicuramente col perdere molto di più. Potresti guidare la macchina guardando nello specchio retrovisore? Finiresti con lo schiantarti! Cercare di recuperare quanto perduto in una fase sfortunata dell’investimento è esattamente la stessa cosa... è un principio che vale per ogni altro aspetto della vita.

Continua a leggere

Diventar ricchi operando in borsa...

  • 65
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 04.09.2018

è un sogno di molti, ma il più delle volte un’illusione pericolosa (specie se sei tanto sfortunato da avere un iniziale successo) tant’è vero che il 90% dei trader contabilizza solo perdite! Tanto meno si diventa milionari con “le dritte” dell’amico “che sta già guadagnando un sacco!” o con i “buoni consigli” del tale che “lui si che sa!”. Bisognerebbe stare alla larga dalla brama che spinge a tentare di trasformare una piccola somma in una fortuna. L’“investimento, al contrario della speculazione, è più che altro fare qualcosa perché le proprie fortune non si riducano o disperdano, ma si accrescano nel tempo! Come sempre, il segreto sta nella banalità del metodo, e soprattutto rimanervi fedele. I principi fondamentali sono molto semplici e sono tre: Punto primo: acquista sempre e solo ciò che conosci. E’ un consiglio che sembrerebbe tanto banale, quanto il buon senso che lo ispira, eppure negli investimenti, mai nulla viene tanto disatteso quanto questo principio. Punto secondo: dedica tempo ad informarti sulle società in cui pensi di investire, oppure se non investi direttamente in borsa, dedica il tempo necessario all’osservazione – senza fretta - degli strumenti del risparmio gestito disponibili sul mercato. Osserva e valuta bilanci, la situazione patrimoniale, la qualità del management, il settore in cui la società opera e le sue prospettive; anche se intendi investire attraverso fondi e sicav, è necessario studiarne non solo l’andamento attuale, ma anche e soprattutto il loro comportamento durante le varie fasi passate del mercato, per essere certo che le loro performance non siano dovute al caso, ma all’effettiva bravura dei gestori. Lo so, non è semplice, ma non per questo sei condannato a occuparti dei tuoi risparmi in maniera semplicistica: la ragione del successo risiede nel rigore delle analisi… Punto terzo: orientati solo in un orizzonte di lungo periodo. Tieni ben presente cosa dice Peter Lynch (forse il più grande investitore al mondo, dopo Worren Buffet): “Se si tratta di decidere se un titolo sarà più alto o più basso nei prossimi due o tre anni, tanto vale lasciar decidere al lancio di una moneta”. La fortuna nell’investimento azionario non sta nelle previsioni, semmai nell’analisi rigorosa delle condizioni di salute dei settori e delle società. In genere si è troppo ossessionati dal tentativo di riuscire a cogliere il prezzo “migliore” in tutte le fasi alterne della quotazione di un titolo o di un fondo, ovvero comprando sempre ai soliti “minimi” per poi vendere a i soliti “massimi”, pensando che ciò garantisca il successo all’investimento; ma questa è solo illusione. Viceversa, più l’investimento è impostato sul lungo periodo, più tende ad annullare gli effetti negativi di breve. In un articolo pubblicato diverso tempo fa, in cui si parlava dell’impatto che il trading e lo switching hanno sul normale andamento dell’investimento, l’autore (non ricordo più chi fosse) riportava un esperimento condotto da Peter Lynch, il quale si era divertito a simulare gli andamenti di due diverse strategie di investimento durante un arco temporale di decine di anni: una acquistava ogni volta che l’indice arrivava ai massimi dell’anno, l’altra invece quando i prezzi erano ai minimi. Ebbene, immagina qual è stata la differenza di performance riscontrata tra le due… Beh, tieniti forte: la differenza riscontrata tra il risultato ottenuto dall’ immaginario investitore che fosse riuscito ad acquistare sempre nei momenti più favorevoli (cioè ai “minimi” di borsa), e l’altro che al contrario avesse acquistato sempre sui “massimi” è stata poco più dell’1% all’anno! Difficile crederci, vero? Eppure questo esperimento dovrebbe dimostrare proprio l’inutilità dello sforzo di prevedere le oscillazioni di breve termine, almeno ai fini di un investimento di lungo periodo. Quindi, qualora fossi comprensibilmente tentato di chiedere ad un gestore previsioni sul futuro del tuo investimento, non ti meravigliare qualora la risposta fosse: “Non lo so”. Penseresti che non sia un bravo gestore, e invece sarebbe solo un gestore onesto. Gli investimenti che di volta in volta sono considerati “i migliori” in realtà molto spesso sono solo quelli più popolari, quelli di cui (complici gli organi di informazione specializzati) si parla di più, che quindi si acquistano più spesso e pertanto il cui prezzo di mercato progressivamente diventa più caro. E’ per questo motivo che quando si acquista un’azione, motivandolo con il fatto che la sua quotazione “sta salendo”, si sta facendo una grossa fesseria: W. Buffet la giudica “La ragione più stupida del mondo per acquistare un’azione”. Perciò, come per tutte le cose, anche nell’attività di investimento non ci sono scorciatoie e il successo non è gratuito: ciò che davvero può fare la differenza è invece la conoscenza di ciò in cui si investe, tanto più utile se rigorosa ed esatta… Del resto, i mercati, anche per effetto della globalizzazione, negli ultimi decenni si sono trasformati, le tipologie di strumenti di investimento sono numerose e gli strumenti sono sempre più complessi, i mercati globali sono sempre più correlati tra loro, così che trovare protezione e sicurezza cercando di arbitrare tra i momenti in cui i titoli cedono e recuperano è sempre più illusorio.

Continua a leggere

Davanti alla realtà del cliente: riflessioni di un consulente finanziario

  • 61
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 24.08.2018

L’investimento, come qualunque altra iniziativa legata all’esigenza di creare o gestire risparmio, è un’attività che acquista il suo senso all’interno della patrimonialità di una persona o di una famiglia, alla cui composizione partecipano asset finanziari, mobiliari e immobiliari, beni materiali e immateriali, compresi i legami che si stringono attorno a tutto questo, e che ne costituiscono la potenzialità di sviluppo o di ristagno. Per questo penso che l’attività del consulente finanziario non debba focalizzarsi meramente sull’investimento delle risorse liquide disponibili, qualunque sia l’obiettivo a cui sarebbero destinate, in quanto attività di investimento in se stessa! Il patrimonio è un fenomeno intergenerazionale che si costituisce nel tempo, attraverso una serie di fasi che progressivamente si susseguono attraverso le generazioni, e riguardano la vita economica (e non solo) degli individui, che Modigliani chiamò “cicli di vita”. Concetto preso in prestito dal nostro ambiente e utilizzato come guida per orientarci nella scelta degli investimenti, in funzione delle necessità tipiche delle persone prese nella loro specifica fascia di età, ovvero segmento del “ciclo”. Un principio che potrebbe essere utilizzato nella sua euristica anche per l’analisi della realtà patrimoniale, in funzione del suo mantenimento, tutela, ulteriore sviluppo, protezione e trasmissione, dal momento che esso altro non rappresenta che il portato concreto del valore della vita reale delle persone. Quindi, nel valutare la volontà di investimento del cliente, necessariamente abbiamo a che fare con la sua ricchezza che costituisce la realtà patrimoniale, in senso globale, e non semplicemente finanziaria, poiché essa è costituita non solo da denaro, ma anche da proprietà immobiliari, da attivi e passivi, da attività professionali e da relazioni e rapporti che andrebbero tenuti in opportuna considerazione per la loro capacità di costituire anche elemento di crisi, oltre che di sviluppo, e tutto molto attentamente proprio per creare la condizione ottimale perché gli investimenti possano espletare a pieno il loro effetto positivo sulla ricchezza stessa. Dunque, le tematiche vere attorno a cui sviluppare un programma di investimenti dovrebbero essere la serenità e la stabilità della famiglia, la realtà dello stato patrimoniale per il quale trovare soluzioni efficaci: di fronte a questo, qual è il senso di parlare di mercati finanziari e di differenziali di performance, di tassi, di spread, di fondi, di quanto si potrebbe ottenere da un investimento che nessuno può garantire oggi per il futuro, se poi l’intero patrimonio del cliente potrebbe correre il rischio di essere polverizzato da un evento inopinabile o attaccato da creditori o smembrato da dinamiche interne al nucleo stesso? Allora, davanti a tutto questo mi chiedo che senso ha interessarmi, come consulente finanziario, alle mere opportunità di investimento, anche se offrissero rendimenti a due cifre? Che senso ha parlare di qualche decimo di punto in più o in meno che possiamo ottenere dal mercato? Piuttosto converrebbe pensare come fare per tutelare il nucleo familiare del cliente, ed evitare che eventuali errori che lui possa commettere nella sua attività economica non comportino come conseguenza la perdita della sua casa; assicurare a lui e alla sua famiglia stabilità economica, programmare la sua vecchiaia, e quella che sarà dei suoi figli… e soprattutto per quelli che dovessero essere troppo fragili e necessitare di particolari tutele; e non ultimo domandarsi quali soluzioni trovare per agevolare il passaggio generazionale della sua azienda che rappresenta il risultato di una vita intera di sacrifici, di intelligenza e di conoscenza applicate, ed evitare che vada ad impattare contro avversità , endogene o esogene, che possano distruggerla….

Continua a leggere
Condividi