Dite la verità, vi siete spaventati lunedì scorso quando i mercati hanno cominciato a picchiare verso il basso? Tutti i TG hanno aperto con la solita frase fatta che descriveva quanti miliardi di euro e dollari erano stati bruciati in poche ore. Sulle pagine digitali de Il Sole 24 Ore potevamo leggere La variante Delta affonda le Borse, Milano la peggiore. Tonfo di Wall Street. Dello stesso tenore altri siti altrettanto autorevoli, che non si risparmiavano nella diffusione del panico. L'indomani il Sole 24 Ore titolava in prima pagina riportando quanto fossero pesanti le perdite della giornata precedente con l'occhiello IL TRACOLLO. E ancora a pagina 6, sei colonne riprendevano le litanie delle perdite dal titolo Il Covid travolge ancora le Borse. Nella stessa giornata, a tutta pagina, MF apriva con il titolo La Delta stronca le borse, con un catenaccio che, dopo avere evidenziato le perdite, ci informava che È corsa all’acquisto di titoli di Stato. Un evidente invito subliminale a liquidare le posizioni per rifugiarsi altrove, il tutto graficamente incorniciato in rosso, con l’occhiello in maiuscolo recitante LUNEDÌ NERO SUI MERCATI.
Questo è stato l'effetto scatenante di alcune telefonate che ho ricevuto da clienti che mi chiedevano preoccupati, se fosse opportuno liquidare le posizioni nel periodo estivo, per evitare eventuali pesanti correzioni del mercato azionario. Chi mi conosce sa già quale è stata la mia risposta in questi casi: quando i mercati collassano si compra, non si vende!!!
Da qui allora sono partite alcune riflessioni che vorrei condividere con i lettori, prima della pausa estiva. La prima riguarda il rumore prodotto dal tonfo dei mercati e il silenzio generato dalla ripresa, come se i miliardi bruciati producessero più refrigerio del calore prodotto dalla ripresa. Quel ribasso era forse la vendetta attesa da tutti coloro che, usciti dai mercati in occasione della pandemia, non erano più rientrati, accumulando sui conti grande liquidità nel tentativo di proteggersi da scenari distopici. La finanza comportamentale ci ha insegnato a capire che il dolore di una perdita è più doloroso rispetto alla gioia di un guadagno. Tuttavia ci ha anche aiutato a comprendere che il rischio di una emozione non controllata amplifica il rammarico di non avere saputo gestire il crollo del mercato, davanti alla sua inevitabile crescita nel tempo.
La seconda è invece relativa alla facilità con la quale si può perdere il controllo delle proprie emozioni, abbandonandosi all'idea di non riuscire a vedere altra via di salvezza che non liquidare il proprio investimento, nell'inutile tentativo di salvare il salvabile, rinnegando i propri progetti futuri, a causa della paura di perdere. A questo riguardo, per non tediare oltremodo il lettore, invito a rileggere quanto ho scritto sul mio post del 15 marzo 2021 dal titolo TEMPO E NON TEMPISMO SUI MERCATI.
Vendere e non rientrare sul mercato in attesa di tempi migliori è sempre e comunque sconsigliato. Per questo è fondamentale prestare sempre la massima attenzione non tanto a quando si investe ma, piuttosto, per quanto tempo lo si fa. Abbiamo infatti visto diverse volte che è impossibile prevedere l'andamento dei mercati e così i momenti di ribasso o di rialzo. Pertanto non mi stancherò mai di dire che la cosa fondamentale è rimanere sempre investiti per il periodo scelto, in modo da cogliere tutti i momenti migliori, senza così subire quelli peggiori, che nel tempo, sono numericamente inferiori. Ecco perché la statistica ci aiuta a comprendere che più il tempo dell'investimento è lungo, tanto meno attenzione bisogna dare all’investimento. Lo so, sembra un paradosso, ma fateci caso: tanto più un investimento viene dimenticato, tanto meno fa paura il suo risultato nel durante, specialmente in momenti come quelli occorsi lunedì scorso. La differenza viene fatta non tanto dal momento più o meno fortunato di ingresso sui mercati ma, piuttosto, dalla quantità di tempo in cui si rimane investiti. E più si tende a proteggere l'investimento, tanto meno saranno i risultati, perché la riduzione della volatilità nel tempo riduce il rendimento.