Andrea Braglia

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Il boom economico italiano del premier Mario Draghi mette la parola fine ai vecchi piani di austerità

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 28.04.2021

L’Italia può recuperare più Pil del resto dell'Europa E’ probabile che Mario Draghi riesca a orchestrare un piccolo boom economico nel nostro Paese, qualcosa come un +4% del Pil, con la conseguenza che tra un anno, chi ha “salvato l’euro” - pur riconoscendo ora le ragioni degli eurocritici - appaia come il “salvatore” dell’economia italiana. Le stime degli analisti internazionali più importanti indicano l’Italia come il paese che può recuperare più Pilrispetto al resto di tutta l’Europa, per tre motivi: i) il Recovery Fund rappresenta circa 40 miliardi di spesa addizionale all’anno (192 miliardi diviso cinque anni); ii) Draghi si può permettere un deficit pubblico di quasi il 12% del PIL e questo è il maggiore deficit (in tutta l’Europa) e cioè stimolo fiscale dei paesi OCSE dopo gli USA; iii) le garanzie pubbliche offerte alle Banche italiane sono tra le più alte al mondo (sempre in proporzione del PIL o del totale dei loro bilanci) e hanno fatto sì che per la prima volta dal 2006-7 il credito sia aumentato in modo rilevante  (circa 60 miliardi quasi tutti a imprese).     Il piano di Draghi prevede di utilizzare 150 Mld Eur Leggendo il discorso di Draghi si comprende che il premier ha un piano per “utilizzare almeno 150 Mld Eur nel 2021”, a sostegno della nostra economia Il Recovery Plan che il premier ha presentato alla Camera, prevede soprattutto: maggiori garanzie alle Banche che hanno aumentato il credito di 60 Mld Eur; maggiore deficit, pari al 12% del Pil (il più alto dopo quello degli Usa); che si traduce in un intervento unico e storico a sostegno della nostra economia, nell’unico modo possibile, ovvero “creando denaro”. +13% di credito al settore manifatturiero Questi sono dati di novembre, ma negli ultimi mesi dovrebbero essere aumentati, stando alle conference call delle Banche che ho seguito: +13% il credito al settore manifatturiero, significa appunto “creare denaro”, perchè è garantito dallo Stato.  

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CLIENTI SACRIFICATI “SULL’ALTARE DEI RIEQUILIBRI ECONOMICI” DELLE BANCHE

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  • Banche e prodotti bancari
Scritto il 15.04.2021

  Unicredit e la lettera ai clienti: “da luglio nuovi costi sui conti" Le Banche italiane stanno provando a dichiarare guerra ai tassi negativi e lo fanno scaricando la loro condizione di bilancio negativo sulla clientela: dopo la decisone di Fineco, adesso è Unicredit ad uscire allo scoperto  con una proposta di “modifica unilaterale” inviata ai clienti sottoscrittori del conto “my Genius”. Anche Unicredit, come Fineco, sostiene che l’attuale contesto di mercato giustifica un aumento dei costi dei canoni mensili del conto my Genius: la Banca menziona presunti “equilibri economici” che sarebbero venuti meno e che possono essere riequilibrati, a loro modo di vedere, solo con un aumento dei costi per i clienti. Come aumentano i costi dei conti di Unicredit Di seguito sono elencati gli aumenti dei costi mensili dei diversi conti: my Genius passerà da 1,78 Eur a 3,03 Eur, con un incremento del +70% il contratto Transazionale Silver aumenterà da 7,72 Eur a 10,05 Eur (+30%) il Gold da 10,83 Eur a 14,42 Eur (+33%) il Platinum da 19,97 Eur a 23,56 Eur (+18%) i canoni dei moduli Investimento Platinum e Gold non cambieranno Clienti sacrificati "sull’altare dei riequilibri economici delle Banche" Se le Banche arrivano a tanto, è perchè sono costrette dalla contingenza economica, come scritto nella lettera di Unicredit, tuttavia resta il tema del rapporto con la clientela: un rapporto “interrotto” e privo di quella forma di dialogo che dovrebbe avvicinare le parti invece che allontanarle, dal momento che il “cliente che non investe” e che lascia i soldi in conto corrente, senza movimentarli, non può e non deve essere considerato un peso. I clienti rappresentano il patrimonio più importante delle Banche ed invece di essere tutelati ed aiutati (soprattutto nell’attuale contesto di enorme difficoltà economico-finanziaria, dovuta al lockdown ed alla pandemia), vengono sacrificati "sull’altare degli equilibri economici da ristabilire”. Per le Banche italiane il peso dei tassi negativi si è fatto più forte nell’anno del Covid-19 ed a seguito delle politiche ultra-espansive della Bce, il trend al ribasso dell’Euribor non ha avuto sosta, portando Fineco a decidere di chiudere i conti correnti inattivi con giacenze superiori ai 100.000 Eur. La decisione presa in Italia si inserisce in una serie di provvedimenti avviati anche in altri Paesi europei, dal momento che in settembre, diverse Banche francesi hanno annunciato l’applicazione di un tasso negativo sui conti correnti di clienti con patrimoni elevati: anche in Germania, la Sparkasse di Monaco, la quinta cassa di risparmio su scala nazionale, ha scelto un tasso negativo per tutti i depositi superiori a 100.000 Eur. La decisione di Fineco per contrastare i tassi negativi Dal 18 maggio i correntisti di FinecoBank dovranno sottostare a nuove regole, che prevedono che per i clienti con almeno 100.000 Eur di liquidità sul conto, ma privi di finanziamenti o di forme di investimento in prodotti di risparmio gestito od amministrato, la Banca potrà rescindere il contratto e chiudere il conto del cliente. FinecoBank lo ha annunciato in una lettera di “Proposta di modifica unilaterale del contratto”, che spiega le conseguenze dei tassi negativi per le Banche, evidenziando che, rispetto al 2019, le politiche espansive anti-pandemia adottate della Bce, hanno contribuito ad abbassare l’Euribor ad un livello tale per cui, ogni trimestre, un conto corrente con una giacenza media di 100.000 Eur, costerebbe alla Banca 24,5 Eur (l’Euribor è il tasso utilizzato dalle banche nelle proprie operazioni di finanziamento). “Il mantenimento sul conto corrente di giacenze liquide rilevanti, genera per FinecoBank significative ripercussioni negative sull’equilibrio economico fra i costi sostenuti per l’erogazione del servizio ed i ricavi derivanti dall’utilizzo dello stesso”, ha scritto la Banca.  Di fronte a questi nuovi costi, la scelta di FinecoBank è stata quella di mantenere inalterate “le condizioni economiche stabilite a novembre 2019”, ma di modificare le condizioni contrattuali, in modo da limitare i depositi di liquidità che non costituiscono per la Banca opportunità di guadagno, bensì solo costi.

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PERDITE STORICHE DEI CORPORATE BOND E DEI TITOLI DI STATO INTERNAZIONALI

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  • Obbligazioni - investimenti obbligaz
Scritto il 07.04.2021

Tutti i tassi di interesse dei Titoli di Stato sono sotto l’inflazione Le perdite sugli investimenti obbligazionari Governativi e Corporate da inizio anno sono state le più altre di sempre, con l’Indice Us Investment Grade Corporate che ha perso – 4,42%, la peggiore perdita in assoluto dopo quella del -7.49% del terzo trimestre 2008, come evidenzia la ricerca di Bank Of America. Per la prima volta nella storia dei mercati finanziari mondiali, tutti i tassi di interesse dei Titoli di Stato internazionali sono sotto l’inflazione. Inoltre per la prima volta dagli anni ’70, i Titoli di Stato Treasury a lungo termine hanno perso il -15.6% da inizio anno, mentre quelli con scadenza a dieci anni hanno perso circa -8%. Gli Italiani depositano altri 200 Mld Eur nei loro c\c Nel frattempo in Italia la quantità di liquidità depositata sui c\c è aumentato di altri 200 Mld Eur, con i promotori che raccolgono 4.5 Mld Eur al mese, le Poste hanno raccolto 17 Mld Eur in più e tra le principali 600 società europee che finora hanno annunciato i risultati, le migliori sono le Banche ed il risparmio gestito in generale (come mostra il grafico). Il reddito delle famiglie Usa a + 1.900 Mld Usd. Negli USA la situazione è ancora più sproporzionata, dal momento che il reddito delle famiglie è aumentato di 1.330 Mld Usd, grazie ai sussidi per il Covid ed al fatto che le famiglie hanno speso 580 Mld Usd di meno, a seguito del lockdopwn perchè tutto chiuso, per un totale di 1.900 Mld Usd di risparmi complessivi. Cosa accade a tutta questa liquidità.? Da inizio anno, una parte di questa liquidità è stata investita nei mercati azionari mondiali.    

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QUALI SONO I BONDS DA COMPRARE NELL’ATTUALE SCENARIO FINANZIARIO.?

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  • Obbligazioni - investimenti obbligaz
Scritto il 18.03.2021

Conviene ancora investire nei Bonds.? Da tempo gli investimenti Obbligazionari mondiali (sia Governativi che Corporate) offrono rendimenti molto modesti, ma la situazione attuale è ulteriormente peggiorata, al punto tale che i Bonds ora rischiano davvero di “assicurare delle perdite” agli investitori: Ray Dalio di Bridgewater sostiene che "investire in bond è stupido” , perché l’attuale rialzo dei tassi di interesse sta creando perdite su tutti i Bonds, anche quelli societari. Il grafico mostra l’Indice delle Obbligazioni Corporate Usa, con una performance di -6% dai massimi, che d’ora in poi potrà solo peggiorare, dal momento che con gli attuali rendimenti vicinai allo zero e dopo un rally iniziato nel 2012 che ha quasi raddoppiato le quotazioni, le possibilità di perdita su questi investimenti sono davvero molto alte. I tassi di interesse sono scesi fino ad inizio anno Fino ad inizio anno, con i tassi di interesse che scendevano, i Bonds potevano ancora garantire un minimo di rendimento (anche in presenza di tassi bassi e di flussi cedolari altrettanti modesti), grazie al rialzo delle quotazioni, che garantiva un minimo di "capital gain".  Il grafico mostra i rendimenti storici dei Corporate Bonds negli ultimi dieci anni, che variano dal +27,73% fino al +91,30%. Fino ad oggi i Titoli di Stato mondiali hanno reso molto I Titoli di Stato, nonostante il debito pubblico sia raddoppiato negli ultimi dieci anni, hanno tutti reso molto, tranne quelli dei Paesi Emergenti in valuta locale, ovvero i Local Emerging Markets(EMLC in fondo al grafico). Nell'ultimo mese, però i Titoli di Stato Usa ed Europei con scadenze sopra i 5 anni hanno perso da un minimo del 3% al 10%, perchè i tassi di interesse sono leggermente saliti e se il trend dei tassi dovesse rimanere questo, le perdite nel 2021 sarebbero certe. I timori di una risalita dell’inflazione che hanno alimentato la volatilità sui Titoli di Stato americani, iniziano a fare sentire i loro effetti sui flussi di capitale: nell’ultima settimana, segnala EPFR Global, i Fondi Obbligazionari a livello globale hanno registrato 15 Mld Usd di riscatti netti ed era dall’aprile del 2020 che non si registravano numeri tanto negativi.   Quali sono i Bond da comprare nell’attuale scenario.? Gli unici che possono guadagnare sono i Bonds dei Paese Emergenti, per il semplice fatto che non sono saliti tanto quanto i Bonds occidentali ed inoltre i loro attuali rendimenti sono positivi e non vicino allo zero come quelli del Giappone e dei Paesi Occidentali: in particolare i Titoli di Stato cinesi, perchè oltre a pagare interessi compresi tra il 3 ed il 5%, hanno alle spalle un'economia che è la seconda al mondo e che non si è affatto fermata a causa del Covid. Il grafico mostra il trend del Fondo BGF China Bond (LU0764816798) rispetto ad alcuni ETF ed in particolare: Goldman Sachs Access China Government Bond (IE00BJSBCS90), L&G ESG China CNY Bond (IE00BLRPQL76), iShares China CNY Bond (IE00BYPC1H27), UBS JPM CNY China Govt 1-10(LU2095995895).

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I MERCATI FINANZIARI ANTICIPANO SEMPRE IL TREND

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 11.03.2021

Il Ftse-Mib, anche oggi, continua a salire e non si preoccupa affatto delle eventuali news che arrivano dalla gestione del Covid: la Borsa italiana va meglio di quasi tutte le altre e lo dimostra il numero di titoli che da inizio marzo sono saliti più del 5%. Se le Borse Usa (da sempre riferimento di tutti gli altri mercati azionari mondiali) mantengono il loro attuale trend rialzista e non vanno incontro ad una fase correttiva violenta, il Ftse-Mib, che capitalizza solo 650 Mld Eur e tra le Borse mondiali è quella che è "rimasta più indietro", con un gap maggiore da recuperare, può salire anche del +15% dagli attuali livelli. Ancora stimoli “monster" in Usa Ed a proposito degli USA, oltre al recente piano di stimoli da 1.900 Mld Usd, è appena stato approvato un ulteriore piano di aiuti, in base al quale ogni famiglia americana riceverà 800 Usd per figlio. Segnali bullish sul Ftse-Mib Adesso abbiamo il mix perfetto, ovvero: Deficit al 9% del PIL; Tassi di interesse più bassi della storia; Investimenti pubblici del Recovery Plan; Incremento ora del credito (garantito dalla Stato); Mario Draghi come premier I conti correnti delle Banche italiane sono stracolmi di liquidità, che i cittadini italiani lasciano sui rispettivi c\c e basta perciò spostare una percentuale minima di questa liquidità (in aggiunta a quella che può essere investita sul Ftse-Mib da parte degli investitori stranieri, che nell’ambito di una sana rotazione, possono privilegiare il nostro Indice, più economico rispetto ad altri mercati) per avere l’effetto rialzista di cui parlo. …to be continued

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Il Ftse Mib è top perfromer: una delle tre migliori Borse al mondo da inizio anno

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 10.03.2021

Dall'inizio dell'anno la Borsa italiana è una delle 3 migliori al mondo, insieme a quella di Taiwan e dell’ Olanda, con una performance del +6,7%: il Ftse Mib sta performando meglio anche delle Borse Usa ed in particolare ha un over-performancerispetto al Nasdaq del + 10%, cosa che non accadeva dal 2001, anno nel quale il Nasdaq crollò a seguito della bolla Dot.com e la nostra Borsa perse meno dell’Indice tecnologico Usa. Quali settori trainano il rialzo del Ftse-Mib?   Il mercato finanziario non crede a nuovi lockdown, a discapito delle recenti news ed i settori che stanno trainando il rialzo del Ftse-Mib sono quelli che puntano sulla fine\allentamento delle misure restrittive, come quelli legati ai servizi aeroportuali(Enav), alle autostrade (Autogrill) al settore bancario ed a quello dei consumi in generale (Oviesse) Cosa fanno le Borse Europee.? Il Daxsegna nuovi massimi storicia 14.480 punti, trainato dagli stessi settori del Ftse-Mib, ovvero quelli che puntano sulla fine\rallentamento del lockdown, ovvero Fraport(ereoporto di Francoforte),Lufthansa e Tui. to be continued…….  

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GLI USA RIDUCONO IL LOCKDOWN E CAMBIANO I CRITERI DEI TAMPONI: SEMPRE PIU’ STATI SENZA MASCHERINE E LA BORSA FESTEGGIA.

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 08.03.2021

Gli Usa riducono le misure del lockdown: molti Stati già senza mascherine Mentre in Italia le nuove misure di lockdown ci impediscono anche di fare sport all'aperto e ci sono posti di blocco sulla Via Emilia, per evitare che da Modena qualcuno vada a Reggio Emilia e viceversa, negli Stati Uniti (ad esempio in Florida ed a New York) sono tutti a fare sport senza mascherina e stanno riaprendo i cinema e gli stadi, oltre alle scuole, alle palestre, ai ristoranti, ai negozi ed ai bar. Il grafico evidenzia gli Stati Usa che utilizzano ancora le mascherine (arancioni), rispetto a quelli che invece non le utilizzano più ed in termini di contagi e casi positivi, si vede che non c’è nessuna differenza: per questo gli Usa hanno deciso di diminuire tutte le precedenti misure di lockdown. Negli Usa si modificano i criteri sui tamponi ed i casi positivi diminuiscono   Negli USA, inoltre, il CDC (Centre for Disease Control and Prevention) ha deciso di cambiare i criteri sui tamponi per tararli ad una soglia + bassa, in modo da intercettare solo i casi realmente infetti ed eliminare i “falsi positivi”: in questo modo sono in grado di identificare solo i “casi concreti”, che sono perciò notevolmente diminuiti rispetto a prima, quando venivano utilizzati criteri sui tamponi più “permissivi”: inoltre si è iniziato a fare i tamponi principalmente a chi sta male e manifesta già i sintomi della malattia, senza testare, come si faceva prima, gli eventuali “portatori sani" CURVA DEI CASI POSITIVI CON I TAMPONI PRIMA E DOPO LA MODIFICA DEI CRTERI UTILIZZATI   Biden vara un altro stimolo da 1.900 Mld Usd Oltre alle misure sanitarie descritte, Biden e l’amministrazione Usa ha stanziato un ulteriore piano di aiuti anti Covid da 1.900 miliardi Usd, composto principalmente di sussidi e crediti d’imposta, con l'obiettivo di sollevare dalla povertà 12 milioni di americani: Biden ha seguito alla lettera il recente monito di Powell (Governatore della Fed), che aveva dichiarato che "l'economia globale è ancora debole ed ha bisogno di stimoli”.   Cosa accadrà negli Usa nei prossimi mesi.? Negli Usa adesso c’è letteralmente la "corsa a prenotare le vacanze estive” e nei prossimi mesi ci sarà un boom di viaggi, prenotazioni di alberghi, crociere e voli aerei, come diretta conseguenza del rallentamento del lockdown, di nuove misure sanitarie che vedono diminuire i casi positivi e di stimoli fiscali unici nella storia dell’economia Usa. I mercati azionari Usa quotano vicino ai rispettivi massimi storici ed in alcuni settori ci sono quotazioni molto elevate rispetto ai multipli, inoltre è ormai evidente che buona parte del rialzo degli indici sia stato trainato dall’utilizzo delle opzioni e questo non è sicuramente un buon segnale, perché rende molto fragile l’attuale trend al rialzo. Ci potranno essere delle correzione fisiologiche degli Indici azionari Usa, motivate da prese di profitto, piuttosto che da fattori stagionali di vario genere (non credo affatto invece per motivi collegati al Covid ed alle sue varianti), ma ritengo che queste sarebbero delle ottime "buy opportunity" sui quei settori e titoli che sono stati penalizzati dal lockdown e che possono beneficiare della riapertura degli Usa, come ad esempio le linee aeree, le crociere, i duty-free, gli aeroporti e tutto quello che è legato alla grande distribuzione ed al commercio, perciò negozi, cinema, supermercati e ristoranti. Quali titoli acquistare nella Borsa Usa.? Le azioni delle crociere Norwegian Cruise e Carnival Corporation (due linee blu) devono ancora recuperare il gap rispetto alle quotazioni degli Indici Dow Jones (linea viola) ed S&P500 (linea rosa). Le azioni delle linee aeree American Airlines (linea azzurra), United Airlines (linea viola) e Spirit Airlines (linea blu) devono ancora recuperare il gap rispetto alle quotazioni degli Indici Dow Jones (linea rossa) ed S&P500 (linea verde). Anche in Europa ci sono titoli azionari che replicano le attuali performance dei titoli Usa, come ad esempio Lufthansa ed Airbus, che devono recuperare il rispettivo gap rispetto al Dax (linea rossa). Anche in Europa ci sono titoli azionari che replicano le attuali performance dei titoli Usa, come ad esempio Dufry (linea blu), quotato su varie Borse mondiali, di cui allego il grafico rispetto alla Borsa Omx Svizzera (linea rossa), nei confronti della quale deve recuperare un gap importante. Dufry AG è una società venditrice di viaggi con sede a Basilea ed opera con circa 1700 negozi duty-free, duty-paid e con i negozi presenti negli aeroporti, linee di crociera, porti, stazioni ferroviarie e aree turistiche: è stata fondata nel 1865, impiegava nel 2018 36.600 persone ed opera in oltre 60 Paesi. Come ultimo elemento a favore dei settori e dei titoli indicati, soprattutto quotati in Usa, evidenzio che il trend del Usd verso tutte le valute, evidenziato dall’Indice Usd Dollar Index, ha ripreso a salire, facendo rafforzare  la valuta Usa: rispetto all'Eur, ad esempio, dopo un massimo della valuta europea ad 1,2341, oggi il cambio Eur\Usd quota 1,1834.

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EFFETTO DRAGHI SUL FTSE-MIB

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 02.03.2021

Il Ftse-Mib è best performer tra le Borse mondiali nel mese di febbraio  Nonostante il Governo guidato dal premier Mario Draghi sia operativo solo da tre settimane, gli effetti positivi sul Ftse Mib erano iniziati già prima della sua nomina e stanno continuando tuttora, dal momento che la nostra Borsa è stata la migliore al mondo, in termini di performance positiva, nel mese di febbraio. I settori ed i titoli migliori I titoli ed i settori che hanno performato meglio, sono quelli legati alla futura ripresa economica del nostro Paese, frutto degli interventi che il mercato si aspetta che Draghi attuerà, così come ha fatto quando era Presidente della Bce: interventi mirati ad utilizzare il nostro sistema bancario, per iniettare liquidità (come fece con i 3.000 Mld Eur alla Bce) e nella nostra economia. Analisi tecnica e fondamentale del Ftse Mib Dal punto di vista fondamentale, basandomi su un Eps stimato da Bloomberg tra 2000 e 2200 ed applicando un multiplo di 11-12, si ottiene un presunto fair value tra 22.000 e 26.400 punti: questo significa che il Ftse Mib può tornare verso i massimi pre-pandemia, ovvero verso 25.000 punti. Se i mercati azionari mondiali saranno in grado di mantenere l’attuale trend rialzista, il supporto a 23.000 punti può dare slancio al Ftse Mib, per chiudere il gap lasciato aperto lo scorso anno ed arrivare in area 25.000 punti: in questo senso un buon indicatore è rappresentato dall’andamento dell’RSI che mantiene il proprio trend al rialzo (come evidenzia il grafico). La componente bancaria del Ftse Mib dovrebbe contribuire a sostenere il rialzo fino a 25.000 punti. La forza relativa del Ftse Mib rispetto alle altre Borse Tutti questi elementi (sia di natura tecnica\fondamentale che economica\politica) evidenziano una netta forza relativa del Ftse Mib, rispetto alle altre Borse mondiali, che sembra essere in grado di privilegiare il nostro mercato in termini di sostenibilità dell’attuale trend rialzista, almeno fino all’area di 25.000 punti.    

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MARTIN ARMSTRONG SPIEGA “IL DIETRO LE QUINTE” DEL CASO GAMESTOP

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  • Investimenti
Scritto il 26.02.2021

Chi è Martin Armstrong  Martin Armstrong è stato nominato Hedge Fun Manager of the Year nel 1998 ed ha gestito diversi Hedge Funds per diverse società, inclusa Deutsche Bank: l’aspetto più notevole del suo curriculum, è il fatto che ha sempre avuto il più basso draw-down di qualsiasi altro gestore di Hedge. Nell’autunno 1987, Martin Armstrong fu invitato dalla Commissione Brady a condividere le sue opinioni sul crollo del mercato del 1987, che aveva previsto con esattezza, utilizzando i suoi modelli di computer. Nel numero di febbraio 1990 la rivista “Equity” lo ha nominato “il miglior economista d’America”. Nel luglio 1996, è stato invitato dalla Commissione della Camera degli Stati Uniti per una testimonianza sui flussi dei capitale finanziari globali. Il 20 maggio 1997, Armstrong ricordò al Segretario del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, Robert Rubin, che la loro politica monetaria Usa avrebbe aumentato molto la volatilità dei mercati finanziari. Sempre nel 1997, Armstrong è stato invitato a fornire consulenza alla Banca Popolare Cinese durante la crisi valutaria asiatica. Nel 1998 ha iniziato a gestire un Hedge Fund per conto di Magnum Global Investments ed utilizzando la sua teoria (secondo cui i cicli boom-bust si verificano con regolarità ogni 8,6 anni) ha definito correttamente il collasso finanziario della Russia nel 1998 ed ha anche indicato un picco appena prima del crollo del mercato azionario giapponese Nikkei 225 nel 1989. Un video di 6 minuti spiega come leggere il “caso Gamestop” Martin Armstrong spiega che il caso Gamestop fa parte di un trend globale, nel quale sta avvenendo uno switch di investimenti dal settore pubblico a quello privato: gli investitori internazionali stanno progressivamente disinvestendo le loro posizioni in “asset pubblici”, come ad esempio i Bond Governativi (da lungo tempo con rendimenti negativi e sostenuto dall’intervento delle Banche Centrali), per privilegiare gli “asset privati”, ovvero equity, ma anche real estate, commodities (tra cui il Bitcoin) ed arte. Switch da “public asset” verso “private asset" Il motivo per cui le “asset class private” continuano nel loro trend al rialzo, (nonostante periodi di crash come quello che ha caratterizzato il mercato azionario nel primo trimestre del 2020) ed in alcuni casi si trovano a quotazioni che rappresentano i rispettivi massimi storici, risiede proprio in questo “switch globale” di cui parla Armstrong. Il “caso Gamestop”, per quanto eclatante ed unico nel suo genere, non si spiega perciò solamente con il desiderio sfrenato di trading da parte dei numerosi day-traders di Robinhodd e di altri brokers Usa, ma rappresenta uno degli innumerevoli esempi di come le asset class che vengono privilegiate sono quelle “private”. Il grafico evidenzia che il mercato azionario Usa (nonostante sia in un trend rialzista che lo ha portato ripetutamente ai massimi storici e ci siano valutazioni di aziende, come Tesla ad esempio, che hanno raggiunti livelli stratosferici) può ancora crescere, prima di raggiungere le valutazioni massime che aveva ad esempio negli anni 1968 o 1999. To be continued

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ASSOCIAZIONE ITALIANA EDUCATORI FINANZIARI (AIEF)

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  • Formazione/Educazione Finanziaria
Scritto il 18.02.2021

Chi è e cosa fa un Educatore Finanziario. E’ con grande orgoglio e soddisfazione che annuncio la mia iscrizione all’Associazione Italiana Educatori Finanziari (AIEF), che mi permetterà di svolgere un ruolo attivo, come educatore finanziario, nel diffondere la cultura dell’educazione finanziaria, nel migliorare le conoscenze economiche e finanziarie dei cittadini, svolgendo un’attività professionale indipendente nelle scuole ed in qualsiasi altro contesto richiesto. L’Educatore finanziario:   è una nuova figura che, validata dall’iscrizione di AIEF nell’elenco delle Associazioni Professionali tenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico (Legge 4/2013), lavora per migliorare le conoscenze economiche e finanziarie dei cittadini, aiutandoli a riconoscere e a utilizzare al meglio i prodotti più diffusi e fare scelte consapevoli; svolge la propria attività nelle istituzioni scolastiche o bancarie ovvero in qualsiasi contesto in cui sia richiesta la progettazione e l’attuazione di un percorso formativo di alfabetizzazione e/o approfondimento dei temi relativi al mondo economico e finanziario; può acquisire le competenze necessarie per arricchire e perfezionare il proprio bagaglio culturale per l’iscrizione al Registro Unico degli Intermediari (Sez. “E”-“C”). Considerata l’importanza e la delicatezza della materia oggetto dell’attività di AIEF, è indispensabile pianificare un’attività continua di monitoraggio, valutazione ed implementazione del sistema direttivo e organizzativo dell’Associazione. AIEF è il primo Ente privato che si occupa di educazione finanziaria certificato UNI EN ISO 9001:2015  La certificazione di qualità ISO 9001, è il metodo formale che garantisce la bontà del lavoro quotidiano e conferma la propensione di AIEF all’auto-analisi, nell’interesse prioritario dei cittadini; di tutti coloro che scelgono i servizi e partecipano alle attività di promozione e diffusione della cultura economica e finanziaria in Italia. Cosa fa l’Associazione Italiana Educatori Finanziari (AIEF) L’Associazione Italiana Educatori Finanziari è una libera associazione professionale di categoria, la cui attività è indipendente da ogni confessione religiosa e da ideologie politiche e si propone di: • diffondere la cultura dell’educazione finanziaria, attraverso la promozione della figura dell’operatore, inteso quale specialista dell’educazione; • far riconoscere tale ruolo professionale nell’ambito delle Amministrazioni pubbliche e private, stabilendo rapporti con Istituzioni, Enti, Università, Istituti, Associazioni e Organizzazioni sociali e culturali interessate    alle tematiche del settore; • promuovere, coordinare, incentivare e svolgere attività scientifica e di ricerca per contribuire allo sviluppo professionale dell’educatore finanziario e favorirne il perfezionamento tecnico e culturale; • promuovere la regolamentazione della professione di educatore finanziario; • promuovere e gestire un sistema strutturato di formazione e/o di perfezionamento continuo; • promuovere ogni iniziativa atta a conseguire il riconoscimento dell’Associazione sia in ambito nazionale che internazionale, sia in ragione della normativa vigente che di quella emananda in conformità alle    direttive comunitarie; • prendere parte al dibattito in atto in ambito comunitario, anche attraverso un’attiva partecipazione ad altre similari realtà associative internazionali, in modo da favorire un proficuo scambio di idee ed esperienze  tra i diversi modelli organizzativi.

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PERCHE’ DRAGHI E’ IL PREMIER GIUSTO, AL MOMENTO GIUSTO

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 11.02.2021

Curriculum Vitae di Mario Draghi Piedigree di Mario Draghi: Master al Massachusetts Institute of Technology; Ex Governatore della Banaca Centrale d’Italia; Consulente delle più importanti multinazionali; Presidente del Financial Stability Board; Professore ordinario in politica monetaria; Member of the Board of Trustees di Princeton; Presidente per 8 anni della Banca Centrale Europea; Chairman di Goldman Sachs Europe. Inoltre Draghi arriva in un momento nel quale: il PIL dell’Italia è crollato del -9%, ovvero il valore più basso dal 1990 e quindi “entra sul minimo”, come si dice in Borsa; si sta riducendo il Lockdown; le Banche sono stracolme di liquidità, anche perché di fatto non erogano più credito; la BCE sta comprando tutti i BTP e lo farà fino al 2022; Come risolvere l’attuali crisi economica in Italia Il 26 marzo del 2020, nel pieno della pandemia, Mario Draghi ha firmato un lungo intervento sul Financial Times, in cui ha parlato di come gli Stati dovevano affrontare la crisi economica: il tema è molto interessante, perché sposta il discorso sulle Banche, evidenziando cosa sta succedendo negli ultimi anni in economia sia in Europa che nel resto del mondo, ma soprattutto perchél’Italia sia l’unico paese in crisi, mentre tutti gli altri si sono ripresi. Innanzi tutto in Italia, a differenza della Francia e di altri Paesi europei, le Banche operano "nell’interesse dell’economia nazionale, attraverso livelli di debito pubblico più elevati, accompagnati da misure di cancellazione del debito privato”.   A differenza dell’Italia, paesi come l’Olanda (o Francia, Spagna, Portogallo, Svezia, Danimarca), non usano il deficit pubblico come strumento principale di finanziamento dell’economia, ma usano invece il credito bancario interno, le proprie Bancheinsomma.   L'Italia è l'unico Paese Ocde in cui c’è poco credito A riprova, mostriamo il confronto con l’Olanda, che non ha bisogno di deficit pubblici perché ha iniettato un'enorme quantità di credito nell’economia e per la precisione quasi il 260% del Pil, contro solo il 110% del Pil dell’Italia, ovvero una differenza del 150% del Pil.: se il nostro Paese avesse seguito l’esempio dell’Olanda, significa che ci sarebbero 2.000 Mld Eur in più in circolazione nella nostra economia. L’Olanda si indebita molto meno di noi in termini di Titoli di Stato, perché ha creato una massa enorme di mutui, credito al consumo, fidi e prestiti ad aziende e bonds societari: questo corrisponde ad un finanziamento dell’economia interno, quasi tutto tramite le Banche olandesi, che non è soggetto a spread sui mercati e neppure ai parametri UE sul debito, che riguardano solo quello pubblico: lo stesso meccanismo lo si nota negli altri Paesi nordici (eccetto la Germania), in Belgio, Francia e Spagna. Se vogliamo uscire dall’austerità permanente che ci affligge da oltre venti anni, dobbiamo anche noi seguire l’esempio dei paesi “virtuosi”, ma in realtà anche più astuti o accorti se vogliamo, che limitano il deficit pubblico, ma si finanziano internamente, iniettando il credito tramite le Banche.   "Grazie, ci rivedremo in Parlamento” La formula con cui Draghi conclude ogni consultazione è la prova che i partiti politici avranno solo la facoltà di decidere se concedere la fiducia al futuro Governo con premier lo stesso Draghi, perché su tutto il resto, deciderà lui: con Draghi sono saltati i vecchi rituali e le “doglie” che anticipavano la nascita di ogni esecutivo, ovvero le rose dei nomi, le terne di candidati per ogni ministero, le combinazioni incrociate e la contabilità dei gruppi parlamentari che incideva sul peso dei dicasteri da assegnare. Mario Draghi è il premier giusto, al momento giusto, perché si sta consultando solo con il capo dello Stato e non parla deiministri con le rispettive delegazioni, ma solo con i diretti interessati: il programma, l’agenda ed i nomi dei ministri li decide lui e chi siede in Parlamento dovrà solo ratificare.      

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COSA PUO’ FARE DRAGHI COME PREMIER, PER L’ECONOMIA ITALIANA

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 05.02.2021

Draghi Presidente della Bce Mario Draghi è noto per la frase “faremo tutto quello che è necessario, e credetemi, sarà più che sufficiente” con cui, come Presidente della Bce, ha iniziato il Quantitative Easing, ovvero l’acquisto di debito pubblico in misura superiore a quello della Fed o della Banca di Inghilterra: Draghi ha fatto l’opposto di quello che, con l’austerità, Mario Monti o altri premier “tecnici”, come Lamberto Dini o Carlo Azeglio Ciampi (a cui potrebbe essere equiparato) hanno scelto come soluzione ai nostri problemi. Draghi, dal 2014 al 2019, come Presidente della Bce, ha iniziato il maggiore finanziamento (indiretto) di deficit pubblici della storia, che di fatto continua tuttora ed ha consentito a tutti i Paesi Ue di aumentare i deficit pubblici di 3.000 Mld Eur.   Cosa può fare adesso Draghi per l’economia italiana.? Draghi ha dichiarato sul Financial Times le sue intenzioni, ovvero “far creare denaro alle banche” (come riporta la sua intervista allegata), senza ricorrere perciò ai soliti governi tecnici, cioè alle note “riforme strutturali”, che richiederebbero anni per essere attuate e non avrebbero nessun beneficio concerto immediato per la nostra economia. Lo Stato deve coordinare, garantire e indirettamente finanziare l’espansione del credito Draghi sottolinea come lo Stato debba coordinare, garantire e indirettamente finanziare l’espansione del credito: questo approccio in realtà è già seguito in altri Paesi Ue, ad esempio in Francia, dove il credito a famiglie ed imprese è circa al 260% del Pil, mentre in Italia si ferma al 110% del Pil: l’Italia è il Paese Ocde in cui famiglie e imprese ricevono meno credito. Il credito, soprattutto nel contesto economico attuale, rappresenta il modo in cui si “crea il denaro“, che potrebbe circolare e sostenere la nostra economia, soffocata dalla mancanza di denaro creato dalle Banche: Draghi ha indicato una soluzione di tipo finanziario/monetario, ovvero la necessità di deficit pubblici ampi, che compensino le perdite di reddito del settore privato e l’uso del settore bancario, indirizzato dallo Stato a finanziare l’economia.

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