Linda Leodari

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Consulente finanziario

Top MoneyController Financial Educational
Consulenti Finanziari Autonomi Indipendenti
Vicenza
Da €20MLN a €40MLN
Fino 5 anni
Diploma di specializzazione
48 anni
146
22/12/2021

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7 post - 685 letture


Prodotti o clienti?

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  • 1
  • Consulenti finanziari indipendenti
Scritto il 07.06.2022

L’intervento del segretario generale della Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi) Lando Maria Sileoni dinanzi alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario italiano (maggio 2022) ha riportato l’attenzione sul cambio di pelle degli istituti bancari italiani, in corso ormai da qualche decennio. Le banche stanno sempre più orientando il loro business soprattutto alla vendita di prodotti, trasformandosi in negozi finanziari e abbandonando gradualmente l’attività di erogazione, più rischiosa e meno redditizia. Nel 2021 i ricavi da commissioni (54%) hanno superato quelli da prestiti (48%). Può sembrare solo una questione di riorganizzazione interna, ma in realtà questo cambiamento ha conseguenze importanti sul tessuto sociale del nostro paese e porta a una drastica riduzione nella tutela dell’interesse dei clienti. Nella rincorsa verso guadagni più elevati, con sempre minor assunzione di rischi, i gruppi bancari spingono   i propri dipendenti alla vendita ad ogni costo, spesso con pressioni commerciali molto forti e senza un’adeguata formazione. In questo contesto, a farne le spese, oltre ai dipendenti non compiacenti, sono ovviamente i clienti. Secondo la denuncia di Sileoni, con l’obiettivo (o l’obbligo) di arrivare ogni giorno ad un target di vendita stabilito, pur di convincere il cliente a sottoscrivere l’acquisto dei prodotti offerti, molti dipendenti arrivano a presentarli in modo poco limpido, omettendo informazioni importanti sui loro costi, sul loro funzionamento e sui loro reali vantaggi, rispetto ad altri simili. L’interesse economico del cliente non è contemplato tra gli obiettivi degli istituti bancari. A sua teorica tutela, per quanto discutibile per molti aspetti, è stato introdotto il questionario Mifid, che ogni intermediario finanziario è tenuto a far compilare al cliente, per determinare il grado di rischio da questi sopportabile e accettabile. Pur di vendere i prodotti più redditizi per la banca e per i suoi consulenti, tuttavia, molti di essi suggeriscono le risposte ai clienti nel questionario, così che questi ottengano la “patente finanziaria” idonea per acquistarli. La differenza rispetto alla consulenza finanziaria indipendente è abissale. Il consulente finanziario autonomo non percepisce alcun compenso dalla vendita degli strumenti finanziari ed è pagato unicamente dal cliente. Questo lo rende libero da qualsiasi condizionamento o pressione commerciale e senza conflitti di interesse nelle sue proposte. Come consulente finanziario autonomo quale sono, il cliente è sempre al centro del mio servizio. Ascolto la sua storia, i suoi bisogni, i suoi obiettivi, i suoi desiderata, al fine di elaborare un piano finanziario di investimenti coerente con la sua personale situazione, con una selezione di strumenti finanziari scelti attraverso una continua ricerca di efficienza, sia economica che fiscale; strumenti spiegati con chiarezza  nel loro funzionamento, costi, aspetti positivi e soprattutto limiti.

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ATTENZIONE AI COSTI DEL PORTAFOGLIO

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 07.05.2022

A prescindere dalle motivazioni o dalla strategia che ognuno ha per investire il suo denaro nei mercati finanziari, è importante avere chiari i costi dei propri investimenti, poiché, in certi casi, possono impattare in modo molto pesante sul proprio portafoglio. La scelta degli strumenti finanziari e dell’intermediario presso cui acquistarli non sono affatto secondarie. Le domande da porsi sono: lo strumento vale il costo che ha? E’ quello che effettivamente mi serve? Spesso vengono proposte le polizze multi ramo. Si tratta di strumenti costosi, con reale utilità in specifiche situazioni, come ad esempio ai fini successori. Sono infatti impignorabili, insequestrabili, non rientranti nell’asse ereditario ed esenti da imposta di successione. In esse il beneficiario può essere un soggetto che non ha un diritto naturale all’eredità, purché i premi versati non ledano la quota spettante per legge agli eredi legittimi. Se non si hanno questo tipo di esigenze, l’investimento nei mercati può essere fatto senza il loro tramite, evitando quindi di sobbarcarsi di costi non necessari. In alternativa a queste polizze, possono essere proposti i fondi comuni di investimento a gestione attiva.  Questi fondi hanno un gestore che, attraverso la sua strategia, mira a ottenere un risultato superiore a quello del mercato in cui opera (il suo benchmark), o ad offrire una protezione o un rendimento costante nel tempo. Tale gestione ha dei costi, che in media sono intorno al 2% annuo, ma possono arrivare anche a livelli molto più alti, con eventuali commissioni di entrata, uscita e/o di performances, se applicate. Alternativa, spesso non proposta e talvolta ostacolata, sono gli Etf (Excanghe traded fund), che non hanno una gestione attiva e replicano passivamente l’andamento del proprio mercato di riferimento. Il loro costo è mediamente 1/10 di quello di un fondo comune a gestione attiva. Ma perché non vengono quasi mai proposti? La remunerazione degli intermediari e dei promotori deriva da una percentuale importante delle commissioni sullo strumento offerto. E’ naturale quindi che questi tendano a spingere gli strumenti con le commissioni più elevate, rispetto a quelli più economici. Gli etf sono quindi sempre da preferire ad un fondo a gestione attiva?  Dipende… Un fondo a gestione attiva vale il suo costo quando ottiene delle performances superiori all’etf che opera nel medesimo mercato, o, a parità di rendimento, ha una minore volatilità (oscillazioni del suo valore), o ha una gestione particolare, potenzialmente redditizia e non correlata con l’andamento dei mercati, che non è replicabile con alcun etf. I fondi comuni che, tuttavia, negli anni hanno performato meglio degli etf simili, sono pochissimi e per molti di questo già esiguo gruppo, la migliore performances è stata ottenuta solo per qualche anno. Meglio, quindi, l’uso di soli etf, rinunciando alle potenziali sovra performances di qualche bravo gestore? Come individuare i fondi comuni a gestione attiva di valore? Come scegliere i migliori etf? Questo tipo di analisi non sono sempre facili da fare per un risparmiatore, che può sentirsi confuso e incerto difronte a terminologie di cui non conosce il significato e dati che non sa interpretare con certezza. Il consulente finanziario autonomo fornisce, con estrema trasparenza e senza conflitti di interesse, tutte le informazioni di ogni strumento finanziario, con comparazioni e approfondimenti, offrendo al cliente, oltre all’analisi del suo portafoglio, anche la formazione necessaria per comprendere se i propri investimenti siano efficienti.

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Un feedback dai risparmiatori

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 21.04.2022

Voglio condividere il messaggio ricevuto questa mattina da una famiglia, nostra cliente, composta da padre, madre e tre figli, di età tra i quindici e i ventitré anni, che ha riempito il mio cuore di gioia. “Un sentito grazie per l'incontro di ieri sera, in cui abbiamo condiviso e riflettuto insieme su un tema (la gestione finanziaria) che per la nostra famiglia è stato finora un problema che ha condizionato la nostra vita. Parlarne insieme, sentire le vostre esperienze, dare un senso al risparmiare, cercando il giusto equilibrio con il godere la vita oggi è stata per tutti noi una grande opportunità. Abbiamo apprezzato i contenuti dell'incontro, ma soprattutto lo stile in cui è stato gestito che rivela il vostro spessore umano oltre che la vostra competenza in ambito finanziario. Ancora molte grazie e buona giornata!” Avere la conferma che il nostro approccio di pianificazione finanziaria per obiettivi di vita dia effettivamente un aiuto concreto negli equilibri famigliari e contribuisca a creare maggiore consapevolezza,  condivisione di intenti e serenità nella  gestione dei risparmi, è una grande soddisfazione e mi rende orgogliosa della professione che ho scelto, stimolandomi a perfezionare sempre di più il servizio che offro.

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COME ORIENTARE I PROPRI RISPARMI?

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  • Consulenti finanziari indipendenti
Scritto il 12.04.2022

Il proprio patrimonio finanziario deve essere considerato nel suo insieme e visto come uno strumento per arrivare a raggiungere i nostri obiettivi. L’errore più comune è quello di pensare a come investire l’ultima tranche di liquidità che si ha, senza considerarla parte di un processo unico. La creazione di uno o più portafogli di investimento deve nascere dalla propria pianificazione finanziaria. Stabilire gli obiettivi, il loro ordine di priorità, il loro valore economico, il tempo entro cui raggiungerli e il proprio grado di sopportazione del rischio, permette di impostare non solo un piano finanziario mirato, ma anche un portafoglio investimenti adeguato. Se il portafoglio ha una valida strategia sottostante, una buona diversificazione, sia geografica che settoriale ed è stato composto con strumenti efficienti, nel tempo permette al proprio risparmio di lavorare al meglio. In questo l’opera del consulente finanziario autonomo è determinante, in quanto, oltre ad accompagnare il cliente nel processo di  pianificazione finanziaria, proprio perché è senza conflitti di interesse, per il portafogli investimenti può permettersi di proporre solo gli strumenti finanziari più efficienti, spaziando in più categorie di prodotti, senza limiti imposti da nessuno, se non dal cliente stesso, al quale rimane la piena disponibilità del suo denaro e la possibilità di scegliere se accettare o meno le proposte del consulente.  

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SCELTE FINANZIARIE IN TEMPO DI ELEVATA INFLAZIONE

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 11.04.2022

Lasciare i risparmi in conto corrente oggi è una scelta che oggi costa cara. Da un anno circa, la liquidità ferma nei conti correnti sta subendo un’inesorabile perdita di valore, con un’inflazione che a marzo ha ampiamente superato il 6% e non accenna, per ora, a rallentare. Anche le forme più classiche di investimento di molti risparmiatori non li stanno tutelando. Le emissioni degli ultimi anni di buoni postali e titoli di stato italiani, con tassi di interesse a livelli estremamente bassi, non sono oggi  in grado di salvaguardare il valore di quanto vi si è investito. I conti deposito vincolati, sebbene non siano una vera e propria forma di investimento, ma più un parcheggio di liquidità, a fronte di un vincolo sulla disponibilità del denaro depositato, corrispondono un interesse che, nel migliore dei casi, offre un tasso dell’1% lordo annuo o poco più (0,76% netto), per ridursi notevolmente in caso di deposito senza vincoli. La scelta di BTP legati all’inflazione italiana (Btp Italia) o all’inflazione europea (BTP€i) potrebbe essere una soluzione, in quanto preservano il valore del capitale nel tempo. Un aumento dei tassi di interesse, tuttavia, comporta una perdita di valore di questi strumenti,  in misura proporzionale alla loro durata e fintanto che non arrivano a scadenza. Tanto più la durata è lunga e tanto più elevato è il calo del loro valore. Questo potrebbe essere un bel problema, nel caso vi fosse la necessità di liquidarli prima della loro naturale scadenza o qualora fossero stati acquistati ad un valore superiore a quello di emissione. Spesso, inoltre, non ci si rende conto che investire solo in strumenti italiani espone al rischio di default del Paese, che sebbene possa sembrare remoto, non va trascurato. Che fare quindi? Quali sono le alternative?  Nel mio prossimo articolo ve lo spiegherò.

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LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA PER OBIETTIVI DI VITA

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  • Formazione/Educazione Finanziaria
Scritto il 04.04.2022

La decisione di mettere in pratica una pianificazione finanziaria, che ci aiuti a raggiungere i nostri obiettivi e magari a realizzare qualche nostro sogno è una scelta importante e impegnativa. Soprattutto se non si è mai pensato prima ai propri risparmi, presenti e futuri, come ad uno strumento a disposizione, da organizzare in funzione della realizzazione dei propri progetti. Essa implica un cambio di visione, di approccio pratico e ci porta a confrontarci con concetti che magari ci sono poco famigliari, quali piani di accumulo, di risparmio, scelte finanziarie di investimento. E’ tuttavia soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo che la pianificazione finanziaria diviene particolarmente importante. L’inflazione è salita a livelli che solo poco tempo fa erano inimmaginabili. I costi di molti beni e servizi sono lievitati così tanto da mettere in seria difficoltà famiglie e imprese, erodendo i risparmi delle une e margini e riserve delle altre. Avere consapevolezza delle proprie entrate e soprattutto delle proprie uscite, non è mai stato così importante come oggi. Ma quali sono i passi da intraprendere per una corretta pianificazione? Come si può cercare di ottimizzare la propria gestione finanziaria? Come si possono mettere “al lavoro” i risparmi in un piano investimenti orientato al raggiungimento dei propri obiettivi e compatibile con la propensione al rischio personale?   Potete dare una svolta alla gestione del vostro denaro, operando in autonomia e libertà, con l’assistenza e l’affiancamento di un servizio di consulenza finanziaria completamente indipendente e senza alcun conflitto di interesse nel consigliarvi le soluzioni più adatte ad ogni situazione. Il primo incontro conoscitivo è sempre gratuito.  

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STRUMENTI CHE OFFRONO UN FLUSSO FINANZIARIO COSTANTE

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  • Prodotti finanziari
Scritto il 22.12.2021

Talvolta i clienti necessitano di un portafoglio che possa garantire un flusso di entrate periodiche costanti. Per alcuni tipi di clienti questo può derivare da un mero desiderio di sicurezza, per altri è una vera e propria esigenza di supporto al reddito mensile. Spesso questo tipo di richiesta proviene da una clientela in età più avanzata, alla ricerca proprio di un'entrata integrativa alla pensione, al contrario dell'investitore più giovane, che invece cerca investimenti atti ad accrescere il capitale, che reinvestano dividendi o cedole, così da massimizzare il rendimento grazie all'interesse composto. Per ottenere un flusso costante dal portafoglio vi sono diverse tipologie di strumenti che possono essere utilizzati, con diversi gradi di rischio e che possono essere più o meno fiscalmente efficienti. Di seguito alcune delle proposte destinate a questo scopo. Tralascerò gli investment certificates, che tratterò in altra sede, ricordando solo che, a prescindere dalle loro caratteristiche e grado di rischio, sono strumenti fiscalmente efficienti, in quanto le plusvalenze con essi ottenute sono compensabili con le minusvalenze subite su fondi, Etf, Etc, titoli di Stato, obbligazioni e azioni, presso il medesimo intermediario e possono quindi essere incassate senza scontare le imposte. Oltre ad essi, i primi strumenti che per definizione offrono una cedola periodica, fissa o variabile, sono le obbligazioni, acquistabili in singole emissioni, o tramite Etf (fondi a gestione passiva) e fondi comuni d'investimento a gestione attiva del comparto obbligazionario. Nella selezione di questi strumenti bisogna tuttavia prestare attenzione a diverse tipologie di rischio, quali il rischio default dell'emittente, il rischio aumento dei tassi di interesse e il rischio valutario, qualora le obbligazioni siano emesse in una valuta diversa da quella del paese dell'acquirente. In questa tipologia di strumenti, di per sé molto vasta, l'entità della cedola è di norma la "spia" del rischio dello strumento. Più essa è elevata, più alto è il rischio di default del singolo emittente o degli emittenti che compongono il fondo o l'Etf. Proprio in base al rating creditizio, ovvero alla valutazione di solvibilità, gli emittenti di obbligazioni si dividono in due macro-categorie: investment grade (aziende o stati solidi e in grado di rimborsare i prestiti e pagare i debiti) enon investment grade, o detti anche high yield o junk bond, che proprio per la loro rischiosità, sono costretti ad offrire tassi di interesse più elevati per attrarre capitali. Per l'investitore alla ricerca di una cedola corposa, tramite fondi comuni ed etf , al fine di mitigare il rischio di fallimento di uno o più emittenti, è opportuno scegliere strumenti con un numero quanto più elevato di aziende sottostanti, evitando quindi di concentrare gli investimenti in poche emissioni di singole aziende, con un basso rating creditizio. Qualora si opti per l'inserimento in un portafoglio di una quota di obbligazionario non investment grade (high yield) si deve inoltre considerare che esso è molto correlato all'andamento del mercato azionario, per cui non rappresenta una vera e propria diversificazione di portafoglio, contribuendo anzi ad incrementare il rischio del comparto azionario, soprattutto nei periodi di alta volatilità e stress dei mercati. Nella selezione degli strumenti obbligazionari poi altro fattore a cui prestare attenzione, soprattutto in periodi in cui si prevede un aumento dei tassi di interesse, è la loro duration, ovvero la durata media dei flussi derivanti dai titoli che li compongono, espressa in giorni ed anni e che determina il tempo necessario allo strumento per ripagare il capitale investito, tramite le cedole. Strumenti con una duration lunga offrono cedole più elevate rispetto a quelli con duration più brevi, ma espongono a cali pesanti del loro valore, in caso di aumento dei tassi di interesse. Gli investitori infatti tenderanno a spostarsi sulle nuove emissioni, che offrono tassi di interesse più elevati, comportando così una perdita nel valore dei titoli con un tasso di interesse offerto più basso. Alternativa agli strumenti obbligazionari la possiamo trovare nel comparto azionario, con i titoli ad alto dividendo, sebbene non con le medesime garanzie di continuità e valore. In questo ambito a offrire dividendi più elevati sono generalmente aziende nel settore value, ovvero aziende mature, stabili, di cui buona parte degli utili vengono distribuiti agli azionisti, non avendo esse necessità di reinvestirli per sostenere il loro sviluppo. L'investimento azionario tuttavia, oltre ad essere per sua natura spesso più volatile dell'obbligazionario, non garantisce la sicurezza di ricevere costantemente il dividendo, né tantomeno la continuità del suo ammontare. Ulteriore possibilità di ottenere un'entrata periodica può derivare da un investimento nel segmento del peer to peer lending, ovvero dei prestiti tra privati. Vi sono infatti diverse piattaforme online (di cui è importante verificare la presenza dell'autorizzazione e della vigilanza della Banca d'Italia) che permettono all'investitore di prestare delle somme a privati o ad aziende, da cui ricevere periodicamente delle rate composte da una quota di rimborso del capitale e da una quota di interessi. Questa tipologia di investimento, al di fuori dei mercati finanziari, offre il vantaggio di non subirne gli sbalzi. Ciò non significa comunque che sia esente da rischi. Nonostante questi servizi effettuino a monte una selezione dei debitori a cui concedere credito e nonostante l'investimento sia frammentato in micro-quote di molti prestiti, vi è sempre il rischio di insolvenza dei debitori da tenere in considerazione, che può comportare delle perdite nell'investimento. Per portafogli oltre il milione di euro, come proposte di diversificazione, si possono valutare anche altri strumenti. Quali ad esempio i PIR alternativi, che offrono interessanti benefici fiscali per gli investimenti in essi contenuti, attraverso i quali si può investire, tramite il private equity, in aziende medio piccole del tessuto italiano, o eventualmente il mercato immobiliare americano. In quest'ultimo l'investimento viene proposto da una società che opera a livello internazionale, la cui attività consiste nell'acquisto di immobili e nella loro ristrutturazione, per poi affittarli ad inquilini selezionati per la loro affidabilità e proporli infine in vendita a investitori interessati ad ottenere una rendita costante dagli affitti, alla quale potenzialmente si può aggiungere anche un incremento di valore degli immobili stessi nel tempo.

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