Salvatore Gaziano

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Dove investire nel 2022

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 01.02.2022

Ecco l’intervista di Salvatore Gaziano (Responsabile strategie investimento di Soldiexpert SCF) pubblicata sulla rivista Panorama sul tema dove investire nel 2022. Azioni o fondi? Mercati europei o internazionali? Scoppierà la bolla dell'high tech o continuerà la crescita. Meglio il solido mattone o le criptovalute? Vediamo insieme le risposte. Come si è aperto il 2022 sul fronte degli investimenti? «Dopo un 2021 smagliante per gli investimenti azionari, con l'indice Ftse World salito di oltre il 17%, il nuovo anno si è aperto tutto sommato bene nei primi giorni di contrattazione. Questo nonostante la quarta ondata di contagi Covid-19 in molti Paesi nel mondo, che ha condizionato negativamente diversi settori fra cui il turismo e i viaggi. Nelle ultime settimane sono però proprio questi settori a mostrare un forte recupero - l'indice Eurostoxx Travel & Leisure ha segnato un aumento di oltre il 10% nel mese di dicembre -come se gli speculatori vedessero, superata questa fase, una luce in fondo al tunnel». Per chi punta sull'azionario, quali sono i settori più promettenti? «"Torturateli e i numeri vi diranno quello che vogliono", dicono scherzosamente gli statistici negli Stati Uniti. Se si guarda alle valutazioni azionarie hanno ragione sia coloro che dicono che le valutazioni globali sono mediamente più elevate della media, soprattutto sul listino americano e in alcuni settori come il tecnologico; ma hanno anche ragione che coloro che invece sostengono che esistono comunque molti mercati e comparti sottovalutati, fra cui l'Europa. D'altra parte i rendimenti obbligazionari sono fortemente negativi e secondo diversi analisti resteranno tali per molto tempo e questo spinge le preferenze verso l'azionario. Un portafoglio diversificato in modo calibrato su azioni mondiali, europee, Paesi emergenti, immobiliare e materie prime (fra cui l'oro) e obbligazioni (a seconda della tolleranza al rischio) rappresenta comunque la base di partenza indispensabile su cui costruire un investimento finanziario di medio-lungo periodo». Quali sono i consigli per chi invece preferisce puntare sulle obbligazioni? «Gli attuali alti tassi di inflazione, appena sotto il 5% nell'area dell'euro e quasi il 7% negli Stati Uniti, dovrebbero diminuire, ma nel lungo termine saranno al di sopra del livello pre-crisi. Ed è probabile che i tassi di interesse reali nella zona euro rimarranno negativi ancora per molto tempo. Un paniere che investe oggi nelle migliori obbligazioni governative e private europee ha un rendimento ponderato dello zero per cento con una durata media di 8 anni! Chi investe in obbligazioni e in fondi d'investimento obbligazionari (attivi o passivi) non può prescindere dai rendimenti reali offerti dal mercato e un risparmiatore ha margini di manovra ristretti o nulli se non è disposto ad accettare un maggior grado di volatilità. Un'aggiunta al cocktail obbligazionario di una spruzzata di azionario (dal 10 al 20%) è una strada percorribile. Sui comparti obbligazionari classici qualche "isola" di rendimento si trova ancora sulle obbligazioni high yield (quelle societarie con livelli di rating inferiore), tra i titoli subordinati delle banche, tra le obbligazioni emergenti o le convertibili. Di fatto tutte obbligazioni con una certa correlazione elevata con l'azionario. Le obbligazioni agganciate all'inflazione possono ancora funzionare ma solo se l'inflazione supera le attese. Altre scorciatoie non ne esistono e rischiano di scottare gli apprendisti stregoni. Niente rischi, niente guadagni. Chi parla di rendimenti sicuri senza rischi non dice tutta la storia». Cosa succederà nel nuovo anno per chi invece vuole puntare sull'immobiliare, da sempre uno degli investimenti preferiti dagli italiani? «Si può investire sul mattone anche in Borsa, puntando sui fondi o sugli Etf specializzati in Reit, ovvero società che possiedono immobili che producono reddito. Nel 2021 molti di questi veicoli di investimento hanno performato bene, con rialzi di oltre il 35%, e a un risparmiatore come quello italiano che è tipicamente molto investito sul mattone consentono almeno di diversificare a livello globale. Se l'inflazione resta alta statisticamente l'immobiliare ne trae alla fine un beneficio». Infine, uno sguardo alle forme di investimento più innovative, tipo le criptovalute...«Per come intendiamo noi l'investimento il sottostante deve essere qualcosa che produce un reddito: o nel caso in cui si parli di un investimento alternativo, che abbia una storia consolidata di quotazioni osservate nei vari cicli di mercato, come per esempio l'oro, che ha una storia millenaria. Non consigliamo quindi di inserire nei portafogli le criptovalute, anche perché dal punto di vista della regolamentazione tutto è ancora in divenire e il principale motivo per cui oggi molti acquistano questi asset è perché sperano di rivenderle dopo qualche ora o mese a un prezzo più alto a qualcun altro. Come giocatori d'azzardo hanno fretta di bruciare le tappe e sanno già in partenza che guadagneranno tanto o perderanno tutto. Investire è un'altra cosa: non si dovrebbe sopravvalutare quello che si può fare in un anno e sottovalutare quello che si può fare in dieci anni».   Se desideri richiedere maggiori chiarimenti sui contenuti di questo contributo elaborato dall’Ufficio di Studi di SoldiExpert SCF o richiedere un video-appuntamento con i nostri consulenti finanziari indipendenti per valutare il tuo portafoglio e la nostra consulenza non esitare a contattarci.

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Le previsioni in Borsa per il 2022 cosa consigliano? Di non leggerle, ecco perché

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 14.01.2022

Cosa aspettarsi per il 2022? È meglio investire massicciamente sull’azionario Usa o sull’Europa? Meglio la Cina o è oramai in “rottura”? Le azioni continueranno a salire oppure assisteremo a un cambio di rotta? Ma soprattutto, le previsioni di Borsa sono sempre attendibili? Sarà un anno difficile? Sono tutte domande più che lecite. È una delle domande più ricorrenti di ogni fine dell’anno vecchio e principio del nuovo e, come dice ungestore svizzero di lungo corso, Jean Keller, con cui condivido non solo la lunga (oltre 35 anni) militanza nei mercati: “ogni anno si discutono nuovi rischi e ogni volta sembra di trovarsi in un momento difficile. A gennaio, le persone si preoccupano di cosa potrebbe andare storto. Ma se investi bene e hai in portafoglio titoli di alta qualità a lungo termine hai fatto molto bene e molto meglio della maggior parte delle persone che cercano di cronometrare il mercato”. Mi ha scritto in proposito un risparmiatore dubbioso sull’affidabilità delle previsioni di Borsa e quelle dei guru in generale, per investire nel 2022 e non solo. La realtà dimostra che la correlazione di queste previsioni di Borsa è vicina allo zero, ma lo show si ripete ogni anno. Lo stesso premio Nobel per l’EconomiaRobert Shiller ogni tanto si cimenta in previsioni sul fatto che i prezzi delle azioni sono storicamente ai massimi storici (quelli statunitensi in particolare) e quindi questo aumenta la probabilità di una correzione anche forte ma poi ammette che nessuno può azzeccare il timing e che il suo indicatore più famoso (il Cape Shiller che traccia un rapporto fra capitalizzazione dei mercati e utili normalizzati su un ciclo di 10) non è un indicatore di acquisto e vendita. È tornato a parlare di mercati in questi giorni sul quotidiano tedesco Handelsblatt ma sulla sopravvalutazione delle azioni ha espresso da tempo un pensiero più articolato rispetto a chi fa notare che ilvalore medio dello stesso indicatore da lui ideato, il Cape Shiller è su valori molto elevati e vicini ai massimi storici. A inizio 2021 uno studio dello stesso Shiller (ripreso dal settimanale Economist) insieme ad altri economisti ha evidenziato come i prezzi elevati delle azioni di oggi potevano ancora essere giustificati, perché i tassi di interesse erano molto bassi e che l’indicatore più importante che ha elaborato (il Cape Shiller), Rispetto ai rendimenti reali offerti sui titoli di stato privi di rischio, i prezzi delle azioni hanno ancora un fascino immutato concludeva lo studio. E il 2021 ha visto un boom ancora delle azioni. Se l’orizzonte temporale d’investimento non è quello di una mosca, in oltre 50 anni di andamento dei mercati un paniere di investimenti azionari e obbligazionari e materie prime ben bilanciato ha prodotto un rendimento annuale reale sempre positivo e nettamente superiore a quello di coloro che hanno giocato a fare i guru e i trader (lo dicono le statistiche ufficiali). Perciò, le previsioni di Borsa sono attendibili per investire? Evidentemente è più facile far credere ancora ai risparmiatori che qualcuno è in grado di possedere doti divinatorie sui mercati finanziari e fare “cinema”. Anche per farsi pagare grassi compensi e far credere di essere indispensabili al risparmiatore che si rivolge agli “esperti”. In realtà, come cantava Vasco Rossi, “un senso non ce l’ha” tutto questo fiorire di previsioni sull’andamento dei mercati borsistici. È stata analizzata la correlazione degli ultimi 20 anni fra previsioni di Borsa degli analisti e andamento effettivo dei 12 mesi successivi e il risultato è stato sostanzialmente zero. In pratica, se lanciate una moneta non c'è molta differenza rispetto all'ufficio studi di una blasonata casa d'investimenti. Quindi, alla domanda "le previsioni di Borsa sono attendibili per investire?" si risponde con un grosso no! Scorrendo molti report di banche d’affari si legge che nel 2022 c’è da attendersi molta volatilità che è un modo elegante per dire che non si sa bene cosa accadrà, poiché potrà salire ma anche scendere. Perciò è giusto domandarsi se le previsioni sui mercati finanziari siano giuste o meno. E per rispondere, vediamo cosa era stato pronosticato un anno fa e cosa effettivamente è andato come previsto. 12 mesi fa molti report pronosticavano un 2021 molto volatile dopo le montagne russe (anzi cinesi per lo scoppio della pandemia) del 2020 mentre, invece, Wall Street ha visto quest’anno solo 5 sedute borsistiche con variazioni negative superiori al 2%. Un record assoluto. Un po’ come quando leggete le previsioni sui mercati finanziari che vi dicono che l’anno futuro sarà “selettivo”. Un modo furbetto per dire che ci sarà qualcosa che sale e qualcosa che scende, cosa che potrebbe dirci anche nostra madre pensionata. Alla fine dell’anno scorso il consiglio quasi unanime degli strategist era sovrappesare la Cina e alleggerire la parte tech, poiché già nel 2020 aveva sovraperformato. E piuttosto puntare sui titoli più sottovalutati, ovvero “value”, come si dice nel gergo del settore, e più sull’Europa che sugli Stati Uniti, perché più conveniente come multipli e scontata. Inutile dire se le previsioni sui mercati finanziari si sono rivelate giuste. Si è avverato quasi tutto ma al contrario. La Cina (che alcuni gestori consigliavano di sovrappesare) è stata fra le grandi delusioni del 2021 (Msci China + 5,3% nel 2021) condizionata dall’interventismo governativo “punta e tacco” del Partito Comunista Cinese e poi dalla crisi immobiliare. L’Europa non ce l’ha fatta nemmeno quest’anno a superare l’andamento di Wall Street trainata soprattutto dai soliti tecnologici se si guarda al Nasdaq 100. E si è chiuso comunque un grande anno, nonostante uno dei report più citati (della casa d’investimento ING) lo scorso anno si intitolasse: “The darkness before the dawn” (Il buio prima dell’alba) e postulava che sarebbe potuto andare tutto molto male prima di andare molto bene. “Niente al mondo si può immaginare prima. Tutto è costituito da tanti elementi unici che non possono essere previsti” diceva Nostradamus. E se lo diceva Nostradamus… E così, per investire nel 2022 è meglio non fidarsi dei guru e delle loro previsioni di Borsa. I sacerdoti della finanza (e i loro compari guru) devono invece far credere di essere in possesso di doti divinatorie sui mercati (anche perché si fanno strapagare per replicare nel migliore dei casi cosa fa il mercato all’ingiù o all’insù) e sfornano continuamente previsioni (che raggiungono a fine anno l’acme e vengono definiti outlook) che è sempre uno spasso esaminare e confrontare con l’andamento dei mercati. Resta inascoltato il monito di uno dei più grandi economisti della storia, John Kenneth Galbraith: “la sola funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere persino l’astrologia un po’ più rispettabile”. Nessuno, infatti, sa quello che succederà sui mercati finanziari come nessun astrologo potrà mai dirvi cosa vi succederà di bello o di brutto la prossima settimana o mese. Per investire nel 2022 con serietà e lungimiranza è meglio non fidarsi dei guru della finanza. L’ultima cosa che si dovrebbe prendere in considerazione è farlo sulla base delle dritte che gli esperti sciorinano sui giornali o nei report. Compresi quelli dove si dicono che i prezzi sono troppo bassi (e più di così non possono scendere) o troppo alti (e l’apocalisse è imminente). Anche i “profeti dell’imminente crisi” o del “crollo dietro l’angolo” ci sono sempre stati e sono sempre più presenti quando sui mercati ritorna la paura o i prezzi sono saliti molto. Per lo più, questi guru della finanza hanno interessi personali, anche solo per farsi conoscere, avere i loro 15 minuti di celebrità o vendere i loro libri, fondi o newsletter che magari parlano delle previsioni riguardo a crack finanziari. Il momento perfetto per investire non esiste, come non esiste lo Yeti, ma è pieno il mondo (anche dell’investire) di aspiranti geni della finanza. I mercati finanziari se ne fregano, insomma, delle previsioni di Borsa ed è molto più importante avere invece un approccio ragionato agli investimenti che non si basi né sulla speranza né sulla paura, ma su un paniere di strumenti diversificati (possibilmente a basso costo se l'obiettivo non è far diventare ricco qualcun altro) in base all’orizzonte temporale, capacità di sopportare le perdite e a un minimo di conoscenza dei mercati finanziari.   Se desideri richiedere maggiori chiarimenti sui contenuti di questo contributo elaborato dall’Ufficio di Studi di SoldiExpert SCF o richiedere un video-appuntamento con i nostri consulenti finanziari indipendenti per valutare il tuo portafoglio e la nostra consulenza non esitare a contattarci. Se desideri essere sempre aggiornato sui nostri contenuti premium e le nostre analisi iscriviti gratuitamente a LetteraSettimanale.it

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