Orazio Santoro

Consulente finanziario

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Ma quanto costa avere un consulente finanziario?

Scritto il 22.08.2018

In Italia i consulenti finanziari iscritti all'albo unico dei consulenti finanziari ( WWW.OCF.IT) sono gli unici professionisti abilitati all'offerta di sevizi finanziari fuori sede. Da quest'anno saranno abilitati , con apposita sezione, anche i consulenti FEE ONLY ( ovvero pagati a parcella) definiti AUTONOMI in quanto privi di mandato d'agenzia con banche, assicurazioni o Sim. Sarà predisposta una sezione anche per le società di Consulenza Autonoma, che ovviamente avrà necessità di consulenti abilitati. Il professionista abilitato che lavora per Banche , Reti Assciurative , Sim o S.G.R. ha un ritorno commissionale molto articolato. Esso prevede una retrocessione sui prodotti ed anche sui servizi (quelli a pagamento) comprati dai propri clienti. A questo si associano poi punti percentuali legati a contratti di fedeltà ed anche a budget assegnati anno per anno- La remunerazione viene percpita sia quando il cliente sottoscrive un prodotto/servizio fianziario/assicurativo, sia anche per tutto il tempo che il cliente detiene il prodotto/ servizio . Il costo complessivo sostenuto dal cliente viene " distribuito" tra la società che gestisce il denaro e la Banca che distribuisce il prodotto attraverso la propria rete di vendita. Per rete di distribuzione tipo si immagina la Banca Capogruppo , la struttura rete sottostante , la struttura interna alla banca rete composta da una pluralità di livelli manageriali. Il costo medio di un portafoglio di investimenti sostenuto dal cliente-investirore ( che si aggira sul 3,8% medio annuo ) oltre a tutti gli altri oneri operativi ( costo conto , dossier titoli, operatività titoli...) e fiscali ( imposta di bollo su dossier titoli, tobin tax , capital gain ) dunque retrocede al consulente una commissone tra lo 0,35% e lo 0,75% complessivo . Si consideri ,inoltre, che il consulente non guadagna nulla se il cliente decide di mantenere capitali sul conto corrente o se preferisce acquistare titoli direttamente sui mercati ( come i BTP o titoli Azionari o anche Fondi passivi come ETF ). I consulenti autonomi , invece, parametrano il loro intervento consulenziale sull'intero patrimonio del cliente . La commissione media richiesta è di circa 1% sul patrimonio con applicazione di un minimo (personalizzabile). Alcuni professionsiti contrattualizzano anche una commissione di over-perfomance ( ovvero una commissione aggiuntiva pari al 20% del maggior guadagno ottenuto con gli investimenti.). In tal modo, il consulente autonomo valuta liberamente l'utilizzo di strumenti fianziari diretti come titoli di stato, obbligazioni, azioni, o fondi passivi quotati come ETF ecc piuttosto che fondi comuni di investimento, effettuando su questi ultimi una severa selezione dei migliori e ottimizzando così al meglio il peso commissionale del cliente; gestendo ad esempio la liquidità dei clienti sul conto come risorsa e non come un peso infruttuoso. Ambedue i professionsiti indipendentemente dalla categoria a cui appartengono hanno comunque un obbligo nei confronti del proprio cliente , che ripone in Lui i propri risparmi . I più bravi consulenti, anzi, non solo aiutano il cliente a capire meccanismi a volte articolati, a beneficio della loro preparazione, ma dovrebbero tendere ad OTTIMIZZARE il costo di ogni singolo strumento finanziario al fine di migliorare l'efficienza della propria strategia di invesimenti nel suo complesso. Costi e Incidenza Fiscale sulle strategie di investimento sono i cardini su cui un buon consulente finanziario costruisce la propria offerta a beneficio del patrimonio del cliente.

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Si affaccia in Italia la consulenza finanziaria autonoma.

Scritto il 03.04.2018

Il termine “autonoma” non rende ma è stato un compromesso tra i big del settore e il legislatore, per identificare chi nell’immediato futuro svolgerà la professione del consulente finanziario indipendente, ovvero pagato direttamente dal cliente a parcella , senza la possibilità di incassare benefici o commissioni dal sistema per i prodotti finanziari che acquista il cliente, differenziandoli da coloro che continueranno a svolgere la consulenza finanziaria su mandato d’agenzia per banche o assicurazioni ( ex-promotori) . A seguito della pubblicazione del DECRETO LEGISLATIVO 3 agosto 2017, n. 129 in attuazione della direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, si è dato avvio al percorso che porterà durante quest’anno 2018 ,l’Organismo Nazionale dei Consulenti O.C.F. a predisporre e pubblicare gli iscritti nella sezione dei consulenti finanziari autonomi ( persone fisiche) ed anche la sezione delle società di consulenza finanziaria autonoma (persone giuridiche). Con un ritardo decennale rispetto al resto d’Europa , sulla riorganizzaizone del settore e l’inclusione di figure professionali ( i financial planner fee only, appunto ) ampiamente presenti in altri stati d’Europa. Ma tant’è ci siamo arrivati anche noi. Con buona pace del sistema bancario- assicurativo che , per dirla tutta , non subirà grandi perdite nel proprio sterminato portafoglio clienti se non in percentuale marginale e con una lenta progressività negli anni a venire. Dato questo giustificato dal numero di coloro che accederanno a tale nuova “ libera professione “ , pochi ; vuoi per una oggettiva difficoltà gestionale (sempre pù costota) delle nuove e sempre più stringenti normative di compliance nella relazione con i clienti - consumatori , vuoi anche perchè il tema del pagamento diretto a parcella del professionista, in Italia ,trova ancor oggi sacche di renitenza, causa di retaggi culturali del passato, da parte del consumatore finale , che non ha ben chiaro e a fuoco , paradossalmente, il reale impatto dei costi sopportati quando acquista prodotti e strumenti finanziari. Il nuovo Professionista che opererà sul mercato dunque non è fonte di preoccupazione per il Sistema bancario – assicurativo , più forse preoccupato per le novità in tema di pubblicità dei costi e commissioni che la nuova MIFID II ha imposto sulle comunicazioni ai clienti a far data dal corrente anno, ma certamente può diventare una opportunità per un vastissima fascia di risparmiatori. Un professionista non pagato da banche o assicurazioni per “ proporre” strumenti finanziari, prodotti assicurativi o strutture finanziarie di vario genere, ma bensì, in grado di poter analizzare l’intera offerta finanziaria e valutare in maniera critica e libera i migliori performer al miglior costo possibile per il proprio cliente ,da cui è pagato direttamente, per orientarne e seguirne gli investimenti finanziari , con una flessibilità ed adattabilità ad-personam , indiscutibilmente più efficace ed efficiente dalla offerta tot court del Sistema. In un mondo sempre piu “web-robotizzato” un interlocutore diretto, pagato direttamente, può diventare il vero “deus ex-machina” in un mercato, quello dell’offerta finanziaria , fortemente condizionato dallo strapotere bancario-assicurativo ( seppur all’interno di esso risiedano eccelenze professionali di indiscutibile valore) e spesso , sopratutto negli ultimi anni, ricusato di mancato equilibrio nella ricerca del profitto.

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Il passaggio generazionale

Scritto il 01.03.2018

Il passaggio generazionale in una azienda , o la successione generazionale rappresenta da sempre un momento delicato della vita di una persona. Lo scontro di culture qui è molto evidente tra i paesi Latini ( che si richiamano indietro allo Ius Romano) più tutelativi ed i paesi di cultura anglosassone più liberali e senza alcun vincolo parentale. Tema attualissimo, visto anche la più che probabile RIFORMA SULLE SUCCESSIONI che riguarderà non solo la parte patrimoniale liquida( o finanziaria) ma anche altri asset non meno importanti come le quote delle società e o di partecipazioni. E' un fulcro del concetto di Private Banking la pianificazione del passaggio generazionale, atta a garantire la massima efficacia ed efficienza , rispettivamente per gli obiettivi del testatore eclqcottimizzazione dell'incidenza fiscale nel delicato passaggio. La finanza da sempre propone soluzioni mirate,che oggi rasentano la personalizzazione assoluta sulle specifiche necessità del cliente. Va da sè che gli interventi più efficaci ed efficienti si preparano ed attuano con largo anticipo sull'orizzonte temporale previsto e si monitorano assiduamente sia nell'aspetto puramente finanziario ( andamento dei portafogli cotruiti e gestiti) sia nell'aspetto normativo e fiscale.

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