Cristiana Sergio

Consulente finanziario

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COINTESTAZIONI FITTIZIE: I RISCHI parte seconda.

Scritto il 07.09.2019

Gentili lettori, ben ritrovati. Facendo seguito all'articolo precedente, analizziamo ora le conseguenze della cointestazione fittizia di c/c ( cioè alimentato da uno solo dei cointestatari) in caso di successione. COSA CADE IN SUCCESSIONE E SI TRASFERISCE AGLI EREDI? 1) il 50%, cioè la sola quota di cointestazione, poiché opera la presunzione relativa di legge di comproprietà della giacenza per quote uguali. 2) il 100%, se gli eredi dimostrano che la cointestazione era stata fatta al solo scopo di agevolare l'operatività - delega. 3) lo 0% se il cointestatario dimostra l'animus donandi di tutto, cioè che si tratta di una donazione. Il problema nella maggior parte dei casi per gli eredi è dimostrare che con la cointestazione il de cuius non abbia voluto donare ma solo conferire una semplice delega alle operazioni sul conto. A dare una risposta è stata la Cassazione con l'ordinanza n. 11375/19 del 29/04/2019. La Corte ha stabilito che, per superare la "presunzione di comunione derivante dalla cointestazione di un c/c, spetta a chi sostiene la natura fittizia della cointestazione dimostrare la reale intenzione delle parti. E' cioè suo l'onere della prova e non del contitolare del conto il quale, per il solo fatto di essere tale, si presume aver ricevuto una donazione. Per la Cassazione è ammissibile qualsiasi indizio che possa convincere il giudice che non c'è mai stata una donazione vera. Un altro rischio da considerare in presenza di cointestazione fittizia è la "Distrazione" del patrimonio, se muore la persona sbagliata! Considerate il caso di una vedova di circa 80 anni con un unico figlio di 40 anni, separato e senza figli. La nostra vedova ha pessimi rapporti con la nuora e per tutelare il suo patrimonio cointesta la sua posizione finanziaria (che contiene i risparmi di una vita) con il figlio, certa che costui vivrà più a lungo di lei ed erediterà il suo patrimonio. Senonché capita qualcosa che entrambi non hanno considerato: il figlio muore in un incidente d'auto e l'odiata nuora eredita il 50% del patrimonio ( la quota del figlio) poiché la signora non riesce a provare che con la cointestazione aveva conferito al figlio una semplice delega alle operazioni. Immagino abbiate sicuramente capito quanto è importante conoscere lo scopo della cointestazione fittizia. Se si conosce la finalità che il cliente intende perseguire cointestando delle posizioni finanziarie, lo si può consigliare al meglio per evitare i corti circuiti di cui sopra. Riprenderemo l'argomento nel prossimo articolo, poiché pochi giorni fa, esattamente il 3 settembre, la Cassazione è tornata di nuovo su questo argomento, con la sentenza n. 21963/2019, contribuendo a chiarire la natura giuridica di un conto cointestato. Alla prossima...    

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Cointestazione di conto corrente: i rischi da conoscere!

Scritto il 28.08.2019

Buongiorno, quanti di voi che mi leggete possiedono un conto corrente cointestato con il coniuge, il padre, la madre, il figlio o altri? Penso molti. Allora questo articolo fa per voi. Leggete con attenzione e se volete approfondire, contattatemi. "E' legittimo il sequestro per intero del conto cointestato anche se la maggior parte del denaro non proviene dal presunto evasore ma dall'altro titolare". Questa la massima della sentenza n. 29079 del 3 luglio scorso della Corte di Cassazione in relazione alla vicenda di un padre che aveva chiesto la restituzione delle somme presenti sul c/c cointestato con il figlio e a questi requisite in quanto indagato per reati tributari. Per la Corte è possibile procedere al sequestro dell'intera somma presente nel conto poiché entrambi i cointestatari, anche l'indagato, possono operare sullo stesso senza limitazioni e avere la piena disponibilità del saldo attivo. Non rileva il fatto che il padre abbia dimostrato l'esclusiva provenienza della somma a credito presente sul conto, in quanto la Corte fa riferimento all'art. 1854 C.C. che dispone che in caso di c/c cointestato a più persone, con facoltà per le stesse di compiere operazioni a firma disgiunta, gli intestatari SONO CONSIDERATI CREDITORI O DEBITORI IN SOLIDO dei saldi del conto. Solo al loro interno, i rapporti tra correntisti sono regolati dall'art. 1298, comma 2, C.C. che consente di superare la presunzione di contitolarità derivante dalla cointestazione. Concludendo, considerata la facoltà per il cointestatario di disporre dell'intero saldo attivo esistente sul c/c comune e fatti salvi i suoi rapporti con l'altro contitolare, la giurisprudenza ha affermato che può essere disposto il SEQUESTRO PREVENTIVO dell'intera somma di denaro depositata sul c/c cointestato con un soggetto estraneo al reato. Questo perché nel nostro ordinamento vige il sacrosanto principio in base al quale, la cautela penale deve necessariamente prevalere sulla disciplina di natura civilistica, in quanto va impedito che, in attesa dell'adozione del provvedimento definitivo di confisca, vengano dispersi i beni che si ritrovano nella disponibilità dell'indagato. Tutto chiaro? Bene.  Nel prossimo articolo affronteremo i risvolti e le conseguenze della cointestazione di c/c in caso di successione. A presto...

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CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO!

Scritto il 13.08.2019

Gentili lettori, ben ritrovati. Anche se siamo nella settimana di ferragosto e la maggior parte di voi sarà sicuramente in ferie, ritengo utile condividere con voi alcune riflessioni sulle recenti vicende politiche di casa nostra. Lungi da me parlare di politica, mi interessa solo richiamare la vostra attenzione su quello che potrà accadere nei prossimi giorni quando avremo un nuovo governo in carica. Entro metà ottobre, il nuovo governo dovrà presentare il Documento Programmatico di Bilancio che dovrà contenere le coperture necessarie a tutte le voci di spesa. La lista - giusto per rendere l'idea- è la seguente: 5,6 miliardi per rifinanziare Quota 100, 8 miliardi per rifinanziare il Reddito di Cittadinanza, 30-40 miliardi per finanziare la Flat Tax, 23 miliardi per evitare l'aumento dell'IVA al 25,6%, altri 10 miliardi per coprire il buco dovuto alla mancata crescita. Queste le voci principali che fanno circa 100 miliardi! Una cifra mostruosa! Il costo delle politiche di Salvini e Di Maio. Difficile prevedere cosa farà Mattarella: nuove elezioni o governo tecnico? In entrambi i casi, il risultato non cambia, i soldi non ci sono e dovranno essere tirati fuori da qualche parte per far fronte alle spese che comunque rimangono l'unica cosa sicura! Mi riesce difficile pensare che la soluzione possa essere aumentare le tasse ai VIVI (siamo già tassati oltre la media di ogni Paese Europeo), dunque non resta altro che aumentare le tasse ai MORTI, ovvero AUMENTARE LE IMPOSTE DI SUCCESSIONE. Vi ricordo che esiste un disegno di legge n. 2830 del 2015 allo studio del Parlamento che contiene modifiche sostanziali in senso peggiorativo alle imposte di successione. Vi allego una tabella riassuntiva sulle imposte di successione che illustra le differenze con altri stati europei. Il rischio, in termini di maggiori imposte da pagare, si può quantificare valutando tutto il patrimonio di ciascuno di noi ed adottando OGGI le soluzioni più opportune per annullare o limitare il più possibile l'impatto della riforma. Vi invito a visitare il mio profilo per poter richiedere gratuitamente l'Ebook che ho scritto su tale argomento, in cui illustro tutti gli strumenti che il nostro ordinamento giuridico ci consente di utilizzare per una efficiente Tutela Patrimoniale. Buone vacanze ovunque voi siate!

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Certificates, ovvero come guadagnare anche quando i mercati scendono!

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Scritto il 23.05.2019

Gentili lettori, ben ritrovati. Oggi vi parlerò di un argomento diverso per tipologia da quelli che ho trattato finora, attinenti alla Tutela Patrimoniale. Si tratta dei Certificati d'investimento. L'argomento è stato già affrontato in questo sito da altri consulenti che hanno spiegato in dettaglio la struttura dei certificati ed il vantaggio fiscale. Non entrerò dunque nei tecnicismi di tali prodotti sia perché in parte già trattati, sia per non annoiarvi - salvo approfondire in privato con chi fosse interessato. Vi parlerò invece dei motivi per cui, soprattutto oggi, è auspicabile detenere certificati all'interno del proprio portafoglio. Partiamo da una premessa importante: i "Certificates" sono stati introdotti sul mercato italiano poco più di 10 anni fa, sono quotati in Piazza Affari sul mercato SeDex, pertanto risultano facilmente accessibili ad ogni investitore, garantendo la massima trasparenza nei prezzi e nelle condizioni di collocamento: sono emessi infatti sulla base di un prospetto di quotazione approvato da Consob o da un'altra autorità europea. Possiamo raggrupparli principalmente in due macro categorie: a CAPITALE PROTETTO, ovvero con una forma di protezione incondizionata del capitale a scadenza, che permettono all'investitore di diversificare il proprio portafoglio sul mercato azionario senza accollarsi i rischi tipici di perdita in conto capitale; a CAPITALE PROTETTO CONDIZIONATO, che rappresentano oggi quelli più utilizzati. Vediamo perché. Oggi, un investitore con un portafoglio in fondi anche se ben diversificato e de-correlato, vuoi per i persistenti tassi d'interesse bassi e gli episodi frequenti di volatilità sui mercati, per ottenere un rendimento deve necessariamente allungare l'orizzonte temporale dell'investimento. Per usare un termine tecnico, diremo che dovrà assumenre una posizione "long". Viceversa, affiancando ai fondi, dei certificati a capitale protetto condizionato, si possono generare profitti anche in mercati ribassisti e proteggere il capitale anche in condizioni di mercato sfavorevoli. Questo è possibile perché gli strutturatori dei certificati utilizzano delle opzioni che consentono di ottenere un risultato positivo totalmente slegato dalla performance del sottostante. Questo meccanismo, noto come "Asimmetria di rendimento" è quello che viene richiesto ad un certificato quando viene inserito in un portafoglio. In parole semplici, se con un fondo comune  con un Etf guadagnerò nelle fasi di rialzo dei mercati e perderò nelle fasi di ribasso, con i certificati guadagnerò anche quando il mercato scende o è laterale. E' evidente che, in quest'ottica, il certificato non costituisce un "rivale" del fondo comune, ma un buon compagno di viaggio! Laddove il fondo, per sua natura, assume una posizione lunga, il certificato può consolidare a breve, creando un efficientamento del portafoglio, difficilmente ottenibile con altri strumenti finanziari.  Vi allego un articolo tratto dal Sole 24 Ore di qualche giorno fa che testimonia l'attenzione sempre maggiore degli Italiani a questo strumento d'investimento. A presto...        

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"CESSIONE DELL'IMMOBILE CON OBBLIGO DI MANTENIMENTO": interessante istituto giuridico preferibile alla donazione?

Scritto il 14.04.2019

Gentili lettori, ben ritrovati. Oggi vi parlo di uno strumento giuridico molto interessante, ancora poco conosciuto e scarsamente utilizzato, che si rivela estremamente utile per trasferire la proprietà di un bene immobile ad un figlio o a terzi. La "cessione con obbligo di mantenimento" è il contratto con cui un soggetto (il proprietario) trasferisce un bene ad un altro soggetto (figlio, badante, amante!) che, in cambio, SI IMPEGNA AD ASSISTERE IL VENDITORE (BENEFICIARIO) PER TUTTA LA DURATA DELLA SUA VITA. Il soggetto "acquirente" non paga un prezzo, ma si obbliga ad eseguire, a titolo di corrispettivo, delle prestazioni di mantenimento che si sostanziano in obblighi di "dare" (fornire alimenti, vestiario, medicinali, ecc..) ed in obblighi di "fare" (assistenza, pulizia della persona e della casa, ecc..) arrivando anche ad estendere l'obbligo di versamento della retta ad un istituto per anziani o disabili se a tale struttura il "cedente" desiderasse ricorrere. La controprestazione non è data dunque da una somma di denaro, quale pagamento del prezzo pattuito, ma da una PRESTAZIONE ASSISTENZIALE (al posto della somma di denaro). Vediamo le caratteristiche di questo istituto: si tratta di una Figura Contrattuale Atipica (poiché non espressamente regolamentata dal codice civile) che trae origini nella prassi nell'autonomia privata ex art. 1322 C.C. e trova riconoscimento nella giurisprudenza accanto alla figura tipica della rendita vitalizia; è inoltre un contratto a titolo ONEROSO E NON DONATIVO, in quanto manca lo spirito di liberalità che comporta l'arricchimento di un soggetto e l'impoverimento del proprietario. Vi è sempre un corrispettivo, una contro prestazione, un vantaggio economico, dato dalla prestazione assistenziale per tutta la durata della vita del beneficiario. Ultimo elemento, che caratterizza questo tipo di contratto, è l'ALEA, ovvero l'INCERTEZZA, legata a due fattori importanti: la durata della vita del beneficiario e l'entità delle prestazioni, legate allo stato di bisogno e di salute del beneficiario. Infine, la prestazione assistenziale deve poter essere modificata nel tempo in relazione alla variazione delle condizioni di salute del beneficiato. Diversamente, il contratto di mantenimento è NULLO per mancanza di causa. Il contratto va redatto innanzi ad un notaio, alla presenza di testimoni, ed è necessario prevedere nell'atto una clausola risolutiva espressa, che, in caso di inadempimento degli obblighi di assistenza, preveda lo scioglimento dell'accordo. Rispetto alla DONAZIONE classica, dalla quale discendono diritti indiretti e generici, nel caso della "cessione del bene con obbligo di mantenimento", gli impegni sono mirati, specifici e dettagliati, il che rende più facilmente individuabili eventuali inadempienze ed agire per la conseguente risoluzione. Vediamo perché, a parere di chi scrive, in determinati casi. questo istituto è da preferire alla donazione. La donazione di un immobile che sia diretta ( che si realizza quando un genitore dona direttamente un immobile ad un figlio) o indiretta (che si realizza quando il figlio acquista l'immobile da un terzo alla presenza del genitore-donante, che interviene nell'atto notarile dichiarando che proviene da lui il denaro per pagare l'immobile) espone al rischio il donante di non poter riprendersi in futuro il "donatum" se si verificasse tale necessità e qualora la donazione ( che ricordiamo è un anticipo sulla successione) andasse a ledere la quota di riserva dei legittimari, sarebbe soggetta a collazione.  Bene, l'immobile oggetto di cessione con obbligo di mantenimento NON RIENTRERA' NELL'ASSE EREDITARIO! Pertanto deceduto il cedente, non si profileranno per il cessionario problematiche relative alla rivendita (collazione, riduzione, restituzione). Concludo con un'ultima importante osservazione di natura fiscale. Su sollecitazione di molti notai, in merito al criterio di scelta della base imponibile su cui calcolare le imposte di registro, L'Agenzia delle Entrate, ha emanato la risoluzione n. 113/E del 25/08/2017. Viene affermato che, in caso di cessione con obbligo di mantenimento, si può DEROGARE alla regola del "prezzo-valore" prevista per le cessioni di immobili. Tale criterio, introdotto dalla Legge Finanziaria 2006, rappresenta una deroga al sistema ordinario di determinazione della base imponibile previsto dal Testo Unico dell'imposta di Registro: per le cessioni di abitazioni nei confronti di persone fisiche, la tassazione dell'atto può avvenire, a seguito di opzione espressa dall'acquirente al notaio e riportata in atto, sulla base del VALORE CATASTALE dell'immobile. Ciò a prescindere dal corrispettivo pattuito, benché lo stesso vada obbligatoriamente indicato nell'atto. In tal modo, il prelievo fiscale risulta meno oneroso rispetto al criterio generale, secondo cui la base imponibile è rappresentata dal valore commerciale del bene trasferito.               

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Società semplice: piccola ma potente!

Scritto il 30.03.2019

Gentili lettori, oggi vi parlerò di uno strumento di notevole efficacia per tutelare il vostro patrimonio: la società semplice.  E' una società di persone che può avere scopo economico ma non commerciale. Nel suo assetto giuridico è l'ente sociale più semplice previsto dall'ordinamento italiano, però, la sua semplicità non deve portare a sminuirne le enormi potenzialità! A torto considerata da alcuni giuristi come il "trust dei poveri", la società semplice si presta egregiamente ad alcune attività di gestione centralizzata dei patrimoni famigliari. Pensiamo alla "Dicembre Società Semplice", la cassaforte di famiglia degli Agnelli, posta al vertice della catena di comando della famiglia, fondata nel lontano 1984 su intuizione di un geniale notaio. Ad oggi, nessuno conosce con esattezza chi siano i soci e le rispettive quote. Spieghiamo perché. La società semplice "holding di famiglia" è una società detentrice di partecipazioni controllata dai componenti di una stessa famiglia, avente lo scopo di tutelare il patrimonio della famiglia stessa, consentendone una gestione serena e separata rispetto alla persona del socio e garantire un adeguato passaggio generazionale che consenta di dirimere le tipiche controversie dovute ad una gestione di tipo famigliare. La s.s.è regolata da pochi articoli del C.C. (da 2251 a 2290) ed è caratterizzata da un regime giuridico e fiscale "semplificato": assenza di obblighi particolari per la forma del contratto sociale (atto costitutivo). La riservatezza in merito alla identità dei soci è assicurata dal fatto che questa tipologia di società NON richiede di inserire i nomi dei soci all'interno della ragione sociale e NON richiede l'iscrizione nel Registro delle Imprese per venire ad esistenza, ma solo l'iscrizione ad una apposita sezione con mera funzione di pubblicità notizia e non pubblicità costitutiva. Gode di un regime fiscale semplificato: non vi è obbligo di deposito del bilancio d'esercizio e per le imposte dirette valgono sostanzialmente le stesse regole previste per le persone fisiche. Ciò implica la NON IMPONIBILITA' delle plusvalenze immobiliari riferite a fabbricati posseduti dalla società da più di cinque anni. Ha un patrimonio proprio, separato da quello dei soci; si caratterizza per uno stretto legame tra la persona del socio e le quote sociali, cosicchè queste ultime non risultano assoggettabili a procedure esecutive o cautelari; rende i singoli beni conferiti nella società immuni rispetto all'aggressione dei creditori particolari del socio. Consente ai soci fondatori o disponenti di mantenere il controllo del governo societario, potendo anche prevedere appositi patti di limitazione della responsabilità per i soci non amministratori. Lo statuto ed il contratto sociale possono essere sempre modificati e la società può ricevere beni in conferimento dai soci anche dopo la sua costituzione.  Capite ora perché, grazie a queste caratteristiche, la s.s. viene utilizzata quale strumento di Separazione e Segregazione Patrimoniale. I vantaggi sussistono anche ai fini successori, in quanto, alla morte del socio, si trasferiscono agli eredi le sole quote societarie e NON le quote di proprietà sui singoli beni del de cuius. Questo meccanismo consente di evitare la "piaga" della Comunione Ereditaria che colpisce gran parte delle famiglie italiane, in assenza di pianificazione, con il risultato che se non vi è l'accordo di tutti gli eredi, l'immobile non si può ne manutenere, ne vendere. Il conferimento di un immobile all'interno di una s.s.invece consentirà agli eredi di subentrare nella proprietà delle sole quote sociali, mentre la proprietà dell'immobile rimarrà in capo alla società: sarà quindi l'amministratore di quest'ultima ad occuparsi, in piena autonomia decisionale, della sua manutenzione ed eventualmente della sua vendita. E possibile anche, in alternativa alla liquidazione della quota a favore degli eredi (regola generale), inserire una previsione speciale statutaria, la cosiddetta CLAUSOLA DI ACCRESCIMENTO per la quale, la quota del socio defunto si accresce proporzionalmente alle quote dei soci superstiti e gli eredi hanno titolo solo alla quantificazione ed incasso di un controvalore rappresentante il controvalore della quota stessa. E' evidente la delicatezza di una tale previsione (al fine di evitare lesioni di interessi in capo agli eredi del socio defunto) unitamente alla potenza della stessa ai fini di pinificazione successoria o di mantenimento del controllo in capo a soggetti voluti dai fondatori. Questo non è l'unico per mantenere il "controllo" della società, si possono strutturare regole tutelanti relative a coloro che dovranno amministrare la stessa. Sono possibili anche scissioni della nuda proprietà   dell'usufrutto, per conseguire un obiettivo di protezione. Ci sarebbe molto altro da dire ma mi dilungherei troppo. Chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, può contattarmi. Buon fine settimana. 

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Diritto di Famiglia

Scritto il 17.03.2019

Gentili lettori, riprendendo i temi che ho introdotto con la mia recente intervista su questo sito, vi anticipo le modifiche che il governo giallo-verde si appresta ad apportare alle norme del codice civile che disciplinano il diritto di famiglia. Analizzeremo l'impatto che tali modifiche avranno sulla Pianificazione Successoria e Tutela Patrimoniale. La modifica più importante, a mio avviso, è l'eliminazione del DIVIETO DEI PATTI SUCCESSORI. Voi sapete che l'art. 458 C.C. vieta ogni atto o accordo avente ad oggetto la successione di una persona non ancora defunta. Questo perchè il nostro legislatore assegna una forte tutela alla liberta' testamentaria. Bene, con questa riforma il disponente potrà pianificare la sua successione insieme alla sua famiglia devolvendone i beni quando è ancora in vita. Inoltre gli eredi potranno rinunciare in modo irrevocabile alla futura eredità o a determinati beni, sempre quando il disponente è ancora in vita. Questo sarà l'ultimo tassello sulla scia di un percorso di riforma che, nel 2006 ha introdotto il Patto di Famiglia; un accordo che intercorre tra familiari per regolare la successione di uno di essi. In particolare, con questo contratto si decide a chi ed in che modo, il titolare di un'impresa o partecipazioni societarie trasmette la sua azienda o la sua quota. Altro elemento suscettibile di riforma sarà a QUOTA DI LEGITTIMA. Tutti sanno che il nostro legislatore accorda una tutela ai parenti più stretti del decuius, cioè coniuge, figli e, in mancanza di questi, gli ascendenti, ovvero i genitori. A questi va riservata una quota del patrimonio, la cosiddetta legittima o indisponibile. Solo dopo aver soddisfatto i legittimari, il decuius può disporre liberamente del resto del suo patrimonio, con la quota disponibile. Con il nuovo disegno di legge, la quota di legittima sarà qualificata al pari di un qualsiasi diritto di credito e come tale potrà essere soddisfatta anche con beni non facenti parte dell'eredità. Altra novità è l'introduzione del CERTIFICATO SUCCESSORIO, già operante per le successioni internazionali. Si tratta di un atto notarile nel quale saranno visibili tutte le informazioni relative alla successione: eredi, patrimonio devoluto, azioni di riduzione, ecc. Questo conferirà celerità alle pratiche relative alla successione, allegerendone la burocrazia. Altro elemento di assoluta novità nel nostro ordinamento sarà il debutto dei PATTI PREMATRIMONIALI. Ovvero quegli accordi conclusi prima e durante il matrimonio volti a stabilire anticipatamente una serie di diritti e doveri della coppia anche in caso di crisi. La conseguenza sarà separazioni e divorzi molto più veloci perché i futuri ex-coniugi dovranno solo dare attuazione a quanto già stabilito nel patto prematrimoniale. Ultimo elemento, non meno importante è l'intento di dare finalmente dignità giuridica al TRUST. E' questo uno strumento di protezione del patrimonio di derivazione anglosassone che fino ad oggi non è stato disciplinato all'interno del codice civile, ma ha trovato ingresso nell'ordinamento italiano grazie alla ratifica della Convenzione dell'Aja avvenuta nel 1989. Si tratta di uno strumento giuridico piuttosto diffuso che grazie alla sua duttilità può essre utilizzato per la pianificazione successoria e per tutelare il patrimonio.    

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COME INIZIARE BENE L'ANNO NUOVO!

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Scritto il 15.01.2019

Gentile lettore, buonasera. Questo non vuole essere un articolo "politicamente corretto", bensì un vademecum modellato sulle mie caratteristiche professionali, che vi potrà aiutare a scegliere un bravo consulente finanziario. Cominciamo. Un bravo consulente: 1) parla poco ma ti ascolta molto per comprendere le tue esigenze. 2) è accanto a te in ogni fase del ciclo di vita della gestione del tuo patrimonio: pianificazione per obiettivi, protezione, tutela, ottimizzazione fiscale e trasmissione del patrimonio stesso. 3) condivide con te le scelte d'investimento, rendendoti consapevole degli strumenti finanziari adottati - questo è ciò che viene definito "Educazione Finanziaria". 4) si preoccupa affinchè lo strumento d'investimento sia adeguato non solo alle tue esigenze ma anche e soprattutto al tuo livello di tolleranza al rischio. 5) parla con te in modo chiaro e trasparente di costi e non solo di rendimento. 6) ti spiega la differenza tra SPECULARE ed INVESTIRE, chiarendo il concetto che i mercati finanziari restituiscono performance in tempi mediamente lunghi e premiano l'investitore paziente. 7) ti aiuta a tenere sotto controllo la tua emotività quando i mercati "ballano"  perché, se tutti i punti precedenti sono stati rispettati, la volatilità di breve periodo non inficia affatto una pianificazione di lungo termine, anzi si rivela un'occasione per comprare "in saldo". 8) diffida del consulente che a Natale ti regala l'agenda e ti viene a trovare, se va bene, una volta all'anno! Ciò premesso, se condividi tutti i punti che ho elencato, non ti resta che chiamarmi e conoscermi di persona. Puoi anche fare una prova "pro tempore", ricevendo un regalo pari all'1% del capitale che deciderai di investire o trasferire presso DB. Ti invito a leggere il mio profilo e a visualizzare l'allegato che spiega in dettaglio la nuova iniziativa con cui Deutsche Bank vuole premiare i suoi clienti. Al piacere di incontrarti. Cristiana Sergio.    

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Mercati in tempesta: che fare?

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Scritto il 07.01.2019

A volte penso che sarebbe molto più facile svolgere la mia attività nei Paesi Anglosassoni, vuoi per il livello decisamente elevato di educazione finanziaria che caratterizza gli abitanti di quei luoghi, vuoi per la loro consapevolezza del ruolo svolto dal Consulente Finanziario. La profonda differenza tra il sistema vigente nei Paesi Anglosassoni, soprattutto USA, e quello vigente in Italia si giustifica anche con le diverse condizioni storiche. L'Italia è da sempre un Paese bancocentrico, al contrario dei Paesi d'oltreoceano, ove si è affermato un sistema libero-professionale. Il Consulente Finanziario "Financial Advisor" non solo sta fuori dalle banche, ma riveste un ruolo fondamentale di supporto al cliente in tutte le fasi del ciclo di vita e gli viene riconosciuta un'importanza ed una dignità professionale pari a quella di avvocati e commercialisti. Questa premessa è d'obbligo per spiegare il comportamento degli Italiani in questi ultimi giorni in cui la volatilità ha dominato non poco i mercati finanziari. Nei Paesi di cui dicevo prima, si vedono i flussi in entrata aumentare man mano che i mercati scendono e non il contrario, come accade in Italia! Il motivo è semplice:l'italiano si fa guidare dall'emotività e non dalla razionalità. La discesa dei mercati evoca catastrofi imminenti e panico, invece dovrebbe essere considerata una ghiotta occasione d'acquisto a prezzi stracciati. Il mercato crea rendimento. E' solo il nostro comportamento che permette di acquisire o disperdere tale valore. Se si è effettuata una corretta pianificazione finanziaria, che vuol dire investire per obiettivi, con il giusto orizzonte temporale e con un livello di rischio adeguato al profilo di ciascuno di noi, non si devono temere le fasi di volatilità dei mercati.  L'investitore che si arma di pazienza, razionalità, sangue freddo e tolleranza al rischio anche per periodi lunghi, ottiene i risultati mogliori. Vi invito a considerare attentamente la tabella che vi allego, abbastanza utilizzata di questi tempi, lasciando a voi le considerazioni più opportune. Concludo con una raccomandazione.  Se da soli, non riuscite a considerare gli eventi con a lucidità e freddezza necessarie, chiedete il supporto di un bravo Consulente Finanziario che, con competenza e razionalità, vi può aiutare a mantenere la barra a dritta e solcare i mari (i mercati finanziari!) anche in acque tempestose. Alla prossima. Cristiana Sergio

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IL FUTURO NON SI PUO' PREVEDERE, MORALE: OCCORRE AVERE UNA STRATEGIA!

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 04.05.2018

Gentili lettori oggi vi propongo un bellissimo articolo di Francesco Caruso, uno dei massimi esperti italiani di analisi tecnica e finanziaria. L'insegnamento che dovremmo trarre dalla lettura di questo articolo è che è pressoché impossibile fare previsioni, soprattutto a lungo termine, sull'andamento dei mercati finanziari. Ciò che invece possiamo e dobbiamo fare è dotarci di una adeguata strategia, o pianificazione finanziaria, per navigare i mercati finanziari in qualsiasi condizione metereologica! Francesco Caruso – Analisi dei mercati finanziari 2008-2018: cosa (non) abbiamo imparato in questi 10 anni vento Circa 10 anni fa, nella primavera del 2008, cominciavano ad avvertirsi chiare le avvisaglie della grande crisi che avrebbe colpito i mercati e le economie mondiali nei mesi successivi. Dopo 10 anni e dopo innumerevoli accadimenti che erano completamente fuori da ogni possibile previsione (l’S&P500 vale il doppio di allora, mentre l’Eurostoxx50 poco più della metà), forse è interessante fare un bilancio su quello che abbiamo veramente imparato. La prima lezione, che secondo me va scolpita nella mente di ciascuno e che invece è proprio quella che fa una fatica tremenda ad essere metabolizzata, è che il futuro non è prevedibile. Nessuno 10 anni fa sarebbe riuscito non sono lontanamente, ma nemmeno con grande approssimazione a prevedere ciò che poi sarebbe realmente successo all’economia ed ai mercati finanziari nei 5 anni successivi: figuriamoci nei 10. Ma siccome le cose tutto sommato si sono aggiustate – poi vedremo come – ancora oggi sentiamo tutti parlare del lungo termine come di un fattore statisticamente controllabile. Quasi nessuno osava usare la frase “lungo termine” in quell’estate e autunno 2008. La seconda lezione è che gli estremi chiamano reazioni estreme. L’alternanza tra fasi di bassa e altissima volatilità degli ultimi anni e in particolare del periodo post 1998, l’alternanza di movimenti enormi in entrambe le direzioni di molti mercati e il crearsi di infinite bolle speculative seguite da crash e da altre bolle speculative negli stessi mercati e in mercati diversi, non è che il risultato di una serie di comportamenti poco equilibrati da parte di una serie di attori, anche molto importanti, della grande commedia finanziaria. La commedia anche nel teatro greco confinava strettamente da un lato con la farsa e dall’altro con la tragedia, esattamente come sui mercati. La terza lezione che ancora una volta nessuno riesce a citare con lucidità è che l’America – poliziotto del mondo – è perfettamente fedele al suo spirito capitalista e quindi persegue le proprie politiche in maniera del tutto autonoma dai processi decisionali del resto del mondo. Veniamo al caso pratico, rappresentato dalle misure che sono state adottate dalla Fed dopo la crisi del 2008 e che hanno pervaso con i loro effetti tutti i mercati e tutte le economie del mondo, le quali si sono mosse solo molto dopo e sempre sulla scia di quelle che erano le linee guida dettate dagli USA. Il grande scopo del Quantitative Easing, come sappiamo tutti, era quello di evitare una recessione globale che avrebbe potuto sfociare in qualche cosa di molto più pericoloso. Questo scopo è stato perseguito per lunghi anni ed è stato poi seguito nel modo di agire in politica economica dalle principali economie. Quando L’America ha deciso che la massa monetaria era troppo ampia e che il QE aveva conseguito lo scopo di evitare una crisi, ha cominciato la fase di rientro e normalizzazione: anche qui molto prima degli altri. Ma i dati sono noti a tutti: la ripresa economica di questo ultimo ciclo è molto più flebile, delicata e cagionevole di tutte quelle che si sono verificate negli ultimi 100 e passa anni. Quando il malato rischia una ricaduta, va sostenuto. Tra tutte le strategie elaborate negli ultimi decenni dalla FED per sostenere l’economia americana, se ne è scelta una che di fatto è entrata in vigore esattamente alla fine del Quantitative Easing e cioè la svalutazione controllata del dollaro per mantenere elevata la competitività delle merci americane nel mondo. È una strada – ripeto – che è già stata usata in passato in altre situazioni: cito soltanto i cicli economici della fine degli anni 70, il periodo 85/87, il periodo post Torri Gemelle (quindi 2002 2005) e appunto il periodo post QE, quindi da inizio 2017 in avanti. In tutti i casi citati l’arma della svalutazione del dollaro aveva e ha preservato l’economia americana dalla caduta in recessione e aveva e ha finora regalato altri anni di espansione. Ma in nessuno dei casi precedenti era stato utilizzato questo strumento nella parte finale di un ciclo, quindi quando il ciclo già era molto maturo e in una fase delicata. Questa “strada americana” del dollaro debole è favorevole agli Usa: ma non agli altri. Sarà quindi molto interessante verificare che cosa succederà questa volta, cioè intanto se la Fed avrà successo in questa sua ulteriore strategia di prolungamento del ciclo ma soprattutto se le altre grandi economie, in primo luogo le economie dei grandi paesi asiatici e emergenti, accetteranno di buon grado questo tipo di politica valutaria. Le tensioni USA-Cina sul commercio vanno lette in questa ottica. Sui riflessi che possono avere queste situazioni sui mercati credo ci siano pochi dubbi. L’America è rimasta finora un mondo a parte e si trova, adesso come adesso, ad avere il più elevato tasso di interesse (e quindi di ritorno free risk) per gli investitori tra tutti i principali paesi e ad avere uno dei mercati azionari più efficienti e più diversificati, comunque dati alla mano finora il più forte di tutti. FTSE MIB, dati mensili: chiusura mensile più alta degli ultimi 10 anni e ancora una volta a ridosso della barriera in area 24000. Quali possano essere, per l’Europa che economicamente appare un pò vaso di coccio (con il rinforzante-Draghi) in mezzo ai due grandi vasi di ferro America e Asia, il vantaggio di una situazione del genere e come l’Europa con i suoi problemi sociodemografici e con una valuta forte possa sovraperformare strutturalmente gli altri mercati, questo resta a mio modo di vedere un punto interrogativo. L’ultima parola comunque resta ai mercati, che sono gli unici giudici di sé stessi e sono gli unici ad avere sempre ragione: e che in questa fase hanno riportato l’indice italiano ai massimi post-2008. Buon investimento a tutti.

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Il recupero del dollaro!

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 26.04.2018

Dopo aver penato tanto, il dollaro comincia a guadagnare il terreno perduto! Negli ultimi giorni ha messo a segno un bel recupero del 3% sull'euro. Le condizioni previste l'anno scorso in modo unanime da quasi tutti gli analisti, favorevoli a questo recupero del biglietto verde, cominciano a concretizzarsi. Nella riunione di oggi, il Presidente della BCE, Mario Draghi, considerata la debolezza della crescita economica in Europa, ha mantenuto invariata la politica monetaria espansiva. Il perdurare dunque dei tassi negativi scoraggerà l'afflusso di capitali verso l'area euro, indebolendo la valuta. Oltre oceano, l'incremento dei tassi da parte della Fed attirerà investimenti in titoli di stato Usa, con un conseguente rialzo delle quotazioni del biglietto verde. Due direzioni opposte: politiche accomodanti dell'area euro e politiche restrittive dell'area dollaro portano dunque, da un lato, all'indebolimento dell'euro, dall'altro al rafforzamento del dollaro. Questo significa un recupero delle quotazioni dei fondi sottoscritti a cambio aperto, dopo mesi di sofferenza! Speriamo!

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DIVERSIFICAZIONE: questa sconosciuta!

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  • Investimenti
Scritto il 05.04.2018

Prendo spunto da ciò che ha scritto oggi un lettore a Soldi Expert, su questa piattaforma, per parlare del concetto di DIVERSIFICAZIONE, purtroppo ancora oggi sconosciuto a molti investitori. Il lettore scrive: "ho investito per il lungo periodo sulle azioni Safilo, ma perdo l'85% E' normale?... Non ho mai venduto il titolo perché non volevo ammettere di aver sbagliato." Senza scomodare la Finanza Comportamentale, vorrei offrire qualche spunto di riflessione al lettore. Tralasciando l'analisi sui fondamentali del titolo, che peraltro è stata già affrontata da Soldi Expert, vorrei richiamare l'attenzione del lettore su uno strumento finanziario: il FONDO COMUNE D'INVESTIMENTO. Seguendo il vecchio e sempre valido principio, secondo il quale non bisogna mettere tutte le uova nello stesso paniere, il fondo comune diversifica per valute, aree geografiche, titoli, potenziale di crescita, ecc. Consente di spalmare la cifra investita su un paniere di 100, 200, 1000 titoli e più, di modo che la performance negativa di qualche titola non inficia la performance complessiva del fondo. Inoltre i titoli sono de-correlati, cioè reagiscono in modo diverso ad uno stesso evento di mercato (uno sale, l'altro scende) riducendo in tal modo il riscgio complessivo di portafoglio. Il fondo è gestito da professionisti che selezionano i titoli da inserire in portafoglio sulla base di analisi complesse e questo rappresenta indubbiamente un vantaggio rispetto al fai-da.te! Infine, nessuno può sapere con certezza qual'è il momento giusto per comprare o vendere, fare trading basandosi sulle "chiacchiere" di pseudo esperti del settore NON E UNA GESTIONE PROFESSIONALE. Ciò premesso, arrivo al punto. Vi presento uno dei migliori fondi azionari: il GLOBAL BRANDS di MORGAN STANLEY. Azionario Globale, comparto concentrato, pochi titoli di alta qualità con potenziale di rendimento nel lungo periodo. Il fondo ha una gestione assolutamente attiva nel settore dei beni di consumo primari, come alimentari e prodotti di consumo per la casa. Le aziende selezionate hanno un posizionamento strategico sul mercato, il potere di determinare i prezzi grazie ad innovazione, pubblicità e promozione, margini di profitto elevati e sostenibili, forte generazione di cash-flow e dividendi solidi e sostenibili. Tutto questo fa si che il fondo sia in grado di generare performance nei vari cicli di mercato come potete vedere dal grafico che allego in Pdf. Buona lettura e buona diversificazione!

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