Giuseppe Trentadue

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Consulente finanziario

Top MoneyController Financial Educational
Banca Mediolanum S.p.a.
Gorizia, Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Verona, Vicenza
-
Fino 5 anni
Diploma di specializzazione
51 anni
1840
29/06/2018

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E un altro semestre se ne va...

Scritto il 03.07.2020

Direi un semestre piuttosto complicato, che chiude un lungo periodo di rialzi che durava da più di un decennio. Una pandemia come quella ancora in corso non è facile da affrontare e i mercati ne hanno risentito pesantemente, pur con un inaspettato e notevole recupero.   Pubblico qui di seguito i risultati delle diverse asset class degli ultimi 15 anni, fino al primo semestre 2020 incluso. I tassi delle obbligazioni continuano a permanere sotto lo zero, e, a parte un aumento dei rendimenti durante la chiusura delle attività dovuta al Covid-19, complice anche i massicci interventi delle banche centralidi mezzo mondo, non sarà facile replicarne gli ultimi 10 anni, a meno che non si lasci il porto "sicuro" delle obbligazioni investment grade e si inizi a considerare qualcosa di più speculativo. Il rendimento del portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) diminuisce dal 6,97% al 5,88% annuo. La diversificazione continua a pagare, ma per aumentare la redditività si dovrà necessariamente spostare parte degli asset sulla parte azionaria.   A questo, bisogna iniziare ad aggiungere che è inutile creare bellissimi portafogli super efficienti se prima non avremo eliminato i rischi catastrofici nei quali ognuno di noi potrebbe incorrere nelle nostre sempre più lunghe vite e che prosciugherebbero in poco tempo tutti i risparmi faticosamente accumulati in una vita, ridimensionando per giunta i nostri redditi e complicando la vitaa chi sarà intorno a noi.   L'italiano medio a questo punto inizia a cercare insistentemente oggetti metallici, sperando che basti. Lo so, "toccare ferro" è gratis, mentre affrontare i problemi alla fonte ha un costo emotivo e economico più elevato. Affrontiamoli insieme: se volete seriamente prendere in mano le redini del vostro futuro, contattatemi pure.    

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Più le mandi giù e più si tiran su...

Scritto il 26.06.2020

  Si fa un gran parlare di azioni in questi mesi, soprattutto in relazione ad eventi catastrofici quale l'attuale ed ancora in corso pandemia da Covid-19. I titoli dei quotidiani, sia online che cartacei, ne hanno approfittato e i termini quali "crollo", "bruciati N miliardi" nel falò delle vanità del capitalismo, et similia, sono diventati ahimè sempre più comuni. Qui i risparmiatori meno avveduti e in cerca di guadagni facili hanno venduto troppo tardi e in preda al panico e (come sempre) hanno davvero perso rilevanti capitali. Questo viene anche certificato dal recente aumento della liquidità sui conti correnti, arrivati all’astronomica cifra di 1.460 miliardi di euro.   Però, quando si affrontano gli investimenti, che ricordiamolo, servono a produrre rendimenti nel lungo termine, non possiamo dimenticare proprio le azioni. Ma sapete davvero cosa sono e come funzionano?   Le azioni rappresentano una quota del capitale socialedi un'impresa (SpA o SapA) e quindi chi le possiede partecipa in qualità di socioalla vita dell'azienda. Tramite esse, il socio può, ad esempio, partecipare ed intervenire alle assemblee, votare, impugnare il bilancio, ecc. e ha ulteriori diritti quali essere remunerato dai dividendi che vengono staccati periodicamente, oltre che ricevere assegnazioni di azioni in caso di aumento gratuito di capitale e di opzione nel caso sia a pagamento. I titoli azionari non hanno scadenza e possono essere compravenduti sul mercato, a patto esso stesso sia liquido (cioè che esistano compratori e venditori).   Tralasciando ulteriori distinzioni tra azioni ordinarie, privilegiate e di risparmio, concentriamoci invece su che cosa influisce sul valore delle azioni e del perché questo oscilli quotidianamente.   Le azioni sono titoli a reddito variabile; i dividendi (che derivano dagli utili netti che annualmente la società produce) non sono mai certi a priori e cambiano nel tempo. Quindi, le azioni sono valutabili solamente sulla base dei flussi di cassa che generano e del prezzo di vendita. Semplificando, il prezzo di un'azione è funzione del flusso futuro (infinito) di dividendi.   Questo significa che il mercato prezza istantaneamente qualsiasi evento(positivo o negativo) in funzione degli utili che le società produrranno nel futuro, e tanto più questo è lontano nel tempo, tanto più le oscillazioni del prezzo saranno elevate.   Quindi, più alte saranno le previsioni sugli utili aziendali futuri e più elevatesaranno le quotazioni azionarie delle stesse. Il mercato ha sempre ragione, come si dice, ma a volte esagera: quotazioni maggiori attraggonosempre più investitori, che continueranno ad acquistare a prezzi sempre più elevati (anche oltre quelli ritenuti più congrui) fino a quando un evento che impatta negativamente gli utili futuri (come ad esempio il Covid-19) pone fine alla lunga fase rialzista (o Toro).   Le nuove prospettive si abbattono pertanto sui prezzi, e inizia una velocissimadiscesadei prezzi (detta fase ribassista o Orso), a livelli più consoni rispetto ai nuovi utili aziendali. Il mercato, anche qui, è portato ad esagerare e le quotazioni tendono ad andare sempre più giù, dovuto più che altro alla fuga degli investitori...   Le crisispazzano via le aziendeche operano in settori poco performanti, sottocapitalizzate, sovraindebitate e con utili descrescenti o addirittura in perdita. Lasciano strada invece ad aziende solide, poco indebitate, con utili crescenti e che migliorano costantemente la frontiera tecnologica.   Il ciclo si ripete, inizia una nuova fase Toro e chi ha acquistato quando tutti vendevano avrà un extra rendimentosui propri capitali dovuto non tanto al mercato ma al proprio comportamento.   I risultati, dopo anni di comportamentiadeguati, si vedono: chi ha saputo, magari con l'aiuto di un consulente finanziario, investiresul giusto orizzontetemporaleapprofittando anche delle "stagioni degli sconti" che periodicamente i mercati offrono, avrà ottenuto dei risultati adeguati. Chi invece, magari dopo fallimentari esperienze sui mercati affrontati senza adeguata preparazione, ha mantenuto e mantiene i propri risparmi sul conto corrente, vedrà il proprio capitale affievolirsianno dopo anno senza neanche accorgersene.    

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Col senno di poi...

Scritto il 09.03.2020

Oggi è una giornata che verrà ricordata negli annali e nelle statistiche borsistiche nei prossimi anni. Ci verranno in mente tutte le sensazioni di incredulità, panico e rassegnazione, chi abbiamo chiamato, chi ci ha tempestato di telefonate e messaggi, in preda allo sconforto...   Durante la crisi finanziaria partita dal fallimento di Lehman Brothers (una delle più gravi per ampiezza e profondità) io c'ero e nei miei ricordi ormai indelebili ripesco esattamente le stesse sensazioni. Analizzando quel periodo, col senno di poi, è stato il migliore in assoluto per chi ha tenuto i nervi saldi, non ha disinvestito e anzi ne ha approfittato, nella certezza che, con un portafoglio correttamente diversificato che ha eliminato i rischi specifici, collocato nel giusto asse temporale del medio-lungo termine, le oscillazioni dei mercati sono sempre occasioni per acquistare.   Rimanere fedeli ai propri programmi, necessariamente non di breve termine, è però difficile: siamo bombardati da notizie negative che ci fanno sembrare improrogabile prendere una decisione, una qualsiasi, e di solito quella più deleteria alle nostre finanze: scappare, rimanere liquidi e attendere il "momento giusto" per rientrare (di solito, troppo tardi o mai).   Oggi invece è il giorno del senno di poi. Il giorno del quale, fra qualche tempo, magari pentendoci, penseremo "ah, se solo avessi acquistato..."

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I conti della serva

Scritto il 08.01.2020

Puntuale come ogni anno, pubblico qui di seguito i risultati delle diverse asset class degli ultimi 15 anni, 2019 incluso. Che dire: quello appena trascorso è stato un anno fantastico che ha completamente confermato ciò che tutte le statistiche ci illustrano di anno in anno e cioè che perseverare e mantenere le posizioni coerenti con i propri obiettivi ha un effetto estremamente positivo sul nostro patrimonio, il quale non potrà fare altro che crescere.   Dal 2005 al 2019 il portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) avrebbe avuto un rendimento del 6,97% annuo: la diversificazione funziona e paga, sopportando il costo emotivo che le fluttuazioni del mercato ci provoca. Il consulente, oltre alla pianificazione finanziaria per obiettivi, l'ottimizzazione fiscale, successoria, pensionistica, e così via, serve soprattutto nelle fasi dove c'è bisogno di qualcuno che ci aiuti a tenere la barra a dritta e non smarrire la retta via.   Fate pure tutti i conti della serva che volete, ma sarà sempre più difficile lasciare ostinatamente fuori dai portafogli le asset class più performanti ma più volatili, in quanto il mondo obbligazionario sta inesorabilmente esaurendo le sue ultime cartucce sul fronte dei rendimenti. I tassi sono sotto lo zero quasi dappertutto e ci rimarranno per diverso tempo!   Anno nuovo, vita nuova, quindi! Se state ancora procastinando in attesa del ritorno dei bei tempi andati, se state aspettando il momento "giusto" per entrare, se il vostro attuale interlocutore non vi soddisfa pienamente, se volete seriamente prendere in mano le redini del vostro futuro, contattatemi pure.

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Sul ponte sventola bandiera bianca?

Scritto il 12.11.2019

Le notizie che circolano in questi giorni rivelano che molti risparmiatori hanno issato la bandiera bianca riguardo i propri investimenti; tutte le scelte effettuate sono ormai concentrate sulla linea di minor resistenza, detta anche"non faccio niente e attendo non si sa bene cosa". Rinunciano quindi volontariamente a programmarsi il futuro per evitare di esporsi alle oscillazioni (quali che esse siano) e scelgono la perdita certa che ne deriva dall'apatia finanziaria.   Nei numerosi corsi che ho fin qui frequentato, me ne ricordo uno fra tanti che mi ha lasciato un segno indelebile diversi anni fa e che s'intitolava pressappoco "Pensare Positivo". In estrema sintesi, il messaggio che trasmetteva era che nella vita bisognebbe pensare in maniera costruttiva e evitare di lasciarsi andare a pensieri catastrofici, a volte incontrollabili.   Più facile a dirsi che a farsi! Tutto conspira contro di noi: il nostro cervello è infatti programmato a farci fuggire di fronte al minimo pericolo, reale o immaginario, per evitarci danni anche mortali.   Il mondo moderno non ci aiuta molto: le notizie che ci vengono propalate ed urlate ad ogni minuto del giorno e della notte, che si parli di economia, politica, società, ambiente, ecc. sono per lo più negative perché sono quelle che fanno vendere e portano più click. Ma se teniamo conto di tutto il bombardamento quotidiano, iniziamo a ritenere il mondo in cui viviamo estremamente insicuro, pieno di insidie e paure, e rischiamo di perdere di vista tutto ciò che di positivo, invece, ci circonda.   Ad esempio, nel mondo sempre più persone percepiscono un reddito mensile che permette loro di vivere più dignitosamente rispetto a solo un decennio fa. Ma a sentire i telegiornali, nulla sembrerebbe essere cambiato. In tema finanziario, poi, questi scenari hanno dirette ripercussioni, per lo più positive, sui nostri investimenti. Tenerne conto, senza essere distratti dagli scopi che si siamo prefissi, ci aiuta a scegliere correttamente gli strumenti finanziari che ci permetteranno di raggiungere i nostri obiettivi. Banalmente, se si riuscisse a non fare i classici errori che tutti gli investitori prima o poi compiono, trascinati proprio dalle notizie negative o addirittura false, il compito sarebbe davvero alla portata di tutti; ma quali sono questi errori?   Facciamo una carrellata veloce:   pensare troppo al breve termine, lasciando ad esempio tutti i soldi in conto corrente per evitare perdite e ottenere, invece, esattamente l'effetto contrario; credere di sapere tutto e liquidare con sufficienza i consigli dei consulenti (effetto Dunning - Kruger), affidandosi a soluzioni che magari hanno funzionato nel passato in scenari però completamente diversi dagli attuali; "innamorarsi" dello strumento finanziario adottato per i motivi sbagliati e continuare nella scelta nonostante gli esiti nefasti (ad esempio, comprare l'azione XYZ e continuare a comprarla anche a prezzi sempre più bassi perché "ho sentito che salirà"); mancanza di una qualsiasi strategia a lungo termine (e perdersi tutti i vantaggi); voler diventare ricchi subito, magari con strumenti a leva, non essendo pienamente consci dei rischi insiti nei prodotti scelti; usare la "pancia" invece che la "testa": se il mercato crolla (e lo fa sempre, prima o poi), uscire dallo stesso in perdita in preda al panico e aspettare che risalga per rientrare è una tecnica fallimentare; il mercato ha sempre ragione e non è sotto il nostro controllo: sperare che faccia quello che vogliamo noi è illogico; ultimo, ma non meno importante: se, nonostante questo elenco, pensiamo che la colpa dei nostri fallimenti sia di qualche fattore esterno, ci manca una qualità importante: imparare dagli errori per evitare di rifarli in futuro.  

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Finanza creativa e matematica alternativa

Scritto il 05.11.2019

Oggi vi racconterò un aneddoto che risale ai primi anni del 2000.   Fresco di nomina, mi occupavo degli investimenti dei clienti di una filiale bancaria in un remoto paese dell'estremo nord est della nostra bella penisola.   Una signora, alquanto benestante, si accinge a rinnovare i suoi BOT annuali ormai in scadenza e io, inesperto ma fresco di studi e di corsi, volendo far del bene, inizio a parlarle di diversificazione, asset allocation, orizzonti temporali, e chi più ne ha più ne metta. Tra una parola e l'altra, le spiego anche come funzionano i suoi BOT e accenno con un semplice esempio che gli interessi degli stessi non sono anticipati bensì "maturano" giornalmente fino ad arrivare a quota 100 il giorno della scadenza.   Apriti cielo: la cliente si alza dalla sedia infuriata e mi intima, puntandomi contro il dito indice, di ritirare immediatamente le mie parole e di affermare invece che sì, gli interessi erano tutti anticipati... Se non l'avessi fatto, avrebbe ritirato tutti i suoi risparmi e sarebbe andata in un'altra banca che "facesse i BOT con interessi anticipati".   Cliente persa, tutt'oggi convinta delle sue idee, ma la matematica non è un'opinione, come questo video (con i sottotitoli) simpaticamente dimostra...   https://youtu.be/Zh3Yz3PiXZw  

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Ho visto cose che voi clienti...

Scritto il 11.10.2019

Io ne ho viste cose che voi clienti non potreste immaginarvi: depositi titoli in fiamme all'aumento dello spread nel 2011 e ho visto titoli azionari acquistati durante la bolla Internet del 2000 balenare come supernovae nel buio vicino alle porte del MIB30 ho visto Replicanti dare budget di prodotto mensili e pretendere di rispettare la Mifid2 mentre ho visto aziende floride implodere a causa di operazioni baciate (ma non dalla fortuna) vicino alle porte di Tannhäuser. ho visto persone brancolare nelle filiali senza clienti che esortano quest'ultimi a ritornarvi per acquistare prodotti inutili e costosi ho visto promesse di carriera sfidanti al raggiungimento di obiettivi surreali ho visto risparmi sui conti correnti annichilirsi anno dopo anno per l'inflazione non ascoltando i consigli del proprio consulente e tutti quei momenti andranno perduti nei bilanci annuali come lacrime nella pioggia. E' tempo di cambiare. Seriamente. (liberamente tratto dal film Blade Runner, monologo del replicante Roy Batty)

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Finanza creativa e matematica alternativa

Scritto il 08.10.2019

Oggi vi racconterò un aneddoto che risale ai primi anni del 2000.   Fresco di nomina, mi occupavo degli investimenti dei clienti di una filiale bancaria in un remoto paese dell'estremo nord est della nostra bella penisola.   Una signora, alquanto benestante, si accinge a rinnovare i suoi BOT annuali ormai in scadenza e io, inesperto ma fresco di studi e di corsi, volendo far del bene, inizio a parlarle di diversificazione, asset allocation, orizzonti temporali, e chi più ne ha più ne metta. Tra una parola e l'altra, le spiego anche come funzionano i suoi BOT e accenno con un semplice esempio che gli interessi degli stessi non sono anticipati bensì "maturano" giornalmente fino ad arrivare a quota 100 il giorno della scadenza.   Apriti cielo: la cliente si alza dalla sedia infuriata e mi intima, puntandomi contro il dito indice, di ritirare immediatamente le mie parole e di affermare invece che sì, gli interessi erano tutti anticipati... Se non l'avessi fatto, avrebbe ritirato tutti i suoi risparmi e sarebbe andata in un'altra banca che "facesse i BOT con interessi anticipati".   Cliente persa, tutt'oggi convinta delle sue idee, ma la matematica non è un'opinione, come questo video (con i sottotitoli) simpaticamente dimostra...   https://www.giuseppetrentadue.com/post/finanza-creativa-e-matematica-alternativa

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Venghino siori, venghino...

Scritto il 27.08.2019

Come ogni anno, da ormai un bel po', ad ogni stormir di fronde estivo (leggasi: correzione dei corsi azionari) arrivano le richieste più o meno disperate di consigli su investimenti "sicuri" e "garantiti", con rendimenti alti e certi e ovviamente disponibili ad essere prontamente liquidabili in tempo reale.   Alla mia risposta negativa, per tutti i motivi che ormai sapete e che potrete trovare nei miei articoli, ecco che viene infine spolverato il vecchio arnese che chi ha ormai qualche decennio di lavoro sulle spalle conosce bene: il trading online!   Ovviamente, dato che il termine "trading online" ha ormai un sapore retrò (mi riferisco alla bolla delle dot com del 2000), tutto l'armamentario si è aggiornato con nuove sigle: forex, CFD, criptovalute, ETF a leva (short o long), ecc. ecc. Nessuno, a parte i più esperti, sa esattamente di cosa si parli, ma tutti hanno letto da qualche parte su internet che si possono fare una montagna di soldi con pochi spiccioli comprando e vendendo sui mercati come Zio Paperone nei suoi fumetti, Gordon Gekko nel film Wall Street o Jordan Belfort ne Il lupo di Wall Street.   Una volta aperto il conto, studiato i vari "metodi" che circolano dappertutto su Internet, provato a comprare e vendere improbabili strumenti dai nomi altisonanti (chissà poi perchè mi vengono sempre in mente le CaniStracci Oil), si inizia inesorabilmente a perdere i primi soldi, le scommesse diventano sempre più audaci per recuperare le perdite e infine quel poco (o tanto) capitale che si aveva a disposizione si volatilizza per sempre, lasciando gli improvvisati trader nella più profonda disperazione.   La statistiche che si leggono un po' dovunque sono a dir poco apocalittiche: oltre il 90% dei trader perde tutti i propri soldi entro pochi mesi. Soltanto una piccola percentuale sopravvive per un po' di tempo e solo una manciata ha effettivamente successo, dovuto il più delle volte alla dea bendata.   Non esiste nessun metodo che riesca a massimizzare nel breve tempo i guadagni derivanti dalla compravendita di strumenti finanziari. Anche chi lo fa a livello professionale subisce, prima o poi, perdite rilevanti. Un assioma ben saldo che accomuna tutta la finanza è che non è possibile prevedere l'andamento futuro di qualsiasi asset class, azione, obbligazione e chi più ne ha più ne metta.   D'altronde, se ci fosse realmente un metodo funzionante e sperimentato per prevedere quando e cosa compravendere, secondo voi sarei ancora qui??   Comunque, se nonostante tutto quello che ho scritto non vi fermi dal compiere "l'insano gesto" e vogliate provare, qui un paio di regole* da rispettare sempre: mettetevi alla prova su questo sito: https://engaging-data.com/market-timing-game/. Partite con 100.000 dollari virtuali e simulate le compravendite su 3 anni borsistici casualmente tratti dal S&P500 (dal 1950 al 2018) o da una simulazione probabilistica Monte Carlo degli ultimi 68 anni di borsa. Come potrete vedere, non è affatto semplice "indovinare" i minimi e i massimi e battere il semplice "buy & hold"! siate preparati a sopportare ingenti perdite finanziarie: scommettete solamente i soldi che siete ragionevolmente disposti a rimettere completamente; i trader non investono: speculano sulle differenze di prezzo di uno strumento finanziario, evitando di mantenere le posizioni aperte overnight; il trading è un lavoro a tempo pieno estremamente stressante e costoso: bisogna rimanere letteralmente incollati ai video (più di uno) tenendo d'occhio diversi indicatori e grafici allo stesso tempo; inoltre, dato che ogni transazione ha un costo, seppur minimo, alla fine della giornata il livello commissionale totale è molto elevato; comprare strumenti finanziari a margine o facendosi prestare soldi è molto rischioso: è facile perdere tutti i propri soldi o addirittura andare oltre, rimanendo in debito alla chiusura delle posizioni; non credete a chi pubblicizza facili profitti: chiedete, se non dichiarato altrimenti, quanti dei loro clienti hanno perso soldi e quanti sono in guadagno; attenti alle "dritte" e ai "consigli degli esperti" delle newsletter e siti web dedicati al trading: vengono richiesti dei pagamenti per avere i "titoli giusti" del momento e il conflitto di interessi o un semplice "pump and dump" è sempre dietro l'angolo... ricordate che seminari, scuole, libri, corsi online, società fondate ad hoc che insegnino come si faccia trading potrebbero non essere obiettivi e magari essere collegati a piattaforme che vi spingano ad iniziare a speculare... controllate che la società che offre la piattaforma di trading sia legittima, regolamentata dalle normative in essere: in caso di dubbio, date un'occhiata sul sito della Consob. e infine: se qualcosa è troppo bello per essere vero, di solito non lo è...   Se invece vuoi intraprendere un serio percorso professionale che ti permetta di raggiungere i tuoi obiettivi, contattami pure...

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Sei un investitore o un risparmiatore?

Scritto il 19.08.2019

Siamo in clima estivo e, come ad ogni estate che si rispetti, ecco un test che svela il tuo profilo di investitore; mettiti alla prova! 1) Perché trattieni i tuoi soldi sul conto corrente? A - Per proteggere il mio capitale B - Per far crescere il mio capitale C - Per accumulare progressivamente il mio periodico risparmio D - Per accogliere il mio reddito corrente e coprire le spese correnti 2) Qual è il peso percentuale della tua liquidità in conto corrente rispetto al totale delle tue attività finanziarie (disponibilità in conto, titoli di stato, obbligazioni bancarie e non, fondi comuni, prodotti assicurativi e gestioni patrimoniali)? A - Meno del 10% B - Tra il 10 e il 20% C - Tra il 20% e il 50% D - Oltre il 50% 3) Quale, tra quelli elencati, è il principale obiettivo del tuo risparmio? A - Il mio risparmio ha finalità prevalentemente previdenziali B - Il mio risparmio è prevalentemente dedicato all'acquisto di un immobile o al rimborso di un mutuo C - Il mio risparmio è prevalentemente dedicato alla copertura di eventi imprevisti D - Il mio risparmio non ha un obiettivo specifico 4) In quale delle seguenti affermazioni ti riconosci di più? A - Avere disponibilità in conto corrente mi fa sentire più ricco e mi aiuta a controllare le spese B - Avere disponibilità in conto corrente mi fa sentire più ricco, ma corro il rischio di non riuscire a controllare le spese C - Le mie disponibilità sul conto sono sempre modeste, il mio risparmio è sempre investito a rendimenti più elevati D - Le mie disponibilità sul conto sono abbondanti perché aspetto migliori opportunità di investimento rispetto a quelle attuali 5) Senza che tu abbia chiesto alcunché, una banca ti offre un finanziamento in conto corrente (scoperto di conto) a condizioni molto vantaggiose. In quale affermazione ti riconosci di più? A - Lo scoperto di conto mi consente di ottimizzare la gestione della tesoreria, potendo investire tranquillamente tutto il mio risparmio a rendimenti più alti B - Lo scoperto di conto mi consente di cambiare auto C - Lo scoperto di conto mi consente di versare un anticipo per l'acquisto di una casa D - Lo scoperto di conto non mi serve. Ho liquidità in abbondanza     Come calcolare il tuo profilo: Domanda 1: A=3, B=5, C=0, D=10 Domanda 2: A=10, B=7, C=3, D=0 Domanda 3: A=10, B=5, C=3, D=0 Domanda 4: A=0, B=3, C=10, D=5 Domanda 5: A=10, B=3, C=5, D=0   PROFILO 1 - (Oltre 40) I soldi devono lavorare per me Ogni euro di troppo sul conto è un euro “perso”. Sono sempre alla ricerca di investimenti in grado di produrre rendimenti più alti, per raggiungere i miei ambiziosi obiettivi di vita. Con saggi investimenti ed un corretto orizzonte temporale di ottengono risultati impensabili   PROFILO 2 - (da 25 a 40) Vorrei ma non riesco Mi rendo conto che la liquidità non rende alcunché; mi rendo conto che non è saggio trattenere tutti questi soldi sui conti bancari e che dovrei cambiare. Ma non riesco a trovare il coraggio, in questa situazione politica ed economica non mi fido degli investimenti che mi propongono. Forse un giorno, se incontro la persona giusta...   PROFILO 3 - (Da 15 a 25) Vorrei ma non posso Vorrei investire a rendimenti più alti, ma la mia situazione economica e finanziaria non me lo consente. Sono costretto a tenere liquidità per fronteggiare l'incertezza. Non posso farci nulla.   PROFILO 4 - (meno di 15) Io lavoro per i soldi ed essi devono essere sempre disponibili per me La liquidità è libertà, opportunità, tranquillità. Libero di scegliere, sono sempre sereno.

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Quanto mi dai?! (reloaded)

Scritto il 08.08.2019

Faccio seguito a un mio precedente post per aggiornare i dati relativi ai rendimenti suddivisi per asset class al giugno 2019. E' bastato un solo semestre per ribaltare (in positivo) tutto ciò che era successo nel 2018! Chi avesse disinvestito in preda alla paura di "perdere tutto", a dicembre dello scorso anno, per riposizionarsi sulla liquidità in attesa di tempi migliori, ha perso per l'ennesima volta l'occasione di recuperare rapidamente il drawdown (correzione) e rivedere il segno più sui propri investimenti. Invece, dando un'occhiata ai comportamenti dei risparmiatori, la stragrande maggioranza degli investitori (a livello mondiale) ha proprio fatto così. L'effetto nel lungo termine di tali comportamenti sarà che i rendimenti medi così ottenuti non coprano neanche l'inflazione... Resta però quanto avevo detto qualche mese fa: "Che succederà nel 2019? Nessuno può saperlo, nonostante ci si affanni inutilmente a leggere centinaia di pagine delle più blasonate case di investimento. Banalmente, se ci fosse qualcuno che potesse seriamente trovare un algoritmo che potesse farlo, avrebbe in breve termine il monopolio di tutto il risparmio gestito del pianeta! Tutto ciò che si può affermare (e qui la previsione è certa), è che la colonna del 2019 (e quelle degli anni a venire) sarà completamente diversa da tutte le altre viste sinora... (...) Se si continuerà a mantenere sui conti correnti tutti i propri risparmi senza una seria pianificazione orientata ai propri obiettivi di vita, i danni in termini di mancato adeguamento al costo della vita dei propri sudati risparmi saranno irreparabili." Volete veramente perseverare a "seguire l'onda" e andare dietro alle soluzioni apparentemente facili e senza fatica o iniziare finalmente a mettere ordine nei vostri investimenti?

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La sindrome del "presentismo"

Scritto il 23.05.2019

I tempi cambiano. Poche decine di anni fa, aspettare era un verbo di senso compiuto che implicava l'attesa di eventi che si sarebbero svolti nel futuro, più o meno distante. Si aspettava nelle interminabili code in banca, in posta, al supermercato. Si aspettava con trepidazione il regalo a Natale o al proprio compleanno. Si aspettava sotto casa la fidanzata o il fidanzato con pazienza e fiducia... Poi è arrivato, accompagnato da un vento fortissimo di cambiamento, il futuro. Dapprima con i computer, poi i telefonini, e infine i tablet e gli smartphone. Poi con l'avvento della potenza di calcolo che cresce a ritmi accelerati, ci siamo abituati a diventare parte di un mondo "virtuale" fatto di condivisioni, like, foto, video, motori di ricerca e, senza che ci manchi tanto, è scomparsa l'attesa. Si mandano e-mail, whatsapp, messaggi, ecc. e si aspetta freneticamente una risposta in tempo reale. Si estrae il proprio smartphone centinaia di volte al giorno dalla tasca o dalla borsetta per leggere gli aggiornamenti sui social. Tutto questo ha però un costo, soprattutto per le nuove generazioni abituate fin dalla culla a maneggiare con disinvoltura mezzi sofisticati ma allo stesso tempo facilissimi da utilizzare: tutto deve avvenire nell'immediato e in tempi rapidissimi. Ben venga, si dirà: si risparmia tempo e denaro! Un click e il bonifico è fatto. Un click e ho pagato la bolletta. Un click e ho mandato i miei soldi dall'altra parte del mondo. Un click sulla app e conosco l'andamento di tutti i mercati azionari mondiali; magari posso anche seguire i consigli di un'intelligenza artificiale che mi segua nell'allocare i miei risparmi. Il tutto a costi irrisori. Bellissimo. Stupendo. Per le nuove generazioni però si sta profilando un futuro cupo, di ragazzi e ragazze che inconsciamente spendono tutto quello che guadagnano anche per non sfigurare con lo stile di vita degli amici e conoscenti (nel mondo anglosassone chiamano questo fenomeno peer pressure), prendendo più like e visualizzazioni possibile. Tutto deve avvenire subito, adesso, ora. I risparmi? Massì, c'è tempo, mi diverto ora che sono giovane. I rendimenti? Tutti e subito. I crolli del mercato? Vendo, subito, prima che sia troppo tardi! Ma come ci siamo già detti più volte, i rendimenti sostanziosi che fanno crescere il propri capitale arrivano in tempi molto lunghi e purtroppo incompatibili con i ritmi odierni... La pianificazione finanziaria è un processo semplice e al tempo stesso complesso, ma che prevede una sintonia di intenti fra chi ci ha affidato i propri risparmi e chi deve farli crescere e proteggere nel tempo con soluzioni non banali, che necessariamente dovrà coprire l'intero arco di vita del cliente. Tutte le scorciatoie che ci si ostina a rincorrere, magari pretendendo rendimenti elevati a breve termine, con investimenti "senza rischi", non portano purtroppo da nessuna parte...

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