Franco Quaretti

Vai al mio profilo

Consulente finanziario

Top MoneyController Financial Educational
Widiba
Parma, Massa-Carrara, Piacenza, Reggio nell'Emilia
Oltre a €40MLN
Oltre a 10 anni
Altri
64 anni
296
01/07/2018

Leggi tutti i miei post


Mercati in discesa: lascio o raddoppio?

  • 119
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 04.01.2019

Negli ultimi mesi l'andamento dei mercati è stato caratterizzato da un incremento della volatilità e da forti correzioni degli indici. Il bilancio di fine anno è decisamente pesante con perdite anche superiori al 15% -20%.Il mercato domestico in particolare, sul quale l'investitore italiano, forse non sempre in modo opportuno, continua a veicolare i propri risparmi, ha risentito del clima di incertezza e del dibattito politico con movimenti bruschi sullo spread e perdite anche del 10% sui btp.Ma l'aspetto ancora più difficile da gestire è stato non tanto l'entità della correzione quanto la sua ampiezza nel senso che ha interessato quasi tutte le asset class, da azioni ad obbligazioni, dalle valute alle materie prime.Insomma un quadro ben poco confortante che alimenta forte la classica domanda: Cosa faccio? Lascio o raddoppio? Metto i soldi nel materasso o cerco di sfruttare il momento per rilanciare guardando in prospettiva?Come sempre non esiste una soluzione perfetta che possa andare bene per tutti. Certamente sono da evitare scelte dettate dall'istinto o peggio dalla paura. Fondamentale altresì è che ogni investitore con l'aiuto di un consulente certificato nelle sue competenze, analizzi la propria posizione e venga aiutato a fare emergere i suoi bisogni, le sue aspettative e sulla base di elementi razionali arrivi a definire degli obiettivi raggiungibili attraverso una corretta pianificazione del percorso e dei tempi.In sostanza non facciamoci portare nel "parco buoi" in balia dei mercati ma con metodo e disciplina pianifichiamo le nostre scelte con la consapevolezza che ci deriva dall'esperienza se non nostra, quantomeno del nostro consulente.Dal 2000 in avanti (ma potremmo andare anche più indietro nel tempo per chi come me le ha vissute), ci sono state diverse fasi di correzione dei mercati più o meno ampie alle quali sempre hanno fatto seguito fasi di forte recupero. Purtroppo come evidenzia bene il grafico della curva emozionale evidenziata, gli investitori troppo spesso fanno esattamente il contrario di quello che andrebbe fatto, ovvero vendono sui massimi trascinati dall'entusiasmo collettivo e vendono sui minimi presi dal panico di perdere tutto.In conclusione, sforziamoci di farci guidare dai nostri bisogni e non dagli elementi esterni. Se abbiamo necessità di breve, oggi come oggi stiamo liquidi al limite sfruttando qualche operazione ponte tipo conti di deposito.Analizziamo con attenzione i nostri attuali investimenti con l'aiuto di un professionista e valutiamo caso per caso la bontà e l'efficienza dei prodotti che costituiscono il nostro portafoglio andando ad ottimizzarlo con prodotti oggettivamente migliori in termini di rendimento/rischio e costi/benefici.Pianifichiamo i nostri investimenti in modo differenziato per i diversi bisogni di breve/medio e lungo periodo. Mettiamo qualità nei portafogli non accontentandoci del primo prodotto che ci viene proposto magari frutto di campagne commerciali che soddisfano i bisogni di chi ce li propone ma non certo i nostri e diffidiamo di quei pseudo consulenti che fanno leva su nomi blasonati ma nel concreto lavorano in conflitto di interesse e "casualmente" costruiscono il nostro portafoglio con i prodotti di casa.Di fronte al lascio o raddoppio, lasciamo dunque quanto non risponde alle nostre reali esigenze e pretendiamo un servizio adeguato e qualificato. Se poi vogliamo sapere quando comprare o vendere andiamo non da un consulente competente che non saprà rispondere ma dall'oracolo di turno che magari ci saprà suggerire.Di mio se posso ribadire il concetto, la ricetta è: obiettivi chiari, metodo e disciplina nella pianificazione, qualità nei sottostanti e tatticamente accumulare nelle fasi di correzione e prendere profitto in quelle di rialzo.

Continua a leggere

Polizze vita, cambia qualcosa?

  • 127
  • 0
  • Polizze Vita
Scritto il 25.06.2018

Una sentenza della Cassazione ha alimentato preoccupazioni fra i sottoscrittori di polizze vita Unit Linked ramo III. Ci si deve proccupare davvero? La sentenza della Corte di Cassazione del 30 aprile 2018 (n. 10333/2018) ha suscitato molto clamore, richiamato l'attenzione degli addetti ai lavori ed alimentato dubbi e preoccupazioni fra i tanti sottoscrittori di polizze vita, in particolare delle Unit Linked, ramo III contraddistinte da maggiore contenuto finanziario. Negli ultimi anni il mercato ha evidenziato un forte trend di crescita nel collocamento delle polizze vita, trend che stando ad una interpretazione, a mio avviso un poco affrettata, sarebbe messo in discussione dalla sentenza della Suprema Corte che certamente ha acceso un vivace dibattito sulla qualificazione dei contratti vita. Ora, se andiamo a leggere attentamente la sentenza, indubbiamente riscontriamo che la Cassazione si è pronunciata affermando che la mancanza della garanzia della conservazione del capitale a scadenza, faceva venire meno la natura assicurativa del prodotto oggetto dell'intermediazione che conseguentemente doveva essere considerato un vero e proprio investimento finanziario. Al tempo stesso però bisogna tenere conto che la Suprema Corte si è pronunciata in merito ad un caso specifico, relativamente ad un prodotto commercializzato nel 2006, con interposizione di società fiduciaria e con evidenti errori e mancanze in termini di trasparenza e di comportamento. Fondamentale mi pare sia la posizione assunta dall'ANIA che con opportuno comunicato stampa ha sottolineato come nella pronuncia della Cassazione non si rilevano conclusioni che mettano in dubbio la connotazione di prodotto assicurativo con riferimento alle polizze con contenuto finanziario. La normativa italiana ed europea, del resto, identificano come prodotti assicurativi sulla vita polizze con caratterisctiche specifiche, indipendentemente dalla garanzia di restituzione del capitale, contraddistinte da garanzie di tipo finanziario e demografico (esempio caso morte e conversione in rendita). Nessun dubbio, conclude ANIA, può essere espresso sulla natura assicurativa di questi prodotti. Le polizze vita rimangono pertanto a mio avviso, strumenti importanti ed utili in un percorso di pianificazione condiviso con il cliente, per la molteplicità di vantaggi fiscali e civilistici che caratterizzano questi prodotti con l'unica raccomandazione dettata dal buon senso e dall'etica professionale, di garantire sempre una corretta informativa ed assicurare, come richiesto dalle normative vigenti, il rispetto dell'appropriatezza ed adeguatezza dell'operazione.

Continua a leggere
Condividi