Cinzia Salmasi

Consulente finanziario

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PROVA A DIRE UN'ALTRA VOLTA "CHE TASSO MI DAI"

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 20.09.2018

Di Andrea Rocco, Ecomatica Formazione e Consulenza: "Che un investitore continui a dire "che tasso mi dai" al proprio consulente, nel 2018 d.C., è la triste normalità. Che molti consulenti vadano in affanno e non siano in grado di contrastare questo approccio vintage anni ottanta, è molto più grave. Vuoi sapere quanto ti do? Eccoti servito. Il primo rendimento che posso aiutarti ad avere è quello pagato dai mercati finanziari. Mettiamo in chiaro una cosa, subito: non è certo, è atteso. Vuol dire che può essere stimato, ipotizzato, ma non è sicuro. Mai. Garantito è morto, quando investi. Chi dice il contrario, mente. Il rendimento atteso del tuo portafoglio, caro cliente, dipende da quello che ci mettiamo dentro, da come lo facciamo e da quanto tempo hai davanti: ogni attività finanziaria ha un premio al rischio quantificabile che il mercato paga a chi decide di correrlo. Punto. Non c'è trucco nè inganno. Non esistono scorciatoie nè algoritmi magici. Ci sono solo numeri, verificabili da chiunque. Poi se vuoi, caro cliente, posso aiutarti a portare a casa un altro rendimento. Non è atteso, è certo. Hai capito bene. Te lo sottoscrivo, questo rendimento. Dimmi quanto vale per te: - essere finanziariamente tranquillo, qualsiasi imprevisto accada; - non dilapidare ricchezza per curarti, quando sarai vecchio; - fregartene della pensione che (non) prenderai, perchè te ne sarai già fatta una; - non subire alcun contraccolpo dal fallimento della banca/azienda che ti aveva suggerito di comprare il macellaio, perchè hai evitato il rischio specifico; - assicurare un percorso di studi di livello ai tuoi figli; - decidere a chi andrà la tua ricchezza quando non ci sarai più, senza farlo decidere allo Stato; - impostare strategie di risparmio fiscale; - costruire un Welfare nella tua azienda, a beneficio tuo e dei tuoi collaboratori; - capire se i tuoi obiettivi sono raggiungibili e sostenibili, o se devi aggiustare il tiro. Rispondimi con sincerità, caro cliente. E soprattutto, dopo che lo hai fatto, non ti azzardare mai più a chiedermi "CHE TASSO MI DAI"."

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COME RENDERE MENO "STRESSANTE" IL LUNGO PERIODO

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 13.09.2018

Di Alessandro Sichieri membro community Citywire. "Come si può rendere meno "stressante" dover pensare al lungo periodo? La maggior parte delle persone non percepisce l'importanza di considerarlo come parte fondamentale della pianificazione e soprattutto di intervenire immediatamente per risolvere problemi economici futuri. Se non viene pianificato per tempo, nel lungo periodo il risparmio può non essere sufficiente per coprire spese ingenti. Basti pensare alla spesa universitaria per i figli: quanti cominciano a pianificare direttamente alla nascita del figlio? Quanti invece si trovano decine di migliaia di euro da spendere giunti alla fine della scuola superiore? La pianificazione di questo importante pilastro temporale può essere resa meno "stressante" intervenendo sul risparmio mensile e facendo in modo che risulti un'operazione "automatica". In questo modo si elimina la componente emotiva del risparmio/investimento e si crea una sorta di impegno alla continuazione del piano stesso. La leva da utilizzare è quella dell'interesse composto: l'interesse si dice composto quando, invece di essere pagato o incassato, viene reinvestito diventando nuovo capitale da investire, l'effetto del rendimento diventa esponenziale. L'efficacia del piano si potrà avere osservando un periodo di investimento di almeno 10 anni. In questo modo si andranno a sommare l'effetto dell'interesse composto e l'effetto del piano di accumulo mensile, che ridurrà notevolmente l'incidenza della volatilità dei mercati. Per poter impostare un piano così è necessario infatti utilizzare strumenti totalmente azionari. Quali sono i vantaggi dell'utilizzo di più strumenti azionari con un piano di accumulo di lungo periodo? A) diversificazione settoriale e geografica B) sterilizzazione della volatilità C) riduzione del rischio timing (investendo mese per mese è difficile "sbagliare momento" D) posticipazione delle imposte sul rendimento. L'utilizzo combinato del piano di accumulo e dell'interesse composto sono una strategia efficiente per poter creare risparmio per le proprie spese future".

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COME RICONOSCERE UNA BOLLA SPECULATIVA?

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  • La Finanza Comportamentale
Scritto il 13.09.2018

Di Michele Bartolini, consulente finanziario. "Le grandi crisi nel mondo economico finanziario sono determinate dallo scoppio di quelle che vengono definite bolle speculative. Come non ricordare la crescita eccessiva dei prezzi degli immobili negli Stati Uniti che ha portato all'attuale crisi finanziaria. E i Bitcoin e le criptovalute? sono in bolla speculativa? Nascita: una bolla speculativa si origina da un evento economico innovativo in forte discontinuità con il passato. Tutte le bolle hanno un andamento simile e sono caratterizzate da 4 fasi principali: - Accumulazione: i primi acquisti sono effettuati dagli investitori più lungimiranti; - Consapevolezza: gli acquisti vengono effettuati da gran parte degli investitori istituzionali determinando un primo sensibile rialzo delle quotazioni; - Frenesia: gli investitori marginali entrano nel mercato sulla base di notizie fornite dai media e spinti dai facili guadagni e dalla certezza che i prezzi saliranno all'infinito. - Scoppio: dopo i primi ribassi la paura inizia a prevalere sull'avidità, con i prezzi che ritornano ai valori medi. Caratteristiche: tre sono le caratteristiche di ogni bolla speculativa: - Discordanza di opinioni tra gli investitori: alcuni ne apprezzano le potenzialità, altri reputano che sia destinato al fallimento; - Incremento dei volumi negoziati: porta ad un aumento considerevole delle transazioni in un certo periodo di tempo; - Perdita del contatto con la realtà: quando i prezzi iniziano ad essere un multiplo del valore reale del bene di riferimento. Cosa fare: - Diffidare delle crescite troppo violente: cercare di capire se ci si trova di fronte ad una nuova era che giustifica la forte crescita delle quotazioni; - Considerare gli andamenti storici dei prezzi: possono essere una valida guida per avere un'idea prospettica dell'evoluzione futura. Le parole di Warren Buffet, uno dei più grandi investitori al mondo, ci possono essere di grande aiuto: "Ti dirò come diventare ricco. Abbi paura quando gli altri sono avidi, sii avido quando gli altri hanno paura".

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CERTIFICATES: BREVE GLOSSARIO

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  • Cosa sono i Certificates
Scritto il 11.09.2018

Terminologia chiave da conoscere nell'ambito dell'offerta Certificates. VALORE NOMINALE: prezzo del certificato stabilito dall'emittente in fase di costruzione; PREZZO DI EMISSIONE: prezzo a cui il certificato è proposto in fase di emissione, può essere alla pari o sotto la pari rispetto al nominale; VALUTA: esprime la valuta con cui il certificato è emesso e quotato ed è indipendente da quella in cui è espresso il sottostante; STRIKE: è comunemente indicato come il livello di riferimento iniziale del sottostante che viene rilevato all'emissione del prodotto e rappresenta il punto di riferimento ai fini del calcolo della performance; TRIGGER: livello prefissato del valore del sottostante (di solito superiore al suo valore di strike) che rilevato in determinate date di valutazione genera il riconoscimento della prestazione; AUTOCALLABLE: prevede il rimborso anticipato nel caso si verifichino determinate condizioni (strutture commercialmente denominate Express); WORST OF: in presenza di più sottostanti, la performance dipenderà dalla dinamica di quello con il rendimento inferiore; DIGITAL: è una sottotipologia di certificati che prevede premi di rimborso condizionati al superamento da parte del sottostante di un predeterminato livello, la cui entità è predefinita all'emissione e indipendente dal livello raggiunto dal sottostante.

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COSA SONO I CERTIFICATES?

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  • Cosa sono i Certificates
Scritto il 11.09.2018

i Certificates sono strumenti finanziari derivati cartolarizzati: -Derivati in quanto titoli i cui prezzi sono basati sul valore di mercato di un altro strumento finanziario, detto sottostante - Cartolarizzati in quanto costituiti da opzioni e titoli emessi da istituzioni finanziarie, preconfezionati all'interno di "pacchetti" per poi essere collocati presso il pubblico. Il sottostante del certificato può essere un titolo azionario, un indice o un basket di opzioni che gli Emittenti acquistano e vendono sui mercati non regolamentati (cosiddetti OTC). Grazie alla combinazione di opzioni che compongono il certificato, è possibile scegliere se proteggere il capitale, guadagnare anche in caso di ribasso del sottostante oppure di avere un rendimento minimo al verificarsi di determinate condizioni. Grazie a tali caratteristiche i certificati sono considerati strumenti finanziari duttili, che permettono all'investitore di adattarsi al variare degli scenari di mercato e alle svariate esigenze di portafoglio. I Certificates possono essere a capitale non protetto, a capitale protetto o a capitale condizionatamente protetto: - Capitale non protetto: consentono ai portatori di investire in un determinato sottostante esponendosi alla performance realizzata da quest'ultimo, sia al ribasso che al rialzo, in maniera proporzionale oppure più che proporzionale - Capitale protetto: permettono all'investitore di partecipare alla performance positiva del sottostante e al contempo di proteggere il capitale investito in caso di ribasso, con un livello minimo di liquidazione dell'investimento stabilito ex ante, corrispondente al livello di protezione. Per spiegare infine la tipologia di struttura a "Capitale condizionatamente protetto" deve essere introdotto il concetto di barriera: - la barriera consiste in un limite (al valore del sottostante) oltre il quale non è garantito il capitale investito - quando la barriera viene violata, il Certificates diventa un semplice benchmark e segue l'andamento del sottostante - i Certificates a capitale condizionatamente protetto, dunque, offrono una garanzia parziale del capitale, condizionata dal fatto di non raggiungere i livelli barriera stabiliti all'emissione. La barriera può essere di due tipi: - barriera continua - barriera a scadenza. La barriera viene definita continua quando è attiva per tutto il periodo di osservazione previsto in fase di emissione, di norma coincidente con l'intero arco di vita del prodotto. La barriera è a scadenza quando viene osservata esclusivamente alla data di valutazione finale. In questo caso, il sottostante può anche scendere al di sotto della barriera nel corso della vita del prodotto senza pregiudicare il pagamento dell'opzione ad essa associata.

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A CHI CONVIENE SURROGARE IL MUTUO?

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  • Banche e prodotti bancari
Scritto il 11.09.2018

Di Michele Bartolini, consulente finanziario. "Per chi ha un mutuo, l'attuale situazione dei tassi di interesse rappresenta un'occasione straordinaria per ottenere risparmi eccezionali, visto che dal 01 luglio 2016 la BCE ha portato il tasso di riferimento allo 0%. Dal 2007 si può effettuare la surroga o portabilità del mutuo. E' una procedura con cui è possibile trasferire, a costo zero, il proprio mutuo dalla banca con cui il contratto è in essere ad un altro istituto. E' possibile modificare i parametri come durata e tasso senza modificare l'importo del debito residuo. Chi può essere interessato alla surroga del mutuo? Chi ha stipulato mutui a tasso fisso negli anni passati deve verificare se il suo tasso è ancora competitivo visto che sul mercato si possono trovare tassi fissi di poco superiori al 1%. Ma anche chi ha stipulato mutui a tasso variabile e vuole proteggersi da futuri rialzi dei tassi deve dare attenzione a questa opportunità. Questo perchè i tassi in futuro si potrebbero alzare. Per valutare le migliori condizioni ecco alcune semplici regole: 1) Verifica le condizioni del mutuo che hai in essere come tasso, durata, rata, spese e debito residuo 2) Rifletti sui vantaggi che vuoi ottenere con la sostituzione (rata più bassa, durata inferiore, risparmio degli interessi) 3) Confronta un sufficiente numero di offerte alternative. A tale proposito il sito mutuionline.it può esserti di aiuto. Sembra tutto bello, visto che la nuova banca è obbligata a pagarti anche il costo dell'atto notarile. Ma attenzione perchè alcune spese periodiche come assicurazioni varia, incasso rata e costi del conto corrente potrebbero ridurre i vantaggi. "Chi si indebita rinuncia alla libertà e si prepara a mille mortificazioni", così pensava Benjamin Franklin, uno dei più importanti politici statunitensi del XVIII secolo. Chissà, se fosse vissuto all'epoca dei mini tassi forse avrebbe cambiato idea."

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VUOI PAGARE MENO TASSE QUANDO INVESTI?

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 11.09.2018

Di Michele Bartolini, consulente finanziario "Tasse, tasse e ancora tasse: questo è quello che dicono la maggior parte dei contribuenti costretti ogni anno a sborsare somme considerevoli per regolarizzarsi nei confronti dello stato. Le imposte sui rendimenti conseguiti dal risparmiatore, persona fisica, sono di due tipi: - Redditi di capitale (interessi e dividendi) - Redditi diversi (plusvalenze e minusvalenza derivanti dalla compravendita). L'imposta viene pagata al momento della percezione del reddito da parte dell'investitore. La tassazione è al 12.50% se relativa a titoli pubblici italiani (come i titoli di stato) o titoli degli enti sovranazionali (come Bei o Birs). Viene applicato il 26% per tutti gli altri titoli privati come ad esempio azioni o obbligazioni societarie. Stessa distinzione se l'investimento avviene in maniera indiretta come fondi comuni e prodotti assicurativi, dove la tassazione avviene facendo una media ponderata. Ma non finisce qui vista la presenza dell'imposta di bollo, che può essere di due tipi: -Proporzionale con aliquota dello 0.20% su tutti i prodotti finanziari (con esclusione dei fondi pensione e delle polizze vita tradizionali come le gestioni separate) _ Fissa pari a eur 34,20 su ciascun conto corrente e su ogni libretto di risparmio bancario e postale, se il valore medio di giacenza annua supera eur 5.000. Se vuoi ridurre il peso del fisco sugli investimenti due ultime idee ti possono essere utili: - Investire nei Pir (piani individuali di risparmio) per un tempo di almeno 5 anni e avrai l'esenzione dalla tassazione dei redditi di natura finanziaria - Anche in finanza non tutti i mali vengono per nuocere questo perchè le perdite generate dalla compravendita dei titoli possono essere utilizzate per compensare nei quattro anni successivi utili di natura finanziaria. Ma attenzione perchè le minusvalenze, essendo redditi diversi, non possono compensare i redditi da capitale come interessi e dividendi.

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IL RISCATTO DELLA LAUREA: QUANDO CONVIENE FARL0?

Scritto il 31.08.2018

Di Michele Bartolini, consulente finanziario. "Il riscatto della laurea è l'istituto che consente a pagamento di far conteggiare gli anni di studio come contributi utili ai fini pensionistici. Si possono recuperare gli anni di corso legale con esclusione dei periodi fuori corso. La domanda non è soggetta ad alcun termine e può essere presentata in qualsiasi momento, anche prima dell'inizio dell'attività lavorativa. E' consentito il pagamento rateale in 120 rate mensili senza l'aggiunta degli interessi. Le somme pagate per il riscatto sono interamente deducibili dal reddito imponibile ai fini Irpef. COSTO DEL RISCATTO (esempio lavoratore dipendente): aliquota contributiva obbligatoria (33%) x retribuzione annua lorda x numero degli anni da recuperare. Stipendio annuo 25.000, numero anni di laurea 4, costo del riscatto 33.000, rate mensili 275, risparmio fiscale annuo 891. CONVIENE RISCATTARE? Non è possibile avere una sola risposta in quanto sono molte le considerazioni da fare: a) quale obiettivo si raggiunge con il riscatto? L'aumento dell'assegno mensile Inps o si anticipa la data di pensionamento? b) alternative di investimento: si può ottenere maggior profitto investendo i soldi del riscatto in altre forme di investimento? Qualche caso concreto in cui il riscatto conviene sempre: a) se gli anni di laurea consentono di superare il limite dei 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995, in modo da poter avere la pensione per la maggior parte calcolata con il metodo retributivo; b) se grazie agli anni di studio si arriva a raggiungere la pensione di anzianità prima dell'età pensionabile per la vecchiaia (ad esempio si può lasciare il lavoro a 62 anni invece che a 66). Fai bene i conti, dedica del tempo a riflettere su questi temi perchè, non ricordo chi lo avesse detto ma, "l'uomo che si laurea oggi e smette di imparare domani è l'ignorante successivo".

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EDUCAZIONE FINANZIARIA E TUTELA DEL RISPARMIO NELL'ERA MIFID

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 30.08.2018

Di Ferdinando Lettieri, private banker. "La relazione, o meglio, la correlazione tra educazione finanziaria e tutela del risparmio è altissima. Lo dimostra il fatto che la maggior parte dei risparmi degli italiani si trova "parcheggiata a vita" in strumenti non remunerativi. Infatti oggi si trovano in conti deposito e strumenti monetari, cioè investimenti a "brevissimo termine". Il risultato è che, con il perdurare del "parcheggio", si ha una perdita certa del potere d'acquisto cioè "non ci compro più le stesse cose". Con una corretta pianificazione finanziaria, figlia dell'educazione finanziaria, investendo tali risorse per i propri reali obiettivi di vita, è possibile, con ragionevole certezza, raggiungere il risultato auspicato. Sono imputabili alla scarsa educazione finanziari anche la maggior parte dei casi di "risparmio tradito" ai quali abbiamo assistito dal 2000 ad oggi, quando ai cittadini si faceva credere di investire ad alto rendimento e basso rischio, quasi come se ci trovassimo nel campo dei miracoli di Pinocchio. Un freno a questa deriva è stato dato da alcune direttive europee. Dieci anni fa la direttiva europea MIFID ha attutito le perdite degli investitori in occasione del crollo del sistema bancario del 2008, attraverso un valore massimo di rischio prestabilito ("adeguatezza" dell'investitore per determinati investimenti). Oggi un'altra direttiva, entrata di recente in vigore (MIFID2), rafforza la precedente ed anzi, sotto alcuni aspetti, trasferisce le responsabilità. Oltre ad una maggiore trasparenza, direi limpidezza su costi e rischi, trasferisce "l'adeguatezza" dall'investitore al proponente l'investimento. Viene quindi individuato l'operatore finanziario come il "responsabile economico del futuro dei risparmiatori". Questa direttiva, in concreto, si rifà alla norma internazionale ISO 22222:2008 sul Personal Financial Planning, e prevede, fra l'altro, estrema chiarezza sulle competenze dell'operatore finanziario anche nell'educare il "cittadino risparmiatore" ad una maggiore consapevolezza."

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Pensione complementare: come farla?

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  • PIP Piani Individuali Pensionistici
Scritto il 29.08.2018

Di Alessandro Sichieri, consulente finanziario e membro della community di Citywire. "Il miglior momento per piantare un albero è vent'anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. (Confucio). Il troppo ampio tempo di investimento e l'incertezza sul futuro sono la motivazione che spinge moltissime persone a non considerare un investimento complementare alla pensione pubblica. Il solo versamento di una parte del reddito alla pensione pubblica non porterà ad un tenore di vita adeguato a quanto si era abituati durante la vita lavorativa. Per questo motivo è necessario da subito integrare la pensione tradizionale con una forma complementare. La pensione, oltre ad essere una forma di risparmio, può diventare un efficiente sistema di investimento. Oltre ad integrare la pensione, l'investimento di denaro in un fondo pensione permette di ottenere dei vantaggi: - creare una forma di risparmio a lungo termine, colmando il gap che esiste tra retribuzione da lavoro e pensione pubblica; - investire denaro con una fiscalità sull'imposta sui rendimenti del 20% anzichè del 26% come tradizionalmente avviene nei mercati finanziari; - investire effettivamente più denaro di quanto versato, in quanto una parte viene recuperata con la deducibilità. Ogni anno infatti è possibile ottenere una deduzione fiscale (abbattimento dell'imponibile e riduzione dell'importo pagato in tasse) in base a quanto versato nel fondo pensione fino ad un massimo di eur 5.164,57. Un esempio: un lavoratore con un reddito annuo di eur 60.000 lordi ricade nell'aliquota IRPEF del 38%. Ogni eur 1.000 guadagnati quindi è necessario un pagamento in tasse di eur 380. Se versa ogni anno eur 5.000 nel fondo pensione, ottiene una deduzione fiscale di eur 1.900 annui, ovvero gli eur 5.000 versati permettono di pagare eur 1.900 di tasse in meno ogni anno. Ciò che viene effettivamente versato al fondo quindi sono eur 3.100. Facendo un'ipotesi di rendimento minimo dell'1%, dopo 8 anni (prima data utile per poter richiedere un'anticipazione) si ottengono questi risultati: dopo 8 anni su eur 40.000 investiti, saranno stati effettivamente versati (al netto del risparmio fiscale) eur 24.800 ed il capitale accumulato sarà di eur 41.842. Questo vantaggio può essere portato avanti fino al raggiungimento dell'età pensionabile, creando una forma di investimento efficiente."

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I TRE PREGIUDIZI SUL RISPARMIO

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  • La Finanza Comportamentale
Scritto il 21.08.2018

Di Alessandro Sichieri consulente finanziario membro della community di Citywire. "Il motivo che spinge molte persone a non avere controllo del proprio risparmio, in particolare i giovani che hanno più tempo per poterlo rendere efficiente, è dato principalmente da 3 pregiudizi. Pregiudizio n. 1: risparmiare è troppo difficile. Solo il 5,1% degli italiani dedica almeno 2 ore la settimana a controllare il proprio risparmio, pensare come gestirlo o parlare con il proprio consulente. Non controllare il proprio risparmio ed non esserne parte attiva, è sicuramente l'azione più controproducente di chi vuole risparmiare per il futuro e raggiungere degli obiettivi economici. Pregiudizio n. 2: gli obiettivi da raggiungere economicamente sono troppo lontani. (...) Abbiamo tutti buoni propositi per il futuro, ma non li mettiamo in atto quando è il momento migliore, ovvero ora. Lampante l'esempio della pensione, troppo lontana per occuparsene ora. Pregiudizio n. 3: non pensare seriamente al motivo per cui si vuole risparmiare. Molte persone mettono da parte il denaro semplicemente perchè non sanno come spenderlo, altre lo spendono tutto perchè non hanno la capacità di pensare al futuro. Se si ragiona impulsivamente non si avrà nessun effetto sui propri risparmi. Per fare in modo che si possa avere un giusto risparmio bisogna avere prima chiaro come fare: pianificare i propri obiettivi è sicuramente la prima azione da mettere in atto. Senza un obiettivo non ci sarà azione. Quali sono gli obiettivi principali nella vita di una persona per cui è necessario il risparmio? La salute, la sicurezza della propria famiglia ed il futuro."

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PERCHE' ABBIAMO BISOGNO DI UNA MAPPA?

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  • La Finanza Comportamentale
Scritto il 21.08.2018

Tratto da "La mappa dell'investitore intelligente", parole di Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum. "Prendere decisioni che riguardano i nostri soldi è un'attività costante nella nostra quotidianità. E' talmente frequente che spesso non ci rendiamo neanche conto che ogni volta che offriamo o meno un caffè, regaliamo o meno un mazzo di rose, compriamo un maglione nuovo o vi rinunciamo, stiamo decidendo dove indirizzare il nostro denaro: verso una spesa o verso il risparmio. Altrettanto spesso, quando ci occupiamo dei nostri risparmi, non abbiamo le idee chiare su cosa farne. Non riusciamo a immaginarli come la nostra ricchezza attuale e futura, come l'insieme dei nostri beni. Eppure siamo in un ambito importante, che ha conseguenze sulla nostra vita prospettica e su quella della nostra famiglia. Questo accade perchè spesso pensiamo che ci siano decisioni difficili da prendere visto che entriamo in una materia, quella della finanza e degli investimenti, che non conosciamo e nella quale non abbiamo competenza e dove è estremamente facile commettere errori. Le viviamo come scelte difficili in quanto ci coinvolgono emotivamente e l'emotività spesso ci induce ad aver paura di sbagliare. Userò un'immagine mentale forte ma esemplificativa: il nostro capitale è come un figlio. Vogliamo che cresca, che cresca sano e forte, e lo vogliamo proteggere. (...) Dunque così come è paradossale crescere un figlio tenendolo fermo è altrettanto impensabile tenere fermo il nostro denaro facendogli perdere ogni occasione di crescita. E allora come fare? Preparandoci adeguatamente, analizzando il contesto ed applicando una strategia. Iniziando magari da una mappa che ci aiuti a trovare la strada giusta per noi e per il nostro denaro."

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