Gianrocco Mecca

Vai al mio profilo

Consulente finanziario

Top MoneyController Financial Educational
Bnl - Bnp Paribas Life Banker
Roma, Frosinone, Latina, Milano, Napoli
Da €20MLN a €40MLN
Da 5 anni a 10 anni
Laurea specialistica
38 anni
928
23/08/2018

Azionisti Popolare di Bari: cosa fare per tutelarsi?

Scritto il 07.07.2020

  Il 96% dei soci intervenuti in assemblea ha dato il via libera alla trasformazione della banca in SpA, condizione sine quo non per il salvataggio. Lo Stato italiano ora, attraverso il Mediocredito centrale sottoscriverà l’aumento di capitale diventando cosi al 97% azionista della  banca. Cosa accadrà ai soci? Invito alla visualizzazione del video di approfondimento https://www.youtube.com/watch?v=xhlhfq5OH4I Rispetto ad altre banche che negli ultimi anni sono state coinvolte in situazioni similari (Marche, Etruria) in questo caso la banca rimane in vita ed è quindi possibile far valere richieste di risarcimento. Andiamo per gradi: Con l’ingresso di Mediocredito centrale che in seguito all’intervento avrà il 97% della società si porta a compimento il salvataggio (almeno per il  momento della banca). Se dipendenti, clienti, obbligazionisti, territorio possono far un sospiro di sollievo, tra tutti gli stakeholders chi invece rimane appeso ad un filo sono gli azionisti. Questi hanno perso il valore delle proprie azioni dopo che le perdite hanno completamente eroso il capitale sociale. Proposta agli azionisti entro 31 luglio per chi ha aderito all’aumento di capitale E’ stata intanto effettuata una prima proposta per chi avesse aderito all’aumento di capitale nel 2014-2015 oggetto di contestazione da parte della Consob. In tale caso è stato proposto un accordo transattivo che prevede l’erogazione di un controvalore pari a 2,38 euro per ogni azione possedute. In cambio cosa richiede la Popolare di Bari? L’accettazione della transazione comporterà per l’azionista rinuncia a qualsiasi azione risarcitoria successiva. Cosa accadrà per gli altri azionisti E’ probabile che con l’insediamento dei nuovi azionisti si tenterà un tavolo di conciliazione con tutti gli azionisti che hanno avviato azioni di risarcimento contro la banca.   Mie considerazioni Innanzitutto una premessa. Da sempre sconsiglio l’acquisto di azioni della propria banca se non quotate sui mercati regolamentati in quanto si ha una mancanza assoluta di trasparenza e si finisce spesso per rimanerci bloccati senza la possibilità di poterle vendere.  Personalmente avevo suggerito la vendita di azioni Popolare di Bar già da qualche anno ma i clienti recandosi in agenzia hanno visto il diniego alle vendite stesse. A livello commerciale la Banca è messa decisamente male, ha ormai perso “aggiungerei giustamente” la fiducia dei già clienti, e certamente potenziali clienti se ne tengono alla larga. Questo mi porta a non escludere che in futuro la banca possa avere bisogno di ulteriori innesti di capitale. Per gli azionisti che non rientrato nel rimborso  la strada per recuperare i risparmi è sicuramente lunga ma questo non vuol dire rinunciarci. Tutelarsi e difendersi con il ricordo alle sedi opportune. Armandosi di pazienza, considerando che il FIR (fondo indenizzo dei risparmiatori) stenta a decollare e in tanti si sono pentiti di non aver aderito  alle proposte di Popolare Veneto e Vicenza di un accordo transattivo al 15%. Nel cura italia è previsto un emendamento che prevede un rimborso immediato del 12% del totale. Ma anche qui i tempi sono assolutamente incerti. Un in bocca al lupo agli azionisti della Popolare di Bari e un invito a tutelarsi   Per info contattatemi tramite il form del sito o scrivete a g.mecca82@gmail.com

Continua a leggere

BTP Futura Cedole fino all’1,45 lordo a 10 anni!

Scritto il 04.07.2020

  I BTP FUTURA sono titoli di Stato riservati a famiglie (quindi non sarà possibile sottoscriverli da parte di investitori istituzionali) che prevedono cedole fisse crescenti nel tempo e  scadenza un bonus fedeltà per chi compra in emissione e mantiene lo strumento in portafoglio per tutta la durata commisurato all’andamento del PIL ITALIANO con un minimo dell’1% ed un max del 3% Di seguito il flusso cedolare: - 1,15% dal primo al quarto anno; - 1,30% dal quinto al settimo anno; - 1,45% dall'ottavo al decimo anno. Si tratta di tassi minimi garantiti, in quanto quelli definitivi saranno annunciati al termine del collocamento. Ecco il video da visualizzare ad integrazione dell’articolo https://www.youtube.com/watch?v=EgjyN2Kaau0   COLLOCAMENTO DAL 6 AL 10 LUGLIO Il codice ISIN del titolo durante il periodo di collocamento è IT0005415283. Sarà collocato sulla piattaforma elettronica MOT di borsa italiana. Chi volesse acquistare il BTP consiglio di non attendere l’ultimo giorno in quanto a partire dall’8 luglio il MEF può chiudere anticipatamente il collocamento.  per il sostegno al reddito e la tutela del lavoro, il rafforzamento del sistema sanitario nazionale ed il sostegno a famiglie e imprese italiane. Per la sottoscrizione del BTp Futura, oltre a recarsi in banca o all'ufficio postale, si ricorda che è possibile anche l'acquisto online mediante il proprio home-banking o mediante nuove modalità di prenotazione offerte dagli istituti bancari per tenere conto della particolare situazione determinata dalle misure di contenimento di questi mesi. Tassazione Come per gli altri titoli di Stato i BTP FUTURA avranno una tassazione agevolata, quindi pari al 12,5% sia sulle cedole che sul bonus fedeltà ANALISI I Btp futura a differenza dei BTP ITALIA presentano cedole meno attraenti, considerato il fatto che con una durata doppia le cedole sono mediamente più basse di questi. Lo spread nelle ultime settimane si è assottigliato molto e i btp sul mercato hanno ridotto notevolmente i rendimenti. Il rendimento netto a scadenza è di poco superiore all’1,10%. Vi è quindi un premio rispetto al mercato di uno 0,10%/0,20% ma è davvero poco allettante un rendimento cosi basso con un orizzonte temporale cosi lungo. Va considerato il fatto che alcuni fattori come Instabilità politica Crisi economica Debito pubblico   Rendono a mio avviso non congruo questo rendimento.

Continua a leggere

GUIDA RISCATTO LAUREA 2020 : NON CONVIENE A MENO CHE…

Scritto il 30.06.2020

  Riscattare la laurea è una decisione che si pongono tutti i laureati. in un sistema previdenziale in continua evoluzione la decisione non è semplice e spesso chi assume queste decisioni lo fa senza aver piena consapevolezza finendo per decidere di riscattare senza neanche poi aver diritto ad anticipare la pensione. Ad integrazione dell’articolo vi invito a consultare il mio video creato sull’argomento: https://m.youtube.com/watch?v=ViItAXZ6dNw La legislazione oggi è molto favorevole, ma le informazioni sono frammentate e spesso è difficile trovare risposte precise a interrogativi quali Quanto costa riscattare? Conviene? Quali sono i vantaggi fiscali? Come procedere? Nell’articolo e nel  video risponderò a queste domande, in modo che possa rappresentare un vademecum per valutare questa azione, che a mio avviso rappresenta un vero e proprio investimento per il futuro.   REGIME ORDINARIO O FORFETTARIO?   Innanzitutto esiste un regime ordinario ed uno agevolato per il riscatto, quest’ultimo è stato introdotto nel gennaio del 2019. Prima di entrare nel merito delle domande una precisazione Per poter esercitare il riscatto agevolate, è necessario essere iscritto con almeno un contributo versato ad una gestione inps. Chi risulta iscritto unicamente ad una cassa professionale non può effettuare il riscatto agevolato. E’ possibile riscattare non necessariamente l’intero corso di studi ma anche solo alcuni anni. Come max riscattabile la durata naturale del corso di laurea, non gli anni fuori corso. Altra limitazione è costituita dal fatto che il riscatto non potrà avvenire in anni in cui sono già stati versati contributi (quindi studenti lavoratori) Un’ultima annotazione, se in passato potevano usufruire del riscatto solo chi aveva meno di 45 anni, ora invece sarà possibile anche agli over 45 a condizione che opti per il sistema contributivo. QUANTO COSTA RISCATTARE LA LAUREA Il costo di riscatto, se la richiesta viene presentata nel 2020  per il regime agevolato è di 5.260 euro. RATEIZZAZIONE Sarà possibile rateizzare il costo in 120 rate mensili     CONVIENE?   Sicuramente il sistema agevolato è più conveniente in termini economici di quello ordinario dove il costo del riscatto era proporzionato all’ultima dichiarazione dei redditi e prevedeva un pagamento del 33% di contributi per gli anni da riscattare. Nel sistema agevolato invece a prescindere da quanto si guadagna il costo è sempre uguale pari a 5.260 euro. Chiaramente se consideriamo il discorso della deducibilità, quanto più si guadagna tanto maggior è la convenienza in quanto ad esempio coloro che dichiarano un reddito superiore a 75.000 euro ottengono una deduzione del 47% pari appunto alla propria aliquota massima negli scaglioni irpef. Però veniamo ad un’importante precisazione. Il sistema agevolato consente solo di anticipare i termini di accesso alla pensione, non incide sull’entità dell’assegno. Ecco perché non bisogna considerare solo la convenienza economica. Per soggetti che hanno un cumulo importante di contributi sicuramente è un’opzione valida ma per chi non ne ha a sufficienza l’opzione regime agevolato dovrebbe esser accompagnata a mio avviso dall’accensione di un fondo pensione. Inoltre bisogna conoscere la storia contributiva, non è detto che occorrono tut   ATTENZIONE: Se riscatto la laurea posso anticipare la pensione? LA VARIABILE E’ QUANTO HO INIZIATO A LAVORARE se si è iniziati non prestissimo ad esempio a 30 anni c’è il rischio che il riscatto della laurea non produce alcun vantaggio in termini di anticipo della pensione.       CASO PRATICO Ecco un caso di riscatto laurea di una persona che ha conseguito un reddito imponibile di 35.000 euro nelle ultime due settimane e vorrebbe riscattare 5 anni di corso di studi. Nel regime ordinario di riscatto sosterebbe un costo di 57.750 euro, mentre con il regime agevolato 26.200 euro. Il risparmio sfiora il 55%. Inoltre va considerato il fatto che la somma investita è integralmente deducibile.   Ecco un interessate simulatore del sole 24 ore, dove si può testare personalmente la convenienza https://www.infodata.ilsole24ore.com/2019/02/04/riscatto-della-laurea-calcolatore-test-convenienza/  

Continua a leggere

BTP FUTURA: QUANTO RENDONO? CONVIENE SOTTOSCRIVERLI?

Scritto il 10.06.2020

Nel video analizzo la nuova emissione di Btp voluta dal governo per fronteggiare le forti spese legate al coronavirus per il sostegno dell’economia italiana. Gli italiani detengono solo il 4% dei titoli di Stato rispetto ad una media storica di oltre il 10%. Con questa emissione si vuole avvicinare i piccoli risparmiatori al mondo dei btp. Interessante ed originale la formula che prevede cedole crescenti ed un bonus fedeltà collegato al PIL.   Guarda il video

Continua a leggere

FONDI PENSIONE: QUALE LINEA SCEGLIERE, GARANTITA O AZIONARIA?

Scritto il 08.06.2020

La prima decisione da prendere dopo aver sottoscritto un fondo pensione è su come allocare i versamenti effettuati. I comparti di investimenti sono tanti e dipendono da fondo pensione a fondo pensione.. Anche questo articolo sarà accompagnato da un video presente sul mio canale YouTube che invito a visualizzare cosi da avere una visione completa dell’argomento. La selezione deve avvenire considerando due aspetti principali PROPENSIONE AL RISCHIO (quanto sono disposto a vivere oscillazioni nel tempo?) ORIZZONTE TEMPORALE (quanto manca alla pensione)   Le linee di investimento di un fondo pensione sono generalmente 4: GARANTITA OBBLIGAZIONARIA BILANCIATA  AZIONARIA   Alcuni fondi pensione utilizzano delle formulazioni miste, potremo ad esempio avere di fronte a noi scelte come PRUDENTE  BILANCIATA DINAMICA   La prima è composta da una quota prevalente di obbligazionario e minoritaria di azionario ad esempio 70/30%) oppure la seconda un’esposizione 50 e 50 , la terza potrebbe invece contenere una quota minima di azionario in portafoglio (es. 70%). Si tratta di linee comunque riconducibili al punto precedente. Vediamo in dettaglio le caratteristiche delle 4 linee principali e i rendimenti storici conseguiti facendo una media di tutte le gestioni:     COMPARTO GARANTITO ORIZZONTRE TEMPORALE: BREVE PROPENSIONE AL RISCHIO BASSA PROFILO: Si tratta di un profilo ideale per risparmiatori che hanno un orizzonte temporale breve , quindi prossimi alla pensione. La linea si può utilizzare anche in modo tattico, magari in contesti di mercato turbolenti come riparo dalla volatilità e per chi ha un profilo di investimento prudente. UNIVERSO INVESTIBILE: l’investimento viene effettuato generalmente in titoli di Stato o obbligazioni societarie a breve termine. Naturalmente l’esposizione bassa al rischio comporta rendimenti contenuti con l’obiettivo di proteggere il capitale dall’inflazione. Al termine del periodo al risparmiatore è garantito come minimo il rimborso del capitale investito.      COMPARTO OBBLIGAZIONARIO ORIZZONTRE TEMPORALE: BREVE/MEDIO PROPENSIONE AL RISCHIO BASSA/MODERATA UNIVERSO INVESTIBILE: titoli di Stato e obbligazioni anche con durate lunghe. È importante procedere all’analisi del benchmark di riferimento anche per verificare l’allocazione geografica se comprende solo strumenti presenti in area euro oppure può anche investire in obbligazioni denominate in valute diverse come il dollaro anche in Paesi emergenti.  COMPARTO BILANCIATO ORIZZONTRE TEMPORALE: MEDIO PROPENSIONE AL RISCHIO: MODERATO/DINAMICO UNIVERSO INVESTIBILE:  le linee bilanciate possono generalmente investire in molteplici strumenti finanziari azioni, obbligazioni, valute, oro ed altre materie prime. Fondamentale la lettura del benchmark di riferimento per verificare se la quota minima e massima investibile in azioni rispecchia il proprio profilo di investimento.     COMPARTO AZIONARIO ORIZZONTRE TEMPORALE: LUNGO PROPENSIONE AL RISCHIO: DINAMICO UNIVERSO INVESTIBILE: questa linea investe in titoli azionari e strumenti ad alto potenziale di rischio rendimento. Si tratta di asset che nel lungo periodo storicamente riportano i migliori rendimenti, pur vivendo fasi di volatilità molto intense. Naturalmente la selezione di questa linea va bene se si ha anche una tolleranza al rischio elevata. Nel corso degli anni bisognerebbe modificare il profilo con l’avvicinarsi dell’età pensionabile.   LINEA LIFE CYCLE Alcuni fondi pensione hanno al loro interno un comparto LIFE CYCLE appositamente pensato per gestire in modo dinamico l’evoluzione nel tempo del profilo, partendo da un’esposizione più dinamica che va via via a ridursi fino a posizionarsi  negli ultimi anni su linee prive di esposizione al rischio. Si tratta di un profilo particolarmente adatto a chi non vuol intervenire nella gestione dei comparti nel corso del tempo in quanto non ha le competenze per poterlo selezionare e vuol comunque nei primi anni assumere un’esposizione che potenzialmente può offrirgli dei rendimenti interessanti, senza compromettere negli ultimi anni prima della pensione quanto accumulato negli anni.   RENDIMENTI DEI DIVERSI COMPARTI Storicamente nel lungo termine le linee dinamiche riportano rendimenti maggiori di quelle moderate e prudenti. Nel video youtube è possibile visualizzare anche un esempio  reale di quanto hanno reso nel tempo le 4 linee di investimento sottoscrivibili nel fondo prendendo come riferimento 3, 5 e 10 anni

Continua a leggere

Strategia e azioni di recupero delle minusvalenze

Scritto il 25.05.2020

In un articolo recente ho trattato il tema del recupero delle minusvalenze derivanti da investimenti tramite Btp (leggi qui). Sono stato contattato da molti lettori i quali mi hanno chiesto la trattazione dell’argomento in misura più approfondita.   Come il precedente articolo, anche questo sarà accompagnato da un video presente sul mio canale YouTube che invito a visualizzare.   Articolo e video sono tra loro complementari e offrono un quadro di insieme.   Una breve premessa sugli aspetti fiscali generali legati agli investimenti finanziari. Sono due le aliquote a cui un investimento piò essere assoggettato: Il 12,5% che riguarda i proventi da titoli di Stato in white list; Il 26% per qualsiasi altro strumenti finanziario   Possiamo invece distinguere due tipologie di redditi derivanti da investimenti: Redditi da capitale Redditi diversi   I primi sono sempre soggetti a tassazione, mentre i secondi sono fiscalmente compensabili.   Questo schema riassume ciascuna tipologie di reddito derivante dai vari strumenti finanziari e ci dice a quale delle due categorie appartiene.     PERDITE SEMPRE COMPENSABILI   Per quanto riguarda le perdite invece sono sempre compensabili. Non ci sono perdite che non rientrano nello zainetto fiscale.   TEMPISTICHE   Le minusvalenze possono esser recuperate nell’anno in cui sono maturate le perdite e nei 4 anni successivi.   PROCESSO DI GESTIONE   Il processo di gestione dello zainetto fiscale si può articolare in tre passi:   1. inizialmente bisogna effettuare un’analisi dello zainetto fiscale, verificare l’entità e le scadenze delle minusvalenze andando ad agire con una programmazione specifica. Questo consente di individuare strumenti più appropriati, che se acquistati in un lasso temporale opportuno permettono di governare maggiormente i rischi e ottenere maggior probabilità di efficacia;   2. L’analisi del punto precedente dovrebbe fornirci indicazioni sulla reale probabilità di recupero e quanto occorrerà investire per raggiungere il nostro obiettivo. Potremmo ad esempio accontentarci di recuperare una parte delle minusvalenze investendo una quota parte del nostro capitale disponibile, destinando il resto a strumento a nostro avviso più remunerativi anche pagando la relativa tassazione;   3. mettere in atto azioni specifiche. L’ideale è selezionare investimenti che hanno una scadenza a ridosso delle scadenze presenti nello zainetto più lontane. Questo non è sempre possibile in quanto potremmo iniziare a gestire la situazione in un momento già maturo e avere delle scadenze già a breve.   ERRORE COMUNE   L’errore comune che viene commesso nella gestione della minusvalenze è quello di destinare la totalità del proprio capitale per il recupero delle stesse acquistando strumenti finanziari molto rischiosi con l’obiettivo di recuperare le perdite troppo il fretta. Il risultato diventa poi quello di generare ulteriori minusvalenze.   L’APPROCCIO IDEALE   L’approccio ideale è invece quello di lavorare per il futuro con una giusta programmazione. Se generiamo perdite nel 2020 le potremmo quindi compensare entro il 2024. Si potranno quindi individuare già subito strumenti che genereranno profitti compensabili nell’ultimo anno disponibile. Il vantaggio di questo approccio è costituito dalla possibilità di utilizzare strumenti “più sicuri” avendo cosi ragionevole certezza sul recupero.   Esempio: dal disinvestimento di azioni registriamo una perdita di 100. Per compensarla possiamo individuare una obbligazione che ha una cedola contenuta ma ha scadenza nel 2024 e quotando sotto la pari verrà rimborsato con un guadagno in capitale proprio di 100. In questo momento trasformiamo una perdita in un recupero certo. Anche da un punto di vista fiscale, in quanto sui 100 di plusvalenza dell’obbligazione non si pagheranno tasse.   I CERTIFICATI LO STRUMENTO IDEALE   I certificati sono lo strumento ideale per la compensazione di minusvalenze in quanto qualsiasi reddito prodotto è compensabile. Anche le cedole, che in alcuni casi possono esser fisse quindi non sottoposte a condizione.   Come spiegato nel video per quanto concerne le cedole alcune banche non consentono la compensazione nell’anno in cui si ricevono ma solo a scadenza. Questo è un grosso limite, in quanto magari la scadenza delle minusvalenze nello zainetto fiscale è antecedente alla scadenza del certificato.   Per scadenze ravvicinate ci sono certificati a maxi cedola, che prevedono l’erogazione di una super cedola immediata già nell’anno corrente, e poi di cedole più ridotte.    ETF E FONDI NON COMPENSANO   Etf e fondi di investimento generano sempre redditi da capitale, quindi non consentono la compensazione.   ASPETTI OPERATIVI   Una gestione efficiente di un portafoglio deve naturalmente dar rilevanza al recupero delle minusvalenze, che tuttavia non deve costituire l’unica ragione di investimento altrimenti come avviene spesso diventa causa di ulteriori perdite.   Ci sono ad esempio strumenti molto validi come fondi ed ETF che non compensano ma che statisticamente sono per i piccoli risparmiatori gli strumenti che generano più utili proprio perché a gestione (attiva o passiva) di panieri più ampi. Di conseguenza la strategia deve privilegiare sempre l’ottenimento di risultati positivi nel suo complesso.

Continua a leggere

BTP ITALIA: Tasso minimo 1,40%. Conviene?

Scritto il 15.05.2020

Nel precedente articolo vi ho parlato dei Btp Italia in emissione il prossimo 18-21 maggio.   Ci eravamo lasciati promettendoci di riaggiornarci dopo la divulgazione del tasso minimo, avvenuta oggi 15 maggio. Tale tasso è stato fissato dal Tesoro all’1,40%, leggermente al di sopra delle stime previste.    Il tasso definitivo verrà comunque comunicato in apertura dei mercati il giorno 21 maggio, in cui potrà essere confermato oppure rivisto al rialzo.   Invito tutti alla visualizzazione dell’articolo precedente per comprendere al meglio tutte le caratteristiche dell’emissione. Mi preme ora valutare insieme a voi la congruità di questo tasso   Ricordo che al tasso minimo verrà sommata l’inflazione semestrale italiana e che ci sarà come per tutti i Btp un flusso cedolare semestrale.  Il rendimento di un BTP a 5 anni oggi è dell’1,41%. Dunque pur con la conferma di questo tasso l’investitore otterrebbe l’equivalente del rendimento del mercato .. ma a cui deve aggiungere il premio fedeltà e la possibile rivalutazione dell’inflazione.   Si tratta di un rendimento a mio avviso interessante, sicuramente da prendere in considerazione il mantenimento dello stesso fino a scadenza per ottenere un plus di rendimento costituito dal premio fedeltà dello 0,80%.   Inoltre i Btp come tutti i titoli di Stato presenti in white list prevedono l’applicazione di una imposta sul capital gain agevolata fissata al 12,50%.   Clicca qui per visualizzare il video dell’articolo

Continua a leggere

Btp Italia 2020: soluzione da portare a scadenza!

Scritto il 09.05.2020

La nuova emissione di Btp Italia, in collocamento tra il 18 ed il 21 maggio avviene in un momento di rendimenti interessanti dovuti all’instabilità economica internazionale e all’incertezza sulle decisioni che verranno assunte dalle agenzie di rating nei prossimi mesi.   Il merito creditizio dell’Italia si trova infatti ad un solo gradito sopra l’investment grade, e ormai non si può escludere andare a testare uno scenario inesplorato: quello delle obbligazioni Junk, spazzatura.   Prima di affrontare le possibili conseguenze di un downgrade, andiamo ad analizzare le caratteristiche dell’emissione:  la durata sarà di 5 anni, rispetto alle precedenti emissioni a 4 e 8 anni;  La struttura cedolare rimane la medesima, costituita quindi da componente fissa ed una variabile commisurata all’inflazione semestrale;  il bonus fedeltà raddoppia: passa dallo 0,40 allo 0,80%.   In attesa di conoscere la parte fissa della cedola, che verrà fissata il 15 maggio posso ipotizzare che la stessa possa aggirarsi tra l’1,20/25% in considerazione del fatto che un btp ha 5 anni ha tale rendimento e che l’inflazione è prossima allo zero.   Lo Spread da ormai diverso tempo stazione sopra i 200 punti base, ed è probabile che ci rimarrà per altro tempo a meno di una forte stabilizzazione dei rendimenti.    Spread Btp Bund     Per tutte queste ragioni chi acquista questi strumenti deve ragionevolmente considerare di portarli a scadenza, anche per godere del plus del rendimento del premio fedeltà. Se poi ci sarà una contrazione dei rendimenti tali da generare performance in conto capitale si può anche valutare una vendita prima del tempo.   Guarda il mio video sui BTP ITALIA  

Continua a leggere

I rendimenti dei mercati finanziari, le crisi sono opportunità

Scritto il 01.04.2020

“I mercati finanziari oscillano, tentennano, traballano...mentre salgono nel tempo”. In questa frase del prof. Bertelli c’è tutta l’essenza dei mercati finanziari. Ora più che mai, con i mercati in forte tensione l’analisi della storia può fornire le risposte migliori mettendo da parte l’emotività, che chiaramente non è entusiasmante nel contesto attuale.   Lo sapevate che 10.000 dollari investiti negli anni ’80 oggi sarebbero stati 708.000? Quanti sarebbero stati perdendo le migliori giornate di questi anni?   Andiamo per gradi...   COSA CI INSEGNANO I MERCATI?   Le borse internazionali nel tempo segnano un andamento nettamente rialzista, rispecchiando la crescita economica mondiale che seppur, ciclicamente ha delle fasi di arresto (recessione) tende a segnare nel tempo dei cicli di crescita. I mercati finanziari tendenzialmente anticipano l’andamento dell’economia.   Il grafico sottostante evidenzia l’andamento storico dell’indice Standard ad Poor’s 500. Si tratta di un indice rappresentativo del mercato americano costituito da 500 aziende di diversi settori.   Andamento storico indice S&p 500      Grafico di https://it.tradingview.com   Il grafico mostra una tendenza rialzista che prosegue da sempre, dove chiaramente non mancano le battute d’arresto. La nostra memoria certamente non ha cancellato la crisi finanziaria del 2008, in cui  a seguito di alcuni default bancari i mercati hanno vissuto mesi di forte difficoltà. Come evidente dal grafico l’indice toccò gli 800 punti, per poi risalire fino ai 3200 punti di poche settimane fa, quadruplicando quindi il proprio valore.   Durante i ribassi conviene vendere e aspettare?   Se si avesse la sfera di cristallo la risposta sarebbe si. Se si è a conoscenza di un ribasso prossimo, si vende sui massimi e si compra sui minimi. Chi non vive i mercati può avere l’illusione di poter dominare i corsi, selezionando i momenti migliori di ingresso e uscita. In realtà. La storia ci dice che la bravura di un operatore è quella di saper dominare le emozioni e tenere botta ai ribassi, e costruire durante le fasi di discesa le posizioni del futuro esponendo gradualmente il portafoglio al mercato azionario (incrementando posizioni con nuova liquidità oppure switchando posizioni in essere).   Per comprendere al meglio il ragionamento, torniamo alla domanda iniziale:   Sapete 10.000 dollari investiti nel 1980 sull’indice s&p 500 a quanto corrisponderebbero oggi?   La riposta abbiamo detto è 708.000 dollari circa. Certamente ognuno di noi conosce persone che investono i propri denari sui mercati finanziari dagli anni 80. Qualcuno ha realizzato questo risultato?   In mezzo a questi 40 anni ci sono stati assolutamente degli anni bui, come il 2001 e il 2008 tanto per citare alcune date recenti.   Cosa ha determinato gli scarsi risultati della stragrande maggioranza degli risparmiatori rimasti investiti dall’80 ad oggi? Molto probabilmente esser usciti dal mercato nei momenti peggiori.  Gli errori nel timing sono dovuti al differimento temporale che accennavo prima: i mercati anticipano l’andamento dell’economia, per cui il momento di minimo da cui i mercati ripartono si trova proprio in corrispondenza del momento peggiore in cui generalmente si ha la fase più acuta della recessione. Di conseguenza, il risparmiatore nel momento peggior è tentato di vendere, anziché comprare.   Il grafico sottostante evidenzia il comportamento tipico: si tende quindi a incrementare le posizioni nel momento migliore dell’economia e a vendere in quello peggiore.  L’emotività rappresenta il vero nemico di ogni investitore.     Pe rafforzare l’importanza di rimanere investiti (seppur apportando i dovuti ribilanciamenti al portafoglio), tornando allo straordinario risultato conseguito dai mercati negli ultimi 40 anni, chi avesse perso le 5 o 10 migliori giornate di borsa avrebbe conseguito risultati estremamente inferiori:   A titolo di esempio i 708.000 euro tolte le migliori 5 giornate dell’indice degli ultimi 40 anni sarebbero stati 458.000 euro. Tolte le migliori 10 sarebbero state 340.000 euro.   RIBASSI E RECUPERO DEI MERCATI – DATI STORICI   Un’analisi pubblicata dal Sole24Ore prende in considerazione tutti i principali ribassi dei mercati dal 1929 ad oggi. Per ognuno di essi viene indicato il numero di mesi in cui la discesa si è protratta, il drow down di mercato e poi il rendimento successivo realizzato durante la fase di ripresa.   A dimostrazione della veridicità del famoso aforisma “si sale per le scale e si scende con l’ascensore” tranne rare eccezioni, generalmente i ribassi seppur intensi avvengono in periodi limitati di tempo. Le fasi rialziste invece sono più lente e protratte nel tempo.      L’analisi prendere come riferimento sempre l’indice S&P 500. Se prendiamo ad esempio la crisi del 2008 la discesa è durata 15 mesi con un drow down del 52%. Il rialzo invece è poi durato 25 mesi con un guadagno complessivo del 225,8%.   CONCLUSIONI   L’analisi delle serie storiche ci fornisce indicazioni chiare sull’andamento rialzista dei mercati finanziari nel tempo. L’emotività costituisce il principale fattore di rischio per l’investitore dovuto alla comprensibile “ansia nella gestione quotidiana” del proprio portafoglio.  La pianificazione finanziaria con la definizione dei propri obiettivi ed orizzonte temporale è l’unica ancora di salvataggio, e consente di vivere le fasi ribassiste che sempre ci saranno e magari anche di portato superiore a quelle vissute finora, come momenti di accumulo di posizioni azionarie, incrementando il rendimento atteso del proprio portafoglio.   L’osservazione dell’indice spingerebbe ad una strategia buy&hold, ma in realtà periodici aggiustamenti ai portafogli e al profilo di rischio, se fatta nei momenti opportuni, può migliorare il rendimento del portafoglio. 

Continua a leggere

Borse, CORONAVIRUS e SARS: Cosa ci insegna la storia?

Scritto il 20.03.2020

La diffusione del Coronavirus è tutt’ora in pieno corso e questo rende difficile comprendere le dinamiche di mercato delle prossime settimane.   I mercati finanziari hanno registrato una forte correzione a cui al di là del virus ha contribuito il clamoroso stop sull’OIL nella trattativa tra Russia e Arabia Saudita e le dichiarazioni “fuori da ogni logica comprensione” del presidente della Bce Lagarde.   In un contesto caratterizzato già da forte incertezza questi due elementi hanno inasprito la situazione creando un vero e proprio sell off, che ha coinvolto tutte le asset class, i bond, il petrolio, l’equiy, l’oro e i metalli preziosi.   Torniamo ora al tema Coronavirus e focalizzandoci sul mercato finanziario cinese andiamo ad individuare analogie con la Sars.    Prima delle ultime due settimane, in cui come detto, la discesa è stata enfatizzata dai due fattori esposti, la borsa Cinese giovedì 5 marzo aveva già recuperato tutta la discesa iniziata con la diffusione del Virus come evidenziato dal grafico sottostante.   In analogia con la Sars, l’inversione di tendenza dei mercati finanziari è coincisa con il raggiungimento del picco dei contagi. Un po' quello che avviene durante le recessioni economiche, i mercati invertono la tendenza al raggiungimento del picco della crisi, anticipando quindi la ripresa economica. Questo spiazza i piccoli investitori che invece si posizionano sul mercato solo dopo aver verificato il ritorno alla crescita (perdendo cosi una parte importante del rialzo)   Il grafico sottostante (del Sole24Ore) , che risale appunto al 5 marzo mette in evidenza il recupero della borsa cinese, mentre il calo delle borse internazionali era in pieno corso. È molto probabile che l’inversione dei mercati si avrà anche qui in concomitanza con il raggiungimento del picco dei contagi.     In attesa di comprendere l’andamento delle prossime settimane, i tempi di recupero della borsa cinese sono stati di circa un mese e mezzo dall’inizio dell’emergenza. In Europa il raggiungimento dei tempi di picco è ancora incerta, sicuramente Paesi come l’Italia che si sono mossi prima probabilmente raggiungeranno in anticipo questo obiettivo. Ciò però non è del tutto scontato, perché sono molti i casi di ribellione alle misure restrittive. In questo contesto la fermezza dei governi è fondamentale vista la facilità con cui si propaga questo virus.   Rispetto alla Cina, il Vecchio Continente da un lato paga processi più lenti dovuti anche alla gradualità di restrizioni che una democrazia porta con se, ma dall’altro può prendere spunto dalle misure cinesi. Infine la Cina paga il fatto che il virus a quanto pare avrebbe circolato sotto traccia per molto tempo prima di esser preso con seria considerazione da parte delle autorità locali.   Quali conseguenze ci saranno sull’economia?   L’impatto del coronavirus sarà certamente notevole. Il peso dipenderà molto dalla durata dei tempi di ritorno alla normalità. Sicuramente il trimestre in corso si chiuderà con una forte contrazione dell’economia cosi come probabilmente quello successivo. Potrebbe verificarsi cosi una recessione tecnica. È invece probabile la ripresa dal terzo trimestre. Naturalmente come detto prima, i mercati anticiperanno la ripresa ed è importante prestare attenzione al momento del raggiungimento del picco dei contagi.   Attualmente governi, banche centrali ed enti sovranazionali hanno annunciato un pacchetto notevole di incentivi per arginare le conseguenze economiche del fenomeno.  Si tratta di misure sicuramente adeguate a sostenere questo straordinario momento di crisi, ma sarà di fondamentale importanza la gestione del fenomeno.   Da un punto di vista operativo sicuramente in attesa del recupero dei valori l’aspetto psicologico è fondamentale. Rispettare il proprio orizzonte temporale aiuta a distrarre dallo stress delle quotazioni giornaliere. Sicuramente un sell off come questo non aiuta in quanto ha colpito tutto l’universo investibile.    Se si è in possesso di asset di qualità la storia dimostra che i mercati hanno sempre recuperato i valori nel tempo andando a registrare nuovi massimi. Vista la forte discesa, e nell’incertezza di quanto potrà accadere nel breve termine sicuramente un’esposizione graduale e costante al mercato azionario può rilevarsi una strategia vincente...mantenendo sempre un portafoglio equilibrato e adeguato al proprio profilo di rischio.

Continua a leggere

Popolare di Bari: azionisti e obbligazionisti rischiano di perdere tutto!

Scritto il 27.12.2019

Il salvataggio della Popolare di Bari è in pieno svolgimento. Entro la fine dell’anno dovranno esser ricostituiti i coefficienti minimi e questo richiede una cospicua ricapitalizzazione. Il Fitd (fondo interbancario tutale dei depositi) dovrebbe riunirsi al più tardi il 30/12 e versare una cifra intorno a mezzo miliardo di euro. La formula sarà molto probabilmente un aumento di capitale. Si è parlato anche dell’emissione di un bond subordinato, che tuttavia a queste condizioni di mercato potrebbe divenire troppo oneroso.   La ricapitalizzazione rappresenta solo l’inizio di un risanamento che richiederà tempi lunghi e azioni di grande sacrificio. Innanzitutto bisogna comprendere la reale situazione in cui versa la banca. Dall’ultimo bilancio depositato prima del commissariamento risultavano crediti deteriorati per 1,2 miliardi rispetto ai 7,9 miliardi di impieghi. L’esperienza ci spinge a credere che gli amministratori straordinari Ajello e Blandini troveranno una situazione ben peggiore di quella rappresentata dai precedenti amministratori della banca.   Intanto si stanno cercando partner per entrare nel capitale della banca tra le principali realtà bancarie italiane cosi da evitare l’ingresso del MCC (Medio Credito Centrale), che essendo controllata dal Tesoro, potrebbe creare tensioni in Europa circa “aiuti di Stato” sempre più osteggiati.   Quello della Popolare di Bari è l’ennesimo pasticcio del sistema bancario italiano, figlio della scarsa vigilanza di Banca d’Italia e di errori strategici clamorosi. Sicuramente il colpo di grazia è stato dato dalla scellerata acquisizione di Tercas. Si scopre dai verbali del CdA che l’invito a comprarla arrivò proprio da Banca d’italia e che l’allora direttore generale De Bustis mise in guardia sui rischi dell’operazione per gli azionisti.   Tecas era un carrozzone con 3,5 miliardi di crediti deteriorati, pari al 50% dei rischi ponderati della banca stessa.   L’acquisizione richiede una ricapitalizzazione lacrime e sangue per la banca, con conseguenze devastanti sul valore delle azioni.     Quali conseguenze per azionisti e obbligazionisti?   Le due categorie meritano un distinguo. Sicuramente per gli azionisti la situazione è ben più grave. Sarà difficile per loro rivedere il valore investito. L’ipotesi estrema di azzeramento del capitale  è al momento quella più accreditata. Nella migliore delle ipotesi si potrebbe seguire il filone delle banche venete, dove fu proposto un gesto simbolico (un forfait) con il patto di non effettuare poi azione di risarcimento. Questo chiaramente a meno di un intervento del governo a sostegno.   Sul discorso obbligazioni invece la situazione è ancora incerta.  Per i bond subordinati la situazione come visto per Mps è molto complessa, a meno di un intervento statale specifico. La prima in scadenza è al 27 novembre 2020. Poi c’è quella 2021 per 213 milioni emessa in occasione dell’acquisto di Tercas con cedola al 6,5%. Infine uno riservato a investitori istituzionali con scadenza 2025.   In ogni caso nei prossimi giorni si dovrebbero avere maggiori dettagli sul piano di salvataggio che verrà adottato. Sono ore calde e le ipotesi sono molteplici.   Per i 69 mila azionisti, molti dei quali privi di conoscenze finanziarie e probabilmente ancora ignari dei rischi connessi ai propri investimenti, il destino è segnato. L’ultima quotazione ufficiale delle azioni, che risale a dicembre è di 2,38 euro. Pensare che a giugno 2017 il valore era 7,5 euro. In realtà le azioni non scambiano da diverso tempo, tanto che tutti gli azionisti che sono andati in banca a richiedere il rimborso delle azioni hanno ricevuto un diniego non essendoci contropartite in acquisto (situazione che ho verificato io personalmente mandando direttamente alcuni clienti in filiale per richiederne la vendita).   Ora cosa succederà ? occorre certamente una mediazione con l’Europa in quanto, secondo le attuali regole prima di un intervento pubblico nel salvataggio, sarebbe necessario l’azzeramento delle azioni e la conversione delle obbligazioni in capitale. Solo dopo si potrà intervenire con il salvataggio.    Ancora una volta il mio invito è di non acquistare azioni non quotate. Si tratta di banche, aziende non soggette ad adeguata vigilanza e in cui il valore non è soggetto a valutazioni di mercato. Inoltre, come nel caso in analisi, si può rimanere imprigionati per lungo tempo senza aver la possibilità di vendere.  

Continua a leggere

Btp – tassi ai minimi, nuove idee: Btp Italia e Btp in dollari

Scritto il 18.10.2019

La forte riduzione dei rendimenti dei Btp, passati nel giro di pochi mesi da un rendimento intorno al 3% ad un rendimento dello 0,90% (sul decennale) ha imposto nuove idee per accontentare la sete di titoli di Stato degli investitori che continuano a mantenere un elevato stock di liquidità nei portafogli.   Chi ha perso il treno di ottimi rendimenti (scegliendo il timing giusto i rendimenti sono stati a doppia cifra), ora sta alla finestra sperando in un incremento dello spread ... sempre più improbabile a meno di nuove instabilità politiche.   Il collocamento del nuovo Btp Italia, il 15° avverrà tra lunedì 21/10 e mercoledì 23/10 per il retail. E poi sarà riservato a investitori istituzionali il giorno 23/10. Il Btp Italia è un titolo di Stato studiato per piccoli risparmiatori che ha la finalità di offrire uno strumento a garanzia del capitale che protegge dal rincaro del costo della vita.   Di seguito le caratteristiche principali dell’emissione:   Durata: 8 anni;  Cedole semestrali indicizzate all’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati a 6 mesi, al netto dei tabacchi; Floor in caso di deflazione (non potrà andare sotto lo zero la cedola); Capitale nominale garantito a scadenza, anche in caso di deflazione  Premio Fedeltà con il riconoscimento dello 0,40% a scadenza per chi mantiene il titolo fino alla sua scadenza naturale.   Il tasso annuo definitivo verrà comunicato il giorno 23/10. Nel prospetto viene specificato che le cedole non potranno in ogni caso essere inferiore al tasso reale garantito definitivo.    ANALISI: Nelle ultime settimane si è verificata una forte richiesta di Btp legati all’inflazione italiana, maggiore rispetto a quelli tradizionali e a quelli indicizzati all’inflazione europea. Questo fa presagire una buona richiesta da parte del mercato, contrariamente al flop registrato dalle ultime emissioni. Se dovessero esser confermate le previsioni sull’inflazione attesa tali Btp avrebbero uno spread positivo rispetto ai Btp a tasso fisso. E’ ragionevole inserire all’interno di un portafoglio ben diversificato la componente Btp Italia sempre se coerente al proprio profilo finanziario, anche in considerazione del fatto che l’orizzonte temporale non è brevissimo (8 anni).   BTP IN DOLLARI   Lo scorso 9 ottobre sono approdati sul mercato 3 nuove emissioni, denominate in dollari. La risposta del mercato è stata molto positiva con una sottoscrizione complessiva di 7 miliardi.   Emissioni e rendimenti   Le tre emissioni riportano seppure con il rischio cambio, rendimenti sensibilmente maggiori rispetto a quelli denominati in euro:   Btp a 5 anni (isin: IT0005384497) rendimento del 2,4%; Btp a 10 anni (isin: IT0005377152) rendimento del 2,9%; Btp a 30 anni (isin: IT0005363111) rendimento del 4,02%   Conviene sottoscriverli?   Al di là delle ottime cedole previste, l’enigma principale è costituito dal rischio cambio. Saranno sicuramente le scelte delle banche centrali a condizionare l’andamento del rapporto euro/dollaro. Al momento il dollaro appare ancora forte, spinto anche dalla forte dell’economia reale americana che seppur in rallentamento appare sicuramente più stabile di quella europea.   Sicuramente anche qui una esposizione minima ci può stare, senza esagerare in quanto alla base di tutto c’è sempre uno spread compresso sui minimi. Sicuramente in caso di ritorno del cambio nel range 1,14/1,15 si può utilizzare lo strumento anche tatticamente per un’esposizione al dollaro.   Rimango invece scettico sull’acquisto di Btp tradizionali, li ormai il treno si è perso!

Continua a leggere

Condividi