Marco Minotti

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Consulente finanziario

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10/10/2018

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L’importanza della pianificazione finanziario-assicurativa

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 19.03.2021

Sfiducia nel sistema e paura di pianificare: sono queste la cause maggiori che portano ad una impasse finanziaria, ma il modo per uscirne esiste. Il risparmio delle famiglie è uno degli aspetti più particolari e significativi della pandemia. A fronte del peggior calo dei redditi degli ultimi 20 anni, il risparmio netto delle famiglie è più che triplicato rispetto a fine 2019. In particolar modo il tasso di risparmio è passato dal 2,8% al 9,2% principalmente per la forte riduzione dei consumi –  circa 9,8%...ma come sono stati distribuiti questi risparmi? Da una recente analisi si evince come dei 4.455 miliardi di ricchezza finanziaria degli italiani ben 1.295 miliardi sono destinati ai depositi e 165 miliardi riguardano il denaro circolante. Oltre il 30% della ricchezza italiana è quindi sui depositi e questo rappresenta un problema ormai consolidato, infatti questo dato è in aumento del 7% rispetto al dato 2007 (pre – crisi mutui sub- prime). Dal mio punto di vista, questo dato è figlio dell’insicurezza degli italiani nei confronti del sistema, infatti quando si chiede perché tiene così tanta liquidità sul c/c, normalmente la risposta è “perché non si sa mai”. In realtà, a questa esigenza bisognerebbe rispondere con delle tutele assicurative e non auto-assicurandosi con il proprio conto corrente. Per uscire da questa situazione di “impasse” finanziaria le istituzioni dovranno cercare di ricreare la fiducia nel sistema e in qualche modo incentivare le persone a mettere in circolo il proprio denaro tramite strumenti che permettano di intercettare il tessuto delle piccole e medie imprese italiane (per esempio i Pir), dall’altro i risparmiatori potranno finalmente comprendere come l’unico strumento per avere un buon rapporto con il proprio denaro è quello di lavorare su una pianificazione finanziario assicurativa che permetta loro di centrare in maniera corretta i loro personalissimi obbiettivi. Uso l’aggettivo “personalissimi” perché la pianificazione non ha una ricetta uguale per tutti ma bensì un vestito su misura capace di cogliere le sfumature più intime di ogni singolo individuo. Probabilmente per uscire da questa crisi bisognerà accettare un po’ di inflazione con conseguenze che potrebbero essere non indifferenti per chi tiene i soldi sul conto corrente. IInsomma, il primo passo per iniziare a pianificare è pensare di aver bisogno di pianificare.

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La pianificazione patrimoniale e la tutela del patrimonio

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 15.03.2021

L’età media continua ad aumentare, collocando l’Italia tra i Paesi più longevi d’Europa. Questa dato, se da una parte è confortante, dall’altro evidenzia la necessità sempre maggiore di tutelare il proprio patrimonio e assicurarsi. La popolazione mondiale invecchia ad un ritmo importante e grazie alle scoperte scientifiche questo trend prosegue. Di questo passo, per far fronte alle proprie esigenze pensionistiche, bisognerà risparmiare molto di più, infatti sarà semplicemente impossibile per gli Stati garantire pensioni adeguate in un sistema dove si vivrà così a lungo. Già molti investitori stanno puntando sulla “Golden Age” una fascia della popolazione che avrà particolari esigenze pensionistiche e soprattutto sanitarie. Anche sul fronte sanitario, seppure la digitalizzazione e la diagnostica basata sui dati dovrebbero ridurre i costi, non possiamo pensare che i sistemi statali riescano a reggere. In sostanza, per riuscire ad arrivare in quella fascia di età con un’importante pensione complementare sarà fondamentale affiancare una buona copertura assicurativa per il rischio non autosufficienza (1 italiano su 3 oltre i 74 anni in Italia è in questa condizione). La condizione di non autosufficienza rappresenta un rischio enorme per l’intero patrimonio famigliare che in pochi anni potrebbe esaurirsi a fronte delle ingenti spese legate all’assistenza domiciliare o presso centri specializzati (2.500 euro al mese in su). Ritengo che, soprattutto in Italia, questa fascia di età rappresenterà sempre di più una fascia determinante per la tenuta delle famiglie italiane. Nell’ottica di una pianificazione patrimoniale ritengo di fondamentale importanza l’analisi dei rischi per le persone già vicine a quella fascia di età, al fine di tutelare il patrimonio e di conseguenza tutti i componenti del nucleo famigliare, con particolare attenzione per i figli. Sul fronte dei più giovani credo sia fondamentale un cambio di passo a proposito delle sottoscrizioni dei fondi pensione e dei versamenti su questo asset,che rappresenta il loro futuro. È chiaro che, anche in questo caso, ci vuole un cambio di mentalità verso la pianificazione.  

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I valori di un’azienda come elemento fondamentale

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 03.03.2021

Perché i valori di un’azienda sono un elemento fondamentale della transizione? I criteri per la valutazione di un’azienda stanno cambiando, orientandosi sempre più verso i core values e l’impegno sostenibile. In generale, il profitto è l’unico elemento che viene valutato in un’azienda. Il criterio per valutare un’azienda, però, sta cominciando a mutare anche nell’ottica del cambiamento climatico. Questo tema, per la sua ampiezza, dovrà inevitabilmente coinvolgere tutti, dalla politica ai singoli individui. Per questo anche la mentalità delle aziende dovrà inevitabilmente cambiare, partendo proprio dai valori su cui basare il proprio modello di business. In quest’ottica, anche prima di decidere come investire i propri risparmi bisognerebbe analizzare i propri valori ed in base a quelli decidere come destinare al meglio il proprio denaro. Ritengo che dopo la pandemia ci sarà una riscoperta dei valori sia nella nostra vita di tutti i giorni sia nelle nostre scelte di acquisto e di investimento. Probabilmente, dopo tanti anni dove il binomio prezzo/profitto costituiva il criterio di valutazione basilare passeremo all’era dei Valori/Sostenibilità, che è qualcosa di molto positivo. Sceglieremo secondo altri criteri che cosa comprare e valuteremo i valori dell’azienda prima di decidere l’acquisto; infatti, se questi non saranno compatibili con i nostri, molto probabilmente decideremo di non acquistare. Ritengo, per tanto, che ci sarà una riscoperta dei valori e solo le aziende con una visione molto ampia saranno capaci di intercettare la nuova stagione.    

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Parola d’ordine: GREEN

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  • Green economy - Green bond
Scritto il 22.02.2021

La direzione verso la quale si dirige il mercato è la sostenibilità. Adottare un modello green oggi sarà la chiave di accesso per il domani. Un’azienda che non opera nel rispetto dell’ambiente è destinata ad un veloce declino. È un’affermazione estremamente netta, ma siamo in una fase in cui sarà fondamentale avere una visione di medio-lungo termine. Adottando questo tipo di visione, le aziende saranno capaci di produrre profitti e, soprattutto, di creare una modello di business sostenibile e capace di produrre utili ai propri azionisti. Insomma, oggi come non mai bisogna avere una visione ampia e ristrutturarsi per esistere ancora e prosperare nel mercato. In questo le aziende storiche dovranno essere interpreti della trasformazione, mentre nuovi player entreranno nel mercato per intercettare le enormi opportunità legate alla riconversione ambientale dei prossimi 10 anni. Sarà proprio questo decennio che darà un impulso maggiormente dirompente rispetto al passato e durante il quale le parole d’ordine saranno cambiare, interpretare e ambiente. In quest’ottica stanno nascendo enormi opportunità nella riconversione dei settori ciclici e nell’utilizzo di nuove fonti di energia pulita, pensiamo per esempio all’Idrogeno verde. In conclusione, anche i nostri portafogli di investimento dovranno iniziare una metamorfosi che abbraccia a pieno questa nuova fase green.

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Le prospettive della diversificazione obbligazionaria

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 19.02.2021

L'asset allocation è la distribuzione dei fondi disponibili fra le varie attività di investimento. L’anno 2021-2022 potrebbe essere favorevole al mercato azionario, mentre nella sfera obbligazionaria questi asset saranno penalizzati in Europa e negli USA. Se dovessi pensare all’asset allocation 2021-2022 considererei sicuramente come primo elemento di valutazione una possibile graduale stabilizzazione dell’economia nei prossimi 6-9 mesi favorevole al mercato azionario, al netto di eventuali momenti di tensione legati principalmente a possibili nuove fiammate causate dalla pandemia o a problemi sul piano vaccinale. Certamente partiamo da valutazioni molto elevate, ma già diversi analisti hanno cominciato a rivedere al rialzo le stime degli utili. L’azionario ha tirato molto nella seconda parte del 2020, ma rimane ancora interessante e con una buona prospettiva, soprattutto per quanto attiene i titoli ciclici maggiormente penalizzati nel 2020. Per quanto riguarda la sfera obbligazionaria confermo, come già analizzato in più occasioni, che in Europa e negli Stati Uniti questi asset saranno fortemente penalizzati dai tassi bassi e per tale ragione sarà fondamentale volgere lo sguardo verso le obbligazioni dei paesi emergenti, i quali rimangono molto interessanti. Per tanto, ritengo che quest’anno come non mai sia fondamentale l’attività del gestore per creare alpha nei portafogli azionari con una attenta selezione. Nell’ottica di una buona diversificazione obbligazionaria credo, inoltre, si debba individuare un portafoglio ben selezionato che guardi ad Oriente.

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Gestione del patrimonio: come affrontare imprevisti e difficoltà

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 15.01.2021

Tutelare il patrimonio famigliare e delle imprese è fondamentale per non trovarsi impreparati di fronte agli imprevisti e alla difficoltà, che mai come nell’anno appena passato ci hanno travolto influenzando enormemente il settore finanziario. L’Art.2043 del codice civile stabilisce che “Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altrui un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”. L’art. 2043 evidenzia una regola che vale per tutti indistintamente dalla propria attività o condizione sociale. Evidentemente tale principio mette in serio pericolo il patrimonio delle famiglie e delle imprese se non adeguatamente tutelato, soprattutto se il danno cagionato è un danno fisico. In sostanza abbiamo 2 soluzioni a fronte di questa norma di responsabilità extra-contrattuale (cioè che non deriva da un contratto): Auto- assicurarci, ossia decidere di non assicurarci e nel caso di responsabilità extra contrattuale rispondere utilizzando il nostro patrimonio. Ovviamente in caso di danno materiale il nostro patrimonio potrebbe bastare, ma se il danno fosse fisico la stabilità e la serenità del nostro patrimonio potrebbe pesantemente essere messa in discussione;      2.  Decidere di assicurarci tramite una polizza di Responsabilità civile (pochi euro annui) che si sostituirebbe nella tutela del nostro patrimonio in caso di responsabilità extracontrattuale. Nella soluzione 1 avremmo poche possibilità di imbastire una pianificazione finanziaria in quanto dovremmo limitarci ad utilizzare strumenti molto liquidi e facilmente smobilizzabili in caso di necessità; Nella soluzione 2 libereremmo capitale (a patto che gli altri rischi siano coperti) per poter programmare una strategia di investimento a medio lungo termine. Insomma, il 2020 ci ha insegnato che alcune volte possono accadere avvenimenti che non crediamo possibili e quindi non possiamo e non dobbiamo farci cogliere impreparati dagli imprevisti soprattutto per tutelare il nostro patrimonio e tutte le persone ne sono legate.    

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La trappola della liquidità

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  • Formazione/Educazione Finanziaria
Scritto il 07.01.2021

Perché molti italiani non mettono al lavoro il proprio denaro? Paura, insicurezze, dubbi e si cade facilmente nella trappola della liquidità. Ecco qualche consiglio utile. Con un recente Bollettino, l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha rivelato come nel mese di ottobre gli italiani abbiano “parcheggiato” nei conti correnti circa 32 miliardi di euro (+ 9,5% su base annua) che ha portato la liquidità totale sui conti correnti degli italiani a superare i 1.700 miliardi con un aumento su base annua di 149 miliardi. Ma questa enorme ricchezza non porta nessun rendimento al risparmiatore ed anzi viene erosa ogni anno dai costi crescenti dei conti correnti e soprattutto dall’Inflazione, un nemico invisibile che erode il potere d’acquisto del nostro denaro. Si pensa di utilizzare il denaro sul conto con spirito precauzionale e si finisce per commettere un errore. Alla luce dello scenario attuale infatti, sarebbe fondamentale cominciare ad investire correttamente questo denaro secondo logiche di pianificazione finanziaria che tengano conto di orizzonti temporali legati ai propri obbiettivi di vita tramite una diversificazione sia temporale che spaziale. Per proteggersi bisognerebbe utilizzare le assicurazioni, il cui compito è proprio quello di creare conti correnti vincolati presso la compagnia di assicurazione al fine che si attivino in caso di emergenza (infortunio, malattia, morte, non autosufficienza) lasciando invece i risparmi a lavorare per battere l’inflazione e creare rendimento. In Italia solo il 15% si affida ad un consulente finanziario e questo è un altro dato sul quale bisognerebbe riflettere in vista del 2021. Insomma, la crisi non si batte con la paura o mettendo metaforicamente “i soldi sotto il materasso” ma creando una pianificazione finanziaria personalizzata in base ai propri obbiettivi di vita che riesca da un lato a proteggere il patrimonio (assicurazioni) e dall’altro metta al lavoro il denaro per partecipare alla crescita del mondo nel medio - lungo termine oltre a battere l’inflazione (obbiettivo minimo).

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Strategie di investimento: in Europa la parola chiave è ‘’green’’ 

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  • Green economy - Green bond
Scritto il 04.01.2021

Dove investire nel prossimo decennio e quali strategie di investimento saranno fondamentali per i nostri portafogli? Dall’Europa la risposta è ‘’green’’. I nuovi passi dell’Europa in termini di riduzione dell’emissione dei gas serra danno una percezione chiara di dove si debba investire nel prossimo decennio. Il nuovo Budget dell’Ue pari a 1.074 miliardi di euro in sei anni e i 750 miliardi di euro in 3 anni del Next Generation EUdovranno essere investiti per almeno il 30% in iniziative per il clima e dovranno essere conformi al Green Deal europeo. Insomma, un piano faraonico che mira in maniera inequivocabile a ridurre i gas serra del 55% rispetto ai valori del 1990 (il vecchio piano UE poneva il target al 40%). Il progetto porterebbe la regione ad essere ad emissioni zero entro il 2050 con un flusso di investimenti pari a circa 7.000 miliardi di euro di investimenti “verdi” entro quella data. Gli ambiti che saranno strategici in questo piano saranno i trasporti, l’edilizia e l’utilizzo delle energie rinnovabili. In particolare, per il settore trasporti è partito un piano di incentivi da parte della maggior parte dei paesi europei per agevolare l’acquisto di auto elettriche e rendere i prezzi in linea con l’acquisto di un’auto benzina o diesel con riduzioni che arrivano fino a circa il 40%. Per quanto riguarda l’edilizia, l’European Green Deal ha riservato circa 370 miliardi alle ristrutturazioni edilizie (circa il 70% degli edifici ha infatti più di 20 anni) mentre i nuovi edifici all’interno dell’Ue dovranno essere ad emissione zero a partire dal 2021. Infine, relativamente alle energie rinnovabili la strada è ancora lunga considerando che il loro utilizzo dovrà aumentare all’85% entro il 2050 partendo dall’attuale 20%. Il percorso appare chiaro e la sostenibilità è un valore fondamentale anche in termini di investimento. Per questo ritengo fondamentale avere all’interno dei nostri portafogli delle strategie di investimento che mirino ad intercettare questo importantissimo trend di sviluppo.

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Settori di investimento di maggiore interesse, attenzione ai megatrend!

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  • Megatrend
Scritto il 28.07.2020

  Ho già parlato in passato dei c.d. Megatrend come delle forze dirompenti in grado di determinare cambiamenti strutturali nell'economia globale, guidare l'innovazione, ridefinire le priorità delle società e i modelli di business. Oggi più che mai, un numero sempre crescente di investitori si chiede come trarre vantaggio dai megatrend, e come riconoscerli. Attualmente, sembrano essere quattro i megatrend che influenzano significativamente il presente e il futuro: cambiamento demografico, urbanizzazione, scarsità delle risorse e progresso tecnologico sotto forma di digitalizzazione e intelligenza artificiale. Ad esempio, l’allungamento dell'aspettativa di vita media e gli stili di vita moderni trasformeranno il settore sanitario e le abitudini dei consumatori; si stima un incremento del 45%della popolazione mondiale over 60 da qui al 2030.   E ancora, la migrazione di massa verso le città renderà necessaria l’adozione di nuovi modelli di business e investimenti nelle infrastrutture: nel 2050 2/3della popolazione mondiale risiederanno in una città, il doppio rispetto al 1950.   E infine, la domanda di un futuro più green e più pulito sosterrà il progresso in ambito energetico e la salvaguardia dell’ambiente, nel prossimo futuro il solare e l’eolico rappresenteranno il 50%della produzione di energia globale rispetto ad appena il 7% nel 2015. Va però precisato che i megatrend sono troppo astratti, troppo ampi e troppo di lungo termine per potervi investire efficacemente. Prendiamo ad esempio l’urbanizzazione, questa va declinata in temi di investimento tramite un processo di attenta analisi, in modo da concentrarsi su dei sottotrend – quali le smart city - di più breve termine e che coinvolgano una gamma di applicazioni che siano investibili da parte di un gestore attivo.

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Quale strada intraprenderanno i mercati?

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 10.07.2020

Sulla scia di quanto espresso al precedente post, i mercati finanziari sono ormai in prossimità di un bivio dove sentiment e posizionamento degli investitori potrebbero prendere strade divergenti. Secondo l’American Association of Individual Investors (AAII), la percentuale di investitori “orsi” resta ancora appena inferiore al 50%. Il timore di una seconda ondata di coronavirusè sempre presente, anche fra i gestori di fondi il rischio principale per il mondo degli investimenti rimane quello di un risveglio del virus e una ripresa dei contagi di Covid-19 nel mondo, e i mercati più sensibili a un eventuale nuovo contagio sono proprio quelli azionari. Ciononostante, la percentuale di gestori che hanno paura di una recessione prolungataè diminuita, passando dal 93% di aprile al 46% di giugno. Al contempo, i flussi di capitale netti misurati dal provider di dati EPFR indicano un netto incremento della propensione al rischio. Fino a prova contraria, e in linea generale, chi investe in azioni continuerà probabilmente a mantenere l’atteggiamento ‘risk-on’, soprattutto alla luce della stabilizzazione del prezzo del greggio e della distensione sui mercati del credito. In definitiva, la graduale rimozione delle misure di contenimento lascia margine alla speculazione. Dunque, anche se tutto sembra propendere per un’accelerazione della ripresa economica trainata da ingenti stimoli monetari e fiscali, è consigliabile mantenere la calma. Anche la costante guerra commerciale tra Cina e USA (soprattutto in vista delle prossime elezioni presidenziali americane) potrebbe essere fonte di maggiore volatilità.

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Segnali incoraggianti dagli ultimi dati di mercato

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 08.07.2020

  Lo Standard & Poor’s 500, il più importante indice azionario nordamericano, si trova a solo il 7,7% rispetto ai massimi registrato il 20 febbraio, con una volata di oltre il 40% dai minimi del 23 marzo, i mercati marciano spediti, fiduciosi di una decisa ripresa sul fronte degli utili per azione. Il consenso si attende una ripresa del 28,2% dell'eps nel 2021, dopo un calo del 21,1% previsto per il 2020, con la conseguenza che fra un anno e mezzo l'utile per azione avrà recuperato più che completamente le perdite causate dalla pandemia da Covid-19. In base alle previsioni medie degli analisti sul Pil degli Stati Uniti, inoltre, il pil potrebbe non tornare al massimo registrato nell'ultimo trimestre del 2019 fino alla seconda metà del 2022, e anche i tassi della Fed non dovrebbero andare incontro ad un innalzamento. Sul fronte europeo, la Bce ha annunciato l'ampliamento del piano di acquisti per 600 miliardi di euro, in aggiunta all’annuncio della Commissione Europea di un Recovery Fund da 750 miliardi di euro Tutti segnali, questi, più che incoraggianti. Inoltre, c'è ancora molta liquidità sul mercato: gli investitori sono alla ricerca di investimenti che offrano rendimento in un contesto di tassi bassi/negativi. Anche in considerazione del fatto che la maggior parte dei Paesi ha allentato le misure di lockdown, sembra che siamo entrati appieno nella fase della “danza”, di cui ai miei precedenti post: se da un lato è probabile che il miglioramento dei dati economici vada di pari passo con quello dei dati sulla mobilità, dall’altro il ritorno alla normalità è ancora lontano, e quindi, prepariamoci ad affrontare nuove fasi di volatilità elevata.

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Segnali di forte volatilità, incertezze e incoraggiamenti

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 03.07.2020

  I principali indici della Borsa Italiana, così come le principali piazze finanziarie europee, hanno registrato variazioni frazionali la scorsa settimana, segnalando una forte tendenza alla volatilità; l’aumento dei contagi in Giappone, così come negli USA, e il timore sempre maggiore di una nuova ondata di ritorno in Cina, sembra aver inciso negativamente sulla propensione al rischio.   Ai suddetti timori di ordine sanitario, si aggiungono le incertezze derivanti dal mondo della politica, il cui epicentro, ancora una volta, risiede negli Stati Uniti, dove l’esito delle prossime elezioni presidenziali sembra essere sempre più imprevedibile, con importanti segnali di vantaggio a favore del candidato democratico Biden. Le incertezze, in questo senso, derivano soprattutto dal fatto che, stando alle sue ultime dichiarazioni, Biden avrebbe l’intenzione di aumentare le imposte su società e reddito, oltre a voler riconsiderare alcune delle decisioni dell’attuale Presidente in materia di deregolamentazione, e va da sé che imposte più alte porteranno ad una erosione degli utili aziendali.   D’altra parte, l’Empire State Index per il settore manifatturiero nello stato di New York ha fatto segnare un rimbalzo: le vendite al dettaglio sono aumentate più del previsto, così come la produzione del mese di maggio, seppur in misura inferiore alle attese. Nel Regno Unito il mercato del lavoro ha sorpreso ancora in positivo in aprile, con la creazione di 6.000 nuovi posti di lavoro.   Dunque, segnali contrastanti che, come preannunciato, hanno determinato un rialzo dell’Economic Policy Uncertainty Index, basato, appunto, sul numero di notizie inerenti a fonti di incertezza e rischi sui principali quotidiani globali.

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