Marco Minotti

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Consulente finanziario

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10/10/2018

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Essere remunerati correttamente in rapporto al rischio

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  • Obbligazioni - investimenti obbligaz
Scritto il 05.07.2021

Nel mare tumultuoso del mercato internazionale, una buona tipologia di investimento – e ancora di più, un’opportunità - risulta essere l’asset class. In un contesto dove l’azionario ha corso molto, soprattutto nei paesi sviluppati, e le obbligazioni non danno resa si avranno problemi legati ai prossimi rialzi dei tassi da parte della Fed. Oggi, a mio avviso, l’asset class su cui siamo veramente remunerati rispetto al rischio assunto è l’asset class obbligazionario dei paesi emergenti. In particolar modo, questa tipologia di investimento risulta una vera e propria opportunità di medio lungo termine perché possiede rendimenti a scadenza elevati, soprattutto rispetto ai rendimenti negativi a livello europeo. Per tale ragione ritengo questa asset class una fondamentale diversificazione di medio lungo termine e soprattutto, in questa fase, un’opportunità. Anche per quanto riguarda il mercato azionario dei paesi emergenti, quest’ultimo rappresenta un’opportunità essendoci un P/E migliore rispetto al resto del mondo. In conclusione, a mio avviso dobbiamo cominciare gradatamente ad elevare la componente su questi mercati di qui al 2030.

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L'inflazione intimorisce la Fed: conseguenze e previsioni

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 02.07.2021

In attesa di avere dei dati più solidi per prevedere l’inizio dei rialzi, è sempre più importante diversificare puntando ad Oriente, in un contesto completamente diverso dal nostro e dal quale possiamo trarre vantaggi. Alla luce della spinta inflazionistica più importante di quanto previsto, la Fed per ora rimanda la questione relativa al rialzo dei tassi. Powell lascia invariata la sua politica monetaria, ma precisa che il tapering potrebbe iniziare prima del previsto. Secondo le voci più accreditate, i primi rialzi dovrebbero iniziare nella seconda parte dell’anno. In particolare, dovrebbero iniziare da settembre, in concomitanza con dati più solidi sull’economia con particolare riguardo all’occupazione. Dunque, per iniziare un tapering controllato si aspettano dei dati più solidi. In quest’ottica, ritengo sempre più importante diversificare la componente obbligazionaria puntando ad Oriente, dove il contesto è completamente diverso. Per quanto attiene la componente azionario, in un contesto in cui le quotazioni non sono così attraenti, manterrei un posizionamento incentrato sui megatrend con un’entrata graduale, sfruttando la comodità di un pac o, se in possesso di un Stock, di un capitale con un’entrata graduale da parte del gestore.  

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Perché il ribilanciamento del portafoglio è fondamentale?

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  • Investimenti
Scritto il 29.06.2021

Nelle sue evoluzioni positive o negative, una cosa è certa: il mercato è sempre più rapido. Per questo è importante non lasciarsi cogliere impreparati dalle sue oscillazioni. Il ribilanciamento del portafoglio e altre strategie più direzionali sono gli strumenti più efficaci per far fronte ai diversi scenari. È una fase particolarmente difficile da interpretare in relazione alle strategie di carattere obbligazionario, soprattutto per quanto attiene l’andamento dei tassi di interesse. Ci si può proteggere da questa situazione particolarmente difficile? Come di consueto, una buona diversificazione tra azioni e obbligazioni (asset normalmente decorrelati), ma anche un gestore capace di continui ribilanciamenti del portafoglio in base alle diverse fasi di mercato sono degli strumenti indispensabili per proteggere il proprio patrimonio e investire. In parole ancora più semplici: comprare basso e vendere alto, mantenendo originale la composizione del portafoglio rischio/rendimento. I gestori presenti sul mercato sono molti, ma solo alcuni riescono in maniera efficace ad effettuare un ribilanciamento dei portafogli capace di cogliere le migliori opportunità rischio/rendimento. Insomma, il mercato è sempre più rapido nelle sue evoluzioni positive o negative.   Per tale ragione è importante definire all’interno della propria asset allocation delle strategie capaci di generare alpha grazie al ribilanciamento all’occorrenza del portafoglio, affiancate alle altre strategie più direzionali.  

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Verso il 2030: come intercettare gli investimenti migliori per la crescita sostenibile

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  • Investimenti ESG
Scritto il 25.06.2021

Facciamo il punto rispetto al posizionamento suggerito in corso d’anno, in particolare rispetto agli investimenti in megatrend. I principali gestori rimangono saldamente posizionati sui megatrend che caratterizzeranno la nuova normalità. In questa fase, i settori prediletti sono la digital economy, Life Science/Healthcare, Industry 4.0 e tutti quelli legati alla sostenibilità. Si rimane comunque costruttivi e flessibili su altri temi, come l’educazione e il food, oltre che su tutti quelli collaterali alla Disruptive. Tutto questo, alla luce anche del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), rappresenta una vera opportunità non solo per chi ha cominciato ad investire sui minimi del 2020, ma anche per chi deciderà di investirci nei prossimi anni. Gli effetti di questi piani di Sviluppo si potranno vedere solo nel lungo termine e sicuramente il percorso è ricco di ostacoli. In particolar modo, bisognerà capire come rendere permanente il tasso di crescita per rendere possibile la sostenibilità del debito pubblico. Le missioni del piano sono sei, ed in particolare: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività e Cultura: promuovere e sostenere la trasformazione digitale e l’innovazione del sistema produttivo del paese (50 miliardi); Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica: transizione energetica, economia circolare, mobilità sostenibile (70 miliardi); Infrastrutture: investimenti finalizzati a una rete di infrastrutture moderne, digitali, sostenibili e interconnesse (31 miliardi); Istruzione e Ricerca: i progetti proposti mirano a rafforzare il sistema educativo lungo tutto il percorso dell’istruzione e favorire la sua integrazione nel sistema produttivo; Lavoro, Formazione e inclusione sociale: missione che mira a investire su formazione e riqualificazione dei lavoratori; Salute: rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio. Insomma, sia a livello globale che a livello europeo si lavora nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Per tale ragione, rimane fondamentale essere sempre investiti durante i prossimi anni, soprattutto nei temi che meglio intercetteranno questa crescita.  

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Difendiamoci da una situazione prevedibile

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 07.06.2021

A causa della forte salita del prezzo di materie prime fondamentali, assisteremo probabilmente a una inflazione generalizzata. Il consumatore non ha ancora visto i suoi effetti, ma può prevederli: per questo rimane importante gestire i propri risparmi attraverso una buona diversificazione. Torniamo al tema dell’inflazione: nelle ultime settimane stiamo assistendo ad una forte risalita del prezzo delle materie prime. In particolare, sta aumentando il prezzo del petrolio e del rame, entrambi fondamentali nella produzione di numerosi prodotti e infrastrutture. In un contesto di stimoli monetari mai visti come questo, non è molto chiaro quanto a lungo durerà la pressione sui prezzi, soprattutto negli Stati Uniti. Questa situazione non si è ancora scaricata totalmente sul consumatore finale, ma presto ne vedremo gli effetti anche su quest’ultimo. Molto probabilmente, l’uscita da questa crisi sarà caratterizzata da un’inflazione generalizzata. In questo momento, le banche centrali si tengono alla finestra per evitare mosse che portino troppo presto alla normalità. Sul fronte dei mercati, ci si aspetta volatilità sia per quanto riguarda l’obbligazionario, con le inevitabili pressioni legate a rendimenti bassi e spread ridotti, sia per quanto riguarda la rotazione azionaria, in cui le aspettative di rialzo dei tassi d’interesse stanno agevolando la rotazione verso azioni con minore sensibilità ai tassi (Ciclici Value). In conclusione, stiamo assistendo a una situazione prevedibile, che dovrà essere gestita tramite una buona diversificazione e con la classica gradualità nell’entrata nei mercati, ma soprattutto lasciando maggiore delega al gestore nelle scelte d’investimento.  

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Tipi di inflazione: come evitarla?

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 03.06.2021

L’inflazione è una parola che sentiamo spesso, forse però non tutti sanno che ne esistono varie tipologie e che c’è un modo per evitare di “cadere” nella sua trappola: la pianificazione. In queste settimane sentiamo spesso parlare di inflazione, ma cos’è esattamente? L’inflazione è il processo di costante aumento dei prezzi che determina una diminuzione del potere di acquisto della moneta. Di conseguenza, per acquistare una stessa quantità di beni o servizi si renderanno necessarie sempre maggiori quantità di moneta. Esistono varie tipologie di inflazione, in particolare: La deflazione o inflazione negativa, che determina il declino del livello medio dei prezzi Strisciante: si tratta di un’inflazione minima o poco appariscente entro il 5% annuo Vivace: un tipo di inflazione che oscilla tra il 5 e il 10% annuo Galoppante: inflazione che può andare oltre il 10% Iperinflazione: si tratta di un’inflazione caratterizzata da un aumento molto veloce ed elevato dei prezzi, che possono arrivare anche sopra il 100% Per quanto riguarda la nostra Penisola, ci troviamo in una fase di inflazione strisciante e comunque sotto controllo, e che verosimilmente non dovrebbe superare il 2,5%. Per tanto, se lasciamo i nostri soldi sul nostro conto corrente senza investirli, avremo a fine anno un potere d’acquisto ridotto di circa il 2/2,5%. Se non si decide di pianificare degli investimenti programmati in base ai propri obbiettivi di vita, abbiamo la certezza di perdere costantemente potere di acquisto, come se ci fosse una tassa invisibile sul nostro patrimonio. Come possiamo evitare questa penalizzazione? Per quanto riguarda l’inflazione nello specifico, esistono molte strategie che lavorano nell’ottica di combattere l’inflazione in maniera efficace (Inflation linked), prodotti con ampia delega gestionale. D’altro canto, la consueta diversificazione ci permette di evitare gli impatti inflattivi e cavalcare le opportunità, soprattutto legate al mercato azionario relativo alla Reflazione.  

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L’importanza della pianificazione finanziario-assicurativa

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 19.03.2021

Sfiducia nel sistema e paura di pianificare: sono queste la cause maggiori che portano ad una impasse finanziaria, ma il modo per uscirne esiste. Il risparmio delle famiglie è uno degli aspetti più particolari e significativi della pandemia. A fronte del peggior calo dei redditi degli ultimi 20 anni, il risparmio netto delle famiglie è più che triplicato rispetto a fine 2019. In particolar modo il tasso di risparmio è passato dal 2,8% al 9,2% principalmente per la forte riduzione dei consumi –  circa 9,8%...ma come sono stati distribuiti questi risparmi? Da una recente analisi si evince come dei 4.455 miliardi di ricchezza finanziaria degli italiani ben 1.295 miliardi sono destinati ai depositi e 165 miliardi riguardano il denaro circolante. Oltre il 30% della ricchezza italiana è quindi sui depositi e questo rappresenta un problema ormai consolidato, infatti questo dato è in aumento del 7% rispetto al dato 2007 (pre – crisi mutui sub- prime). Dal mio punto di vista, questo dato è figlio dell’insicurezza degli italiani nei confronti del sistema, infatti quando si chiede perché tiene così tanta liquidità sul c/c, normalmente la risposta è “perché non si sa mai”. In realtà, a questa esigenza bisognerebbe rispondere con delle tutele assicurative e non auto-assicurandosi con il proprio conto corrente. Per uscire da questa situazione di “impasse” finanziaria le istituzioni dovranno cercare di ricreare la fiducia nel sistema e in qualche modo incentivare le persone a mettere in circolo il proprio denaro tramite strumenti che permettano di intercettare il tessuto delle piccole e medie imprese italiane (per esempio i Pir), dall’altro i risparmiatori potranno finalmente comprendere come l’unico strumento per avere un buon rapporto con il proprio denaro è quello di lavorare su una pianificazione finanziario assicurativa che permetta loro di centrare in maniera corretta i loro personalissimi obbiettivi. Uso l’aggettivo “personalissimi” perché la pianificazione non ha una ricetta uguale per tutti ma bensì un vestito su misura capace di cogliere le sfumature più intime di ogni singolo individuo. Probabilmente per uscire da questa crisi bisognerà accettare un po’ di inflazione con conseguenze che potrebbero essere non indifferenti per chi tiene i soldi sul conto corrente. IInsomma, il primo passo per iniziare a pianificare è pensare di aver bisogno di pianificare.

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La pianificazione patrimoniale e la tutela del patrimonio

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 15.03.2021

L’età media continua ad aumentare, collocando l’Italia tra i Paesi più longevi d’Europa. Questa dato, se da una parte è confortante, dall’altro evidenzia la necessità sempre maggiore di tutelare il proprio patrimonio e assicurarsi. La popolazione mondiale invecchia ad un ritmo importante e grazie alle scoperte scientifiche questo trend prosegue. Di questo passo, per far fronte alle proprie esigenze pensionistiche, bisognerà risparmiare molto di più, infatti sarà semplicemente impossibile per gli Stati garantire pensioni adeguate in un sistema dove si vivrà così a lungo. Già molti investitori stanno puntando sulla “Golden Age” una fascia della popolazione che avrà particolari esigenze pensionistiche e soprattutto sanitarie. Anche sul fronte sanitario, seppure la digitalizzazione e la diagnostica basata sui dati dovrebbero ridurre i costi, non possiamo pensare che i sistemi statali riescano a reggere. In sostanza, per riuscire ad arrivare in quella fascia di età con un’importante pensione complementare sarà fondamentale affiancare una buona copertura assicurativa per il rischio non autosufficienza (1 italiano su 3 oltre i 74 anni in Italia è in questa condizione). La condizione di non autosufficienza rappresenta un rischio enorme per l’intero patrimonio famigliare che in pochi anni potrebbe esaurirsi a fronte delle ingenti spese legate all’assistenza domiciliare o presso centri specializzati (2.500 euro al mese in su). Ritengo che, soprattutto in Italia, questa fascia di età rappresenterà sempre di più una fascia determinante per la tenuta delle famiglie italiane. Nell’ottica di una pianificazione patrimoniale ritengo di fondamentale importanza l’analisi dei rischi per le persone già vicine a quella fascia di età, al fine di tutelare il patrimonio e di conseguenza tutti i componenti del nucleo famigliare, con particolare attenzione per i figli. Sul fronte dei più giovani credo sia fondamentale un cambio di passo a proposito delle sottoscrizioni dei fondi pensione e dei versamenti su questo asset,che rappresenta il loro futuro. È chiaro che, anche in questo caso, ci vuole un cambio di mentalità verso la pianificazione.  

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I valori di un’azienda come elemento fondamentale

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 03.03.2021

Perché i valori di un’azienda sono un elemento fondamentale della transizione? I criteri per la valutazione di un’azienda stanno cambiando, orientandosi sempre più verso i core values e l’impegno sostenibile. In generale, il profitto è l’unico elemento che viene valutato in un’azienda. Il criterio per valutare un’azienda, però, sta cominciando a mutare anche nell’ottica del cambiamento climatico. Questo tema, per la sua ampiezza, dovrà inevitabilmente coinvolgere tutti, dalla politica ai singoli individui. Per questo anche la mentalità delle aziende dovrà inevitabilmente cambiare, partendo proprio dai valori su cui basare il proprio modello di business. In quest’ottica, anche prima di decidere come investire i propri risparmi bisognerebbe analizzare i propri valori ed in base a quelli decidere come destinare al meglio il proprio denaro. Ritengo che dopo la pandemia ci sarà una riscoperta dei valori sia nella nostra vita di tutti i giorni sia nelle nostre scelte di acquisto e di investimento. Probabilmente, dopo tanti anni dove il binomio prezzo/profitto costituiva il criterio di valutazione basilare passeremo all’era dei Valori/Sostenibilità, che è qualcosa di molto positivo. Sceglieremo secondo altri criteri che cosa comprare e valuteremo i valori dell’azienda prima di decidere l’acquisto; infatti, se questi non saranno compatibili con i nostri, molto probabilmente decideremo di non acquistare. Ritengo, per tanto, che ci sarà una riscoperta dei valori e solo le aziende con una visione molto ampia saranno capaci di intercettare la nuova stagione.    

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Parola d’ordine: GREEN

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  • Green economy - Green bond
Scritto il 22.02.2021

La direzione verso la quale si dirige il mercato è la sostenibilità. Adottare un modello green oggi sarà la chiave di accesso per il domani. Un’azienda che non opera nel rispetto dell’ambiente è destinata ad un veloce declino. È un’affermazione estremamente netta, ma siamo in una fase in cui sarà fondamentale avere una visione di medio-lungo termine. Adottando questo tipo di visione, le aziende saranno capaci di produrre profitti e, soprattutto, di creare una modello di business sostenibile e capace di produrre utili ai propri azionisti. Insomma, oggi come non mai bisogna avere una visione ampia e ristrutturarsi per esistere ancora e prosperare nel mercato. In questo le aziende storiche dovranno essere interpreti della trasformazione, mentre nuovi player entreranno nel mercato per intercettare le enormi opportunità legate alla riconversione ambientale dei prossimi 10 anni. Sarà proprio questo decennio che darà un impulso maggiormente dirompente rispetto al passato e durante il quale le parole d’ordine saranno cambiare, interpretare e ambiente. In quest’ottica stanno nascendo enormi opportunità nella riconversione dei settori ciclici e nell’utilizzo di nuove fonti di energia pulita, pensiamo per esempio all’Idrogeno verde. In conclusione, anche i nostri portafogli di investimento dovranno iniziare una metamorfosi che abbraccia a pieno questa nuova fase green.

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Le prospettive della diversificazione obbligazionaria

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 19.02.2021

L'asset allocation è la distribuzione dei fondi disponibili fra le varie attività di investimento. L’anno 2021-2022 potrebbe essere favorevole al mercato azionario, mentre nella sfera obbligazionaria questi asset saranno penalizzati in Europa e negli USA. Se dovessi pensare all’asset allocation 2021-2022 considererei sicuramente come primo elemento di valutazione una possibile graduale stabilizzazione dell’economia nei prossimi 6-9 mesi favorevole al mercato azionario, al netto di eventuali momenti di tensione legati principalmente a possibili nuove fiammate causate dalla pandemia o a problemi sul piano vaccinale. Certamente partiamo da valutazioni molto elevate, ma già diversi analisti hanno cominciato a rivedere al rialzo le stime degli utili. L’azionario ha tirato molto nella seconda parte del 2020, ma rimane ancora interessante e con una buona prospettiva, soprattutto per quanto attiene i titoli ciclici maggiormente penalizzati nel 2020. Per quanto riguarda la sfera obbligazionaria confermo, come già analizzato in più occasioni, che in Europa e negli Stati Uniti questi asset saranno fortemente penalizzati dai tassi bassi e per tale ragione sarà fondamentale volgere lo sguardo verso le obbligazioni dei paesi emergenti, i quali rimangono molto interessanti. Per tanto, ritengo che quest’anno come non mai sia fondamentale l’attività del gestore per creare alpha nei portafogli azionari con una attenta selezione. Nell’ottica di una buona diversificazione obbligazionaria credo, inoltre, si debba individuare un portafoglio ben selezionato che guardi ad Oriente.

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Gestione del patrimonio: come affrontare imprevisti e difficoltà

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  • Consulenza patrimoniale
Scritto il 15.01.2021

Tutelare il patrimonio famigliare e delle imprese è fondamentale per non trovarsi impreparati di fronte agli imprevisti e alla difficoltà, che mai come nell’anno appena passato ci hanno travolto influenzando enormemente il settore finanziario. L’Art.2043 del codice civile stabilisce che “Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altrui un danno ingiusto obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”. L’art. 2043 evidenzia una regola che vale per tutti indistintamente dalla propria attività o condizione sociale. Evidentemente tale principio mette in serio pericolo il patrimonio delle famiglie e delle imprese se non adeguatamente tutelato, soprattutto se il danno cagionato è un danno fisico. In sostanza abbiamo 2 soluzioni a fronte di questa norma di responsabilità extra-contrattuale (cioè che non deriva da un contratto): Auto- assicurarci, ossia decidere di non assicurarci e nel caso di responsabilità extra contrattuale rispondere utilizzando il nostro patrimonio. Ovviamente in caso di danno materiale il nostro patrimonio potrebbe bastare, ma se il danno fosse fisico la stabilità e la serenità del nostro patrimonio potrebbe pesantemente essere messa in discussione;      2.  Decidere di assicurarci tramite una polizza di Responsabilità civile (pochi euro annui) che si sostituirebbe nella tutela del nostro patrimonio in caso di responsabilità extracontrattuale. Nella soluzione 1 avremmo poche possibilità di imbastire una pianificazione finanziaria in quanto dovremmo limitarci ad utilizzare strumenti molto liquidi e facilmente smobilizzabili in caso di necessità; Nella soluzione 2 libereremmo capitale (a patto che gli altri rischi siano coperti) per poter programmare una strategia di investimento a medio lungo termine. Insomma, il 2020 ci ha insegnato che alcune volte possono accadere avvenimenti che non crediamo possibili e quindi non possiamo e non dobbiamo farci cogliere impreparati dagli imprevisti soprattutto per tutelare il nostro patrimonio e tutte le persone ne sono legate.    

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