Marco Bigliardi

Vai al mio profilo / Se mi conosci votami

Consulente finanziario

Top MoneyController Financial Educational
Finecobank
Reggio nell'Emilia, Modena, Parma
Da €20MLN a €40MLN
Oltre a 10 anni
Laurea
39 anni
3715
10/01/2019

Vai al mio profilo

181 post - 33.227 letture


Quanto azionario inserire in portafoglio?

  • 235
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 17.02.2022

Parliamo quindi di asset allocation e costruzione di portafoglio. Quando infatti si definisce un piano d’investimento, è giusto valutare con attenzione il peso assegnato a ciascun tassello parte della pianificazione, fra cui appunto la componente di equity, e da qui la domanda, quanto azionario inserire in portafoglio? L’azionario è infatti l’ingrediente a cui solitamente viene prestata più attenzione, alla luce del grado di volatilità ed oscillazione sul capitale investito a cui espone il risparmiatore. La risposta, quindi, a quanto peso assegnare all’ equity, all’interno di un ptf, varia in funzione del nostro profilo di rischio e arco temporale. Vediamo di seguito ad esempio 3 portafogli modello, con diverso grado di allocazione sull’azionario, analizzati su di un arco temporale di 5 e di 10 anni. Mentre il primo è esposto 50% azionario 50% obbligazionario, il secondo vede un profilo di rischio più dinamico, tradotto in un 75% azionario 25% obbligazionario, mentre il terzo è interamente azionario. Ecco come si sono comportati nel corso del tempo (dati in riferimento al mercato americano, dal 1926 al 2020): Il ragionamento che ne deriva è quindi molto semplice. Più incrementiamo la quota azionaria in portafoglio, più aumenta il profilo rischio/rendimento del nostro piano, rendendolo più esposto ad oscillazioni, sia in termini positivi che negativi. Più quindi siamo esposti sull’equity, più aumenta il potenziale drawdown massimo di portafoglio, in caso di scenario avverso di mercato (così come aumenta contestualmente il rendimento atteso e quindi i guadagni realizzabili): L’aumento della volatilità, all’aumentare del grado di rischio di portafoglio, è ben espresso nel seguente grafico, che mostra la dispersione dei rendimenti annui, dal 1926 al 2019, di varie allocazioni di portafoglio, dal più prudenziale (100% bond) al più dinamico (100% equity): Più aumenta la quota azionaria in portafoglio, più aumenta il range di movimento del portafoglio stesso (in termini positivi e negativi), ovvero il suo grado di rischio/rendimento. Per concludere: non esiste un portafoglio perfetto per tutti, ma tutti hanno un portafoglio perfetto per loro. Il nostro compito è trovarlo, in base al nostro profilo e arco temporale d’investimento, e tenercelo stretto, anche quando le cose sembrano non girare per il verso giusto e sale la voglia di abbandonare la nave. Chi avesse piacere ad approfondire i temi in evidenza, può contattarmi per un consulto. Buon investimento a tutti

Continua a leggere

il Global Market Portfolio

  • 103
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 10.02.2022

Approfondiamo insieme il Global Market Portfolio. Com’è composto, e qual’è stato il suo andamento ad oggi? Partiamo definendo innanzitutto di che tipo di modello di portafoglio stiamo parlando. Il Global Market Portfolio, detto anche “Optimal Portfolio“, rappresenta un portafoglio ipotetico, composto da tutte le principali asset class (liquidità esclusa), ponderate in base al loro valore di mercato. Questa la composizione dello stesso, aggiornata a dicembre 2021, in considerazione della capitalizzazione di mercato dei diversi asset inclusi: In virtù della natura stessa del portafoglio, questa l’evoluzione delle sue componenti nel corso del tempo, in termini di ponderazione all’interno del modello: Interessante notare come le performance aggiustate per il rischio (espresse di seguito tramite la variazione dell’indice di Sharpe) disegnino per il Global Market Portfolioun percorso storico certamente degno di nota: Come sempre, vale anche qui il discorso per cui, per quanto possiamo parlare di un portafoglio ottimale, non possiamo comunque ragionare di portafoglio perfetto. Infatti, la volatilità espressa, e quindi il profilo rischio/rendimento rappresentato, può non essere adatto a tutti, come si evince osservando i drawdown storici: Anche in questo caso, parliamo sempre di modelli validi per pianificazioni di lungo termine, quindi per investitori con arco temporale di lungo periodo. Sul proseguo del percorso di questo specifico portafoglio è difficile fare ipotesi, quello che possiamo fare è però analizzarne lo storico, in relazione alle stesse asset class sottostanti: Da considerare che tutte le asset class indicate sono espresse in USD. Questa quindi una breve panoramica sul Global Market Portfolio. Su come, poi, definita l’asset allocation, mantenerla strada facendo (così da declinare, insieme al “Portafoglio ottimale”, anche la “Gestione Ottimale” dello stesso), ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, altrettanto importante, relativo principalmente al tema della Gestione Attiva/Gestione Passiva. Un conto, infatti, sono i market returns, ovvero i rendimenti prodotti dal mercato, un altro sono gli investors return, ovvero i rendimenti raccolti dagli investitori.   Chi avesse piacere ad approfondire i temi evidenziati, può contattarmi per un consulto. Buon investimento a tutti.

Continua a leggere

Ogni quanto è giusto monitorare il portafoglio?

  • 98
  • 0
  • Formazione/Educazione Finanziaria
Scritto il 04.02.2022

Oggi, gli investitori possono monitorare costantemente i loro portafogli tramite app e piattaforme online, anche molto ben strutturate. Tuttavia, questo, anzichè aiutare l'investitore, finisce per condizionare il suo giudizio e spingere all'azione continua, laddove un piano ben allocato non necessita di modifiche frequenti, ma solo di una buona disciplinae tolleranza alla volatilità. https://advisors.vanguard.com/insights/article/volatilemarketsunderscoreimportanceofdiscipline App, algoritmi e software ci proporranno poi sempre una visione limitata delle cose, in quanto durante i Bull Market, i rischi non sempre sono visibili, e spariscono dai nostri radar, così come durante i Bear Market, le opportunità non sono visibili, e tutto ciò che vediamo è il segno meno. Report e rendicontazioni finiscono quindi per mostrarci solo ciò che vogliamo vedere. Osservare quotidianamente il nostro piano finanziario oggi è quindi molto facile, il richiamo al login sul conto è sempre forte, e sempre più alla portata, con 2 semplici click; riuscire a slegarci da questa dinamica è quindi molto difficile, eppure incredibilmente funzionale per una corretta gestione emotiva e comportamentale lungo il nostro percorso d'investimento, mirato a raggiungere i nostri obiettivi di lungo periodo, quali costruzione di un pilastro pensionistico, o valorizzazione del patrimonio a sostegno dei nostro figli. Less you See, More you Get. Chi volesse approfondire i temi evidenziati, può contattarmi per un consulto. Buona consapevolezza finanziaria a tutti.  

Continua a leggere

Quando finirà il calo di mercato?

  • 109
  • 0
  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 28.01.2022

Nessuno può saperlo, o gode di abilità previsionali tali da poter sapere in anticipo cosa succederà da qui a breve. Tutto quello che conta ora è mantenere la rotta, e superare anche questa fase, così come si sono superate le altre. E' vero, non fare nulla è un duro lavoro, soprattutto durante le correzioni di mercato, eppure è il modo che ci permette di creare ricchezza nel tempo, anzichè distruggerla. Per tutto il resto, come sempre è divertente leggere le view degli analisti o degli esperti di mercato, sulla futura direzionalità delle Borse. Basti osservare i consigli degli analisti dati a gennaio 2020, tutti lanciati sulle aziende tecnologiche. La stessa Netflix, caldamente suggerita, è tornata ora ai livelli del 2018, dopo una sola seduta da -20%. Chi vuole quindi seguire questo approccio, si accomodi. Per tutti gli altri, gambe in spalla e andare, la strada è ancora lunga. “Se riesci a mantenere il controllo mentre tutti intorno a te lo perdono, se riesci ad aspettare mentre tutti intorno a te hanno perso la pazienza, sarai un grande investitore” Chi volesse approfondire i temi in evidenza, può contattarmi per un consulto. Buona consapevolezza finanziaria a tutti.

Continua a leggere

La storia dell'ETF Ark Innovation

Scritto il 21.01.2022

La storia dell’ETF Ark Innovation, strumento dalle mirabolanti performance storiche, è un esempio molto interessante e utile ad approfondire il mondo della gestione attiva/passiva e delle scelte comportamentali  degli investitori. Perchè parliamo di Ark Innovation? Un grafico vale più di 1.000 parole. Queste infatti le performance maturate al 2020: I numeri sono impressionanti. Neanche il tanto applaudito Nasdaq è riuscito a tenergli testa. La strategia dell’ ETF (strumento passivo, ma che segue, a maggior ragione in questo caso, una gestione di tipo attivo), come dichiarato da Cathie Wood, a capo di Ark Investment Management, è quella di investire in aziende con un elevato potenziale innovativo e di disruption, nel campo, ad esempio, della tecnologia, dell’automazione, della robotica, intelligenza artificiale e fintech. La narrativa pubblicizzata quindi da Cathie Wood, circa le potenzialità dello strumento (del resto, chi non vorrebbe investire nell’ innovazione?), abbinata a performance che hanno dell’incredibile, ci hanno portato a registrare afflussi, da parte degli investitori, sugli ETF di Ark, veramente pazzeschi. Le masse in gestione sono infatti passate da 2 miliardi di dollari a più di 40. Immettere montagne di liquidità in uno strumento, ETF o fondo che sia, a corsa compiuta, raramente si rivela però essere una mossa saggia; investire infatti con lo specchietto retrovisore, sulla base del rendimento storico, con l’aspettativa che questo si replichi anche in futuro, rischia di creare danni in portafoglio, più che valore aggiunto. Eppure, quello che abbiamo assistito su Ark è stata proprio la corsa, da parte degli investitori, per salire sul carro, sull’onda dei rendimenti però già maturati. Il richiamo delle performance è stato irresistibile. Ed ecco infatti i flussi mensili, registrati su Ark, crescere in concomitanza con i rendimenti maturati dall’ETF: Il caso Ark è molto interessante, e valido come esempio su come non investire. Rincorrere infatti le performance passate, che ricordiamo non sono mai sinonimo di performance future, rischia di compromettere i risultati del nostro investimento. La storia infatti è piena di fondi d’investimento dai numeri impressionanti, finiti dalle stelle alle stalle in un batter d’occhio. Eppure, ARK Innovation sembra essere diventata ad un certo punto l’Isola del Tesoro su cui tutti volevano approdare. Finchè la ruota ha smesso di girare. E, proprio a proposito di bias comportamentali, ecco cosa è successo quando le  performance hanno smesso di brillare; gli investitori, così com’erano saliti sul carro, sono scesi alla velocità della luce, sull’onda delle perdite che Ark Innovation ha iniziato a registrare nell’ultimo periodo: A soffrire ora sono infatti proprio le aziende legate al settore tecnologico, su cui è fortemente esposto ARKK, particolarmente sensibili all’inversione di rotta adottata dalle Banche Centrali in ottica di politica monetaria; il contesto infatti di tassi d’interesse al rialzo non ha aiutato questi titoli, che erano arrivati scambiare a P/E particolarmente elevati. Ed eccoci quindi arrivati al sell-off più importante subito da Ark Innovation, dal suo lancio: Questa storia ci insegna nuovamente come il tema gestione attiva/gestione passiva non possa essere limitato al tipo di strumento utilizzato, ma è importante che consideri anche la parte comportamentale degli investitori. Nello specifico, su Ark Innovation, ad esempio, seppur parliamo di ETF, noti per essere strumenti di tipo passivo (anche se, ripetiamo, ARKK segue una gestione che è quanto di più attivo ci possa essere), i comportamenti degli investitori sullo strumento sono stati iper-attivi, influenzati dalle variazioni dei prezzi sullo strumento, e hanno determinato (in peggio), più dell’andamento del mercato, l’andamento delle performance maturate in portafoglio dagli investitori stessi. Le performance quindi molto spesso sono dettate dai nostri stessi comportamenti, più che dal mercato. Anche per questo, è importante potersi affidare ad un consulente finanziario professionista che possa assisterci al meglio lungo il percorso, piuttosto che improvvisare.   Chi avesse piacere ad approfondire i temi in evidenza, può contattarmi per un consulto. Buon investimento a tutti  

Continua a leggere

Investire pensando di avere tempo, vivere pensando di non avere tempo.

  • 85
  • 0
  • La Finanza Comportamentale
Scritto il 13.01.2022

L'errore più grosso che possiamo fare quando investiamo è pensare di non avere tempo. L'errore più grosso che facciamo in vita è pensare di avere tempo. In fondo, basterebbe invertire questi 2 fattori per migliorare la comprensione del rischio ed il valore del tempo. Naturalmente, ciò non toglie che, al netto di una buona pazienza spesa sui mercati, ingressi "sfortunati", come nel periodo 2000-2002 o 2008-2009, a cavallo della bolla Dot.com e della crisi finanziaria globale, avrebbero influenzato le performance maturate da un portafoglio d'investimento, che, laddove ben diversificato, avrebbe comunque trovato sollievo, in quei frangenti, nella parte obbligazionaria (che resta un'assicurazione, ad oggi costosa, dai rischi dei drawdown azionari, potenzialmente molto impattanti sul valore del capitale investito). L'alternativa al tempo, è giocare di breve periodo cercando di indovinare la direzionalità dei mercati, o il trade vincente; per chi fosse interessato, la stessa Robinhood ora si è messa a dare "consigli" d'investimento ai novizi trader, il che è forse ancora più preoccupante del fatto in sè di assistere a questo gioco d'azzardo legalizzato (mai sentito di un Casinò che inviti a giocare con coscienza e moderazione). https://www.marketwatch.com/story/robinhood-wants-to-give-first-time-traders-investment-advice-here-are-all-the-reasons-to-be-concerned-11641404972?mod=home-page Per tutto il resto c’è…una buona pianificazione finanziaria.   Chi fosse interessato ad approfondire i temi in evidenza, può contattarmi per un consulto. Buona pianificazione a tutti.

Continua a leggere

Che anno è stato il 2021 appena trascorso sui mercati?

  • 220
  • 0
  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 05.01.2022

Principalmente, un anno di bassa volatilità sul mercato azionario, se si osservano i drawdown registrati dall’indice S&P500: Naturalmente, l’indice è rappresentativo di un ampio paniere di titoli, al cui interno possiamo trovare singole azioni che si sono comportate molto bene, e altre invece che hanno registrato loss decisamente più importanti; tuttavia, se osserviamo il dato nel suo complesso, possiamo parlare di un anno di calma sul mercato, associata ad una performance maturata fra le più importanti degli ultimi anni: Questo infatti il percorso dell’indice S&P500 nell’anno appena trascorso; certamente impressionante, spinto, forse, anche dalle politiche accomodanti portate avanti dalle Banche Centrali: Un percorso quindi ampiamente positivo, ma che ha conosciuto anche fasi negative (come evidenziato nel grafico di seguito), e che ha messo alla prova quindi, come sempre, gli umori degli investitori, oltre ad alimentare ulteriormente il “Wall of Worries“, soprattutto nei confronti di chi pensava di liquidare le posizioni e prendere profitto temendo crolli imminenti: Uno dei driver principali che ha accompagnato le Borse nel corso del 2021, insieme all’incertezza dettata dalle varianti del Covid-19, è certamente l‘inflazione, tornata prepotentemente sulla scena, con un rialzo improvviso che ha sorpreso tutti. Transitoria o meno, l’inflazione ha stressato ulteriormente un mercato obbligazionario già alle prese con uno scenario di probabile rialzo dei tassi, che ha penalizzato la parte bond nel 2021. Se infatti parliamo di anno ampiamente positivo per le Borse, lo stesso non si può dire per l’asset obbligazionario, che ha chiuso uno dei suoi peggiori anni: Questo infatti l’andamento della parte US Aggregate Bond, che chiude il 2021 in perdita, seppur marginale: Anche l’ Oro ha faticato, sottoperformando lo stesso indice Obbligazionario USA (in riferimento al Vanguard Total Bond Market), per quanto proprio dall’ Oro ci si aspetti un andamento positivo nelle fasi di rialzo dell’inflazione: La funzione di hedging nei confronti dell’inflazione, riconosciuta all’Oro, non ha infatti funzionato lo scorso anno, proprio in un momento in cui la stessa inflazione ha spiccato il balzo: Hanno invece funzionato, sempre in ottica di copertura da scenari inflazionistici, i bond inflation linked, che hanno quindi aiutato e sostenuto i portafogli, nell’arco del 2021: Da registrare invece l’anno complicato, parlando di criptovalute, vissuto dai Bitcoin, soggetti a forti oscillazioni e drawdown, a cui tuttavia un’investitore di questo specifico asset dovrebbe ormai essere abituato: Quindi, dopo un rialzo impressionante di quasi il 30% messo a segno dall’indice azionario S&P500, cosa aspettarci per il 2022? Come sempre, fare previsioni è molto difficile, e, forse, non è nemmeno compito dell’investitore, soprattutto se si è condiviso un percorso passivo sul mercato in ottica Life-Strategy; assistere come spettatori del mercato (soprattutto durante i ribassi, quando viene voglia di alzarsi dalla “sedia” e abbandonare la sala) resta un compito difficile ma facilmente più premiante rispetto alla cartomanzia finanziaria.   Chi avesse piacere ad approfondire i temi evidenziati, può contattarmi per un consulto. Buon 2022 a tutti  

Continua a leggere

Previsioni di Mercato per il 2022

  • 64
  • 0
  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 30.12.2021

Il 2021 volge al termine, tempo quindi di fare previsioni per il 2022 in arrivo? Quali aspettative per i rendimenti futuri, fra mancanza di materie prime, ricerca di opportunità sul mercato, varianti del Covid-19, attenzione verso la sostenibilità (sociale-ambientale-economica-energetica) e inflazione? Le determinanti per la creazione di performance, tanto nel lungo periodo storico quanto facilmente per gli anni a venire, sono fondamentalmente 2: ° Crescita economica, quindi degli utili delle aziende ° Febbre speculativa, spinta dall'avidità o dalla ricerca di rendimento (fattore quanto mai attuale, visto quanto offre il panorama obbligazionario), che porta gli investitori a comprare sempre più azioni, portando i prezzi "To the Moon". Naturalmente, le 2 voci funzionano anche in senso inverso; recessione economica, così come paura e timore, portano al contrario i prezzi di mercato in discesa. Rendimenti "scarsi" o "assurdi" quindi sono relativi e frutto di nostri giudizi e valutazioni; il mercato è infatti sempre re e sovrano, e tutto quello che decide di produrre, in termini reali netto inflazione, quello è, e quello sarà raccolto da chi sarà stato in grado di resistere ai vari comportamenti "isterici" del mercato stesso, fra rialzi e ribassi. Se le Borse si comporteranno quindi bene, o male, nel 2022, poco conta, se vogliamo cavarcela e investire i nostri risparmi con giudizio, faremmo meglio a trattare Mr. Market con rispetto e prudenza, piuttosto che pensare di essere noi al comando, e di poterlo scavalcare o dominare con stratagemmi e sotterfugi, tanto tecnici quanto previsionali. La pagnotta è dura lì fuori. A chi invece volesse lanciarsi ugualmente nelle previsioni di fine anno, per cercare di carpire cosa ci attende nel 2022, se quindi un proseguo del trend rialzista, da vivere con entusiasmo, oppure una correzione dei prezzi, auguro buona fortuna. Gli stessi consigli degli esperti, a riguardo, si rivelano spesso errati, ma questo non frena evidentemente la nostra ricerca della view vincente, e la fiducia in analisti e preveggenti. Il fatto è che al mondo d'oggi, ormai, siamo tutti bombardati di informazioni, dati e analisi, view e studi previsionali, ma nonostante questo, pochi hanno le idee chiare sul da farsi. Troppe informazioni = nessuna informazione. Ed è proprio il rumore in sottofondo a spingerci a cercare di arricchirci velocemente, inseguendo “fortuna e gloria”, piuttosto che valorizzare lentamente i nostri risparmi, in modo consapevole e con metodo. Prima di cercare di “capire” il mercato, meglio quindi capire che tipo di investitori vogliamo essere. Chi volesse approfondire i temi evidenziati, può contattarmi per un consulto.   Buon 2022 a tutti

Continua a leggere

Rally di Natale in arrivo?

  • 58
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 17.12.2021

Variabili come la variante Omicron, la recente ripresa dell'inflazione, soprattutto riguardo il settore energetico, insieme alle attese sulle prossime mosse di politica monetaria, ad opera delle Banche Centrali, hanno di fatto riacceso la volatilità sui mercati. Cosa aspettarci quindi dalle varie asset, come azionario, obbligazionario, real estate e commodities? E come posizionare il portafoglio per il 2022? Meglio privilegiare strategie ESG, ed eco-sostenibili, oppure cavalcare altri temi, come ad esempio la Cina, protagonista oggi di profondi cambiamenti? Trovare il giusto equilibrio, considerando le aspettative maturate per i prossimi mesi, non è semplice; il futuro infatti non si rivela in anticipo, e non è possibile stabilire a priori i futuri tassi di crescita dell'economia, o della stessa inflazione, o dei mercati finanziari in sè. Tuttavia, è giusto investire ugualmente, con fiducia, se sposiamo una logica di diversificazione e di lungo termine, considerando che le prestazioni storiche del mercato, al netto delle fluttuazioni nei prezzi, mostrano un trend di crescita incessante, pur considerando i possibili Cigni Neri. Quindi, per i più timorosi, basti ricordare il percorso messo a segno dal mercato ad esempio negli ultimi 10 anni, caratterizzati da richiami continui ad imminenti crolli di mercato, a rendimenti modesti, e a basse aspettative, e che ha visto per tutta risposta il solo S&P500 maturare un +16% annualizzato. In sostanza, "Its hard to predict". Shut Up and Invest.   Chi avesse piacere ad approfondire i temi evidenziati, può contattarmi per un consulto. Buon Natale e Buone Feste a tutti.

Continua a leggere

L'inflazione è temporanea o duratura?

  • 66
  • 1
  • Formazione/Educazione Finanziaria
Scritto il 10.12.2021

La recente corsa dell'inflazione è un fenomeno temporaneo o più duraturo? Fare previsioni sul futuro, come sempre, non è facile, possiamo però osservare come in passato abbiamo già avuto a che fare con l'inflazione (in America, ad esempio, fra il 1915 ed il 1970 il costo della vita è raddoppiato, con un incremento del 15% nel solo periodo 1965-1970). Costruire portafogli d'investimento che quindi tengano conto della possibilità che l'inflazione salga, e continui a salire, diventa quindi importante. Le stesse commodities, spesso dimenticate nel corso degli ultimi anni, sono ora tornate sotto i riflettori; eppure, la loro funzione di diversificazione, all'interno di un asset allocation ben ponderata, era valida ieri come oggi. Pianificare quindi sulla base degli interi scenari possibili, piuttosto che solamente su quello più probabile, è il modo migliore per gestire i rischi del nostro investimento. A questo, in fondo, dovrebbe servire la diversificazione. Diversificare per tutelarci da quante più condizioni ambientali possibili, andando oltre quindi rispetto al livello dei prezzi in cui si trovano i mercati azionari e obbligazionari. Non si pianifica quindi sul momentoe in base ai possibili "migliori acquisti" che troviamo sulla piazza (anche perchè un portafoglio non lo si costruisce col metro, a misurare i prezzi se sono alti o bassi), ma lavorando su ogni momento possibile a cui potremo andare incontro lungo il percorso d'investimento (fra cui quello inflattivo). Per fare questo, è importante liberarci da influenze, aspettative di breve periodo riguardo il futuro livello dei prezzi, opinioni, previsioni ed ancoraggi sul passato. Mica facile. In un mondo iper-veloce, infatti, la nostra mente tende a processare ogni attimo, e lavorare continuamente, in mezzo ad una miriade di informazioni circolanti, mentre è proprio nella lentezza e calma compostezza che l'investimento riesce a germogliare e dare i suoi frutti. "In un mondo veloce, essere lenti diventa un vantaggio". Ciò non significa chiudere gli occhi, con le mani sul volante, e lasciare che l'investimento prosegua nel lungo termine, quanto piuttosto seguire attivamente il percorso, guardando ad esempio il paesaggio, ascoltando la radio e cambiando magari stazione, mentre manteniamo passivamente posizione, direzione e traiettoria. Se infatti le decisioni di acquisto e di asset allocation sono corrette, vendere diventa un'attività rara; vendite frequenti sono sinonimo di decisioni di acquisto sbagliate.   Chi avesse piacere ad approfondire i temi evidenziati, può contattarmi per un consulto. Buon investimento a tutti.  

Continua a leggere

Mercati verso il rally di fine anno?

  • 107
  • 0
  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 03.12.2021

La fine del 2021 si avvicina, e molti investitori si domandano quindi se i mercati siano in procinto di avviarsi verso il tradizionale rally di fine anno. L’ effetto “Babbo Natale” tende infatti a regalare un dicembre mediamente positivo per il mercato azionario, anche se il periodo più favorevole sembra essere dalla seconda metà del mese in avanti: Il recente sell-off sui mercati ha però mosso i primi dubbi ed incertezze, e ci si chiede ora se abbia ancora senso attendersi un proseguo del trend rialzista, soprattutto alla luce delle performance importanti già accumulate sui vari listini mondiali da inizio anno. Se, a tal proposito, osserviamo i dati storici, notiamo come negli anni in cui l’indice S&P500 sia giunto al mese di dicembre con un +20% di performance accumulata, l’ultimo mese dell’anno abbia mediamente comunque ben performato: Naturalmente, quando si parla di stagionalità dei mercati, è bene ricordarsi che non esistono certezze o garanzie, oggi a maggior ragione, alla luce delle politiche monetarie eccezionali operate dalle Banche Centrali, che hanno influenzato l’andamento stesso dei mercati, e della variabile inflazione, che sta portando ora FED e BCE ad assumere un approccio meno accomodante. Lo stesso mese di novembre, ad esempio, storicamente ha portato in media le migliori performance mensili, contribuendo allo stesso Rally di fine anno, eppure questo 2021 ha visto l’indice S&P500 chiudersi in negativo. Il mercato quindi può fare eccezioni, più e più volte, deragliando dal percorso che ci aspettiamo: Nell’incertezza della direzionalità dei mercati, e nella volatilità dei prezzi quindi che ne deriva, è importante quindi non fare scommesse, quanto piuttosto pianificare con metodo e disciplina. Chi avesse piacere ad approfondire i temi evidenziati, può contattarmi per un consulto. Buon investimento a tutti.

Continua a leggere

La formula per investire sul mercato

  • 77
  • 0
  • Consulenza finanziaria
Scritto il 26.11.2021

Esistono “formule” per investire sul mercato, creando over-performance in modo consistente nel corso del tempo? Chi pensasse di aver in mano l’alchimia perfetta per lavorare sul mercato, o di poter gareggiare per la miglior performance come in Formula 1, farebbe bene a leggere con attenzione. Cercare infatti la via più rapida e veloce verso il guadagno, tradando asset in modo compulsivo, può portarci dalle stelle alle stalle in poco tempo. Chi vi racconta che speculare sul mercato sia facile, farebbe bene quindi a posare il fiasco. Mode, tendenze, e più in generale qualsiasi movimento ripetuto che faccia credere di poter sfruttare trend ed opportunità di mercato in modo sistematico e profittevole, sono sempre destinati prima o poi a scomparire, risucchiando con loro credenze e risparmi. Chi ad esempio avesse seguito il trend del mercato azionario, comprando i titoli in forte ascesa, avrebbe ottenuto ottimi risultati, fino al tonfo del 2000 (o peggio ancora del 1929). In alternativa, chi avesse optato per i titoli più sottovalutati dal mercato, avrebbe ottenuto a sua volta ottimi risultati, fino al 2009, anno di partenza del treno Growth, che dura tutt'oggi. Ecco che le opportunità sul mercato, ambiente le cui condizioni mutano continuamente, sono difficili da cogliere, al fine di ottenere un risultato superiore alla media; lo sforzo diventa interessante, più che per l'investitore, per l'intermediario stesso, visto che ad ogni operazione in Borsa, che sia in guadagno o in perdita, la Banca diventa più ricca. Se esistesse poi una formula sul mercato per comprare e vendere titoli, sfruttando un qualche effetto particolare, stagionalità, o studi storici, che ci permettesse di battere il mercato nel tempo in modo sistematico, tutti la applicherebbero, ed ecco che smetterebbe immediatamente di funzionare. La sua efficacia svanirebbe esattamente come le promesse di chi nel 1999 pubblicizzava rendimenti attesi mirabolanti, tramite panieri dei titoli azionari più in voga in quel periodo, che fino a quel momento stavano effettivamente generando performance stellari. Quando investiamo, quindi, possiamo progettare i nostri obiettivi, come un sostegno pensionistico, o per gli studi dei nostri figli, ma non possiamo progettare algoritmi di rendimento, o di sovra-performance. Poi, naturalmente, a Wall Street c'è sempre qualcuno che indovina il trade giusto e fa il colpo della vita. Ma il fatto che qualcuno ci sia riuscito (fra l'altro affiancato facilmente da team di analisti, strumenti di studio e ricerca di primo livello, e impegno 24 ore su 24) non significa che tutti possano farlo. Eppure, ci si prova ugualmente, e i numeri post-pandemia, legati alle attività speculative sul mercato, sono impressionanti. Come commentarli? Secondo una ricerca condotta da Cerulli Associates, per conto di Schwab Asset Management, dall'inizio della pandemia abbiamo assistito ad un deciso aumento dei bias/distorsioni comportamentali tra gli investitori, influenzati dalla sovra-informazione che ormai accompagna le nostre vite. Accettare i prezzi di mercato, come stima delle prospettive future di un azienda sulla base di tutte le informazioni disponibili, non è facile; molto spesso, diventa oggetto di opinione, e tendiamo ad essere d'accordo o in disaccordo con i prezzi, generando tifi da stadio e over-confidence spinti dalle nostre convinzioni e dal nostro orgoglio. Il fatto è che non ci serve avere ragione o torto, ci serve solo investire e restare investiti. Chi avesse piacere ad approfondire i temi evidenziati, può contattarmi per un consulto. Buon investimento a tutti

Continua a leggere
Condividi