Silvia Morelli

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Consulente finanziario

Top MoneyController Financial Educational
Allianz Bank Financial Advisors Spa
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Oltre a 10 anni
Diploma di specializzazione
52 anni
813
14/04/2019

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Perché gli immobili NON sono un buon investimento

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  • mercato immobiliare
Scritto il 03.03.2021

“Il fascino del mattone rimane immutato, perché quando torni a casa la sera non vedi il suo valore scritto sul citofono”. Lo sappiamo bene, Il mattone è sempre stato la punta di diamante degli investimenti degli italiani. Si stima che oltre il 75% delle famiglie italiane possegga almeno una casa di proprietàe che esista più di un immobile per cittadino (fonte ISTAT e Agenzia delle Entrate). La motivazione penso sia principalmente di natura psicologica: possedere una casa, in particolare la casa in cui si vive, dà sicurezza e tranquillità. Inoltre il fatto di possedere un bene concreto, tangibile e fisicamente visibile dà la mera percezione di stabilità, mentre l’investimento finanziario è qualcosa di intangibile e spesso risulta poco chiaro e trasparente per chi decide di investire e quindi poco degno di fiducia… Andrea vuole investire in un immobile per garantirsi una rendita La scorsa settimana è venuto a trovarmi Andrea, un mio affezionato cliente, per chiedermi aiuto nel valutare l’acquisto di un’immobile da ‘mettere a reddito’…. Ha trovato proprio quello che voleva, un appartamento in centro a Pisa, molto carino e luminoso, un trilocale di 65 mq facente parte di un condominio di soli 4 appartamenti, che dovrebbe riuscire ad acquistare a 145.000,00. Mi ha detto: "Se prendendo un mutuo pari all’80%, con i tassi bassi che ci sono oggi, farò di sicuro un ottimo investimento!" Andrea è intenzionato a farci qualche piccolo lavoretto per risistemarlo (cose di poco conto, l’imbiancatura e sostituire i sanitari del bagno), vuole arredarlo e a affittarlo. Conta di affittarlo a 700,00 euro al mese. Considerando la cedolare secca che dovrà pagare sull’immobile gli rimarrà una rendita annua di 6.636,00 euro annui che, rapportati all’investimento, indicano un rendimento del 4,57% annuo netto! Non male vero? I conti di Andrea non sono corretti… Per aiutare Andrea a fare i conti in maniera più precisa ho preso in considerazionetutti i COSTI che dovrà sostenere per l’acquisto, per il mutuo ele imposte che dovrà pagare ogni anno sull’immobile, e per maggiore semplicità ho ricalcolato la rendita su un orizzonte temporale di 10 anni, in modo da poterla anche paragonare ad un investimento sul mercato azionario: 1 - Cominciamo dai COSTO dell’agenzia immobiliare: 2% prezzo di acquisto pari ad euro2.900,00 2 - COSTI del MUTUO: Con la migliore offerta che Andrea ha trovato interpellando varie banche i costi complessivi sostenuti per il mutuo sono pari ad euro 8.712,00 (500,00 spese istruttoria +250,00 perizia+2.320,00 imposta sostitutiva+ 5.642,00 per interessi complessivi sul mutuo al tasso dello 0,95%). 3 - COSTI NOTARILI di compravendita e mutuo: Imposta di registro del 9% + imposta catastale euro5.770,00 Onorario Notaio2.500,00 (compravendita + mutuo) 4 - COSTI INIZIALI di messa a punto Immobile: Andrea conta di spendere circa euro 2.000,00 per imbiancarlo e sistemare il bagno e di spendere circa 4000,00 euro per arredarlo tutto, per costi totali approssimativi pari ad euro 6.000,00.   5 - Tasse da pagare annualmente sulla seconda casa: IMU seconda casa 890,00 euro annui. 6 - Imposta registro canone di locazione Tassa di registro per contratto di locazione di 4 anni euro 672,00 Adesso, considerando tutti i costi, posso finalmente calcolare il RENDIMENTO EFFETTIVO dell’immobile su un orizzonte temporale di 10 anni. Considero gli affitti nettipercepiti per 10 anni pari a euro 66.360,00. Sottraggo i costi complessivisopra dettagliati pari a euro 30.234,00. Ricavo la rendita cumulativadei 145.000,00 investiti nell’immobile per 10 anni , che risulta pari di euro 36.126,00. Calcolo i rendimento medio annuo: considerando che la mia rendita in 10 anni è pari a circa il 21% del capitale investito, ovvero il 2,10% su base annua. E tutto senza considerare eventuali possibili imprevisti! E se l’affittuario non paga, quali sono le condizioni e i costi per uno sfratto? E se si deve intervenire con spese di manutenzione ordinaria o straordinaria quali sarebbero gli ulteriori costi non preventivati? E se Andrea avesse bisogno di liquidità, quanto tempo gli occorrerebbe per vendere la casa e a quale prezzo?Perché, sinceramente, nessuno può garantire ad Andrea che tra 10 il suo immobile avrà lo stesso valore di oggi! Andrea non è più così convinto che acquistare l'immobile sia il migliore investimento da fare e mi chiede di fare un confronto con un investimento finanziario. Considerando l’orizzonte temporale di 10 anniho mostrato ad Andrea i due grafici di seguito riportati relativi all’andamento di 2 tra i migliori fondi che investono sul mercato azionario internazionale. Nel primo caso 100 $ in 10 anni sarebbero diventati quasi 500, nel secondo caso 100$ in 6 anni sarebbero diventati più di 300. Ovviamente dal guadagno deve essere tolta l’imposta sostitutiva del 26%. Come la maggior parte dei risparmiatori, anche Andrea, ha sempre considerato l'investimento azionario troppo rischioso, magari semplicemente perché, molti anni fa, ha acquistato una singola azione italiana che non ha ritornato il risultato atteso. Investire in modo corretto sul mercato azionario significa 'scommettere' e partecipare alla crescita e allo sviluppo dell'economia mondiale. E' fondamentale diversificare al massimo rimanendo suddivisi tra America, Europa, Giappone e resto del mondo ed è indispensabile saper cogliere le opportunità in quei settori che guideranno il cambiamento. Per questo esistono strumenti di investimento specifici, gestiti da esperti, in grado di offrire ottimi risultati, proprio come quelli indicati nei grafici illustrati. Come dice il Prof Legrenzi ‘Gli italiani sono degli ottimi risparmiatori ma dei pessimi investitori” e Il grande problema dell’educazione finanziaria in Italia è proprio quello che “Non si è mai riusciti a trasmettere che, spesso, quello che sembra molto sicuro in realtà non lo è”. Se ci pensiamo bene, “Gli immobiliNON sono un buon investimentoin un paese che non ha crescita economica e che ha un basso indice demografico. Prima o poi i beni devono essere occupati, main Italia l’offerta supera la domanda" Il mercato immobiliare ha portato ottimi rendimenti in passato, per esempio nel secolo scorso e durante la grande crescita economica, mentre ciò che ha reso maggiormente nell’ultimo decennio è stato principalmente il mercato azionario. Oscillazioni di prezzo del mercato AZIONARIO e IMMOBILIARE Purtroppo, a causa della la scarsa cultura finanziaria, il mercato azionario viene percepito troppo rischioso; non si comprende che le oscillazioni di prezzo sono del tutto normali e sono il ‘rovescio della medaglia’ che ci permetterà di ottenere rendimenti davvero interessanti nel lungo periodo. La volatilità (cioè l'oscillazione di prezzo) è un ingrediente ineliminabile del processo di investimento nei mercati finanziari. Sa essere molto sgradevole e spesso arriva in modo inaspettato, tuttavia è sempre e comunque un fenomeno congiunturale e non strutturale. Il tempo la addormenta, il tempo è vero e proprio sonnifero per la volatilità! Anche per gli immobili, sappiamo bene, che nessuno è in grado di garantirci che il valore dell’immobile che abbiamo acquistato rimarrà invariato NEL TEMPO rispetto al prezzo di acquisto. Non ce ne preoccupiamo semplicemente perché NON siamo in grado di verificare in ogni momento il reale prezzo di vendita del nostro immobile, e preferiamo comodamente convincerci che il nostro investimento manterrà integro il suo valore nel tempo! Eppure la storia ci dovrebbe insegnare Osservando il periodo 1950-2012e basandoci su due fonti informative, Banca d’Italia e Scenari Immobiliari, vediamo che in questo lasso ti tempoi prezzi delle abitazioni hanno alternato periodi di importante rialzo con periodi di forte flessione. Un mercato, dunque, contraddistinto da FORTI OSCILLAZIONI DI PREZZO,il cuiTREND E' DA TEMPO NEGATIVOtanto che, di fatto, i valori degli immobili sono tornati sui livelli antecedenti l’ingresso della Moneta Unica. Quali sono le cause del trend negativo del Mercato Immobiliare in Italia? Nel nostro paese dobbiamo innanzi tutto considerare lo SCENARIO DEMOGRAFICO al quale stiamo assistendo che avrà un significativo impatto su questo mercato: l’invecchiamento della popolazione, il crollo del tasso di fertilità, ed il calo della popolazione che in Italia prosegue, seppur lentamente, da diversi anni sono tutti fattori che si stanno già riverberando sul mercato immobiliare; le sorti della popolazione sono segnate: secondo lo scenario mediano l’ISTAT stima che in Italia la popolazione residente attesa sarà pari a 59 milioni nel 2045 e a 54,1 milioni nel 2065; Proviamo ora ad immaginare milioni di italiani in meno e pertanto anche milioni di case vuote… quali sono le possibilità di una mercato nel quale l’offerta supera la domanda? Ulteriori considerazioni fare: le nuove generazioni avranno meno bisogno di caserispetto alle precedenti generazioni (ne erediteranno molte da genitori e nonni, sicuramente molte di più di quante ne potranno abitare); anche in Italia sta diminuendo l’interesse per la prima casa di proprietàcome nella cultura anglosassone; la maggiore mobilitàper ragioni di lavoro riduce l’appeal della casa di proprietà; fiscalità, manutenzione e spese imprevistesono variabili da considerare che impattano in modo anche determinante sulla performance dell’investimento; E' in arrivo la "mazzata" della riforma del catasto Dal primo febbraio è stata avviata l'attivazione progressiva, su tutto il territorio nazionale, di SIT, il Sistema integrato del Territorio dell'Agenzia delle entrate che mapperà tutti gli immobili riclassificandone il loro valore. Una modifica radicale dei criteri di determinazione del valore catastale imponibili della casache dovrebbe portare i valori fiscali più vicini a quelli reali con il conseguente aumento delle tasse sulla casa come IMU, IRPEF e IMPOSTE DI REGISTRO e persino TASSE di SUCCESSIONE. C‘è ancora qualche caso in cui conviene mettere soldi nel mattone? Si, sicuramente la PRIMA CASA, che conserva un valore d’uso e, ad oggi, mantiene una tassazione fiscalmente conveniente. Per quanto riguarda la CASA delle VACANZE la convenienza dipende da quanto è appetibile la località, scelta e uso che si intende farne senza mai dimenticare i COSTI DI MANUTENZIONEe le TASSE. L’investimento nel mattone è sicuramente da considerare alla stregua di un asset importante che, se inserito in modo equilibrato e professionale nella diversificazione può certamente rendere più efficiente la gestione complessiva del patrimonio familiare. E' anche vero che il patrimonio degli italiani, così sovraesposto al mercato immobiliare, non è aumentato nonostante il boom azionario degli ultimi 10 anni! Quanto avremmo ricavato, oggi, dalla vendita di un immobile pagato 100.000,00 euro 10 anni fa? Quanto sarebbero diventati 100.000,00 mila euro investiti 10 anni fa sul mercato azionario internazionale, nonostante le varie crisi finanziarie, compresa quella generata dal COVID? Silvia Morelli Consulente Patrimoniale

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Nuova fase di volatilità dei mercati: il rischio inflazione

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 25.02.2021

Nell’ultimo periodo i mercati azionari hanno ripreso ad oscillare… non ci eravamo più abituati! Nonostante il mondo intero stia affrontando una sfida economica mai vista quale una pandemia mondiale, i mercati finanziari sono continuati a salire da aprile dello scorso anno, in un crescendo costante al quali ci siamo facilmente abituati convincendoci che questa sia la normalità. Ma ancora una volta è indispensabile ricordarci che le fasi di VOLATILITA’ (cioè di oscillazioni in alto e in basso) sui mercati finanziari, sono del tutto normali, e proprio per questo, elemento intrinseco del nostro percorso di investitori. Possiamo paragonare queste fasi alle ‘buche’ o alle interruzioni e agli imprevisti che possiamo incontrare durante un viaggio, sappiamo che possono capitare in qualsiasi momento, ma verranno tranquillamente superate per arrivare sani e salvi a destinazione. La volatilità è un ingrediente ineliminabile del processo di investimento. Sa essere molto sgradevole e ogni volta arriva in modo inaspettato, tuttavia è sempre e comunque un fenomeno congiunturale (del momento) e non strutturale (prima poi siamo certi che passerà e i mercati ricominceranno a salire).  Solo Il tempo la addormenta, il tempo è il vero e proprio sonnifero per la volatilità! Quello che conta, quindi, è non preoccuparsi sul momento, e rimanere consapevoli che i risultati arriveranno nel tempo. Le fasi di discesa dei mercati vanno piuttosto utilizzate come ‘occasioni d’oro’, per acquistare a prezzi scontati!   Che cosa sta generando adesso questa fase di volatilità? I mercati temono un rialzo dell’inflazione che potrebbe generare un rialzo dei tassi, e quindi un incremento dei rendimenti dei titoli obbligazionari, i quali potrebbero diventare più interessanti da acquistare a discapito dei titoli del mercati azionario. I titoli azionari fino ad oggi sono cresciuti non solo sulla ‘scommessa’ di un recupero economico post-pandemia ma anche spinti dalla grande quantità di denaro disponibile. Per dirla in modo molto semplice: se le obbligazioni hanno rendimenti negativi, l’unica alternativa per avere un ritorno positivo dai propri investimenti rimangono le azioni. Ma se i tassi dovessero realmente rialzare e le obbligazioni tornassero ad avere rendimenti interessanti, gli investitori potrebbero decidere di spostarsi dal mercato azionario a quello obbligazionario, meno redditizio ma, sicuramente, meno rischioso.   Perché dovrebbe rialzare l’inflazione? Di seguito uno schema che spiega, in modo teorico, come il mercato arriva a generare inflazione:   Se le condizioni per un rialzo dei tassi sembrano esserci tutte, dobbiamo anche ricordarci che, nel corso dell’ultimo anno, tutti i Paesi del mondo hanno visto crescere il proprio debito pubblico, per generare quelle risorse finanziarie indispensabili per fronteggiare l’emergenza Covid. Un rialzo dei tassi comporterebbe troppi interessi da pagare su questo debito e non ritengo che ci siano oggi le condizioni per supportare tale costo. Stiamo quindi affrontando una delle tante fasi di volatilità che dovremo attenderci in questo anno ancora difficile, ma dobbiamo a guardare oltre. Quello che ognuno deve conoscere è piuttosto se i suoi investimenti sono ben strutturati e ben diversificati, e se le scelte di investimento sono state effettuate nel rispetto dei suoi obiettivi, considerando profilo di rischio e orizzonte temporale attesi. Infine ciò a cui possiamo guardare è il fatto che i vaccini stanno funzionando (I paesi come Israele, più avanti rispetto a noi nelle vaccinazioni, ce ne stanno dimostrando la validità) e potremo finalmente ritornare a fare tutto che quello che facevamo prima e anche molto di più!   Concludo con il pensiero rivolto al futuro, riportando il paragrafo finale di un articolo del giornalista Umberto Macchi: “….Il punto però è che il boom a cui assisteremo non ha eguali nella storia dell’umanità. Stiamo parlando di un totale sconvolgimento dello status quo, di come le persone vedono e interagiscono col mondo che le circonda. Le nuove tecnologie con cui da ora in avanti verremo sempre più a contatto daranno vita ad un lungo processo da cui usciremo completamente trasformati, un periodo di grande benessere che probabilmente si svilupperà pienamente solo nell’arco di venti o trent’anni….. Certo, con un mutamento così radicale è ovvio che qualche professione sparirà così com’è stato in passato durante ogni grande rivoluzione tecnologico-industriale, ma per ogni lavoro scomparso posso assicurarvi che ne nasceranno moltissimi altri per andare a soddisfare tutti i nuovi bisogni generati dal cambiamento.”

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Il rischio del non assumersi il rischio

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 01.02.2021

Il silenzio di fronte ad una prematura scomparsa, la paura di doverne solo parlare… eppure la pianificazione successoria familiare e aziendale sono la chiave per preservare quel patrimonio e quelle aziende spesso a carattere famigliare, che con tanta fatica e sacrificio sono stati costruiti. Lo sappiamo bene che il tessuto economico italiano è costituito in gran parte da aziende famigliari, e già da tempo si percepisce l’esigenza di una consulenza a tutto tondo per gli imprenditori! E’ necessaria una CONSULENZA capace di ragionare sul dopo, atta a proteggere il capofamiglia monoreddito imprenditore,  che aiuti ad affrontare il passaggio dell’azienda in caso di premorienza dell’imprenditore e indichi come gestirne in modo ottimale la fiscalità.   Il passaggio generazionale in azienda Il passaggio generazionale è un momento fondamentale nella vita di un’azienda perché implica il trasferimento di know-how e la definizione di una nuova visione di “business” per il nuovo leader e una nuova visione di “vita” per il leader uscente. Sempre più spesso di parla di figli dell’imprenditore, di come farli crescere in azienda e di come dare loro la preparazione e gli strumenti per essere in grado, se lo vorranno, di pendere in mano le redini dell’azienda di famiglia e della gestione del patrimonio familiare. Il RISCHIO è proprio questo: non affrontare per tempo questi temi spinosi; non pianificare e lasciare tutto letteralmente al ‘caso’, con conseguenze spesso disastrose per la sopravvivenza stessa dell’azienda, ma anche per il patrimonio familiare spesso un tutt’uno con l’azienda.   L'alternativa ? Farsi affiancare da un BRAVO CONSULENTE che selezioni a sua volta validi partner, professionisti con professionalità specifiche per risolvere per tempo pro le tematiche più delicate ma più importanti.   La situazione in Italia In Italia il 65% delle aziende con fatturato superiore a 20 milioni è costituito da aziende familiari, già oggi il 23% dei leader di aziende familiari ha più di 70 anni e le aziende guidate da ultra settantenni mostrano performance reddituali inferiori rispetto alle altre. Nel contesto attuale il COVID sta contribuendo ad accelerare il processo di passaggio generazionale, vuoi per i maggiori casi di premorienza, vuoi per le maggiori difficoltà di sopravvivenza dell’azienda stessa. Oggi più che mai risulta indispensabile la definizione un nuovo processo di pianificazione delle strategie aziendali, che deve necessariamente includere anche la valutazione del passaggio di testimone. A condizioni normali, in situazione pre-covid, circa il 20% delle aziende famigliari prevedeva un passaggio generazionale nei 5 anni successivi; si tratta di un passaggio davvero delicato visto che solo il 30% delle aziende sopravvive al proprio fondatore e solo il 13% arriva alla terza generazione. Si tratta di un PASSAGGIO CRITICO, di un tema delicato che riguarda non solo il trasferimento di quote e cariche ma soprattutto della salvaguardia di un patrimonio di competenze fondamentali per la sopravvivenza dell’azienda.  Un passaggio che viene reso ancora più difficile dalla carica emotiva che tutte queste tematiche hanno per l’imprenditore che difficilmente sarà in grado di affrontarne da solo, ed maniera lucida, tutti gli aspetti salienti. E lo sappiamo bene…. Se l’azienda è in difficoltà le ricadute non sono solo sull’impresa e l’imprenditore, manche sulla sua FAMIGLIA, nonché sui DIPENDENTI e le famiglie dei dipendenti….   Alcuni consigli: Imparare a tenere distinto il patrimonio aziendale da quello familiare. Solitamente le imprese con una visione distinta autonoma tra impresa e famiglia dell'imprenditore, riescono meglio a dare continuità al programma aziendale. Per il bene dell’impresa è utile quindi favorire l’ingresso di capitali non familiari e di manager esterni che supportino e valorizzino le competenze già inserite in azienda. Valutare le competenze più dell’appartenenza: Bisogna che il leader riconosca prima di tutto SE e QUALE  tra i familiari sarà in grado di prendere in mano le redini dell’azienda. Certo non sarà facile decidere di assegnare l’azienda a un figlio invece che ad una altro, o prendere atto che nessuno dei figli ha la capacità, piuttosto che la volontà di guidare l'azienda di famiglia. Ma prima l’imprenditore avrà il coraggio di prendere coscienza della realtà delle cose e prima potrà attuare un piano strategico per salvaguardare il futuro della sua impresa e di tutte le famiglie che da questa dipendono. Prevenire è meglio che curare. Un’anticipata e programmata pianificazione del passaggio del testimone è la prima condizione per una continuità aziendale. Ce lo dice anche la Comunità Europea che con la Raccomandazione del 7 dicembre 1994 sollecita gli Stati ad adottare procedure semplificate per il passaggio generazionale delle PMI.  Agire per tempo significa individuare le soluzioni fiscalmente più convenienti, abbassare fortemente il rischio di dispendiosi ed inutili contenziosi, e prevedere anche un adeguato periodo di affiancamento che permetterà all’imprenditore di domani di acquisire la formazione e l’esperienza necessaria per portare avanti il progetto aziendale. Prepararsi agli imprevisti. Dotarsi di strutture patrimoniali che reggano agli imprevisti, come ad esempio gli oneri fiscali in caso di morte, oneri che possono davvero essere rilevanti per il patrimonio della famiglia dell’imprenditore. Pensare per tempo se può essere utile inserire nello statuto sociale clausole di prelazione a favore di alcuni soci, prima che lasciare che il capitale sociale vada improvvisamente in mano di eredi inesperti. Tutelare sempre il patrimonio personale e familiare dell’imprenditore, attraverso strumenti giuridici e finanziari che lo proteggano da eventuali crisi aziendali. Il COVID ha avuto un impatto doppio sul PIL italiano rispetto al biennio 2008-2009 e la speranza è che la ripresa questa volta sia più rapida. È importante, per uscire dalla crisi, dotare le nostre imprese familiari di una governance e management per un sano passaggio generazionale, all’altezza delle prossime sfide.   AFFIDARSI AD ESPERTI In primo luogo il CONSULENTE PATRIMONIALE, una persona di fiducia della famiglia, che conosce patrimonio e legami familiari, che funga da ponte tra famiglia e impresa e che insieme alle competenze specifiche di un team di esperti possa suggerire per tempo le soluzioni migliori nell’interessa dell’impresa e dell’imprenditore.

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Che fine farà la tua Banca?

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  • Banche e prodotti bancari
Scritto il 21.01.2021

Tra qualche anno ci saranno ancora le banche come le immaginiamo noi e come le abbiamo sempre conosciute?Andremo nella nostra solita banca a chiedere un mutuo, un prestito, un finanziamento, o piuttosto ci rivolgeremo ai soliti noti del web, AMAZON, GOOGLE e FACEBOOK? Forse non lo sai, ma Amazon, Google e Facebook hanno ottenuto già da tempo la licenza per fare Banca anche in Europa! Grazie alle enormi risorse di cui dispongono, i colossi del web potranno prendere il sopravvento sul sistema bancario tradizionale messo crisi da un decennio di tassi azzerati con conseguenti margini di redditività ridotti ai minimi e ormai insufficienti. Il COVID: un acceleratore della crisi del sistema bancario tradizionale Ben 160 miliardi di euro è la mina potenziale che rischia di esplodere sulla testa delle banche italiane! Si tratta delle moratorie che le banche hanno concesso a famiglie e imprese in base ai decreti Cura Italia e Liquidità, garantite solo per il 30% dallo Stato, e che hanno consentito la sospensione delle rate su prestiti per un valore di circa 160 mil. La moratoria aveva scadenza settembre 2020 ed è stata prorogata al 31 gennaio 2021 (31 marzo per le aziende del settore turistico). Che cosa accadrà ? A causa della crisi che sta già investendo e continuerà ad investire il tessuto socio-economico mondiale è facile comprendere le difficoltà per le famiglie che potrebbero trovarsi di colpo a fare i conti con il tarlo della disoccupazione e per le quali sarà più difficile se non impossibile rimborsare i crediti. Lo stesso si potrà verificare per quelle imprese che non riusciranno più a riportare utili e fatturato ai livelli PRE-COVID o che, peggio, saranno costrette a chiudere. Il brutto presagio è quindi quello di un'ondata di fallimenti che genereranno insolvenze su vasta scala con inevitabili ricadute sulla tenuta del sistema bancario, mettendo in grave difficoltà soprattutto gli istituti di credito più piccoli o meno solidi.  Preoccupanti le conseguenze della nuova direttiva EBA entrata in vigore il 1 gennaio 2021 La nuova direttiva dell’EBA (Autorità Bancaria Europea), in vigore da inizio anno, di fatto potrebbe essere inquadrata come un: GENERATORE AUTOMATICO DI NPL (Not Performing Loans, ovvero crediti deteriorati, cioè soldi che non vengono restituiti alle banche). La normativa prevede che gli addebiti automatici (pagamenti di bollette, finanziamenti, rate varie), non vengano consentiti e quindi stornati in automatico se il correntista non ha sufficienti disponibilità liquide sui suoi depositi bancari.  Questo porterà ad un incremento di morosità da parte di molti correntisti. Se la morosità si protrae per tre mesi con mancati pagamenti da soli 100 euro (persone fisiche) e da 500 euro (imprese), l’EBA impone alla banca di segnalare il cliente alla centrale rischi e di classificare tutta la sua esposizione come “crediti deteriorati”, bloccando di fatto per quella persona o per quella impresa, ogni possibilità di accesso al credito. Le inevitabili conseguenze… In considerazione del periodo straordinariamente negativo che stiamo vivendo, la normativa avrà un impatto devastante su numerose famiglie, persone fisiche, ed imprese già in difficoltà. In un Paese come il nostro, in cui l’informazione finanziaria raggiunge solo una parte della popolazione, ci saranno gravi conseguenze per i molti abituati a “navigare” a ridosso del saldo zero del conto corrente, che si ritroveranno, loro malgrado, ad essere considerati “falliti” dal punto di vista economico con preclusione all'accesso di nuovi prestiti o mutui. Probabilmente in tanti si staccheranno dalla banca, e allora alle banche verranno a mancare milioni di incassi commissionali che si tenterà di recuperare facendo lievitare i costi dei conti correnti. Inoltre a causa dell'improvviso incremento di clienti con posizioni morose, peggioreranno gli indici di solidità degli istituti di credito, che saranno obbligati, ancora una volta, ad effettuare maggiori accantonamenti, rischiando così di non avere più le risorse sufficienti per 'mandare avanti la baracca'. In questo contesto troviamo istituti di credito già in forte difficoltà… I numeri di Banca MPS I numeri parlano chiaro:  -562 milioni di perdite per l’ultimo esercizio> la chiusura di cento filiali Dal punto di vista del personale i 21.460 dipendenti passeranno a 20.527 (quasi mille in meno) tra un anno esatto per poi decrescere ancora di quasi 500 unità all’anno fino ad arrivare al numero di 18.880 previsto per il 2025 con una diminuzione di 2.600 persone. Serve subito il “reperimento del capitale necessario a sostenere gli oneri di ristrutturazione e a ripristinare la solidità della banca attraverso l’immissione di nuovi fondi. Serve un importo compreso tra i 2,0 ed i 2,5 mld€ Appare evidente il livello di fragilità dei numeri del Monte e se il documento relativo al Piano strategico di Gruppo 2021-2025 tende a sottolineare come tra efficientamenti, tagli e quadrature “forzate”, i conti potrebbero risistemarsi, non c'è spazio per parlare di come si investirà sul futuro digitale, sulla formazione del Personale, come si farà ad accrescere il rapporto educativo nei confronti della clientela, non si parla di attenzione al cliente e di come supportarlo nella transizione digitale dal vecchio modello di banca al nuovo. Il punto è proprio questo! Come può un istituto di credito in crisi operare nell'interesse del cliente? Il conflitto di interesse, la ricerca disperata di margini per ripianare i conti, costringerà le banche in maggiore difficoltà a fare pressione sui dipendenti per collocare strumenti sempre più convenienti e remunerativi per la banca a discapito del cliente stesso. Ecco perché ognuno dovrebbe conoscere lo stato di salute della banca a cui ha deciso di affidare i propri risparmi! Quale sarà la Banca del futuro? Il modello di banca tradizionale sta entrando sempre più in crisi, come dimostra una ricerca eseguita da Accenture su 33 mila persone interpellate, dalla quale risulta che in Italia circa il 42% sarebbero disposte a spostare il loro conto su Amazon, Google o Facebook. E' facile aspettarsi che in futuro, tutto quello che è standardizzabile e che si basa solo sui dati, a partire dal credito al consumo, al credito al capitale circolante per le imprese, e la stessa gestione dei piccoli risparmi, potrà essere automatizzato e verrà probabilmente gestito dai BIG TECH. Ormai in banca non si entra quasi più, sempre più spesso le operazioni si fanno on line: e sicuramene il COVID ha contribuito ad accelerare ulteriormente questo processo. Cosa accadrà a tutti gli sportelli bancari?  Intanto molte banche hanno dato il via ad una politica di accorpamenti, chiusure degli sportelli e diminuzione del personale proprio per ottimizzare i costi. Possiamo fare solo delle ipotesi su come si evolverà il 'modello banca', ma quello che sicuramente rimarrà è la CONSULENZA DI VALORE, perché ogni qual volta che c’è eccezione, necessità di analisi e valutazione, ricerca di piani strategici e soluzioni specifiche, diventano indispensabili competenze elevate e l’esperienza del Professionista capace di trovare la soluzione giusta e personalizzata. E' questo il ruolo del CONSULENTE FINANZIARIO e PATRIMONIALE!

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2021 uno sguardo al futuro: gli esperti rivelano le opportunità di investimento

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 05.01.2021

Uno scenario pieno di incognite quello del 2021, ancora segnato dalla pandemia. Tra incertezza e segnali di ripresa gli esperti della finanza si preparano ad affrontare il 2021: analizzando i dati a disposizione, delineano gli scenari possibili e ci rivelano le linee guida strategiche per gli investimenti.   L'ondata epidemica che abbiamo vissuto, non ha nulla a che fare con le crisi economiche che si sono verificate in passato, ma è piuttosto assimilabile ad una vera e propria catastrofe naturale, alla quale, di norma, segue una rapida ripresa economica per ritornare sulla via della normalità.  Il vaccino rappresenta il ponte per la ripresa e le novità incoraggianti su questo fronte avvalorano uno scenario di base che prevede un pieno recupero delle attività entro fine 2021, anche se sappiamo che non sarà omogeneo per tutti i settori.   Quali sono le principali incognite che potrebbero minare la ripresa economica e la fiducia dei consumatori? I fattori di incertezza sono numerosi, ad esempio non sappiamo se si potranno verificare ulteriori varianti del Virus così come accaduto in Inghilterra, se le quantità di vaccino prodotte saranno sufficienti, se tutto funzionerà nella catena distributiva, e infine, quante persone accetteranno di vaccinarsi.   Quello che sappiamo è che la pandemia è stata un acceleratore di cambiamenti strutturali per economie e società. Nell'ultimo anno sono state avviate trasformazioni profonde in diversi ambiti che contribuiranno alla creazione di un mondo nuovo che determinerà un nuovo ordine anche nel settore degli investimenti.  Covid-19 ha dato impulso a una serie di trend strutturali già in atto, quali maggiore attenzione alla sostenibilità, allargamento della ricchezza, disparità di reddito e di accesso alle cure sanitarie e dominio dell’e-commerce, che determineranno una diversa distribuzione degli investimenti rispetto al passato.   L’accelerazione di trend strutturali come la sostenibilità economico-ambientale Siamo arrivati a una vera e propria svolta in tema di sostenibilità: di recente Unione Europea e Cina hanno fissato obiettivi molto ambiziosi verso il traguardo di zero emissioni nette. Obiettivi che richiederanno ingenti investimenti per una 'transizione verde'. Energie rinnovabili, idrogeno pulito, veicoli elettrici saranno tra i più grandi temi di investimento del 2021. Le risorse finanziarie destinate a mitigare i danni causati dal cambiamento climatico favoriranno la crescita economica rispetto a questa prospettiva. La svolta epocale nella sostenibilità si rifletterà nella crescente preferenza di azioni e obbligazioni di società e aziende che nello svolgimento della loro attività d'impresa saranno in grado di rispettare i criteri ESG (rispetto dell'ambiente, rispetto dei diritti umani e condizioni di lavoro, organizzazione dell'azienda legata a principi di sostenibilità).   Dominio della tecnologia. Lo smart-working, la didattica online, l'utilizzo delle piattaforme per 'comunicare a distanza', l’ascesa dell’e-commerce, (vendite on-line), a discapito dei punti vendita fisici e altri trend tecnologici come la pubblicità online e i pagamenti digitali, sono appena agli inizi, per cui hanno un ampio potenziale di sviluppo. L'avvento della tecnologia 5G, darà ulteriore stimolo al settore tecnologico.    Infrastrutture e Sanità L’epidemia ha messo in luce le disparità tra e all'interno dei vari Paesi in termini di qualità delle infrastrutture sanitarie pubbliche, soprattutto nelle aree emergenti, e di accesso alle cure sanitarie. Ci siamo scoperti fragili di fronte ad un nemico che non eravamo preparati ad affrontare; è per questo che nuove risorse dovranno necessariamente convergere sulla ricerca, sulle tecnologie in ambito medico e scientifico, sulle infrastrutture sanitarie.   Asia e Cina La capacità di un Paese di gestire l’epidemia è essenziale per la sua ripresa economica in assenza di un vaccino. L’Asia orientale – in particolare Cina, Giappone e Corea del Sud – è riuscita a gestire bene l’epidemia grazie a lock-down mirati e misure sociali coordinate. Primi ad entrarvi e primi ad uscirne” è l’espressione che riassume la storia dell’economia cinese con il Covid-19. Entrata per prima nella pandemia, la Cina è riuscita a evitare la seconda ondata e si è ripresa prima e più rapidamente rispetto alle altre principali economie, aiutata da un notevole pacchetto di stimoli. Guardando al 2021, in molti ritengono che la ripresa continuerà, le abitudini dei consumatori cinesi continueranno a evolversi, con la crescita dei loro redditi e l'incremento dei consumi interni, quale spinta principale per la crescita.    Tassi negativi per un lungo periodo. Nel 2020 le principali banche centrali mondiali hanno fornito un supporto mai visto in termini di politica monetaria, portando i tassi di interesse ai minimi storici.  Questo significa che gran parte delle obbligazioni hanno raggiunto un rendimento negativo e lo manterranno nel 2021 ma non solo. I bassi tassi di interesse dureranno per molto più tempo, poiché si tratta dell'unico modo per finanziare l'escalation dei debiti nazionali, esplosi nell'ultimo anno per sostenere l'economia.   Questo comporta conseguenze rilevanti sugli investimenti:  riuscire ad ottenere un rendimento positivo degli investimenti obbligazionari presenti nei portafogli dipenderà essenzialmente dalla competenza e capacità dei gestori dei fondi di muoversi sui mercati individuando le occasioni di guadagno; nel frattempo è diventato praticamente impossibile individuare singole obbligazioni a basso rischio che permettano di avere un ritorno positivo. con i tassi negativi le banche hanno sempre minori guadagni e devono inoltre sobbarcarsi costi per tutta la liquidità presente sui conti. Ecco che il 2021 potrebbe essere l'anno nel quale i risparmiatori dovranno cominciare a pagare per lasciare i soldi inutilizzati sul conto corrente!   Lo scenario del 2021 ci mostra numerose opportunità di investimento ma anche molte insidie; il consiglio è sempre quello di effettuare un'adeguata diversificazione, e di farsi guidare da un esperto in materia, evitando di farsi 'prendere la mano' o di seguire le mode.

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Soldi sul conto corrente: quali sono oggi i rischi

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 02.12.2020

La gestione dei propri risparmi richiede sempre molta attenzione Indipendentemente dall’importo, quando si dispone di somme in conto corrente è giusto capire quali possono essere gli eventuali rischi per il capitale depositato e come fare per limitarli.   C'era una volta … un tempo in cui mettere i propri risparmi in un conto corrente equivaleva ad assicurarli in cassaforte con doppia mandata e con un vantaggio supplementare, la loro rivalutazione a suon di interessi. I tempi adesso sono cambiati: conservare i propri risparmi sul conto corrente, sostanziosi o meno che siano, non permette di dormire sonni tranquilli. Le cronache degli ultimi anni raccontano di banche che falliscono, di un'economia nazionale poco stabile e della presenza di un Fondo di garanzia dei conti correnti e dei depositi bancari che appare più fragile di quanto si possa immaginare.   Il Fondo Interbancario non può garantire tutti i conti correnti Ormai abbiamo imparato che i conti correnti sono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro per persona fisica o giuridica all’interno dello stesso istituto, e solo la somma eccedente questa cifra è a rischio in caso di fallimento della banca. Peccato, che se andiamo a verificare il bilancio del FITD (Fondo Interbancario), scopriamo che detiene soltanto poche centinaia di milioni a fronte dei circa 1.700 miliardi attualmente in giacenza sui conti correnti degli Italiani dimostrando una capacità di copertura del tutto insufficiente per far fronte ad una eventuale nuova crisi del settore bancario, che visti i tempi, non è da escludere. Eppure sempre più investitori e risparmiatori continuano a congelare in conto corrente i propri capitali. 1700 miliardi di Euro in Italia, 2200 in Francia, 2500 miliardi in Germania, oltre 2000 in Inghilterra. Ormai buona parte dei capitali privati di cittadini ed imprese sono depositati in conto corrente. È il prezzo della paura, il prezzo dell’incertezza, il costo di una condizione che nessuno aveva mai sperimentato prima. Manca la visione del futuro, la paura dell’epidemia, e quindi della perdita della salute, la paura di perdere il lavoro, la paura di perdere i propri capitali sta congelando le scelte di tutti.   Sistema bancario in difficoltà? Per spingere la ripresa dell’economia e facilitare la circolazione del denaro, le Banche centrali hanno portato i tassi di interesse ai minimi storici, al fine di rendere più convenienti i prestiti per aziende e privati e incentivare gli investimenti. Ma bassi tassi di interesse significano soprattutto guadagni sempre più risicati per gli Istituti Bancari, tenuti anche a dover pagare alla BCE una tassa dello 0,50% su tutte quella liquidità detenuta sui conti dai clienti, che la Banca non riesce a ‘sfruttare’ rimettendola in circolo attraverso prestiti e finanziamenti.   Arriveranno altri costi sui conti? Così in Germania, oltre 200 banche, hanno introdotto un costo per il mantenimento dei depositi, a partire dal primo euro lasciato in conto corrente. Persino la Banca on-line N26 (istituto nato proprio con l’idea di rendere il meno costoso possibile l’utilizzo dei conti) sarebbe sul punto di introdurre un costo per i depositi per le somme eccedenti i 50 mila euro. Non dimentichiamo che, proprio all’inizio di quest’anno, anche alcune banche italiane avevano pensato di introdurre costi analoghi a quelli tedeschi, facendo poi marcia indietro proprio per evitare situazioni spiacevoli con i correntisti. Per il momento le banche italiane si sono limitate ad aumentare le spese sulle singole operazioni e i canoni sui conti correnti, con costi crescenti in funzione della giacenza del conto, da cui deriva implicitamente un costo per la liquidità detenuta.   Troppa liquidità improduttiva… Tuttavia il perdurare della crisi e l’aumentare delle masse di risparmi in conto corrente sta portando le banche di mezza Europa a seguire o immaginare di seguire quanto già fatto in Germania. In occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, sia il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, sia il Presidente della Repubblica, sono tornati a parlare con preoccupazione della mole di risparmi detenuti in conto corrente, una quantità di denaro enorme che rimane improduttiva e che potrebbe essere di grande spinta per la crescita del Paese se fosse trasformata in investimenti produttivi.   Un costo applicato sulle giacenze, magari concordato da tutte le banche, comporterebbe una ‘boccata di ossigeno’ per i bilanci, in particolare per gli Istituti di credito in maggiore difficoltà. Inoltre potrebbe essere una motivazione abbastanza forte da spingere le persone a valutare alternative alla liquidità del conto. Tra queste investimenti finanziari e immobiliari che permetterebbero a quel denaro, oggi improduttivo, di rientrare in circolo e supportare l'economia.   Non dimentichiamo la Patrimoniale! E se gli inevitabili costi e canoni che prima o poi arriveranno sul conto non sono una motivazione sufficiente a smuovere la liquidità, rimane sempre lo spauracchio della Patrimoniale. Perché si sente sempre parlare di patrimoniale? Perché mai, come in questo momento di emergenza, il nostro debito pubblico sta salendo in maniera vertiginosa, e i debiti, si sa, prima o poi vanno ripagati! Quando i soldi scarseggiano e servono con urgenza, lo spettro della patrimoniale è il primo a tornare ad aleggiare sulle tasche dei contribuenti. Una sorta di 'tasto rosso' che lo Stato si tiene a disposizione per fronteggiare l'emergenza. Per questo, di solito, imposte di questo tipo vengono decise in periodi eccezionali, in presenza di conflitti bellici o catastrofi economiche: si tratta di 'manovre straordinarie', magari 'una tantum', per tamponare situazioni di 'straordinaria criticità'. Ricordo che 1.700,00 miliardi in giacenza sui conti sono una cifra enorme, alla quale si può accedere con la massima facilità e che potrebbe rappresentare una sorta di garanzia alla quale lo Stato potrebbe attingere in caso di necessità estrema, in maniera semplice e veloce, per tamponare lo shock finanziario. Non si sa mai come andrà a finire, né quando. Ma che anche i risparmiatori saranno chiamati a pagare il conto suona sempre molto più probabile.   Come difendersi? Innanzitutto leggere con un po' più di attenzione gli estratti conto ricevuti, per verificare se sono stati aggiunti costi. Informarsi sui livelli di solidità della banca scelta: migliori sono i bilanci dell’istituto di cui si è correntisti, meno rischi si corrono di vedersi addebitati costi che servirebbero per ripianare il bilancio della banca. Lasciare sul conto solo la liquidità che serve nel breve periodo e affidarsi ad una persona di fiducia, esperta e competente, che vi conosca e vi guidi in un percorso di investimenti, adatto alle vostre esigenze e ai vostri obiettivi. Anche questo periodo di grande difficoltà passerà, ce lo racconta la storia, e cominciare oggi ad investire i nostri risparmi ci permetterà di farli crescere, e poter disporre un domani di un patrimonio che consenta a noi e ai nostri cari di vivere con maggiore serenità.

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Certificati: cosa sono e perché sono utili

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  • Prodotti finanziari
Scritto il 13.11.2020

I CERTIFICATI sono gli strumenti finanziari più utilizzati per il recupero delle MINUSVALENZE: permettono di RISPARMIARE TASSE sui guadagni realizzati, e contribuiscono così ad aumentare il rendimento complessivo degli investimenti!   Per capire meglio partiamo proprio dai mercati finanziari Come si dice… 2020 anno bisesto anno funesto... Nessuno mai si sarebbe aspettato una pandemia mondiale, che ha messo a rischio tutto ciò che per noi è più importante: la nostra salute, il nostro lavoro, i nostri risparmi. Sono certa che a più di una persona è capitato di farsi prendere dall'emotività, e proprio a marzo, nel momento peggiore, non ha sopportato lo stress di vedere continuamente scendere i propri investimenti e ha…. deciso di VENDERE magari anche in perdita! Oggi lo sappiamo tutti che è stata una scelta sbagliata, 'ma del senno di poi ne son piene le fosse’ e intanto ‘la frittata è fatta’!   Cosa fare per recuperare? Un buon metodo è sicuramente quello di utilizzare strumenti in grado di sfruttare le MINUSVALENZE generate nel momento della vendita, per evitare di pagare le tasse sui guadagni futuri. Ed è qui che entrano in scena i CERTIFICATI!   Come funziona il meccanismo? Abbiamo detto che le MINUSVALENZE corrispondono a perdite subite sugli investimenti finanziari, cerchiamo di capire meglio: se compri un titolo a 100 e lo rivendi a 90 (un’azione, ma anche un’obbligazione o un fondo comune di investimento) avrai una minusvalenza di 10 euro. i 10 euro verranno quindi accantonati nel così detto ‘zainetto fiscale’, ovvero in un contenitore virtuale, gestito dalla banca, nel quale la banca metterà le tue perdite sugli strumenti finanziari e le compenserà con eventuali guadagni futuri. questo ti permetterà di non pagare la ‘odiosa ritenuta’ del 26%, su tutti quei guadagni che fiscalmente possono beneficiare della compensazione, finché non avrai esaurito tutte le MINUSVALENZE presenti nel tuo zainetto.   I CERTIFICATI, come già anticipato, sono tra i pochi strumenti che ti permettono di compensare fiscalmente le MINUSVALENZE accantonate, che purtroppo non sono compensabili con gli strumenti di risparmio gestito, come i fondi e le polizze. Quindi se sul tuo portafoglio sono presenti MINUSVALENZE, in particolare se scadono entro la fine di questo anno (e non saranno più recuperabili negli anni a venire), un buon certificato può essere lo strumento adatto da inserire quanto prima in portafoglio. Poiché si tratta di sono strumenti derivati complessi che incorporano un rischio spesso elevato, il ‘fai da te' potrebbe comportare conseguenze disastrose sugli investimenti. Ti consiglio di rivolgerti ad un professionista esperto in materia che senz’altro saprà suggerti la soluzione più adatta alla tue esigenze e alla tua propensione al rischio.   Tipologie di CERTIFICATI Ce ne sono di molteplici tipologie: a leva (fissa o dinamica) a capitale condizionatamente protetto (sono quelli che io preferisco) a capitale protetto a capitale non protetto con flusso cedolare, o con possibile guadagno tutto alla scadenza del certificato.   Vengono emessi da numerose società specializzate, e sono negoziabili liberamente sul SEDEX. I CERTIFICATI vengono spesso utilizzati anche per posizionarsi sui mercati finanziari al fine di approfittare di eventuali rialzi senza tuttavia incorporare tutti i rischi di un investimento diretto in Borsa, tramite strategie che permettono di ottimizzare il profilo di rischio/rendimento.   Considerando che alcuni certificati staccano cedole dal 15% al 36% annuo, vale la pena valutare l’opportunità di inserirne piccole quantità nei portafogli, anche come semplice strumento di diversificazione, ma mi raccomando, ricordiamoci che sui mercati non esistono ‘pasti gratis’ e ad un alto rendimento corrisponde sempre un alto rischio!

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Giornata mondiale del risparmio: vuoi imparare ad investire?

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  • Formazione/Educazione Finanziaria
Scritto il 03.11.2020

Un conto è risparmiare… un conto è investire… Risparmiare è importante ma a poco serve se non si hanno quelle nozioni minime per saper gestire i proprio risparmi. Il 31 ottobre, oltre ad essere la giornata mondiale del risparmio, conclude il mese di ottobre dedicato all'educazione finanziaria.   Che cosa è l'educazione finanziaria e a cosa serve? Secondo l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l’educazione finanziaria “è il processo attraverso il quale i consumatori, i risparmiatori e gli investitori migliorano le loro capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che ne sono alla base”. L'educazione finanziaria è fondamentale per comprendere i rischi e le opportunità dietro le opzioni disponibili, e per fare scelte informate e consapevoli, anche grazie all’aiuto dei professionisti. Un risparmiatore “educato” nelle tematiche finanziarie registra redimenti annuali superiori di circa lo 0,5% rispetto a chi non possiede competenze di base.   Lo sapevi che possedere solide conoscenze finanziarie è fondamentale soprattutto nei momenti di crisi? E' dimostrato che se si ha padronanza dei concetti alla base delle dinamiche che regolano i movimenti dei mercati, è più probabile che nelle burrasche si riesca a stare saldi all’albero maestro e non ci si faccia travolgere. Questo vale anche quando si parla di economia reale, come confermato da Doxa in una recente indagine su 5000 famiglie italiane, più della metà ha difficoltà ad arrivare alla fine del mese e 3 famiglie su 10 non saprebbero come reperire 2000 euro in un mese per affrontare una spesa imprevista. Nozioni base in materia finanziaria aiutano a gestire concretamente anche il bilancio familiare: solo il 28% delle famiglie con meno conoscenze finanziarie sa gestire le spese impreviste, contro il 50% delle più competenti. Gli italiani sono grandi risparmiatori, ma proprio a causa delle scarse conoscenze in ambito finanziario, preferiscono lasciare i soldi sul conto corrente piuttosto he investirli.   Alcuni semplici suggerimenti per cominciare ad investire: Prima di scegliere un investimento devi conoscere bene te stesso e riflettere sugli elementi che concorrono a definire il tuo profilo di investitore. Sicuramente dovrai prendere in considerazione i tuoi obiettivi, ovvero le tue reali esigenze di vita, come ad esempio una casa, un viaggio, la pensione, o comunque quello che realmente ti interessa e per cui stai investendo i tuoi soldi. Il periodo di tempo per il quale intendi rinunciare alle tue disponibilità finanziarie investendo in funzione di un tuo obiettivo. La tua capacità di sopportare il rischio: da un punto di vista economico, ovvero la capacità economica di sostenere delle perdite (magari temporanee, ma che si possono comunque verificare) e da un punto di vista emotivo, ovvero la capacità di sopportare le oscillazioni di prezzo dei tuoi investimenti senza vivere situazioni di particolare stress Puoi scegliere tra molteplici classi di investimento, alcune potremmo dire più classiche, altre più innovative: le obbligazioni le azioni gli immobili le valute (euro, dollari, Yen..) le commodity (o risorse naturali come il petrolio, il gas e il carbone) i metalli preziosi beni di lusso (oggetti d’arte, auto, gioielli ecc.) le criptovalute (come il Bitcoin)   Investire da soli con l'aiuto di esperti? Se decidi di scegliere da solo i tuoi investimenti, ad esempio acquistando direttamente un immobile, un gioiello, dell’oro, oppure un’azione di una società, una obbligazione bancaria o societaria, o un titolo di Stato, sarà tuo l’onere di acquisire tutte le informazioni per essere certo di non compiere errori e non perdere i tuoi soldi. Se decidi di affidarti ad esperti, puoi acquistare Fondi Comuni di Investimento, Fondi Pensione, SICAV, ETF, POLIZZE e Gestioni Patrimoniali e affidare il tuo denaro ad uno o più gestori professionali che sono tenuti ad amministrarlo nell’ambito dello specifico mandato ricevuto. Si parla in questo caso di RISPARMIO GESTITO attraverso il quale puoi investire anche piccole cifre e accedere ai mercati globali per coglierne le migliori opportunità, diversificare gli investimenti e ridurre tanto i costi quanto i rischi. Senza disporre di conoscenze tecnico-finanziarie e senza dispendio di tempo, puoi contare sulla competenza e sull'esperienza di gestori professionali che, all'occorrenza, intervengono a modificare gli investimenti in relazione all'andamento dei mercati.   Puoi decidere di avere accanto a te anche il tuo consulente di fiducia. Il tuo consulente conosce le caratteristiche dei vari strumenti finanziari, studia e segue l’andamento dei mercati, e soprattutto conosce te, le tue esigenze, i tuoi obiettivi e la tua fragilità emotività nei momenti di criticità del marcato. Sarà il tuo consulente ad indicare gli strumenti migliori per te, a delineare il percorso da seguire e ad affiancarti nei momenti difficili!

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Turbolenza sul triangolo delle Bermuda

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 28.10.2020

A quanti è capitato di viaggiare in aereo e dover affrontare una brutta turbolenza? Tanta paura, talvolta addirittura panico…. Ma poi, quando si arriva a destinazione sani e salvi, ci si dimentica subito tutto… Eppure quel viaggio, ha molti elementi in comune con il nostro percorso di investitori! Per spiegarvelo oggi voglio raccontavi una storia…. Amo molto viaggiare, ogni volta scelgo mete sempre più affascinanti e lontane e ogni volta il volo diventa sempre più lungo … ma ne vale sempre la pena! Capita che il volo proceda senza problemi, ma capita spesso anche di dover affrontare forti turbolenze. Ricordo in particolare una vacanza con la famiglia in Messico, mia figlia aveva solo 5 anni ed era così entusiasta per quel viaggio!  Considerate le numerose ore di viaggio, io e mio marito avevamo scelto di volare con Lauda Air oggi incorporata in Austrian Airlines, considerata allora una delle migliori compagnie, tra le più sicure, in grado di offrire gli Aerei più all’avanguardia, i piloti più qualificati e i servizi migliori. Salita sull’aereo ero tranquilla, pronta per partire, mi sentivo una passeggera esperta, per cui non ho prestato molta attenzione a quanto il comandante ci stava preannunciando: “Avremmo incontrato delle turbolenze molto forti che in quella tratta aerea sono molto frequenti; ma non dovevamo preoccuparci, grazie alla sua guida saremmo arrivati a destinazione sani e salvi e nei tempi prestabiliti”. Siamo decollati ed il volo stava procedendo con estrema tranquillità, senza far presagire la turbolenza in arrivo…. Ci stavano servendo la cena, ed ecco l’annuncio del pilota:  “Signori siete pregati di allacciare le cinture di sicurezza e non alzarvi dal vostro sedile, come preannunciato… stiamo entrando in un’area di forte turbolenza”. La carlinga dell’areo ha cominciato a ballare, era impossibile continuare a mangiare….  Mia figlia, spaventata, aveva cominciato a piangere, soprattutto quando un vuoto d’aria aveva fatto sobbalzare il nostro vassoio facendo cadere tutto a terra. Con i passeggeri ci guardavamo…. I volti lasciavano trasparire la preoccupazione di qualcuno, la paura di altri…. poi, dopo uno degli scossoni più forti, dal fondo dell’areo, il commento spaventato di uno dei passeggeri:  “Stiamo volando sopra al triangolo delle Bermuda!!!!” Sapevamo che era vero.... Ed ecco sul volto di molti, l’espressione di timore e preoccupazione trasformarsi letteralmente in panico.  Anche io di storie più o meno vere su quella tratta ne avevo sentite molte, si narrava di navi e aerei scomparsi improvvisamente, proprio a causa delle forti perturbazioni.  Solo dopo quella brutta esperienza mi sono adeguatamente informata scoprendo che, in realtà, che gli incidenti arei di quell’area, secondo le statistiche, erano perfettamente in linea con le altre zone ad alta densità di traffico, insomma, tutto normale. Non vi nego che in quel momento sarei volentieri scesa, temevo per me e temevo anche per i miei cari!  Peccato che stavamo volando sopra l’oceano! Non avevo alternative: proseguire il viaggio cercando di prestare la massima attenzione ai consigli del Pilota e di tutto il personale areo. Ero consapevole di aver scelto la migliore compagnia, avevano gli aerei migliori,  erano tutti molto preparati ed esperti, avevano già gestito molte altre volte situazioni simili e sicuramente sapevano cosa fare. Ovviamente abbiamo raggiunto la nostra meta sani e salvi e le bellezze naturali e archeologiche del Messico ci hanno fatto presto dimenticare tutto, e rimuovere dalla  mente lo stress e la paura del viaggio. Ecco cosa ci insegna questa storia: le forti oscillazioni dei mercati sono proprio come le turbolenze quando sei in aereo. Anche se sei stato avvertito, quando inizi il tuo volo, cosi come quando avvii il tuo percorso di investitore, non metti mai in conto le possibili turbolenze e le inevitabili oscillazioni di mercato.  Eppure fanno parte del viaggio… il pilota te lo aveva detto! In quei momenti non sei mai preparato abbastanza, temi per i tuoi risparmi e sei fortemente preoccupato perché quei soldi, messi da parte con tanta fatica, dovranno servire non solo a te ma probabilmente saranno indispensabili anche per garantire un futuro sereno ai tuoi cari. Vorresti scendere, ma così come non è buona idea abbandonare l’areo, è una pessima idea disinvestire il proprio denaro nel momento peggiore, quando i mercati stanno crollando! Se vogliamo arrivare sani e salvi e soprattutto goderci i benefici dell’aver raggiunto la nostra meta, non abbiamo alternative, dobbiamo fare il viaggio fino alla fine e prestare la massima attenzione ai preziosi consigli di chi ci guida durante il percorso. Se poi hai scelto la migliore compagnia, quella più sicura, dotata dei migliori aerei e dei migliori piloti, che adotta le migliore strategie, sei praticamente certo di arrivare a destinazione sano e salvo! Annuncio ai viaggiatori…. e agli investitori…. Le elezioni americane si avvicinano, l’ondata Covid  sta avanzando, ci aspetta ancora un periodo di forte turbolenza! Allacciate le cinture e proseguiamo insieme per questo viaggio, anche questa volta arriveremo a destinazione sani e salvi!

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Smart working: il domani è già arrivato!

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  • Consulenti finanziari
Scritto il 15.10.2020

La pandemia da Covid-19 ha dato impulso al più grande esperimento di smart working (lavoro agile) mai messo in atto nella storia, e ha dato vita a un cambiamento epocale nel mondo del lavoro, con riflessi economici e sociali che al momento possiamo solo in parte immaginare. Quando nel febbraio di quest’anno, alcuni giorni prima dell’estensione della “zona rossa” a tutta l’Italia, ponevo come domanda e spunto di riflessione, in un articolo di attualità giuridica, se ci avrebbe salvato lo smart working dalla “pandemia” economica che il Covid-19 avrebbe provocato insieme a quella sanitaria, stavo anticipando, pur con qualche perplessità, quello che sarebbe diventato il futuro del mondo del lavoro: il domani era già arrivato per diventare l’oggi del lavoro!

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Certezza di rendimento: investire sui Megatrend per cogliere le opportunità del mercato

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 09.10.2020

Esistono cambiamenti epocali di lungo periodo in grado di modellare il mondo in cui viviamo: sono i MEGATREND. Cosa sono i MEGATREND? Sono sostanzialmente le grandi forze che nel tempo cambiano irreversibilmente le società, la vita delle persone ed il modo con il quale gli attori economici producono e si scambiano beni e servizi.

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Lo sai che differenza c'è tra un Consulente Finanziario e una Banca tradizionale?

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  • Consulenti finanziari
Scritto il 25.09.2020

Sicuramente un Consulente Finanziario NON è un Impiegato di Banca.... Lo sa bene chi, come me, ha deciso di lasciare il comodo e sicuro posto di dipendente bancario, con contratto a tempo indeterminato, per intraprendere la strada molto più faticosa e incerta della libera professione per essere oggi Consulente Finanziario e Patrimoniale. E per quale motivo? Lo spiego in 3 parole: PASSIONE - PROFESSIONALITÀ - LIBERTÀ.

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