Fabio Cassone

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ECCO COME LA PROPOSTA DELL'UE VUOL FAR RIPARTIRE L'ECONOMIA EUROPEA ED I BENEFICI PER L'ITALIA

Scritto il 29.05.2020

  Dopo i dibattiti degli ultimi giorni in merito alla soluzione migliore da adottare è finalmente arrivato il piano della Commissione Europea. La presidente Von del Leyen ha presentato un pacchetto a hoc attraverso il nuovo RECOVERY FUND che sarà dotato di 750 miliardi di euro di cui : 500 sotto forma di sovvenzioni a fondo perduto  i restanti 250 in prestiti. Tale importo supera l’iniziale ipotesi avanzata da Parigi e Berlino che prevedeva 500 miliardi di euro in sovvenzioni.  Questi 750 miliardi di euro verranno raccolti per la prima volta con obbligazioni della Commissione Europea, quindi parliamo di veri e propri titoli di debito comune che potranno essere rimborsati non prima del 2028 e non oltre il 2058 Ove venga approvata anche questa manovra la cifra messa a disposizione per la ripresa dall’Unione Europea in considerazione anche delle iniziative precedenti sarebbe per la ripresa sarebbe di 2.400 miliardi di euro Sono tre pilastri su cui poggia il nuovo piano:  sostegno ai Paesi membri rilancio dell'economia priorità a ECONOMIA VERDE, INNOVAZIONE DIGITALE e RAFFORZAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE. A tal proposito il vicepresidente, Valdis Dombrovskis, ha spiegato che i soldi non saranno dati " a pioggia" ed ogni singolo paese dovrà presentare un proprio piano nazionale che sarà poi valutato da Bruxelles.   Prossimi Passi Il nuovo progetto, tuttavia, dovrà essere negoziato dai Paesi membri e approvato dal Parlamento europeo. Le trattative si prevedono complicate rendendo probabile che non si trovi un accordo nel prossimo vertice previsto per il 18-19 giugno. Se nessuno mette più in dubbio l’esigenza di un piano straordinario per rilanciare l’economia alle prese con una crisi senza precedenti, restano profonde le divergenze tra chi vorrebbe ricorrere alle sovvenzioni finanziate con debito comune ed i  Paesi cosiddetti “frugali” ( Austria, Danimarca, Svezia ed Olanda) che  si oppongono ai trasferimenti a fondo perduto e chiedono solo prestiti legati ad un duro piano di riforme. Non da ultimo resterà da trovare un accordo anche sulla ripartizione dei fondi raccolti. La Commissione dell’ Unione Europea vorrebbe far partire parte delle risorse a settembre ma molti osservatori sostengono che agli stati non arriverà nulla prima di gennaio 2021.   Conclusioni Il pacchetto di misure deciso dalla Commissione europea apre la strada a una maggiore integrazione a livello comunitario, rappresentando dunque una svolta storica.   L'Italia potrebbe beneficiare di 82 miliardi di euro a fondo perduto ed oltre  90.9 miliardi in prestiti.    All’Italia quindi potrebbero arrivare ben 173 miliardi di euro, la quota più alta destinata ad un singolo Stato, cifra che in ogni caso il nostro Stato avrebbe avuto molta difficoltà a reperire sui mercati dei capitali e sopratutto a queste condizioni. Possiamo essere tutti concordi che da soli non avremmo mai potuto farcela!! Nel contempo questo comporta un impegno senza precedenti poichè l'Italia deve cominciare a pensare come amministrarli nel migliore dei modi per generare CRESCITA ECONOMICA. Detto ciò, che risultati ci possiamo aspettare sugli investimenti  con un obiettivo a tre cinque anni, se l’Italia saprà amministrare questa fortuna? E quindi che fare? Le idee cio sono, chiamatemi e ne parliamo insieme Fabio Cassone  

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"CROLLO DEL PETROLIO": ma questa è informazione?

Scritto il 21.04.2020

  Ieri sera ho notato incessanti notizie aventi per oggetto il CROLLO DEL PETROLIO.   Dopo aver letto i titoli anche di autorevoli testate giornalistiche, TG nazionali e social rettificati con maggiori dettagli poi oggi, mi sono sentito in dovere di intervenire.   Senza una spiegazione a quanto annunciato, le interpretazioni possono essere molto ambigue.   Faccio un po' di chiarezza.   Le 2 principali varietà di petrolio nel mondo sono il BRENT che viene estratto nel mare del Nord ed il WTI (west texas intermediate) che proviene dal sud degli Stati Uniti D’America.   Sarebbe doveroso specificare che è il CONTRATTO FUTURE sul greggio statunitense WTI con scadenza a maggio 2020 ( i barili di petrolio WTI che devono essere consegnati a maggio 2020) ad essere sceso a -37,63 dollari al barile.   COSA SIGNIFICA CHE IL PREZZO SUL CONTRATTO FUTURE SUL PETROLIO WTI A MAGGIO E’ SCESO IN NEGATIVO?   Significa che chi vende è chiamato a pagare a maggio chi acquista il contratto purchè si prenda i barili di petrolio comprati!   La discesa della quotazione del WTI per maggio è un’anomalia dovuta ad un mix di fattori: riduzione della domanda dovuto allo stop delle attività, saturazione della capacità di immagazzinamento, speculazione e scadenze tecniche in cui molti strumenti finanziari sono stati costretti a vendere dato che non possono minimamente prendere in considerazione la consegna del greggio a scadenza del contratto. Di questa situazione sono molto preoccupati i produttori americani e soprattutto quelli di SHARE OIL, ossia il petrolio estratto dalle rocce.   Sarebbe opportuno anche dire che le quotazione del barile WTI con il contratto FUTURE su giugno (i barili di petrolio WTI che devono essere consegnati a giugno 2020) per esempio a ieri erano circa 17 dollari al barile e quelle del BRENT per lo stesso mese a circa 21 dollari a barile.   COSA CAMBIA PER NOI?   Per essere chiari, nessuno ci pagherà per fare il pieno.   Il prezzo di riferimento in Europa è quello del BRENT del mare del Nord, che oggi è circa di 21 dollari al barile.   Come spiega Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, il crollo della quotazione del contratto di maggio sul WTI è molto tecnica e finanziaria ed ha solo un impatto indiretto sulla materia prima. La benzina può scendere di 20 centesimi ma con le tasse il litro resta sopra € 1,20 e ci si aspetta già un forte rimbalzo ai distributori già dai mesi estivi. Bollette di luce e gas più leggere.   E PER QUANTO RIGUARDA I RISPARMI?   Quanto accaduto è un'ulteriore dimostrazione dell'importanza di avere una gestione professionale e sopratutto ben DIVERSIFICATA  dei propri risparmi in grado di coniugare, nella selezione delle società, il criterio della profittabilità a quello della SOSTENIBILITA'.    

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#ANDRA' TUTTO BENE, ANCHE PER I RISPARMI BEN GESTITI!

Scritto il 09.04.2020

L’ultimo mese prima di questa Pasqua 2020 è stato molto impegnativo e penso che ce lo ricorderemo per molto tempo.   Oltre alle notizie negative che tutti noi conosciamo e che hanno caratterizzato soprattutto la prima fase, ora cominciano anche ad aumentare i segnali positivi che ci aiutano a vedere l’uscita da questa situazione.   Finalmente i contagi in Italia hanno imboccato la via della discesa con dati più rassicuranti. Il numero dei guariti aumenta e la pressione sugli ospedali sta scendendo. Questi dati incoraggiano già a pensare alla FASE 2, ossia a come gestire la ripartenza. L’Italia è considerata un’area test osservata da tutto il mondo.   Alla mezzanotte dell’8 aprile a Wuhan, in Cina, luogo da cui è partito il virus, la città festeggia la fine dell’isolamento con una festa bellissima, dove i grattacieli hanno proiettato immagini di ringraziamento ai medici ed infermieri, le cui foto hanno fatto il giro del mondo.   Siamo nel 2020 e rispetto ad altre epoche storiche abbiamo un bagaglio di conoscenze molto importanti. Infatti c’è una vera e propria corsa da parte della ricerca scientifica per trovare la cura, il vaccino ed anche gli strumenti per individuare il virus. Solo per fare un esempio ieri a Seattle, Ian Hydon, un giovane di 29 anni, ha dato la sua disponibilità a farsi iniettare il vaccino Covid 19. E’ il primo al mondo che ha deciso di offrirsi come cavia del vaccino studiato dalla società Moderna Therapeutics e finanziato dalla fondazione di Bill Gates (fondatore di Microsoft), che si basa sulla manipolazione dell’Rna, il materiale genetico del Covid-19.   Anche Diasorin, società biotecnologica di Vercelli ieri annuncia che entro fine aprile potrebbe contribuire con i suoi test sierologici del sangue a farci uscire di casa.   Intanto l’economia mondiale continua a generare i suoi anticorpi con lo scopo di calmierare gli effetti sul blocco delle attività.   Infatti la cura monetaria prosegue ed anche questa settimana la Banca Centrale Europea, compie un’altra rivoluzione accettando come garanzia anche i titoli di stato considerati meno affidabili come quello della Grecia per rifinanziare le banche, in modo che possano fornire liquidità a famiglie ed imprese. Prima di questo passo le banche greche erano tagliate fuori dai finanziamenti della Banca Centrale Europea.   La cura fiscale continua con l’annuncio del DECRETO LIQUIDITA’ italiano che mette a disposizione 400 Miliardi a favore delle imprese. Si auspica che nell’attuazione del decreto vengano resi semplici i passaggi alle imprese per poterne beneficiare.   In questi giorni siamo anche in attesa di un segnale forte da parte dell’Unione Europea per una soluzione congiunta a supporto della ripartenza economica.   Infine la Cina continua a fornire  il libretto delle istruzioni alla restante parte del mondo su come è possibile uscire da questa situazione e la scorsa settimana ha pubblicato l’atteso dato riguardante la produzione manifatturiera di marzo che dopo il crollo di febbraio ha segnato un importante rimbalzo.   Questi continui interventi insieme ad una serie di dati positivi e la diminuzione dei contagi in Italia hanno rassicurato i mercati finanziari. Infatti dopo i violenti cali, si cominciano a registrare sedute di recupero anche importanti, che premiano quei risparmiatori che nonostante giorni difficili hanno mantenuto comportamenti razionali evitando di compiere quell’errore emozionale ed impulsivo che la storia ed appropriate conoscenze in ambito finanziario ci insegnano ad evitare.   I mercati finanziari anticipano sempre, nel bene e nel male.   A titolo di esempio il recupero della borse mondiali, a seguito del fallimento di Lehman Brothers, cominciò a marzo del 2009 , in piena recessione e segnò un poderoso rialzo fino al 2011.   Anche se l’economia non ripartirà subito in modo sincronizzato, per le borse è sufficiente vedere la luce in fondo al tunnel.   Questi sono i tempi che ci devono insegnare a riflettere mettendo a frutto le lezioni del passato.   Quando ci saremo lasciati alle spalle questo virus sarà ragionevolmente troppo tardi per chi è uscito dai mercati preso dal panico perché si sarà perso la prima spinta iniziale (che ci si aspetta essere molto forte) e sarà costretto ad acquistare a prezzi ben più alti.   Ora è importante rimanere lucidi e guardare avanti pensando al mondo post-coronavirus, passando dallo stato dell’osservazione a quello dell’AZIONE.   E’ proprio per questo che sto continuando a lavorare in stretta collaborazione con diverse case di gestione per interpretare al meglio le opportunità che si stanno generando globalmente nei mercati e per individuare quei settori che subiranno forti accelerazioni.   Da questa battaglia ne usciremo tutti insieme consapevoli che:   ANDRA' TUTTO BENE, ANCHE PER I RISPARMI BEN GESTITI!   Nonostante l'unicità del periodo   Auguro di sincero cuore una    BUONA PASQUA A TUTTI    

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#Focus mercati: Aggiornamento ed un'importante indicazione operativa

Scritto il 30.03.2020

STUDIA IL PASSATO SE VUOI PREVEDERE IL FUTURO (cit. Confucio)   Come già scrivevo negli interventi precedenti tempi straordinari richiedono misure straordinarie.   E devo dire che in questi giorni abbiamo assistito ad interventi impensabili. L’obiettivo è quello di mettere in condizione l’economia di ripartire il prima possibile e fare in modo che la recessione sia breve.   Ho sentito tante volte fare paragoni con il dopoguerra. Certo la situazione a livello globale è effettivamente paragonabile e sembra ormai di vivere in una “domenica permanente” ma la differenza sostanziale è quella che non dobbiamo ricostruire tutto da zero come nel dopoguerra, dobbiamo invece ripartire. E’ molto probabile che il calo del PIL mondiale sarà intenso ma anche breve. Le fabbriche ed i centri produttivi sono stati chiusi per una decisione presa a tavolino, per motivi di sanità pubblica e non perché andassero male. Appena questa politica di chiusura avrà effetto si potrà tornare alla normalità. Rimane però fondamentale che si continui con questa linea di misure straordinarie a supporto delle aziende, senza esitazioni, perseguendo l’obiettivo principe di traghettare l’economia per questi mesi e porre le condizioni per far ripartire le attività, proprio come è già successo in Cina e Corea dove è stata superato il problema della diffusione del virus. I mercati vogliono essere rassicurati che le stesse aziende che hanno chiuso possano riaprire. Adesso occorre AGIRE in anticipo e non REAGIRE a posteriori.   Ora partiamo dalla “cura monetaria” facendo un riepilogo dei principali punti. Queste misure hanno l'obiettivo di assicurare il corretto funzionamento dei mercati finanziari ed indirettamente, quindi, dell'economia.   Banca Centrale Europea  Tassi di riferimento invariati Acquisto addizionale di titoli per un valore di 120 miliardi entro fine 2020 Pandemic Emergency PurchaseProgramme (PEPP): programma acquisto titoli di stato ed oblligazioni da 750 miliardi entro fine 2020     Banca Centrale Americana Taglio di un punto percentuale del tasso ufficiale di riferimento Mossa senza precedenti: la Banca Centrale Americana annuncia acquisti senza limiti di titoli di stato ed obbligazioni al fine di sostenere il mercato monetario ed obbligazionario americano.   Inoltre c’è stata un’azione di coordinamento delle Banche Centrali molto apprezzata: a seguito della forte richiesta di dollari nel mondo la Banca Centrale Americana si è impegnata a fornire liquidità giornaliera e non più settimanale alla Banca Centrale Europea, giapponese, svizzera, inglese e del Canada.   Ecco invece il riepilogo della “cura fiscale”. Questi interventi sono i più incisivi poichè sono quelli che hanno effetto sulle economie e sulle aziende.   Unione Europea Stanziamento 37 miliardi di spesa pubblica europea attraverso il Fondo di coesione Istituzione di un fondo da 25 miliardi per il supporto immediato al sistema sanitario e PMI Fino a 8 miliardi di prestiti a PMI erogati dal Fondo Europeo d’Investimento La Commissione Europea ha attivato la sospensione del patto di stabilità, annunciando flessibilità alle norme fiscali europee   USA E’ arrivato il BAZOOKA USA. Trump è determinato a cambiare il corso della storia e vuole far ripartire l’economia americana nel più breve tempo possibile e quindi annuncia un MAXI PIANO DA 2.200 miliardi così suddiviso: –300 miliardi in prestiti alle piccole imprese –500 miliardi di trasferimenti diretti ai cittadini americani, per un assegno pro capite fino a 1200$ –200 miliardi in fondi di stabilizzazione –Rinvio del pagamento delle tasse   Nel frattempo un altro segnale positivo arriva dalla Cina , in cui questa settimana sono state abolite le restrizioni nella provincia cinese dell’Hubei, primo epicentro del corona virus.  Inoltre la Cina sta studiando un piano per mettere in tasca ad ogni cittadino 2000 yuan, l’equivalente di circa 260 euro. Si tratta della spesa media mensile registrata l’anno scorso in Cina. Questa proposta trae spunto da quanto gìà fatto ad Honk Kong dove  l’amministrazione locale ha deciso a febbraio di dare l’equivalente di 1175 euro a 7 milioni di abitanti.   Inoltre c'è una corsa incredibile in tutto il mondo non solo per salvare vite umane ma anche per trovare la cura.   Oltre alle notizie negative a cui siamo sottoposti tutti i giorni, il mondo continua a muoversi ed arrivano anche importanti evoluzioni in senso positivo.   Infine per quanto riguarda l’Europa, l’ultimo consiglio si chiude con una prima intesa sui prossimi passi da compiere:   10 giorni per trovare delle soluzioni in cui i ministri delle Finanze Europei dovranno mettere a punto un piano per proteggere e rilanciare l’economia Europea. E’ sempre più urgente un intervento congiunto e non più singolo degli stati europei come è avvenuto fino ad ora. Italia, Francia, Spagna ed altri 6 paesi premono sui coronabond ma al momento trovano ancora resistenze da parte di Germania ed alcuni paesi nordici. Saranno fondamentali gli sviluppi in merito ad un intervento che deve arrivare congiunto e nel più breve tempo possibile, senza esitazioni o tentennamenti.   PUNTO SUI MERCATI FINANZIARI   Dopo una delle più brutte settimane dal 2008, la discesa in campo dei corpi speciali di tutto il mondo ha rassicurato i mercati, distogliendoli dalla concentrazione sul numero dei contagi. La volatilità, anche se rimane su livelli ancora alti si è cominciata a stabilizzare. Su questo punto ha inciso anche le misure di divieto di pratiche speculative come la vendita alla scoperto (a titolo di esempio: vendo al mattino con l'obbligo di riacquisto alla sera) che finalmente molte borse hanno istituito. Si registrano questa settimana anche 2 record positivi: Wall Street nella seduta del 24 marzo registra un balzo dell’11,4% in un solo giorno, il migliore dal 1933.  Nello stesso giorno l’indice italiano è salito del + 8,93% registrando la quinta migliore seduta dal 1998 e l’assoluta migliore dal 2010.   Questo è uno dei motivi per cui è fondamentale rimanere investiti, come scrivevo la scorsa settimana, restando fedeli e coerenti con il proprio piano d’investimento ed i propri obiettivi. Chi ha venduto la scorsa settimana in modo precipitoso, si è perso già una serie di importanti rialzi. La gestione dell’emotività è di primaria importanza.   Inoltre come ho detto molte volte i mercati sono controintuitivi. Le azioni sono beni reali, rappresentano fabbriche, uffici, brevetti, che hanno un valore in sé che poi, quando l’economia riprende, tornano ad esprimere. Ritengo inutile  l'esercizio di provare ad intercettare i minimi poiché si sta aprendo una finestra d’investimento tra le più interessanti della storia per coloro che hanno un corretto orizzonte temporale e consiglio quindi ingressi graduali cogliendo le opportunità di questo periodo. Naturalmente ogni risparmiatore ha una sua specifica situazione e specifici obiettivi e quindi tutte le decisioni devono essere ben ponderate.   Ogni crisi è diversa, è vero. Ma la riposta dei mercati è sempre la stessa e la storia ci viene a supporto con continue testimonianze!!   Come sempre sono a disposizione (#iorestoelavorodacasa) e concludo con un articolo de Il Sole 24 Ore del 1988, ben 32 anni fa nei mesi dopo il famoso lunedì nero dell'ottobre 1987,  in cui un risparmiatore racconta la sua esperienza durante la crisi petrolifera del 1973 per evitare che altri risparmiatori commettessero i suoi errori ….passano gli anni, le cause delle crisi come dicevo cambiano ma le dinamiche dei mercati sono sempre le stesse!!    

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#FOCUS MERCATI :AGGIORNAMENTO E "PROTOCOLLI" DI COMPORTAMENTO PER DIFENDERSI DAI VIRUS FINANZIARI

Scritto il 20.03.2020

L’obiettivo di questo post è fare il punto della situazione e dare delle indicazioni operative.   Oltre alle misure di prevenzione in atto per arginare la diffusione del corona virus, si stà intervenendo anche con la  “cura monetaria” e la “cura fiscale” per contrastare gli effetti del virus su economia e finanza.   Partiamo dalla “cura monetaria”.   Gli interventi delle Banche Centrali sono sempre più continui. La FED, la Banca Centrale Americana, dopo aver portato i tassi a zero ha tenuto una riunione straordinaria domenica 15 marzo in cui ha modificato radicalmente l’approccio di risposta allo shock in corso, riconoscendo gli effetti sulle condizioni finanziarie ed economiche a livello globale. Proprio per questo ha annunciato un massiccio acquisto di titoli per 700 miliardi di dollari.   A seguito del primo maldestro intervento di Christine Lagarde, poco gradito per la pronuncia dell’infelice frase “non è nostro compito chiudere gli spread” che rappresenta l’esatto opposto del messaggio di Mario Draghi “Faremo tutto il possibile e credetemi sarà abbastanza”, viene annunciato un ampliamento di 120 miliardi di euro per l’acquisto di titoli di stato europei e condizioni più favorevoli alle banche per fare in modo che continuino ad erogare credito. Dopo questa prima uscita è stato corretto ancora il tiro e proprio questa notte è stata fatta una riunione in cui la BANCA CENTRALE EUROPEA annuncia il PEPP, ossia il PANDEMIC EMERGENCY PURCHASE PROGRAM, che prevede un massiccio intervento di 750 miliardi di euro dedicato all’acquisto di attività finanziarie che durerà almeno fino alla fine dell’anno con la facoltà di aumentarne l’importo se necessario. Dopo l’immobilismo della scorsa settimana finalmente un segnale deciso.   La Banca Centrale Inglese annuncia liquidità illimitata dalla prossima settimana per le grandi imprese inglesi.   La Banca Statale tedesca, KFW, mette a disposizione delle imprese 550 miliardi di crediti, con l’obiettivo annunciato che nessuna azienda sana tedesca, di ogni dimensione ed in ogni settore chiuderà e nessun posto di lavoro verrà perso per il corona virus.   Ora passiamo alla “medicina fiscale”.    L’Unione Europea permette piena flessibilità sul bilancio a fronte di eventi inusuali e mette in campo aiuti per 37 miliardi agli stati membri perché finanzino progetti strutturali e nelle prossime settimane verrà messo anche a  disposizione 1 miliardo di euro indirizzato al Fondo Europeo per gli investimenti in modo da permettere alla Banca Europea per gli investimenti di generare nuova liquidità per le 110mila piccole e medie imprese europee.   L’italia ha varato il Decreto “CURA ITALIA” per 25 miliardi, impegnandosi a nuovi interventi di questo genere nei prossimi mesi.   Trump annuncia un piano economico da 1000 miliardi, per metà in pagamenti diretti alle famiglie ed invoca una legge del 1950 che consente al Governo di ordinare alle imprese la produzione  e consegna di beni necessari alla difesa della nazione.    Quindi il primo forte segnale positivo è che ormai c’è stata una presa di coscienza del problema da parte di tutti gli Stati e si STANNO CREANDO LE BASI PERCHE’ LA RECESSIONE SIA BREVE , e si possa recuperare in modo veloce la crescita. L’obiettivo è quello di non lasciare le economie allo sbando.   A livello europeo il vero Bazooka che ci si aspetta è un intervento congiunto che possa portare alla nascita degli EUROBOND, i primi titoli a garanzia europea che permetterebbero di finanziare gli stati e quindi l’economia europea senza inficiare sui singoli debiti pubblici. Sarebbe anche il primo germoglio di nascita degli STATI UNITI D’EUROPA.   Nel frattempo il traffico e gli ingorghi stradali sono riapparsi in Cina, la  seconda economia più grande del mondo e le fabbriche hanno ricominciato a lavorare. I dati sulle attività, dal consumo di carbone alle vendite a domicilio, indicano un graduale ritorno alle normali attività industriali e commerciali in tutta la Cina.   Ora passiamo alle Borse.   Sui mercati finanziari continua la forte volatilità, anche dovuta a tutti quei movimenti speculativi causati da algoritmi ed altri meccanismi automatici su cui si stanno prendendo provvedimenti come ha già fatto Borsa Italiana. Le Borse al momento sono concentrate più sul numero dei contagi che non sulle iniziative che si stanno mettendo in campo, ma quando tutto sarà finito occorre tenere presente che ci sarà un ambiente economico a favore della ripresa. Inoltre il petrolio tocca dei minimi storici importanti.   Come per l’emergenza sanitaria ,anche nella gestione dei risparmi l’esperienza ci insegna che è fondamentale fare riferimento ad un protocollo di comportamenti da attuare per gestire al meglio i virus finanziari.   Per le scelte già fatte e le posizioni in essere, occorre CONTINUARE AD ESSERE PRESENTI per mettersi in condizione di partecipare al rimbalzo, rispettando le pianificazioni fatte. Guardando la storia dei mercati finanziari, indipendentemente dalle cause delle crisi ogni volta diverse, l’insegnamento che si può trarre è quello che le prime fasi di recupero sono proprio quelle più forti ed inaspettate in cui bisogna esserci. Chi pensa di uscire per poi rientrare come se questo fosse semplice mediamente lo fa quando questo movimento è stato già per la maggior parte realizzato. Nel frattempo il progresso scientifico e la ricerca continuano ad andare avanti ed oggi ci sono più di 500 laboratori al mondo che stanno lavorando intensamente in questi giorni per trovare cure e vaccini. Provate ad immaginare la reazione dei mercati se arrivasse la buona notizia di una cura efficace e provata per questo virus….   Sempre in questa fase occorre ESSERE LUCIDI E GUARDARE AVANTI. Nella storia è successo molte volte che il mondo abbia rallentato ed è proprio nei momenti di maggiore difficoltà che l’umanità ha trovato le forze, le energie e le idee per superare le criticità e progredire. Appena si sarà messo alle spalle questo momento, ci sarà un’incredibile voglia di tornare alla vita pre-virus proporzionale alle paure che stiamo vivendo in questi giorni. I mercati finanziari penalizzano i momenti negativi per poi premiare i periodi di ripartenza ed il progresso. Nelle fasi di debolezza dei mercati finanziari si sono sempre rivelati i migliori momenti per cogliere le opportunità, sfruttando i prezzi presenti che proprio ai livelli a cui oggi sono arrivati cominciano ad essere molto più bassi rispetto alle potenzialità di molte aziende nel mondo. Quindi dal punto di vista operativo  è vantaggioso mediare le posizioni di lungo termine ed incrementare gli investimenti nei periodi di flessione cercando di intercettare i trend più importanti dei prossimi anni poiché si può investire a sconto, proprio come quando ci sono i saldi oppure l’ormai rinomato BLACK FRIDAY. Consiglio ingressi graduali, evitando l’inutile esercizio di tentare di cogliere il perfetto minimo. Chiaramente queste valutazioni devono essere parametrate alle esigenze di ognuno.  

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#FOCUSMERCATI: CORONAVIRUS - come affrontare il cigno nero dell'economia mondiale

Scritto il 28.02.2020

In finanza si parla di “cigno nero” per indicare un evento raro, inatteso, che ha un grandissimo impatto e che solo a posteriori può essere spiegato. Proprio il coronavirus potrebbe essere il cigno nero dell’economia mondiale ed  in questi giorni sta creando molta preoccupazione in Italia e nel mondo, quindi ritengo utile con questa newsletter riordinare le idee per affrontare al meglio l’attuale situazione.   CORONA VIRUS QUESTO SCONOSCIUTO….   Il 9 gennaio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che le autorità sanitarie cinesi hanno identificato un nuovo ceppo di corona virus mai identificato prima nell’uomo: il COVID-19. I coronavirus sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindrome respiratorie. Sono chiamati cosi per le punte a forma di corona, presenti nella loro superficie. Questo virus è associato a un focolaio di casi di polmonite registrati a partire dal 31 dicembre 2019 nella città di Wuhan, nella Cina Centrale.   Da dove viene il coronavirus?  La domanda se la sono posti in molti e la risposta non è semplice. Si è parlato della macellazione di animali selvatici vivi al mercato cittadino di Wuhan, di condizioni igieniche precarie, di pipistrelli..La verità non c’è ancora.   Le somiglianze tra il Coronavirus  ed il virus responsabile dell’epidemia nota con il nome di Sars, scoppiata nel 2002 a Honk Kong, sono evidenti: stessi sintomi, stesso decorso della malattia, stessa correlazione con un mercato di animali vivi.    Comunque le 3 considerazioni che posso fare al momento sono: Si tratta di un Virus nuovo, che anche se ha somiglianza con la SARS non lo si conosce bene. I dati ci dicono che c’è un alto contagio ed una bassa mortalità Le principali misure adottate prima da Cina e poi dall’Italia sono state drastiche ed hanno quindi un costo economico importante     Dal punto di vista economico, la diffusione di Covid-19 fuori dalla Cina mette sotto pressione le previsioni di crescita. Gli indicatori di fiducia delle imprese, sia in Europa sia negli USA, cominciano a riportare evidenza dei rischi connessi alla diffusione del virus. Alcuni dati iniziano a dare un quadro negativo per il primo trimestre, e le vendite di auto in Cina sono calate del 92% nelle prime due settimane di febbraio. Finora era prevalsa sul mercato l’ipotesi che l’economia cinese, e quella globale in generale, potessero recuperare il rallentamento  del primo trimestre nel corso del 2020, con un movimento a “V”; viste le recenti evoluzioni questo appare più problematico e sono tutti più concordi che probabilmente in movimento sarà ad “U” ossia l’idea di un rallentamento della crescita globale seguita da una decisa ripresa sembra essere ancora valida, anche se la durata e l’entità del rallentamento saranno probabilmente più estese di quanto si potesse pensare solo fino a pochi giorni fa. Infatti lo scenario centrale rimane ad ogni modo quello del contenimento del virus, con un impatto negativo sulla crescita globale che dovrebbe essere confinato nella prima parte del 2020. Guardando al lungo periodo, su cui in termini più razionali si dovrebbero considerare gli asset di rischio, è molto difficile allo stato attuale pensare ad una significativa e prolungata interruzione della global supplychain (catena di distribuzione) che impatti in maniera importante le valutazioni dei mercati azionari.   Dal punto di vista dei MERCATI FINANZIARI, stiamo assistendo in pochi giorni ad una brusca correzione dei principali listini azionari di quasi il 10% , che hanno quindi “riprezzato” il rischio alla luce dei nuovi dati e stanno già cominciando a scontare un’importante riduzione degli utili per i prossimi trimestri.    PROSSIMI SVILUPPI…   Le ricadute economiche causate dal virus potrebbero rappresentare l’occasione per accelerare passaggio di testimone dalla politica monetaria alla politica fiscale in un contesto di maggiore tolleranza dei vincoli di bilancio.   Ecco già i primi passi significativi: La Cina ha già effettuato massicci interventi di politica monetaria ed Il Presidente cinese Xi Jinping assicura più proattività nell’utilizzo della politica fiscale per raggiungere il target di crescita 2020. Il ministro delle Finanze tedesco Scholz considera di attuare uno stimolo fiscale attraverso investimenti pubblici di circa 20 miliardi. Il Governo di Honk Kong per rilanciare i consumi ha pensato di erogare 1300 dollari, circa 1200 euro ai cittadini.   FINANZA COMPORTAMENTALE, preziosa alleata degli investimenti   In questi momenti di mercato è fondamentale gestire al meglio le proprie EMOZIONI e soprattutto la PAURA.   Questo virus è anche il primo a verificarsi in un contesto storico di INFODEMIA ,ossia di eccesso di informazioni, in cui passiamo dalla TV al PC , allo smartphone e poi ai social tra una notizia pessima e quella successiva ed ognuno dice la sua.   Per prima cosa occorre evitare che la paura prenda il sopravvento facendo fare mosse irrazionali sulle scelte effettuate sui propri risparmi.   Risulta poi fondamentale ricordarsi perché si è investito e quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere, rimanendo coerenti. Inoltre durante i periodi di correzione si possono trovare buone opportunità d’investimento, investendo ad esempio su tematiche di lungo periodo e mediando quelle già presenti in portafoglio poiché si può approfittare di prezzi d’ingresso più bassi.   In queste situazioni avere il supporto di un Professionista è di fondamentale importanza.   Come dice Warren Buffet, uno degli investitori più rinomati al mondo, i mercati finanziari sono un formidabile strumento per trasferire ricchezza dagli impazienti ai pazienti.     E’ il tempo dei fatti e non delle paure, è il tempo della scienza, non delle dicerie, è il tempo della solidarietà e non dello stigma Tedros Adhanom Ghebreyesus ,Direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

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FINANZA SOSTENIBILE: Il principale trend del decennio appena cominciato per investire in modo intelligente i propri risparmi

Scritto il 20.01.2020

Il 2020 comincia con la notizia dell’Australia che sta affrontando da molte settimane un'emergenza senza precedenti poiché si trova alle prese con l'intensificarsi degli incendi che da oltre 4 mesi stanno devastando il paese, con ingenti danni a case, persone ed animali.   Secondo una fatta dall’università di Sidney sarebbero morti circa 500 milioni di animali, ed alcune specie potrebbero essere estinte per sempre dalla faccia della terra. Questi dati sono particolarmente gravi considerato che in Australia vivono creature uniche al mondo, che si sono evolute separatamente dal resto del pianeta. Le vittime animali più colpite dagli incendi sono stati i koala, su cui è stimato un danno forse irreversibile. In questi ultimi giorni al flagello dei roghi in Australia si stà sostituendo quello delle piogge torrenziali che stanno facendo strage degli animali sopravvissuti alla devastazione delle fiamme e proprio gli stessi koala scampati agli incendi ora stanno morendo annegati….una vera apocalisse!!   Gli incendi che divampano dallo scorso settembre, hanno bruciato circa nove milioni di ettari di territorio, circa quattro volte la Lombardia. L'aria di Sidney é tra le più inquinate del pianeta, mentre a Camberra, grande città dell’entroterra, la scorsa settimana è stata registrata la peggior qualità dell’aria al mondo. Il fumo e le ceneri hanno percorso migliaia di kilometri e sono arrivati fino alla Nuova Zelanda, dove la neve ed i ghiacciai si sono addirittura tinti di marrone, e gli effetti di queste ceneri nell’aria non sono ancora noti…   Gli esperti avvisano che la causa di questi incendi é l’aumento delle temperature nel paese causato dal riscaldamento globale, che porta quindi a periodi di caldo più lunghi come quelli che proprio quest'anno il continente australiano ha vissuto, toccando nuovi record nel mese di dicembre 2019. Una buona parte delle accensioni sono state causate da tempeste di fulmini ed uragani di fuoco  favorite da condizioni di siccità estreme. Gli incendi in Australia sono forse un “assaggio” del futuro che ci aspetta se non saremo in grado di contrastare il riscaldamento globale.   Molte critiche si sono concentrate sul governo australiano, responsabile di non impegnarsi abbastanza per raggiungere gli obiettivi che il paese aveva stabilito con gli accordi a Parigi. Guarda caso l’Australia ha un’economia fortemente basata sull’estrazione ed esportazione di carbone, e come sappiamo proprio la sua estrazione non è assolutamente compatibile con il raggiungimento degli obiettivi di Parigi per contenere la temperatura della Terra al di sotto di 1,5°C  rispetto ai livelli preindustriali. Nelle ultime settimane sono circolate notizie relative all’arresto di presunti incendiari ed in parte sono state dimostrate essere notizie false diffuse ancora una volta per negare in modo palese il problema del clima.   Sempre ad inizio anno Giacarta, la capitale dell'Indonesia, é stata vittima nuovamente di un'alluvione. Le autorità parlano di piogge di violenza straordinaria, mai registrate finora, la cui forza è con molta probabilità imputabile ai cambiamenti climatici.   Siamo all’inizio di un nuovo decennio e ritengo personalmente che la Finanza Sostenibile sia il principale trend da tenere in considerazione e su cui ci sarà sempre maggiore attenzione. LaFinanza Sostenibile è un mezzo per vincere la sfida del cambiamento climatico indirizzando i risparmi solo verso quelle aziende, stati ed organizzazioni che rispettano determinati requisiti ed evitando tutto il resto. In questo modo si ha il vantaggio di investire in modo più oculato, evitare di trovarsi investiti con i propri risparmi in aziende magari al centro di scandali ambientali o sociali e  di fare  in modo che chi non è Sostenibile faccia tutto il possibile per diventarlo se vuole i nostri soldi.   Inoltre gli investimenti sostenibili hanno dimostrato in questi anni di sovraperformare gli altri investimenti e stanno attirando ingenti masse di denaro. Esattamente pochi giorni fa Larry Finck, Co-fondatore, CEO e Presidente di Blackrock, una delle più importanti case di gestione di risparmi al mondo con quasi 7mila miliardi di dollari in gestione afferma che  “siamo sull’orlo di una completa trasformazione della finanza” e che il cambiamento climatico obbligherà a riconsiderare le fondamenta stesse della finanza moderna.   L’unione Europea ha approvato il Green Deal: mille miliardi di investimenti per l’economia verde per i prossimi 10 anni. L’unione Europea prevede di dedicare un quarto del proprio bilancio alla lotta ai cambiamenti climatici.   Ormai i segnali che arrivano dal nostro Pianeta sono sempre di più. Non c'è più tempo, bisogna intervenire al più presto.   “La terra su cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri Padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri Figli” – proverbio indiano

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PILLOLE DI FINANZA NR 3 Come evitare che i buoni propositi di fine anno sui risparmi rimangano nella lista dei desideri

Scritto il 30.12.2019

Quando inizia un nuovo anno sono sempre in moltissimi a fare buoni propositi insieme alla lista delle cose che si vorrebbero fare. C’è chi decide che perderà peso, chi vuole cominciare a fare sport oppure chi si prefigge di realizzare un determinato progetto. Eppure i buoni propositi non sempre funzionano, e molti dei traguardi prefissati non vengono portati a termine. Ti è mai capitato? Ciò accade anche ai risparmi. Sono molte le persone a cui sarà capitato a fine anno avendo più tempo a disposizione di  riflettere su alcune tematiche importanti per il proprio futuro, come l’intenzione di attuare un progetto di risparmio per il mantenimento del proprio tenore di vita al momento della pensione, per lo studio dei figli o come poter magari investire i risparmi in eccesso alle esigenze di liquidità sul proprio conto corrente, ma poi  si ricomincia con la quotidianità ed il tutto rimane nella lista dei buoni propositi. La Pianificazione Finanziaria può essere utile a quei risparmiatori che vogliono che un buon proposito sui propri risparmi non rimanga solo un’intenzione ma che si trasformi in un OBIETTIVO CONCRETO poiché permette di attrezzarsi per realizzarlo, passando così dalla teoria alla pratica. E’ il primo passo da compiere per individuare quali sono le priorità ed i progetti di vita a cui dare importanza e richiede un’attenta analisi della propria situazione finanziaria e famigliare. Infatti PIANIFICARE vuol dire darsi un metodo per organizzare al meglio le proprie risorse finanziarie attuali e future al fine di poter raggiungere gli OBIETTIVI DI VITA preposti e come poter essere in gradi di fronteggiare le spese prevedibili e non prevedibili. Come dice George Kinder, un importante esperto di Pianificazione Finanziaria, le persone non hanno obiettivi finanziari, ma OBIETTIVI DI VITA che necessitano di risorse finanziarie per essere realizzati. In conclusione dalla mia esperienza professionale ritengo che per chi ha sentito l’esigenza di ripensare la propria situazione finanziaria, il passaggio immediatamente successivo da fare sia quello di passare ad uno strutturato passaggio di Pianificazione Finanziaria fatto con l’ausilio di un Professionista del settore, ottenendo così il vantaggio di tracciare e monitorare una “rotta” anziché navigare a vista o addirittura continuare ancora per un altro anno a procrastinare perdendo così ancora una volta l’opportunità di impegnarsi nel modo corretto per realizzare il proprio “pezzo” di futuro. Auguri di Buon 2020!! “Senza un progetto, un obiettivo è soltanto un desiderio.” Antoine de Saint-Exupèry  

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FOCUS MERCATI: Caso Bio On , ecco perché diversificare conviene

Scritto il 04.11.2019

Mai mettere tutte le uova nello stesso paniere.   Ottimo insegnamento, facile a dirsi ma non a farsi soprattutto nel campo degli investimenti.   L’ultimo caso di risparmio tradito ha riguardato la società Bio On in cui sono stati coinvolti circa 10mila risparmiatori che accusano perdite molto pesanti. Non pochi.   Prendendo spunto da questa vicenda oggi voglio ribadire il concetto cardine che ha sempre accompagnato la mia attività professionale, ossia di quanto sia fondamentale la DIVERSIFICAZIONE per i risparmi poichè  il crollo di un titolo non faccia crollare un portafoglio d’investimento o peggio ancora possa mettere a rischio il raggiungimento di un progetto di vita.   La società bolognese BIO ON concede in licenza e produce bioplastiche innovative ed ha rappresentato per anni una storia di successo nel mondo dell’innovazione in Italia. E’ stata quotata nel 2014 sul segmento Aim di Borsa Italiana dedicato alla piccole e medie imprese, e da un prezzo di 5 euro ad azione è arrivata quest’anno a toccare i massimi ad € 62,80. Nel 2018 sfonda il tetto di un miliardo di capitalizzazione.   Il titolo è crollato a fine luglio perdendo dai massimi il 91% quando il fondo americano QUINTESSENTIAL ha prodotto un report in cui l’azienda veniva accusata di essere “una nuova Parmalat a Bologna” ed ha puntato il dito sull’operato dei vertici, accusandoli di aver gonfiato i bilanci con un sistema di società controllate mentre nel concreto il prodotto non faceva nessun progresso. QUINTESSENTIAL è un fondo speculativo piuttosto noto nel mondo della finanza perché in passato ha esaminato molto attentamente una decina di società e molte di queste hanno chiuso.   Il 24 ottobre il titolo Bio-On è stato poi sospeso a tempo indeterminato dalle negoziazioni in Borsa, a seguito delle misure cautelari disposte dal Tribunale di Bologna nei confronti dei vertici della società.   A rimanere con il cerino in mano sono stati i risparmiatori che ci hanno creduto e che dopo l’ultima notizia non sanno più che fine faranno i risparmi investiti nel titolo.   Ora voglio condividere qualche riflessione insieme a voi lettori. Le notizie negative fanno sempre più scalpore che quelle positive e guardando cosa stanno facendo i mercati finanziari a livello globale noto che il MSCI WORLD, l’indice delle borse mondiali, segna una performance da inizio anno del + 19,54%. Rimanendo anche sul nostro mercato, il FTSE MIB, l’indice della borsa italiana segna un + 25,16%. La caduta del titolo Bio On è stata ininfluente.   Come si deduce dai dati sopra riportati per proteggere i propri risparmi è di fondamentale importanza rispettare le regole di una corretta diversificazione. E’ un principio di buon senso eppure come dicevo all’inizio non è così scontato come sembra. Alle volte può succedere che alcuni risparmiatori si facciano attrarre dai cosiddetti “specchietti per le allodole” concentrandosi solo ed esclusivamente su utile dell’azienda e rendimento del passato oppure cadano nella trappola dell’ “overconfidence” ossia un eccessiva fiducia che alcuni risparmiatori ripongono nelle proprie capacità di analisi di un titolo o di un mercato finanziario.   Evitare il fai-da-te soprattutto quando si fanno investimenti a più alto rischio ed investire in soluzioni che siano ben diversificate e con società specializzate che posseggono le conoscenze e gli strumenti utili per fare analisi approfondite attenua notevolmente i rischi di un investimento troppo concentrato. Infatti ad esempio i Pir, i piani individuali di risparmio introdotti nel 2017 e specializzati nell’investimento in  piccole e medie imprese italiane sono usciti in tempo da Bio On ed il vero choc quindi è stato solo per i piccoli risparmiatori che si sono acquistati da soli il titolo.   Bio On non è la prima società a crollare e non sarà neanche l’ultima, ma se come dimostrato prima la scomparsa di un’azienda non incide su un indice come il MSCI WORLD, ciò significa che DIVERSIFICARE  serve per proteggere i risparmi  e per farlo è indispensabile la guida di un consulente esperto.

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Pillole di finanza nr. 2

Scritto il 14.10.2019

DOVRA’ PENSARCI IL FISCO OPPURE SARANNO GLI INTERESSI NEGATIVI DA PAGARE ALLE BANCHE A FAR INVESTIRE I RISPARMIATORI ITALIANI I 1400 MILIARDI DEPOSITATI SUI CONTI CORRENTI?   Durante la scorsa settimana ho ricevuto richieste di contatto da alcuni miei assistiti ed in particolare anche da persone che non seguo direttamente ma hanno rapporti familiari o di conoscenza con i miei assistiti.   L’argomento principale di discussione è stato l’annuncio di Unicredit di ribaltare i tassi negativi ai correntisti della Banca, ossia di far pagare oltre che per il servizio di conto corrente anche per le somme depositate sui conti. Inoltre molte persone si sono mostrate preoccupate per la manovra di ottobre del Governo Italiano, in cerca di risorse per evitare l’aumento dell’IVA previsto per gennaio chiedendomi subito consigli per investire i loro risparmi.   Alla luce del contesto odierno è quindi fondamentale valutare quali sono le soluzioni per proteggere i propri risparmi da eventuali manovre del Governo messe in atto per reperire risorse in tempi stretti o dal trovarsi nella situazione di pagare per tenere i soldi in banca.   L’attuale Governo Italiano sta discutendo in questi giorni la Legge di Bilancio 2020, che rappresenta il momento economico più importante per il futuro dell’Italia, poiché da questa dipendono i conti pubblici e gli obiettivi finanziari da perseguire per i prossimi 3 anni. Su questo aspetto sono molto attente le agenzie di rating, interessate ad interpretare la direzione economica che intende prendere l’Italia. In modo particolare c’è molto interesse sulle proposte che il Governo intende fare per bloccare l’aumento dell’aliquota IVA che dovrebbe passare dal 1° gennaio dal 22% al 25% e l’aliquota ridotta dal 10% al 13%.   In emergenza alle volte i Governi possono fare cose che non vorrebbero e per citare un esempio basti pensare al Governo Amato, che mise le mani nelle tasche degli italiani prelevando il 6 per mille sui conti correnti con un decreto approvato dalla sera alla mattina a banche chiuse e quando nessuno poteva correre al riparo.   E’ probabile pensare che in quel momento il Governo di allora operò in quel modo non per lasciare un brutto segno di sé ma perché non sapesse effettivamente cosa fare in quella situazione….ed in questi casi i soldi si prendono dove sono subito disponibili!!   Inoltre in aggiunta a questo aspetto si è materializzato la scorsa settimana uno dei peggiori incubi per i risparmiatori, ossia pagare per tenere i soldi in banca!!   Jean Pierre Mustier, Amministratore Delegato del gruppo Unicredit e dal 1 luglio 2019 Presidente della Federazione Bancaria Europea ha dichiarato che i tassi negativi saranno sempre di più trasferiti ai clienti che hanno depositi consistenti. Già in agosto aveva fatto scalpore la decisione di Jyske Bank, la terza banca danese per attivi, che ha deciso di applicare ai correntisti un tasso sulle giacenze di conto pari al -0,6%. Anche molte banche in Svizzera e Germania hanno cominciato a chiedere ai clienti di pagare per tenere i soldi sui conti correnti.   Questa situazione senza precedenti è la conseguenza della politica monetaria della Banca Centrale Europea che ormai da anni tiene i tassi a zero, con l’intento di stimolare l’economia.   Le banche europee vedono così i loro margini sempre più compressi , il risparmio non è più ormai remunerato da anni con tassi a zero sui conti correnti e sempre più banche stanno quindi decidendo di far pagare i correntisti per tenere i soldi in banca….incredibile!!! sembra una storia di fanta finanza, eppure è realtà!   Certo è che per un risparmiatore essere “costretto” ad investire per evitare un prelievo indesiderato dal fisco italiano sul proprio conto corrente o dover magari cambiare una banca sicura e solida in cui sono depositati i propri risparmi per evitare tassi negativi potrebbe essere veramente una situazione sgradevole in cui il rischio maggiore è quello di prendere decisioni avventate.   Una prima soluzione per uscire da questa situazione è quella di agire fin da subito, cominciando a concentrarsi sul proprio futuro. Gli strumenti finanziari da scegliere devono essere semplicemente la logica conseguenza di un progetto finanziario che permetta di gestire il denaro in modo utile ai propri obiettivi di vita e non delle soluzioni scelte all’ultimo momento, magari in modo frettoloso ed impulsivo,  per evitare di lasciare i risparmi in balia di tasse di stato o interessi da pagare alla banca. Ancora una volta una corretta pianificazione può fare la differenza.   Essere supportato in questa specifica fase dalle mie competenze in materia di Pianificazione Finanziaria può notevolmente semplificare il processo, permettendo così di trovare le soluzioni utili in tempi più brevi e con un metodo professionale.

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Pillole di finanza nr. 1: Inflazione, il "KILLER" silenzioso dei tuoi risparmi

Scritto il 18.09.2019

Hai mai provato a pensare che i tuoi risparmi possono perdere rimanendo fermi??   In questa prima edizione di Pillole di Finanza approfondisco il concetto di INFLAZIONE, di cui si sente spesso parlare e di quanto sia utile per ogni risparmiatore conoscerne le dinamiche per evitare di far perdere di valore i propri risparmi senza accorgersene.   L'inflazione è l'aumento prolungato del livello medio generalizzato dei prezzi di beni e servizi in un Paese in un determinato periodo di tempo. Quando l'inflazione sale si verifica un minor potere di acquisto della moneta e con il passare degli anni ce ne accorgiamo poiché a parità di cifra, acquistiamo meno beni e servizi.   Un semplice esempio ci può far capire il fenomeno dell'inflazione. Immaginiamo di aver dimenticato nel 2002, anno di circolazione ufficiale dell'euro, 10 euro nel cassetto. In quegli anni 1 kg di pane costava circa € 2 al kg, e quindi con € 10 si poteva comprare circa 5 kg di pane. Oggi il pane costa mediamente € 3,5 al kg e quindi con gli stessi 10 euro, posso comprare circa 2,85 kg di pane, ben 2 kg abbondanti in meno!!!   Oppure per chi ha vissuto il periodo della lira è sufficiente ricordare cosa si poteva fare con 1 milione di lire prima dell'introduzione dell’euro ed oggi con 500 euro.   L'inflazione può essere causata da un aumento della domanda di beni o servizi più rapida rispetto all'offerta, che fa salire i prezzi. Un'altra causa è anche il rialzo dei costi di produzione che le imprese devono sostenere e che le porta ad aumentare i prezzi per mantenere i propri margini di utili. Infine può contribuire anche all'aumento dell'inflazione un eccesso di offerta di moneta determinata dalle Banche Centrali.  Solitamente in un contesto di economia che cresce, un'inflazione moderata è un segnale positivo soprattutto se si accompagna con una rispettiva crescita di salari e stipendi. In Italia l'inflazione viene misurata dall'ISTAT e ad esempio in 10 anni, da giugno 2009 a giugno 2019 è stata del 12%. Oggi l'obiettivo dei Governi Europei è quello di mantenere un'inflazione moderata e positiva intorno al 2%.   Ora è importante capire gli effetti sui risparmi.    I soldi lasciati inattivi sul conto corrente per troppo tempo apparentemente sono sempre uguali, ma con il passare degli anni valgono sempre di meno. Negli ultimi 10 anni l'inflazione in Italia, come scritto prima, è stata di circa il 12%. Se prendiamo in considerazione una cifra di € 100.000,00 lasciata sul conto corrente e senza considerare eventuali spese di tenuta conto, oggi in termini di potere d'acquisto vale il 12% in meno, ossia € 88.000,00.   Certo è che nell'attuale contesto di tassi bassi ed inflazione positiva risulta difficile difendere il potere di acquisto dei propri risparmi, soprattutto se si investe in soluzioni molto utilizzate nel passato come i conti deposito, che oggi offrono interessi esigui, ed occorre quindi cercare strategie d'investimento alternative.   Il primo passo utile a questo proposito che consiglio di fare è quello di individuare per prima cosa quali sono le esigenze ed i progetti di vita importanti da realizzare, come ad esempio mantenere il proprio tenore di vita, accantonare risorse per i figli, tutelare i propri cari, passaggio generazionale del proprio patrimonio....   In molti casi mi succede che quando assisto i risparmiatori in questa fase, si scopre che la cifra di cui si ha bisogno per le spese correnti e per far fronte agli imprevisti è notevolmente più bassa rispetto a quella tenuta liquida sul conto corrente e questo permette fin da subito di individuare le risorse utili da destinare ai progetti di vita che si vogliono realizzare. Se fatto bene questo passaggio, e con il supporto di un Professionista del settore della Consulenza Finanziaria che offra questo tipo di servizio, si ha il vantaggio di individuare successivamente con più semplicità lo strumento finanziario o le strategie d'investimento più coerenti agli obiettivi che si vuole raggiungere.   Rispondere alla domanda "PERCHE' RISPARMIO?"  è il primo passo avanti per diventare più consapevoli di come i risparmi possano diventare un fondamentale strumento per realizzare i propri obiettivi e difenderli in questo modo dal "killer" silenzioso dell'INFLAZIONE.

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