Alessandro Giacomelli

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Consulente finanziario

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30/09/2019

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L'ECCEDENZA DI LIQUIDITA SUI CONTI CORRENTI

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  • Banche e prodotti bancari
Scritto il 06.04.2021

Il tema della volontà delle Banche di applicare ai correntisti commissioni sulla liquidità detenuta sui conti correnti o di recedere dai contratti di deposito è talmente delicato che anche il Prof. Angelo Dolmetta Consigliere di Cassazione esperto di Diritto Bancario e Finanziario è intervenuto con un articolo su il Caso.it del 31/03/2021 dal titolo “ Le Eccedenze di Liquidità sui Conti Correnti. On the dark Side of the Moon” Il Prof. Dolmetta evidenzia come questo intento persuasivo delle Banche di tramutare un deposito a vista in un investimento sia molto pericoloso in assenza di disposizioni legislative finalizzate a contrastare e reprimere le situazioni di conflitto di interesse degli Intermediari Finanziari. In realtà la soluzione per eliminare il conflitto di interesse c'è anche se poco conosciuta, è sufficiente che il correntista si rivolga a chi eroga il servizio di Consulenza Finanziaria Indipendente iscritto nell'Albo OCF: Consulente Finanziario Autonomo o SCF In conclusione: è legittimo per le Banche disincentivare la liquidità sui conti correnti, ma è preferibile che i consigli su come impiegare la liquidità provengano da chi non ha conflitti di interesse

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Polizze Vita ?.... No Grazie !

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  • Titoli di Stato, Spread e Tassi di
Scritto il 16.11.2020

La recente indagine pubblicata da Ivass evidenzia nuovamente l’inefficienza dei prodotti assicurativi – finanziari conosciute nel gergo comune come “Polizze Vita” ovvero prodotti di investimento mascherati sotto forma di prodotti assicurativi. Mascherati in quanto la componente assicurativa è ridotta ai minimi termini, diciamo pari quasi a zero, tant’è che spesso molti Giudici le hanno qualificate come meri prodotti di investimento, soprattutto le Index e le Unit Linked. Prodotti di investimento molto costosi, con incidenza dei costi sull’importo investito fino al 4,67% Si tratta di scatole cinesi con moltiplicazione dei costi e inefficienze varie, insieme a vari conflitti di interesse espliciti e impliciti. Vengono presentati dai venditori come prodotti con solo vantaggi: remunerativi, efficienti dal punto di vista fiscale in caso di successione ed impignorabili in caso di problemi con i creditori. Remunerative non lo sono in quanto i costi addebitati per remunerare i venditori, gli intermediari finanziari / compagnie assicurative, erodono qualsiasi rendimento potenziale. Non offrono nessuna copertura dal rischio vita, inteso come rischio premorienza, in quanto se va bene i beneficiari (usualmente figli e moglie) ricevono il capitale versato, insomma niente a che vedere con le vere polizze vita denominate “Assicurazione Temporanea Caso Morte -TCM” Il risparmio fiscale per il beneficiario in caso di premorienza / successione è tutto da verificare in quanto per i figli e il coniuge c’è la franchigia di €. 1.000.000 ciascuno per le imposte di successione. Quindi ipotizzando coniuge e 2 figli, l’imposta del 4% si paga solo sugli importi superiori ad €. 3.000.000 Inoltre l’imposta di successione del 4% si paga solo una volta, i costi della polizza vita del 4,67% si pagano invece tutti gli anni !! Se i costi addebitati sulla polizza vita sono invece molto più bassi e la gestione degli investimenti è efficiente, forse può essere leggermente vantaggioso per chi non è parente e dove pagherebbe un’imposta di successione del 8,00%. Ma anche qui vale il discorso di prima, l’8% si paga una volta, i costi della polizza si pagano tutti gli anni, quindi è necessario valutare attentamente la convenienza. Spesso le polizze vita sono usate per spostare una parte dell’eredità a favore di qualcuno che non è il coniuge o i figli, ma se ciò lede le quote di legittima, il beneficiario dovrà restituire quasi tutto ciò che ha ricevuto dall’assicurazione (tutto il capitale versato dal contraente al netto dei pochi rendimenti accreditati). L’impignorabilità ovvero la possibilità di sottrarre ai creditori i soldi versati nella polizza vita, spesso non ha successo a causa delle azioni revocatorie promosse dai creditori e dove il Giudice riconosce la malafede del contraente. Insomma le Polizze Vita sono sicuramente molto vantaggiose (remunerative) per chi le vende, mentre per chi le acquista è tutto da verificare con molta attenzione. Se desiderate una valutazione indipendente dell’efficienza delle polizze vita che avete in portafoglio per la Vostra Personale situazione di Vita e Familiare, contattatemi e faremo una vera Pianificazione Finanziaria per Obiettivi di Vita e vedrete che nel 99 % dei casi la Polizza Vita non era adatta alle Vostre Autentiche Esigenze di Vita.

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Il Rischio Finanziario per il Risparmiatore

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 15.06.2020

Che cos’è il rischio per un risparmiatore / investitore quando deve scegliere come allocare i propri risparmi?   C’è differenza nella percezione del rischio tra un risparmiatore che possiede un livello di cultura finanziaria bassa, rispetto ad un risparmiatore che possiede un livello di cultura finanziaria medio alto?   La risposta è: si ci sono differenze e in alcuni casi molto rilevanti.   Scopriamo la differenza andando a classificare in una scala da 1 a 10 il rischio delle principali forme di impiego del risparmio / investimento.   Da quella percepita come più rischiosa (n.1) fino a quella con rischio quasi nullo (n.10).   La prima classifica degli investimenti in base al rischio percepito è quella realizzata mediamente dal risparmiatore / investitore con bassa cultura finanziaria (tabella A)   Tabella A – Risparmiatore con Cultura Finanziaria Bassa       In questa classifica l’investimento a maggior rischio è quello in una singola società di medie- piccole dimensioni, subito seguito dall’investimento in una singola società di grandi dimensioni.   Al terzo e quarto posto abbiamo i Fondi Azionari che investono in società residenti nei Paesi Emergenti (Cina, India, Malesia, ecc..) e i Fondi azionari che investono in grandi società residenti in tutto il mondo.   Al quinto posto troviamo gli investimenti che sono di Moda in un certo periodo storico, adesso ci sono i Bitcoin ovvero le Criptovalute e l’Equity Crowfunding, ieri c’era il Forex ovvero investire sui Cambi Valutari, prima ancora c’erano i Diamanti, fino ad arrivare ai Tulipani (qualche secolo fa anno 1637).   Al sesto posto ci sono le materie prime, Oro in primis, seguito dal Petrolio e poi Argento, Rame, Grano, Caffè, così via fino al mitico Succo di Arancia di Eddie Murphy (Una poltrona per due)   Settimo posto, Immobili; il mattone resta uno degli investimenti più amato dagli italiani anche al netto di un carico fiscale sempre più penalizzante.   Ottavo e nono posto troviamo le emissioni obbligazionarie corporate e quelle governative; per quest’ultime oggi onde evitare tassi negativi è necessario rivolgersi ad emissioni in valuta estera o restare in casa con i BTP   Ultimo posto in questa graduatoria del rischio abbiamo un'altra forma di impiego del risparmio molto amato dagli italiani: i depositi bancari in conto corrente. La liquidità detenuta dalle famiglie per far fronte al “non si sa mai” è pari ad 1/3 della loro ricchezza complessiva (Consob, Rapporto 2019 Scelte di Investimento delle Famiglie Italiane).   Andiamo a vedere ora invece la graduatoria del rischio degli impieghi del risparmio realizzata dal risparmiatore dotato di una cultura finanziaria medio alta (tabella B)   Tabella B – Risparmiatore con Cultura Finanziaria Medio -Alta     Innanzitutto si può notare come il rischio non è unico ma viene suddiviso in tre categorie: Perdita del Capitale (Perdita non recuperabile) Inflazione (Perdita del Potere di Acquisto ) Volatilità (Perdite momentanee a breve termine e recuperabili nel medio termine )   Al livello più elevato di rischio c’è la categoria del “Rischio di Perdita del Capitale a titolo definitivo”, ovvero perdita che non è possibile recuperare nemmeno aspettando molti anni.   Al primo posto di questa categoria abbiamo l’investimento in “Quello che va di Moda”, si tratta della forma di impiego del risparmio più incerta e quindi più pericolosa in assoluto. Eventi Formativi di 2 giorni e siti Web trasformano semplici risparmiatori in super esperti di Opzioni, Cambi Valutari, Criptovalute, Compravendita di immobili a breve termine e Azionisti di start up.   Al secondo e terzo posto troviamo gli acquisti di singoli titoli azionari reciprocamente in piccole-medie imprese e in grandi imprese. Per queste due tipologie di investimento non ci sono differenze tra i diversi livelli di cultura finanziaria anzi si può dire che c’è unanimità di percezione del rischio.   Dove invece c’è una enorme differenza di interpretazione del rischio è relativamente ai depositi in conto corrente.   Per il risparmiatore evoluto il maggior rischio finanziario dopo il “rischio di perdita del capitale” è la perdita del potere di acquisto del denaro.   Il denaro detenuto come liquidità o in conto corrente anno dopo anno perde valore. La perdita è misurata dal tasso di inflazione; e sebbene negli ultimi anni abbia assunto valori piuttosto contenuti, ciò non ha impedito in 10 anni di far perdere il 12% di potere di acquisto ai nostri risparmi detenuti in liquidità.   Per il risparmiatore “evoluto” ogni euro detenuto come liquidità significa subire una lenta e silenziosa perdita; non si tratta di una perdita di capitale probabile ma bensì di una perdita (indiretta) certa.   Per questo motivo, la liquidità e il conto corrente, si posiziona al quarto posto della graduatoria del rischio finanziario.   Il rischio di perdita dovuta all’inflazione si riduce leggermente grazie all’impiego dei titoli obbligazionari governativi e un po' di più all’impiego dei titoli obbligazionari corporate, i quali concedono mediamente un rendimento maggiore dei titoli degli stati sovrani.   Al settimo posto abbiamo le materie prime, un investimento correlato all’inflazione, ovvero spesso un aumento del costo delle materie prime si traduce in un aumento dell’inflazione e quindi possono rappresentare una buona copertura al rischio di perdita del potere di acquisto.   In fondo a questa graduatoria del rischio troviamo la “Volatilità”. Quest’ultima è la misura del rischio utilizzata da tutti nel sistema finanziario e appare la più temuta; in realtà non è una misura di incertezza del risultato finale, ma più semplicemente è la misura del movimento a zig zag (non lineare) del rendimento di un investimento. Banalizzando la volatilità misura il grado di ripidità delle montagne russe dell’investimento finanziario. La destinazione finale è certa, si tratta di sopportare le numerose e rapide discese del percorso intrapreso.   Con la Volatilità non si perde capitale e non si perde potere di acquisto, a patto di rispettare una semplice regola: dare all’investimento il tempo necessario per generare il suo rendimento.   In fondo a questa graduatoria del rischio troviamo quindi all’ottavo posto i Fondi di Investimento Azionari nei Paesi Emergenti e al nono posto l’amato “ Mattone “ abitazioni residenziali, uffici, negozi, capannoni, ecc..   Gli Immobili sono un investimento che protegge benissimo dall’inflazione, ma con prezzi molto volatili, poco adatto a fare trading a breve e medio termine.   All’ultimo posto con il livello di rischio più basso si posizionano i Fondi Azionari Globali, ovvero Gestioni collettive, (meglio se passive con costi molto contenuti come gli ETF ) che hanno ad oggetto partecipazioni nelle più grandi e importanti aziende mondiali; motori dell’economia globale e fonti di continua crescita e innovazione.   In conclusione, il Rischio Finanziario non è uguale per tutti i Risparmiatori, ma bensì è in funzione del grado di Cultura Finanziaria posseduta.   Come fa un Risparmiatore ad incrementare il suo livello di Cultura Finanziaria?   Lo può fare in due modi principali: Autonomamente, studiando molto e con costanza; con il supporto di un Professionista;   Nel caso si opti per chiedere supporto ad un Professionista, la raccomandazione è di verificare che possieda le seguenti caratteristiche:   Indipendente da Banche, Assicurazioni e Intermediari Finanziari (non dovrà mediare tra i tuoi interessi e quelli dell’Intermediario per cui opera, “Paolo Savona Presidente CONSOB 27/06/2019”) Remunerato solo a parcella ( no prodotti a catalogo, ma bensì soluzioni personalizzate) Coach Finanziario (capace di ascoltarti e comprendere le tue esigenze personali) Esperto di Pianificazione Finanziaria, Patrimoniale e Fiscale (senza visione a 360° non è possibile trovare soluzioni finanziarie efficaci).

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Il Commercialista nell’Albo Unico dei Consulenti Finanziari

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  • Formazione/Educazione Finanziaria
Scritto il 05.02.2020

Dal 1° dicembre 2018 con la piena operatività dell’Albo Unico dei Consulenti Finanziari, anche i dottori commercialisti hanno la possibilità di iscriversi nella sezione dedicata ai Consulenti Finanziari Autonomi, previo superamento di una prova di esame.   Oggi su questo tema permane sempre scarsa informazione e poca chiarezza. Molti, anche tra i colleghi, ancora sono convinti che al Commercialista sia vietato fornire consulenza su strumenti e prodotti finanziari.   In realtà al Commercialista non è vietato erogare consulenza in materia di investimenti finanziari, ma bensì è vietata l’attività di agente collegato, ovvero l’attività di collocamento di prodotti / servizi finanziari per conto di un intermediario.   Il comma 1 lett e) dell’art 4 del D.lgs n. 139/2005 recante disposizioni in tema di incompatibilità per l’esercizio della professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile, stabilisce una specifica ipotesi di incompatibilità tra l’esercizio della professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile e l’attività di Promotore Finanziario ( oggi “Consulente Finanziario abilitato all’offerta fuori sede ).   La norma operando nei confronti dell’iscritto all’Albo dei Commercialisti, una restrizione della generale libertà di iniziativa economica, introduce una compressione di diritti soggettivi costituzionalmente garantiti che trova fondamento nell’esigenza di tutelare l’indipendenza, l’onorabilità e l’imparzialità del professionista e garantire che questi agisca, nello svolgimento dell’attività professionale nel rispetto degli interessi pubblici ( La Disciplina delle Incompatibilità art. 4 Dlgs 139/05, Norme Interpretative del 01/03/2012 CNDEC ).   Le limitazioni individuate dalla norma sono dirette ad evitare che lo svolgimento di attività volte alla cura di interessi particolari interferiscano nel campo professionale incidendo negativamente sulla libertà di determinazione professionale    Il Codice Deontologico della Professione di Dottore Commercialista ed Esperto Contabile, dopo aver richiamato il rispetto delle norme in tema di indipendenza e incompatibilità previste dalla legge stabilisce espressamente (art.9) che il professionista non deve mai porsi in situazioni idonee a diminuire il proprio libero arbitrio o ad essere di ostacolo all’adempimento dei doveri.   Il professionista deve inoltre evitare qualsiasi situazione di conflitto di interessi e più in generale qualsiasi circostanza in cui un terzo possa presumere la mancanza di indipendenza.   In particolare, al fine di scongiurare il rischio di una compromissione dell’indipendenza, il professionista deve evitare ogni legame di ordine personale, professionale o economico che possa essere interpretato come suscettibile di influenzare negativamente la sua integrità o la sua obiettività.   E’ evidente che il Dottore Commercialista non può assolutamente svolgere l’attività di Consulente Finanziario abilitato all’offerta fuori sede, in quanto quest’ultimo è la persona fisica iscritta nell’apposita sezione dell’albo unico dei Consulenti Finanziari, che in qualità di “Agente Collegato”, esercita professionalmente l’offerta fuori sede come dipendente, agente o mandatario (art. 1 co.5-septies 3 TUF)   E per “agente collegato” si intende la persona fisica o giuridica che, sotto la piena e incondizionata responsabilità di una sola impresa di investimento per conto della quale opera, promuove servizi di investimento e/o servizi accessori presso clienti o potenziali clienti, riceve e trasmette le istruzioni o gli ordini dei clienti riguardanti servizi di investimento o strumenti finanziari, colloca strumenti finanziari o presta consulenza ai clienti o potenziali clienti rispetto a detti strumenti o servizi finanziari (art. 1 co.5-septies 2 TUF)   Il Dottore Commercialista può invece esercitare tranquillamente l’attività di Consulente Finanziario Autonomo in quanto quest’ultimo deve essere indipendente sia soggettivamente che oggettivamente da qualsiasi intermediario finanziario (Indipendenza Assoluta)   L’art 5 del Decreto MEF n. 206 del 24/12/2008 preclude l’iscrizione all’albo dei Consulenti Finanziari Autonomi a coloro che intrattengono, direttamente o indirettamente rapporti di natura patrimoniale o professionale o di altra natura con emittenti o intermediari o con soggetti ad essi collegati, se tali rapporti possono condizionare l’indipendenza di giudizio nella prestazione della consulenza in materia di investimenti.   E’ vietata la percezione di qualsiasi beneficio da parte di soggetti diversi dal cliente al quale è prestato il servizio, ovvero il Consulente Finanziario Autonomo non può assolutamente percepire commissioni o incentivi da parte degli intermediari finanziari e deve essere remunerato solo ed esclusivamente dal cliente.     Come si può vedere dalla tabella, il CFA è: indipendente dai produttori / distributori come il Commercialista non percepisce commissioni o incentivi da alcun intermediario finanziario, come il Commercialista è remunerato esclusivamente dal suo cliente, come il Commercialista non colloca prodotti o strumenti finanziari, ma eroga solamente un servizio di consulenza, come il Commercialista è libero di determinare qual è la migliore soluzione tecnica per il suo cliente, come il Commercialista non ha legami personali, professionali ed economici che siano in grado di ridurre la sua obiettività come il commercialista.   In conclusione, il Dottore Commercialista può tranquillamente iscriversi all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari (previo superamento della prova di esame) ovviamente solo ed esclusivamente nella sezione dei Consulenti Finanziari Autonomi.

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L’evoluzione della Pianificazione Finanziaria

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  • Investimenti
Scritto il 16.12.2019

La Pianificazione Finanziaria Personale è un processo finalizzato a generare un piano finanziario per una persona o per una famiglia.   Oggetto della Pianificazione Finanziaria   Il servizio di Pianificazione Finanziaria è composto da: pianificazione dei flussi di cassa pianificazione previdenziale pianificazione successoria e passaggio generazionale protezione del patrimonio pianificazione degli investimenti gestione dei rischi e pianificazione assicurativa pianificazione fiscale   Il processo si sviluppa attraverso le seguenti fasi: incarico fiduciario approfondimento della conoscenza analisi raccomandazioni realizzazione del piano monitoraggio aggiornamento   Le attività più importanti nel processo di pianificazione sono le seguenti: Identificare gli obiettivi finanziari del cliente e le sue risorse Progettare una strategia finanziaria Fornire raccomandazioni personalizzate, le quali una volta implementate siano in grado di supportare il cliente a raggiungere i suoi obiettivi.   Analisi Comportamentale del cliente   L’analisi e la comprensione dei comportamenti del cliente e dei suoi processi decisionali è fondamentale per il successo del processo di pianificazione.   Quando il pianificatore comprende il punto di vita del cliente, sarà in grado di sviluppare strategie personalizzate che possono aumentare la probabilità di successo nel raggiungimento dei suoi obiettivi.   La maggior parte delle persone si rende conto di essere in preda ad emozioni e pregiudizi quando devono assumere decisioni finanziarie; emozioni spesso contrastanti tra loro e che lasciano una sensazione di disagio ed ansia.   Uno dei motivi per cui i risparmiatori richiedono il supporto di un professionista della finanza personale è proprio la necessità di ricevere assistenza nella rimozione dell’effetto delle proprie emozioni e pregiudizi dal loro processo decisionale e raggiungere così una sensazione di benessere e serenità d’animo, consapevoli di avere realizzato scelte razionali ed efficienti con l’aiuto di un terzo professionista.   Pianificazione per Obiettivi di Vita   Un eccellente pianificatore finanziario, può applicare tecniche comportamentali in tutte le fasi del processo   Questo tipo di pianificazione va più in profondità entrando nel merito degli obiettivi di vita del cliente.   La Pianificazione per Obiettivi di Vita focalizza l’attenzione del cliente sui suoi valori e obiettivi più autentici.   E’ un processo olistico che pone al primo posto gli interessi e i valori del cliente e si pone come obiettivo primario di incrementare il suo livello di soddisfazione della vita e il suo benessere finanziario.   La pianificazione per obiettivi di vita è differente dalla tradizionale pianificazione finanziaria, in quanto l’attenzione principale non è sui numeri e sulla finanza, ma piuttosto su “chi è” il cliente e “che cosa” la persona desidera veramente per se stessa e per la sua famiglia.   La premessa della pianificazione per obiettivi di vita è che i professionisti dovrebbero prima scoprire gli obiettivi più importanti nella vita del cliente e quindi aiutarlo a costruire un piano di vita, supportato dal piano finanziario personale.   Il pianificatore finanziario olistico aiuta i clienti a modificare il loro stile di vita attuale, per raggiungere lo stile di vita desiderato.   George Kinder   Il termine “Life Planning” fu coniato circa 30 anni fa e tra i padri fondatori della pianificazione olistica, George Kinder è sicuramente il più famoso e apprezzato divulgatore e formatore di questo evoluto approccio alla consulenza finanziaria personale.   Le aree dove attribuisce più importanza nel processo di pianificazione “life planning” sono le seguenti: Famiglia e relazioni amicali Valori interiori autentici Creatività e autorealizzazione Comunità sociale e ambiente di lavoro Ecologia e sviluppo sostenibile   Kinder sostiene che la prospettiva della Pianificazione per Obiettivi di Vita, permette ai pianificatori finanziari di poter fornire ai propri clienti un servizio maggiormente personalizzato ed efficace nel raggiungimento di un elevato grado di benessere e soddisfazione nella vita.   La seguente tabella mostra come Kinder vede i differenti livelli della consulenza finanziaria, dove la pianificazione per obiettivi di vita è il livello massimo di servizio erogabile alle persone e alle famiglie (The Life Planning Perspective: An interview with George Kinder “webcast” 29/10/2015 AICPA “American Insitute of Certified Public Accountants “)     Consulente Finanziario   Il Consulente Finanziario tradizionale propone ai suoi clienti la pericolosa illusione di poter selezionare i prodotti finanziari dove i gestori sono sempre in grado di battere regolarmente il mercato e ricevere rendimenti extra.   Illusione promossa e incentivata dai produttori e dalle reti vendita dei prodotti finanziari, le cui remunerazioni sono calcolate sui ricarichi dei prodotti venduti e sul rispetto dei budget commerciali.   Le reti vendita collocano prodotti di risparmio gestito che hanno costi decuplicati e nel 90% dei casi non riescono a battere il loro benchmark.   Esempio fondo azionario a (finta) gestione attiva che investe negli USA con un costo annuo (TER) del 2,50% che a distanza di 5 anni ha un rendimento inferiore ad un fondo a gestione passiva ETF il quale ha un costo di 0,10%. La differenza di 2,40% è il margine di guadagno lordo della rete vendita, il quale moltiplicato per 5 anni è pari al 12,00%, ovvero su €. 100.000 investiti, la remunerazione della rete vendita è di €. 12.000   Il problema non è solo legato alle commissioni implicite e nascoste nei prodotti venduti, anzi forse questo è il problema minore.   La criticità maggiore di questo modello tradizionale di consulenza promosso dai produttori e venditori è legato al fatto che al centro della consulenza non c’è il “Cliente”, ma bensì i “suoi soldi”.   Quello che conta agli occhi dei venditori è “quanti soldi hai da investire” ovvero “quanti prodotti “ può venderti e quante “ commissioni “ l’intermediario per cui lavora gli accrediterà.   Lo stile di vita del venditore è direttamente proporzionale a quanti prodotti maggiormente costosi riuscirà a piazzare al risparmiatore / investitore ignaro e illuso.   Come si può facilmente percepire, il danno che subisce il cliente non è legato solo ai costi occulti addebitati, ma bensì (più importante) dall’assenza di un impiego efficace dei suoi soldi, per il perseguimento dei suoi obiettivi personali.   Il cliente viene persuaso che il rendimento è l’aspetto più importante dell’impiego dei suoi risparmi e del suo patrimonio e non viene educato sul porre attenzione a cosa deve servire il denaro investito, quali bisogni deve soddisfare.   Pianificatore Finanziario   Il Consulente Finanziario specializzato in Pianificazione Finanziaria, non demonizza il rendimento che deve derivare dall’investimento, ma semplicemente informa il proprio cliente che cercare di battere il mercato non è la strategia più efficace per soddisfare i propri bisogni.   La maggior parte dei prodotti finanziari fa fatica solo a restare in linea con i benchmark, figurarsi se riescono costantemente a far meglio e purtroppo anche nei casi di successo, i risultati storici non sono efficienti indicatori predittivi per le performance future.   Molto meglio impostare una efficace e diversificata asset allocation, utilizzando prodotti base con costi più contenuti possibili e lasciando solo una quota minoritaria dedicata a prodotti a vera gestione attiva, dove i costi gestionali sono ampiamente giustificati.   Ma prima dell’asset allocation, vengono gli obiettivi finanziari del cliente: l’analisi delle risorse economiche e patrimoniali della famiglia; le esigenze di protezione del patrimonio, di gestione dei rischi di vita; la selezione degli strumenti assicurativi per mitigare i rischi che possono avere un impatto devastante sul benessere e sullo stile di vita presente e futuro dei propri familiari; la pianificazione del trasferimento della ricchezza alle future generazioni; la riduzione e il contenimento delle imposte e tasse; la difesa dalle azioni aggressive dei potenziali creditori; la quantificazione degli importi da destinare all’integrazione della futura pensione.   Il Piano Finanziario Personale prevede la redazione: dello Stato Patrimoniale, famigliare con il censimento delle attività immobiliari e mobiliari e delle passività certe e probabili; del Conto Economico con l’individuazione delle fonti di reddito e delle principali voci di costo su base mensile e annuale; del Budget Finanziario con la quantificazione degli importi risparmiabili e destinabili alla copertura assicurativa e previdenziale; del Testamento Olografo, al fine di evitare una successione non desiderata, ma imposta dalla legge; degli strumenti giuridici di protezione e tutela patrimoniale: Fondo Patrimoniale, Patti di Famiglia, Trust, Polizze Vita, Fondazioni, Società Semplici, ecc.   Nella pianificazione finanziaria tradizionale, spesso il professionista è molto bravo e competente nel realizzare i calcoli numerici, operare simulazioni diversificate, quantificare le conseguenze di eventi e accadimenti futuri, nonché elaborare le relative probabilità di accadimento e le relative soluzioni quantitative.   Attività molto apprezzate dal proprio cliente, il quale si sente supportato da un vero professionista delle grandezze numeriche, ma probabilmente poco ascoltato, relativamente ai suoi veri bisogni, paure, desideri, aspirazioni.   Quello che accade spesso è che molti ottimi (dal punto di vista quantitativo) piani finanziari non vengono poi applicati e seguiti dai clienti.   Dopo poco tempo questi piani finanziari vengono accantonati, perché il cliente non vede rispettati i suoi valori, i suoi veri e autentici obiettivi di vita, oppure perché il professionista non ha compreso i suoi schemi di pensiero disfunzionali, che si traducono poi in comportamenti sabotatori o rinunciatari.   Il professionista non ha prestato sufficiente attenzione al suo cliente, non ha messo in primo piano “la persona” la sua “vita”, non ha ascoltato attivamente le sue parole, le sue emozioni.   Non ha prestato sufficiente attenzione a quella parte della persona che opera il 90% delle scelte nella vita, ovvero al “sistema 1” come lo definisce Daniel Kahnem (Pensieri Lenti e Veloci, Mondadori 2019)   Pianificatore Finanziario per Obiettivi di Vita   Per il Consulente Finanziario specialista di Pianificazione Finanziaria per Obiettivi di Vita, al centro della sua attività c’è “la persona” e “la sua famiglia”   Ci sono i numeri, i flussi di cassa, il budget economico, le esigenze di tutela dai rischi e protezione, uno stile di vita adeguato durante la vita in pensione.    Ma al primo posto c’è l’ascolto attivo del cliente, delle sue esigenze più interiori e autentiche, dei suoi valori, ovvero delle cose a cui attribuisce maggiore importanza nella sua vita.   C’è la consapevolezza che ogni individuo è unico, con i suoi desideri, bisogni, necessità, fragilità, paure, ansie, pensieri disfunzionali ed auto sabotatori e che solo con un attento e profondo ascolto è possibile comprendere la sua unicità e specificità ed aiutarlo a declinare i suoi obiettivi di vita più autentici.   Aiutarlo a tradurre i suoi veri e individuali obiettivi di vita in obiettivi finanziari, e ad conseguirli mediante la redazione di un piano finanziario che rispecchierà a questo punto pienamente i cuoi valori e i suoi bisogni autentici.   Come dice George Kinder, il piano finanziario per obiettivi di vita, non è altro che un piano finanziario realizzato correttamente, ovvero che aiuta la persona a conseguire i risultati di vita che desidera veramente.   Con la Pianificazione per obiettivi di vita, le domande di natura qualitativa si incrementano fino ad includere alcune delle seguenti, proposte sempre da Kinder nel suo famoso libro “Lighting the Torch – The Kinder Method of Life Planning, FPA Press 2006”: Se tu avessi tantissimi soldi da poter rientrare tra le 100 persone più ricche al mondo, che cosa vorresti fare, come vorresti vivere la tua vita? Se tu vincessi €. 5.000.000 alla lotteria, che cambiamenti apporteresti nella tua vita? Se il tuo medico ti informasse che ti restano solo da 5 a 10 anni di vita, quali cambiamenti vorresti realizzare? E se ti rimanesse solo 1 anno di vita, che cosa corresti fare? E se fossero solo 24 ore quelle che ti rimangono da vivere? quali sarebbero i tuoi rimpianti, quelle cose che hai sempre desiderato fare o realizzare, ma che hai sempre rimandato? come vorresti trascorrere queste ultime ore e con chi?   Queste domande offrono alle persone che utilizzano maggiormente l’emisfero sinistro, ovvero maggiormente razionali e controllate, l’opportunità di immaginare diverse possibilità.   Le persone che utilizzano maggiormente l’emisfero sinistro, usualmente sono molto brave ad elaborare piani e lavorare con i numeri, ma incontrano difficoltà ad immaginare obiettivi elevati.   Queste domande spostano i loro pensieri nell’emisfero destro del cervello e iniziano a condividere con il professionista che le ascolta attivamente, sogni, desideri ai quali non avevano mai dato sufficiente spazio prima o verbalizzato con qualcuno fino a quel momento.   Per le persone che utilizzano maggiormente l’emisfero destro, vale il contrario. Non hanno problemi ad immaginare grandi progetti ed elevati obiettivi, tuttavia il loro percorso verso questi obiettivi resta un po' sfocato.   Per loro il lato della pianificazione finanziaria risulta noioso ed hanno bisogno di riceve domande sulla pianificazione per obiettivi di vita per avere una buona motivazione ad elaborare ed attuare i loro piani finanziari.   In conclusione, il Consulente Finanziario specializzato in Pianificazione Finanziaria per obiettivi di vita, ha come obiettivo: aiutare il cliente a gestire le sue finanze al fine di ottenere la “Vita che desidera”.   Al centro del servizio di consulenza c’è “la persona” non i “suoi soldi”.

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La pianificazione finanziaria olistica

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 04.12.2019

L’obiettivo della Pianificazione Finanziaria Olistica / Integrata è di aiutare il cliente a costruire e mantenere una relazione equilibrata e soddisfacente con i propri risparmi e investimenti.   Tale risultato è raggiungibile se il cliente è supportato sia esteriormente che interiormente.   L’aspetto esteriore riguarda la gestione operativa del denaro: flussi di cassa, strumenti finanziari, stato patrimoniale, simulazioni, carico fiscale, mentre l’aspetto interiore ha per oggetto le credenze del cliente riguardo il denaro e le emozioni che gli suscitano.   Ambedue gli aspetti sono ugualmente importanti al fine di creare e mantenere una relazione soddisfacente con il denaro.   Negli ultimi anni la professione di Pianificatore Finanziario si è evoluta, integrando anche gli aspetti emotivi e non tangibili del rapporto con i soldi.   Sono stati coniati molti nuovi termini per indentificare questa nuovo servizio integrato (esteriore + interiore ): Interior Finance Life Planning Financial Life Planning Financial Coaching Financial Therapy   È impossibile considerare gli aspetti finanziari delle persone e delle famiglie, come aspetti distinti dalla loro vita.   Il denaro è strettamente connesso con le relazioni sentimentali dei clienti, con i loro sogni, paure, desideri, ansie, successi, fallimenti.   Non c’è nessun aspetto della vita delle persone che non sia connesso con il denaro, dai bisogni di base per il cibo, la casa, l’abbigliamento, fino ai bisogni più elevati di autorealizzazione.   Sempre più pianificatori finanziari hanno compreso che per aiutare i propri clienti non è sufficiente supportarli dal punto di vista esteriore, ma è necessario aiutarli a gestire anche la propria individuale relazione con il denaro.   Per comprendere il concetto di Pianificazione Finanziaria Integrata / Olistica è necessario vederla dal punto di vista temporale: passato, presente, futuro.   Fig. 1 I Componenti della Pianificazione Finanziaria Integrata / Olistica       Gli aspetti Finanziari Esteriori, (colonna di destra), includono i meccanismi del denaro, che possiamo vedere e toccare, i quali tradizionalmente sono oggetto delle attività dei Pianificatori Finanziari.   Il passato esteriore include i risultati finanziari storici.   Il presente esteriore include le informazioni riguardati, i flussi di cassa, lo stato patrimoniale, il conto economico, gli investimenti attuali.   Il futuro esteriore riguarda le simulazioni sulla futura pensione pubblica e privata, il piano degli investimenti, l’analisi dei rischi.   Gli aspetti Finanziari Interiori (colonna di sinistra), riguardano il modo in cui i clienti si relazionano emotivamente al denaro.   Il passato interiore, consiste nelle credenze dei clienti sul denaro, dei loro sentimenti, emozioni, delle loro storie famigliari e sentimentali; tutto ciò che influisce sul presente e che determinerà il futuro.   Il presente interiore riguarda il grado di consapevolezza e chiarezza della propria situazione emotiva, sentimentale e dei risultati fino ad oggi raggiunti.   Il futuro interiore, consiste nei sogni, desideri, speranze che ciascuno nutre per la propria vita futura e per i quali il denaro dovrebbe operare per tradurli in realtà   Compito del Pianificatore Finanziario Integrato / Olistico è di aiutare il cliente a definire con chiarezza gli obiettivi di vita autentici e far si che i risparmi e gli investimenti contribuiscano a finanziare il raggiungimento futuro degli stessi.   A volte per raggiungere gli obiettivi di vita futuri e finanziarli adeguatamente è necessario, partire dal passato interiore, ovvero da tutto ciò che può sabotare il percorso: credenze, pensieri, abitudini disfunzionali.   Dentro ciascuno di noi c’è un “sabotatore” pronto a mettere i bastoni tra le ruote per impedirci di essere felici e sereni.   Il Pianificatore Finanziario Integrato / Olistico aiuta il cliente a prendere consapevolezza di tutte le credenze e pensieri sul denaro, sugli investimenti finanziari, che risultano non corretti e disfunzionali al raggiungimento dei propri obiettivi di vita.   Fig. 2 Il Servizio di Pianificazione Finanziaria Integrata / Olistica     La figura n. 2 illustra il modello di lavoro del Pianificatore Finanziario Olistico, il quale affianca all’attività tradizionale di asset allocation e pianificazione assicurativa e previdenziale, anche quella di Coaching Finanziario, ovvero aiutare il cliente a creare il futuro che desidera autenticamente e finanziarlo.   Il Coach Finanziario, guida i clienti ad acquisire le conoscenze e competenze per aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi.    Il Coach fornisce consigli, incoraggiamenti ed informazioni utili al cliente per modificare le sue errate credenze ed ottimizzare i suoi comportamenti per raggiungere i suoi obiettivi personali e professionali.   Senza conoscere le nostre passate esperienze relazionali con il denaro, non possiamo comprendere la nostra relazione attuale con esso ed avremo molte difficoltà a cambiare la nostra futura relazione.   È importante prendere consapevolezza dei problemi con la finanza, delle errate credenze e dei risultati di comportamenti adattivi posti in essere dal risparmiatore / investitore per poter raggiungere un reale benessere finanziario.   Nel 95% dei casi non è necessario intraprendere percorsi terapeutici, ma più semplicemente prendere consapevolezza degli schemi mentali famigliari e sociali riguardo al denaro e alla sua gestione, che sono stati interiorizzati e assunti come verità assoluta, dall’infanzia fino ad oggi e che risultano però essere disfunzionali.   Nel restante 5% dei casi, il Pianificatore Finanziario suggerirà al cliente di farsi assistere da uno psicoterapeuta specializzato in comportamenti finanziari disfunzionali, dopo di ché si potrà procedere con la pianificazione vera e propria.

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Commercialisti e Consulenza Finanziaria Indipendente

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  • Consulenti finanziari
Scritto il 21.11.2019

Nella tavola rotonda del 28/11/2019 al Fee Only Summit 2019 a Verona dal titolo “ Commercialisti e Consulenza Indipendente ” si è confermato l’interesse e l’opportunità per i Commercialisti di rivestire un ruolo importante nella Consulenza agli Investimenti Finanziari e nella Protezione del Patrimonio delle famiglie italiane.   Il contributo che può dare il Commercialista alla Consulenza Finanziaria e Patrimoniale non è legato solo al tema della riduzione dei costi a carico delle famiglie.   Si certo il costo della consulenza finanziaria erogato dalle Banche, dalle Assicurazioni e dalle Reti Vendita dei prodotti del risparmio gestito, spesso raggiunge anche il 5,00 – 6,00% tra costi occulti, retrocessioni ai produttori e inefficienze e quindi è sproporzionato e ingiustificato.   Ciononostante il vero problema sta nella insufficiente qualità del servizio di consulenza che l’industria bancaria e del risparmio gestito eroga ai risparmiatori.   L’industria finanziaria è ben consapevole di questo Gap che c’è tra costi addebitati ai clienti e qualità del servizio consulenziale e man mano che gli obblighi di rendicontazione trasparente dei costi, (imposto dalla Mifid 2), saranno correttamente adempiuti (oggi solo pochissimi Intermediari sono effettivamente trasparenti) i clienti si domanderanno cosa stanno realmente ricevendo in cambio per quello che pagano.   Ricordiamo che dalle ricerche di Mediobanca e Banca d’Italia, emerge che fino ad oggi circa l’80% dei risparmiatori è convinto che la consulenza che riceve dagli Intermediari Finanziari è gratuita o comunque non è a conoscenza dell’entità di tale costo.   Le Banche e le Reti Vendita hanno due alternative strategiche: ridurre i prezzi della consulenza e quindi ridurre i margini operativi aumentare la qualità e quantità della consulenza   La prima scelta è la più veloce e semplice da attuare.   La seconda è molto complessa, perché sono necessarie competenze molto elevate e articolate, che non possono essere acquisite facilmente o formate in tempi brevi.   La mia visione di Consulenza Finanziaria di Qualità è una Consulenza Olistico / integrata   Integrata in senso orizzontale e verticale Integrazione orizzontale significa che oggetto della consulenza non sono solo gli Strumenti Finanziari, ma bensì anche: la Protezione del Patrimonio, la Pianificazione Successoria, il Passaggio Generazionale, la Pianificazione Previdenziale la Gestione Assicurativa dei Rischi Vita la Gestione Reddituale del Patrimonio Immobiliare la Pianificazione Fiscale   Integrazione verticale significa che al fine di consigliare lo strumento finanziario o lo strumento giuridico più appropriato per il cliente e la sua famiglia, è necessario realizzare prima una efficace Pianificazione Finanziaria: Stato Patrimoniale Conto Economico Rendiconto Finanziario Master Budget   E per realizzare un efficace Piano Finanziario è assolutamente necessario realizzare prima una efficace Pianificazione per Obiettivi di Vita, perché come dice George Kinder (padre nobile in USA del Life Financial Planning): Le persone non hanno obiettivi finanziari ma hanno obiettivi di vita che necessitano di risorse finanziarie per realizzarli.   La Pianificazione per Obiettivi di Vita è l’attività più importante del processo di Pianificazione Finanziaria e Patrimoniale, perché se non è realizzata correttamente, il cliente non sarà soddisfatto e non realizzerà i suoi obiettivi di vita.   Il bravo Pianificatore Finanziario è anche un Coach Finanziario, ovvero possiede le competenze psicologiche e comunicative per aiutare il cliente a prendere consapevolezza: dei suoi valori più autentici dei suoi sogni e desideri di vita delle sue emozioni positive e negative legate al denaro dei suoi pensieri e comportamenti disfunzionali rispetto al denaro degli ostacoli interiori ed esteriori che si manifesteranno durante la fase operativa del Piano Finanziario   Il Coach Finanziario supporta e aiuta il cliente a migliorare la sua gestione del denaro e a fargli fare le scelte operative più efficaci, al fine di agevolare il conseguimento dei suoi obiettivi di vita o comunque a contribuire ad aumentare le sue probabilità di successo.   Il Commercialista possiede le competenze per erogare un servizio di Consulenza Finanziaria Olistico – Integrata ?   La risposta è ampiamente positiva.   Il Commercialista assiste quotidianamente le imprese e le famiglie imprenditoriali nelle seguenti attività: Adempimenti Fiscali Pianificazione Tributaria Scelte e adempimenti societari Controllo di gestione Contabilità Analitica e industriale Programmazione Strategica Revisione legale dei conti Collegio Sindacale Pianificazione Economica, Patrimoniale e Finanziaria Gestione di Tesoreria Redazione Bilanci civilistici Contenzioso Tributario Contenzioso Civile Attestatore nelle procedure di crisi di impresa   Il Commercialista collabora con il Tribunale svolgendo le seguenti attività: Consulente Tecnico di ufficio Curatore Fallimentare Commissario Giudiziale Custode Giudiziario Amministratore di Sostegno Amministratore Giudiziario Il Commercialista possiede competenze nelle seguenti materie: Economia aziendale Finanza Tecnica bancaria Diritto Tributario Diritto Commerciale Diritto Civile Diritto Fallimentare Diritto del Lavoro Procedura Civile   Il Commercialista è abituato ad ascoltare le esigenze, i bisogni dei propri clienti ed ha con loro un rapporto continuativo e fiduciario.   Certo per essere un vero coach finanziario ha bisogno di acquisire ulteriori competenze psicologiche e tecniche comunicative, ma comunque una predisposizione di base l’ha già maturata.   Cosa manca allora al Commercialista per diventare un Consulente Finanziario Integrato o un Family Office ?   Forse solo il tempo da dedicarvi….   Clicca qui per vedere il video della tavola rotonda

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