Gian Passuello

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Consulente finanziario

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Diploma di specializzazione
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17/12/2019

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No liqudità e no cash

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  • Consulenti finanziari indipendenti
Scritto il 07.05.2021

No liquidità di conto e no cash stanno pian piano divenendo due regole imperative che ogni banca vorrebbe imporre ai propri clienti. Non c’è giornata che leggendo nei quotidiani nazionali non si trovino articoli dove alcuni istituti di credito stiano apportando delle manovre correttive alle condizioni di conto. Aumenti di costo dei conti corrente, tassi negativi sulla raccolta e chiusure di sportelli ATM, ma perché tutto questo accanimento? Come prima cosa riflettiamo solo alcuni dei fattori che hanno portato a questo cambiamento: ✓     Negli ultimi mesi i depositi in conto corrente hanno raggiunto cifre esorbitanti ✓     I bond people, complice i tassi negativi, non trovano soddisfazione su scadenze accettabili ✓     Prodotti con buon rendimento e rischio contenuto sono sempre più difficili da scovare ✓     E’ mutata sensibilmente la percezione della rischiosità di mercato ✓     Offerta di prodotti finanziari non sempre in linea con le aspettative della clientela ✓     Non ultimo, l’aumento del costo della raccolta. Partendo dal contesto attuale, dove da 18 mesi a questa parte siamo messi a dura prova da una crisi globale catastrofica, una crisi economica e sociale ed una crisi finanziaria che hanno lasciato e lasceranno ancora profonde ferite in tutti i settori. Solo a pensare cosa sta avvenendo oggi in paesi come l’India c’è parecchio da preoccuparsi.   Tornando a noi è ormai ampiamente risaputo che il mercato obbligazionario, soprattutto per il mercato retail, stia offrendo rendimenti negativi su scadenze a breve e medio terminee molte aziende, complice la pandemia, si trovino ad avere molta difficoltà nel rifinanziare il debito. Paradossalmente, a detta di alcuni esperti di settore, è un porto più sicuro l’equityche il debity. L’andamento dei mercati finanziari dell’anno scorso e qualche deciso ribasso in tempi recenti nonostante le borse corrano sui massimi, hanno riacceso in molti l’avversione al rischioricercando sempre più soluzioni come conti deposito e liquidità di conto. I tassi euriborsono ormai negativi da moltissimo tempo su tutte le scadenze mentre la raccolta sul conto corrente, se non ha un leggero tasso positivo è comunque a tasso zero; traducendo vuol dire che le somme depositate sul conto corrente sono un costo per le banche. Le primissime manovre correttive per cercare di salvaguardare i margini sono state: ✓     l’aumento del costo annuo del conto corrente ✓     l’inserimento di tassi negativi sulla giacenza ✓     l’eliminazione degli Atm per indurre l’utilizzo di soli strumenti di pagamento elettronico. Comprendo benissimo la necessità da parte di alcune aziende di tutelare i propri bilanci, vedo però in contrapposizione la nascita di alcuni nuovi intermediari fintech che stanno andando dalla parte opposta offrendo tassi quasi interessanti sulle giacenze. A questo punto però mi chiedo, perché dobbiamo per forza avere molta liquidità sul contocorrente? Perché non gestiamo con intelligenza il patrimonio a disposizione? Le risposte alla domanda ovviamente oltre ad essere molto soggettive sono anche molto variabili però alcune osservazioni le ho raccolte dalla clientela e spaziano da: ✓     “mi propongono solo polizze” ✓     “non voglio rischiare il denaro” ✓     “non c’è nulla di sicuro che renda anche un pochino” ✓      “non saprei dove metterli” ✓     “non mi fido, ho paura” fino ad arrivare a proposte incomprensibili da parte di alcuni che possono essere prodotti strutturati ecc ecc. Dal canto mio, come consulente finanziario autonomo, vorrei far riflettere sul fatto che nel mercato ci possono essere numerose opportunità da cogliere, basta essere liberi di cercarle. Ogni istituto di credito, nello svolgere la propria consulenza, proporrà ai propri clienti un range di prodotticontenuti all’interno del proprio catalogo (passatemi il termine), ovviamente non avrà interesse a segnalare strumenti finanziari presenti sul mercato anche se più efficienti in termini di resa e di costo. Parliamoci chiaro, è un po’ come andare in un concessionario auto di una determinata casa produttrice per comprare una utilitaria sperando che il venditore ci proponga un’auto di lusso di una casa concorrente. Insomma, fanno bene o fanno male? Fanno il proprio mestiere! Ormai esiste da tempo una scelta alternativa in ambito investimenti, scelta ben diversa dal fai da te o dal trader improvvisato; l’opportunità si chiama consulenza “consulenza finanziaria indipendente”. Il consulente indipendenteè un professionista nel mondo investimenti che ha a cuore unicamente la piena soddisfazione dei propri clienti,non vende/colloca nessun prodotto finanziario, non ha conflitti di interesseed è specializzato nella gestione del patrimonio selezionando sul mercato i migliori prodotti evitando costi inutili, spese nascoste e proponendo soluzioni in linea con gli obiettivi prefissati. ✓    Avete mai preso in considerazione di fare una analisi portafoglio tramite un consulente autonomo? ✓      Siete al corrente che è molto semplice verificare se il portafoglio è veramente adeguato alle vostre esigenze e se non è eccessivamente eroso dai costi impliciti ed espliciti dei prodotti? Contattatemi per un consulto ed un’analisi gratuita, sarò felice di illustrarvi le opportunità reali di una gestione indipendente.

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Coinbase, al debutto in borsa tra scetticismo e realtà.

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  • Criptovalute
Scritto il 15.04.2021

Nella giornata di ieri, mercoledi 14 aprile, hanno visto il debutto sul Nasdaq le azioni Coinbase, la più importante o tra le più importanti piattaforme esistenti per l’acquisto, scambio gestione e conservazione delle principali Cryptovalute. Il giorno della quotazione l’azione ha superato i 400 dollari negli scambi per poi ritracciare verso area 350 e forse ci si aspettava qualcosina di molto più spumeggiante vista la fame di Bitcoin che stiamo vivendo negli ultimi 6-12 mesi almeno. Molti operatori e consulenti finanziari hanno pensieri divergenti sul mondo crypto e commento non da poco è proprio quello dell’ex Ministro Tremonti che in un articolo apparso su Il Sole 24 Ore odierno definisce l’ipo con le seguenti parole: “Hanno quotato il nulla, certificato dal nulla”. Ma è proprio vero che stiamo valutando miliardi il nulla? E’ tutta una cryptobolla motivata dal non saper dove investire i nostri soldi? Abbiamo tutti il sogno di diventare milionari con le monete digitali acquistando il futuro nuovo Bitcoin semplicemente tenendolo in portafoglio per anni? Insomma, dare una risposta certa è effettivamente molto difficile ma è doveroso fare alcune osservazioni. Il mondo crypto non è assolutamente rappresentativo del “nulla”, anzi, la tecnologia che sta alla base di tutto è effettivamente rivoluzionaria, la blockchain. Fino a forse due o tre anni fa, solamente i più acculturati in materia avevano ben chiaro cosa fosse la blockchain, la differenza tra token e coin, cosa volesse dire “minare”, insomma tutta terminologia lontana dagli investimenti tradizionali ma abc basilare per affrontare un investimento od un semplice acquisto di una moneta digitale. La Blockchain, questa sconosciuta, è una tecnologia talmente rivoluzionaria e sicura che permette di digitalizzare qualsiasi asset, tecnicamente potremmo spaziare dalle transazioni finanziarie a dei registri immobiliari, dall’anagrafe di un Comune alle più svariate applicazioni in modo molto rapido e sicuro; proviamo solo a pensare a che vantaggi potremmo avere trasferendo semplici archivi tradizionali come il Catasto, l’anagrafe, gli atti notarili e oltre. Nella vicina Svizzera, per esempio, tramite EDSX (European Digital Assets Echange) è già possibile tokenizzare qualsiasi asset e reperire capitali tramite blockchain, emettere minibond, ipo e persino avere la registrazione del libro soci di una azienda, insomma il futuro è già arrivato. A questo punto dire che hanno quotato il nulla, certificato dal nulla, secondo me non è molto corretto, è ovvio che una società come Coinbase vivendo di commissioni sia molto soggetta ad una volatilità anche di fatturato in base all’andamento delle maggiori cryptovalute però, se dopo diversi anni di ostacoli ed anche battaglie legali i colossi della finanza mondiale hanno abbracciato le crypto, forse forse non stiamo parlando di una semplice moda o di una bolla destinata ad esaurirsi. Devo essere sincero, c’è ancora molta confusione e scetticismo, basti pensare che spesso e volentieri molti operatori non hanno ben chiaro nemmeno come trattare fiscalmente eventuali plusvalenze. Un paio di domanda in argomento e molto ricorrenti sono se sia ancora il caso di investire nel Bitcoin oppure a questi prezzi meglio starne alla larga e se vale la pena “buttare un chip” su qualche alternativa a bassissimo prezzo. Bene, la risposta è tutt’altro che semplice, io sono assolutamente a favore di Bitcoin & Co. e dell’universo che ci gira attorno, seguo con attenzione anche i prodotti alternativi che stanno nascendo come funghi come gli ETP e FIA (fondi di investimento alternativi) e noto un sempre crescente interesse anche da parte dei vari Asset Managers che non si vogliono far scappare il fiume di denaro che è ormai presente sulle valute digitali. Per dare un ordine di grandezza le prime 5 Crypto per capitalizzazione la fanno da padrona, analizzando i numeri nella sezione dedicata di Investing.com possiamo notare che Bitcoin, Ethereum, Binance Coin, Ripple e Cardano insieme capitalizzano circa 1,678 trilioni di dollari a fronte di 2,2 trilioni in totale distribuiti su 4977 prodotti. E’ anche ovvio che moltissimi progetti presenti sul mercato finiranno in un nulla di compiuto ma attorno ai principali c’è ancora molta strada da fare. Ma come fare allora per provare ad acquistare una frazione di Bitcoin (parlo di frazione dato che in questo momento quota circa 63.000 dollari) o di Ethereum oppure Dogecoin o Polkadot? Le strade sono molteplici e molteplici sono gli obiettivi e gli utilizzi che ne possiamo fare. Per fare alcuni esempi possiamo acquistare fisicamente i token/coin nei vari exchange proprio come Coinbase, oppure Binance, Kraken ecc ecc oppure possiamo negoziarle tramite CFD (contratti per differenza) sui vari broker presenti sul mercato ma facendo molta attenzione a scegliere un Broker regolamentato, possiamo investire su un ETP (exchange traded product) e seguire l’andamento del sottostante oppure acquistare le quote di un FIA o attendere i prossimi ed imminenti prodotti in arrivo Made in USA! Se tutto questo mondo ti affascina e vuoi essere aiutato e guidato nella scelta migliore per te, non esitare a contattarmi, ti fornirò ogni informazione in merito e ti aiuterò a comprendere rischi, opportunità e strumenti per diversificare al meglio i tuoi obiettivi ed investimenti.

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2021, inizialo partendo dal chek-up finanziario!

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 23.12.2020

Eccoci giunti a fine anno, un 2020 che ha ridimensionato profondamente le nostre abitudini, il nostro stile di vita e ci ha costretti a limitare fortemente la nostra libertà, è ora di partire con il piede giusto nel 2021, inizialo dal check-up finanziario! A livello finanziario abbiamo assistito al panico a livello globale, crolli talmente vertiginosi delle borse che hanno messo a dura prova tutte le asset class e soprattutto le nostre convinzioni. Per molti di noi sarà l’anno che ha ridimensionato i nostri risparmi e polverizzato mesi e mesi di profitti, per altri invece è stato anche una grossa opportunità di investimento da sfruttare fino in fondo. Per te invece come è andata? E’ stata una sofferenza continua oppure hai avuto modo di proteggerti in qualche modo e godere poi del recupero delle borse? Beh, sicuramente non è stato semplice, non è stato semplice gestire l’ansia da perdita di capitali come non è stato facile capire quale era il momento giusto per rientrare. Ma era proprio giusto uscire dai mercati e rientrare successivamente? Anche qui la risposta non è semplice, dipende molto da come era posizionato il portafoglio; se era efficiente e ben diversificato poteva anche essere inutile chiudere posizioni e riaprire, anzi molto probabilmente avrebbe peggiorato le cose ma credimi, portafogli veramente efficienti e diversificati non ne ho visti molti in questo anno. Diversificare non vuol dire semplicemente comprare tanti titoli con nomi differenti, diversificare non vuol dire comprare le stesse asset class in Europa, Asia e Stati Uniti, diversificare non vuol dire comprare obbligazioni ed azioni dello stesso emittente, diversificare è molto di più di tutto questo! Ora vorrei farti riflettere su alcuni punti: Il tuo portafoglio risponde in pieno alle tue esigenze? Nei mesi passati le perdite potenziali erano superiori alle tue aspettative? La capacità di recupero del tuo paniere titoli è stata soddisfacente o stai ancora soffrendo? Conosci esattamente i costi impliciti ed espliciti dei tuoi titoli? Sai quanto rendono a te e quanto rendono al gestore o alla tua banca? Hai mai fatto un test di efficienza del portafoglio? Sai quanto i singoli titoli possono essere correlati tra loro? Esistono prodotti alternativi sul mercato migliori nelle performance ed a costi inferiori?   Se a tutte queste domande non sai darti una risposta o se pensi meritino un approfondimento, allora è giunto il momento di fare un bel check-up “indipendente” dei tuoi risparmi! Un check-up indipendente sarà in grado di rispondere a tutte le tue domande in assenza totale di conflitto di interesse, sarai in grado di capire le criticità ed i punti di forza, avrai modo di verificare l’efficienza e la rischiosità, ti verranno indicati tutti i costi sostenuti dai tuoi titoli e capirai se c’è modo di ridurre rischi ed aumentare performance. Ah, dimenticavo una cosa importante, come regalo di Natale il check-up è completamente gratuito da oggi e per tutto il mese di Gennaio 2021! Approfittane, contattami e sarò felice di illustrarti su come procedere!

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Cina e Paesi Asiatici in una nuova prova di forza

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 16.11.2020

Rieccoci qua, finito o quasi il trambusto legato alle elezioni USA (ricorsi permettendo) ed incassata l’ondata di nuovo ottimismo generato dai vaccini Pfizer e Russo per il virus, riprendiamo ed analizziamo quello che sta succedendo nelle borse e quello che probabilmente accadrà nei prossimi mesi. Inutile dire che siamo in una situazione profondamente anomala, un debito in continua espansione a livello mondiale, fiumi di liquidità ed il mercato dei bond letteralmente annientato da rendimenti inesistenti e valutazioni al limite del comprensibile. Per dare un’idea corretta del fenomeno bond, ad oggi ci sono qualcosa come 17 trilioni di dollari di obbligazioni con rendimento negativo; un paese come la Grecia, pecora nera in UE nel rapporto deficit/pil, offre rendimenti negativi con scadenze fino a tre anni. A conti fatti chi è in cerca di un briciolo di rendimento è di fatto obbligato a cercar rifugio nell’azionario o in prodotti alternativi. Contrariamente a quanto ipotizzato sul vincitore delle presidenziali USA i mercati hanno reagito in modo positivo alla vittoria di Biden, lo stesso Biden che a detta degli analisti con le sue politiche economiche avrebbe dato un pesante colpo alle aziende USA e favorito un miglior clima tra gli Stati Uniti e la Cina. Ma alla fine cosa è cambiato? E’ cambiato che siamo solo agli inizi ma molto probabilmente i mercati per reagire volevano solo una cosa: un vincitore! E’ vero che Trump non mollerà facilmente l’osso ma a quanto pare non ha molto margine di manovra. Ma nel resto del mondo che sta succedendo? Nel resto del mondo è successo qualcosa di veramente importante, nel mentre che in Europa si continua a litigare per i fondi promessi e le lungaggini non fanno altro che condizionare un continente che ad oggi sta vivendo solo di speranze e ricordi, l’Asia ha di fatto gettato le basi per il suo ruolo primario nell’economia mondiale dei prossimi anni. Notizia di oggi è che è stato firmato il Regional Comprehensive Economic Partnership - RCEP il patto che di fatto ha creato l’area di libero scambio più grande del mondo. Alcuni numeri: 15 Paesi aderenti, Cina, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Myanmar, Malesia, Vietnam, Thailandia, Singapore, Cambogia, Brunei, Laos Filippine ed Indonesia. 30% dell’economia mondiale coinvolta nel patto 2,2 miliardi di consumatori coinvolti L’accordo porterà in primis ad una riduzione delle tariffe doganali ed un considerevole aumento degli scambi commerciali. Per il momento l’India non è entrata nell’accordo per timori di un aumento del deficit commerciale ma non è escluso un rientro nel breve. In estrema sintesi assisteremo nuovamente ad una nuova e grande presa di posizione dei paesi Asiatici, non soltanto degli Emergenti, che ci mostreranno nuovamente come si fa a far crescere la propria economia, le proprie aziende ed il benessere collettivo. Noi poveri europei continueremo a litigare tra di noi su chi deve dettar regole e su chi deve tagliare a più non posso per rientrare nel debito e nel breve ci toccherà restare alla finestra e guardare gli Usa e la nuova potenza Asiatica contendersi i primati post pandemia. Per poter approfittare di questo nuovo scenario ci sono moltissimi prodotti anche tematici che ci possono permettere di cavalcare il nuovo trend che via via si sta delineando, per ogni info in merito non esitate a contattarmi per pianificare un intervento ad hoc!

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Grande rischio o grande opportunità?

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 31.03.2020

  Dopo aver assistito ai crolli vertiginosi delle borse ed i successivi tentativi di recupero, ci troviamo di fronte a dover apportare delle scelte per capire cosa fare con i nostri risparmi. I messaggi forniti da Asset Managers e da guru della finanza sono talmente variegati che alla fine prevale solamente una grande incertezza.    Ma allora è proprio l’occasione per entrare nell’altalena dei grandi guadagni o si rischia ancora di bruciare denaro?    La risposta è tutt’altro che scontata.   Non voglio ripercorrere le tappe del Virus perché tutti le conosciamo bene ma quello che è certo è che ad oggi non abbiamo nessuna certezza di quando tutto sarà un ricordo.   La Cina sta provando con cautela a rialzare la testa, l’Italia è il primo paese europeo che ha dovuto mettere in atto misure straordinarie antivirus ma il picco non è ancora alle spalle, gli altri Paesi Europei e gli USA sono ancora più lontani dalla “guarigione”.   Le banche centrali hanno aperto il fuoco per sostenere i titoli di stato dei paesi più colpiti ma la vera cura, probabilmente i Coronabond, sono ancora allo studio.   Come se non bastasse è in atto anche la guerra del petrolio che ha fatto toccare il prezzo al barile i 20 dollari mettendo in serio pericolo i margini, ora spariti, e soprattutto la capacità di onorare il debito delle aziende operanti nel settore. Il consumo di petrolio giornaliero è pari a circa ¼ di un mese fa, le aree di stoccaggio dei produttori sono praticamente esaurite e a breve non ci sarà più spazio disponibile, il rischio default di qualche operatore meno solido non è una ipotesi troppo remota.   Il mercato obbligazionario è in fibrillazione, alcuni fondi di investimento hanno segnato performance negative veramente preoccupanti e nel mentre la grande Cina sta continuando a produrre, ma a chi venderà le proprie merci se tutto il mondo è ancora in lockdown?   Analizzando l’indice VIX americano, l’indice della volatilità, ricaviamo che è ancora elevato sopra i 50 punti contro la media di circa 15 punti di un mese fa; per restare in tema il mercato ha ancora la febbre ed è ancora molto alta.   Gli aspetti elencati fanno presagire che il rimbalzo non è ancora maturo o meglio, non sarà un rimbalzo a U; giornate di stress nelle borse probabilmente ne vedremo ancora per un po’ di tempo fino a quando non avremo posto rimedio al Virus e capiremo come verrà affrontata la crisi economica.   Quindi il consiglio è quello di perdere il treno ed attendere?   No, il consiglio è la cautela!    Come prima cosa è opportuno verificare bene i titoli in portafoglio e stabilire ogni intervento con il proprio consulente, se la rischiosità non fa al caso nostro è utile continuare una strategia di flight to quality e mettere in sicurezza il patrimonio. Se invece siamo disposti a cavalcare l’onda la soluzione migliore sono interventi programmati e ripetuti nel tempo sui settori che principalmente dovrebbero essere i primi ad uscire dalla crisi come per esempio food & beverage, healt care, Pharma ecc ecc.   Stesso discorso va affrontato anche nel campo obbligazionario, attenzione a cercare il rendimento a tutti i costi a discapito della sicurezza!   Se non lo avete ancora fatto eseguite un check-up del portafoglio titoli, verificate lo stato di salute dei Vostri risparmi e stabilite con il vostro consulente di fiducia gli interventi da mettere in atto per conseguire i vostri obiettivi. Ovviamente, per un supporto totalmente indipendente, sono a completa disposizione.

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Il vaccino… del tuo portafoglio!

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 29.02.2020

Corona Virus Disease 2019, in sigla COVID-19, ormai è sulla bocca di ognuno di noi e chi più chi meno sta cercando di reagire al meglio sia per fronteggiare la malattia sia per arginare i danni collaterali.   Dopo questa piccola premessa e dopo aver ricevuto l’ennesima telefonata in argomento da parte di clienti giustamente preoccupati, vorrei scrivere alcune considerazioni analizzando puramente i dati pubblicati.   Nonostante il blocco dei voli provenienti dalla Cina operato dal Governo italiano, il virus Covid-19 molto probabilmente viaggiando in Business Class, ha fatto scalo a Mosca o Zurigo ed è atterrato in Italia. Controlli a tappeto con migliaia di tamponi hanno certificato la presenza della malattia focalizzata principalmente nelle regioni Lombardia e Veneto. Grazie anche all’opera congiunta di Media e Social che hanno notevolmente amplificato il problema, quello che doveva essere il “virus sterminatore” si è ad oggi attestato, numeri alla mano, come una influenza particolarmente aggressiva; i decessi certificati hanno evidenziato pazienti con già gravi patologie e salute compromessa che purtroppo avrebbero probabilmente avuto la stessa sorte anche senza Covid-19.   Ma perché solo in Italia e nulla nel resto d’Europa? La risposta sembra scontata a detta degli esperti, probabilmente la malattia è già diffusa ma se non la cerchi con i tamponi non ne puoi certificare l’esistenza!   Appurato secondo il mio modesto parere che forse si è esagerato un po’ troppo con il procurato allarme, quello che ci rimane in mano è il vero e grande danno causato alla nostra fragile economia, e non solo.   Voli cancellati, supermercati saccheggiati, eventi e fiere annullate, prenotazioni alberghiere disdettate, aziende manifatturiere in temporaneo stop a causa di mancato approvvigionamento di materiale dalla Cina; e tutto questo si va ad aggiungere ad un’economia, quella Italiana, che era tutt’altro che florida.   L’Europa più disunita che mai, ogni stato membro ragiona per sé, il Governo pronto con misure ed incentivi per aiutare nel breve le imprese in difficoltà. Fino a quando? Servirà a qualcosa? E poi? E poi…   Nei giornali economici si inizia a leggere sempre più frequentemente la parola “de-globalizzazione”, ci voleva un virus per capire i rischi connessi ad una esternalizzazione così massiccia di prodotti e componentistica? Può anche essere, ma ora qualcuno ha iniziato veramente pensare che sia meglio rivedere alcune fasi del ciclo produttivo.   Borse in picchiata, volatilità alle stelle, incognite sul futuro e di punto in bianco alcuni clienti riscoprono sulla propria pelle cosa la sensazione del “rischio”. Non mi stancherò mai di ripetermi sull’efficacia della diversificazione, della programmazione e del monitoraggio costante del portafoglio, non aspettate a scottarvi per capire che il fuoco brucia!   In questi giorni assisteremo ulteriormente ad allarmi e proclami, incentivi all’economia, segnali di crisi con rischio di recessione e politici che saranno più intenti a farsi le scarpe che ad arginare il danno, il tutto corredato da segni rossi nelle borse magari intervallati da qualche debole segno verde. Nulla è perduto, anzi, ma non aspettate l’ultimo minuto per prendere in mano “i vostri interessi”.   Contattatemi per un check-up gratuito del portafoglio, valuterò in modo dettagliato tutte le criticità e potrò permettervi di capire se gli investimenti sono coerenti al profilo di rischio ed allineati agli obiettivi.   Buona guarigione!

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Contanti o carta di credito?

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  • Sistemi di Pagamento
Scritto il 19.02.2020

A partire dal 1luglio del 2020 il Governo avvierà quella che sarà chiamata la “Lotteria degli scontrini”. Attraverso un meccanismo che prevede una registrazione al portale gestito dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli si potrà ottenere un codice univoco che permetterà, in modo assolutamente facoltativo, di partecipare ad una estrazione a premi trimestrale ed annuale per ogni scontrino ottenuto di spesa superiore ad un euro. Ogni scontrino emesso a fronte di un pagamento con bancomat o carta di credito permetterà di ottenere un premio maggiorato del 20% in caso di vincita.   La motivazione che ha portato alla nascita della lotteria è ovviamente basata sull’incentivare l’emissione di scontrini ed aumentare notevolmente i pagamenti elettronici con conseguente riduzione dell’evasione fiscale.   Ma è proprio tutto così semplice? Non ci sono controindicazioni?   Finlandia, paese che per primo ha abbandonato i centesimi di euro ed ha avviato una profonda conversione ai pagamenti elettronici, nel 2019 le transazioni con carta hanno superato la soglia del 80%. Analizzando però i dati recentemente pubblicati balza subito agli occhi un dato allarmante, la popolazione è indebitata mediamente del 130% del proprio reddito e stanno aumentando in modo vertiginoso i casi di insolvenza.    L’utilizzo di strumenti elettronici come modalità di pagamento e soprattutto la facilità con cui, attraverso particolari strumenti (carte revolving per esempio) è possibile dilazionare la spesa, la facilità di accesso al credito spinta anche da tassi molto bassi, ha fatto si che nel corso degli ultimi anni l’indebitamento medio della popolazione abbia raggiunto limiti di guardia.   Ma come si può prevenire o contrastare il fenomeno dell’indebitamento sempre crescente?   La risposta è molto semplice! Conoscere, pianificare e gestire le proprie finanze.   La definizione di un corretto percorso finanziario da seguire nel tempo è il valore aggiunto che trasferisco ai mei clienti. Non è assolutamente sufficiente soffermarsi solo sul patrimonio esistente, ruolo fondamentale nella relazione è l’attenta analisi anche delle necessità future come gli studi dei figli, la casa, il mantenimento del tenore di vita durante la pensione ecc. ecc.   Il monitoraggio costante delle spese e la pianificazione per le esigenze future magari non risolveranno i problemi della popolazione, ma aiuteranno sicuramente a condurre una vita più serena i clienti più attenti.   Attraverso uno studio totalmente indipendente avrò la possibilità di seguirvi al meglio sia nella pianificazione delle esigenze future che nella gestione del vostro patrimonio attuale; contattatemi per ogni info in merito, sarò felice di rispondervi.

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Diamanti in banca..che fare?

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  • I beni rifugio
Scritto il 08.01.2020

Correva l’ottobre 2016 quando la trasmissione Report di RAI3 condotta da Milena Gabanelli portava alla ribalta le ormai note vicende riguardanti gli investimenti in diamanti proposti dalle più importanti banche italiane, investimento che di fatto si basava su strumenti tanto brillanti quanto poco trasparenti.   Senza ripercorrere ed entrare nel dettaglio di tutte le vicende giudiziarie e non, abbiamo purtroppo assistito inizialmente, a fronte dei numerosi reclami presentati, ad un muro degli istituti di credito che di fatto volevano evitare i reclami con i relativi rimborsi scaricando direttamente l’intera responsabilità dell’accaduto sulle società venditrici.    Il successivo fallimento della società IDB ed il rigetto da parte del Tar del Lazio del ricorso avanzato dalle banche coinvolte relativamente alle multe dell’AGCM, hanno fatto si che molte banche coinvolte (quasi tutte) iniziassero finalmente a rimborsare i propri clienti.   Le vicende descritte ho avuto modo di seguirle con molta attenzione e partecipazione, la mia esperienza nel settore maturata negli anni ha fatto si che potessi aiutare concretamente diversi clienti; partendo da una stima iniziale dei valori reali e verificando l’effettivo esborso in fase di acquisto ho potuto concretamente seguire la richiesta di rimborso andando a fornire gli strumenti necessari per negoziare correttamente con la banca.    Ad oggi la situazione risulta essere molto impari, alcuni clienti hanno avuto ristoro dalla propria banca mentre altri, in particolare su un gruppo bancario, hanno dovuto adire le vie legali per far valere i propri diritti. Interfacciandomi direttamente con i legali incaricati in qualità di consulente esterno posso offrire tutta l’assistenza necessaria per il riconoscimento di quanto dovuto.   Nel caso ci fossero clienti interessati all’argomento sono a completa disposizione per fornire tutte le delucidazioni del caso.

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