Giuseppe Messina

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Ma è proprio ora di comprare?

Scritto il 18.04.2020

  “..Vengano signori vengano, le borse salgono sempre, accomodatevi che abbiamo pronto per voi l’ennesimo fondo che vi costerà solo il 2% l’anno tutto incluso, ma cosa importa il futuro è roseo. Coraggio, non vedete come i mercati salgono? Negli ultimi 15 giorni abbiamo fatto il record, la borsa non è mai salita tanto in una settimana!! Affrettatevi che la ripresa è alle porte!! Bisogna comprare adesso! Chi tardi arriva male alloggia!…”   Calò il silenzio.      La ripresa è alle porte??? Ma come... in sole 3 settimane negli Stati Uniti sono andati in fumo TUTTI i posti di lavoro creati negli ultimi 10 anni; qui è ancora tutto chiuso; ogni giorno si aggiungono ovunque nuovi contagiati; nonostante gli anticorpi c’è chi si sta ribeccando l’infezione; non sappiamo cosa succederà quando fra poco ricominceremo a circolare; gli aerei sono pressoché tutti a terra fino a data da destinarsi; le frontiere sono chiuse; il petrolio fa ogni giorno nuovi minimi; i governi fanno debiti a valanga; si parla di patrimoniale, lo spread ha ripreso a salire e….. la ripresa è alle porte????? Si, del manicomio forse!   Caro lettore, l’indice S&P 500 vale oggi esattamente quanto valeva un anno fa, ma secondo te l’economia mondiale oggi rispetto a un anno fa come sta?    Siamo proprio sicuri che sia l'ora di comprare?    

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Le ultime parole famose

Scritto il 27.03.2020

Quando la Dott.ssa Yellen pronunciò quella frase, in una calda serata d'estate del 2017, mi ricordo rimanemmo tutti attoniti. Qualcuno toccò ferro, qualcun altro d'istinto si toccò qualcos'altro, scusandosi poi con i presenti. La Yellen parlava a Londra alla British Academy, e si sbilanciò in lodi sperticate sulla policy della Banca Centrale da lei presieduta, e sulla vittoriosa uscita dalla crisi del 2008. Il nostro sistema finanziario fu rafforzato, e non temeva quasi più nulla. La Yellen, sulle ali dell'entusiasmo, concluse il discorso esponendosi ad affermare che ormai eravamo in una botte di ferro, al punto che secondo lei "non avremmo più visto una crisi finanziaria nella nostra vita". Precisando poi che in verità non poteva escludere crisi finanziarie per l'eternità, ma sicuramente ci sarebbero voluti lustri, ma cosa dico lustri, decenni se non secoli, prima di imbattersi in un'altra sciagura del genere.   Il resto della serata non fu facile. I libertarian erano in preda al disgusto, e rifiutarono gli antipasti e l'aperitivo. Dopo aver subito un decennio di QE (Quantitative Easing = sintetica supercazzola che sta per "stampo soldi a manetta per finanziare un debito pubblico insostenibile, rinviando il conto alle generazioni future, gonfiando artificiosamente le quotazioni di tutti gli strumenti finanziari, tanto a noi che ce frega, l'importante è portare a casa il bonus, e raccontare a tutti che la borsa è ai massimi per merito nostro"), essi erano ormai in crisi esistenziale.   I libertarian veri non avevano più rappresentanti. Lo stesso Trump, che in campagna elettorale aveva (giustamente) detto che l'economia era fasulla, la disoccupazione taroccata, i tassi artificialmente bassi, le quotazioni gonfiate, appena eletto gettò la maschera, e si mise a spendere e spandere a deficit per finanziare una riforma fiscale intempestiva, che fece esplodere ancora di più tutte le quotazioni, e gonfiare ancor di più la bolla. Un giorno disse in conferenza stampa: "Sono il più grande President che avete mai avuto!! Vedete la borsa come galoppa?" Il nostro amico Oreste di Ostia rispose a toni forti dal fondo della sala: "Grazie ar cxxzo!!", e in verità Oreste aveva ragione a esprimere il suo disappunto. Anche Mimì metallurgico ti porta la borsa ai massimi se tarocchi i bilanci tagliando le tasse, e consenti buyback di azioni a manetta. Ma alla fine chi paga?   Oggi ce la prendiamo con Covid-19, ma se vogliamo essere onesti non è tutta colpa del nanometrico Covid. Per causare il disastro finanziario attuale ci abbiamo messo del nostro. Covid al limite può fare la parte dello spillo, quello spillo che prima o poi arriva e fa esplodere i palloni gonfiati, di qualunque natura essi siano.  

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IL RIBASSO CONTINUA? NON DARMI UN PAC

Scritto il 12.03.2020

  " Signora venga, in questi momenti di turbolenza le ci vuole un bel PAC, perché la borsa poi risale sempre sa, basta aspettare, e poi noi compriamo man mano quindi facciamo media, vedrà. Se mi fa questo bel PAC le faccio anche lo sconto sul canone del conto..." La malcapitata percepisce il PAC e si rivolge a me per un consiglio. Mi dice "...perché sai le borse dopo i crolli risalgono sempre, me lo ha fatto vedere il consulente "   ah si? e cosa ti ha fatto vedere il consulente? "Il grafico dell'indice americano SP500 dal 2009 a oggi! E' quadruplicato! "   Ma va! Allora fai così vai e chiedigli: scusa consulente mi fai vedere la porzione di grafico dal 2000 al 2013? Quella dove l'indice americano ci ha messo 13 anni per recuperare le perdite, e nel frattempo si è dimezzato due volte? Oppure chiedigli di mostrati l'indice NIKKEI dal 1989 quando era a 38.000 e oggi veleggia a 19.000 e per 30 anni non è mai tornato su quei livelli. Oppure fatti mostrare il FTSEMIB che nel 2007 era a oltre 40.000 e oggi viaggia a 17.000 e quei livelli non li ha mai più rivisti. Oppure fatti mostrare il DAX tedesco che dal 2000 in 20 anni forse ha recuperato l'inflazione.   Mi dice: "mamma mia quante cose, sono confusa...ma cosa vuoi dire? che non è vero quello che mi ha detto?"   No per carità, è verissimo. Il problema è che non vuol dire nulla. Cioè? Cioè lui non sa se le curve si ripeteranno, e non sa a che punto delle curve ci troviamo, se siamo nel 2009 o nel 1929. Chi te l'ha detto che "i mercati" recupereranno tutte le perdite? e quando? L'altra canzoncina che ci sentiamo ripetere è che le azioni "negli ultimi 100 anni hanno reso in media più degli altri investimenti, oltre il 4%" , e io risponderei: in media? quale media, quella del pollo di Trilussa? Sai cosa diceva Trilussa?   da li conti che se fanno   seconno le statistiche d'adesso   risurta che te tocca un pollo all'anno:   e, se nun entra nelle spese tue,   t'entra ne la statistica lo stesso   perch'è c'è un antro che ne magna due.   Significa che media o non media se sei dalla parte sbagliata prendi ZERO. In più facendo un bel PAC il 2% circa all'anno lo lasci alla società di gestione, sia che tu guadagni sia che tu perdi. Lo sapevi? E poi, ci interessa davvero ragionare a 100 anni!!?   "Hai ragione, quindi cosa faccio"?   Innanzitutto ringrazia il consulente, ma declina l'offerta di quello che ci sembra a tutti gli effetti un bel PAC. In seconda battuta ci sediamo un giorno assieme se vuoi per fare un ragionamento un tantino più centrato sulla realtà e sui fondamentali, piuttosto che sulle statistiche alla Trilussa. Ci stai?   "Ok va bene, ma non darmi PAC"   Certamente no.  

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DON’T CRY FOR ME ARGENTINA dopo 20 anni un nuovo rischio default?

Scritto il 23.02.2020

Apprendiamo che il Fondo Monetario Internazionale ha lanciato in questi giorni un allarme sul debito dell'Argentina, giudicato insostenibile. Pertanto il fondo chiederebbe ai creditori di “fare un sacrificio” e sostenere una parte delle perdite.    La prima reazione è: di nuovo??? Sembra ieri, come si suol dire, che l'Argentina ha dichiarato default sul proprio debito, mettendo nei guai quella volta, parliamo dei primi anni 2000, migliaia di risparmiatori che avevano in portafoglio quei titoli. E fin qui ci può stare, perché “sembra ieri”, ma in realtà sono passati 20 anni.    Ma dove davvero parliamo di “ieri” è nel collocamento del Bond a 100 (cento) anni (!!!)  che è stato concesso all'Argentina appena nel 2017. Un bond che a tutt’oggi è regolarmente scambiato sui mercati. Ma come, nel 2017 Il debitore era solido tanto da potergli permettere di collocare un prestito a un secolo (!!!) e nel giro di due anni siamo di nuovo al default??    Le vicende della finanza non finiscono mai di stupirci. Certo la credibilità di tutti gli enti e istituzioni che emettono raccomandazioni non ne esce rafforzata neanche questa volta. Altra occasione perduta verrebbe da dire.   Quello che però a noi interessa è cercare di non finire coinvolti in questi “pasticci”, per usare un eufemismo, che possono comportare un danno notevole per i nostri risparmi, come purtroppo ricorderanno bene i detentori dei Bond argentini del default anni 2000. Per far questo occorre memoria lunga ed esperienza, e bisogna capire che occorre affidarsi ad un consulente, che possa aiutarci laddove la nostra memoria, esperienza e competenza non arrivano.   Personalmente non includo certi titoli nelle mie raccomandazioni perchè so che i rendimenti di facciata che mostrano sono ingannevoli, in quanto esistono rischi di credito e rischi di cambio. Ma qualcuno ci casca sempre, quindi fate in modo di non essere voi quel qualcuno.   Ma oltre alla memoria e alla capacità di valutare certi rischi, occorre saper leggere bene le schede dei fondi. Perché molto spesso ciò che esce dalla porta rientra dalla finestra. E mi riferisco ai fondi obbligazionari internazionali che sono stati collocati al pubblico negli anni recenti. Quanta parte degli asset di questi fondi è stata investita in bond dei cosiddetti paesi emergenti ad alto rischio? La fame di rendimenti potrebbe secondo me aver portato qualche gestore ad inserire qualche Bond ad alto rendimento nei portafogli. Avete controllato il vostro fondo obbligazionario in cosa investe? In che percentuali?  Cosa succederà ai rendimenti di questo fondo obbligazionario internazionale il giorno che ci dovesse essere una recessione internazionale? Il valore della sua quota quale sarà?    Vi invito a fare un check gratuito di quanto avete in portafoglio. 

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Fondi illiquidi: attenzione il rischio è grande!

Scritto il 27.01.2020

Leggo sgomento che nel primo trimestre del 2020 verrà avviato il collocamento massiccio di fondi illiquidi. Fondi illiquidi??? ho letto bene? Ma come! ci hanno sempre insegnato che uno dei cardini per un buon investimento è la sua liquidità, e ora mi fanno investire in un fondo illiquido???    Vado avanti nel leggere l’articolo per capire se ho capito male, ma invece no, ho capito bene, i fondi sono sfacciatamente illiquidi! La presentazione è bellissima però, perché il neofita percepisce questi fondi illiquidi come una benefica novità, la nuova frontiera dell'investimento, una difesa, in questo mondo cattivo di tassi negativi e conti correnti infruttiferi. Fate conto che dopo una vita in cui ci è stato insegnato di non andare di notte da soli nel bosco perché potrebbe esserci il lupo, arrivassero un giorno il gatto e la volpe a spiegarci che invece li di notte il bosco è una disneyland. Qualcosa non torna, giusto?   Ma andiamo avanti, non facciamoci prendere dal pregiudizio e vediamo di capire il contenuto di questi fondi illiquidi. Proseguo nell'articolo, e qui parte una supercazzola fatta di un mix di private equity, private debt, blockchain, lifestyle, health care, e credo si siano scordati la sostenibilità che in genere non manca quasi mai. Il tutto per dire che i soldi andranno in piccole medie imprese di cui noi non sapremo nulla, che non si sa cosa fanno, non si sa se sopravviveranno, non si sa se hanno un rating, che operano in settori dallo sviluppo tutto da dimostrare, con nessuna garanzia a margine, e come ciliegina sulla torta ovviamente non si sa a che prezzo verranno acquistate tutte queste belle novità.    Ovviamente quote azionarie e debito di queste aziende non sono quotate in nessun mercato regolamentato, quindi non è chiaro cosa succede il giorno che dovessero verificarsi riscatti massicci di questi fondi illiquidi. Essendo illiquidi come farà il gestore a liquidare? Già li sentiamo; “eh ma noi ve lo avevamo detto che erano illiquidi, c’era pure nel nome!!!”    Il fatto preoccupante è che questi strumenti apparentemente fino a oggi dedicati solo a clientela professionale verranno oggi estesi, come se fosse una graziosa concessione, anche alla clientela retail!! Come diceva Paolo Savona alla Camera dei Deputati qualche mese fa nel corso dell’audizione OCF, non illudiamoci come organismi di controllo di stare dietro alla fantasia e alla inventiva degli intermediari. Sante parole.    Io starei molto molto attento prima di sottoscrivere qualsiasi cosa che abbia nel titolo, nella descrizione o nella scheda informativa i termini “illiquido”  “private equity” o “private debt” e andrei dal collocatore, se proprio devo, ben scortato da un consulente finanziario indipendente per verificare assieme all'amico promotore di cosa stiamo parlando. Buona fortuna a tutti gli altri.   Contattatemi per una valutazione gratuita del vostro portafoglio.

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L'oro potrebbe toccare i 2.000 dollari, sarà vero?

Scritto il 17.01.2020

Intervistato dal Financial Times, Greg Jensen, co-CIO di Bridgewater  (il più grande Hedge Fund americano il cui fondatore e presidente è il leggendario Ray Dalio), ha detto che l'oro potrebbe toccare i 2.000 dollari nel prossimo futuro.    Sorprendente? A pensarci bene non tanto, e per diversi motivi. L'inflazione ad esempio potrebbe far presto sentire i suoi effetti (negli USA è già oltre il 2%)., e un modo per preservare il potere di acquisto dei risparmi è proprio l'investimento in oro e argento. Poi ci potrebbero essere anche altri motivi per una "corsa all'oro" , più attinenti ai rischi sistemici causati dalle politiche monetarie degli ultimi anni. Ma di questo accenneremo magari al prossimo podcast.   Quindi cosa fare? E' ora di accumulare lingotti? Contattatemi per una valutazione gratuita del vostro portafoglio: un controllo sulla composizione e sul contenuto degli eventuali fondi non fa mai male.   

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Liquidità record sui conti correnti. Conviene?

Scritto il 30.12.2019

Cresce ancora la liquidità nei conti correnti degli italiani. I dati ABI dei giorni scorsi mostrano che la liquidità parcheggiata senza alcun impiego è balzata a 1.577,3 miliardi di euro a novembre. Liquidità accantonata in conto corrente o conto deposito, a cui vanno aggiunti oltre 200 miliardi destinati a obbligazioni i cui rendimenti risultano praticamente nulli. Nel confronto con l’anno precedente, i depositi (ovvero la liquidità sotto forma di conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) segnano un aumento di oltre 116 miliardi di euro, pari a un +7,9% annuo. Sono chiare secondo me due conclusioni:   Il risparmiatore ha paura, e piuttosto che rischiare di subire perdite tiene i soldi fermi sul conto   L'attuale sistema di consulenza non è stato finora capace di far cambiare idea al risparmiatore   Peccato, perché al risparmiatore andrebbe spiegato che la strategia di tenere i soldi fermi sul conto non paga, anzi lascia esposto il valore reale dei risparmi alle perdite dovute all'inflazione. Il problema è che subito dopo bisognerebbe offrire al risparmiatore soluzioni per lui/lei vantaggiose, ma qui evidentemente manca qualche tassello. Personalmente sarei lieto di offrire a chi fosse interessato una valutazione gratuita di portafoglio, per verificare assieme la possibilità di impieghi alternativi della liquidità, al fine di proteggere e valorizzare meglio i risparmi.

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L’indice S&P 500 ai massimi storici: brindiamo pure, restando in guardia

Scritto il 17.12.2019

L'indice S&P 500, chiudendo a 3.200 punti, ha toccato ieri i massimi storici. Brindiamo senz’altro alla vetta raggiunta dal principale listino azionario mondiale e godiamoci il rally di Natale che accompagna tradizionalmente le ultime settimane dell’anno (solare e borsistico).   Brindiamo, ma non dimentichiamo. Non dimentichiamo che le attuali valutazioni dei listini azionari sono dovute in buona parte alle eccezionali politiche espansive di tutte le banche centrali. Non dimentichiamo che la prorompente salita dell'indice S&P 500 è avvenuta negli ultimi tre anni anche grazie al colossale taglio delle tasse per le imprese americane, varato nel 2017 dall'amministrazione Trump. Non dimentichiamo nemmeno che la performance dell'indice americano è perlopiù concentrata su cinque titoli, che attualmente da soli valgono oltre il 16% di tutto il listino, e che il titolo Apple, in questi giorni, ha raggiunto da solo una capitalizzazione superiore a quella dell'intero settore energia.   Sarà difficile che tutte queste situazioni si ripetano. Perciò, suggerirei di affrontare il 2020 con delle misure cautelative: non solo per non essere colti di sorpresa; ma anche per evitare la triste parte di chi, seguendo i trend, finisce poi per restare – per così dire – con il cerino in mano. Contattatemi per una valutazione gratuita sul vostro portafoglio. Un giudizio sull’esposizione al rischio dei vostri investimenti non fa mai male.

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