Ivan Giovanni Troglia Perolin

Consulente finanziario

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Il circo della finanza: 3°puntata di 3 : Riservatezza, Indipendenza, Competenza

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 15.11.2021

L’articolo  sicuramente da un’idea del servizio  diverso che offro ai miei clienti rispetto ai vari consulenti. Segue dalla seconda puntata. Caro Dottore, Ho scelto quello strumento per vari motivi , prima di tutto  non baso le mie scelte  sul costo ma sul plus che posso ottenere dallo stesso , che certamente non sono le 5 stelle o  il risultato di una scelta di un  software  di analisi finaziaria …per quello basta avere un consulente qualsiasi o se preferisce puo’ usare un  servizio di consulenza robot advisor. Vede è piu’ di 20 anni che conosco i mercati finanziari, e se bastassero queste semplici regole non potrei fare la differenza… Prima di tutto dietro uno strumento” c’e’ sempre  una storia” ,  ai piu’ sconosciuta e  prima di investire il denaro dei miei clienti, analizzo la storia di chi ci sta dietro , chiedo sempre d’incontrare personalmente uno del team che mi spieghi la strategia…. deve essere unica e  con gestione attiva . A scatola chiusa compro solo Arrigoni….(recitava il carosello di quando ero un ragazzino)…io invece manco quella.  Una volta che ho  inserito lo strumento  nel portafoglio, monitoro l’andamento della gestione e non solo i banali risultati ottenuti, devo avere un report con i dati tecnici  ogni fine trimestre, una presentazione istituzionale con la newsletter mensile, dove posso poi giudicare ,capire se il lavoro svolto è stato in linea con i loro principi e il mercato di riferimento.  Senza quest’assistenza io  non  lo inserisco nel portafoglio  e puo’ essere anche  il fondo migliore al mondo. Forse sara’ stato il mio fiuto o la fortuna ad aver scelto quel team, a fine 2018  poi mi  anticiparono che stavano lanciando un fondo ulteriormente specializzato nel settore con una strategia diversa .  Dopo avermelo presentato e compreso la filosofia, nel 2019 decido di switchare meta’ sul nuovo fondo, aveva una size piccolissima, nessun track record, nessuna stella …forse erano una manciata di consulenti a conoscerlo che esisteva…. Io l’ho inserito in tutti i portafogli Poi si ricorda bene anche LEI  a gennaio 2021 quando chiusi meta’ del fondo  perche’ aveva raggiunto una % troppo alta di portafoglio  ( Lei era presente quel giorno ) e  suo padre LE chiese se era d’accordo ad investire sul settore property visto che Lui ci credeva poco. ( mentre io ero molto confident come buy opportunity). Vediamo un po’ come è andata nella slide seguente. Il fondo del nuovo settore da febbraio è andato direi molto bene, ma ad onore del vero ha sottoperformato l’etf , ma io non lo confronto  su  un arco temporale di tempo  così basso perche’ lo strumento negli anni è il miglior del settore , a 5 anni ha una performance di quasi il doppio rispetto l’etf e un rischio rendimento migliore. Poi caro dottore, il vantaggio di un fondo che nessuno le dira’ maiè che si puo’ sfruttare l’efficacia di non pagare le plusvalenze maturate  usando lo switch tra stessa classe con  rischio cambio ed euro hedge. Su archi temporali medio lunghi si sfrutta  il vantaggio dell’interesse composto, evitando anche commissioni di negoziazione , la differenza di spread tra acquisto e  vendita ( commissioni implicite  nascoste) etc.  Le differenze diventano molto importanti“altro che la differenza tra costo del fondo e etf”, chissa’ perche’ nessuno glielo ha mai detto ( conflitti di interesse per farsi pagare la parcella ?) Naturalmente solo se il fondo è attivo , sovraperforma ed efficiente come rischio/rendimento questo discorso è valido. Guardi un po’ questa slide del fondo su cui abbiamo operato diversi switches sulla stessa classe ma con cambio diverso (con il calcolo della performance reale aggiuntiva che abbiamo ottenuto) . Vogliamo  invece  parlare dei fondi alternativi( long/ short) che per la maggior parte dei consulenti  sono inefficienti ed inutili, certo se non li sa scegliere e non si sa valutare un gestore ma ci si basa su dei numeri … una balla colossale… glielo dimostro, poi giudichi Lei . Nel 2016 dopo aver incontrato uno del team di gestione e dopo  avermi spiegato la strategia , mi convinsi che  il fondo poteva  fare la differenza , mi era  tutto chiaro di come erano diversi rispetto ai soliti  . Il fonda ora  è in soft closure ( quasi tutti i miei clienti lo detengono in portafoglio a parte gli ultimi dove purtroppo per loro non è stato piu’ possibile sottoscriverlo ) ,il l sistema  ha aspettato anni a valutarlo non capendone le potenzialita’ della strategia propietaria  unica dello strumento , ma bastano questi semplici numeri a capire il perche’ …non c’e bisogno di altre parole Vogliamo vedere invece un altro fondo flessibile che ho inserito nel 2018 e parlare di CALMAR RATIO… Il figlio del cliente mi dice  sinceramente “non lo conosco, mi spiega cos’e’..” Caro dottore : “ Il Calmar ratio è stato creato all'inizio degli anni '90 da Terry W. Young e sta per California Managed Accounts Reports. Questo rapporto mira a determinare il rendimento di un investimento rispetto al suo drawdown :

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“Il circo della finanza” seconda puntata: il venditore di pentole, monsu’ travet e il consulente che fa la differenza.

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  • Titoli di Stato, Spread e Tassi di i
Scritto il 29.10.2021

Questa seconda puntata è la continuazione della prima, dove prima del saluto finale propongo  al   figlio del mio cliente ultralaureato con master in economia presso “ la prestigiosa universita’ ”  un incontro personalizzato a due  per analizzare il servizio svolto negli anni  con suo padre. Quando ritorno dal figlio, esordisco con la frase …Caro dottore… stamattina voglio dimostarLe che non sono un venditore di pentole, ne’ un monsu’ Travet ma un consulente che ha fatto la differenza sul vostro patrimonio .  Prima di analizzare il vostro portafoglio con Lei  desidero pero’ avere da Lei un’opinione sui consulenti e sul  lavoro che svolgono?... La sua risposta dall’alto del suo Aventino è pesantissima come un macigno ( non essendo uno sprovveduto ma masticandone di finanza è informatissimo   ). Riassumendola in breve  il cliente inizia con la seguente frase senza peli sulla lingua :  la maggior parte sono degli incompetenti  che vendono prodotti della casa ( forzati da  budget di vendita ) con  costi fuori dal mondo e alla fine il cliente nei migliori dei casi guadagna qualcosa, basta leggere qualche ricerca  per capire quanto il fenomeno è diffuso …si  proprio i venditori di pentole. Poi c’e qualcuno che si differenzia ti propone almeno con onesta’ intelletuale strumenti piu’ performanti con un mix di  fondi di case terze di livello, etf e titoli … almeno il costo si abbassa e il cliente non viene spennato dalle vostre commissioni di vendita e di consulenza se applicate, ma il problema comunque rimane, è una soluzione per gente comunque non professionale , io sono capace di  farlo da solo anzi… si la soluzione che ti propone proprio il  Monsu’ travet che  sa  fare il compitino. Il suo discorso lo finisce con “ Abbia pazienza non la voglio sminuire perche’ comunque negli anni i risultati ci sono stati , non posso che constatare la sua onesta ’intelletuale  rispetto al sistema, ma  mi spieghi Lei cosa non ho percepito nel suo livello di servizio per considerarla un consulente che fa la differenza?”: A quel punto dopo aver preparato un’analisi prima di vederlo, parto dal punto piu’ facile da dimostrare  SENZA NESSUN DUBBIO    e che i suoi preconcetti sono sbagliati o comunque non creano valore aggiunto: Parto con l’analisi di uno strumento all’interno del portafoglio, facilissima ed elementare per una persona che ha una cultura finanziaria professionale di altissimo livello: gli faccio vedere una serie di slides dove non si puo’ che accertare la professionalita’ della scelta : analizzando sotto tutti i punti di vista i risultati che diventano inattaccabili anche dal piu’ preparato dei clienti perche’ non soggettivi ma oggettivi .  faro’ vedere alcune slides di presentazione tanto per far capire su cosa mi sono confrontato con esempi del suo portafoglio . Parto dalle performances a 5 anni cioe’ con un track record reale ( non un backtestineg  ) dello strumento il piu’ costoso del portafoglio (coperto dal rettangolo arancio nella slide ,) presente nel  patrimonio di famiglia presso di me : La  sua prima reazione è lo stupore di vedere una differenza rispetto all’ etf di quasi 100 punti in 5 anni….la sua risposta :è  “bene non immaginavo”. Poi passo al rischio /rendimento su 5 anni  dove il cliente inizia a percepire qualcosa di diverso rispetto alle sue convinzioni e conoscendo la formula  non c’e ‘ stato neanche bisogno di aggiungere altro. Gli aggiungo che comunque il fondo ha pero’ un benchmark specifico  (che si puo’ verificare anche tramite un etf che replica perfettamente dal 2019) e la  sua correlazione indica che ha gestione comunque attiva nei suoi confronti. Nella slide che gli ho presentato per ultima  poi si capisce perfettamente il valore aggiunto del gestore rispetto al mercato dicendogli  “vede non è una questione  solo di Beta dove ci aggiungi piu’ rischio rispetto al benchmark e se continua a salire il mercato sovraperformi sempre …bisogna anche saper ricuperare nei cali piu’velocemente “. I risultati non si possono discutere e  la scelta che avevo fatto è coerente… sono i numeri a dimostarlo, ma esistono anche dei parametri di statistica e Lui che di questo ne mastica molto piu’ di me  perche’ si è laureato studiando la materia a pieni VOTI non puo’  che apprezzare le analisi qualitative e quantitative dello strumentoi.  Con le due slides  seguenti  cerco di spiegargli  il perche’ della mia scelta : fatta cinque anni prima inserendo  uno dei due fondi ( quello arancio) . A questo punto il dottore plurilaureato inizia a collaborare attivamente perche’ capisce che non sono solo un Monsu’ Travet , ma avendo comunque una diffidenza di fondo verso il sistema mi fa’ una domanda diretta  “ Ok non posso che dirle che è stato competente in materia ma mi parli dei costi ?”. Certamente Lui si è spostato su una materia scottante per il sistema cercando di mettermi in difficolta’ …invece io mi  trovo perfettamente a mio agio, fin dal 2007 fui uno dei primi a parlare di costi reali quando la Mifid era un oggetto sconosciuto ed ancora oggi  la maggior parte dei clienti non conosce il costo reale dei suoi investimenti anche perche’ i consulenti  onesti hanno paura di dire quel numerino ai clienti sapendo che tutti cercano di barare omettendo qualche voce. Il cliente che ho davanti  conosce benissimo il significato di Total expense ratio, sa distinguere i costi di gestione e i costi acessori  per cui per me fargli vedere la slide non è stato un problema. Il fondo che avevo scelto di inserire nel portafoglio  quasi 5 anni fa per l’esattezza , risulta  il piu’ costoso tra i due best in class , ha una differenza di 0,50% di commissione di gestione e una differenza di costi accessori pari all’0,08%. Ma le mie scelte non vengono fatte solo sui costi a parita’ di rendimento/rischio, correlazione, drawdown, o qualsiasi altra statistica…esiste altro quello che fa la differenza, ma il cliente per ora non lo sa. L’esclamazione del cliente è fortissima …  “Eccoci qua caro dottore  Troglia …? Alla fine anche LEI ci cade nel vizietto “…ma Lui al momento non percepisce ancora la differenza ….. Segue alla prossima puntata ed ultima( caso reale e non i soliti accademici esempi banali).    

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“Il circo della finanza” prima 1° puntata di 3° : crypto,vincita al superenalotto e i dottori sa tutto.

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  • La Finanza Comportamentale
Scritto il 20.10.2021

Negli ultimi anni ho assistito  e visto di tutto nel mondo della finanza  ma mai come nell’ultimo periodo, quindi ho deciso di scrivere tre puntate  “thinking out the box”  , sempre su situazioni reali e  vissute non  su temi da accademici . Il delirio inconsapevole sta stravolgendo le menti di gran parte degli investitori ,ma come prima cosa volevo spiegare come mai ho accomunato le crypto al superenalotto anche se  all’apparenza non hanno niente in comune, invece non è così. Mi spiego meglio tutte e due hanno qualcosa in comune : la fortuna per chi indovina di diventare ultramilionario,  io  invece direi  la sfortuna, perche’ poi gestire le emozioni psicologiche di un  simile somma  di denaro se non si è  abituati porta nella maggior parte a dei propri veri disastri nella vita di una persona. Perche’ ho fatto questi esempi estremi che non hanno niente da spartire a prima vista con un normale investitore , perche’ la tendenza ultima è proprio il desiderio di riuscire ad avere dei rendimenti fuori dal mondo  reale e della ragionevolezza. Il circo della finanza è ormai un fenomeno imbarazzante per chi negli anni ha masticato veramente  i mercati e vede cose dell’altro mondo, ragazzini che sui social imperversano dando consigli senza neanche aver un track record ultradecennale e senza un minimo controllo del rischio pensando di essere degli oracoli. Dopo il decennio post Lehman Brothers, i fenomeni piu’ pericolosi sono due: quello  dei laureati in economia presso le note e prestigiose universita’ ( i dottori sa tutto) che pensano di emulare Warren Buffet investendo in titoli esaminando i bilanci delle societa’  ( ricordo Enron 20 anni fa’ ) o quelli che investono la maggior parte dei loro soldi in Crypto ( eccitati dai risultati e schiavi del gambling ) Nella maggior parte delle volte queste mode  hanno prodotto solo perdite nel medio periodo causando  vere e proprie tragedie finanziarie…  ora  pero’ la tendenza è quella di questi personaggi che equiparo ai maghi che delirano sui social o  condividono con gli amici  le  loro previsioni ( come al lotto o al superenalotto). Purtroppo le nuove generazioni che erediteranno i patrimoni della famiglia sono nella maggioranza  un pericolo per la stabilita’ finanziaria , affascinati dai facili guadagni , dal dimostare chi sono io, inebriati dai social e da un mondo irreale . Questa sara’ la triste realta’ dei prossimi decenni , La maggior parte delle persone che si trovano a gestire un patrimonio con zero esperienza commettono piu’ errori dei vecchi investitori per un semplice motivo non seguono le regole della diversificazione, non hanno vissuto eventi finanziari drammatici   e prima o dopo così  si paga pegno. L’esempio l’ho constatato proprio l’altra settimana, ero da un mio cliente e il figlio  PLURILAUREATO CON TANTO DI MASTER  ad un certo punto entra nell’ ufficio del padre  e mi dice spavaldo e tronfio “Quanto ha guadagnato mio padre quest’anno ? “ Pensi che io con i soldini  che mi ha lasciato il nonno (circa 100K non proprio noccioline) ho fatto il 45%, vuol vedere, tira fuori lo smarhone apre la sua app di un broker neanche autorizzato e mi fa vedere il suo portfolio. Sono rimasto basito ma non ho discusso o  solamente osservato , nessuna regola sensata di diversificazione oltre il 40% su un solo strumento con un prezzo di carico alto ( durante il covid perdeva oltre 80%) ad oggi guadagna piu’ del 55% ,  nel portafoglio quasi una sola asset class naturalmente la piu’ fashion del momento e poi tre strumenti da brivido puro equity naturalmente per rimanere in tema . Ho evitato di fargli domande e metterlo in difficolta’, mi sono solo permesso di farlo ragionare e semplicemente gli ho chiesto se il patrimonio di suo padre dovevo gestirlo in quel modo. Devo dire che la sua risposta aveva qualcosa di razionale, Lui era convinto che non si poteva gestire in quel modo pero’ certamente “andava rivoluzionato perche’ sara’ poi Lui a guidare le scelte di investimento e non il consulente nonostante i brillanti risultati degli anni passati “. Purtroppo il dottor sa tutto senza la minima esperienza e con un track record ridicolo stile montagne russe  pensa di conoscere la finanza , mentre io so di non sapere… Il passaggio generazionale dei patrimoni sara’ il vero problema della finanza nei prossimi anni, non per una questione di delega o di  non riconoscimento del ruolo  ma semplicemente perche’ il consulente  non deve avere il compito “di indovinare i mercati “ ma quello di gestire gli errori emotivi di finanza comportamentale del cliente evitando i disastri e massimizzando i rendimenti corretti per il rischio. SEGEUE ALLA PROSSIMA PUNTATA…

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Chi sono i veri perdenti tra gli investitori ?... la difficolta’ e il percorso per investire come uno smart investor

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  • La Finanza Comportamentale
Scritto il 10.03.2021

La domanda potrebbe essere banale ma non lo è nella realta’… Non saranno  i veri perdenti quelli che non investiranno mai neanche un euro e lasceranno i loro soldi sui conti correnti o sotto il materasso per sempre semplicemente non guadagneranno mai niente e perderanno la rivalutazione dell’inflazione . Invece   lo saranno  quelli che per avidita’ , invidia e paura dopo oltre 10 anni che le borse salgono si ritrovano ad aver  mai guadagnato , poco o nulla e decideranno che son stufi di non guadagnare e a prezzi esorbitanti decideranno che è ora di investire forzando il loro profilo di rischio, comprandosi le TESLA DI TURNO A 850 $ perche’ il suo amico ha guadagnato sulla carta un botto . Quelli che hanno avuto dei rendimenti corretti per il rischio non sono quelli che entrano ed escono dagli investimenti senza regole  o seguono le mode o il timing esasperato ( appena guadagnano vendono) perche’ a lor giudizio è la strategia vincente perche’ non perderanno mai… invece non è così semplicemente hanno paura di perder e quindi si espongono a rischi assurdi dimenticando diversificazione, concentrazione del rischio e si muovono solo su emozioni  facendo prima o dopo il buco. Quelli che hanno guadagnato correttamente son quelli che consci del loro profilo di rischio hanno accettato le perdite di valore momentanee e han saputo sfruttare il rischio a loro favore. Sembrerebbe assurdo ma son proprio quelli che han preso il “ bagno  tremendo” del 2008/2009 e non si sono spaventati sono e  saranno  i veri smart investors  . Vi spiego il perche’ ….semplicemente se non perdi denaro non puoi guadagnare, prendo ad esempio il caso peggiore;  Hai investito fine 2008 prima della crisi dei mutui subprime , a marzo 2009 eri disperato non avevi mai guadagnato e solo perso, se non ti sei  lasciato condizionare , sei stato seguito da un buon consulente, hai investito in maniera smart  magari inserendo  proprio ad aprile 2009  per esempio il 5% del tuo portafoglio  in uno dei due fondi top sul tech  , prima del Covid 19 avevi ottenuto un ottimo rendimento. Poi è arrivato il black swan Coronavirus con perdite paurose in 35 giorni da far tremare i polsi.. Quella persona di cui faccio l’esempio nelle righe sopra  è un mio cliente, un caso reale e non di fantasia , sapendo che Lui aveva provato “il bagno tremendo “ e quindi era temprato per essere un investitore smart , l’ho chiamato  a fine marzo 2020 per dirgli quanto perdeva dai punti massimi, per vedere la sua reazione a caldo. La mia telefonata era per tastargli il polso e capire se avevo fatto un buon lavoro , cioe’ se finalmente avevo cambiato il suo modo di affrontare le discese a distanza di anni dopo che aveva visto solo guadagni negli ultimi 11 anni. Devo dire che sono stato stupito dalla sua reazione , non era per niente preoccupato … Dopo qualche giorno l’ho richiamato per proporgli di investire sempre un 5% del suo portafoglio ( era rimasta un po’ di liquidita’) come nel 2009  su un determinato settore azionario e Lui memore del passato mi ha espresso il suo desiderio di farlo. Ad oggi nonostante l’ultima discesina rimane il cliente con la miglior performance  corretta per il rischio ma questo è solo un’indicatore non sottolinea pero’ invece  che Lui è il mio cliente piu’ smart quello che ha capito come si investe nei mercati finanziari . L’INVESTITORE SMART è quel cliente che non ti telefona per chiederti se il suo investimento scende o sale ma con te condivide un percorso e non si lascia catturare dalle emozioni. Ho voluto descrivere questo esempio semplice  perche’ non amo parlare di teoria come purtroppo capita nel mondo della finanza, ma per far capire che nella realta’ è  gia’ molto  difficile per un investitore evitare di commettere degli errori di finanza comportamentale ed è difficilissimo diventare  un investitore smart senza accettare gli errori e  le perdite .

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ALLA RICERCA DELL’ALPHA….L’EXTRA RENDIMENTO

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 29.12.2020

Al di là della formula teorica, del nome abusato da molti fondi e la difficolta’ di ottenere un extra rendimento rispetto alla media di mercato…. È solo teoria o nella pratica è possibile riuscire ad ottenere dei risultati migliori del mercato di riferimento ? Purtroppo la maggior parte di una certa categoria di consulenti fa una battaglia di principio sostenendo che con strumenti con costi piu’ bassi e usando degli strumenti passivi si ottengono dei risultati migliori. L’unica certezza è che usando quegli strumenti passivi come gli etf  si ottiene un risultato inferiore al mercato di riferimento dovuto al costo di gestione seppur basso e alla commissione di consulenza che viene pagato al consulente…quindi un risultato inferiore al mercato.  Tutto nasce da un confronto con un cliente molto esigente attento alle performances/ costi  perche’ sollecitato da un consulente indipendente che affermava che i fondi a fronte di costi non danno nessun valore aggiunto rispetto ad un etf a gestione passiva. Nella realta’ invece è assolutamente un ‘affermazione priva di un’analisi oggettiva ed è anche fuorviante , in  tutte le categorie esistono dei fondi che da anni battono sistematicamente il benchmark, ovviamente sono una piccola percentuale ma bisogna conoscerli ed usarli. Il risultato finale delle mie analisi  è che la gestione passiva con etf è perdente se confrontata rispetto ad un mix di fondi migliori della stessa categoria , ed in alcuni casi parliamo di differenze notevoli. Ho poi rimarcato al cliente anche alcuni vantaggi dei fondi rispetto agli etf che quasi nessun consulente sottolinea  : tipo lo switch sullo stesso fondo da classe hedgata a no hedge( o viceversa)  che non paga plusvalenza, ne’ commissioni di negoziazione , ne’ spread denaro/lettera  ed ovviamente gode di un’interesse composto che per un lungo periodo puo’ fare una differenza notevole nel rendimento finale. Va ricordato anche che in mercati sotto stress molte volte il Nav dell’etf non è prezzato correttamente durante le fasi di mercato, che durante quelle fasi gli spreads si allargano notevolmente e tante volte la liquidita’ del market maker scarseggia e che un etf  tenta di replicare un indice e in caso di fallimento di un componente subisce il default dello stesso passivamente. Per tutti questi motivi ( oltre a problematiche di molti etf sintetici quindi con rischio controparte del sottostante , ci sono anche alcuni etf che hanno una replica fisica ma ottimizzata quindi non paritetica all’indice ) nonostante il minor costo di gestione gli etf rispetto ai fondi migliori di categoria  , nella mia analisi finale oggettiva fatta al cliente  riscontra una differenza di performance di vari punti percentuali tra le due categorie prese in esame e anche di rapporto rischio/rendimento. Un esempio pratico ( ma potrei farlo per tutte le categorie)  è nella slide qua sotto ; un confronto tra etf  msci world eur hedge e un fondo best performer stessa categoria con un track record notevole ultradecennale che uso ( ovviamente è coperto da rettangolo ) . Usando dei parametri di confronto oltre alla performance anche come deviazione standard , drawdown per compararlo come rischio/rendimento il fondo è sovraperfromante di molto Si puo’ generare extra rendimento rispetto al mercato bisogna pero’ essere dei  professionisti ed avere un’esperienza ultradecennale per poterlo generare. Basta scegliere i migliori per ottenere un risultato eccellente?... No perche’ il risultato viene dal mix degli strumenti e bisogna avere metodo ed una strategia come spiegavo nell’articolo https://www.moneycontroller.it/community/articolo/investire-con-successo-3912 In quell’articolo citavo la Blue vawe di Nonno Joe..che a molti sara’ parso il nome di una commedia, no era invece l’ultima implementazione di mercato che avevo appena finito di concludere con i miei clienti. Vediamo com’e’ andata ?... ai clienti avevo inserito un nuovo fondo  che a mio giudizio sarebbe stato il piu’ performante del trimestre ed avrebbe battuto come performance il fondo piu’  performante da inizio anno  che ho in portafoglio (uno dei migliori a livello mondiale come performance ytd). Si puo’ generare extra rendimento si certamente con metodo e strategia …sottolineo  conoscendo i mercati. L’alpha è solo teoria , la pratica e la realta’ è un'altra si genera extra rendimento non per caso con un algoritmo o un robot, ma con professionalita’. Chi volesse approfondire il mio metodo e la mia strategia nei minimi particolari (  ovviamente ho scritto solo parte di cosa mi puo’ differenziare )  iniziando da un check up del suo  portafoglio senza nessun impegno puo’ contattarmi nella massima riservatezza . Ormai   con la tecnologia delle videoconference tramite Zoom , Google meet   etc si puo’  fissare un appuntamento digitale a distanza senza nessun rischio e operare in qualsiasi regione d’Italia.  

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Il senno del poi e il parco buoi…la triste realta’ degli investitori italiani.

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 16.12.2020

Tanti investitori quando leggono certi articoli sulla stampa di qualche strumento  best performer a livello mondiale sognano di avercelo in portafoglio e poi si buttano “entrando pesante in botta secca “ quando la maggiore parte della performance  è stata gia’ fatta, qualcuno per avidita’ ( l’investitore fai da te) , qualcuno perche’ il robot glielo consiglia( chi si affida all’intelligenza artificiale), qualcuno perche’ il consulente glielo consiglia dopo che si è accorto che dei risultati passati favolosi…. il senno del poi. Purtroppo invece quasi nessuno c’e l’ha in portafoglio… magari i  pochi fortunati sono quelli che il  loro consulente nel formulare  l’ asset allocation ha deciso in tempi non sospetti di investire una parte adeguata al rischio di ogni cliente in quello strumento , ma non perche’ aveva un rating , un track record consolidato, andava di moda ma semplicemente perche’ aveva  una visione sui mercati e conosceva il team di gestione con un’esperienza ultradecennale….E poi IL COVID HA FATTO DA DETONATORE….fortuna sicuramente ma con molto umilta’ se ce l’hai su tutte le posizioni dei clienti forse un minimo di mercati ci capisci. Io non ho mai venduto performances, perche’ anche loro fanno parte del passato, ne’ tantomeno pensato di conoscere il futuro, pero’ certe volte vedo  affermazioni di alcuni che lasciano il tempo che trovano, un vero consulente   non fa previsioni su  un settore o altro perche’ non è in grado neanche il migliore degli investitori al mondo di farlo…l’invidia è una brutta bestia specie se tu stai a guardare mentre il treno corre . Proprio da qui nasce lo spunto del mio articolo, un persona   parlando  con un un mio cliente di performances gli racconta che ha visto un articolo dove ha preso spunto per comprare uno strumento che da inizio anno faceva + 50% consigliando di comprarlo anche LUI. Ho visto il cliente lunedì che mi racconta di questo fantastico strumento consigliato dall’amico…lo lascio parlare e poi gli dico apra la posizione che gli ho consegnato e guardi il fondo  ****** ha visto che questo su cui noi abbiamo investito nel 2019 quest’anno fa quasi il 100% e piu’ o meno investe nello stesso settore. Il cliente nonostante è anni che affida la gestione di  una parte del suo patrimonio a me, stava cadendo nell’errore fatale del parco buoi… e  ci sarebbe cascato. In un’ottica prudenziale dopo un triple digit annuale gli ho venduto meta’ dell’importo totale , abbassando la percentuale del fondo all’interno del portafoglio come ho fatto e sto facendo con tutti i clienti. Il ricavato della vendita è stato investito su un’altra opportunita’ che si inizia a vedere se uno ha certi dati e segue i flussi di dove viene investita la liquidita’. In piu’ venti anni di esperienza nel mondo degli investimenti ho imparato che  il mercato ha sempre ragionee per sfruttare queste opportunita’ solo la gestione professionale attiva di un portafoglio con un metodo consolidato   puo’ permettere all’investitore di ottenere dei risultati eccellenti per rischio/rendimentoe serve ben a poco investire in modo passivo o con portafogli modello  con tassi reali negativi avendo anche costi minimi.

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Il piu’ grande errore in finanza per l’investitore…. Avere una sola banca ,un solo promotore, un solo consulente indipendente  ,pensar di investire da soli o  con il robot.

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 27.11.2020

Tutti i clienti anche quelli professionali dimenticano che in finanza non esiste  la certezza, i fatti lo hanno ampiamente dimostrato negli anni , ma lezione quasi mai è servita a far cambiare atteggiamento agli investitori se non in una percentuale molto bassa. Gli investitori pensano che il valore aggiunto è affidarsi al professionista di turno  o alla banca super solida con nomi altisonanti e una volta ottenuto questo, pensano di avere raggiunto la sicurezza che i propri investimenti  saranno ben gestiti e al sicuro. Non c’e niente di  più falso e rischioso , anzi prima o dopo succede l’evento impensabile che sconvolge tutte le convinzioni, proprio per evitare in futuro che a qualche investitore capiti scrivo questo articolo. IL mio ragionamento che andro’ a farvi è  un esempio pratico e reale di un mio cliente , l’investitore piu’“smart “che ho conosciuto in oltre venti anni di carriera , a cui difficilmente potra’ capitare di scivolare in un grave errore di valutazione. L’investitore è un importante imprenditore che opera a livello globale, uomo di 65 anni di poche parole ma di grande sostanza , persona con intelligenza spiccata nel gestire il suo patrimonio privato e aziendale. Il mio rapporto nasce nel 2009 per una sua esigenza personale, dopo avermi valutato professionalmente decide di aprire un rapporto con me , all’inizio per tutti e due il confronto è molto freddo , la sua tendenza caratteriale molto chiusa  non non mi aiuta inizialmente a sviluppare il rapporto di fiducia. Dopo circa due anni , un giorno mi convoca direttamente Lui nel suo ufficio in azienda e in modo totalmente inaspettato mi parla dei suoi investimenti  presso altri intermediari e mi li fa visionare ,facendomi pero’ una premessa iniziale  “ nonostante  mi ritenesse professionalmente al di sopra di tutti non mi avrebbe mai dato tutto il suo patrimonio da gestire”. In poche parole Lui mi defini il suo “Guardian “,ossia potevo analizzare tutto il suo patrimonio esprimere dei giudizi di merito ma non potevo influire sulle scelte di asset allocation degli altri intermediari , quindi dovevo monitorare l’andamento del suo  portafoglio aggregato quando Lui me ne faceva richiesta. Subito rimasi basito e gli chiesi il perche’, la sua prima risposta fu illuminante, era molto semplice ma allo stesso tempo di un’efficacia spaventosa   e mi disse “la vera diversificazione è quella di avere piu’ intermediari  e spalmare qualsiasi rischio nel tempo “. Mi fece un esempio banale ma di una concretezza gelida ma  enorme : “Lei potrebbe essere il professionista piu’ bravo sul mercato ma come ogni uomo ha dei limiti oggettivi, potrebbe ad un certo punto avere delle convinzioni di mercato contrarie poi alla realta’ dei fatti, approfittarsene della mia fiducia, i problemi nella sua vita privata potrebbero influire poi nella sua lucidita’ oggettiva o anche un giorno avere un incidente mortale o anche solo smettere di fare questo lavoro per cui nessuno è immortale, vincente o efficace al 100%... non lo sono neanche io che amministro un’azienda con cinquecento dipendenti.” Quel giorno riflettendo poi uscito dal suo ufficio avevo capito quanto era” smart” il mio cliente e il perche’ del suo successo  ed ogni anno che passa mi rendo conto di quanto valgono i suoi ragionamenti nella realta’. Una classica dimostrazione la daro’ adesso con un esempio pratico, aggiungo che il cliente ha un profilo di rischio bilanciato prudente tutto suo come impostazione , con una propensione massima  al 20% di azionario, 60% bonds aggressivi e un 20% di bonds piu’ cauto. Il grafico che posto sotto sono i 3 portafogli singoli detenuti , il primo presso di me,( gli altri due sono coperti per ovvi motivi di privacy)  sono di  un consulente indipendente e di un private banker presso una banca private di fama internazionale. A l di la’ dei numeri se l’investitore avesse concentrato tutto il suo portafoglio con un solo intermediario avrebbe ottenuto rendimenti diversi e solo la fortunaavrebbe giocato un ruolo sul risultato finale ottenuto , sicuramente ogni portafoglio  ha una diversa allocation per convinzioni differenti, un rapporto rischio/rendimento diverso, un costo strutturato in modo diverso, strumenti diversi etc… ma rimane il fatto che se il cliente avesse avuto un solo interlocutore o un solo decisore come consulente  su tutto il portafoglio solo la fortuna farebbe la differenza   Invece il cliente smartragiona in modo diverso, qui sopra è postato  il grafico del portafoglio raggruppato dei 3 precedenti  che monitoro… il risultato è che il cliente  ha ottimizzato il rischio controparte,diversificato evitando concentrazioni di portafoglio,  gli errori di ognuno , ha un rapporto rischio rendimento piu’ efficace e non è ostaggio di nessuno. In poche parole il cliente smart evita semplicemente   di scivolare sul piu’ grosso erroreche commettono la maggior parte degli investitori, la delega di consulenza o gestione di portafoglio  ad un soggetto, evitando il pericoloso fai da te o con il robot Chi avesse voglia di un confronto piu’ profondo ne ruolo di “Guardian “puo’ contattarmi senza impegno.  

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Il metodo e la strategia vincente per investire con successo e soddisfazione : il cambiamento e la blue wave di nonno Joe

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 17.11.2020

Era parecchio tempo che non scrivevo un articolo non avendo spunti  tali per cui farlo. Tutto parte da un confronto tra amici di un mese orsono, uno dei miei clienti storici si confronta con un suo  carissimo amico sul tema investimenti. Le due persone avendo un portafoglio molto simile come percentuale azionaria e bonds, come strumenti finaziari etc   in teoria dovrebbero avere un rendimento da inizio anno o nel tempo molto simile con differenze minime. In questo caso non è stato così la differenza di rendimenti erano molto evidenti su diversi orizzonti temporali  , in pratica l’amico del mio cliente aveva una differenza molto ampia, ragione per cui il mio cliente ha fornito il mio nominativo all’amico per una consulenza sul suo portafoglio. IL prospect mi ha telefonato per fissare un appuntamento senza impegno e vista l’amicizia con il mio cliente le mie attese erano per un semplice check up del suo portafoglio. Dopo le presentazioni di rito, il prospect mi ha fornito i dati del suo investimento che poi ho analizzato in profondita’ senza fare nessun commento a caldo. Nel secondo incontro con la persona , cliente storico di una banca Private con immagine top mi ha chiesto subito perche’ c’era quella differenza tra Lui e il mio cliente nei rendimenti. ( la sua reale insoddisfazione era il mancato guadagno aleatorio…quel numero che non digeriva !!!). Con tutta calma non gli risposto perche’ sarebbe stato inutile parlare di rendimenti se non confrontato al rischio, alla volatilita’ , a scelte di asset allocation diverse, a strumenti efficienti  o anche in minima parte ai costi etc. Quindi gli ho fatto capire che ilplusderivava in maggior parte all’applicazione di  un metodo ed a una strategia mia propietaria , che prima di tutto deve essere “spiegata ,concordata e condivisa” e che io  non vendo rendimenti aleatori. Sono partito dall’abc di come costruisco un investimento, lo valuto, lo analizzo, poi lo condivido con il cliente e in ultimo lo implemento. Gli esempi sono stati semplici e diversi sul portafoglio analizzato, per ragione di spazio ne cito alcuni. Son partito dal cliente nell’analizzare un fondo a sua scelta  del suo portafoglio, ovviamente il cliente ha scelto quello che a Lui sembrava piu’ performante ( la classica autostima o provocazione). Avevo preparato per ogni strumento del portafoglio una prima analisi che posto e poi una seconda che per ragioni di spazio e di mio modello propietario non posto ( nella seconda oltre all’indice di sharpe, all’alfa vi sono altre considerazioni): Nell’analisi sottostante che ho fatto con il clienteci sono  i primi semplici confronti, ho usato 4 strumenti ( 1°etf replica fisica,   2°fondo che uso io da 2017, 3°il fondo del cliente, 4° etf  tra quelli che son piu’ scambiati nel mercato di riferimento) , ovviamente ho coperto il nome dei fondi per evitare qualsiasi raccomandazione , confronto commerciale, privacy etc Ovviamente ho usato strumenti che hanno come base lo stesso benchmark , la stessa asset class, sono ad accumulo ,hanno lo stesso rischio valutario etc  proprio per evitare paragoni non congrui. Son partito dal rischio /rendimento spiegando che con lo strumento (  2° color arancio usato da me)  ho sempre  ottenuto un rendimento maggiore con una volatilita’dei prezzi  minore, se poi  la correlazione è stata minore rispetto all’indice di riferimento (confrontato con gli etf) che replicano solamente l’indice punto e basta vuol dire che il gestore svolge una gestione attiva e non passiva punti indispensabili  ma non gli unici che generano la differenza positiva. Nella seconda slide che non posto mi sono addentrato su analisi specifiche oltre allo sharpe , all’alfa, ho analizzato i vari aspetti non di secondo piano che poi generano l’extra performance tipo la sceta del peso di quella singola asset class all’interno del portafoglio, le rotazioni per un outlook di mercato diverso  , la differenza di costo dello strumento etc. Quindi poi l’ho fatto su ogni singolo strumento dell’intero portafoglio facendo capire al cliente che cosa è il mio metodo e la mia strategia  propietaria che hanno generato la differenza della performance. Ma soprattutto gli ho voluto far capire che chi diventa mio cliente deve aver compreso quello che ho spiegato, condiviso , concordato e non lo diventa per i  numeri del passato. Ora il suo portafoglio  dopo che sara’ girato tramite TDT presso il suo nuovo  deposito accesso presso di me  (evito sempre di far vendere dove possibile) verra’ con le tempistiche giuste smontato un po’ alla volta e cambiato anche in base alle  nuove esigenze di mercato alla luce della blue wave di nonno Joe. Chi volesse approfondire il mio metodo e la mia strategia nei minimi particolari (  ovviamente ho scritto solo parte di cosa mi puo’ differenziare )  iniziando da un check up del suo  portafoglio senza nessun impegno puo’ contattarmi nella massima riservatezza . Ormai   con la tecnologia delle videoconference tramite Zoom , Google meet   etc  si puo’  fissare un appuntamento digitale a distanza senza nessun rischio e operare in qualsiasi regione d’Italia.  

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Clienti le occasioni perse come aumentare il rendimento negli anni dei loro investimenti istruzioni per l’uso.

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  • Investimenti
Scritto il 18.06.2020

  La prima  soluzionee la piu’ comune  per migliorare i rendimenti è sicuramente abbassare i costi di gestione del portafoglio, questo è un tema trito e ritrito , matematicamente  reale e inconfutabile. Ma esiste un ma … usando strumenti passivi a basso costo riducendo pure il costo di oltre 1% comunque devo pagare una parcella per la consulenza e questo comunque è un costo per cui il reale risparmio si abbassa. Nonostante ci siano degli etf con sottostante fisico e non sintetico che hanno una buona liquidita’ con costi minimi ( sicuramente quello che replica SP500 …cito il migliore ) non va dimenticato che pero’ sono strumenti senza nessun valore aggiunto, a fronte di un costo minimo  d’altronde non si puo’ pretendere altro che ottenere un rendimento inferiore al benchmark di riferimento meno le commissioni di gestione e di consulenza. La seconda soluzioneè evitare errori di finanza comportamentale come sostengono  Richard Thaler e Daniel Kahneman che  hanno dimostrato che i  pregiudizi comportamentali profondamente radicati  come avidità, paura e fiducia eccessiva - guidano le decisioni di investimento della maggior parte delle persone e dei consulenti stessi.Questi errori costano all'investitore medio tra l'1% e il 4% all'anno in mancati rendimenti, secondo i loro  studi. Queste percentuali possono sembrare piccole, ma nei 10 o 20 anni  questi semplici errori umani non controllati potrebbero quindi avere un impatto devastante . In poche parole meglio avere un portafoglio modello e non affidarsi al market timing.  Sinceramente queste due soluzioni integraliste seppur valide in termini relativi hanno un limite enorme, perche’ tutte e due sono comunque una soluzione per non perdere rendimento e non ad aumentarlo. Io non ho una soluzione ma propongo un metodo: Per quanto riguarda i costi… non sono propenso ad usare strumenti passivi se non per operazioni di sovrappeso o di market timing , ad esempio confrontandomi con l’etf che replica sp500 ( il mercato piu’ efficiente )ci sono una decina di fondi che hanno avuto rendimenti molto superiori in qualsiasi arco temporale con costi contenuti e un track record importante  …. Il vero problema che non vengono usati dai consulenti perche’ si preferiscono fondi dove le retro sono alte o l’ etf per giustificare la parcella di consulenza La finanza comportamentale  classica   è senza nessun senso , dove il portafoglio modello fa evitare errori di decisioni di investimento ed è la scusa per evitare qualsiasi operazione di  market timing… forse qui la mancanza di professionalita’ e di capacita’ tecniche  si vedono ancora di piu’. Io  previsioni non ne faccio e  agisco solo su momenti di panico ( comprando il sovrappeso) e di euforia ( vendendo il sovrappeso )dove la pancia della maggior parte delle persone nella finanza combina guai o rimane immobile. Le scelte di investimento che poi condivido con i miei clienti sono orientate su determinati e specifici temi di investimento .Ormai dal 2012 ho abbandonato il classico metodo dei portafogli costruiti con un asset allocation tradizionale costruendone uno mio propietario su misura.Ritengo inutile diversificare investendo su asset o micro asset senza un futuro… per esempio non detengo un fondo o un etf europeo azionario classico. E’ inutile e dannoso allo stesso tempo avere in portafoglio strumenti che non performano … la mia mission è aumentare i rendimenti rispetto al rischio di mercato. Per chi avesse voglia di confrontarsi con un metodo diverso ed approfondire la discussione mi puo’ contattare senza impegno.

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EUFORIA- POWELL E L’ISLAND REVERSAL… CRONACA ANNUNCIATA DELLA CORREZIONE AZIONARIA IN ATTO .

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 12.06.2020

  Buongiorno  a tutti… Il 10 giugno avevo postato l’articolo https://www.moneycontroller.it/community/articolo/i-gufi-e-i-vari-thaleb-sull-orlo-di-una-crisi-di-nervi-il-rimbalzo-a-v-velocissimo-preso-in-faccia-3132 L’indice Sp 500 viaggiava sui massimi del rimbalzo, nell’articolo sottolineavo “ allo stesso tempo il rimbalzo poderoso fatto in 70 giorni inizia a non avere un senso logico …per cui il mio metodo mi dice che le posizioni tattiche comprAte sui ribassi ( io per comodita’ con i clienti le chiamo posizioni da trading) sono da chiudere. La mia storia mi dice questo…nell’euforia bisogna passare alla cassa sul sovrappeso e portarlo in liquidità sul conto corrente perché ci saranno sempre occasioni da sfruttare”. Nel rimbalzo avevo messo in alert il superamento della soglia psicologica dei 3000 di valore dell’indice SP500 dove avevo concordato con i miei clienti di azzerare le posizioni tattiche di trading comprate nel ribasso perche’L’euforia come il panico è una brutta bestia da controllare, ma allo stesso tempo sono segni inequivocabili per il mio metodo… nel panico si compra rischio e nell’euforia lo si vende. La stessa sera del 10 giugno c’era il discorso di Powellche è sembrato preoccupato nel suo discorso e ai mercati non piacciono le persone preoccupate. Il succo del discorso per chi è un attento osservatore di mercato era senza appello;  la ripresa richiederà  moltissimo tempo,  lo scenario è incerto e che i danni alla struttura sociale ed economica saranno pesanti ………non esattamente lo scenario a V che i mercati stavano prezzando. La chiusura dell’indice Sp 500 del 10 giugno sui minimi di giornata ha dato il via alle vendite. La giornata di ieri tragica con ribassi pesanti ha confermato un pattern tecnico difficile da vedere… l’Island Reversal con la media a 200 giorni da spartiacque… dalle parole di powell SP 500 in una giornata e ¼ ha bruciato piu’ di 200 punti testando anche la soglia psicologica dei 3000 punti. Che fare ora ‘… per i miei clienti non faro’ piu’ nulla per ora, i due momenti topici li ho individuati ed ho agito con le posizioni di trading …. Finche’  non ci sara’ un ulteriore driver di cambiamento non intervengo perche’ è inutile agire se non ci sono dei presupposti forti per prendere delle decisioni. Fare previsioni non ne faccio e  agisco solo su momenti di panico e di euforia dove la pancia della maggior parte delle persone nella finanza combina guai o rimane immobile , io cerco  grazie alla mia  capacita’ psicologica e comportamentale dovuta  ad una ventennale esperienza nel campo di sfruttare questi momenti topici per i miei clienti.

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I Gufi e i vari Thaleb sull’orlo di una crisi di nervi: il rimbalzo a V velocissimo preso in faccia

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 10.06.2020

Era circa il 20 di marzo e leggevo che molti gestori, economisti e consulenti finanziari prospettavano ulteriori ribassi, postavano articoli pessimisti ad oltranza incitando anche a shortare, chiudere posizioni in forte perdita o ad avere coperture perché tutto sarebbe crollato.   Il 25 MARZO quando pubblicavo l’articolo HELICOPETER MONEY- deficit spending vs COVID 19 (leggi l'articolo)   (inoltrato il 23 ai miei clienti) credevo di essere la voce fuori dal coro (forse anche un po’ matto) … ma allo stesso tempo realista e un po’ ottimista.   Addirittura un cliente che poi avevo “forzato” in quei giorni difficilissimi ad investire aumentando il rischio l’altro giorno mi ha detto “che dovevo obbligarlo ad investire di più … se no a cosa serve Lei “.   Ecco che il vero problema è il solito… il senno del poi !!!!....   Un rimbalzo così a V velocissimo credo sinceramente nessuno se lo aspettava, ma certamente i soliti gufi pessimisti hanno combinato dei guai all’interno dei portafogli dei clienti.   Purtroppo a distanza di anni vedo sempre gli stessi errori di finanza comportamentale da parte dell’intero mondo della finanza, errori banali perché portati dall’emotività…la mancanza di coraggio di aumentare il rischio sui ribassi e di alleggerire sull’euforia mentre si tende a fare il contrario per colpa della paura.   Siamo forse giunti a livelli di prezzo tirati rispetto alla norma?... domanda ovvia da farsi perché in 30 giorni di ribasso eravamo letteralmente crollati e quindi non aveva nessun senso per chi ne mastica di mercato, ma allo stesso tempo il rimbalzo poderoso fatto in 70 giorni inizia a non avere un senso logico.   Sul breve ogni altro ricupero escludendo forse qualche asset particolare di nicchia avrà sicuramente una correzione fisiologica nel breve periodo, per cui il mio metodo mi dice che le posizioni tattiche comprate sui ribassi ( io per comodità con i clienti le chiamo posizioni da trading ) sono da chiudere mentre le solite posizioni di lungo periodo su temi  ad alta crescita da me individuati sono sempre da tenere in qualsiasi condizioni di mercato.   La mia storia mi dice questo…nell’euforia bisogna passare alla cassa sul sovrappeso e portarlo in liquidità sul conto corrente perché ci saranno sempre occasioni da sfruttare. Purtroppo pochissimi consulenti lo fanno perché prima cosa la liquidità di conto non remunera e secondo perché è molto più facile avere un portafoglio modello di lungo periodo per evitare errori dovuti al timing non avendo le competenze tecniche per gestire i mercati.  

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Ma è servito a qualcosa avere un consulente finanziario in questa crisi?

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 27.05.2020

La domanda che si dovrebbe fare ogni investitore prima di analizzare e trarre delle conclusioni sui risultati finanziari ottenuti.   Sicuramente a prescindere in linea di massima direi di si salvo casi eccezionali e rari, il motivo è semplice per due ragioni, la prima perché nella maggior parte dei casi l’investitore fai da te avrebbe fatto peggio.   Il 90% di chi fa trading perde soldi, basta leggersi qualche ricerca per capire che il fai date porta ad errori irreparabili e quasi un 50% riesce anche a spianare completamente il proprio denaro.   La seconda è più difficile da comprendere per un investitore perché sono pochissimi a riconoscere se c’è stato un valore aggiunto professionale da parte del consulente.   Questo ultima distinzione per gli investitori anche se compresa in parte è difficile quantificarla in termini assoluti se non associandola a valori emotivi e umani.   Purtroppo il giudizio professionale su cui si basa la conclusione è un numero… il rendimento ottenuto sia negativo che positivo.   Negli anni da parte degli investitori c’è stato un lento miglioramento nel farsi gestire in modo professionale il proprio patrimonio, i più evoluti hanno iniziato a comprendere che i costi sono da tenere in considerazione per evitare prodotti cari e inefficaci…ma oltre a questo non si riesce a progredire.   Questa categoria già evoluta si è poi fermata a questo semplice step, l’abbassamento dei costi annui di 1/1,5% ma alla fine i rendimenti sono stati comunque deludenti rispetto alle attese enormi.   Il vero problema dell’investitore è che non è in grado o non ha nessun desiderio di riconoscere la professionalità di un consulente rispetto ad un altro, ripeto i più evoluti conosco i trucchetti dei costi ma poi per questione di pigrizia o di sfiducia o di qualsiasi altra ragione non sono mai andati oltre se non in casi rarissimi.   Per chi avesse voglia di approfondire una vision diversa dal solito può contattarmi ed organizzare una video call privata con me tramite MEET, ZOOM, SKYPE o altra piattaforma.

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