Ivan Giovanni Troglia Perolin

Consulente finanziario

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Le mani forti e il parco buoi al tempo del Covid

Scritto il 19.05.2020

Questa crisi ha messo a dura prova gli investitori che si sono agitati ….   proprio nei mesi della paura dove qualcuno pensava che il Mondo finisse e alcuni operatori consigliavano strumenti di copertura nei portafogli (adatti solo a clienti professionali e non al retail per la sua complessità …sinceramente se fosse per me farei vietare l’uso di tali strumenti nei portafogli di clienti non professionali), qualche investitore  ha  commesso degli errori di finanza comportamentale .   Purtroppo anche stavolta qualcuno ha combinato dei danni al suo portafoglio realizzando delle perdite svendendo degli asset, la triste realtà che si ripete ad ogni crisi, dove i più fortunati tengono i nervi saldi e non fanno nulla mentre altri cedono all’emotività e a consigli inopportuni tipo l’uso di coperture  validi solo per clienti ultra professionali che non hanno bisogno sicuramente  dei consigli di nessuno.   Anche stavolta il parco buoi clienti e i consulenti pessimisti rischiano di aver fatto la frittata…oltre il danno anche la beffa…   Questa discesa come velocità /ampiezza è stata una delle più veloci della storia…nessuno può prevedere se continuerà, ma certamente ha colto di sorpresa tutti…       La differenza è che le mani Forti già prima di marzo avevano nel portafoglio una percentuale di cash alta rispetto alla media storica e lo si evince da una ricerca che ho letto.   L’International Forum of Sovereign Wealth Funds (IFSWF), network globale di fondi sovrani di quasi 40 paesi, e State Street Corporation, uno dei provider leader nel settore dei servizi finanziari, hanno pubblicato una nuova ricerca che rivela che molti fondi sovrani e investitori istituzionali erano sovra-esposti sulla liquidità o sotto-esposti sull’azionario già prima di marzo 2020, quando l’impatto economico della pandemia è diventato più evidente.   La ricerca poi evidenzia anche che questi players hanno optato per un’assunzione selettiva del rischio– per esempio vendendo titoli obbligazionari per acquistare azioni – al fine di riequilibrare il proprio portafoglio.   La ricerca suggerisce che, a differenza di quanto ampiamente ipotizzato, i fondi sovrani non hanno avviato vendite su larga scala per fornire liquidità ai governi, tanto che solo due dei dieci membri dell’IFSWF che hanno preso parte alla ricerca hanno dichiarato di aver ceduto i loro asset da inizio marzo. Al contrario, hanno utilizzato le loro posizioni cash per soddisfare le richieste di capitale da parte dei gestori di private equity e investire negli interessi a lungo termine dei loro clienti in un momento di grande incertezza.   Tutto questo porta ad una conclusione, sicuramente come minimo un investitore doveva mantenere la posizione anche in periodo di crisi, ma il consulente prudentemente su valutazioni eccessive prima della pandemia doveva aver una componente cash nei portafogli e comunque nella crisi doveva agire ribilanciando il portafoglio e approfittando dei prezzi attraenti del comparto azionario.   Tutto questo mi conferma che il mio metodo che è poi molto simile a quello usato da investitori professionali è quello più in voga tra le Mani forti e conferma ancora una volta che i portafogli modello sono inefficaci e non adatti a clienti private.

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Update Mercati: Fase 2 La Ripartenza

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 07.05.2020

In sintesi cosa ci aspetta dai mercati nel 2020:   secondo la media degli analisti nel 2020 si stima una recessione globale con una contrazione del Pil a livello globale che potrebbe oscillare tra il -3% e il -5% .Le differenze tra le varie nazioni  saranno però  molto evidenti per esempio per Morgan Stanley; con economie più impattate dal Covid 19 come l’Area Euro e gli USA rispetto a quelle che ne soffriranno  di meno tipo la Cina che potrebbe in teoria addirittura  chiudere il 2020 con un crescita positiva  del Pil.     La maggior parte degli analisti poi suppone che la recessione sarà più profonda e di breve durata  e al tempo stesso si avrà anche una ripresa più rapida rispetto al 2008.    La risposta delle banche centrali ha dato una risposta molto forte alla crisi; dal taglio dei tassi a vari tipi di misure espansive ed a ulteriori stimoli monetari che verranno avviati nei prossimi mesi ovviamente con la Fed che svetta su tutti per il suo Qe che se necessario sarà illimitato.   A livello di stimoli fiscali da parte degli Stati si sta facendo qualcosa di straordinario si stima che complessivamente a livello mondiale si possa superare i 5000 miliardi di $ con gli Usa ad essere i più attivi avendo già approvato 2200 miliardi e con la prospettiva di ulteriori interventi. La risposta globale a livello monetario e fiscale è ben superiore a quella del 2008/09 ed è stata velocissima e la più grande della storia.     Gli assets finanziari sono scesi per l’improvviso rallentamento economico dovuto al Lockdown mondiale per contrastare il Covid 19, però il tasso di mortalità sta scendendo in tutto il Mondo grazie a cure più efficaci e risolutive per le forme più gravi.  La crescita mondiale giornaliera dei nuovi contagi si sta appiattendo, così come l’importante media a 7 giorni, sembrerebbe ormai che abbiamo raggiunto il picco di contagi.       Se la situazione non esploderà con una seconda ondata di ritorno della malattia con numeri difficili da gestire e solo con lockdown selettivi per micro aree geografiche ( in attesa di un vaccino che si prevede arriverà in tempi ragionevolmente veloci) probabilmente i minimi di ogni asset finanziario li abbiamo visti.   A questi livelli di stress economico con interventi monstre degli stati, delle banche centrali e un leggero miglioramento nella gestione della pandemia si possono trovare delle valutazioni di qualche assets molto interessanti come rischio /rendimento, ma non tutti saranno un’opportunità.   Quindi in maniera selettiva e professionale è giunta l’ora per ogni investitore di fare un’analisi professionale del portafoglio per rimodularlo e adattarlo al nuovo scenario.   Per chi avesse voglia di fare seriamente un cambio di passo nel gestire i propri investimenti in maniera attiva può contattarmi per fissare poi un meeting professionale privato (one to one) e riservato  tramite le varie app di videoconferenza ( esempio Meet, Skype, Zoom) dove con una mia breve presentazione illustrerò il mio modello di investimento unico e proprietario.

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Up date : il rimbalzo e l’ outlook macro sui mercati finanziari

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  • Mercati finanziari / economia
Scritto il 29.04.2020

  La big picture che si sta delineando sui mercati finanziari è in continua evoluzione..ma prima di tutto vorrei fare un’analisi su cosa ha supportato il rimbalzo dai punti minimi del 23 marzo.   Il Rimbalzo La vera  hightlight che ha cambiato il corso  mercato è stata  :    La FED  che il 23 marzo annunciava un intervento di circa 1 trilion di $ a mercati  cash Usa  ancora chiusi , quello è stato il detonatore del rimbalzo ossia la notizia che tutte le mani forti aspettavano con ansia…. Ritornava nel mercato il vecchio motto” don’t fight the fed”.   In quel momento si doveva essere veloci mentalmente a pensare, a leggere il mercato  ed agire perche’ probabilmente il ribasso violento e selvaggio  aveva trovato un bottom.   Il giorno dopo partiva un rimbalzo fortissimo con un ricupero di 200 punti sullo s&p 500 e il primo segnale dai bonds a piu’ alto rendimento  che iniziavano a ridurre gli spreads.    La situazione era cambiata per chi è un attento lettore dei mercati, la manovra monstre metteva un tappo al ribasso , perche’l’intervento della Fed permetteva di stabilizzare il mercato del credito che sembrava vicino ad un credit crunch di portata esagerata e forse mai vista .   Nell’articolo mio del 25 marzo sottolineavol’helicopter money  della Fed pronta a misure illimitate e  a mio avviso la piu’ importante era ‘the corporate sector purchase programme (CSPP) to non-financial commercial paper’, fondamentale manovra per evitare la paralisi dei pagamenti commerciali ed un conseguente default di massa.   Questa è stata un’occasione formidabile per ribilanciare i portafogliin modo leggermente piu’ aggressivo rispetto al rischio  per esempio alzando la percentuale dei bonds corporate Us Investment grade per profili prudenti , comprare fondi bonds high yelds per profili piu’ bilanciati o aumentare l’azionario per i profili piu’ dinamici.   Chi non ha dormito in quei giorni  ha fatto performances eccellenti rispetto al rischio /rendimento .   Come noterete parlo sempre degli USA e valuto primario analizzare i loro dati perche’ quelli degli altri sono assolutamente secondari e solo complementari.   Allo stato attuale guardando all’economia la recessione è conclamata , il Fondo monetario internazionale nel suo outlook di aprile pronostica un calo del pil nel 2020 del 3% a livello mondiale e un – 5,9% per gli USA.   La media degli analisti delle case di gestione stima utili probabilmente in caduta libera nella prima parte dell’anno pero’ da fine anno gli utili dovrebbero tornare a riprendersi in fretta .   Ma bisogna dire che la rete di protezione messa della Fed  con un incremento del suo balance sheet pari a oltre il 20% del gdp Usa e a un fiscal deficit  varato dal governo Usa superiore al 10% del gdp sono risorse mai messe in piedi nella storia.   Tanto per renderci conto sono piu’ del doppio di quelle messe in atto nel 2008-09.   Tutto questo ha fatto si che l’indice  sp500 ha rimbalzato da 2200 circa a oltre 2850 perche’  la borsa anticipa sempre sia i dati brutti che quelli belli.   A questo punto rimane una sola incognita il Covid e il suo andamento , ma se non si raggiungeranno di nuovo picchi importanti di contagio e lock down paurosi e lunghi i minimi per la finanza saranno alle spalle.   Se fossi pero’ un cliente inizierei a chiedermi su cosa sono investito perche’ alla fine è quello che conta per ottenere risultati , le occasioni ci sono sempre per migliorare la composizione , cambiare strategia e investire sui temi vincenti in base alle nuove dinamiche di mercato .   Il mercato finanziario bisogna saperlo interpretare perche’ a prima vista essere investito su dei comparti  azionari sembrerebbe uguale invece purtroppo non è così ci saranno i vincitori e i perdenti.   Per chi avesse voglia di esempi pratici  puo’ contattarmi.        

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Coronavirus: gestire il comparto azionario nel periodo di crisi e le sue prospettive nel medio periodo.

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 28.04.2020

  Quando facevo il trader per gestire l’equity adottavo esclusivamente l’analisi tecnica e l’analisi dei volumi  ma parlo di tantissimi anni fa per cui la finanza era completamente diversa da ora perche’ il mondo è cambiato in tutti i sensi.   Se oggi come consulente mi affidassi solo a questi due parametri   integrandoli al classico Capm ( capital asset pricing model )e abbinandoli a dei portafogli modello in base al rischio del cliente in questo periodo non andrei da nessuna parte.   Gia’ nel 2012 compresi che per investire nell’equity le regole stavano cambiando, perche’ mi accorsi che non funzionavano piu’. Tutte quelle metriche che hanno fatto la storia della finanza sarebbero diventate poi inefficaci nei mercati moderni finanziari dove la velocita’ di cambiamento complice anche la globalizzazione  è all’ordine del giorno.   A quel punto integrai un nuovo concetto di come investire con successo nel mercato azionario, per ottenere dei risultati eccellenti oltre al classico parametro di rischio/rendimento.   Mi spiego meglio è inutile selezionare il miglior fondo attivo  che batte anche il suo benchmark se poi quel comparto ha avuto dei risultati mediocri...non è forse meglio ricercare i comparti equity  su cui si ha la possibilita’ di avere un risultato il migliore possibile .   Negli anni ho sviluppato un mio “modello di investimento  unico e propietario”  per cercare di riuscire e di ottenere i migliori risultati possibili investendo una parte del patrimonio dei miei clienti nell’equity.     In quest’ultima crisi il mio approccio ha dato il massimo risultato e numeri alla mano mi da pienamente ragione , per un semplice motivo :   il mondo della finanza è cambiato e quindi  ho saputo adattarmi ai cambiamenti del mercato al di la’ dell’evento esogeno Covid 19.   L’altro giorno in  una meet con un cliente private evoluto  al di la’ del risultato con segno piu’ del suo portafoglio da inizio anno ...(cosa ben rara nel 2020 e il cliente stentava a crederci  alla performance ), mi ha fatto piacere che  lo stesso  avesse finalmente compreso che il mio valore aggiunto rispetto ai competitors non era la solita consulenza che offrono tuttima la diversita’ di vision che ho della finanza che poi ha come logica il risultato finale.   I clienti son stufi di sentire previsioni forse scenderemo o saliremo ,di  analisi economiche , di livelli di analisi tecnica, della consegna di elaborati sofisticati , di modelli di portafoglio resistenti  a qualsiasi crisi… vogliono risultati eccellenti e pretendono giustamente che il loro denaro investito ottenga il max risultato.   Nell’ultimo periodo l’eccesso di infodemia ha disturbato gli investitori che  vagano senza una bussola nel mercato finanziario ,  per cui chi  si volesse confrontare con il sottoscritto per avere delle delucidazioni in merito al mio metodo proprietario puo’ gentilmente contattarmi.  

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Coronavirus: gestire il comparto obbligazionario nel periodo della crisi

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  • Obbligazioni - investimenti obbligaz
Scritto il 08.04.2020

  Provo a fare un po’ di chiarezza per un asset molto importante all’interno dei portafogli dei risparmiatori italiani, con una premessa iniziale doverosa a tutela dei consulenti finanziari a volte accusati di negligenza o cattivi suggerimenti durante i periodi di crisi. Prendo ad esempio il fondo H20 multibonds. Personalmente non l’ho mai consigliato per questo semplice motivo e bocciato senza appello: l’utilizzo del gestore delle leve finanziarieal di la’ di altre considerazione tipo rapporto rischio rendimento etc. e   per inciso  il fondo non c’entra nulla con l’asset class bond.   L’H20 multibonds è infatti un fondo alternativo global macro. Al di là degli aspetti tecnici, tengo a ribadire sia del tutto falso che i risparmiatori italiani ne abbiano percentuali esagerate nei propri portafogli. Tutte le banche , reti di promotori finanziari o di consulenza  finanziaria devono rispettare i rigidi protocolli dei processi di consulenza sia per concentrazione del rischio come singolo fondo o casa di gestione, sia per l’esposizione al VARo Valore di Rischiorisultante .   Il comparto bonds nel complesso è risultato disastroso all’interno dei portafogli di investimento, inutile negarlo. A conferma di ciò mi sovvengono alcune sotto-asset class azionarie che hanno ottenuto risultati molto simili  alla media di performance dei bonds. Ad esempio il comparto Health Carecon però un rischio percepito dal cliente del tutto diverso perchè strumento azionario e non obbligazionario, qui dovrei aprire una discussione su rischio reale e percepito  ma preferisco evitare.   Quindi anche il comparto dei bonds è stato una doccia fredda per i risparmiatori. Osservare perdite su un comparto a cui si è finora attribuito un rischio contenuto è risultato traumatico per la maggioranza dei clienti.  Purtroppo molti consulenti non hanno spiegato che in una crisi sistemica che anche solo bonds di tipo corporate con qualità investment gradepossono causare perdite importanti.   Un  cliente Private, per quanto mediamente esperto finanziariamente, non puo’ percepire il vero rischio di questa asset class.  In più, spesso non gli si paventa la reale difficoltà del gestire il comparto bond rispetto all’azionario con rendimenti stabili e reali, non troppo volatili e a prova di crisi. Per i più l’unica alternativa sembrerebbe la gestione separata di Ramo I. Ma sarebbe un vero srumento di difesa, panacea e rifugio completamente risk free? Con rendimenti e tassi di rifirimento bassi, in una crisi sistemica potrebbe inizialmente tenere grazie ai titoli sottostanti  controvalorizzati a libro e non a mercato. Tuttavia se ci fossero riscatti pesanti con ristrutturazioni dei titoli sottostanti diventerebbe anche la Ramo Iun problema di non semplice gestione, alla stregua di un fondo o un etfdel comparto bonds.   Cari clienti, proviamo a  non illuderci:gestire l’obbligazionario è molto complicato ma nessuno ve lo ha mai detto .Addirittura, possiamo affermare che dalla crisi del debito iniziata nell’estate 2008  il nocciolo della crisi finanziaria sistemica riguarda primariamente i comparti obbligazionari rispetto a quelli azionari.   Quindi, che fare ?   Affidarsi ad un professionista con elevata expertise tecnica.  Da oltre 20 anni conosco i reali meccanismi di quella tipologia di mercato. Piccole sottigliezze e malizie che possono fare la differenza, scevri da modelli preconfezionati copiati da guru illusori.   Non è sufficente conoscere l’allargamento degli spreads di credito in tutti i segmenti, ora vicini ai livelli della crisi del debito del 2011-‘12, che le nuove emissioni su base mensile sono state di importi  importanti grazie anche al CSPP , al PMCCF  , al SMCCF questo ultimo molto importante perche' è sul mercato secondario e che esiste una differenza non prezzata tra i Cash bond corporate IGrispetto al relativo C.D.S (Credit Defautl Swap).   Come poi non citare l’intervento dei paesi del  G7 che immetterà liquidità pari ad almeno il 10% del PILmondiale rispetto all’inferiore 7,6% della precedente crisi finanziaria 2008-2009.   E’vero: il comparto bonds ha preso una ‘sonora bastonata’. Ma nulla è del tutto perduto: si potrebbero nascondere delle opportunità soppesate per rischio/rendimento davvero interessanti se le si sanno gestire con cautela ed esperienza comprovata. Chi volesse affidarsi ad una professionalità fatta di conoscenza tecnica  del mercato e che ne distingue le relative sfumature, ben differente da approcci e considerazioni da “guru” può contattarmi. Sarà più che piacevole confrontarsi con onestà intellettuale oltre che finanziaria.  

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LA CADUTA DEGLI DEI DELLA FINANZA: RAY DALIO E I FAMOSI GURU - LA TRISTE REALTA’ DELLE LORO STRATEGIE CON IL CORONAVIRUS .

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Scritto il 26.03.2020

  Buongiorno a tutti.  Questo articolo è un mio ulteriore appello al non ‘farsi stregare dai facili guadagni’ o   al credere  che i ‘guru abbiano una strategia invincibile  in qualsiasi contesto di mercato’. Leggevo l’altro giorno  l’articolo del 18 marzo 2020 sul Wall Street Journalintitolato “Bridgewater Associates performance hit by Coronavirus” . Mi son detto : “Altra importante conferma: aver deciso di non credere ad una sola parola di questi sedicenti gurugià dal 1998, quandò collasso il fondoLONG TERM CAPITAL MANAGEMENT.   Nel corso degli anni Ray Dalioè diventato una star finanziaria. Tutti lo osannavano per le performances dei fondi Bridgewater ( eccetto quella deludente del 2019 ); nell’ultimo periodo era  poi salito all’onore delle cronache finanziarie per la scommessa da 1,5 miliardi di dollari  ( ripeto scommessa) tramite put optionscon scadenza marzo che prevedeva entro quel mese una crisi mondiale delle borse. Aveva allarmato i mercati, i gestori finanziari e la notizia era stata diffusa su tutti i giornali mondiali.   Il 5 dicembre 2019 in un’intervista al WSJ, Dalio spiegava che tale mossa non nasceva da una totale sfiducia dei mercati. Piuttosto era parte di una loro particolare strategia di gestione .   Il 20 gennaio poi in un’intervista a CNBCaveva pronunciato la famosa frase “CASH IS TRASH” mentre a Whuan i nuovi contagiati di Coronavirus crescevano con curva  esponenziale.   Dopo questa doverosa introduzione, ritornando invece all’ articolo di cui sopra, prestando attenzione ai numeri e non solo alle chiacchere, i fondi Bridgewater performano da inizio annao -14% e il più famoso fondo Pure Alpha-21%.   Ray Dalio ha inviato lettera ai clienti che recita “Coronavirus? Gestito altre crisi simili”. Se credete,  potete leggere il relativo articolo de IlSole24Ore  di seguito e farvene opinione personale : https://24plus.ilsole24ore.com/art/ray-dalio-coronavirus-gestito-altre-crisi-simili-misteri-fondo-bridgewater-AdsSlxE   Ma ancor piu’ interessante è la lettura del seguente articolo che spiega cosa succede in un  wild market  come quello a cui stiamo assistendo : https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2020/03/26/bolla-debito-margin/?refresh_ce=1   Tengo a precisare che lo spunto da cui parte questa mia, non vuole attaccare taluno personaggio o eventuali gestori ( in questi giorni conosciamo chi ha fatto disastri con l’utilizzo dei fondi a leva ).   Il reale e fondamentale problema è dato queste tipo di strategie come quella utilizzata anche da Ray Dalio: larisk parityo risk premia parityche funzionano bene solamente in contesti di mercato “normali”; alla comparsa però del “cigno nero” combinano guai.   In primo luogo la maggior parte degli addetti ai lavori pensa di capire come funzionano tali strategie, forse perchè magari le ha studiate e teorizzate. All’atto pratico, non si è forse mai ritrovato in un desk operatico.   In conclusione: piuttosto che farsi stregare dai falsi miti, si lascino fate, favole e fantasie ai romanzi e all’immaginazione. Purtroppo chi si è lasciato adescare da tali chimere,  si è ritrovato nelle mani il misero e sbruciacchiato cerino.

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HELICOPTER MONEY- DEFICIT SPENDING VS COVID 19

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 25.03.2020

Mi permetto di scrivere questo articolo con l’intento di fare un po’ di chiarezza, senza voler proporre soluzioni o analisi vincenti: conosco i books dove passano gli ordini da oltre 20 anni .   Parto prima dall’esame dall’attuale  situazione epidomiologica riassumendo di seguito:   1) Covid 19 : evoluzione sanitaria globale La crescita mondiale giornaliera è ancora esponenziale; tranne in qualche caso la maggior parte dei paesi ha progressivi aumenti dei contagi Sono in fase di sperimentazione nuovi protocolli sanitari e terapeutici Sono iniziati i primi test di vaccini sperimentali Nel mondo sviluppato sono state prese misure di ‘social distancing’ e ‘lock down’ per evitare aumenti dei contagi   2) Situazione dei Mercati odierna I mercati sono in fibrillazione : le escursioni daily sono diventate violentissime  a testimonianza di enormi flussi di chiusura posizioni per far fronte ai riscatti. Il panic selling  aumenta le vendite, accresce la volatilità e i vari mercati vanno in stress; i books diventano vuoti senza bids e con spread elevati, nessuno escluso. Persino il book del future  S&P 500 ( il futures più liquido al mondo per equity ) in certi momenti nei giorni scorsi  era completamente scarico. In tutta sincerità conoscendolo da più di 20 anni non ho mai assistito a dinamiche simili.    Meno isterici i books dei governativi bund e tnote . Martedì 17 marzo abbiamo anche assistito al rischio di un’ ulteriore crisi sovrana del debito europeo con il differenziale btp/bunds a oltre  300 bp di spread; il book del future btp in quella  mattina collassava e ad oggi 24 marzo nel momento in cui scrivo il  rimbalzo dai punti minimi è di 16 figure .   3) Il compito dei regulators:  EVITARE IL TRACOLLO FINANZIARIO PER UNWINDING DI POSIZIONI eDEFAULT DI MASSA Tutte le banche centrali piu’ importanti sono intervenute con l’unico modo per salvare il sistema finanziario  : l’HELICOPTER MONEY e ieri la FED si è detta pronta con misure illimitate Non sto ad elencare tutte quelle che servono ad evitare un unwinding . Tuttavia a mio modesto avviso la piu’ importante è ‘the corporate sector purchase programme (CSPP) to non-financial commercial paper’,  fondamentale manovra per evitare la paralisi dei pagamenti commerciali ed un conseguente default di massa.   Rimaniamo in attesa dei Covid19 eurobonds soluzione finale ma molto complessa per mettere in sicurezza il sistema finanziario europeo e mondiale.   4) Deficit spending degli stati Si naviga ancora in alto mare: ci sono i primi piccoli interventi e le prime dichiarazioni o annunci di implementare piani monstre. Allo stato dei fatti IL DEFICIT SPENDING  varato è insufficente ma speriamo nell’accordo tra repubblicani e democratici  in USA perché si possa varare il piu’ grande intervento della storia.      5) Outlook sui mercati   I mercati anticipano sempre l’economia reale. Tuttavia se si è costretti a vendere (e nella maggior parte dei casi non lo si può evitare), nonostante l’iniezione di liquidità molti gestori si troveranno nella necessità di liquidare senza alternativa.   Negli ultimi giorni chi ha dimestichezza con i books e i grafici può osservare come nonostante la discesa non si arresti i volumi inizino a diminuire (calcolando anche l’effetto circuit breakers). Ciò significa che si scende per riscatti forzosi col mercato che ha una scarsa pressione in vendita.   Gli scenari con un simile trend ribassista potrebbero essere due:   Worst scenario: un selling climax di forti proporzioni e lunga durata (come da settembre 2008 a marzo 2009) Best scenario : un rounding bottom. I volumi accelerano nelle prime fasi di discesa per poi rallentare con scossoni di assestamento fatti di calo dei volumi e flussi in lettera in esaurimento.   La ricostituzione dei volumi riprenderà con l’accrescimento dei prezzi.   6) Conclusioni per gli investitori:   Nessuno possiede la strategia che permetta di evitare del tutto minus-valenze nei propri portafogli. La cosa più sensata da fare è evitare il panico. Se l’investitore non ha urgenti necessità economiche ed ha investito in modo cosciente e coscienziosi in base al proprio profilo di rischio non deve in nessun modo prendere decisioni dettate dalle emozioni.   Per concludere: se il deficit spending degli stati sarà messo in atto con seria responsabilità, con l’ausilio dell’ helicopter money il sistema finanziario potrà sopportare l’onda d’urto del  Covid 19 e le conseguenze a medio periodo saranno mitigate.   Purtroppo non esistono altre strade da percorrere se non quelle di fare debiti su debiti, cercando di ‘diluirli’ nei futuri 10/15anni.

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IL BUON SENSO: CORONAVIRUS - NUOVE METRICHE PER GLI ERRORI DI FINANZA COMPORTAMENTALE

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  • La Finanza Comportamentale
Scritto il 05.03.2020

In questo articolo non vorrei apparire ‘professore’, ‘guru’ o ‘ l’oracolo del mercato finanziario’.   La mia esperienza di trader professionista mi ha insegnato che bisogna evitare le incaute previsioni temporali e le probabili, che quotazioni dei prezzi di mercato.   Negli ultimi 50 giorni ho visto scrivere di tutto e di più, ipotesi ed illazioni, paragoni e parallelismi inesatti e fuorvianti   Negli anni ho imparato che i paragoni accentuano l’emotività del momento. Non farne mai mi ha aiutato ad evitare tanto gli stati di euforia quanto i momenti, di panico.   Il Coronavirus (COVID19) è il fattore scatenante dei ribassi di borsa. Tuttavia a mio avviso, le reali motivazioni e nuove incognite del caso, sono legate al nuovo contesto mondiale. Rispetto alle precedenti epidemie nel 2020 viviamo in un mondo del tutto globalizzato ed iper connesso. Il contagio virale è ben più rapido ed immediato sia nel reale aspetto sanitario che nell’istantanea informazione mediatica.   Ecco alcuni aspetti che ho evidenziato ai miei clienti, che mi chiedevano cosa pensassi dell’attuale situazione: Il mondo “Nuovo” in cui viviamo non era pronto ad affrontare un’epidemia globalizzata Questa crisi non ha niente a che vedere con la precedente, di fine 2008. Questa sarà di tipo economico e non finanziario: le relative soluzioni non saranno date dalle banche centrali ma da interventi, di deficit spending sull’economia reale fatta dagli Stati, IL vero “driver” delle borse mondiali sarà il panico percepito.   Non esistono modelli matematici per studiare il panico, come ben poco serviranno le “simulazioni Montecarlo” (che qualcuno di Voi conosce), i livelli di analisi tecnica, le analisi dei volumi o delle news.   In questo momento cosa è realmente misurabile e verificabile sono i casi di contagio giornaliero che sono in netto aumento come evidenzia un grafico della World Health Organization a pag. 5   Nessuno è in grado di prevedere le direzioni borsistiche o se il panico farà andare in recessione il Mondo intero.   Il buon senso: quando i nuovi contagia, giornalieri si stabilizzeranno e i nuovi guari, giornalieri aumenteranno fino a raggiungerli e poi a superarli, la borsa troverà un punto da cui ripartire e il panico diminuirà... Come non ricordare che la borsa anticipa i dati pessimistici e alla loro divulgazione reagisce inaspettatamente e con logiche opposte.   Questo è quello che comunico ai miei clienti da sempre: non ho un portafoglio modello o un sistema di monitoraggio ai massimi livelli per cui non si perderà, ne potrò suggerire quando sarà il minimo o il massimo.   Usando il buon senso e una saggia finanza comportamentale, sperimentata sul campo da decenni, essendo stato un trader professionista, cerco di far evitare disastri o scelte dettate dalle emozioni improvvise.   Se un cliente continua invece a credere ad altro gli auguro buona fortuna... e semplicemente gli consiglio vivamente di rivolgersi ad altri consulenti, sedicenti, Guru... c’è l’imbarazzo della scelta. Per approfondire l'argomento leggi anche la guida: Finanza comportamentale, cosa è e a cosa serve

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IL VALORE NEL TEMPO contro il rischio di rendimento

Scritto il 13.02.2020

I FALSI MITI E L’ILLUSIONE DEL FACILE GUADAGNO PER GLI INVESTITORI.   Ormai il mondo degli investimenti finanziari pare un “circo equestre “: ogni operatore pensa di avere in esclusiva la ricetta magica per fornire il servizio top più altamente qualificato per gli investitori.   Si spendono parole altisonanti, spesso incomprensibili ai più, solo per darsi maggior tono professionale. Si vuol trasmettere il messaggio che siamo super esperti del settore, capaci di prevedere il futuro del mercato azionario, dei bonds etc. in virtù di modelli infallibili e quella consulenza che risolvera’ qualsiasi problema di investimento.   Peccato che alla resa dei conti non esista un modello matematico che funzioni sempre, di assoluta infallibilità e affidabilità! I mercati finanziari non sono prevedibili e nessuno ci è mai riuscito. Il Long-Term Capital Management (LTCM) gestito da diversi Premi Nobel che collassò è esempio emblematico e concreto che la finanza è fatta di dimenticanze, di storie non imparate: dovremmo ritornare tutti ‘con i piedi per terra’.   Dunque, in tutta sincerità, non esiste una strategia unica ed infallibile che possa misurare il rischio/rendimento, la volatilità e i delta inaspettati. È tutto relativo con il cigno nero (evento negativo non previsto) sempre in agguato.  Ed è purtroppo proprio quest’ ultimo argomento che si evita di riferire all’investitore (anche perchè è piu’ facile parlare di guadagni che di perdite, vero?).   Sinceramente credo che gli investitori siano parecchio stufi degli stessi argomenti triti e ritriti, delle “lezioncine da professori” di qualsivoglia consulente, dell’irritante polemica sul concorrente, dell’“io sono più bravo degli altri, costo meno, non perdera’ mai denaro, io conosco i mercati finaziari… “   La realtà è un’altra: fin quando il mercato cresce ed aumenta di valore sono tutti contenti. Quando   però il mercato accenna a diminuire gli investitori provano frustazione e angoscia confondendo il normale e fisiologico ciclo delle oscillazioni finanziarie come una distruzione di valore.   In un contesto di tassi negativi, dove il basso rischio non è remunerativo come si potrebbe intervenire?   Se volessi immedesimarmi nel mio potenziale cliente, per prima cosa eviterei di parlar male dei concorrenti e del portafoglio detenuto altrove. Piuttosto cercherei con parole semplici di trasmettere concetti di finanza astratta di non immediata comprensione ai non addetti ai lavori. Dichiarerei l’elenco realistico dei costi per il mio servizio e sicuramente eviterei la prosopopea di alcuni, sforzandomi piuttosto di ascoltare con un sincero interesse personale.   È da quasi 20 anni che faccio questo mestiere. Credo di avere ancora l’umiltà di non sapere tutto e di non volermi sopravvalutare. Posso diventare il tuo “problem solver” per gestire professionalmente le ansie e le paure sugli investimenti, ma a patto che me lo merito prima ancora come uomo oltre che come professionista.   La caratteristica che i miei cari clienti mi riconoscono a prescindere è quella di avergli fatto evitare importanti errori di finanza comportamentale; gli sarebbero costati molto caro ed in alcuni casi non sarebbero stati recuperabili.   Chi sceglie di essere mio cliente non si aspetta che si “indovinino” i mercati finanziari, bensì che mi impegni con piena lucidità per gestire le emozioni, condividendo scelte figlie delle reali esigenze di vita, per non temere distruzione di valore ma crearne nel tempo con verità e sostanza.

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Private banking: out of the box

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  • Consulenza finanziaria
Scritto il 13.01.2020

Scrivo il mio pensiero: il mondo del PRIVATE BANKING sta rendendosi sempre più ‘uniforme’, senza elementi distintivi che lo differenzino rispetto a qualsiasi altro tipo di servizio mass market.   Lo spirito con cui nacque il Private Banking, era quello di offrire esclusività, servizi e soluzioni su misura, di taglio “sartoriale”( tailor made ), con caratteristiche uniche e specifiche per ogni singolo cliente. Negli anni abbiamo invece assistito alla negazione dello stesso principio .   Oggigiorno tutti offrono qualsiasi genere di contenuto, nel tentativo di innovare ma senza rendersi conto che tale mentalità sta incenerendo ogni caratteristica di “ personalizzazione a livello umano”. Tutti promulgano previsioni, offrono consulenza , inventano modelli statistici, algoritmi, sistemi e strumenti di robot-advisory. Si costruiscono piattaforme di ultima generazione contenenti il maggior numero di ingredienti di analisi, illudendosi del fatto che l’intelligenza artificiale porterà a risultati incredibili che soddisferanno i clienti giustificando nuovi margini economici.   Ci si dimentica però della cosa fondamentale, della base di ogni rapporto: L’essere umano il cliente, con le sue emozioni e sensazioni.   Negli anni, nonostante i tremendi disastri causati dal mondo della finanza “accademica”, insignita nel tempo dei relativi premi Nobel, si è diffusa la radicata convinzione che per soddisfare i clienti sia primario farli guadagnare. In tal modo avrebbero di certo percepito il valore aggiunto del servizio loro offerto.   Purtroppo tale convinzione assurda, altro non è che il frutto avvelenato del mondo stesso della finanza. I relativi studi comportamentali sono fuorvianti ed ingannevoli. Non spiegano al cliente che “ l’accettazione della perdita “ è il principio di base per investire con successo.   In un scenario con tassi vicini allo zero è imprescindibile che il cliente possa essere soddisfatto se non accettando le perdite come fattore di rischio e metabolizzandone la conseguente interiorizzazione.   Ogni altra soluzione prospettata in funzione di nuove tecnologie idealmente in grado di ridurre le perdite è un sentiero minato, fautore di sicuri insuccessi. Emblematica dimostrazione si è avuta dal trading on line, rivelatosi sempre più strumento di sterminio di massa dei risparmiatori .   Che visione dunque potrebbe condurre al riscatto del settore, della fiducia e delle speranze da riporre per risultati positivi e promesse mantenibili?   OUT THE BOX, al di fuori della scatola, del pacchetto, del ‘già confezionato’...   Il mio pensiero laterale parte dall’osservare il mondo della finanza in modo distaccato, senza empatia , senza facili soluzioni. Perché non cercare di contrapporre, alla tradizionale modalità che prevede concentrazione su una singola soluzione per il singolo problema, una visione differente.   Drammaticamente va ammesso che la maggior parte dei clienti non conosce in cosa è investito il proprio denaro. Chi si è convinto del contrario, alla prima domanda tecnica riesce a rispondere solo alla sommaria descrizione della “confezione” ma quasi mai sa effettivamente da cosa sia composto il reale contenuto.   Tale realtà è dovuta a più fattori. Il principale deriva dal fatto che si sceglie “ qualcosa o qualcuno " che ci renda sicuri e sereni, piuttosto che qualcosa o qualcuno che ci possa dimostrare di meritare la nostra preziosa fiducia. Va da sè che la scelta ricadrà quindi verso la banca che si conosce da sempre, il consulente presentato dall’amico, etc.   Scelte basate sull’emozione più che sulla ragione. Non conta tanto la competenza di chi gestirà i risparmi e in che modo, quanto il fatto di ritenere “ al sicuro” i propri soldi.   Un’impostazione di questo genere farà vivere l’investimento con elevate difficoltà d’ascolto e comprensione. Alle prime oscillazioni non si capirà il “perché”, come percorrendo un tunnel senza via di uscita. L’essenza dell’investimento è rappresentata da un foglio di carta con un numero finale del tutto epurato da ogni emozione, sensazione e valore umano.   Ciò accade vendendo prodotti, offrendo servizi, senza dare “un’anima “ al denaro del cliente.   Dietro all’investimento non esiste condivisione, confronto e scelta di un progetto, un percorso con la “P” maiuscola. Piuttosto si promette l’inverosimile pur di rasserenare idealmente. Ci si concentra e si “garantisce” il guadagno, l’assenza di conflitto d’interessi , la sicurezza del capitale... in quanto le soluzioni proposte sono ‘innovative’, ‘basate su algoritmi infallibili’, frutto dell’intelligenza artificiale che 'risolverà qualsiasi intoppo'.   Pensare a latere, il Pensiero Laterale. Sono convinto sia giunto il momento di evitare di seguire la strada di tutti, la logica di fare Private Banking ‘alla moda’. Originalità, creatività, empatia, ascolto, comprensione e condivisione.   Voglio dare l’assoluta priorità ai valori umani, per trasmettere e condividere concetti con i clienti facili da comprendere e costruire insieme un investimento adatto e appropriato, diverso da tutti gli altri già offerti, come l’unica impronta digitale che ci distingue con unicità nel mare dell’umanità.   Ho passato troppi anni sui desks e a differenza dei professori, mi sono umilmente reso conto che non esiste nulla di certo nella finanza anzi, il “Black Swan” è all’ordine del giorno.   NEXT TO THE FUTURE, OUT OF THE BOX .

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