Claudio Boni

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Consulente finanziario

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Laurea
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17/02/2020

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“ La pensione : quanto sarà e come posso integrarla? Il primo passo di ogni corretta pianificazione finanziaria familiare.

Scritto il 17.09.2020

E' Settembre e siamo tutti impegnati a ripartire con le nostre attività , professionali o meno, cercando una parvenza di normalità nel mondo post Covid. Penso quindi che possa anche essere  un momento opportuno per riflettere, e quindi pianificare , su un argomento importante come la pensione o,piu'  in generale , il ritiro dal mondo del lavoro. Lo dico anche alla luce di alcune recenti analisi di mercato  che danno la oggi la pensione come uno delle  massime preoccpazioni ( dopo i figli) per gli italiani. Addirittura per 1 italiano su 2. Voglio parlare in maniera semplice e dando dei numeri chiari per avere un'idea realistica. Quale sarà la pensione di un giovane che lavora da poco o inizia ora , ponendo una carriera lineare e senza troppi buchi contributivi? Le più recenti analisi e proiezioni  sul sistema italiano dicono che la pensione  sarà il 60% dell'ultimo stipendio. E quanto sarà questo stipendio?  Mi interessa poco saperlo;mi basti immaginare se domattina andassi in pensione con una riduzione del 40% del mio stipendio attuale... In relazione a questo, la ricerca e l'evidenza pratica pongono come obiettivo l'80% dell'ultimo stipendio come valore con il quale mi posso ritirare senza  fare rinuncie particolari. E se sono un autonomo? Avendo aliquote previdenziali più basse di un dipendente (9 punti circa) , la pensione sarà il 45-50% del mio ultimo reddito netto . Questo il linea generale. Come faccio quindi in questo caso ad arrivare a questo benedetto 80%? La prima buona notizia è che , se ho tempo a disposizione, le cifre in ballo non sono neanche altissime. La seconda buona notizia è che ciò che verso volontariamente nella previdenza integrativa, sia io dipendente che autonomo, lo deduco integralmente dal reddito fino a 5164 annui, con una grossa agevolazione fiscale. Riduco l'imponibile, insomma, e su questa cifra non ci pago tasse. O, in altre  parole, lo stato mi garantisce un rendimento pari alla mia aliquota Irpef piu' alta. Per un dipendente quindi basterà agire su due aspetti: 1- mettere il tfr in un fondo pensione  (con cui  integro circa un ulteriore 10% per arrivare al famoso 80% ); la tassazione è molto più bassa che tenerlo in azienda , dal 15 massimo al 9% contro un 23-25%. 2-mettere una cifra simile nellla previdenza integrativa , quindi , poniamo, la tredicesima. E sono a posto , forse anche oltre l'80% che è il traguardo per una serena terza età’. E per un autonomo? A cazzotto, come diciamo a Firenze, con un paio di “ mensilità “abbondanti  accantonate ogni anno nella previdenza integrativa mi avvicino al traguardo dell'80%. È chiaro che stimando un reddito più alto si potrebbe/dovrebbe anche valutare di affiancarci  altri tipi di investimenti . Ma l'utilizzo della leva fiscale completa, cioè 5164 euro, non può non essere sfruttato. È il primo  passo per una pianificazione finanziaria adeguata che coinvolga il patrimonio  a 360 gradi, molto prima di pensare al dove mettere questi soldi. E' un obiettivo implicito e spesso inconsapevole che ognuno di noi ha , ed è il punto di partenza di ogni mia pianificazione finanziaria dei nuclei familiari.

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ETF alla prova della crisi; sono davvero lo strumento perfetto?

Scritto il 12.06.2020

  Per esser chiari fin da subito: sono strumenti efficaci  e davvero utili . Hanno aperto mercati di nicchia a tutti gli investitori, sono facilmente liquidabili, costano poco o pochissimo ... Insomma i pregi li conosciamo tutti, e sono innegabili.   Ma stanno mostrando alcuni limiti; ne è prova il crescente numero di studi scientifici che vanno ad analizzarne gli aspetti a 360°. Gli ultimi studi in merito, infatti, evidenziano questioni di non poca portata;  ne evidenzio qualcuno, in ordine sparso.   1- Gli ETF , proprio per la loro complessa struttura di funzionamento  , intrinsecamente piu' rischiosi del mercato che rappresentano; quindi compro un ETF SP 500 e rischio pero' qualcosa di piu'.  Il valore  di vendita non è in realtà , in situazioni difficili, il reale valore di mercato dei vari titoli sottostanti. Se approfondite il complicato meccanismo di costruzione di un portafoglio alla base di un etf , capirete cosa dico, ma è materia da analisti, diciamo cosi'.   2- Con gli ETF  piccoli o con asset particolari  (pensate al collasso degli etf High yeld, salvati dalla Fed!), c'è il rischio di non fare prezzo o lo fanno con spread altissimi...Quindi il prezzo di mercato è talvolta ignoto. Anche su emittenti di primissimo livello e strumenti liquidi. Tutto questo è stato confermato dalla recente crisi covid ma era già stato evidenziato nell'ultimo decennio.   3-Gli ETF  contrbuiscono ad aumentare i movimenti di mercato nei momenti di stress; Pensiamo alla importanza della gestione passiva sui mercati azionari americani come patrimoni in gestione sul SP 500.  Se voglio vendere il mio ETF in un momento di crisi, vendero' , ad esempio, le migliori aziende del mercato che di per se' non sarebbero da vendere; replicare il mercato vuol dire purtroppo anche questo e quindi il contributo al collasso di marzo degli etf è stato pesante. E' stato venduto anche il buono perchè era  dentro  a strumenti che erano in sell off generalizzato .   Esempio: se un fondo pensione deve per policy   ridurre il rischio vendendo ETF azionari, ad esempio, vende miliardi di dollari delle migliori aziende del mercato in un solo colpo.Cosa avvenuta nella crisi covid per ritarare appunto i portafogli sul rischio. E questo ha avuto effetti sistemici. Pensate che perfino la Bank of Japan ha miliardi di dollari in ETF.... Se li vendesse , cosa succederebbe? Si vende tutto il mercato insieme, indiscriminatamente. Non c'è una valutazione sul come-cosa se devo fare liquidità rapidamente, quindi.   E questo lo aveva predetto Michael Burry, il trader di "The big short", uno che azzecco' anche la crisi subprime...E  ci aveva visto lungo  per quella che lui chiama, forese eccessivamente, la "bolla" degli etf. Ne trovate evidenza in molti articoli di settore.   Proprio le crisi infatti mettono in risalto i limiti  di questi strumenti.Sono temi complessi e forse lontani dall'investitore, ma che hanno impatto sui suoi soldi... Ci sarà bisogno di interventi dei regolatori, speriamo, in tempi rapidi. Come bisogna allora approcciarsi agli etf?   In maniera CONSAPEVOLE. Perche' son sembrati per anni la panacea di tutti i mali,  sembrava si potesse vivere di dividendi da etf SP500... Su Youtube , fate una ricerca e vedete cosa viene fuori.Sono una moda.   E quindi i fondi di investimento sono migliori sempre?   No, non tutti, per carità. I 3/4 almeno sono peggio di un etf passivo con grande patrimonio . Sicuramente i fondi passivi, con titoli veri dentro, sono strumenti migliori degli etf che cominicano a trovarsi anche da noi. Ma i migliori fondi attivi sono strumenti che possono dare qualcosa di piu'. La gestione attiva consente al gestore delle risposte ragionate al mercato, e  lo stiamo vedendo proprio in questo periodo. I migliori fondi attivi hanno fatto davvero cose straordinarie da inizio anno. E non sono pochi.   Faccio una provocazione: se pensiamo di poter fare tutto e solo con etf in autonomia, significa che possiamo fare il consulente finanziario. Siamo come quelli che si fanno le diagnosi con Google. C'è bisogno di competenze approfondite che rendano consapevoli dei mercati e dei limiti tecnici degli ETF. E quindi sono strumenti che espongono a rischi impliciti ed espliciti che devono esser "comprati" con attenzione e affiancati con altri prodotti in ogni portafoglio.   Non ci facciamo prendere dalle mode e usiamo questi ottimi strumenti per investire in maniera ragionata.

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"Nel lungo termine? Siamo tutti morti" J.M. Keynes Una riflessione sul rischio e il tempo nei mercati finanziari.

Scritto il 14.05.2020

John Maynard Keynes , fra i maggiori pensatori economici della storia , uso ' questa forte  frase per per far capire che i modelli economici devono esssere sempre testati per eventi estremi, perchè nel lungo termine avviene la catastrofe...E questo è garantito. La morte come certezza , insomma. Puro humor inglese. E se questa riflessione la portassimo  in campo finanziario ? I passo è breve e conviene farlo. Se  pensiamo infatti a cosa sta succedendo oggi sui mercati, al fatto che tutti noi navighiamo a vista, mai come oggi queste parole sono valide. Il rischio infatti è fra le poche cose certe che compriamo con un investimento. Ma spieghiamo  meglio questa riflessione con un esempio. Il Nikkei nel '90 valeva 40.000 punti, oggi vale 20.000, trenta anni dopo.  Ed era molto di moda come investimento.Come oggi il biotech, la tecnologia , i megatrends, la Cina... Mio padre ai tempi fece un pac azionario sul Giappone che dopo 15 anni era sotto del 20%.  E che liquido', esasperato. Nel lungo termine succede di tutto , quindi bisogna essere attrezzati.E poterselo permettere, non solo in senso economico. Moltissime delle statistiche citate in questo periodo sui mercati azionari si riferiscono ai mercati USA che ad oggi non hanno quasi mai tradito in orizzonti di 15 anni ; ma ci sono fior di eccezioni in tutto il mondo ,Italia inclusa, in cui i mercati sono ben lontani dall'essere tornati ai massimi storici .. Altro esempio :MIB 30, 43.000 punti nel 2007, oggi 18.000 Quindi quello che compro di sicuro è un certo tipo di rischio, che neanche il lungo termine di 10 15-20 anni talvolta riesce a compensare. L'investitore deve sapere che queste cose accadono o accadranno. E' questo è garantito. Quindi dobbiamo essere antifragili, robusti. Allora niente azioni? Assolutamente no. Le azioni servono e danno efficienza al ptf , ma devono essere acquistate consapevolmente, consci di quel che ho detto prima. Mi spiego meglio: oggi si parla molto di opportunità sui mercati e puo' darsi che questo sia vero ; quel che è sicuro è che bisogna essere disposti a dimenticarsi dei soldi investiti anche per diversi lustri e senza la garanzia di rendimenti di livello superiore. Magari fra 5 anni abbiamo fatto il 50%, oppure siamo sotto del 50%, chi lo sa. E questo non è un boccone per tutti, a prescindere dalle cifre in ballo. Come dice Buffet il prezzo si allinea al valore solo nel lungo termine, il resto è gambling , gioco d'azzardo. E per Buffet,pensate, il lungo termine è "sempre"; e questo non puo' valere per tutti. Concludo. Temo che spesso  i ptf dei clienti medi siano stati spinti un poco troppo al rischio per cercare performace, soprattutto con tassi bassi; ecco, se vuoi essere sicuro al massimo grado le performace sono vicine allo zero. E lo si è fatto inoltre su statistiche hanno un valore relativo... I mercati sono una entità economica ma anche molto sociale e psicologica, quindi tutto puo' accadere. La frase "nessuno poteva prevedere " è per me quindi inaccettabile. Tu chiaramente non potevi sapere quando, certo, una crisi sarebbe avvenuta,ma sul "se" non ci sono dubbi. Le crisi ricorrono , anche frequentemente, ne abbiamo avute due pesantissime negli ultimi 12 anni. Non 120 anni. Cosa deve fare un investitore oggi, quindi? Pensare , prendere coscienza e agire per il futuro coerentemente alle evidenze della realtà . Le occasioni ci sono , soprattutto sull'obbligazionario investment grade . Ma anche qui si compra rischio, inferiore alle azioni , ma  sempre rischio , cioè oscillazione soprattutto nel breve enormemente aumentate negli ultimi tre mesi. Se si vuol rischiare poco? Le possibilità non sono molte davvero, e  richiedono anche queste pazienza; penso ad esempio alle gestioni separate. Il 4% senza rischio dei btp non esiste piu' , e non esisterà per chissa' quanto tempo. Spero proprio che questa situazione sia di insegnamento e che rimanga nella memoria delle persone anche fra x anni , quando dovranno investire del denaro. La crisi del 2008 era evidentemente stata dimenticata da molti.

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La certezza dell'incertezza

Scritto il 20.04.2020

Il contesto economico post covid mette alla prova la nostra ricerca di sicurezza, comprensione del mondo e, quindi, la nostra attitudine agli investimenti.   Quel che abbiamo capito, ad oggi, è che sappiamo poco, ma che sarà dura.   Qualche riflessione per allontanarsi dal continuo "rumore" della cronaca.   Your browser does not support the video tag.

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Non è la solita analisi del Corona Virus

Scritto il 16.03.2020

Anche oggi mi è arrivato il report di una prestigiosa  banca di investimento che cerca di analizzare la situazione economico-finanziaria legata al Covid19. Me ne arrivano svariati al giorno. Anche piu' di uno dalla stessa banca.   Ne ho letti molti e devo dire che spesso sono interessanti; ognuno inquadra il problema da differenti angolature , dando a supporto informazioni e dati utili,  anche per farci una personale idea. Ma di fronte a questa messe di informazioni , io sento che qualcosa scricchiola.   La mia formazione non-economica mi porta cercare sempre il segnale utile all'interno della grande quantità di inutile rumore. Capisco i dati, li inquadro , ma sono troppi; cerco quindi  sempre di andare sotto al dato per capirne l'essenza, se possibile  e se c'è.   E qua , facendo una sintesi , diciamo che il problema nell'economia reale è grave per il 2020 .Su questo tutti sono d'accordo. E questo è il segnale . Ci sarà da faticare di qui a Dicembre.   Su tutto il resto, ( recessione, ripartenza a V , a U a L...)ognuno dice la sua. E questo è rumore. Cento opinioni diverse sono una grande "non " opinione.   E' chiaro che  con questo non voglio dire che queste info sono sbagliate o inutili.Tutt'altro. Dico solo che servono a dare prospettiva  a fatti che in realtà risposte e motivazioni  ne hanno molte ,troppe, e quindi non processabili. Soprattutto mentre ne sei travolto.   Cercare di capire è un aspetto comprensibile e umano,  un dato universale e vecchio quanto il mondo.   Ma forse Il tema è che non ammettiamo la fragilità, la liquidità e la imprevedibilità degli eventi . Ragioniamo per euristiche , cercando di semplificare e creare schemi , per aggraparci ad una sicurezza che ci faccia dormire mettendo coerenza in informazioni che non ce l'hanno.   E quindi questi report servono magari a dare risposte ai clienti, risposte  che però’ , per me , ad oggi non ci sono.   Un fatto è indiscutibile: se il mondo finisce, amen, altrimenti i mercati torneranno a crescere, un giorno. Perché il mondo va avanti.   Banale? No, per niente . Provate a pensarci.   Perché questi difficili momenti servono proprio a mettere alla prova quanto io sono resiliente alle difficoltà come investitore; sarà bene quindi che per pianificare i miei obiettivi finanziari , mi ricordi anche di momenti come questi , che ci mettono alla prova pesantemente.   Perchè il cigno nero è certo nel "se” e incerto solo nel "quando".   Rispetto a questo come mi sento?Lo gestisco o no?   In base a tutto ciò’, decidero' come investire. Il mercato non sale indefinitamente per sempre. Ogni tanto crolla. Vince però chi ci rimane nel tempo. Perché il mondo va avanti. 30 anni fa era General Electric, oggi è Google ed Apple , domani chissà.   Ps: le statistiche matematico-finanziarie, applicate ad complessità intrise di psicologia ed emotività come i mercati di questi giorni, non servono a niente, soprattutto nel breve.

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CAPITALE GARANTITO...MA DA CHI?

Scritto il 26.02.2020

Una delle richieste piu' frequenti da parte dei risparmiatori è quella del capitale garantito, cioè: quello che investo , quantomeno, lo rivoglio indietro.   Dietro questa sacrosanta richiesta pero' sono avvenute , negli anni passati piu' recenti, le peggiori perdite nei vari portafogli del risparmiatore medio italico: le obbligazioni bancarie e non  solo, tristemente note alle cronache.   Cirio, Parmalat, Argentina, MPS...   Miliardi di euro di risparmi polverizzati .   Tutti venduti come " capitale garantito".   Il  capitale lo garantisce infatti un soggetto che puo' essere piu' o meno affidabile. E che quindi paga piu' o meno interessi.   Ma questo credo che dopo le tragedie degli scorsi anni sia patrimonio abbastanza comune.*   Voglio riflettere pero' sulle polizze a capitale garantito, prodotti interessanti ma che richiedono  attenzione, perchè un poco piu' complessi di una semplice obbligazione.   Sono contenitori di obbligazioni su cui una compagnia di assicurazione mette anche la propria garanzia di restituzione del capitale .   E se il capitale lo garantisce una compagnia solida , sono a posto.   Il celebre "rating" in questo puo' darci una mano per capire questo aspetto senza leggere i complessi bilanci di un'azienda.   Ma se , come mi è accaduto poco tempo addietro, analizzo una polizza con il capitale garantito da un soggetto con rating BB, cioè come la Bolivia o la Turchia, allora le cose cambiano, e la percezione del rischio diviene finalmente reale per chi la potrebbe sottoscrivere.   E se , poniamo, la polizza in questione fosse al 90% investita in titoli di stato italiani che subissero anche un piccolo default del 20%, la banca avrebbe la capacità patrimoniale di coprire tali perdite? Per carità, parliamo di eventi estremi, ma nel 2011 ci siamo andati ad un metro.   E comunque, avendo meno "garanzia" rispetto ad un soggetto con rating superiore, dovrebbe rendere di piu', no?   E se volessi quindi i rating piu' alti del mercato? Dovrei andare su compagnie non italiane.   Le compagnie (e le banche) italiane hanno infatti una solidità finanziaria molto legata al nostro paese, in quanto primari investitori dei nostri titoli di stato e creditori in genere del  sistema paese Italia.   Ecco , queste sono alcune delle domande da porre insieme alla richiesta sascrosanta della restituzione del proprio capitale, perchè il rischio che si corre sia percepito in maniera corretta.   E magari remunerato adeguatamente.   Perchè i "capitali garantiti" non sono davvero tutti uguali.   ---------------------------   *vedendo come oggi vengono spensieratamente acquistati i BTP decennali , mi viene qualche dubbio...

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Il rischio più grande del mio portafoglio è Spock, il mio amato golden retriever

Scritto il 17.02.2020

Quando ti  trovi di fronte a dover fare delle scelte di investimento , spesso ti domandi “ma quanto è rischioso questo strumento?”   Forse pero' ci fermiamo a metà del percorso. Ma questo lo valuterai alla fine.   Il  concetto di rischio di un investimento è piuttosto complesso e non è questo l'argomento di cui voglio parlarti.   Voglio infatti supporre che il tuo ipotetico portafoglio  sia perfetto; diversificato, moderno negli strumenti e adatto ai miei obiettivi.   E quindi con un rischio controllato e di cui sono consapevole.   Te ne vai percio' con Spock  al giardinetto a fare una passeggiata, sereno e consapevole che soldi siano proprio gestiti bene.     Bene, il  cane non è in giornata e  purtroppo abbaia ad un ciclista e lo fa cadere.   Ecco che il portafoglio , cosi' professionalmente cucito addosso dal consulente, si sbriciola e con lui la tranquillità economica.   E tutto questo perchè non ho una polizza di rc della famiglia (cd. Capofamiglia), da 100-150 euro l'anno.   Ecco dove possiamo trovare eventi inattesi e catastrofici ma ben piu' frequenti delle crisi finanziarie: nel giardinetto dietro casa.   Avrei potuto fare anche esempi sulla casa non assicurata per l'incendio, oppure sulla  passione per il ciclismo fatta senza un'adeguata copertura infortuni...   Il risultato sarebbe stato il medesimo: polverizzare il mio patrimonio , elegante , diversificato ma SCOPERTO nel fronteggiare questi eventi.   Le polizze sono quindi  derivati a copertura di rischi, liberano risorse economiche e permettono una piu' serena gestione del proprio patrimonio.   Ed è qua secondo me dove si puo' fare la differenza nella consulenza finanziaria, nel mettere in campo una consulenza davvero olistica , come ora piace chiamarla alle Private bank.   Nascendo a Firenze prefersico dire che vorrei essere un consulente “umanista”, “rinascimentale”, che pone l'uomo/cliente in tutti i suoi aspetti al centro dell'analisi e  di certo non si fa sfuggire i banali rischi della vita quotidiana.   Incomparabilmente piu' affrontabili della prossima crisi finanziaria, e con certezza granitica sulla loro neutralizzazione.   Ah, e abbiamo posto che il portafoglio di investimenti sia perfetto eh, non ce lo dimentichiamo....   Ma questa è un'altra storia.

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