Simone Sgamma

Simone Sgamma

Rating:

Consulente finanziario

Punteggio ottenuto

dal giudizio dei lettori

Ha ricevuto 4 votazioni
Vedi la scheda

04/10/2022

Data ultimo
voto

0

Voti ultimi
30gg

Se mi conosci votami

BNL - BNP PARIBAS LIFE BANKER
Frosinone, Roma, Napoli, Firenze, Milano
Fino a €20MLN
Fino 5 anni
Laurea
28 anni
390
23 giugno 2022
MoneyController Financial Educational Award Top Financial Educational

Awards: III-2022 ,

Punteggio ottenuto

dal giudizio dei lettori

Ha ricevuto 4 votazioni
Vedi la scheda

04/10/2022

Data ultimo voto

0

Voti ultimi 30gg

Se mi conosci votami

Profilo professionale

Laureato in Economia e Commercio, ho avviato da subito la mia carriera professionale in ambito bancario come consulente finanziario essendo da sempre appassionato di mercati finanziari e consulenza patrimoniale.
Investimenti, risparmio assicurativo, previdenza, protezione e servizi bancari, sono le cinque aree su cui sviluppo la mia attività. Nel lavoro punto sempre a seguire con costanza tutti i miei clienti con un monitoraggio attivo della situazione finanziaria e patrimoniale, al fine di cogliere le opportunità che il mercato offre.
Ho scelto BNL Life Banker, perché ritengo che sia un modello di consulenza finanziaria unico nel nostro paese, il quale permette al consulente di essere un vero e proprio punto di riferimento per i suoi clienti sia dal lato personale che professionale.

Le mie principali competenze

Analisi strumenti finanziari, trading
Consulenza agli imprenditori
Consulenza patrimoniale
Gestione del rischio finanziario
Ottimizzazione di portafoglio
Pianificazione assicurativa
Pianificazione del patrimonio immob.
Pianificazione pensionistica
Pianificazione successoria
Valutazione Mutui e leasing

I miei credit

Le mie ultime attività

Al via l’offerta bond di ENI

16.01.2023 / 89 / 0

Si apre oggi l'offerta dei primi bond destinati al mercato retail e collegati agli obiettivi di sostenibilità. Il prestito avrà durata di 5 anni per un valore complessivo di 1 miliardo di euro, importo che potrà essere aumentato sino a 2 miliardi in caso di eccesso di domanda da parte degli investitori.  Il  lotto minimo sottoscrivibile è stato fissato a 2.000 euro (pari a 2 obbligazioni), con possibili incrementi pari ad almeno un’ obbligazione, per un valore nominale pari a 1.000 euro ciascuna. La durata dell’obbligazione, è di 5 anni con decorrenza dal prossimo 10 febbraio 2023 e pagherà ai sottoscrittori, annualmente e in via posticipata, interessi a tasso fisso sulla base del tasso "che sarà determinato e comunicato entro 5 giorni lavorativi dalla conclusione del periodo di offerta". Il tasso, specifica Eni, "non potrà essere inferiore al tasso minimo, fissato pari al 4,30%".  I bond, si legge nel prospetto della società, perseguono "l’obiettivo di finanziare eventuali futuri fabbisogni, di mantenere una struttura finanziaria equilibrata e diversificare ulteriormente le fonti finanziarie". In particolare, l’ultima cedola pagabile il 10 febbraio 2028 sarà collegata al conseguimento dei seguenti target di sostenibilità di Eni: riduzione delle emissioni nette di gas serra (Scope 1 e Scope 2) associate alle operazioni del business Upstream. Nello specifico l’obiettivo è di ridurre l’indicatore Net Carbon Footprint Upstream (Scope 1 e 2) ad un valore pari o inferiore a 5,2 MtCO2eq al 31 dicembre 2025 (-65% rispetto alla baseline del 2018);  incremento della capacità installata per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, fino a raggiungere un valore pari o superiore a 5 GW al 31 dicembre 2025. A fronte del raggiungimento da parte di Eni dei target sopra riportati, il tasso di interesse nominale annuo lordo rimarrà invariato "sino alla scadenza delle obbligazioni". "In caso di mancato raggiungimento di anche uno solo dei due target, il tasso di interesse relativo alla cedola pagabile alla data di scadenza (10 febbraio 2028) sarà incrementato dello 0,50%".

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

Arriva il nuovo BTP a 20 anni.

11.01.2023 / 164 / 0

Il MEF ha annunciato il collocamento sindacato di un nuovo BTP a 20 anni. Lo stesso ministero riporta che l’emissione avverrà nel prossimo futuro e che le banche incaricate al collocamento saranno  Barclays, BNP Paribas, Citibank, Goldman Sachs e Intesa Sanpaolo. Inoltre per la prossima asta del 12 gennaio  il MEF ha già ribadito in una nota che non verranno offerti titoli con scadenza superiore a 10 anni. Il nuovo BTP avrà scadenza 1 settembre 2043, una scadenza per il quale il mercato al momento non possiede in circolazione strumenti analoghi. Il bond in oggetto avrà un rendimento annuo di circa il 4,45% pagato in due cedole una a marzo e l’altra a settembre per un flusso cedolare semestrale pari al 2,25%. Oltre alla cedola l’emissione può risultare interessante anche dal punto di vista “speculativo”. Infatti tra la fine del 2020 e gli inizi del 2021 BTP con scadenza simile offrivano rendimenti molto più bassi ovvero compresi tra 1 e 2%. Un esempio può essere il BTP 2044 che in un contesto di tassi bassi aveva toccato quotazioni superiori a 170. Oggi il valore è sceso di molto a causa della politica di rialzo dei tassi adottata dalla BCE per contenere l’inflazione, ma quando arriveremo al giro di boa e le banche centrali decideranno di ridurre la stretta monetaria le quotazioni torneranno a salire creando un potenziale contesto di crescita per il nuovo BTp che verrà collocato.

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

Il fallimento di FTX, colosso delle Criptovalute

17.11.2022 / 165 / 0

La caduta di FTX uno dei giganti della finanza di ultima generazione rischia di mettere in crisi l’intero sistema delle criptovalute coinvolgendo oltre 1 milione di investitori, fra istituzionali e retail per una perdita totale di circa 30 miliardi di dollari. Solo qualche mese fa il fondatore del terzo Exchange di criptovalute al mondo, FTX, aveva dichiarato al Financial Times che volendo avrebbe potuto anche acquistare un colosso della finanza tradizionale come Goldman Sachs. La notizia del fallimento di FTX ha creato una certa ansia sui mercati finanziari e in particolar modo a quei settori che sono legati alle crypto. Infatti negli ultimi mesi sono stati molteplici i fallimenti di società impegnate nel settore crypto, i quali potrebbero generare un vero e proprio effetto domino. Cosa è accaduto prima del fallimento? Tutto ha preso avvio dal clamoroso fallimento del token Luna, ad aprile, che aveva generato il panico nel mercato e trascinato con sé quattro società, che nel giro di tre mesi hanno dovuto dichiarare bancarotta per insolvenza. Per ironia della sorte, era stato proprio fondatore di FTX in quelle settimane a cercare di tranquillizzare mercati ed investitori, sulla solidità del sistema, proponendosi come garante per gli investitori coinvolti. Inoltre ad inizio novembre Coindesk, aveva espresso dubbi circa la solvibilità di Alameda Research, società controllata da FTX, tanto che la stessa controllante e il suo token FTT sono caduti in una crisi di liquidità. Alla fine FTX è stata costretta a richiedere la protezione dei creditori attraverso il Chapter 11 al fine di gestire l’operatività aziendale. Cosa è successo dopo la caduta del colosso FTX? Nelle ore successive alla notizia Bitcoin e Ethereum hanno ceduto il 15 e 24% in un mercato che negli ultimi mesi ha visto performance negative addirittura del 90%. In tutto ciò anche grandi clienti sono stati coinvolti. Esattamente BlackRock e Sequoia si aggiungono ad un altro milione di investitori rimasti a mani vuote dopo il fallimento della società. Inoltre Sequoia in una nota ha chiaramente specificato ai propri clienti la svalutazione a zero di FTX. D’altronde la stessa FTX negli ultimi mesi era nel mirino della SEC (la società che si occupa del controllo della borsa negli USA), che da tempo chiede al governo e al Congresso una legge che regolamenti un settore, cresciuto a dismisura negli ultimi anni, senza adeguati controlli e regole per garantire investitori e sistema finanziario. Nello scorso marzo il presidente americano Biden ha emanato un ordine esecutivo in cui chiedeva espressamente al Congresso di riunirsi per deliberare sul tema delle regole del settore, che vale più di 2000 miliardi di dollari. Questa richiesta deriva anche dai molteplici fallimenti, tanto che vari governi lavorano per cercare una soluzione volta a ridurre tutte quelle operazioni ai limiti della legalità messe in atto da tali società. Un esempio è il Regno Unito il quale ha vietato l’operatività di Binance sul suolo britannico a causa di carenza di trasparenza operativa. Il fallimento di FTX porterà ad una svolta del mercato crypto che non sarà più quello di prima. Tutti ci interroghiamo sul futuro e su quali azioni verranno messe in campo dalle autorità competenti. Con buona probabilità possiamo già anticipare che l’evento di per sé ha condotto ad una perdita di fiducia delle cryptovalute tanto da portate sempre più investitori ad effettuare domande sulla solidità delle aziende operanti nel settore.

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

La pubblicazione della pagina profilo è a cura e su iniziativa personale del singolo consulente. MoneyController non si assume alcuna responsabilità in merito ai contenuti pubblicati dal consulente e a quelli accessibili attraverso link a siti web esterni citati dal consulente.

Condividi