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53 anni
Widiba
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Laurea
Oltre a 10 anni
Da €20MLN a €40MLN
  • 2019*

  • I° 2020*

  • II° 2020*

Profilo Professionale

Alessandro, 51 anni. 26 anni di esperienza professionale. Certificazione Efpa. PF Specialist Oro 2017 nella categoria "Analisi dei mercati".

La passione e la dedizione per il lavoro, sono struttura portante della mia ttività, per la quale partirò dai tuoi obiettivi e dopo uno studio approfondito li trasformerò in un progetto personalizzato, condividendone con te ogni dettaglio, affinché tu possa compiere consapevolmente le tue scelte.

Hai al tuo fianco un professionista che ti propone soluzioni di investimento pensate su misura.

Richiedimi una consulenza, sarò felice di incontrarti per un colloquio conoscitivo durante il quale potrai chiedermi, senza impegno, di analizzare la situazione patrimoniale in funzione delle esigenze, degli obiettivi e dei sogni che ti accompagnano lungo il cammino.

I Miei Credit

  • Tutor at Widiba | €fpa board member

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Certificazione Efpa

Le certificazioni Efa e EFP sono rilasciate da Efpa Italia, una Fondazione affiliata ad EFPA, European Financial Planning Association che intende promuovere ed affermare in Europa le figure professionali di EFA European Financial Advisor™ ed EFP European Financial Planner, puntando a una riconosciuta qualità nelle competenze acquisite e all'eticità nei comportamenti dei propri Professionisti Certificati. Per diventare Professionista Certificato EFA o Certificato EFP occorre sostenere l'apposito esame organizzato da EFPA Italia.

Pf Specialist Oro 2017

Provare momenti di fierezza professionale, diventa sempre più difficile in un mondo sempre più agguerrito ed in continua evoluzione.

Oggi tuttavia debbo riconoscermi estremamente fiero sia di appartenere ad una rete di consulenti finanziari di valore come Widiba, che di aver contribuito alla realizzazione di un traguardo così importante.

Mi sono classificato infatti PF Specialist Oro 2017 nella categoria "Analisi dei mercati", PF Specialist Argento 2017 nella categoria "Costruzione del portafoglio" e PF Specialist Bronzo 2017 nella categoria "Consulenza all'impresa"​.

Ancora un altro obiettivo raggiunto, ma appena l'inizio di una serie di molti altri...

Le Mie Aree Di Competenza

  • Pianificazione
  • Gestioni Patrimoniali
  • Trading Online
  • Fondi Sicav
  • Checkup finanziario
  • Piani di accumulo
  • Unit Linked
  • Mantenimento tenore di vita

Le Mie Ultime Attività

Low for long, tassi a zero per lungo tempo

26.06.2020 / 257 Visualizzazioni

Low for long, tassi a zero per lungo tempo Adesso che anche i tassi di interesse statunitensi, dopo quelli giapponesi ed europei, sono scesi a zero, voi cari investitori dovrete ovviamente riconsiderare l’opportunità –in termini di vantaggi ed efficacia – di mantenere in portafoglio posizioni in titoli di Stato USA come strumenti di copertura. Storicamente, l’esposizione ai titoli di Stato ha sempre offerto un ampio ventaglio divantaggi ai portafogli sia azionari che obbligazionari. Siamo davanti ad un cambiamento? I motivi per sospettare che un cambiamento stia covando non sono difficili da comprendere. Osservando che i rendimenti dei Treasury decennali sono scesi sotto all’1%, lamatematica obbligazionaria ci dice che la capacità di questi titoli di generare guadagni interessanti è stata significativamente ridimensionata, anche nel caso delle scadenze più lunghe. Persino ipotizzando che i rendimenti dei titoli di Stato a più lunga scadenza scendano in territorio negativo, il potenziale di rialzo assoluto offerto da questi strumenti è ormai parecchio limitato. Senza dubbio la curva dei tassi dei Treasury ha esibito un andamento direzionale per certi versi omogeneo: si è irripidita con l’aumento dei tassi e appiattita quando sonocalati. Non si tratta di un andamento tipico per una curva dei rendimenti. In passato, oltre a questo andamento, ho personalmente osservato un irripidimento della curva quando i tassi a breve termine sono scesi più di quelli a lungo termine e un appiattimento quando è accaduto il contrario, cioè i tassi a breve termine sono saliti più di quelli a lungo termine. Inutile dire che ne parliamo personalmente, conscio come sono che potrebbe non risultare chiaro da una semplice lettura del testo, il concetto espresso. Ad ogni modo, la maggiore direzionalità attuale replica le dinamiche delle curve giapponesi ed europee dopo che le banche centrali di queste due regioni hanno portato i tassi a zero. Di fatto, l’estremità corta di questi mercati obbligazionari è rimasta “inchiodata” a zeroe tutta la volatilità associata alle aspettative di crescita, inflazione e politica monetaria si è concentrata sulle scadenze più lunghe. Personalmente, ritengo che questa dinamica sia destinata a persistere e a indurreun’evoluzione nella funzione di copertura delle obbligazioni governative a più lungascadenza. In contesti di avversione al rischio, i titoli di Stato probabilmente continueranno a fungere da ragionevole strumento di copertura per i portafogli rischiosi, ma in contesti di propensione al rischio, le pressioni al rialzo che, normalmente, si osserverebbero nei rendimenti del segmento a breve della curva si sposterebbero verso le scadenze più lunghe, aumentando la volatilità e l’incertezza delle coperture di portafoglio. L’evoluzione di queste dinamiche della curva dei rendimenti ha determinato alcuneconseguenze: sebbene permangano le correlazioni negative tra i rendimenti dei Treasury e quelli azionari, in virtù di un orizzonte a medio termine, la portata si è ridotta e sono aumentati i margini di errore delle stime effettuate sulle correlazioni attuali. Non essendo troppo propenso a ritenere che sia finita l’epoca in cui i titoli di Stato sonouno strumento di diversificazione efficace per i portafogli rischiosi, devo tuttavia riconoscere che lo siano stati per lungo tempo e in modo molto efficace: di conseguenza, prima di pensare che sia esaurito un simile trend pluridecennale sarà bene avere a disposizione prove abbondanti e schiaccianti. Con il lancio di nuovi programmi di acquisto e di prestiti da parte della Federal Reserve, la banca centrale ha iniziato ad acquistare diversi tipi di asset, per non parlare del credito investment grade, generalmente tripla o doppia A. I trend di lungo termine non cessano all’improvviso. Negli ultimi 30 anni, il contesto generale è stato quello di un progressivo calodell’inflazione, di una flessione dei rendimenti reali e di un abbassamento dei premi dirischio, da cui hanno tratto vantaggio praticamente tutti gli asset finanziari. È presto per dire che tutto sia finito, ma i rendimenti obbligazionari sono, a conti fatti, una questione di matematica e il fatto che i tassi di interesse siano ai minimi indica che potrebbe essere opportuno pensare a un’alternativa alle strategie di copertura basatesui titoli di Stato, che tanto successo hanno avuto negli ultimi decenni. Quali scegliere? Per quanto tenerli in portafoglio? Parliamone e studiamo le possibilità che si prospettano in un contesto come questo.

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la consulenza finanziaria costi e benefici

20.02.2020 / 612 Ascoltatori

Da consulente finanziario a consulente patrimoniale. La professione nell'era del web

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Considerazioni personali

23.06.2020

  Nella storia dell’umanità, gli eventi straordinari sono quasi sempre uno specchio della società in cui viviamo. La pandemia di coronavirus non fa eccezione. Alcuni riflessi che ci giungono da quello specchio sono rassicuranti, addirittura fonte di ispirazione. Per sconfiggere la malattia, milioni di persone di tutto il mondo hanno accettato limitazioni talora dolorose alle proprie libertà. Gli operatori sanitari e altre figure professionali di settori chiave hanno dato prova di grande eroismo, spesso in circostanze pericolose. Ma l’epidemia ci ha anche restituito l’immagine di alcune realtà estremamente scomode. Ha messo a nudo in modo ancora più spietato alcune gravi carenze della nostra società: disuguaglianze in termini di reddito, opportunità economiche, opportunità d’istruzione, accessibilità a cure sanitarie adeguate e giustizia penale, tanto per citarne alcune. L’uccisione di George Floyd, nella polveriera delle difficoltà economiche, della frustrazione, dell’ingiustizia e della sperequazione, ingigantita dall’emergenza coronavirus, questi eventi sono stati la scintilla che ha fatto esplodere negli Stati Uniti alcuni dei più gravi disordini degli ultimi cinquant’anni. In Europa e in Nord America, i soggetti a basso reddito e le minoranze etniche hanno registrato tassi di mortalità da coronavirus tre o quattro volte superiori. Ma è da queste classi sociali che provengono la stragrande maggioranza dei lavoratori impegnati nei settori essenziali, i più esposti al contagio e i più a rischio di soffrire per la presenza di più patologie, ma anche quelli penalizzati da una scarsa accessibilità alle cure sanitarie in generale. Nel settore dell’istruzione, ad esempio, la didattica a distanza e online durante il lockdown ha acuito le disuguaglianze già presenti tra le strutture scolastiche e le famiglie dotate di risorse tecnologiche e quelle che ne erano prive. Più di 30 milioni di americani di ogni estrazione sociale hanno perso il lavoro. Ma quasi tutti gli studi confermano che i segmenti della popolazione più esposti al licenziamento o al taglio dei salari sono stati soprattutto quelli degli ispanici e degli afroamericani. Si tratta anche di quella fetta di popolazione che, rispetto alle famiglie bianche, dispone di una minor quantità di risparmi a cui ricorrere in caso di necessità. Negli Stati Uniti, prima della crisi, si contavano poco più di un milione di aziende gestite da appartenenti a minoranze etniche. Queste imprese producevano beni e servizi per oltre 1000 miliardi di dollari, dando lavoro a quasi nove milioni di persone, e un terzo di queste imprese erano dirette da donne. Uno studio di McKinsey indica che durante l’emergenza di coronavirus, queste aziende hanno avuto un’enorme rilevanza, assicurando un sostegno indispensabile sia ai propridipendenti sia alle collettività in cui operavano. Quindi, oltre ad essere vulnerabili, si sono rivelate oltremodo indispensabili per la collettività e, qualora dovessero fallire, le disuguaglianze già esistenti potrebbero aggravarsi. Quando le disuguaglianze sul fronte del reddito, della ricchezza, dell’istruzione e dellasalute si moltiplicano, le possibilità nella vita persone più deboli si riducono e la tenuta sociale è in pericolo. Nel tempo, si forma un terreno fertile per la crescita dei pregiudizi e delle ingiustizie che finiscono con lo sfociare in tragedie senza senso come quella esemplificata dalla morte di George Floyd. Molti di noi si sentono impotenti davanti a problemi tanto radicati. Se però anche noi riteniamo che la situazione attuale non sia né accettabile né sostenibile, ritengo anche che occorra prendere qualche iniziativa. È giunto il momento di riflettere sulle nostre responsabilità di cittadini, all’internodelle nostre comunità, delle famiglie e dei luoghi di lavoro. Sicuramente nel breve termine la graduale ripresa dell’economia dall’emergenza dacoronavirus proseguirà e le iniezioni di liquidità delle banche centrali continueranno a fornire sostegno. Sono comunque dell’avviso che sia i mercati sia investitori dovrannotenere conto dei costi di un’insostenibile disuguaglianza sociale, quando volgeranno iloro sguardi al lungo termine. In fondo, che cos’è un’economia se non un gruppo di persone che ha trovato modo di essere produttivo e di creare un’esistenza desiderabile per sé, per le proprie famiglie e per la collettività? E che società è quella che non offre a ciascuno di noi le stesse opportunità di sfruttare al meglio il proprio talento e non offre a tutti pari tutele per le vite, le carriere e le imprese che hanno creato? L’economia è la società e la società è l’economia. Nessuno di noi, può veramente prosperare nel lungo termine se ingiustizia e diseguaglianza gravano così pesantemente sulle spalle di così tante persone.

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*Alessandro Albanese ha ottenuto il nostro attestato "Top MoneyController Financial Educational Award" per la sua attività finalizzata all’educazione finanziaria rivolta ai lettori di MoneyController per l'anno 2019, I trimestre 2020, II trimestre 2020

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