Alessandro Albanese

Consulente finanziario

III° 2020
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2019
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53 anni
1480
04 luglio 2018
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Profilo professionale

Alessandro, 51 anni. 26 anni di esperienza professionale. Certificazione Efpa. PF Specialist Oro 2017 nella categoria "Analisi dei mercati". La passione e la dedizione per il lavoro, sono struttura portante della mia ttività, per la quale partirò dai tuoi obiettivi e dopo uno studio approfondito li trasformerò in un progetto personalizzato, condividendone con te ogni dettaglio, affinché tu possa compiere consapevolmente le tue scelte. Hai al tuo fianco un professionista che ti propone soluzioni di investimento pensate su misura. Richiedimi una consulenza, sarò felice di incontrarti per un colloquio conoscitivo durante il quale potrai chiedermi, senza impegno, di analizzare la situazione patrimoniale in funzione delle esigenze, degli obiettivi e dei sogni che ti accompagnano lungo il cammino.

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USA – Europa contrasteranno la crescita Orientale?

25.11.2020 / 276 Visualizzazioni

Ormai la scorsa settimana il presidente della Federal Reserve Jay Powell ha annunciato un cambiamento epocale nelle politiche monetarie della banca centrale. La decisione, che va adaggiungersi alle manovre già varate in quest’epoca di eccezionale attivismo, frutto di una situazione economica senza precedenti, era nell’aria già da tempo. Powell ha dichiarato che la Fed non utilizzerà più l’aumento dei tassi di interesse in chiave preventiva, con lo scopo di impedire il futuro aumento dell’inflazione oltre la soglia del 2%. Al contrario, attenderà prove concrete di un aumento dei prezzi prima di intervenire. Powell ha inoltre fatto sapere che l’istituto centrale modificherà il metodo di valutazione dellamassima occupazione, così da raggiungere un maggior numero di lavoratori durante la fase di crescita degli impieghi. Con un unico discorso, il presidente della Fed ha modificato in modosignificativo l’approccio della banca centrale al suo “doppio mandato”, vale a dire stabilità deiprezzi e piena occupazione. È dalla crisi finanziaria globale che la Fed e altre banche centrali lottano con un’inflazionebassissima, cercando nuovi approcci che possano determinare una crescita più sostenuta.Tuttavia, la crisi da Coronavirus ha imposto l’adozione di politiche di emergenza. La Fed ha ridotto a zero i tassi di interesse, espandendo in modo aggressivo il proprio bilancio per intervenire sui mercati, in primis quello dei Treasury e quello monetario e, successivamente, quello delle obbligazioni societarie. Alla luce della grave situazione attuale dovuta a diversi fattori, quali senza dubbio la pandemia e la difficoltà con cui Trump ha lasciato la poltrona presidenziale a Biden, e delle politichemonetarie eccezionalmente accomodanti, l’allontanamento della Fed dalle sue politiche storiche in materia di inflazione è giunto tutt’altro che inaspettato e sembra essere stato accettato senzaproblemi come uno degli elementi integranti dello scenario post-crisi. Inoltre, contrariamente alle misure che potrebbero indicare debolezze sistematiche nascoste, difatto ribadisce l’impegno a cercare di preservare l’attuale fase favorevole dell’economia che, pur incespicando, si sta muovendo verso una condizione di apparente normalità. Questo “tira e molla” emerge chiaramente dai recenti trend economici e dall’andamento statisticodel virus. In linea generale, i contagi da coronavirus hanno registrato un rallentamento negli StatiUniti, ma con notevoli differenze tra uno stato e l’altro. In Europa, dove la ripresa è in fase più avanzata, lo scoppio di alcuni nuovi focolai ha interferitocon i piani di riapertura. L’America Latina continua a lottare per contenere la diffusione della malattia, mentre la Cina si è messa praticamente il virus alle spalle, con chiari benefici per laripresa dell’economia, al punto che il Paese potrebbe essere l’unica grande economia del pianetaad archiviare un PIL di segno positivo quest’anno. Anche i dati economici del mondo sviluppato sono stati contrastanti. I più recenti dati settimanalisull’occupazione negli Stati Uniti non sono parsi entusiasmanti, mentre la fiducia dei consumatoriè bassa. In Europa, gli indici PMI hanno toccato livelli deludenti, contrariamente agli Stati Uniti, dove sono risultati sorprendentemente robusti. E sempre negli USA, le costruzioni di nuove abitazioni ha segnato un +23% nel mese di luglio. Infine, mentre l’UE sembra aver raggiunto un accordo sulla condivisione della responsabilità fiscale, il Congresso degli Stati Uniti è in stallo sulla possibilità di una nuova serie di misure di stimolo. Nel frattempo, le notizie sul fronte dei vaccini e delle terapie continuano a essere incoraggianti, sebbene non definitive. Sono in corso di sviluppo oltre 100 vaccini e i progressi compiuti nelle fasi avanzate dei trial clinici sono stati accolti positivamente dai mercati, così come le buone notizie sul versante delle terapie. Infatti, se da una parte Pfeizer ha alzato l’indice di efficacia del propriovaccino al 95% e Moderna al 94,5%, anche i nostri colori nazionali sono presenti in questo settore con una partnership con Astrazeneca che, col proprio vaccino annuncia una efficacia dal 70% al 90%. Si spera che i primi vaccini vengano autorizzati a cavallo tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 e che siano ampiamente disponibili l’anno prossimo. Le tempistiche, però, per ora, restano incerte. Per gli investitori, questo quadro contrastante richiede un approccio ragionato. A mio avviso, occorre tenere a mente un’impostazione strategica sia offensiva che difensiva, così da sfruttare al meglio le opportunità nel caso in cui le condizioni dovessero migliorare, senza comunque abbassare la guardia davanti a un eventuale aumento dei rischi e a possibili cambiamenti dello scenario attuale. Nel caso di una prosecuzione della ripresa a “U” che si sta manifestando in modo sempre più evidente, ma che tuttavia non implica un immediato “cessato allarme” per quanto riguarda ilvirus, disegna un contesto in cui i diversi Paesi attraverseranno fasi altalenanti, sia dal punto di vista sia medico che economico, pur diventando sempre più efficienti nel contenere la pandemia, fino al momento in cui diverranno disponibili vaccini efficaci. Mentre i record raggiunti di recente da alcuni prezzi nel mercato azionario suggeriscono unaripresa a “V”, inducendoci inevitabilmente ad una maggiore cautela, gli esiti peggiori di unaripresa a “L” sembrano essere stati in parte allontanati dalle politiche aggressive adottate dabanche e governi. Le politiche accomodanti delle banche centrali, tra cui anche l’ultima manovra della Fed, costituiscono un benvenuto e importante pilastro dell’attuale ripresa, anche se non risulta galeotto l’attendersi progressi incostanti nella lotta al virus e nel ritorno a una rinascita economica significativa. Come ho scritto precedentemente, avere a mente una strategia con cui prepararsi a diversipossibili scenari può essere d’aiuto quando si deve affrontare la gestione in un mondo pieno diincertezze e soprattutto in ripartenza non appena le incertezze dettate dalla pandemia, saranno dissolte.

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la consulenza finanziaria costi e benefici

20.02.2020 / 722 Ascoltatori

Da consulente finanziario a consulente patrimoniale. La professione nell'era del web

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In America, autunno si dice fall, caduta

20.11.2020 / 410 Visualizzazioni

L’ autunno è tradizionalmente una stagione irta di ostacoli per i mercati, ma questo autunno in particolare sembra riservare una dose extra di insidie. Per molti di coloro che vivono in Europa e nelle Americhe saranno passati otto mesi dall’inizio della fase di smart working, lontano dall’ufficio, in osservanza delle misure di lockdown imposte dall’epidemia dicoronavirus. Se questo fatto, da solo, non fosse sufficiente a confermare la natura assolutamente anomala di questo 2020, certamente il secondo trimestre dell’anno ha visto il PIL degli Stati Uniti segnare il risultato peggiore dellastoria. Ciò nonostante, proprio mentre venivano diffuse queste cifre, gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq hanno entrambi segnato nuovi massimi, guadagnando circa un terzo del suo valore da inizio anno, sebbene le flessioni registrate successivamente, ma ampiamente recuperate da quando Pfeizer e Moderna hanno annunciato al mondo intero di aver trovato un vaccino contro il Sars – Cov 2, con una copertura al 95%. La ventata di rialzi generalizzati che stiamo osservando, spinge gli investitori a porsi questo interrogativo: il mercato scenderà da solo coi piedi per terra o sarà la cruda realtà a riportarcelo? Anche se il mio può sembrare pessimismo, addirittura di leopardiana memoria, in realtà dobbiamo sempre tenere presente che a fare da propulsore ai mercati finanziari non è la sola crescita, ma la volatilità. Soprattutto per chi come noi, agisce nel segmento temporale del medio – lungo periodo, ricordo a me stesso ed a chi mi legge, che è essenziale osservare il “trend” dei mercati, non solo se crescano quotidianamente. In estrema ratio, la continua crescita, addirittura non risulta essere un elemento positivo laddove si sia investito attraverso PAC, che conta invece su una oscillazione dei mercati al fine di acquistare un maggior numero di quote, allo stesso importo di rata. In linea generale, i mesi di settembre e ottobre sono tendenzialmente i più deludenti per le azioni statunitensi.È vero che i due mesi peggiori in assoluto per l’S&P 500 dal 1900 a oggi sono stati il novembre del 1929 e l’apriledel 1932, ma è anche vero che nello stesso periodo il maggior numero di perdite a doppia cifra si è registrata nel mese di ottobre (8 anni su 121), seguito a ruota dal mese di settembre. Dal 1900 in poi, la performance media del mese di ottobre è stata pari al -0,29% e anche i giorni peggiori della crisi finanziaria del 2008-2009, nonché il lunedì nero del 1987 e la crisi bancaria del 1907, sono tutti caduti in ottobre. In America “autunno” si dice “fall”, stesso termine usato per indicare una “caduta”: nomen omen, direbbero imercati finanziari e, sebbene non sia la storia a tracciare il destino, l’autunno di quest’anno sembra riservareuna dose extra di insidie. Dopo un lungo periodo di stabilità e progresso sotto la mano del primo ministro Shinzo Abe, il Giappone deve ora affrontare le incertezze che aleggiano sulla guida del Paese. Ed a guardar ben, si delineano minacciosi anche i negoziati commerciali post Brexit, al momento arenati sugli spinosi argomenti degli aiuti di stato. La seconda ondata di contagi è già arrivata da quando le misure di lockdown sono state allentate. L’arrivo della stagione invernale e, negli Stati Uniti, i viaggi interstatali in occasione delle festività (Thanks Giving e Natale), potrebbero causare una ulteriore impennata dei contagi, se non verranno adottate rigorosissime precauzioni. Allo stesso tempo, i progressi compiuti sul fronte dei vaccini e delle terapie antivirali aprono prospettive positive per le economie e per i mercati. Oltre alla situazione sanitaria, lo scadere delle aspettative dei lavoratori consentirà di iniziare a capire meglio la portata delle ripercussioni di lungo termine di questa crisi sull’occupazione (rispetto agli impatti di brevetermine). Il fatto che negli Stati Uniti le richieste di sussidi di disoccupazione si mantengano elevate e che i consumi di alimentari e altri generi di prima necessità abbiano registrato una flessione, potrebbero costituire già una prima indicazione. I livelli a cui attualmente si attesta l’indice non sono del tutto ingiustificati: le economie sono pronte a ripartirea razzo non appena un vaccino sarà stato sviluppato. Le banche centrali sembrano orientate a mantenere politiche più accomodanti più a lungo. E anche l’indebolimento del dollaro costituisce un elemento favorevole,in particolare per i mercati non statunitensi. Il rally è frutto soprattutto delle performance delle grandi società del settore tecnologico, capaci di offrireun’esposizione ai temi growth di lungo termine che, se non altro, hanno beneficiato della forte spinta generatadalla recente evoluzione in direzione del lavoro e degli acquisti da casa, come Amazon ci insegna dopo che ha avuto la concessione di vendere anche prodotti farmaceutici. Detto questo, le valutazioni di alcuni titoli azionari, spesso molto amati da una nuova schiera di investitori retail ad inclinazione rialzista, sono da capogiro. E mentre i sondaggi condotti tra gli investitori istituzionali rivelano un posizionamento nel complesso relativamente conservativo, le strategie degli hedge fund, in particolare, appaiono audaci. Infatti, il sottocomitato congressuale di vigilanza sulle leggi antitrust, commerciali e amministrative, ha reso noto che nel mese di novembre, riferirà in merito alla posizione di predominanza sul mercato di Amazon, Apple, Facebook e Google: un altro ostacolo che va ad aggiungersi a quelli già presenti sul cammino di questo autunno. Queste difficoltà potrebbero spiegare perché, nonostante le quotazioni azionarie abbiano raggiunto nuovi massimi, gli indici di volatilità per S&P 500 e Nasdaq, si stiano muovendo costantemente al rialzo. Sembra che gli investitori stiano adottando misure di copertura per affrontare le settimane a venire. Può darsi che i mercati non cadranno quest’autunno, ma l’autunno certamente cadrà sui mercati e sarà una stagione movimentata. Per affrontare al meglio questa stagione finanziaria, parliamone insieme per trovare quanto di meglio ci sia in termini di prodotti che si attagliano alle tue esigenze.

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