Andrea Cicali

Consulente finanziario

Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
Bologna, Firenze, Ravenna
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30 maggio 2019

Profilo professionale

Mi presento. Mi chiamo Andrea Cicali, ho 54 anni, 2 figli, e per lavoro ho girato l’Italia intera per poi stabilirmi in provincia di Bologna. Dal 1994 sono attivo nel settore della consulenza finanziaria e patrimoniale; nasco “milanese” operando per il Gruppo Ras ALLIANZ come consulente Divalsim. Divento poi formatore e selezionatore, con responsabilità su tre regioni in Ras Investimenti. Dopo aver collaborato con due Gruppi Bancari, nel 2006 conseguo il certificato di €uropean Financial Advisor. Dal 2008 sono private banker in Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking. Oggi posso affermare che, essere in Fideuram Intesa Sanpaolo, sia davvero the right place to be! Nel mio lavoro, e nella vita, non rinuncio a passione, impegno e trasparenza. Partendo dalle competenze, perché l’unica fonte di conoscenza- afferma Einstein- è l’esperienza. Ma ricordandoci che il nemico più grande per un investitore sono…le proprie emozioni! Ecco: panico, euforia, scommesse…non fanno parte del mio modus operandi. Se è questo l’approccio da condividere, la migliore azione è informarsi e parlarne insieme!

Le mie principali competenze

I miei credit

  • Da Marzo 2008 a oggi - Private Banker presso Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
  • Da Gennaio 2000 a Aprile 2004 - Area Manager presso Banca Monte dei Paschi di Siena
  • Dal 1995 al 2001 - Responsabile formazione e recruiting presso Ras Investimenti SIM
  • Laurea indirizzo aziendale - Facoltà di Economia e Commercio Firenze
  • 2006 Master €pfa
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Le mie ultime attività

DARE UN SENSO A PROTEZIONE E RENDIMENTO. BASTA SCOMMETTERE!

28.01.2020 / 123 Visualizzazioni

Ancora oggi in Italia, quando si parla di risparmio e di previdenza, si naviga al buio.   Semplicemente, si scommette sul futuro, non lo si prova a gestire e a determinare. E non si fa pianificazione.   Tanti i dati sconvolgenti, due riguardano più da vicino il nostro mondo: la costruzione della PENSIONE e l’enorme liquidità giacente nei conti correnti.  Se toccassi anche il tema degli aspetti successori, fiscali, di passaggi generazionali, di eredità contese e mal costruite……….non basterebbero certe queste piccole considerazioni. Torno al primo tema: quanti italiani si preoccupano della loro pensione e della loro terza età? Forse, il vero pericolo è …….essere non consapevoli. Ad esempio,  la maggioranza degli italiani ignora che i contributi versati dai lavoratorisono impiegati per pagare le pensioni degli attuali pensionati.   E se viene chiesto loro: “Come pensano di garantirsi il tenore di vita desideratonel caso in cui la pensione non dovesse bastare?”   È un problema che per adesso non mi pongo, risponde il 30% degli italiani, quelli che non hanno mai effettuato una simulazione al sito INPS né esaminato la  busta arancione. (GfKEurisko | Sensibilità al tema previdenziale 2017) Eppure, di previdenza complementare –in specie gli under 50- l’Italia ha un bisogno pazzesco!!!   Come di conoscere i vizi (davvero pochi) e le virtù (clamorosamente tante) dei FONDI PENSIONE. Su questo tema, ci tornerò presto con un articolo ad hoc.   Aggiungo solo un dato di performance: i FONDI PENSIONE nell’arco dell’ultimo decennio (Fonte: area studi Mediobanca) hanno reso di più del TFR. In particolare sono andati bene  i fondi pensione aperti che hanno fatto lievitare il capitale dai 100 euro iniziali a 160, facendo meglio dei fondi negoziali di categoria, e ovviamente meglio dei BOT e della rivalutazione del TFR.    E pensare che non si sceglie il fondo pensione per un mero esercizio di rendimento; ma lo si colloca consapevolmentequale uno dei pilastri della pianificazione e della ricerca del benessere  finanziario/previdenziale. Fondo Pensione pensato semmai per il bisogno futuro, per la rivalutazione nel tempo, e non certo “acquistato” per la  performance di breve!   Poi, il tema dei depositi congelati e infruttiferi nel conto corrente.   Masse immense di liquidità (circa 1.500mld di euro) congelate in conto corrente o in posta….magari eccedenti i 100.000 per ciascuno, manco protetti dal Fondo Interbancario di garanzia……..somme ben visibili anche alla superAnagrafe dei conti appena rinvigorita,  eppure terrorizzate, prigioniere del Dio  Panico!   Somme che, non investite, hanno perso anche il rendimento del 2019. E quello degli ultimi 10 anni: 100 euro investiti a fine 2008, sono diventati  191 nei fondi azionari, e 113 nel bot a 12 mesi rinnovato automaticamente (Area studi mediobanca).   Insomma. CHE SENSO HA SCOMMETTERE SUL FUTURO, giocare alle slot machine, acquistare più gratta e vinci che fondi pensione, tenere i soldi ostaggio della miopia perdendo rivalutazioni e crescite importanti? Solo nel 2019, il portafoglio medio di un risparmiatore italiano previdente ha reso anche oltre il 10%. La liquidità in conto ha partorito qualche costo (dal canone all’imposta di bollo…ecc) e anzi adesso rischia di diventare un onere esplicito per il correntista.   Che tristezza leggere: troppi adulti e ragazzini nel tunnel delle scommesse, più di 1 milione e 300mila italiani soffrono di ludopatia, oltre 265000 le slot machine presenti nel territorio nazionale.   Scommettere, non copiare i comportamenti virtuosi (i clienti delle reti di CF sono fortemente soddisfatti del rapporto con il loro consulente) è come affrontare tosse e raffreddore  non con un maglione in più e tanta vitamina c e propoli prima……ma con decine di pasticche di tachi o di aspirina DOPO !!   Ha senso sfidare la virtù e la pianificazione? Al posto della lungimiranza, questo è un paese che istiga alla cortomiranza.    Bisogna non cadere nel trappolone. E pensare di pianificare, di raggiungere i propri sogni/target , cercare l’aiuto professionale per ottenere protezione & rendimento dei propri risparmi, allearsi con il TEMPO, ricercare il benessere sostenibile e duraturo.   Vince il senso pratico, quale ricetta per risparmiare bene: rimanere investiti (nell’azionario) a lungo, e lavorare sui propri obiettivi personali. Nessuna scommessa!   Andrea Cicali

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Investire nel debito o nel mondo che cambia?

07.06.2019 / 444 Ascoltatori

Occorre guardare alle aziende che nel mondo sono innovative e hanno il pricing power

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I costi della “sicurezza” e come andare in vacanza tranquilli.

28.06.2019 / 77 Visualizzazioni

  L’anno 2019 si è presentato nel primo semestre come ricco di buone performance. Sotto il caldo asfissiante e le bombe di calore di questo fine giugno, adesso credo sia meglio rinfrescarsi le idee, evitare di riscaldare ulteriormente il nostro cervello.  La gestione delle nostre emozioni e la componente freddezza restano centrali nel perseguire l’efficace realizzazione dei nostri investimenti.   Una considerazione sempre vera, riguarda il “prezzo” della liquidità. Assieme alla liquidità tatticamente detenuta dal risparmiatore, che decide consapevolmente di posizionarsi liquido in attesa di tornare attivamente sui mercati, la stragrande maggioranza fa del saldo liquido in conto un asset strategico, una detenzione a tempo indeterminato. Ma questo comporta dei costi? E davvero garantisce la “sicurezza”?? Congelare i soldi in conto……significa una progressiva riduzione del potere d’acquisto, una lenta erosione del proprio benessere. L’inflazione, quella vera, della spesa quotidiana, fatta anche di oggetti e servizi sconosciuti fino a qualche decennio fa (smartphone, abbonamento sky, l’alimentazione biologica ecc) lavora contro il nostro tenore di vita   Da alcuni anni esiste anche il “BAIL in”, ovvero la possibilità che oltre certe soglie, i nostri soldi finiscono per salvare l’istituto ove si è depositato il ns risparmio. Quanti siamo consapevoli del rischio della non restituzione dei nostri soldi??     Infine, se con la liquidità si cerca “sicurezza e garanzia”, il risparmiatore in alcuni casi  decide di acquistare un bene rifugio: soprassiedo sulla vicenda  diamanti e affini, e mi concentro sui Titoli di Stato tedeschi. Se acquisto 10000€ di Bund tedeschi a 10 anni, cedola 0,25%, mi procuro con certezza una perdita a scadenza di circa 500€, in parte compensata da poco più di 200€  che si riscuoteranno come accredito cedole. E non includo le spese di negoziazione e la custodia titoli!!  Quindi, la “sicurezza” ha un costo.         Concludo tornando al nostro tema. Andiamo in vacanza sereni e tranquilli, facciamolo così: Bene una soluzione ponte, di breve termine, di saggia cautela: l’esempio del buon PCT ovvero parcheggiare per 2-3 mesi la liquidità in un Pronti Contro termine per avere comunque un risultato positivo, un capitale che –anche di poco- cresce e cresce comunque. Mantenere l’impostazione strategica di portafoglio…..non è l’afa estiva un fattore che debba scatenare un riassetto di portafoglio (semmai….controlliamo la qualità dei titoli/fondi sottostanti assieme al proprio Consulente) Ricordiamoci che (l’eccesso di) liquidità congelata in conto comporta un COSTO Evitiamo le scommesse proprio adesso….compriamoci solo relax e salute!!!! Davvero buona pausa e serene vacanze.

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