Andrea Marzoli

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Allianz Bank Financial Advisors Spa
Roma
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Fino 5 anni
Laurea specialistica
39 anni
53
08 luglio 2021

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Profilo professionale

Sono Andrea Marzoli, 39 anni. Dopo un'esperienza bancaria di oltre 11 anni, ho deciso di intraprendere una nuova avventura lavorativa come consulente finanziario. Sono laureato in Economia dei mercati finanziari all'università di Roma tor vergata, mi è sempre piaciuto il mondo della finanza e poter gestire i portafogli dei miei clienti in una delle maggiori banche tradizionali italiane è stato il coronamento dei miei obiettivi.
Sono diventato consulente finanziario a maggio 2021 perché volevo esprimere al meglio la mia continua ricerca della qualità nel servizio reso al cliente. Qualità che scaturisce da una costante attenzione alla formazione del professionista finanziario, dalla maggiore libertà e indipendenza nelle scelte di investimento e dalla eccellenza dei prodotti offerti. Qualità che ho trovato nel mondo di Allianz Bank FA.
Ai miei clienti offro la massima disponibilità, competenza e affidabilità. il mio obiettivo è essere il punto di rifermento per ogni scelta patrimoniale che si manifesti nella vita del cliente ed essere una presenza continua ma mai ingombrante nel suo percorso di vita.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Da maggio 2021 sono consulente finanziario per Allianz Bank FA.
  • Ho lavorato in Banca MPS per 11 anni.
  • Ho lavorato in RCI Banque S.a. finanziaria del gruppo Renault Nissan Dacia come analista finanziario.
  • Laureato in Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari presso l'università di Roma tor Vergata votazione 107/110.
  • Ho giocato a pallavolo per 20 anni a livello agonistico.
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Le mie ultime attività

La pensione integrativa

15.09.2021 / 33 / 0

Tema tanto importante quanto sconosciuto ai più, quello della previdenza. Una volta preso consapevolezza che la pensione obbligatoria non sarà sufficiente a mantenere inalterato il tenore di vita dei futuri pensionati, in molti non sanno come gestire questo passaggio, ignorando gli importanti incentivi fiscali sia per i contribuenti sia per i datori di lavoro e rinunciando di fatto a una ottimizzazione delle proprie risorse. È questo il caso di chi decide di mantenere il TFR in azienda per i più svariati motivi. Lo studio di Consultique, prendendo spunto dal report annuale della Covip, evidenzia chiaramente l'enorme vantaggio che avrebbe un lavoratore che aderisce a un fondo pensione piuttosto a uno che decide di non farlo. Anche solo scegliendo la forma più prudente dell'investimento in fondi pensione, vale a dire la linea garantita, mediamente un lavoratore che inizia nel 2021 il suo percorso lavorativo ipotizzando una Ral di 28.000 euro annui , si troverebbe con ben 20.000 euro netti in più di montante. Non male se pensiamo che tutto questo è possibile senza il minimo sforzo in più da parte del lavoratore. Conoscere per decidere.   link: https://www.corriere.it/economia/pensioni/cards/fondo-pensione-piu-forte-tfr-ecco-conti-fare-come-scegliere-comparto-misura/previdenza-integrativa.shtml  

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Tassa di successione e l’importanza della pianificazione successoria

20.07.2021 / 64 / 0

A maggio del 2021, nel pieno dell’entusiasmo per la possibilità di un ritorno alla normalità ormai vicino, l’OCSE in un suo studio ha riaperto un capitolo di una storia mai completamente sepolta in Italia ma che nessuno si sogna di riaprire: l’imposta sulla successione. Lo studio analizza l’incidenza del ricavato delle imposte di successione sul totale degli introiti derivanti da tassazione nei 37 Pasi aderenti constatando che l’incidenza media si attesta intorno allo 0,5%. L’Italia si trova in fondo alla classifica dato che l’incidenza della imposta di successione è solo dello 0,11% seguita solo da Lituania, Polonia, Ungheria e Slovenia. L’OCSE pone l’accento, poi, sull'alto grado di concentrazione della ricchezza nei paesi OCSE e la distribuzione ineguale dei trasferimenti di ricchezza che rafforza ulteriormente la disuguaglianza. In Italia è stimato che solo il 3% delle famiglie comprese nell’ultimo 20% delle famiglie più ricche denuncia eredità e/o donazioni ricevute, mentre questa percentuale sale a circa il 51% per il 20% delle famiglie più ricche. Da qui la necessità, secondo l’organizzazione, di rivedere il sistema di imposizione sulle successioni per migliorare il grado di iniquità della tassazione. In un Paese come l’Italia in cui il 20% della popolazione più ricca detiene il 70% della ricchezza nazionale, la cui età media è in costante rialzo (46 anni da Gennaio 2021) e alle prese con l’emergenza pandemica che richiede e richiederà un aumento consistente del debito pubblico e alimenterà di conseguenze timori sulla sua sostenibilità, ecco che potrebbe tornare nella mente di qualcuno l’idea di attingere ad un patrimonio sommerso, quale l’imposta su donazioni e successioni. Allo stato attuale, in Italia vige una franchigia notevole (1 mln euro per erede) ed un’aliquota bassa (4%) per le successioni in linea diretta, ma la franchigia si abbassa drasticamente se la successione avviene in favore di parenti in linea collaterale o altri parenti entro il 4 grado, fino ad arrivare ad un’imposizione dell’8% per altri parenti oltre il 4° grado. È inoltre di importanza fondamentale sapersi orientare nelle tipologie di successioni, testamentaria o di diritto, e capire le notevoli differenze che la scelta dell’una o dell’altra comportano. È manifesta quindi l’importanza della consulenza finanziaria che sappia consigliare la giusta pianificazione successoria, in modo da poter in vita già disporre come e a chi dedicare parte della ricchezza accumulata in vita, avendo attenzione per l’aspetto fiscale, la tempistica per il trasferimento della stessa agli aventi diritto e sulle possibili fonti di litigiosità post successione. Fonti: ISTAT https://www.istat.it/it/files/2021/05/REPORT_INDICATORI-DEMOGRAFICI-2020.pdf) OXFAM https://www.oxfamitalia.org/wp-content/uploads/2020/01/Disuguitalia_2020_final.pdf JANUS HENDERSON : https://fundspeople.com/it/debito-pubblico-e-pil-ecco-quanto-costa-il-covid-in-italia/

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Cigni neri e indice di Skew

14.07.2021 / 93 / 0

Ad Aprile 2021 con i mercati che prezzano un mondo ampiamente in ripresa post normalizzazione, una nuvola si addensa all'orizzonte: l'indice di Skew supera per la prima volta il valore soglia di 150 da Dicembre 2019. Solamente nell'estate del 2018 l'indice aveva toccato valori più alti negli ultimi 8 anni. Ma cos'è l'indice di Skew? In buona sostanza è un indicatore che segnala il potenziale arrivo di brutte notizie sui mercati, talmente brutte da essere considerate eccezionali, vale a dire i classici "cigni neri". Assieme all'indicatore VIX rappresenta quindi un indicatore predittivo di una fase Toro del mercato. Nell'articolo del Sole 24 Ore viene descritto il funzionamento dei due indici e perché sono importanti: https://www.ilsole24ore.com/art/ecco-perche-investitori-hanno-paura-che-mercati-arrivi-cigno-nero-AEy4IHP . Lo skew si attiva quando diventano più probabili nell'immediato futuro, eventi "nefasti" cioè quegli eventi che in una distribuzione normale di frequenza sono inferiori alla media di 2/3 volte la deviazione standard. Andando ad analizzare le serie storiche dell'indice Skew e dell'indice di borsa S&P 500 da Ottobre 2013, notiamo che in alcuni periodi al superamento del limite della soglia di paura, corrisponde una flessione più o meno marcata del mercato:   Quanto può essere affidabile però una simile indicazione? Statisticamente, nella serie storica considerata, l'indice Skew si è "attivato" in 239 osservazioni giornaliere e in 59 di queste il massimo Drawdown registrato nei tre mesi successivi è stato tale da essere superiore a uno scostamento negativo dalla media del rendimento trimestrale di 2 volte la deviazione standard e solamente in 17 osservazioni di 3 volte la deviazione standard. I periodi in cui ciò è avvenuto sono esattamente quelli che empiricamente vengono riscontrati nel grafico. In conclusione, il valore predittivo dell'indice Skew non è da sottovalutare, avendo "centrato" la previsione nel 25% delle volte che si è attivato, tuttavia il buon senso, come sempre, proporrebbe di non basare l'idea di una imminente fase Toro solo in base all'osservazione del valore dell'indice, ma piuttosto di considerare questo come uno tra gli strumenti predittivi. Oggi il valore dell'indice è 154,81...

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