Andrea Miculan

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Profilo professionale

Lo sport e la finanza sono le passioni che hanno caratterizzato la mia vita. Nello sport non è sufficiente il talento: disciplina, dedizione e costante allenamento sono tratti distintivi dello sportivo di successo. Cosi come lo sport anche la finanza è contraddistinta da regole semplici ma di assoluta rilevanza: indipendenza, diversificazione e pianificazione sono alcune tra le più importanti. “Investire” non è un evento, è un processo ed è per questo che in un momento storico di profondo cambiamento come quello che stiamo attraversando, il consulente finanziario ricopre una funzione cardinale. Il mio ruolo è esattamente quello di semplificare al cliente queste dinamiche, assistendolo nelle decisioni riguardanti il suo patrimonio. Questo è ciò che faccio, ogni giorno, con passione ed impegno.

Le mie principali competenze

I miei credit

  • Da Settembre 2018 a oggi - Private Banker - Consulente Finanziario presso Fineco Bank
  • Dal Ottobre 2016 a Settembre 2018 - Private Banker - Consulente finanziario presso Copernico Sim S.p.A.
  • Dal 2011 a Settembre 2016 - Responsabile commerciale, promotore finanziario e consulente assicurativo presso Alleanza Assicurazioni
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Le mie ultime attività

Dividendo is the new cedola?

19.10.2021 / 58 / 0

In un ecosistema economico finanziario dominato inesorabilmente da tassi zero, se non addirittura negativi, L’ unica plausibile soluzione per sostituire i tanto amati titoli di stato e le loro cedole sono, guarda un po’, le #azioni Tralasciando il confronto tra il listino azionario italiano e i titoli di stato italiani pubblicato oggi dal Corriere della Sera, e ragionando in ottica di diversificazione globale, il ruolo che storicamente hanno ricoperto i titoli di stato dovrà necessariamente essere affidato al mercato azionario. Nell’ immagine che segue si evince che il rendimento del titolo di stato con scadenza 2031 non sia nemmeno sufficiente per coprire l’ inflazione. A seguire invece troviamo una classifica delle prime 50 società al mondo che da 25 anni distribuiscono dividendi crescenti (dati pre pandemia): Su 50 società oltre la metà (26) sono statunitensi. Al secondo posto c’è a sorpresa il Canada che annovera sette aziende in classifica. Giappone e Gran Bretagna sono appaiate al terzo posto con quattro colossi. Seguono Svizzera (3) e Germania (2). E in questa classifica dell’ Italia non c’è traccia: questo per comprendere che spesso il bias mentale di comprare solo ciò che è domestico sia un grandissimo errore. A titolo generale quindi, meno debito e più azioni per mantenere adeguatamente il valore dei propri investimenti nel lungo termine e beneficiare di un flusso di cassa ragionevole che ormai nessun titolo di stato è in grado di garantire. Pianificazione & diversificazione obviously… Contattami per valutare adeguatamente il Tuo portafoglio obbligazionario e trovare soluzioni efficienti!   Andrea Miculan

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A TUTTA CINA

25.03.2021 / 106 / 0

Smettiamola di chiamarli emergenti. I consumi in Cina dovrebbero più che raddoppiare entro il 2030 pareggiando incredibilmente i livelli degli Stati Uniti. Da qui al 2030, il mondo dei consumi in Cina sarà cambiato rispetto a quello attuale. Molti analisti sostengono che il mercato dei consumi privati cinesi sia destinato a più che raddoppiare nei prossimi 10 anni, a 12.7 trilioni di dollari USA, raggiungendo quindi, entro il 2030, la dimensione attuale del mercato statunitense. Ciò implica una crescita dei consumi che si avvicina all’ 8% annuo per i prossimi 10 anni, uno dei livelli più elevati al mondo. Ci sono 5 i tematiche di crescita che supporteranno la crescita dei consumi in Cina e la loro evoluzione nel corso dei prossimi 10 anni: REDDITO PERSONALE – la Cina diventerà un paese a reddito elevato, con un reddito disponibile pro-capite destinato a crescere dai $6.000 USD attuali a $12.000 USD entro il 2030. CAMBIAMENTO DEMOGRAFICO – Cambiamenti significativi nella struttura demografica del paese modificheranno le abitudini di consumo. Le fasce anagrafiche 35-44 anni e over 55 cresceranno rispettivamente di 25.3 milioni (all’incirca l’intera popolazione Australiana nel 2019) e di 123.9 milioni (all’incirca l’intera popolazione del Giappone nel 2019). Al contempo, le fasce anagrafiche 20-34 anni e 45-54 anni caleranno di 63.5 milioni (all’incirca l’intera popolazione del Regno Unito nel 2019) e di 50.8 milioni (all’incirca l’intera popolazione della Corea del Sud nel 2019). TECNOLOGIA – la digitalizzazione delle attività della old-economy, congiuntamente all’emergere di nuovi stili di vita in nei maxi-agglomerati urbani darà slancio alla nascita di nuovi trend di consumo. A titolo di esempio, già oggi il mercato dello shopping online ha raggiunto una dimensione pari a $1.5 trilioni USD, due volte e mezzo la dimensione del mercato in USA, e il tasso di penetrazione dei pagamenti tramite smartphone è il più alto al mondo e raggiunge quasi l’ 86% (vs media globale di 34%). POLITICHE INTERNE – il Piano Quinquennale 2021-2025 varato dal Governo è incentrato sulla produttività e sulla domanda interna, con un forte impegno a stimolare la “circolazione interna” con misure specifiche sia sul lato della domanda che dell’offerta. CULTURA – Sebbene la globalizzazione abbia introdotto elementi esteri nello stile di vita cinese contemporaneo, i valori locali mantengono un forte radicamento, il che implica che i consumatori cinesi sono in condizione di provvedere al benessere dei propri figli anche oltre la mera necessità, specialmente per la loro educazione. Trasferimenti di ricchezza alle generazioni future sono inoltre relativamente più plausibili rispetto a quanto avvenga in altre culture. In base a queste ipotesi, la crescita dei consumi sarà guidata dal ‘”focus sui bisogni della famiglia e la pianificazione pensionistica” rispetto all’attuale “focus sui giovani consumatori”. Inoltre, l’incidenza dei servizi nei consumi privati crescerà fino al 52% nel 2030 rispetto al 45% del 2019, superando quindi il peso dei beni di consumo sia per valore che per incidenza sul PIL. La nuova classe media vuole ciò di cui il mondo sviluppato ha beneficiato a lungo e forse dato per scontato: prodotti di consumo di maggiore qualità tra cui alimentari e bevande, servizi internet per condividere le proprie esperienze con famigliari e amici, accesso a servizi sanitari e migliori opportunità di educazione per i loro figli. Due trend in particolare dovranno essere monitorati: ·A titolo di esempio, la spesa per la sanità in Cina è pari al 5.2% del PIL, rispetto a valori superiori al 10% in Europa e Giappone e oltre il 17% in USA. Man mano che la popolazione in Cina invecchia e diviene più benestante, ci si aspetta crescenti livelli di spesa nel settore sanitario. ·L’educazione resta un’altra grossa priorità per le famiglie cinesi, in un contesto in cui le migliori Università cinesi accettano una percentuale di studenti pari alla metà di quanto avviene nelle migliori Università degli Stati Uniti, intensificando quindi la competizione all’ingresso e stimolando di conseguenza la domanda di servizi di educazione privati di alta qualità. La Cina rappresenta 1/5 dell’economia e della popolazione mondiale ma è sottorappresentata negli indici azionari globali con un peso di circa 1/20 (4.5%) nell’indice MSCI All Country World Index. È infatti plausibile aspettarsi che il gap possa diminuire nei prossimi anni man mano che l’economia cinese evolverà grazie al consolidamento di molte aziende che beneficeranno della crescente domanda di consumi e servizi in Cina. Per queste motivazioni noteremo un aumento del peso della Cina negli indici e di conseguenza, anche nei portafogli di investimento. Il tuo portafoglio è esposto a questo mercato? Contattami e discutiamone assieme.    

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QUANDO E' IL MOMENTO GIUSTO?

17.03.2021 / 155 / 0

Il sogno di ogni investitore è un investimento che cresca stabilmente nel tempo, senza rischi e senza oscillazioni. Scordatevelo. In uno scenario di estrema incertezza, in cui le quotazioni dei mercati finanziari tendono a subire oscillazioni più marcate e imprevedibili, la fuga dagli attivi percepiti come rischiosi diventa, purtroppo, la norma. La componente emotiva dell’investitore prende il sopravvento su quella razionale e le considerazioni di natura tattica prevalgono su quelle strategiche. Nella finanza comportamentale questa reazione viene definita “avversione alla perdita”. Secondo la teoria dei premi Nobel Daniel Kahneman e Amos Tversky, infatti, la motivazione a evitare una perdita è due volte più potente della motivazione a realizzare un guadagno. Questo bias cognitivo ha una doppia implicazione negativa. Da un lato impedisce agli investitori di vedere i ribassi come nuove possibilità di acquisto e  dall’altro nega, a chi aveva investito e ha deciso di liquidare le proprie posizioni, la possibilità di partecipare ai potenziali e probabili successivi rialzi di mercato. I mercati finanziari, infatti, hanno storicamente dimostrato come a periodi di forti correzioni siano seguite fasi di importanti rimbalzi, capaci non solo di recuperare il terreno perso, ma anche di dare il via a nuovi cicli di crescita stabili nel tempo e l’anno appena trascorso è stato un incredibile esempio di quanto detto.   In passato molte crisi finanziarie sono state segnate da momenti di “panic selling”, in cui le vendite massicce degli operatori hanno accentuato il movimento al ribasso dei prezzi. Nel timore che la discesa possa continuare, gli investitori sono spesso portati a liquidare rapidamente le proprie posizioni. Eppure, ancor di più durante correzioni di mercato di cui non si conoscono a priori durata e minimi, la pazienza dovrebbe essere la virtù su cui basare le proprie scelte di investimento e disinvestimento. Infatti, ciò che ha accomunato tutte le crisi del passato è stato il seguente brillante recupero dei listini, in un congruo orizzonte temporale. In media, a 1 anno di distanza dai minimi, i mercati hanno sempre mostrato guadagni pari a quasi il doppio rispetto alle perdite registrate durante i picchi di volatilità. Al contrario, fare il cosiddetto “market timing”, ossia ricercare i punti migliori per comprare e vendere titoli, quasi sempre finisce per “distruggere” valore. Ad esempio, considerando un orizzonte di 20 anni e perdendo i 40 giorni migliori dell’S&P 500 (ovvero i soli due migliori giorni di ogni anno), la performance annualizzata del proprio investimento scenderebbe dal +6% al -4%. Risulta evidente, quindi, come il “market timing” rappresenti un significativo fattore di rischio in grado di trasformare drasticamente il risultato dei propri investimenti. INVESTIRE CON GRADUALITA’ Una possibilità per ovviare a tale problema e ridurre drasticamente la rilevanza della tempistica con cui si effettua l’investimento o il disinvestimento, è rappresentata dai Piani di Accumulo (PAC). I PAC non sono altro che programmi di investimento graduale nel tempo, che prevedono un versamento iniziale e una serie di rate periodiche la cui cadenza e il cui importo trovano la massima libertà di gestione. Questa modalità di investimento è utilissima per mantenere una strategia disciplinata e orientata al lungo termine, attraverso investimenti periodici spalmati lungo la durata del proprio progetto di investimento. Permettono inoltre di cogliere le opportunità di lungo termine dei mercati finanziari, rendendo più leggero il peso della volatilità di breve termine grazie all’effetto della mediazione dei prezzi di ingresso. ESEMPIO PRATICO A inizio aprile, due risparmiatori decidono di investire la stessa somma, pari a 1.200€, nel corso di 1 anno. Uno dei due investe tutta la somma in un’unica soluzione, mentre il secondo suddivide l’investimento in 12 rate mensili di 100€ ciascuna. Nell’ipotesi che il prezzo iniziale e finale siano esattamente gli stessi, dopo 12 mesi il primo investitore avrà mantenuto inalterato il valore dell’investimento avendo comprato 120 quote a 100 euro. Il secondo investitore invece, grazie al saliscendi del prezzo delle quote nel corso dell’anno, avrà acquistato alla fine del periodo un numero di quote superiore di circa il 6%. I PUNTI DI FORZA DEL PIANO DI ACCUMULO   PERSONALIZZAZIONE:Il PAC può essere facilmente adattato alle esigenze di ciascun investitore in termini di durata, frequenza e importo dei versamenti. Tutto ciò  a prescindere dal patrimonio a disposizione GESTIRE L’EMOTIVITÀ:Nessuna decisione di investimento o disinvestimento viene presa in base al momento contingente, bensì seguendo un programma graduale e predefinito. DIMENTICARSI DEL MARKET TIMING:Individuare il momento migliore per effettuare un investimento sui mercati finanziari è un esercizio molto complesso, tanto più rilevante quanto maggiore è il patrimonio inizialmente a disposizione. Il PAC riduce drasticamente l’impatto della tempistica con cui si effettua l’investimento sui risultati finali, in virtù del fatto che diluisce i versamenti nel tempo, mediando così i prezzi di ingresso. RIDUZIONE DELLA VOLATILITÀ:Mediare i prezzi di acquisto riduce la volatilità complessiva dell’investimento, ottimizzandone la stabilità in termini di rendimento nel tempo. ABITUDINE AL  CONCETTO DI RISPARMIO:Il PAC consente di risparmiare periodicamente una quota del proprio patrimonio per dedicarla agli investimenti in modo automatico. Permette dunque di costruire gradualmente i propri investimenti, partendo anche da piccole somme iniziali. In conclusione, ogni momento è quello giusto ed ogni investitore dovrebbe avere tra le proprie strategie di investimento quella di acquisto ricorrente attraverso un piano di accumulo. “Non litigate con il mercato, perché è come il tempo: anche se non è sempre buono, ha sempre ragione.” Per pianificare adeguatamente il Tuo piano di accumulo non esitare a contrattarmi.      

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