Andrea Miculan

Consulente finanziario

Finecobank
Udine, Gorizia, Milano, Padova, Pordenone, Treviso, Trieste, Venezia
Fino a €20MLN
Da 5 anni a 10 anni
Diploma di specializzazione
29 anni
448
28 giugno 2019

Profilo professionale

Lo sport e la finanza sono le passioni che hanno caratterizzato la mia vita. Nello sport non è sufficiente il talento: disciplina, dedizione e costante allenamento sono tratti distintivi dello sportivo di successo. Cosi come lo sport anche la finanza è contraddistinta da regole semplici ma di assoluta rilevanza: indipendenza, diversificazione e pianificazione sono alcune tra le più importanti. “Investire” non è un evento, è un processo ed è per questo che in un momento storico di profondo cambiamento come quello che stiamo attraversando, il consulente finanziario ricopre una funzione cardinale. Il mio ruolo è esattamente quello di semplificare al cliente queste dinamiche, assistendolo nelle decisioni riguardanti il suo patrimonio. Questo è ciò che faccio, ogni giorno, con passione ed impegno.

Le mie principali competenze

I miei credit

  • Da Settembre 2018 a oggi - Private Banker - Consulente Finanziario presso Fineco Bank
  • Dal Ottobre 2016 a Settembre 2018 - Private Banker - Consulente finanziario presso Copernico Sim S.p.A.
  • Dal 2011 a Settembre 2016 - Responsabile commerciale, promotore finanziario e consulente assicurativo presso Alleanza Assicurazioni
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Le mie ultime attività

MOLTO RUMORE PER NULLA? Si chiederebbe Shakespeare…

09.09.2020 / 65 Visualizzazioni

Prosegue la frenata di Wall Street, trainata dal crollo dei titoli tech, protagonisti di un rally poderoso in questi ultimi mesi. Da Apple a Zoom nessuno escluso: È la fine di una bolla o semplicemente una correzione? Dopo giorni di grandi rialzi di mercato, la corsa potrebbe essere arrivata al termine. Concluso il miglior Agosto dal 1986, nelle giornate di giovedì 3 settembre e di venerdì 4 settembre 2020, tutti i principali indici azionari americani hanno virato in territorio negativo. In particolare, dopo aver perso giovedì 3 settembre l’S&P il 3,51%, il Dow Jones il 2,78% e il Nasdaq del 4,96%, nella seduta di Venerdì 4 settembre sono proseguite le vendite con il Dow Jones che è sceso dello 0,56%, l’S&P 500 che ha perso lo 0,8% e il Nasdaq che è calato di oltre l’1,2%. Oggi il trend di apertura di Wall Street sembra essere il medesimo.   FINE DELLA BOLLA O SEMPLICE CORREZIONE? L’interrogativo che ora si pongono gli investitori è se le performance eccezionali delle società tech siano state solamente frutto di un’ euforia poco razionale del mercato. Guardando alla performance da inizio anno, comprensive dei minimi registrati nel 2020, in effetti i numeri sono sbalorditivi. Al 2 Settembre il Nasdaq Composite ha guadagnato il 28% da inizio anno.  Guardando alle 10 aziende che sono andate meglio, tutte hanno registrate un aumento percentuale a tre zeri. Veryfime e Novavax sono andate addirittura oltre al 2000%. Se questi dati possono essere compresi alla luce della bassa capitalizzazione di queste società e del minore prezzo delle azioni, guardare alla cerchia ristretta del Nasdaq 100 non aiuta. Società importanti come Zoom, che non più tardi di un paio di giorni fa ha superato anche Ibm per capitalizzazione di Borsa, e Tesla sono cresciute più del 400%. A quali fattori dunque attribuire un tale successo?   I corsi di queste società hanno scontato il Lockdown a loro favore, durante il quale la domanda dei consumatori per i prodotti tech è aumentata sensibilmente. Altri fattori decisivi sono stati l’enorme immissione di liquidità da parte delle banche centrali e l’aspettativa di nuovi stimoli fiscali da parte dei governi. Facili entusiasmi hanno fatto il resto. Tuttavia nonostante l’ eccessiva valutazione dei prezzi, i paragoni alla bolla “dotcom” sono assolutamente avventati. Ad onor del vero le trimestrali hanno evidenziato come il 90% delle aziende abbiano battuto le aspettative. I fondamentali a livello generale dunque rimangono forti, per via di un aumento dei fatturati guidato da una domanda in crescita. Il trend verso la digitalizzazione è oramai massiccio: la tecnologia fa parte del quotidiano di ognuno di noi e la disarmante “concentrazione” del mercato in pochi player ne testimonia l’ impatto anche in termini di capitalizzazione negli indici. A tal proposito è sufficiente osservare l’ Indice S&P 500e l’ indice azionario MSCI World: nel primo 7 dei primi 10 titoli fanno parte del mondo tech e si dividono quasi il 25% della totalità dell’ indice mentre all’ interno dell’ indice azionario mondiale dei paesi sviluppati il peso dei primi  degli 8 titoli tech è indicativamente del 16% del complessivo. Sai esattamente quanto pesa il settore tecnologico al’’ interno del tuo portafoglio e in che modo sei posizionato? Spesso molto portafogli di investimento sono eccessivamente concentrati su singoli titoli e/o settori mentre spesso capita invece che non lo siano affatto e quindi è fondamentale analizzare approfonditamente la struttura degli strumenti che abbiamo in portafoglio, soprattutto se sommati nella loro totalità. Conoscere ciò che si fa, sempre! Contattami e approfondiremo dettagliatamente la composizione settoriale del tuo portafoglio    

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CINA ED ECONOMIA CINESE: A CHE PUNTO SIAMO?

01.07.2020 / 86 Visualizzazioni

  Lo shock sulla crescita dovuto al COVID-19 è senza precedenti e la ripresa in corso è graduale e segmentata. L’economia cinese ha subito una contrazione di quasi il 7% su base annuale nel primo trimestre. Per fare un confronto, durante la crisi finanziaria globale, l’economia cinese ha subito un rallentamento di 5 punti percentuali, raggiungendo un minimo del 6% in un periodo di 12 mesi. Le fabbriche stanno riaprendo e l’utilizzo della capacità produttiva sta aumentando, la maggior parte delle grandi imprese industriali sono tornate al lavoro in tutto il Paese e il 75-80% delle PMI hanno ripristinato l’attività. Tuttavia, il settore dei servizi accusa un ritardo: mentre i supermercati e i centri commerciali sono aperti, i tassi di ripresa nel catering e nella ristorazione, così come l’occupazione degli alberghi, sono più bassi. I consumi sono in via di miglioramento, ma c’è una certa cautela dovuta alle preoccupazioni per l’occupazione e la crescita del reddito. Le esportazioni saranno le ultime a risollevarsi, poiché la domanda esterna per la Cina subirà un impatto negativo a causa delle ricadute globali del coronavirus. L’FMI prevede una crescita cinese dell’1,2% nel 2020 mentre noi prevediamo una crescita tra il -1 e l’1% nello stesso anno. Nel 2021 invece ci sarà una forte ripresa.   COME HA RISPOSTO LA POLITICA? La risposta politica è contenuta, graduale e articolata su più fronti. Sia gli stimoli fiscali che i tagli dei tassi di interesse risultano deboli rispetto alla maggior parte dei mercati emergenti e sviluppati, ma anche rispetto alla risposta della Cina durante la crisi finanziaria globale. Lo stimolo fiscale annunciato dall’inizio del COVID-19 è stato di circa l’1,2% del PIL, mentre durante la crisi finanziaria globale è stato di 10 punti del PIL. I tagli dei tassi sono stati di 30 punti base nel ciclo attuale rispetto ai tagli di 150 punti base della Federal Reserve statunitense. La risposta della politica monetaria cinese è stata contenuta a causa del riconoscimento di un margine di manovra più ridotto, poiché i livelli di debito in Cina sono oggi molto più elevati rispetto a dieci anni fa. Anche la risposta dei vertici politici è stata graduale, poiché esiste una relazione inversa intrinseca tra il contenimento del virus e il rilancio dell’attività. La prima fase è stata il contenimento del virus, la seconda la gestione degli impatti sulla liquidità aziendale, seguita da misure di sostegno alla normalizzazione delle attività, e l’ultima fase è quella dello stimolo della domanda (infrastrutture e investimenti). Inoltre, la risposta della Cina è stata anche articolata su più livelli, attraverso la politica monetaria e creditizia, la tolleranza normativa, il sostegno fiscale e il deprezzamento della valuta.   NEL LUNGO TERMINE QUALE SARÀ L’IMPATTO DEL CORONAVIRUS SULLA MACROECONOMIA CINESE? Nell’ultimo decennio la Cina si è riorganizzata, con i consumi e servizi che rappresentano quasi il 55% dell’economia. Questo cambiamento nel modello di crescita continuerà e forse riceverà un impulso favorevole dall’epidemia del virus. Vedremo anche nuove tendenze come un maggior consumo di servizi nel settore sanitario, nell’istruzione online e nell’intrattenimento. In Cina, il 23% delle vendite al dettaglio è già online e probabilmente continuerà ad aumentare. Inoltre, nel settore manifatturiero, vedremo una maggiore integrazione a monte, già avviata a causa della guerra commerciale. La domanda interna complessiva è stata un importante motore di crescita e costituirà un elemento trainante per la Cina a fronte di un indebolimento della crescita globale. L’attenzione a lungo termine sulle riforme è fondamentale per aumentare la produttività e sostenere la crescita potenziale.   QUALI SONO LE PRINCIPALI OPPORTUNITÀ DI INVESTIMENTO DEI PROSSIMI ANNI NEL MERCATO AZIONARIO CINESE? Guardando a lungo termine è ragionevole individuare tre opportunità di investimento principali nei titoli cinesi, soprattutto dopo la normalizzazione dell’economia post COVID – 19. La prima è il consolidamento dei settori “old economy” e la comparsa di marchi nazionali competitivi. Questa opportunità è particolarmente evidente in Cina, date le dimensioni dell’economia e la frammentazione del settore industriale. Particolare attenzione, a tal proposito, verrà riposta sulla sostenibilità ambientale. La seconda è la fusione dei modelli di business online-offline ed in generali i consumi interni. La fusione online-offline sarà destinata ad aumentare ancora di più in futuro. Inoltre, è intuitivo immaginare che gran parte della globalizzazione e delle pratiche di approvvigionamento esterno/interno in futuro cercheranno un compromesso tra la riduzione dei costi nel mondo e la sicurezza della fornitura. Ciò metterà sicuramente in discussione la capacità produttiva in Cina e dimostrerà anche l’ulteriore importanza dell’e-commerce e della nuova economia nell’agevolare una vasta richiesta. Allo stesso tempo Così facendo, non solo si contribuirà a migliorare la produttività del settore dei servizi, ma anche a ristrutturare il settore manifatturiero. La terza è il miglioramento della tecnologia attraverso l’innovazione. L’importanza dell’infrastruttura online e del cloud risulta evidente per la sua capacità di agevolare il lockdown e per il funzionamento delle aziende, e continuerà anche dopo la crisi. Le interruzioni logistiche hanno anche evidenziato l’importanza di creare dei segmenti sicuri per la catena di approvvigionamento in tutto il mondo, apportando così benefici alle aziende con un solido equilibrio di operazioni integrate verticali e orizzontali per continuare ad essere partner di approvvigionamento affidabili anche in tempi di crisi.   IN CONCLUSIONE   La Cina rappresenta la seconda maggiore economia al mondo e con buona confidenza sarà destinata a superare quella statunitense entro una generazione. Ha creato benessere e offerto ricchezza ai suoi abitanti in una maniera mai vista prima e, rispetto a quanto accadeva anni fa, i consumi interni compongono buona parte del PIL. In questo modo, i cinesi sono diventati una delle forze più potenti che hanno plasmato le abitudini di consumo nel mondo attuale. Le azioni cinesi quindi offrono un accesso impareggiabile a questi cambiamenti storici. Inoltre i mercati azionari rivestiranno un ruolo fondamentale perchè saranno un meccanismo efficiente per investire l’eccedenza di capitale, che aiuterà le persone a risparmiare per il futuro e destinerà risorse alle società più meritevoli. I circa 3.420 titoli quotati sulle borse di Shanghai e Shenzhen offrono un’istantanea della Cina moderna. A fianco alla vecchia Cina dei settori nazionalizzati che danno lavoro a decine di milioni di persone, esiste la nuova Cina, composta da aziende agili del settore privato che soddisfano i bisogni dei consumatori. Il mercato delle A-share è vasto e capillare. In molti casi, questo mercato rappresenta l’unico modo per gli investitori esteri di accedere alle società che costituiscono la struttura portante della dinamica dei consumi cinesi. Un tempo le società cinesi più importanti consideravano una quotazione all’estero, in particolare negli Stati Uniti, come la prova del fatto che l’azienda fosse finalmente affermata. Nonostante le quotazioni all’estero promettano standard contabili e informativi migliori che possono risultare più interessanti anche per gli investitori stranieri, oggi si sta verificando un forte interesse da parte delle società stesse per la quotazione domestica pe i motivi citati in precedenza. Ciò premesso, lo sviluppo del mercato azionario onshore è in ritardo rispetto allo sviluppo economico. La crescita non si è ancora tradotta automaticamente in aumenti generalizzati e sostenuti dei prezzi delle azioni. I cambiamenti nella politica interna potrebbero offrire stabilità alle quotazioni e l’ apertura del mercato cinese on-shore agli investitori esteri avvenuta qualche anno fa, unitamente all’ aumento notevole del peso percentuale delle azioni cinesi all’ interno di diversi indici più importanti, sarà un motivo ulteriore per l’ apprezzamento di questo mercato. In conclusione il mercato azionario cinese costituisce un’ interessante opportunità di investimento sia perché la Cina è una nazione di quasi 1 miliardo e 400 milioni di persone che innovano e consumano, ma soprattutto perché il peso dei mercati finanziari domestici nei confronti peso globale complessivo è assolutamente disallineato rispetto al contributo che offre l’ economia cinese stessa all’ economia globale.

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HEALTHCARE: UN SETTORE IN…SALUTE

05.05.2020 / 212 Visualizzazioni

Il forte shock sull'economia innescato dalla diffusione di Covid-19 ha messo sotto pressione i mercati finanziari, seppure con profondità e ampiezza diverse in funzione al singolo settore di riferimento.   In questo contesto l'healthcare è stato il migliore settore del 2020, confermando la proprietà di resilienza in fasi di volatilità di mercato. Il carattere difensivo di questo comparto ha permesso di limitare il drawdown e ha consentito di sovra - performare i mercati azionari globali di oltre il 10% da inizio anno.   Anche nel passato, analizzando gli ultimi 15 anni di storia, è possibile apprezzare che il settore in esame ha generato ritorni decisamente più soddisfacenti rispetto al comune indice azionario globale MSCI World Index che viene preso come riferimento.       La risposta di questo settore è stata maggiormente amplificata proprio perché la crisi stessa è stata scatenata da un problema sanitario.      Ad onor del vero anche le valutazioni del settore mostrano ancora margini interessanti come si può apprezzare dal grafico sottostante:      Molto probabilmente i titoli appartenenti al settore sanitario saranno esposti a minor volatilità, che potrebbe verificarsi nuovamente nel prossimo futuro, ad esempio, per le eventuali altre tensioni correlate alle prossime elezioni statunitensi e/o alle guerre commerciali USA – CINA.   Se i professionisti in ambito sanitario sono il nuovo esercito, e i farmaci e i vaccini le nuove armi, i cittadini richiederanno probabilmente budget più sostanziosi dunque è possibile prevedere una maggiore spesa sanitaria anche da parte dei governi.   Non solo la lotta al Covid – 19 dunque, ma anche la sempre maggiore attenzione alla cura della persona e alla prevenzione, soprattutto nelle aree geografiche ancora in fase di sviluppo, farà convogliare enormi risorse nel settore stesso.   Ci si attende che la “nuova normalità” favorirà soprattutto le aziende che sviluppano apparecchiature biotecnologiche e sanitarie, e non solo i grandi gruppi farmaceutici.     Nella tabella sottostante uno spaccato dei primi 10 titoli dell’Indice MSCI World Health Care Index.     Di seguito invece alcuni esempi meno di aziende meno note i cui business avranno sicuramente ampi margini di sviluppo.     Nel prossimo futuro, con buona confidenza, possiamo affermare che sarà un trend "robusto" perché i presidi e la prevenzione diverranno un’abitudine che accompagnerà ogni gesto quotidiano e quindi il ruolo che questo settore ricoprirà all’interno della costruzione del portafoglio, non sarà solamente difensivo ma anche di natura strategica.

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