Anna Girondino

Consulente finanziario

2019
Banca Intesa San Paolo
Napoli
Da €20MLN a €40MLN
Da 5 anni a 10 anni
Laurea
37 anni
773
20 marzo 2019
2019

Profilo professionale

Mi chiamo Anna Girondino, da diversi anni lavoro nel mondo della consulenza finanziaria ed anche i miei studi sono stati incentrati a questa materia. La maggior parte dei miei clienti sono a Napoli ma ne ho anche a Roma, Torino e Milano. Ho fatto diversi stage anche all’estero, arricchendo il mio baglio culturale che mi hanno regalato esperienze uniche, attraverso società di gestione del risparmio. Ho avuto un’esperienza quasi quinquennale in un importante gruppo come Bnl Bnp paribas dove ho lavorato da consulente. Oggi lavoro in una delle banche più importanti del palcoscenico Europeo come Intesa Sanpaolo. Della mia passione ne ho fatto il mio lavoro, mi piace parlare e scrivere articoli Finanziari, amo viaggiare e conoscere molte persone e della gente che incontro e che ascolto adoro cogliere le peculiarità di ognuno di esse ed essere di supporto nel programmare i loro obiettivi di vita attraverso una pianificazione finanziaria.

Le mie principali competenze

I miei credit

Le mie ultime attività

Tassi a zero, idee e soluzioni di investimento ai nostalgici dei Btp

08.11.2019 / 127 Visualizzazioni

Tante volte abbiamo pensato ai vecchi Btp, quei rendimenti a doppia cifra che ci facevano sentire sicuri e allo stesso tempo ci creavano soddisfazione nel vedere il nostro gruzzoletto crescere.   Bei tempi….. oggi sentiamo parlare di tassi a zero, di titoli di stato che non rendono niente, tra l’altro neanche più tanto sicuri come una volta. Le incertezze politiche, i continui colpi di scena che fanno cadere un governo e ne fanno salire un altro, non fanno altro che creare tanta confusione su come investire i propri risparmi.   Che Italia è questa?  Calcisticamente neppure  all’ultimo mondiale siamo riusciti a partecipare…. con tanta nostalgia basti pensare all’Italia nel 1982, quando in quell’anno l’Italia divenne campione del mondo, e certamente i risparmiatori non ricorderanno quell’anno solo per il campionato mondiale ma sicuramente avranno bene impressi i Bot con un rendimento al 19%.   I rendimenti dei Bot nella storia degli ultimi 30 anni.   Nel 1980 i Bot rendevano il 16% lordo. Nel 1981 i Bot rendevano il 20% lordo. Nel 1982 i Bot rendevano il 19% lordo. Nel 1983 i Bot rendevano il 18% lordo. Nel 1984 i Bot rendevano il 17% lordo. Nel 1985 i Bot rendevano il 14% lordo. Nel 1986 i Bot rendevano il 13% lordo. Nel 1987 i Bot rendevano il 10% lordo. Nel 1988 i Bot rendevano l’11% lordo. Nel 1989 i Bot rendevano il 13% lordo. Nel 1990 i Bot rendevano il 13% lordo.   A riaverceli! Starete pensando, infatti ci sto pensando anche io…. Però al compenso oggi ci accontenteremo anche di un rendimento più piccolo, infatti sempre per non allontanarci dal parallelismo calcistico la mia mente si riporta al mondiale del 2006 quando l’Italia divenne nuovamente campione del mondo, e i suoi titoli di stato rendevano intorno al 4%, che non diniego.   Tuttavia oggi bisogna fare i conti con un Italia che non partecipa al mondiale, con uno spread ballerino e con un rendimento del decennale dello 0,75%.   Caro consulente, dove li metto i miei soldi?   Cliente, amico, investitore, ciò che precedentemente detto è un discorso che si sente fare tra le persone, ma il mondo obbligazionario è veramente molto vasto, analizzando bene sul mercato ci sono realtà, emittenti di obbligazioni che hanno una struttura molto più solida di uno Stato e che danno dei rendimenti molto attraenti.   Qui sotto ti riporto una tabella di una simulazione fatta su 100 mila euro , in obbligazioni con scadenze tra il 2024 e 2026, emittenti con una solidità più alta rispetto a enti Governativi.     Le opportunità si possono cogliere anche in momenti con i tassi a zero, basta essere ben guidati e diversificare.

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I Certificate, cosa sono e quanto convengono

24.04.2019 / 487 Ascoltatori

Si parla molto di "certificate" uno strumento finanziario che si sta diffondendo anche nel mercato retail

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Facebook, Libra e il sistema bancario

24.06.2019 / 69 Visualizzazioni

Da anni ascoltiamo l’espressione “il mondo sta cambiando”… ebbene si, il mondo è cambiato e anche  in modo veloce, negli ultimi vent’anni abbiamo visto più cambiamenti di quanti l’umanità ne abbia vissuti negli ultimi 5000 anni.   Se chiedessimo a ragazzi e forse anche a meno giovani, quali sono i paesi più popolosi al mondo ci risponderebbero Facebook, poi Cina, India, Whatsapp , Linkedin, Istagram, Usa, Google e via discorrendo….Da quella che sarebbe dovuta  essere la bolla passeggera definita da qualcuno negli anni 2000 di internet, oggi ha stravolto il nostro modo di vivere. L’ultimo colpo è stato messo a segno da quel giovanotto Marc Zuckerberg che inventò quasi per gioco la piattaforma Facebook, che prima è servita per accorciare e rendere più piccolo il mondo e oggi è pronta a stravolgere il sistema bancario nel mondo.   Libra la cryptovaluta di Facebook: come funziona e cosa è davvero Facebook diventerà anche  banca, lanciando la sua criptovaluta “La Libra” e sfruttando i suoi milioni di utenti per trasferire denaro tra loro e utilizzarla poi, come strumento di pagamento, in pratica il profilo che diventa un conto corrente. Mi spiego meglio: La Libra è una criptovaluta basata su una blockchain, (struttura dati condivisa e immutabile, definita registro digitale collegata tra loro attraverso nodi) chiunque può aderire alla Libra Association, e creare una Wallet digitale. E’ importante però, fare un distinguo con il Bitcoin, in quanto trattasi di  criptovalute entrambe, ma con della importanti diversità tra loro. Per quanto riguarda il Bitcoin ha una blokchain decentralizzata, pertanto chiunque potrebbe diventare nodi della rete ,mentre per la nova moneta di Zuckerberg, Libra, i nodi sono solo i membri dell’associazione, pertanto, avrebbe un sistema perfettamente tracciabile anche ai fini di riciclaggio. Non dimentichiamo inoltre, che il Bitcoin è uno strumento di investimento, mentre per la Libra almeno per il momento sarebbe considerato solo uno strumento di pagamento.   La reazione del sistema bancario   Ma  il sistema bancario in tutto questo come reagirà ?  soprattutto quale sarà l’atteggiamento delle banche centrali  che a quanto pare almeno in Europa sarà sua competenza vigilare sulla nuova moneta, la minaccia a mio avviso sarà proprio per le banche, in quanto non dimentichiamo che Facebook avrà un vantaggio sul sistema banca tradizionale significativo che sta proprio nella conoscenza degli utenti, i quali si troverebbero con conti correnti aperti senza dover convincere i clienti , e conoscendo gusti, avendo un’ampia gamma di argomenti a disposizione, compreso svaghi e spostamenti avrebbero elementi importanti per fare la differenza e nel creare offerte personalizzate agli iscritti,  elemento imprescindibile  nella fidelizzazione della clientela, e chissà se di qui a poco non possa sopperire alle esigenze anche finanziarie degli utenti con tassi agevolati data anche la liquidità a disposizione del colosso Usa.   In tutto questo sui mercati finanziari credo che possa avere un impatto importante, non dimentichiamo che il Bitcoin è stato considerato un asset come tanti altri ma per la libra mi aspetto un discorso diverso, oltre la moneta in se, dove bisognerà verificare l’impatto che avrà sugli utenti, ma cosa più importante e  che mi rende curiosa è la struttura del sistema bancario che vedrà una svolta nel fronteggiare un cambiamento radicale di un competitor molto forte e affermato.   In conclusione, credo che di qui a poco vedremo grandi sviluppi intesi anche sui mercati finanziari e credo che per gli investitori ci sia modo di portare a casa rendimenti interessanti.

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