Claudio Bargero

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Finecobank
Torino
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Oltre a 10 anni
Laurea
57 anni
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21 aprile 2022

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Profilo professionale

Conclusi gli studi universitari ho sostenuto l’esame di promotore finanziario e da quel momento ho svolto, senza interruzioni, questa attività.
Lo studio e la passione per l’economia politica e monetaria mi hanno aiutato nel lavoro, fornendomi importanti elementi per la conoscenza dei mercati finanziari. Mi interessano le ricerche di economia comportamentale in quanto mettono in discussione l’idea che le decisioni degli individui siano sempre razionali.
Mi piace relazionarmi con le persone, scoprirne i caratteri e le esigenze.
Questi sono gli elementi che, uniti ad un continuo aggiornamento sugli strumenti finanziari, mi permettono ogni giorno di svolgere il mio lavoro cercando essere utile e di fornire risposte soddisfacenti. Mi impegno ad utilizzare con i miei interlocutori un linguaggio comprensibile condividendo il pensiero di J. K. Galbraith secondo cui “non esistono in economia proposizioni utili che non possano essere enunciate con precisione in una lingua chiara e nello stesso tempo gradevole”.
Credo nell’educazione finanziaria intesa come strumento formidabile per evitare di commettere errori e per avere un rapporto sereno con il risparmio e l’investimento. Con i clienti mi impegno a trasmettere questi concetti fondamentali. Penso che anche i giovani abbiano diritto a conoscere queste tematiche e per questa ragione ho aderito al progetto dell’ANASF economic@mente: per tre anni sono stato formatore nelle scuole superiori.
Seguo con passione il mondo del giornalismo, non solo riferito agli argomenti economici, ed ho l’abitudine al mattino di leggere almeno due quotidiani.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Laurea in Scienze Politiche Facoltà di Torino
  • Iscritto dal 1993 all’Albo dei Promotori Finanziari, delibera n. 7415
  • Dal 1994 al 1999 Promotore Finanziario presso Credit Consult
  • Dal 1999 al 2001 Promotore Finanziario presso Unicredit Sim
  • Dal 2001 al 2008 Promotore Finanziario presso Xelion Banca
  • Da luglio 2008 ad oggi Consulente Finanziario presso Fineco Bank
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Le mie ultime attività

I due eventi economici più significativi della scorsa settimana sono legati alle politiche monetarie adottate dalle banche centrali.

20.06.2022 / 29 / 0

Le mosse della FED.   La FED con una storica decisione ha alzato i tassi di interesse dello 0,75% (non succedeva dal 1994). Il brutto dato sull'inflazione nel mese di maggio (8,6%) ha tolto ogni esitazione: la lotta contro il rialzo dei prezzi è prioritaria; il resto - il rischio di provocare un forte rallentamento o addirittura una recessione - assume un'importanza minore.   Lo scudo della BCE   La BCE, prendendo atto delle forti tensioni sul mercato dei titoli di stato dei paesi periferici dell'eurozona, ha convocato una riunione straordinaria. Lo scudo anti spread si farà (forse nel mese di luglio sarà operativo)  e nel frattempo con un'appropriata flessibilità nel reinvestimento dei titoli di stato in possesso della BCE che vanno a scadere si può arginare la frammentazione del mercato che danneggia la trasmissione della politica monetaria nell'eurozona.   La reazione dei mercati   I mercati hanno reagito male alle mosse della FED provocando un deprezzamento generale degli asset, mentre l'annuncio dello scudo BCE ha raffreddato le tensioni sullo spread con rendimenti in calo sui BTP.   Il tema dell'inflazione   Molti osservatori ritengono che uno dei temi centrali nei prossimi anni sarà la scarsità di beni agricoli ed energetici e che, anche per questo motivo,  dovremo convivere con livelli di inflazione medio alta. La FED è molto più avanti nella lotta all'inflazione mentre la BCE deve ancora avviare il rialzo dei tassi.  Non sorprenderebbe di assistere nei prossimi mesi ad un poco invidiabile sorpasso dell'inflazione europea rispetto a quella americana.

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Le decisioni della BCE

13.06.2022 / 46 / 0

Nei giorni scorsi ad Amsterdam la Presidente della BCE Lagarde ha tenuto una storica conferenza stampa. Inflazione all'8,1% Per fronteggiare un'inflazione che a maggio ha raggiunto nella zona euro l'8,1% sono state prese importanti decisioni di politica monetaria. In sintesi, dal prossimo luglio terminerà il piano di acquisti di titoli da parte della BCE e i tassi di interesse, per la prima volta dal 2011, subiranno un rialzo di 0,25% per poi aumentare nuovamente a settembre; ulteriori rialzi vengono previsti per i mesi successivi in base all'andamento dell'inflazione. Allargamento dello spread nei paesi periferici dell'eurozona Le previsioni della vigilia sono state sostanzialmente rispettate ma gli operatori si aspettavano dettagli su un nuovo strumento operativo in grado di frenare, in caso di necessità,  l'allargamento degli spread nei paesi periferici dell'eurozona. Questo strumento al momento non esiste, forse per le divisioni che avrebbe creato all'interno del Consiglio della BCE.   L'inflazione americana Il giorno seguente (venerdì) sono usciti i dati dell'inflazione Usa che a maggio ha raggiunto l'8,6%, nuovo massimo da oltre quarant'anni; si tratta di un dato preoccupante anche perchè mostra che la politica di rialzo dei tassi già avviata da Powell (FED) nei mesi scorsi non sta dando i frutti sperati. Si osserva anche un surriscaldamento del mercato del lavoro che contribuisce a rendere più diffuso il fenomeno inflazionistico.   Le reazioni degli investitori Questi due fattori - il programma della BCE e l'inflazione USA - hanno affossato buona parte delle borse mondiali e le obbligazioni europee; anche gli spread dell'eurozona si sono allargati. Da notare che l'euro , contrariamente a quanto sostenuto nei testi di economia (una manovra aggressiva di una banca centrale provoca un rafforzamento del cambio) ha subito un deprezzamento rispetto al dollaro. Questa anomalia denota alcune fragilità dell'eurozona che emergono in momenti di tensione finanziaria. In conclusione, la dinamica dell'inflazione rappresenta il fattore più significativo in grado di orientare l'andamento dei mercati in questa complessa fase economica.  Occorrerà monitorarla con attenzione nei prossimi mesi; il raggiungimento del picco e l'inizio di una fase di rallentamento della crescita dei prezzi sarebbe una novità di grande rilievo.  

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