Claudio Cabella

Consulente finanziario patrimoniale

I° 2021
2020
2019
Sanpaolo Invest Sim S.p.a.
Alessandria, Asti, Genova
Fino a €20MLN
Oltre a 10 anni
Altri
54 anni
837
07 giugno 2019
I° 2021
2020
2019

Profilo professionale

Mi chiamo Claudio Cabella, sono nato ad Alessandria dove vivevo ed ho conseguito il diploma superiore al Liceo Scientifico G. Galilei. Ho 52 anni, sono sposato e vivo a Novi Ligure (AL) dal 1992. La mia prima esperienza lavorativa è stata con La Previdente Assicurazioni dove sono rimasto 7 anni in qualità di sub-Agente. Dopo aver sostenuto e superato il 30.03.99, l’esame da Promotore Finanziario ho lavorato 1 anno in Fida Sim (gruppo Unicredit) ad Alessandria e successivamente, dal 20.04.2001 sono entrato a far parte di Sanpaolo Invest SIM SpA, in qualità di Private Banker, società per la quale opero tutt’ora presso l’ufficio dei Consulenti Finanziari sempre in Alessandria. Sanpaolo Invest SIM Spa fa parte insieme a Fideuram e Sanpaolo Private Banking del gruppo Intesa Sanpaolo ed è di gran lunga il 1° gruppo italiano come masse in gestite. Il 12.03.2019 ho ultimato al Campus Fideuram, il percorso “Verso la Consulenza Patrimoniale” in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, percorso iniziato nel 2018 e che prevedeva diversi step. Il Consulente Patrimoniale è la naturale evoluzione del Consulente Finanziario e, prima ancora, del Promotore finanziario. Oggi sono sicuramente in grado di poter esaminare tutta la parte patrimoniale del mio assistito, considerando quindi non solo la parte finanziaria, ma anche immobiliare, previdenziale e successoria.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Dal 2001 a oggi - Private Banker presso Sanpaolo Invest SIM SpA

Le mie ultime attività

Boom di investimenti legati al cambiamento climatico.

14.05.2021 / 36 / 0

Ho letto da più parti, in questi ultimi giorni, che l’Europa ha la più grande varietà di fondi di investimento a tema climatico, rappresentando il 77% delle attività globali. Questo è il frutto dei risultati dell'ultimo studio di Morningstar, l’Investing in Timesof Climate Change, che ha suddiviso questi prodotti in 5 grandi categorie: 1.  a bassa emissione di CO2; 2. consapevolezza del clima; 3. obbligazioni verdi; 4. soluzioni per il clima; 5. energia pulita e tecnologia Sempre secondo Morningstar, i fondi climatici europei sono cresciuti del 146% nel 2020, con i fondi che investono nelle aziende di energia pulita che hanno attirato il maggior flusso di investitori. A fronte di ciò, gli esperti di Invesco spiegano agli investitori l’importanza di un’altra iniziativa, la Climate Action 100+ che coinvolge le 167 aziende che generano oltre l’80% delle emissioni di gas serra industriali. E’ indubbio la presa di coscienza che il cambiamento climatico è una tra le maggiori criticità da affrontare: la responsabilità della gestione è collettiva e vede in prima fila anche le società di investimenti. L’impegno di Invesco nel corso degli anni in materia ESG (l’acronimo che sta per Environmetal, Social e Governance) e questioni climatiche è stato intenso ed ha meritato il riconoscimento dell’eccellente rating A+ per la strategia e governance secondo i Principi per l’investimento responsabile delle Nazioni Unite (2020 Assessment Reports for Invesco Ltd). L’iniziativa, che è stata lanciata a dicembre 2017, ha sviluppato attività di engagement con le aziende allo scopo di migliorare la governance sul fronte della riduzione delle emissioni, del cambiamento climatico e nel potenziamento delle informative finanziarie relative al clima. Ma l’esempio di Invesco, società leader nell’asset management, è solo uno dei tanti ed oggi sempre più società di investimento promuovono fondi legati a sostenere quelle aziende impegnate realmente nella riduzione delle emissioni di carbonio già entro il 2025, così come anche quelle che hanno già definito nuovi obiettivi. Tra di essi figurano coloro che si sono poste zero emissioni nette per le attività entro il 2050 o addirittura prima, riduzione dell’intensità di carbonio almeno del 30% entro il 2025 e assicurazione che i prodotti a basso/zero contenuto di carbonio costituiscano almeno il 60% del loro portafoglio entro il 2025. Grazie all’iniziativa Climate Action 100+, si punta a passare da un 75% di integrazione ESG in tutte le aree d’investimento al 100% entro il 2023. E’ indubbio che se i temi ESG stanno diventando sempre più fondamentali per le stesse fabbriche prodotti d’investimento, non se ne potrà non tener conto con ricadute positive anche per gli investitori stessi mano a mano che i parametri climatici saranno incorporati nel contesto di portafogli personalizzati a basso contenuto di carbonio. Il cambiamento climatico, i temi ESG e i relativi risultati rappresentano una componente essenziale del nostro futuro e sempre più fondamentali per gli investitori, diventando un elemento sostenibile imprescindibile dei rendimenti degli investimenti nel lungo termine. Il cambiamento climatico pone all’umanità la sfida più grande, in quanto il mondo sta affrontando tempeste, alluvioni e con l’aumento delle temperature, l’innalzamento dei mari. Per rispettare l’accordo di Parigi sarà necessario attuare una decarbonizzazione su larga scala per limitare il surriscaldamento globale ben al di sotto del 2°C entro il 2100. Per me questa non è solo un’enorme sfida ma rappresenta anche una grande opportunità e forse il rischio climatico più grande sarà non saperne cogliere le opportunità che vi si genereranno. Se vorrai approfondire questi temi e conoscere con quali strumenti cogliere le opportunità generate dal cambiamento climatico, contattami.  

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Mi manca lo scopo per cui dovrei investire i risparmi.

07.05.2021 / 63 / 0

Oggi volevo raccontarvi quanto mi è successo la settimana appena trascorsa perché credo che possa essere successo a tanti di voi ed alla fine d’aiuto Qualche giorno fa ricevo una telefonata da Luca, un mio cliente da tanti anni, il quale mi chiede un appuntamento. L’incontro si terrà presso la sua officina meccanica. Al mio arrivo, mi presenta Raffaella, la persona con cui condivide gli affetti da un po’ di anni. Raffaella mi racconta quanto a causa della Pandemia le è successo. Lei possedeva 2 case vicino all’università, abitazioni dalle quali percepiva regolarmente gli affitti dagli studenti che frequentavano l’ateneo. Ma con il sopraggiungere del Covid e della didattica a distanza era diventato sempre più difficile affittare tenendo anche conto che lei non viveva nella stessa città e difficile era diventato anche far fronte alle varie spese senza più poter contare su affitti regolari. Allora si è decisa a vendere i 2 immobili accettando una decurtazione dei valori pur di riuscire a libersene. Dopo varie trattative, una si era conclusa da poco tempo e l’altrà si ultimerà per fine anno. A questo punto, le si è posto un problema che non aveva mai affrontato: come impiegare questo capitale per farlo fruttare. Gli affitti le davano entrate certe tutti i mesi anche a fronte di doversi a volte sobbarcare alcuni oneri : la sostituzione dei vari affittuari man mano che venivano meno e gestire qualche contrattempo a cui gli appartamenti andavano incontro con il trascorrere del tempo. Il benessere al quale era andata incontro in tutti questi anni si era di di colpo volatilizzato con il perdurare della Pandemia ed il prendere sempre più piede della didattica  a distanza, che dovrebbe continuare anche quando il virus sarà solo un semplice ricordo. Tra le altre cose che, durante il nostro colloquio, mi ha confidato vi era il fatto che, avendo conoscenze in ambito finanziario limitate, era stata tentata di lasciare il ricavato dalle due vendite su un conto corrente. “Mi manca lo scopo per cui dovrei impiegare questi risparmi” mi ha detto. Poi, a seguito del consiglio del compagno, che le aveva detto: “Anch’io non è che abbia tante conoscenze finanziarie ma soprattutto avendo poco tempo per occuparmi del mio patrimonio, visto quante ore devo dedicare al mio lavoro, anni fà ho deciso di affidarmi a Claudio”. Mi segue regolarmente da tanti anni ed io so che se avrò un problema in lui troverò sempre una persona con cui confrontarmi. A questo punto attraverso alcune domande l’ho invitata a riflettere su: “Quali sono le cose più importanti per lei” ed “A cosa è solita dedicare più tempo” E con le risposte “I figli e la loro educazione”e “Qualcosa vorrei riservarlo per quando avrò qualche anno in più, per vivere una pensione serena”. Bene, gli scopi per i quali investire quanto ricavato dalle vendite dei due appartamenti erano ora diventati chiari a me, ma soprattutto, a lei ed in tal senso ci muoveremo. Se anche voi avete alcuni dei problemi in cui è incappata la signora Raffaella e vorrete approfondire come affrontarli e risolverl contattatemi.

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Quante opportunità di investimento dietro il piano Biden...

30.04.2021 / 53 / 0

  In settimana, il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha presentato l’American families plan, l’ultimo tassello del piano a cui vuole mettere mano durante il suo mandato, con 1.800 miliardi di dollari a sostegno delle famiglie e dei figli dei ceti medi e disagiati, finanziato con prelievi dalla classe più abbienti. Un po’ un nuovo piano Robin Hood, dove l’arciere di Nottingham toglieva ai ricchi per dare ai poveri… Gli aumenti delle imposte si concentreranno sull'1% degli americani con redditi oltre i 400mila dollari l'anno, portando in dote 1.500 miliardi in dieci anni e coprendo interamente gli investimenti in 15 anni. I piani per rilanciare l'America post-pandemica posti sotto l’espressione “Build Back Better” cioè ricostruire meglio dovrebbero ammontare a 4.100 miliardi, sommati ai 2.300 miliardi proposti per infrastrutture, ambiente e occupazione. La Pandemia ha portato in breve dalla quasi piena occupazione ad un tasso di disoccupazione più alto di quello che si registrò nella Grande Recessione. Sono milioni le persone che hanno perso il lavoro, il salario, le cure mediche o le attività. Ma ricostruire non significherà solo riportare le cose a come erano prima con le stesse disuguaglianze e debolezze strutturali ma Biden immagina una nuova America con milioni posti di lavori ben retribuiti dando così alle famiglie la possibilità di ricostruire al meglio. Sono pronti aiuti ai governi locali da distribuire ai lavoratori essenziali (in primis insegnanti). I sussidi di disoccupazione dovrebbero raggiungere tutti coloro che hanno perso la loro occupazione mentre per gli esercizi commerciali verrà varato un piano specifico. Biden punta a creare posti di lavoro per contrastare la Pandemia stessa creando liste specifiche chiamate Public Health Jobs Corps. Tali misure dovrebbero rafforzare i servizi di cura e quelli di istruzione in modo da sollevare le famiglie ed in particolare l’universo femminile dal peso della gestione familiare. In una società come quella americana ancora fortemente dominata da disuguaglianze etniche, è fondamentale allargare le possibilità di accesso alla casa, investire per la promozione dell’imprenditorialità sia delle persone di colore che latino-americane, assicurando l’accessibilità all’istruzione a tutti. Il nuovo inquilino della Casa Bianca punta anche a riportare sul suolo americano parte della produzione delle aziende americane delocalizzata all’estero, sia nel campo manifatturiero che in quello dell’innovazione. L’obiettivo di questo piano è chiaro: da una parte, evitare di dipendere da altri paesi durante le eventuali future crisi che si dovessero presentare e dall’altra creare una base industriale solida capace di creare milioni di posti di lavoro. Questo rilancio non potrà anche passare attraverso una transazione verde: pertanto le infrastrutture, sia quelle fisiche come ponti, strade e scuole che quelle digitali dovranno rispondere a specifici criteri di sostenibilità andando nella direzione di un’economia basata sull’energia pulita. Mi sembra del tutto chiaro che tante sono le opportunità che il Presidente americano ci ha suggerito tra le righe del suo piano di rilancio: occorrerà per un investitore affidarsi a chi saprà farcele cogliere e cavalcare.

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