Claudio Cabella

Consulente finanziario patrimoniale

II° 2020
I° 2020
2019
Sanpaolo Invest Sim S.p.a.
Alessandria, Asti, Genova
Fino a €20MLN
Oltre a 10 anni
Altri
53 anni
525
07 giugno 2019
II° 2020
I° 2020
2019

Profilo professionale

Mi chiamo Claudio Cabella, sono nato ad Alessandria dove vivevo ed ho conseguito il diploma superiore al Liceo Scientifico G. Galilei. Ho 52 anni, sono sposato e vivo a Novi Ligure (AL) dal 1992. La mia prima esperienza lavorativa è stata con La Previdente Assicurazioni dove sono rimasto 7 anni in qualità di sub-Agente. Dopo aver sostenuto e superato il 30.03.99, l’esame da Promotore Finanziario ho lavorato 1 anno in Fida Sim (gruppo Unicredit) ad Alessandria e successivamente, dal 20.04.2001 sono entrato a far parte di Sanpaolo Invest SIM SpA, in qualità di Private Banker, società per la quale opero tutt’ora presso l’ufficio dei Consulenti Finanziari sempre in Alessandria. Sanpaolo Invest SIM Spa fa parte insieme a Fideuram e Sanpaolo Private Banking del gruppo Intesa Sanpaolo ed è di gran lunga il 1° gruppo italiano come masse in gestite. Il 12.03.2019 ho ultimato al Campus Fideuram, il percorso “Verso la Consulenza Patrimoniale” in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, percorso iniziato nel 2018 e che prevedeva diversi step. Il Consulente Patrimoniale è la naturale evoluzione del Consulente Finanziario e, prima ancora, del Promotore finanziario. Oggi sono sicuramente in grado di poter esaminare tutta la parte patrimoniale del mio assistito, considerando quindi non solo la parte finanziaria, ma anche immobiliare, previdenziale e successoria.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Dal 2001 a oggi - Private Banker presso Sanpaolo Invest SIM SpA

Le mie ultime attività

La settimana si è caratterizzata per due interventi

17.09.2020 / 47 Visualizzazioni

La settimana si è caratterizzata per due interventi. Quello del Presidente della Fed Jerome Powell, che non ha fatto altro che confermare che i tassi al di là dell’oceano rimarranno fermi vicino allo zero almeno fino al 2023 e che continueranno gli acquisti di titoli ai ritmi attuali (scongiurando qualsiasi default). La Federal Reserve prolunga il proprio orientamento espansivo, in seguito all'adozione della nuova strategia che le impone di raggiungere un obiettivo di inflazione del 2% medio “nel tempo”. Sicuramente qualche spunto in più lo possiamo leggere tra le righe del discorso sullo stato dell’Unione (l’appuntamento annuale per i presidenti della Commissione europea) di Ursula von der Leyen.  Dopo un 2020 da incubo e una crisi pandemica in atto, la numero uno dell’esecutivo ha virato sulla concretezza, stilando un elenco abbastanza netto di priorità.  Eccole:  • maggiore collaborazione comunitaria sulla sanità, competenza rimasta finora nelle - gelose - mani degli Stati membri. Nel 2021 si terrà un vertice mondiale della sanità in Italia, nel quadro del G20 • la crisi del Covid non ha congelato il Green new deal della Commissione, anzi. Von der Leyen ha alzato la posta in palio sul taglio delle emissioni, fissando l’obiettivo di una riduzione del 55% entro il 2030 contro l'iniziale proposta del 40%  • la transizione ecologica sarà centrale anche nella dotazione finanziaria del Recovery fund, il fondo da 750 miliardi coniato dalla Ue per contrastare la crisi del Covid-19. Il 30% delle risorse sarà raccolta con green bond (obbligazioni che finanziano progetti a impatto ambientale). Von der Leyen ha ribadito anche l’urgenza di superare il sistema di Dublino nella gestione dei flussi migratori. Il proposito è quello, già tentato, di rinforzare gli obblighi di solidarietà dei paesi Ue e istituire meccanismi di ricollocamento obbligatorio dei rifugiati. Bisognerà farlo digerire ai paesi dell’Est, da sempre riottosi a qualsiasi apertura in materia (e bersaglio indiretto della stessa von der Leyen quando ha garantito che non ci saranno «ammorbidimenti» sulla violazione dello stato di diritto...). Quali spunti trarre dal punto di vista finanziario? Inserire nei portafoglisoluzioni tematiche che perseguono rendimenti puntando sulla Green Economy non se ne potrà più fare a meno, scegliendo insieme al tuo consulente quali e con che metodo acquistarli.

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la riunione BCE di giovedí 10 settembre 2020

11.09.2020 / 38 Visualizzazioni

C’era attesa per la riunione del 10 settembre 2020 della BCE, che però non ha introdotto alcuna variazione alla propria politica monetaria e sono state poche le novità di rilievo. La BCE si è espressa con un tono un poco più costruttivo sulla ripresa in corso, pur ribadendo che rimane soggetta ad elevata incertezza, presentando molte divergenze sia a livello di economie che di settori, essendo dipendente dall’efficacia delle misure di contenimento della pandemia. La BCE rimane però soddisfatta delle misure e degli strumenti messi in campo durante la primavera per affrontare la pandemia e non sembra intenzionata ad apportare delle modifiche a breve. A questo proposito è molto probabile che il PEPP venga usato nella sua interezza (1350 miliardi).  Il focus della conferenza stampa ha poi toccato il recente trend di apprezzamento dell’euro. La Lagarde ha confermato di considerare attentamente per le implicazioni che potrebbe avere a livello inflattivo utilizzando più volte l’espressione “carefully monitoring”, che rappresenta comunque una soglia di allerta per la BCE. La stessa Lagarde ha anche precisato che la BCE rimane pronta ad utilizzare tutti gli strumenti, se necessari, compreso lo strumento rappresentato dai tassi di interesse. Non è però emersa alcuna volontà di voler intervenire nel breve periodo, perché evidentemente la BCE non ritiene che l’attuale livello dell’euro lo richieda. Questa visione “wait and see”, che non necessita di azione immediata, è stata confermata anche dalle nuove previsioni di crescita ed inflazione, che sono rimaste pressoché immutate rispetto a giugno : il calo previsto per il PIL quest’anno è passato da -8.7% a -8%, in linea con i dati del secondo trimestre che hanno mostrato un calo meno profondo di quanto temuto inizialmente, mentre l’inflazione il prossimo anno è stata lievemente rivista al rialzo a 1% da 0.8%. Rimane invece eccezionalmente bassa la previsione di inflazione per il 2022, all’1.3%, così come le pressioni di inflazione al momento, trainate al ribasso dall’inutilizzo delle risorse produttive causato dal calo della domanda, per le quali l’apprezzamento dell’euro non aiuta. Per quanto riguarda infine la revisione della strategia di politica monetaria, è evidente che la BCE sente ora una maggiore pressione, dopo l’annuncio della Fed di avere rivisto in una direzione più accomodante il proprio approccio di politica monetaria. Dopo una pausa per rispondere alla emergenza pandemica, la revisione della strategia della BCE riprenderà questo mese, con un primo seminario il 23 settembre dedicato al tema della misurazione del livello di inflazione. Nel complesso, mi sembra che per riuscire a comunicare qualche cosa di rilevante in merito entro fine anno la strada sia ancora piuttosto lunga. Nonostante l’impressione generale emersa dalla conferenza stampa sia quella di una BCE che non si stia preparando ad agire ancora in tempi rapidi, ritengo che probabilmente l’evoluzione degli eventi lo richiederà per rispondere al debole scenario di inflazione, alle difficoltà della ripresa post rimbalzo nel terzo trimestre, all’aumento dell’indebitamento pubblico ed all’elevata incertezza sanitaria e geopolitica e potrebbero andarsi a concretizzare nei prossimi mesi con un’ulteriore mossa espansiva che potrebbe favorire i mercati europei rimasti indietro rispetto a quelli d' oltreoceano, questi ultimi favoriti dal pronto e marcato sostegno della FED.  

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Il ritorno dell’inflazione.

03.09.2020 / 43 Visualizzazioni

Il ritorno dell’inflazione. Volevo ritornare su quanto deciso a Jackson Hole la settimana scorsa durante il simposio dei banchieri centrali dove la Fed ha promesso una politica monetaria espansiva: inflazione anche sopra il 2% ma l’importante è la piena occupazione. Ho voluto guardare dietro le quinte di questa decisione per le implicazioni che ne potrebbero scaturire. Personalmente, tre sono i punti focali : nuova benzina al rally dei mercati; ridare lavoro a milioni di americani, per tornare alla piena occupazione; dare un po’ di fiato agli istituti bancari La Fed può permetterselo perché a differenza della Bce, l’istituto Usa ha tre obiettivi: stabilità dei prezzi, occupazione e crescita economica. Non solo, come qui nel Vecchio Continente, stabilità dei prezzi. Powell ha spiegato che le motivazioni di questo profondo cambiamento sono da ricercarsi nei miglioramenti tecnologici e nella bassa crescita demografica. Il più lento ritmo di crescita della popolazione, insieme al suo invecchiamento, ha portato ad una frenata della produttività e della crescita economica. Gli effetti sul mercato non si sono fatti attendere visto l’immediata reazione della curva dei tassi con il forte aumento dei tassi a lungo periodo e calo dei tassi a breve. Tradotto significa bond che nel lungo periodo renderanno di più ma nel breve si sostiene ancora il travaso di investimenti da obbligazioni ad azioni nonostante i livelli da record. ul fronte cambi il timore è di vedere l’euro continuare a correre sul dollaro. A livello di comparti possono festeggiare quello bancario e assicurativo: un rialzo di tassi significa rialzo di margini soprattutto di lungo periodo.

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