Alessandria, Asti, Genova
53 anni
Sanpaolo Invest Sim S.p.a.
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Altri
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Fino a €20MLN
  • 2019*

  • I° 2020*

  • II° 2020*

Profilo Professionale

Mi chiamo Claudio Cabella, sono nato ad Alessandria dove vivevo ed ho conseguito il diploma superiore al Liceo Scientifico G. Galilei. Ho 52 anni, sono sposato e vivo a Novi Ligure (AL) dal 1992. La mia prima esperienza lavorativa è stata con La Previdente Assicurazioni dove sono rimasto 7 anni in qualità di sub-Agente. Dopo aver sostenuto e superato il 30.03.99, l’esame da Promotore Finanziario ho lavorato 1 anno in Fida Sim (gruppo Unicredit) ad Alessandria e successivamente, dal 20.04.2001 sono entrato a far parte di Sanpaolo Invest SIM SpA, in qualità di Private Banker, società per la quale opero tutt’ora presso l’ufficio dei Consulenti Finanziari sempre in Alessandria.

Sanpaolo Invest SIM Spa fa parte insieme a Fideuram e Sanpaolo Private Banking del gruppo Intesa Sanpaolo ed è di gran lunga il 1° gruppo italiano come masse in gestite.

Il 12.03.2019 ho ultimato al Campus Fideuram, il percorso “Verso la Consulenza Patrimoniale” in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, percorso iniziato nel 2018 e che prevedeva diversi step.

Il Consulente Patrimoniale è la naturale evoluzione del Consulente Finanziario e, prima ancora, del Promotore finanziario.

Oggi sono sicuramente in grado di poter esaminare tutta la parte patrimoniale del mio assistito, considerando quindi non solo la parte finanziaria, ma anche immobiliare, previdenziale e successoria.

I Miei Credit

  • Dal 2001 a oggi - Private Banker presso Sanpaolo Invest SIM SpA

Le Mie Ultime Attività

Patrimoniale sì o patrimoniale no?

02.07.2020 / 44 Visualizzazioni

  Sempre più spesso mi capita di leggere sui giornali interviste ad economisti, richieste di chiarimento, domande inerenti al tema che, dovendo l’Italia causa Coronavirus aumentare a livelli mai toccati il debito pubblico, portandolo a circa il 160% del PIL, come, prima o poi, si potrà rientrare e quindi torna di moda il tema dellaPatrimoniale” ed in particolare  quali beni ne saranno oggetto  e se ci si  potràdifendere.   Anche tra i miei clienti, comincia a divenire oggetto prima di telefonata ed ora anche di domanda a visu. Ricordando che anche Benjamin Franklin, noto politico statunitense era solito dire che  “in un mondo incerto vi fossero solo due cose sicure ed una delle due erano le tasse”, sono andato a vedermi, in un rapido excursus, le “patrimoniali” applicate in Italia da vari Governi e dal 1920 sono state otto in totale. E volete sapere che cosa hanno sempre, escludendo un solo caso, colpito? Gli immobili. D’altronde se noi consideriamo che in Italia fatto 100 il patrimonio detenuto, quasi il 60% sono immobili ed un altro 15% è costituito dai saldi dei conti correnti diventa assai semplice individuare quali asset eventualmente andare a colpire e con quale sicuro ritorno. Inoltre dobbiamo considerare che : metà del gettito fiscale è già dato dalle imposte sull’immobiliare; le imposte sugli immobili frenano, meno delle altre, produttività ed investimenti; incentivano forme d’investimento alternative con tassi di remunerazione più elevati; sono più adatte al finanziamento degli Enti Locali; presentano un gettito relativamente meno volatile rispetto al ciclo economico; incidono maggiormente sulla popolazione più abbiente. E quindi cosa potrei suggerire ai miei assistiti per difendersi dell’aumento delle imposte immobiliari? Innanzitutto davanti ad un eventuale rischio di aumento di ICI, IMU e TASIo, ancor peggio, Riforma degli indici catastali, suggerirei di aumentare la componente detenuta in investimentifinanziari e fondi pensione(evitando di conferire gli immobili in società, fondazioni, trust italiani o esteri); mentre davanti al rischio di prelievo forzoso sui depositi, il mio consiglio sarebbe di optare innanzitutto per detenere solo la liquidità realmente necessaria sui conti correnti investendo, dopo un’attenta pianificazione finanziaria e con il mio aiuto, in soluzioni di risparmio gestito (Fondi comuni, Gestioni Patrimoniali e Fondi Pensione). Alla luce poi del progressivo sgretolamento del segreto bancario, non vedo alcuna utilità nel portare soldi all’estero che anzi aumenterebbe solo l’aggravio sui beni e redditi detenuti in Italia; così come non serve a mio modesto parere staccare assegni circolari che se non incassati, subirebbero comunque il prelievo; ritirare il contante comporterebbe segnalazioni con inversione dell’onere della prova e per ultimo ritengo anche costoso investire in oro per poi rivenderlo. Pertanto una delle poche certezze che abbiamo ereditato dal Covid è la crisi economica che ha fatto precipitare il mondo. E’ indispensabile mettere in sicurezza i patrimoni delle famiglie degli impatti che questa crisi può determinare sulla capacità reddituale  e patrimoniale delle persone. Il mio consiglio? Fatti aiutare a ridurreil peso degli immobili,  la liquidità che detieni sui conti correnti e ad aumentarela diversificazione di portafoglio attraverso soluzioni di risparmio gestito studiate da me ad hoc per te e la componente previdenziale.   

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Gli italiani e la liquidità : una scelta giusta?

25.06.2020

Gli italiani e la liquidità : una scelta giusta? Ho letto un recente articolo in cui Banca d’Italia segnala che tra febbraio ed aprile altri 54 miliardi di eurosono stati parcheggiati sui conti correnti degli Italiani per la paura del futuro facendoci comportare come se non ci fosse un futuro. Ma è veramente così? Non credo e sfido chiunque a dire che non ci sarà un domani. Allora sono andato ad esaminare quale fenomeni si stanno sviluppando davanti ai nostri occhi e di cui solo in parte ci accorgiamo o molti, se non aiutati, neanche si accorgono. Ad esempio è abbastanza semplice notare l’asimmetria che si sta generando sempre più tra le Economie avanzate dove la popolazione invecchia rapidamente ed i Paesi in via di sviluppo che  invece, al contrario,  beneficiano di maggiori ritmi di crescita della popolazione e maggiori tassi di produttività. Ed è proprio in questi Paesi ad alto tasso di crescita che si sta generando nuova ricchezza con l’affermazione di una nuova classe media che tra il 2010 ed il 2020 ha fatto registrare una forte accelerazione della spesa media per consumi, soprattutto dovuto ad un segmento di particolare interesse verso i consumi stessi, potendo godere di redditi elevati, età media intorno ai 40 anni, abituati a spendere facendo prevalentemente acquisti online. Quindi è proprio guardando le dinamiche demograficheche risulta semplice riconoscere due tematiche di investimento di lungo termine accumunate dal fatto che sono storie di crescita sorrette da fenomeni di lungo termine che aiutano l’investitore alla pazienza ed il più delle volte le storie d’investimento di successo sono storie di “capitali pazienti”. La prima tematica è legata ai  beni di lusso, settore particolarmente colpito nei mesi del lockdown, dove la chiusura forzata dei negozi ha segnato duramente i risultati del settore nel primo trimestre e soprattutto di quelle società esposte al mercato asiatico ma se  il mercato dei beni di lusso valeva nel 2019 450 miliardi di dollari è stimato crescere a 600 miliardi di dollari entro il 2024. La Cina da sola copre il 68% del mercato asiatico ed il 33% del mercato mondiale ed in Asia l’attività economica è ripartita ed il settore sta scommettendo su quella classe media che ha facilità di spesa ed in particolar modo sui millennials(nati tra il 1981 ed il 1996) e sulla generazione Z(nati tra il 1997 ed il 2012) che a breve costituiranno oltre la metà dei consumatori e le loro abitudini di acquisto online tenderanno a compensare gli acquisti in negozio. La stessa natura stessa del negozio è destinata a cambiare : da luogo di acquisto a luogo di consulenza. Nel 2018, quindi solo due anni fa, il 90% delle vendite dei beni  di lusso avveniva in negozio  mentre ora si sta verificando un passaggio verso l’acquisto online che costituirà entro pochi anni, il 25% delle vendite complessive del settore. Quindi marketing digitale, presenza  digitale sui social per andare a catturare e fidelizzare i clienti delle nuove generazioni, millennials e generazione Z, l’attenzione ai criteri di sostenibilità ambientale e sociale fanno del lusso una storia d’investimento di lungo termine che merita di essere presa in considerazione. Altro tema che mi sento di segnalare è quello della salute. E’ una dinamica che beneficia dell’asimmetria demografica che ho considerato in precedenza, sia dal lato invecchiamento popolazione, che influisce sull’aumento nella ricerca medica farmaceutica e della spesa sanitaria ed al contempo beneficia di quella popolazione giovane che caratterizza i Paesi in via di sviluppo che investe in welfare e strutture sanitarie. Anche nell’healthcare si è sentito l’impatto della pandemia ma con esiti diametralmente opposti. Oggi sugli scudi ci sono non solo quelle aziende biofarmaceutiche e biotecnologiche che sono in prima linea impegnate nella ricerca di farmaci efficaci o nella ricerca del vaccino anti-Covid ma anche coloro che introducono l’innovazione digitale nella scoperta e nell’introduzione di nuovi farmaci o nel monitoraggio dei pazienti. Quindi la tecnologia, la rivoluzione digitale anche nella salute così come nel lusso e, così, in molti altri settori, costituisce il discrimine che determinerà vincitori e vinti. In definitiva, lusso ed helthcare,  due settori, due strategie che affrancano dalla trappola del presente e dalla preferenza per la liquidità di cui mi piacerebbe, incontrandoti, approfondire come poterne cogliere i vantaggi.   

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I MERCATI ANTICIPANO LA RIPRESA ECONOMICA

19.06.2020

  Leggo da più parti dati economici che in questo momento fotografano una forte recessione generalizzata anche se il mercato mi appare più concentrato sulla ripresa del 2021 e del 2022. Il rally messo a segno da Wall Street dai minimi di marzo suscita qualche scetticismo alla luce dei dati che riflettono i danni causati dal lockdown, e molti si chiedono se i mercati stiano correttamente anticipando l’evoluzione futura dell’economia. Chi cerca di leggere tra le pieghe, quello che il mercato dice e non dice, cerca di anticipare gli sviluppi dell’economiaper arrivare alla conclusione che la funzione dei mercati è proprio quella di tentare di anticipare futuri eventi complessi, registrando tuttavia volatilità aggiuntiva quando le aspettative mutano con l’evolversi della situazione, perché un mercato che non tentasse di anticipare gli eventi futuri sarebbe un mercato irrazionale. A marzo al primo impatto della crisi il calo dell’azionario e l’aumento dei rendimenti dei corporate bond ha generato un forte aumento della volatilitàche poi ha ceduto il passo a una lettura più orientata alle prospettive di recupero future. Ciò ha creato circostanze favorevoli all’apprezzamento di azioni e obbligazioni societarie, con il conseguente rientro degli spread. Un fenomeno che ricorda quanto avvenuto quando il mercato è crollato dopo la crisi finanziaria globale nel 2008, ma ha poi cominciato a recuperare terreno nel 2009 anticipando la ripresa economica. La capacità di previsione tende a essere imperfetta (d’altronde se fosse una certezza non sarebbe una previsione) quando la gamma dei possibili esiti futuri è incerta. Al momento i mercati anticipano l’entità e il tasso di crescita delle economie globali nel 2021 e nel 2022invece di concentrarsi sui dati deboli attuali. Leggo da più parti, ricerche macro concentrate sulle prospettive di fattori specifici, come inflazionee preferenze di spesa dei consumatori, perché si ritiene essenziale capire se tali comportamenti muteranno in via permanente. Ma anche sull’analisi approfondita della solidità finanziaria delleaziende, della crescita futura dei ricavie degli utili. Dall’esame dei dati che arrivano negli uffici finanziari si evince che tre potrebbero essere tre gli scenari a cui potremo andare incontro : uno scenario economico a forma di V o di U, soprattutto per l’economia USA, anche se non sono da trascurare le ipotesi che valutano una ripresa più lenta a forma di L, con un ottimismo minore nei confronti dell’Europa, dove molti vedono maggiori probabilità di formazione di una L. Personalmente ricordo che, a prescindere dalla traiettoria della ripresa economica e dei mercati dall’impatto del Covid-19,  prima della pandemia le economie sviluppate esibivano trend di crescita relativamente bassi, dovuti sostanzialmente alle tendenze demografiche ed agli elevati livelli di debito. Ora la pandemia potrebbe modificare alcune tendenze negli ambiti di spesa per consumi, globalizzazione societaria, incremento dei livelli di debito e politica fiscale, ma è difficile che determini un’accelerazione della domanda aggregata rispetto all’andamento tendenziale degli ultimi decenni, con il risultato di rendimenti di mercato storicamente modesti. Inoltre, il rimbalzo di Wall Street riflette anche la sovra-performance delle società ad alta crescita, che hanno messo a segno risultati straordinari durante la pandemia, per cui le valutazioni raggiunte dal mercato potrebbero pertanto riflettere l’attenzione degli investitori per titoli che presentano buone prospettive in un contesto in cui la crescita è divenuta rara. Lo shock sincrono di consumi e produzione, unito alla crisi del petrolio, ha provocato effetti dirompenti non solo sull’economia, ma anche sui mercati. La ripresa che seguirà sarà graduale ma di difficile lettura perché avverrà in un contesto inedito. Mi chiedo quindi : “ Quali scelte deve fare, l’investitore?” Se è sempre una buona regola astenersi dai  rumori di fondo, sicuramente concentrarsi su strategie che consentono di incentrare l’attenzione su investimenti tematici orientati al lungo termine penso possano costituire una buona base di partenza in quanto questi cambiamenti impiegano molti anni per produrre i propri effetti su società ed economia e pertanto sono indifferenti rispetto alla volatilità di breve periodo. Oggi vorrei incentrare la vostra attenzione su tre settori che sicuramente hanno saputo uscire vincenti dal periodo Coronavirus. Sanità : tema profondamente legato all’aumento della popolazione mondiale ed all’invecchiamento. L’emergenza Covid-19 ha reso evidente che gli investimenti in ambito sanitario negli ultimi anni sono stati insufficienti. Se nel breve periodo gli investitori tendono a premiare aziende impegnate nello sviluppo di cure e vaccini anti Covid-19, l’orizzonte di lungo periodo è altrettanto importante, e guardando al futuro l’attenzione è concentrata su diagnostica, med tech, medicina digitale e robotica applicata alla medicina. Il digital health, per esempio, è un tema sicuramente destinato a crescere in maniera rilevante in particolare negli Usa. In Cina, invece, sta facendo passi da gigante la tecnologia legata alla mappatura del genoma umano, senza dimenticare, inoltre, le aziende cinesi ed europee impegnate nella robotica applicata alla sanità. Digitalizzazione: è probabile che alcune abitudini digitali acquisite durante il lockdown resteranno per sempre e a beneficiarne saranno le società che operano nell’e-commerce, nell’intrattenimento online e nel fintech. Ma le reali opportunità in ambito digitale sono legate ai software di intelligenza artificiale. Sicurezza digitale : un altro settore che si è rinforzato durante l’emergenza è quello della sicurezza digitale, che ovviamente va di pari passo con la digitalizzazione. Più lavoriamo in remoto e più le aziende hanno necessità di proteggere i propri network da eventuali attacchi informatici, che erano già in forte aumento con 800 milioni di casi nel 2018. Secondo varie ricerche il 70% delle aziende sta incrementando gli investimenti in sicurezza informatica e le uniche tre voci di spesa che cresceranno nelle aziende saranno cloud, software per i meeting online e sicurezza informatica. Ti invito a contattarmi ed, insieme, avremo modo di approfondire alcune delle tematiche da me trattate in questo articolo.    

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*Claudio Cabella ha ottenuto il nostro attestato "Top MoneyController Financial Educational Award" per la sua attività finalizzata all’educazione finanziaria rivolta ai lettori di MoneyController per l'anno 2019, I trimestre 2020, II trimestre 2020

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