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Azimut Capital Management Sgr Spa
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Profilo Professionale

Financial partner Azimut - Molto più di un consulente finanziario.... Dopo aver operato per diversi anni nel mondo finanziario, oggi posso permettermi di offrire ai clienti tutte le soluzioni di investimento offerte dal mercato e di essere tra i primi a poter proporre necessarie soluzioni di investimento innovative pensate e create ad hoc per rispondere alle mutevoli esigenze dei risparmiatori causate dai cambiamenti economici in corso.

Le Mie Ultime Attività

Brexit: prime indicazioni

24.06.2016 / 304 Visualizzazioni

A dispetto delle previsioni della vigilia, la Gran Bretagna ha votato a favore dell'uscita dall'Unione Europea. Fino a ieri il mercato era convinto della permanenza chiudendo molto positivamente su tutti i listini azionari e i bookmakers davano la Brexit a 3 contro circa 1,20 sul Bremain. Questo avvenimento ha quindi colto tutti noi di sorpresa, anche se comunque i nostri gestori hanno sempre considerato il rischio Brexit e pertanto abbiamo assunto posizioni difensive a tutela del capitale investito. Il referendum sulla Brexit aveva un carattere consultivo e non abrogativo, pertanto il Parlamento deve ratificare l'uscita dall'UE che dovrà avvenire entro i prossimi 24 mesi, anche se il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker ha comunque invitato il Regno Unito a staccarsi nei tempi più rapidi possibili. ll voto espresso dai cittadini britannici non è stato tuttavia omogeneo in quanto si sono create delle enormi differenze in termini regionali e generazionali: in Scozia, Irlanda del Nord e nella municipalità di Londra ha registrato la quasi totalità del Bremain, mentre le zone periferiche hanno votato per la Brexit. E' sorto anche uno scontro generazionale in quanto la fascia più giovane della popolazione ha espresso il voto a favore della permanenza, contrariamente a quanto votato della fascia più anziana della popolazione. Come conseguenza diretta del risultato a favore della Brexit, abbiamo avuto le immediate dimissioni del Primo Ministro Cameron, il quale guiderà il Regno Unito fino alla nomina del nuovo parlamento prevista per Ottobre, ma solamente per quanto riguarda la gestione ordinaria del Paese. Sempre all'interno del Regno Unito, la Scozia e l'Irlanda del Nord hanno già comunicato la volontà di staccarsi dall'Inghilterra per rientrare nell'Unione Europea. Per quanto riguarda il resto dell'Europa, invece, i fronti anti-europeisti stanno premendo per cavalcare l'onda della scissione, mettendo quindi a dura prova tutto il progetto di integrazione. La situazione che stiamo oggi vivendo è sicuramente importante ed assume ancora una volta un rilievo politico e geopolitico, ma non anche un carattere economico e finanziario. Infatti, a differenza di quanto accaduto nel 2008 con l'inatteso e inaspettato fallimento Lehamn Brothers, non ci sono i presupposti affinchè le flessioni sui mercati finanziari a seguito della Brexit possano ripercuotersi sull'economia reale. Infatti non si parla di un fallimento in chiave economica, come poteva essere la questione Grexit. Premesso quanto sopra, passerei ad esaminare le probabili ripercussioni nel breve, medio e lungo termine rimarcando le differenze con la scorsa crisi finanziaria ed economica riconducibil al fallimento di Lehman. Nel breve periodo, quindi oggi e per i prossimi giorni, i mercati si sono dimostrati e saranno molto emotivi in quanto colti di sorpresa. Tuttavia i mercati non hanno registrato nuovi minimi rispetto a quelli toccati a Febbraio 2016, eccezion fatta per i titoli bancari che hanno subito flessioni importanti in un periodo già molto difficile per il settore. Le 7 Banche Centrali hanno già diramato comunicati disgiunti con i quali garantsicono la liquidità del sistema, facendo poggiare pertanto i mercati finanziari sui minimi dell'anno senza facendoli sprofondare ulteriormente. La differenza con quanto accaduto con Lehman Brothers è che oggi tutti erano consapevoli del rischio Brexit e pertanto pronti a fronteggiare questa situazione, sebbene ipotesi lontana e remota. Rimanendo sempre nel breve periodo, questo fine settimana ci saranno elezioni in Spagna, decisive anch'esse per determinare le sorti del Paese iberico. E' difficile stabilire se i risultati del referendum Brexit e le relative conseguenze di oggi daranno forza o incertezze e timori agli elettori che si troveranno a dover decidere sul fronte politico che governerà il Paese, augurandoci che non esca vincitore il fronte anti-europeista e che si possa creare un governo stabile per la governabilità del Paese. Nel medio periodo, la visione è indubbiamente più positiva in quanto, ammesso che il programma europeo continui nel suo percorso, ci si augura un cambiamento degli equilibri e dello stile di gestione che finora è stato assunto all'interno della Comunità Europea, a beneficio del sostegno sulla crescita economica. Per quanto riguarda il lungo periodo, invece, si potranno riscontrare alcune difficoltà in quanto in una situazione di incertezza è molto difficle attrarre capitali ed investimenti. Rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore approfondimento o chiarimento sugli investimenti in essere e per valutare come sfruttare al meglio le attuali opportunità che il mercato sta offrendo.

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Dove e come investire oggi!

22.09.2015

Negli attuali contesti di mercato in cui la volatilità fa da padrona e le incertezze regnano sovrane, sapere dove investire e con quale modalità approcciarsi al mercato permette di cogliere delle importanti opportunità di guadagno che con il senno di poi lasciano l’amaro in bocca. Mentre il mondo finanziario si divide tra pessimisti che decretano la Grande Recessione e ottimisti, o forse realisti, che tentano di capire fino a quando durerà l’attuale correzione dei mercati, i risparmiatori più attenti con ottica di investimento a medio-lungo termine si sono già riaffacciati sui mercati azionari cercando di sfruttare l’ampia volatilità che presumibilmente perdurerà fino a fine anno. E come quando il gioco diventa difficile e disordinato uno dei modi per uscirne è tornare all’ABC delle regole, nel campo finanziario ciò significa ampia diversificazione mediando i prezzi di acquisto. In effetti un’ottima soluzione è quella di entrare sul mercato con l’opzione di disinvestimento di quote mensili da fondi a bassa volatilità a uno o più fondi azionari, oppure attraverso i semplici PAC o MultiPAC su diversi fondi. In questo modo si riuscirebbe a governare la volatilità dei mercati mediando i prezzi e si diversificherebbe in base alle aree geografiche o i settori che offrono maggiori potenzialità. A tal proposito inoltro in allegato un prospetto che marca il divario di performance tra un investimento PIC effettuato a Gennaio 2007 e lo stesso importo investito attraverso un PAC di € 100,00 mensili con versamento iniziale di € 1.200,00 su fondi azionari di diverse aree geografiche. Come si potrà notare le differenze sono rilevanti e il PAC restituisce rendimenti positivi anche laddove con il PIC registreremmo una perdita. Unica accortezza sui Piani di Accumulo: fate molta attenzione alle commissioni applicate in quanto possono influire notevolmente sui risultati. Se interessati ad approfondimenti in merito non esitate a contattarmi. Daniele Argirò

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Il pericolo Grecia: cosa potrà accadere?

01.07.2015

Lunedì 22 Giugno i mercati avevano aperto in forte rialzo in vista del raggiungimento di un accordo per il rinnovo del programma di finanziamento della Grecia. Con l’apertura di ieri 30 Giugno le borse si riportano sullo stesso livello di chiusura di venerdì 19 Giugno e anche lo spread del BTP rispetto al Bund si riporta sul livello di 150 punti base. Solamente una settimana fa tutto sembrava procedere per il verso giusto: Juncker si era detto "convinto" del raggiungimento di un accordo e Tsipras aveva proposto, tra l'altro, delle misure a rigurdo dell'IVA, del gettito dalle pensioni e una riduzione delle spese militari. Negli ultimi giorni, invece, la situazione ha preso una piega imprevista a causa di malumori interni alle fronde più radicali di Syriza. In tutta risposta Tsipras ha proposto al Comitato Esecutivo di Syriza un referendum che probabilmente era un obiettivo “preparato” da tempo dal partito Syriza; con questa mossa ha evitato di ottenere l’appoggio dei parlamentari di “centro” anche se il costo di questa scelta politica appare sproporzionato rispetto al nulla di fatto nei negoziati in corso. Nel frattempo, il governo greco ha emesso un decreto di chiusura delle banche e controlli sui movimenti dei capitali. Attualmente le banche elleniche rimarranno chiuse fino al 6 Luglio con un limite di prelievo ATM giornaliero di soli 60 euro. Inoltre, saranno vietati bonifici bancari o pagamenti all'estero. C'è da considerare, però, che rispetto alla situazione di Cipro del 2013 i toni della BCE sono stati più conciliatori affermando che userà tutti gli strumenti a sua disposizione per ridurre la volatilità sui mercati. Un buon auspicio, quindi, affinchè non si verifichino gli eventi del recente passato. E' però importante prevedere cosa potrà accadere nei prossimi giorni in quanto la questione greca rimane aperta e potrebbe così continuare l’incertezza sui mercati fino a quando non si conoscerà l’esito del referendum sul piano di aiuti del FMI. Vediamo di seguito in breve i possibili scenari. In caso di vittoria del “NO” è possibile che le banche rimangano chiuse ancora per un po’ e che la BCE possa non rinnovare i finanziamenti agli Istituti di Credito. In questo scenario la Banca Centrale della Grecia sarebbe costretta a emettere una sorta di “valuta parallela” che servirebbe a pagare salari e pensioni, sistema che comporterebbe molti sacrifici alla popolazione greca perché di solito un sistema monetario di questo tipo è inflazionistico e, inoltre, potrebbe portare la Grecia verso l’uscita dall’Euro. Nel caso in cui si verificasse questo scenario i prossimi giorni vedranno probabilmente un aumento della volatilità come in tutte le fasi di mercato in cui aumenta l’incertezza. Pertanto tutto ciò che ha un premio di rischio, dai BTP all'azionario potrà essere soggetto a una maggiore volatilità. In questo scenario lo spread dei BTP decennale verso il Bund potrebbe portarsi anche verso 300 punti base. In caso di vittoria del “SI'” si possono in alternativa delineare 2 ulteriori sotto-scenari. Nel primo sotto-scenario si potrebbe andare a un rimpasto di governo dovuto all’indebolimento della credibilità dell’attuale governo, costretto ad accettare le condizioni che si ostina a rifiutare da mesi. Il nuovo governo porterebbe avanti le negoziazioni e in tempi relativamente brevi si potrebbe arrivare a un nuovo accordo. Nel secondo sotto-scenario Tsipras potrebbe dare le dimissioni perché l’elettorato decide di fatto per una soluzione avversa al partito Syriza e si andrebbe verso le elezioni. Anche in questo caso riprenderebbero le trattative del nuovo governo con i “creditori”, negoziati che potrebbero prendere più tempo ma che alla fine porterebbero a un accordo gradito ai mercati. In caso di vittoria del “si” potrebbe pertanto tornare l’ottimismo sulla Grecia con i mercati che potrebbero festeggiare il raggiungimento di un nuovo accordo e quindi offrire ghiotte opportunità per i risparmiatori. In definitiva, il principale rischio per i mercati è che il referendum potrebbe portare a un voto di protesta che aumenterebbe la probabilità che possa esserci un voto non favorevole all’approvazione immediata del piano d’aiuti. Dai recenti sondaggi la popolazione greca si è espressa come favorevole alla permanenza nell’Euro e il Referendum ha tutta l’aria di chiamare il popolo ad esprimersi sul destino della Grecia all’interno dell’Euro. Il problema Grecia, quindi, ha un risvolto più politico che economico. Dal punto di vista finanziario porterà ad una ampia volatilità dei mercati con importanti rischi sul comparto obbligazionario, le cui potenziali perdite difficilmente saranno riassorbite nel breve periodo. Il consiglio che posso dare ai risparmiatori è quello di affidarsi a consulenti che seguano da vicino la vicenda Grecia e che abbiano predisposto delle misure in caso di avversione dei mercati. Contattatemi via mail o telefonicamente per valutare insieme come poter tutelare i propri risparmi.

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