Daniele Yari Stati

Consulente finanziario

Finecobank
Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo
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16 febbraio 2018

Profilo professionale

Ho 44 anni e dal 1998 svolgo l’attività di Consulente Finanziario, attualmente sono Private Banker presso Fineco Bank, società nella quale opero in continuità da circa 18 anni, con la responsabilità di un negozio Finanziario a Roma. Negli anni ho ricevuto numerosissimi riconoscimenti per la mia attività professionale a livello nazionale in Fineco. Come lavoro: Al centro della mia attività c’è l’ascolto del cliente, negli anni ho maturato la consapevolezza che solo attraverso una profonda comprensione, si può offrire un servizio di qualità ed in linea con le sue aspettative., Soltanto garantendo una presenza costante ed un ampia disponibilità si può essere veramente utili., Riuscendo a modulare la mia comunicazione e rendendola semplice anche quando si affrontano tematiche non prive di complessità, Attraverso l’originalità, aiutare a leggere oltre una notizia, mostrare un’altra angolazione, portando il cliente a valutare in maniera differente gli eventi. Penso che la chiave di un rapporto di successo tra un consulente ed un cliente nasca dalla sincera volontà di affrontare un cammino comune, costellato spesso di difficoltà ma caratterizzato dall’idea condivisa, di una chiara rotta ed un chiaro traguardo da raggiungere insieme.
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Le Pillole - N.1

15.02.2019 / 89 Visualizzazioni

Investire nei mercati finanziari non è facile. Chi investe in borsa facendo trading su titoli azionari statisticamente perde nel 90% dei casi e mediamente abbandona questa attività in un anno.  Investire non è fare trading in borsa ne comprare un Pct.  Investire è utilizzare delle risorse finanziarie non alla ricerca di un differenziale di prezzo tra acquisto e vendita ma scegliendo in maniera consapevole delle attività che creino del reale valore nel tempo. Un consulente si occupa di creare del valore nel tempo.     

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L'importanza del consulente finanziario nella razionalizzazione degli investimenti e nella gestione dell'emotività

12.02.2019 / 1235 Ascoltatori

L'importanza di applicare un metodo nell'investimento dei propri risparmi- esempi.

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Una regola tanto semplice quanto facilmente disattesa

17.07.2018 / 80 Visualizzazioni

Dei mercati in genere o meglio del loro andamento nel breve periodo non si ha mai una certezza, il numero di notizie ed eventi che possono infatti influenzarne l’andamento sono di difficile lettura e prevedibilità, di norma sappiamo che la variabile costituita dal tempo rappresenta un modo per ridurre il rischio di un investimento e che il rischio o meglio la volatilità di un investimento costituisce una potenziale opportunità di guadagno. In Maniera molto semplice sui mercati finanziari si guadagna quando si compra una attività ad un determinato prezzo e la rivende ad un prezzo più alto o si partecipa alla distribuzione di proventi (interessi, dividendi ecc) , si ottiene una perdita invece nel caso contrario vendendo attività a prezzo più basso di quello di acquisto. Analizzando questo semplice concetto cosa possiamo notare? Prima di tutto che la vendita in un investimento è una azione fondamentale per conseguire una perdita o un guadagno, trasformando di fatto una operazione di investimento in un risultato concreto. La prima domanda allora da porsi è “quali sono le condizioni che determinerebbero per me la necessità di vendere”. Questo concetto lo possiamo tradurre come aspettativa di guadagno finalità/obiettivo dell’investimento limite massimo di perdita psicologicamente tollerabile per investire dobbiamo prima di tutto capire perché lo facciamo, quali sono cioè le reali motivazioni sottostanti. Un investitore è colui che sceglie un mercato ed uno strumento finanziario per realizzare in un determinato periodo di tempo un risultato concreto positivo dai propri investimenti, interessato ai flussi di cassa in entrata generati dalla sua scelta, al futuro andamento e la sostenibilità della sua scelta con cui realizzare determinati obiettivi predefiniti. Uno speculatore è colui che non è interessato allo sviluppo di una azienda o di un mercato ma solo ad una percentuale di guadagno frutto di un mero differenziale di prezzo tra acquisto e vendita, il suo obiettivo è quindi semplicemente una percentuale di interesse frutto di compravendita. Sicuramente con difficoltà possiamo classificare come un investitore chi parcheggia somme di denaro in strumenti di mera liquidità. Treccani : /in·ve·stì·re/ 2. Impiegare utilmente risparmî (o somme in genere) in capitale o in imprese fruttifere Le modalità e l’approccio ai mercati sono le determinanti di successo di un investimento non semplicemente l’attività finanziaria che si è scelta per investire. Sono concetti sicuramente ovvi ma proprio per questo motivo sono quasi sempre disattesi e sottovalutati……a presto

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