Edoardo Carpentieri

Consulente finanziario

I° 2021
IV° 2020
Finecobank
Roma, Milano, Bologna
Oltre a €40MLN
Oltre a 10 anni
Diploma di specializzazione
49 anni
467
30 settembre 2019
I° 2021
IV° 2020

Profilo professionale

Sono un Professionista certificato EFA Mi occupo di pianificazione finanziaria, previdenziale e successoria. Acquisire e analizzare le esigenze e le caratteristiche del cliente, del suo nucleo familiare e della sua attività, Studiare e diagnosticare i portafogli di investimento anche presso altri intermediari, Gestire ogni esigenza finanziaria che vanno dalle più semplici, quali quelle legate al conto corrente, fino a quelle più complesse di investimento, Pianificare le esigenze previdenziali e successorie, Studiare i vari scenari di mercato.

Le mie principali competenze

I miei credit

  • Master SDA Bocconi in Private Banker del 2013
  • Certificazione EFA conseguita nel 2009
  • Da luglio 2017 - Private Banker presso Fineco Bank
  • Da ottobre 2003 - Consulente finanziario presso Fineco Bank
  • Da settembre 1996 a luglio 2003 - Promotore finanziario presso Euroconsult S.i.m. Spa
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Le mie ultime attività

DI QUANTA LIQUIDITÀ ABBIAMO DAVVERO BISOGNO SUL CONTO CORRENTE?

01.03.2021 / 78 / 0

Siamo tendenzialmente abituati ad accumulare i nostri risparmi sul conto corrente: è semplice, immediato e ci dà quel senso di sicurezza e tranquillità che i nostri soldi saranno sempre lì ad aspettarci. La paura degli imprevisti, delle perdite o di non poter disporre liberamente del nostro capitale ci porta a immobilizzarci: è così che gestiamo in modo inefficiente i nostri risparmi.  Vediamo insieme quanta liquidità dovremmo veramente lasciare sul conto e come affrontare il futuro per sentirci più sicuri. Detenere troppi risparmi sul conto corrente non fa altro che bloccare la nostra capacità futura di spesa e di risposta ai nostri bisogni e soprattutto ai possibili imprevisti. Questo sostanzialmente per tre ragioni: •               Il conto corrente non rende nulla: con i tassi d’interesse azzerati, lasciare i soldi fermi sul conto non rende niente. Non investendo i propri risparmi si rischia essenzialmente di accumulare una perdita sicura. •               L’inflazione lavora in silenzio: e lo fa erodendo il potere d’acquisto nel corso del tempo, per via dell’aumento del livello generale dei prezzi. •               Non siamo protetti: non c’è rivalutazione, non c’è una metodologia d’azione né tanto meno una strategia: lasciando i risparmi sul conto, c’è solo la certezza di trovare in futuro meno di quello che avremmo potuto avere.  Partiamo da alcune considerazioni generali. Per quanto vaga, tutti noi abbiamo un’idea personale su quanto contante si dovrebbe depositare nel proprio conto bancario. La verità è che, più delle opinioni, il tema richiederebbe analisi e calcoli puntuali. Per fare un esempio, secondo gli esperti di gestione patrimoniale esiste un calcolo preciso per valutare di quanti soldi "pronti all’uso" abbiamo veramente bisogno. Tutto quello che dobbiamo fare è suddividere il nostro fabbisogno finanziario in tre fasce. •               Costi fissi: sarebbe bello non avere spese fisse mensili, ma purtroppo non è così. La bolletta dell’elettricità arriva, proprio come quella dell’acqua, di internet, dell’auto e del mutuo o dell’affitto. Supponendo che abbiamo valutato come questi costi si inseriscano nel nostro budget, deciso che sono indispensabili, non c’è molto che possiamo fare se non pagarli. I costi fissi dovrebbero consumare circa il 50% del nostro budget mensile. •               Denaro discrezionale: qui rientrano un po’ tutte le nostre spese accessorie ed è qui che dobbiamo porre maggiori limitazioni. Molte includono anche la spesa alimentare perché in effetti possiamo decidere in base ai nostri desideri come gestire questa spesa: si può mangiare in un ristorante o mangiare a casa, si può comprare un prodotto generico o di marca, e via dicendo. La regola generale è destinarvi meno del 30% del proprio reddito. •               Fondo d’emergenza: oltre alle spese mensili e al denaro discrezionale, una parte delle riserve di denaro nel conto bancario dovrebbero consistere nel nostro fondo di emergenza. Il denaro per questo fondo dovrebbe provenire dalla parte del nostro budget dedicata al risparmio. Solitamente, i guru finanziari consigliano di calcolare tre mesi di spese correnti e lasciare da parte nel conto la somma che risulta da questo computo per eventuali imprevisti. E i soldi rimanenti o che abbiamo già accumulato sul conto? Siamo tutti d’accordo sul fatto che i risparmi dovrebbero essere destinati alla nostra pensione e ad altri obiettivi futuri, investiti quindi in qualcosa che possa fruttare più di un conto bancario.   Alla base della paura di investire c’è un chiaro bias comportamentale: abbiamo timore di perdere i nostri risparmi. La paura è fondata? Sicuramente investire pone dei rischi, ma questi rischi con la giusta pianificazione finanziaria possono essere minimizzati. Pensiamo soprattutto a quegli investimenti a capitale protetto, su strumenti finanziari come obbligazioni e fondi monetari a basso rischio, o comunque all’ investimento a medio-lungo termine (quindi su un lasso di tempo maggiore di cinque anni). Qui possiamo notare come, storicamente, le probabilità di registrare perdite si affievoliscano nel corso del tempo. Inoltre, investire non significa non avere più a disposizione i nostri soldi. Esistono infatti strumenti facilmente liquidabili che ci permettono di avere a disposizione una certa somma di denaro in modo veloce e nel momento in cui ne abbiamo bisogno. La pianificazione finanziaria offerta da un professionista mira proprio a metterci in condizione di guardare con serenità al futuro, realizzando passo dopo passo i nostri obiettivi, bilanciando adeguatamente protezione e assunzione di rischio, è sempre più evidente che per ottimizzare e rendere ancora più efficiente la gestione delle nostre finanze sia assolutamente necessario pianificare. Un consulente finanziario può farci osservare da un punto di vista "esterno", dunque meno emotivo, il quadro generale entro cui ci muoviamo, focalizzare l’attenzione sui nostri reali bisogni e sulle risposte concrete da mettere in campo. Collocare i nostri obiettivi nel corretto orizzonte temporale, offre la possibilità di disegnare il percorso da intraprendere per soddisfare le nostre necessità. Muoversi nei tempi giusti con una strategia ben definita è già di per sé un approccio rasserenante nei confronti degli imprevisti della vita, tanto più se possiamo contare sull’appoggio di un professionista esperto, competente e di fiducia. Affrontare ogni situazione con gli strumenti giusti può davvero fare la differenza, basti pensare ad una polizza sanitaria per garantirci l’accesso a visite specialistiche e cure mediche, a un fondo pensione per integrare il nostro reddito futuro, a un credit lombard che ci offra liquidità mantenendo i nostri investimenti o a una pianificazione multiobiettivo con più portafogli differenti, caratterizzati da asset allocation e orizzonti temporali ad hoc per raggiungere ogni specifico traguardo, che sia l’università dei figli, l’acquisto della casa dei sogni o la pura ricerca di rendimento. Posta nella giusta ottica, insomma, la liquidità dovrebbe avere uno spazio assai ridotto tra i nostri strumenti. Il suo ammontare andrebbe limitato al necessario per coprire le spese quotidiane e poco più: quella che si definisce liquidità transazionale. Se volete parlarne contattatemi per avere maggiori informazioni.   E che l’investimento sia con voi.

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ALTI E BASSI DI MERCATO: COME COGLIERE LE POSSIBILI OPPORTUNITÀ IN CONTESTI INCERTI

22.02.2021 / 63 / 0

ALTI E BASSI DI MERCATO: COME COGLIERE LE POSSIBILI OPPORTUNITÀ IN CONTESTI INCERTI I fondi comuni di investimento sono tra gli strumenti finanziari più diffusi e utilizzati dagli italiani: alla fine del 2020 più di un terzo degli investitori del Belpaese aveva destinato parte dei propri risparmi a questo tipo di prodotti. Ma in cosa investono? In situazioni di volatilità e incertezza che tipo di strategie vengono adottate? PARTIAMO DALLE BASI... Prima di affrontare il tema delle strategie d’investimento, per qualcuno può essere utile comprendere di cosa parliamo quando facciamo riferimento ai fondi d’investimento, aperti e chiusi. Semplificando un po’, si tratta di un "contenitore" in cui diversi investitori fanno confluire i propri risparmi. La società che gestisce il fondo raccoglie le quote individuali e le investe in modo unitario sui mercati: una soluzione che permette una diversificazione decisamente superiore a quella che potrebbe ottenere un investitore singolo. I fondi di investimento, però, non sono tutti uguali: una prima distinzione fondamentale è fra fondi aperti, che consentono di sottoscrivere quote o chiederne il rimborso in qualsiasi momento, e fondi chiusi, che permettono di sottoscrivere quote solo nel periodo di offerta. COME SCEGLIERE IL PROPRIO FONDO D'INVESTIMENTO? La scelta è molto ampia e la strategia che scegliamo dovrebbe rispecchiare le nostre esigenze e i nostri obiettivi di vita.                                                                                                                                                                  Ci sono fondi che investono nel comparto azionario, obbligazionario, o in entrambi con differenti proporzioni. Ci sono poi fondi che investono in specifici settori, temi d’investimento o regioni geografiche. Denominati in euro, in dollari o valute di altri paesi. Importante è riflettere attentamente su obiettivi e durata di ogni singolo prodotto finanziario sottoscritto e rivolgerci ad un esperto del settore che possa individuare il fondo o i fondi che rispondono al meglio alle nostre esigenze e al nostro livello di rischio.                                                Arriviamo dunque a un punto fondamentale: considerare il periodo in cui decidiamo di iniziare a investire. Alcune volte possiamo infatti avere la possibilità di sfruttare strategie d’investimento di grande efficacia in momenti particolari come quelli caratterizzati da una forte volatilità. MERCATI VOLATILI E FUTURO INCERTO: CONVIENE INVESTIRE IN UN FONDO COMUNE? La caratteristica naturale dei mercati è di oscillare nei suoi valori, i prezzi infatti variano con una frequenza più o meno intensa, questa è detta volatilità. Ciò vorrebbe dire rinunciare a investire? Non proprio: significa che è necessario adottare le misure giuste per poter investire nel modo più produttivo possibile, riuscendo a cogliere i momenti favorevoli che offrono i mercati. Il tutto, però, senza esporci agli errori del cosiddetto "market timing", la pretesa di riuscire autonomamente a riconoscere il momento giusto per investire e/o vendere. Un comportamento che rischia di causare perdite, soprattutto tra gli investitori "amatoriali". Una valida soluzione può essere quella di avvalersi di meccanismi di investimento studiati appositamente per affrontare la volatilità con metodo. Esistono infatti sistemi automatici di reinvestimento periodico del capitale investito, che consistono nel bilanciamento progressivo dei propri investimenti a seconda delle situazioni di mercato più favorevoli. COME EVITARE ERRORI DI MARKET TIMING E SUPERARE L'INCERTEZZA DEI MERCATI Principalmente entrando gradualmente sui mercati, quello che serve è una strategia professionale d’investimento capace di riconoscere i momenti migliori per comprare o vendere. Un esempio sono i prodotti innovativi che si basano su approcci quantitativi per riconoscere sistematicamente le situazioni di mercato più favorevoli. Questi presuppongono fondi d’investimento basati su una strategia di decumulo progressivo, che rende l’investimento flessibile e adatto a ogni situazione di mercato. Sono fondi che generalmente partono da strumenti a basso rischio, come possono essere i fondi monetari o le obbligazioni a breve termine, per poi spostare piccole somme di denaro gradualmente, e a seconda dell’andamento del mercato, su comparti più performanti come quelli azionari. In questo modo si riesce a controllare il rischio determinato dall’incertezza e dalla volatilità dei mercati e allo stesso tempo a muoversi efficacemente verso il raggiungimento del proprio obiettivo di rivalutazione del capitale. LE OPPORTUNITÀ CI SONO ANCHE DURANTE LE CRISI Non è detto che durante situazioni di grande crisi sui mercati non ci siano opportunità da poter cogliere. Anzi, è proprio in momenti come questi che si creano situazioni interessanti e vantaggiose in grado, ad esempio, di farci comprare a un prezzo più contenuto titoli che prima erano troppo costosi.                                  Ma l’importante è evitare di farsi prendere dall’euforia o al contrario dal panico del momento.            Affidarsi a professionisti del settore aiuterà a prediligere strumenti che possono esserci utili per affrontare al meglio il mercato, anche in situazioni di incertezza come quella che stiamo vivendo ora e che potremmo sperimentare in futuro. Se volete parlarne contattatemi per avere maggiori informazioni. E che l’investimento sia con voi.

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EFFETTO VACCINI: PER AGGANCIARE LA RIPRESA BISOGNA ESSERCI

10.02.2021 / 62 / 0

I mercati vanno verso una possibile ulteriore ripresa sulla scia dei piani di vaccinazione mondiali. L’eventuale effetto che inevitabilmente avranno sui mercati, affretta le scelte sulla destinazione della liquidità. Chi sceglie di restare troppo liquido rischia di perdere ancora una volta il treno del rialzo. Il nuovo anno è partito all’insegna della speranza, la speranza di poter tornare a vivere nell’accezione più ampia del termine, la speranza di poter scoprire una "nuova normalità". Con la possibilità e la voglia di pensare ad un futuro più rassicurante, non solo in termini di salute, ma anche di crescita personale: poter fare progetti, studiare, viaggiare, fare impresa, divertirsi. La speranza si basa sui vaccini anti Covid-19 approvati nel mondo che, ad oggi, sono otto: quello di Moderna, quello di Pfizer-BioNTech e quello di AstraZenenca (approvato per il momento nel Regno Unito), oltre a tre prodotti cinesi e due russi (il cui via libera è dato direttamente dal governo di Pechino e quello di Mosca in quanto paesi che non hanno autorità regolatorie indipendenti).  Nonostante i dati di contagio segnalino quanto l’epidemia sia ancora diffusa, il piano di vaccinazione anti Covid-19 sta procedendo in tutto il mondo e fa intravedere la luce in fondo al tunnel.  Nonostante le difficoltà logistiche di distribuzione, si stima che entro la prima metà dell’anno una significativa quota della popolazione mondiale sarà ‘immunizzata’, in particolare i soggetti più a rischio. E’ quindi ragionevole ipotizzare che, se tutte le previsioni inerenti la somministrazione dei vaccini saranno rispettate e con esse la capacità di proteggere le persone dal contagio, entro il prossimo autunno si possa ritornare, se non esattamente a tutto quanto facevamo prima, almeno ad una buona parte delle consuetudini di lavoro e di movimento cui eravamo abituati prima. LE IMPLICAZIONI SUI MERCATI Tutto questo ha profonde implicazioni anche per quanto concerne i mercati finanziari, che si muovono in anticipo riguardo le aspettative positive o negative. Con il piano di vaccini anti Covid-19 a livello mondiale, si gettano infatti le basi per una ripresa dell’economia. Quest’ultima è nelle condizioni di registrare tassi di sviluppo sostenuti grazie sia alle politiche monetarie espansive e sia agli ingenti interventi di politica fiscale introdotti nei principali paesi. Le banche centrali, a cominciare dalla BCE e dalla Federal Reserve statunitense, continueranno a tracciare la traiettoria della ripresa con tassi a zero (se non negativi) per garantire la sostenibilità del debito pubblico mondiale cresciuto in modo significativo dopo la pandemia. I governi di tutto il mondo, dal canto loro, hanno varato piani di investimento e di sostegno all’economia reale senza precedenti. Un contesto che alimenta le prospettive di crescita nei prossimi mesi e che, a cascata, sostiene le quotazioni dei mercati finanziari. Considerazioni che dovrebbero ricordare ai risparmiatori quanto verificato nel 2020: un anno complicatissimo che, tuttavia, ha fornito l’ennesima conferma che lasciare parcheggiata la liquidità non paga. LA LEZIONE DEL 2020 A questo proposito, ripercorriamo insieme quanto accaduto in precedenza. Immaginiamo due investitori che a fine dicembre 2019 possedevano un capitale di 100 mila euro: il primo, il signor Prudente, lo aveva depositato su un conto corrente bancario, e il secondo, il signor Dinamico, lo aveva investito in un fondo azionario globale. Al 23 marzo 2020, quando in poco più di un mese (dal 19 febbraio al 23 marzo per l’esattezza) l’indice delle Borse mondiali MSCI world in euro aveva lasciato sul terreno circa un terzo del proprio valore per i timori della diffusione della pandemia e degli effetti del lockdown mondiale, il signor Prudente poteva contare sui 100 mila euro in banca, il signor Dinamico invece contabilizzava un capitale di 70.870 euro (-29,13%). Quest’ultimo, conscio del fatto che un investimento in generale (e uno nel mercato azionario in particolare) deve essere effettuato in un’ottica di medio lungo termine, manteneva le quote del fondo azionario. Una scelta che, nei mesi successivi, gli avrebbe permesso di beneficiare del recupero delle Borse. Infatti, da quel minimo, i mercati azionari hanno saputo ritrovare la strada del rialzo. Dapprima, trainati dai settori più innovativi (tecnologia, healthcare, e-commerce ecc.) e successivamente guidati dalla rivalutazione dei settori e dei titoli eccessivamente penalizzati dal lockdown ma in procinto di riprendersi non appena la situazione economica e sociale fosse tornata ad una nuova normalità. In conclusione a fine 2020 il signor Prudente contava sempre e soltanto i suoi 100 mila euro depositati sul conto bancario, mentre il signor Dinamico possedeva quote di fondi azionari globali per 106.330 euro (+6,33%). Un ottimo risultato quello del 2020, un anno tra i più disastrosi di sempre per l’economia e per la salute dell’umanità, che ha comunque rafforzato il trend degli ultimi tre-cinque anni, in cui gli investitori che hanno scelto di posizionarsi su azioni e reddito fisso sono stati premiati dai mercati. Nessuno può prevedere il futuro ma studiando l’andamento storico dei mercati finanziari che tende a muoversi con 6-12 mesi di anticipo, non si può affatto escludere un ulteriore rialzo delle asset class più rischiose (azioni, obbligazioni societarie, mercati emergenti ecc.). Se volete parlarne contattatemi per avere maggiori informazioni.   E che l’investimento sia con voi.  

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