Emiliano Dentico

Consulente finanziario

II° 2020
Azimut Capital Management Sgr Spa
Roma, Milano
Fino a €20MLN
Oltre a 10 anni
Laurea
50 anni
119
11 giugno 2020
II° 2020

Profilo professionale

Sono un consulente patrimoniale specializzato nel Private Banking e Wealth Management che si posiziona al fianco dei suoi clienti proprio come un vero life coach, fornendo strategie, soluzioni e strumenti necessari per la pianificazione e gestione del patrimonio. Insieme ai clienti inizio un percorso articolato ma di consapevolezza sul loro status raggiunto e futuro, in termini di aspettative, bisogni familiari, aziendali e di patrimonio. Particolare focus sul supporto all'economia reale tramite gli strumenti di investimento alternativi Private Equity e Debt

Le mie principali competenze

I miei credit

Sono consulente dal 1999 subito dopo la Laurea in Scienze Politiche ho iniziato l’attività di Promotore Finanziario in Euroconsult Sim passando nel 2005 in banca Fineco dove ho svolto la mia attività fino al 2016 In Fineco ho conseguito la mia certificazione Efpa EFPA Italia è una delle affiliate dell’European Financial Planning Association™ (EFPA), Associazione senza fine di lucro (AISBL), con sede a Bruxelles, che costituisce, a livello europeo, il più autorevole organismo professionale preposto alla definizione di standard e alla certificazione professionale per i Financial Advisors e per i Financial Planners, con più di 60.000 professionisti certificati nel continente.Piccola parentesi in Scm Sim dove ho consolidato le mie competente in wealth management , dal 2019 sono in Azimut Aga (Azimut Global Advisory ).Azimut Global Advisory propone un modello di Consulenza Globale unico nel panorama nazionale dove ogni cliente ha a disposizione prodotti di altissima specializzazione per la gestione del patrimonio come ad esempio una vastissima gamma di Fondi Alternativi.Attraverso accordi con importanti istituti bancari ha accesso inoltre a condizioni di favore a: Strumenti di risparmio amministrato, affidamenti e controgarantite, servizi di Real Estate e assicurativi.
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Le mie ultime attività

Cina … se ne potrà fare a meno …?

16.07.2020 / 71 Visualizzazioni

  La Cina è ufficialmente fuori dalla pandemia , almeno di clamorosi ritorni di fiamma del Covid che comunque sono già stati gestiti in maniera seria dalle autorità del paese. Dagli ultimi dati che abbiamo avuto dalle autorità cinesi a quanto pare anche l’economia del paese si è lasciata il peggio alle spalle. l Pil nel secondo trimestre è rimbalzato del 3,2%, ma anche se restano comunque segnali di incertezza legati al calo delle vendite al dettaglio sembra proprio che la prima economia mondiale a rialzare la testa sia quella cinese. Secondo le stime del Fondo monetario la Cina dovrebbe chiudere l'anno orribile con una espansione dell'1,2%, dato che la renderebbe l'unica tra le maggiori economie al mondo in positivo. Ma alcuni analisti cominciano anche a ipotizzare che possa fare meglio e questo ovviamente si rispecchia nelle performance dei Fondi che investono nel paese più popoloso del mondo. L’economia cinese è sempre più sostenuta dalla domanda interna che la rende sempre meno dipendente dagli USA che anzi dovranno fare i conti con concorrenti sempre più agguerriti e tecnologicamente avanzati. Se da un lato la politica di Trump demonizza il nemico cinese dall’altro le grandi company usa non possono fare a meno della “clientela” cinese sempre più ricca e numerosa. Ne sono un esempio le politiche di sviluppo di mayor come Starbucks che ha un piano di espansione in Cina di dimensioni monster ( quasi 1000 punti vendita nei prossimi anni ) Non è un caso poi che Tesla abbia una delle sue più importanti sedi a Shanghai. Se prendiamo poi le 300 società più capitalizzate dell’indice cinese e ne vogliamo conoscere la quota di esportazioni verso gli Usa scopriremo un dato incredibile … zero … i bilanci di queste società si reggono sui consumi interni. Si può quindi stare fuori da questo enorme mercato ? Si può non avere una quota  di portafoglio  investita  in questo mercato ? Io ho la risposta  …. e ho anche lo strumento per entrare in maniera diretta su questo mercato …. contattatemi   a presto

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Cos'è il credito Lombard ?

02.07.2020 / 201 Visualizzazioni

    Il credito lombard è un’alternativa interessante ma poco conosciuta al credito privato. La premessa necessaria è che si posseggano già valori mobiliari da offrire alla banca a titolo di garanzia. Nell’articolo qui sotto Vi  spiego come funziona e quali sono le cose da tenere a mente. Il credito lombard in sintesi Credito contro costituzione in pegno di valori patrimoniali Importo valuta e durata in base alle  esigenze di un investitore I vostri valori patrimoniali ( generalmente Fondi di investimento o titoli ) fungono da garanzia Disponibilità di capitale rapida e semplice a tassi oggi vantaggiosi   Il credito Lombard  è una tipologia di credito concesso dietro deposito e costituzione in pegno di garanzia e di valori patrimoniali facilmente liquidabili sul mercato. Con un credito Lombard potrete coprire eventuali esigenze di liquidità aggiuntiva e gestire il vostro patrimonio. Poiché il credito viene garantito dagli investimenti del vostro portafoglio, il costo derivante dagli interessi è in genere relativamente contenuto grazie agli attuali valori dei tassi di interesse. Garanzie L’ammontare massimo del credito dipende dal valore e dalla tipologia dei titoli del vostro portafoglio d’investimento che possono essere costituiti a garanzia del credito . Come garanzia in linea di principio possono essere utilizzati tutti i valori patrimoniali liquidi come Fondi di investimento o titoli del dossier amministrato. Facciamo un Esempio:   Il mercato immobiliare ti ha regalato un opportunità che vuoi cogliere ma non vuoi smobilitare il tuo portafoglio in fondi per 100 mila euro … ti rivolgi alla tua banca o al tuo consulente per un Credito Lombard  . La banca acconsente e ti versa la somma richiesta facciamo l’esempio di 100 K . Al contempo, però, tu concedi alla banca il diritto di servirsi dei tuoi titoli, casomai non dovessi restituire il credito. Questo sistema si chiama ‘costituzione in pegno’. ( generalmente esiste quello che si chiama “scarto” ossia per avere un credito di 100K dovrai mettere a garanzia un patrimonio più cospicuo tanto più è rischioso il tuo investimento a pegno) Se va tutto liscio riceverai i soldi che ti servono, farai il tuo investimento e restituirai gradualmente il credito con gli interessi. Le azioni come i fondi continueranno ad appartenerti e approfitterai della crescita del loro corso e delle eventuali cedole/dividendi.  Se invece per un qualche motivo tu non paghi il credito la banca venderà le tue azioni o i tuoi fondi incassando i ricavi fino a quando non compenseranno completamente i tuoi debiti. Per la banca, quindi, il rischio è molto minore rispetto a quello di un credito privato senza simili garanzie. Per questo di solito gli interessi sui crediti lombard sono più modesti, visto anche l’attuale livello dei tassi , si spuntano  prestiti controgarantiti a tassi dello 0,50 % …   In sitesi il credito Lombard offre un opportunità interessante e flessibile al fine di reperire la liquidità di cui un investitore può avere bisogno. I vostri valori patrimoniali fungono da garanzia del credito e rendono possibile un finanziamento conveniente.   Se vuoi approfondire il tema e avere maggiori informazioni la mia struttura è in grado di offrire questa forma di finanziamento a tassi molto competitivi.

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Come la finanza potrebbe aiutare L'economia Reale 

26.06.2020 / 111 Visualizzazioni

  Il post Covid per le PMI e per l’intera economia del nostro paese che ha nelle piccole e piccolissime imprese la sua spina dorsale sarà, molto probabilmente, un vero e proprio bollettino di guerra …. molte imprese, specialmente nei settori più colpiti come turismo e intrattenimento, non riusciranno a sopravvivere e saranno costrette alla chiusura.   Il compito di trovare soluzioni alla crisi è certamente della politica che dibatte su : Eurobond o Coronabond utilizzo di fondi europei per il finanziamento della cassa integrazione, utilizzo  del MES alleggerito dei vincoli di bilancio all’allargamento dell’ambito di intervento della BEI, fino a una soluzione di emissioni congiunte di bond di gruppi di Stati solidali (Francia, Italia, Spagna, Portogallo).   Parliamo di 150-200 miliardi di euro nei prossimi 18 mesi. La strategia da sviluppare è equivalente alla ricostruzione post bellica che porterà come conseguenza immediata un enorme innalzamento del debito pubblico con conseguenze non ancora prevedibili sul nostro sistema finanziario. L’ approccio della “liquidità con l’elicottero” sul modello USA o di un “quantitative easing per persone e imprese” è quello che serve nell’immediato ed è quello che si è fatto con i decreti DPCM ormai famosi del presidente Conte che hanno portato ai 600 euro e alle direttive sulle casse integrazioni in deroga. Trovare risorse per assicurare la tenuta del tessuto sociale ed evitare rotture senza punto di ritorno nelle nostre filiere produttive non sembra un compito difficile e questo però rientra nelle strategie per “tamponare” l’immediato. Le conseguenze della crisi Covid 19 non si fermeranno tuttavia con il finanziamento della crisi emergenziale perché gli Stati saranno comunque chiamati a ripensare il modello istituzionale e sociale della convivenza civile, le articolazioni amministrativo-organizzative, e il sistema infrastrutture e della mobilità, in quanto le conseguenze della pandemia si protrarranno nel tempo o almeno fino a quando non si troverà un vaccino. L’industria della finanza può fare qualcosa per “dare una mano” al sistema Italia e allineare gli interessi sull’obiettivo comune?   Per reagire a questa situazione e rilanciare gli investimenti, la crescita economica e l’occupazione in condizioni di sostenibilità e di stabilità della finanza pubblica, è necessario pensare soluzioni innovative rispetto ai paradigmi precedenti: occorre ampliare i canali di finanziamento disponibili alle imprese, incentivare gli investimenti infrastrutturali e strategici, favorire lo sviluppo di investitori specializzati nell’investimento in capitale di debito e di rischio delle piccole e medie imprese (private equity e venture capital) e in progetti infrastrutturali di lungo periodo, rivitalizzare il mercato dei prestiti cartolarizzati, ripensare i meccanismi di garanzia per il finanziamento delle piccole imprese. Se l’economia reale è costituita dalle imprese e dalle attività e dalle merci e dai servizi e prodotti, i mercati finanziari sono quei luoghi che dovrebbero servire primariamente a incanalare i capitali verso quelle imprese e quei progetti che creano valore. Incentivare il Private Equity attraverso i Pir Alternativi va certamente nella giusta direzione ma ancora si fa poco per “spingere” e far conoscere il mondo degli alternativi a una  più vasta platea di investitori. Portare questi investimenti nelle “casse” degli italiani non è solo un’esigenza di diversificazione ma un “dovere” civico che l’industria della finanza dovrebbe sopportare con una forza maggiore.   Mi occupo da tempo di questo genere di investimenti e per chi fosse interessato ad approfondire non esiti a contattarmi….

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