Fabio Frigerio

Consulente finanziario

2019
Banca Generali
Como, Lecco, Monza e della Brianza
Da €20MLN a €40MLN
Oltre a 10 anni
Altri
64 anni
191
11 giugno 2019
2019

Profilo professionale

Trasparenza, serietà e professionalità: sono queste le qualità che metto quotidianamente a disposizione dei miei clienti. Trasparenza, sui costi, sulle opportunità, sulle caratteristiche delle soluzioni che andremo a individuare assieme al cliente per soddisfare le sue esigenze. Serietà, nell’assistenza al cliente, continua e non occasionale. Professionalità, acquisita in quasi 30 anni di attività e continuamente aggiornata con formazione di qualità sia tramite Banca Generali Private che individualmente. (sono un CF certificato EFA) Svolgo la mia attività di Financial Planning Agent utilizzando sia le soluzioni finanziarie della Banca con l’obiettivo di creare solide posizioni per la parte “core” del patrimonio e sfruttare le tendenze a lungo termine dei mercati finanziari sia le polizze vita e danni di Generali Italia per dare al cliente la tranquillità di fronte ad eventi imprevisti.

Le mie principali competenze

I miei credit

  • Da Marzo 2009 a oggi - Financial Planner Agent presso Banca Generali
  • Da Aprile 2004 a Marzo 2009 - Promotore Finanziario presso BancaSai
  • Da Dicembre 1992 ad Aprile 2004 - Promotore Finanziario presso Hypo Tirol Bank (già Save Sim)
  • Da Febbraio 1978 a Dicembre 1992 - Impiegato e poi Funzionario presso Credito Italiano
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Le mie ultime attività

Prendiamo fiato e alziamo lo sguardo!

07.04.2020 / 72 Visualizzazioni

Continuiamo a convivere con questa situazione post cigno nero.    Sono stati presi importanti provvedimenti da governi e Banche centrali che resteranno attivi più a lungo del virus.   I mercati finanziari hanno fatto la parte più facile del recupero delle quotazioni, da minimi impensabili qualche mese fa a valori più plausibili pur in una situazione di incertezza sul futuro (arriverà un altro minimo importante sui mercati azionari se le attese di contenimento del virus non si avvereranno?).    Il blocco della liquidità è stato evitato e tante aziende leader hanno potuto far fronte ai problemi più urgenti. La FED e la BCE hanno agito presto e bene. Le emissioni di titoli Investment Grade non si sono fermate neanche a marzo anche se le aziende hanno dovuto pagare interessi superiori al 2019.   Adesso viene la parte più difficile.    Come usciremo dalla prima recessione in assoluto causata da decreti governativi?    I soldi in cassa di molte aziende piccole e grandi potrebbero diventare scarsi visto che l’attività si è fermata e non si sa quando si ripartirà.    In Cina ripartono per primi gli investimenti pubblici e poi la sua economia è soprattutto manifatturiera, ma bisogna far arrivare le merci agli altri paesi. Cosa succederà nei paesi sviluppati dove buona parte del PIL arriva dai servizi? Il riavvio ordinato dell’attività non è così scontato (non stiamo rientrando dalle ferie di agosto).    Credo quasi certo un andamento economico a “U” visto che la ripresa a “V” mi sembra utopica e quella a “L” verrà scongiurata dalle risorse pubbliche in campo. Quindi come consulente finanziario ho tempo per decidere con il mio cliente come comportarci.   Se abbiamo pianificato bene considerando obiettivi e risorse non dovremmo aver bisogno di vendere per forza ma piuttosto di fare una revisione approfondita perché sono cambiate in bene o in male le prospettive di molti settori e si sono create parecchie situazioni interessanti soprattutto sull’obbligazionario.    Non è più necessario aumentare il livello di rischio per avere rendimenti accettabili e se accetto il rischio questo è ben remunerato.   Sull’azionario sembra evidente che i macro-settori più promettenti siano tecnologia e sanità, senza dimenticare il bisogno di sicurezza. Nota di colore: l’articolo più venduto su Alibaba continua ad essere la consegna di cibo a domicilio.   L’utilizzo dello strumento “piano di accumulo” per 6/12 mesi ci aiuterà a fare uno spostamento graduale del portafoglio senza dover temere le incertezze che ci saranno certamente anche nelle prossime settimane/mesi.    A presto. Stay safe.   Fabio Frigerio

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Recessione!

02.04.2020 / 56 Visualizzazioni

  Negli ultimi anni i mercati finanziari avevano previsto più volte l’arrivo di una recessione, vedi anche ultimo trimestre 2018, che per fortuna poi non arrivava. La recessione del 2008 era stata provocata dalla finanza. Stavolta è l’economia reale che chiede pedaggio e la recessione è arrivata, sarà pesante anche se probabilmente breve, non sappiamo che mondo ne uscirà   La combinazione del virus e dell’improvvida decisione araba di scatenare la guerra del petrolio non potevano arrivare in un momento peggiore per mercati e investitori. Eravamo rilassati, con le difese abbassate e le conseguenze si vedono.   La crisi di liquidità è in atto anche se le Banche Centrali hanno messo in campo stimoli pari a quasi il 10% del PIL mondiale. C’è difficoltà a dare un valore alle varie classi/settori di attività. Ci si è messo anche il populismo degli ETF a travolgere i valori. In poche settimane è stata vanificala la ricerca di decorrelazione e di diversificazione che erano dei principi base dell’asset allocation: ne vediamo le conseguenze sul capitale nostro e dei nostri clienti.   Ma la crisi passerà, è solo questione di pazienza per noi e di attivismo e decisionismo per governi e Banche centrali visto che è stata colpita l’economia intera.   In attesa di riprendere ad investire con qualche criterio sensato (non vale comprare solo perché un titolo è sceso tanto) incominciamo a fare quel che si può.    Vediamo che il rischio è tornato ad essere remunerato. Valutazione difficile sulla parte azionaria ma più comprensibile sulle obbligazioni.    Evito di esprimermi sui titoli governativi le cui valutazioni dipendono molto dalle Banche centrali e che rappresentano comunque una certezza (ancora per un po’ di tempo e finché i tassi non incominceranno a salire e i rating a scendere).    I rendimenti a scadenza di molti titoli sono tornati ai valori del 2012, le previsioni di default sono probabilmente esagerate e se il gestore del fondo (dei fondi per diversificare anche il rischio gestore) di cui ci vogliamo servire ha buoni strumenti di valutazione abbiamo davanti alcuni anni di buone performance.   Mettiamoci al lavoro senza pregiudizi perché non ci sono elementi certi. Ma obiettivi del risparmiatore e relativi orizzonti temporali (non c’è mai un solo orizzonte) non dovrebbero essere cambiati.    

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Salone SRI – Look into the ESG world

21.11.2019 / 64 Visualizzazioni

Ho avuto il piacere di partecipare mercoledì 20/11 ad alcune delle conferenze che si sono svolte a Milano in occasione della Settimana dell'Investimento Sostenibile e Responsabile. Ho percepito molto entusiasmo e coinvolgimento da parte dei relatori. Stiamo parlando di una tematica non più marginale ma che è in pieno sviluppo. Anche gli investitori si rendono conto che investire in modo sostenibile non è più filantropia ma una vera scelta economica con conseguenze dirette sul rendimento e sul livello di rischio dei loro investimenti.   E’ vero che in un mercato che sta cercando di darsi delle regole/benchmark ogni società ha una sua formula per definire la rispondenza a criteri ESG, la stessa MSCI sta lavorando per individuare un indice accettato da tutti come gli altri suoi indici normalmente utilizzati nel mondo finanziario. Non aiuta la confusione tra le sigle inglesi e italiane. Credo che una soluzione molto interessante sia quella proposta dall’ONU con la definizione degli “Obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030” (SDG’s in inglese). Anche la Banca per cui lavoro ha scelto di approcciarsi in modo deciso e convinto alla sostenibilità partendo dal modello di business e dall’attenzione alle persone e traducendola in un’offerta innovativa con la piattaforma sviluppata con Mainstreet che avvicina il risparmio alle sensibilità personali e agli obiettivi SDG’s.   Ho trovato degna di nota una ricerca di AIPB sull’ingresso della finanza responsabile nei patrimoni e sull’atteggiamento degli investitori con la diversa importanza data ai fattori ESG, concordo sulla necessità che il fattore Governance sia preminente.   L’Italia è al passo con il resto del mondo, tante aziende predispongono il bilancio di sostenibilità e il Dlgs 254/16 già impone alle grandi società quotate di redigere apposite Dichiarazioni non finanziarie.    Le società di gestione del risparmio non possono più esimersi dall’intervenire come stakeholder se gli investitori hanno scelto di mettere i loro risparmi in fondi ESG.   Deriva anche dalla loro capacità di azione il contrastare le cattive governance e fare guerra a chi cerca di fare greenwashing.   Insomma di argomenti ce ne sono tanti e non c’è bisogno di imporre criteri ESG ad un risparmiatore sempre più sensibile a questi aspetti. Il mio compito è di integrare questi criteri nelle scelte individuali del mio cliente 

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