Francesca Felloni

Consulente finanziario

Finecobank
Torino, Cuneo, Asti, Biella, Novara
Fino a €20MLN
Fino 5 anni
Laurea
28 anni
420
06 aprile 2021

Profilo professionale

Provengo da una famiglia di consulenti finanziari, dai quali ho appreso i principi base della professione: centralità della relazione con il cliente, priorità all’ascolto dei suoi bisogni, selezione di prodotti finanziari su misura e attenzione costante all’evoluzione del mercato finanziario.
Ho conseguito la laurea magistrale in Giurisprudenza all’Università di Torino, con tesi in diritto bancario sulla Finanza Sostenibile e Responsabile, tema che mi ha consentito di coniugare i miei interessi: finanza, ambiente e tematiche sociali.
In Fineco Bank ho trovato l'ambiente ideale per far emergere i miei valori umani e professionali, pur avendo la libertà di proporre i prodotti finanziari che personalmente ritengo più validi nel panorama attuale. Il rapporto umano e la comprensione dei bisogni che nascono da un primo colloquio sono quelli che mi consentono di definire il progetto di investimento più adatto all'investitore e costruirgli, quindi, un portafoglio su misura. Ho approfondito, infatti, le mie conoscenze sulla finanza comportamentale, per meglio comprendere e guidare il cliente verso soluzioni condivise, il più possibile protette dai fattori emotivi che rischiano di fargli commettere errori negli investimenti.
Tra i miei obiettivi vi è quello di migliorare la gestione finanziaria non solo degli investitori tradizionalmente più disponibili, ma anche quella di giovani, donne, anziani, spesso caratterizzati da diffidenza e/o difficoltà nell’approcciarsi al mondo degli investimenti finanziari. La mancata conoscenza delle opportunità di investimento oggi disponibili finiscono con il determinare una sorta di “inerzia” finanziaria, con il risultato ultimo di erodere nel tempo il patrimonio accantonato. Parliamone insieme, troveremo sicuramente la soluzione di investimento ottimale.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Laurea Magistrale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Torino
  • Iscrizione all'Albo Unico dei Consulenti Finanziari abilitati all'offerta fuori sede

Le mie ultime attività

Proteggere i propri risparmi con la Finanza Sostenibile e Responsabile: alcuni esempi che hanno fatto scuola

16.04.2021 / 190 / 2

Gli investitori italiani hanno ancora poca consapevolezza di come le tematiche legate alla sostenibilità siano collegate alla reddittività dei propri investimenti e di come quindi, le tematiche ESG (Environmental, Social e Governance) debbano essere considerate nel processo decisionale di investimento per prevenire i rischi di perdite finanziarie. E’ stato dimostrato, infatti, che le imprese più attente ad aspetti quali impatto ambientale, tutela delle condizioni di lavoro, trasparenza nella condotta dei manager, sono anche quelle che hanno meno probabilità di incorrere in condanne giudiziarie, danni finanziari o reputazionali. A dimostrazione della correlazione tra la sostenibilità delle imprese e la loro solidità economico-finanziaria, è emerso che tra le 17 società, quotate sull’indice S&P 500, fallite nel periodo 2005-2015, ben 15 avevano totalizzato il punteggio più basso nei fattori ESG nel quinquennio precedente.  Alcuni esempi tratti dalla storia recente: -20 Aprile 2010, incidente nel Golfo del Messico in cui fu coinvolta la British Petroleum, (BP), società britannica operante nel settore petrolifero: solo l’anno precedente  l’azienda aveva avviato una campagna di rinnovo della propria immagine al fine  di contrastare la reputazione negativa associata alle compagnie petrolifere. Sforzo vanificato, tuttavia, dall’assenza di un effettivo cambiamento della propria politica ambientale. I milioni di barili di petrolio riversati nel golfo del Messico dalla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, affiliata alla British Petroleum,causarono il più grave danno ambientale della storia degli Stati Uniti nonché un ingente danno finanziario alla società (e ai suoi investitori), il crollo del titolo in borsa e la condanna a risarcimenti miliardari. -Settembre 2015, il cosiddetto “Dieselgate”: Volkswagen fu scoperta falsificare le emissioni di vetture munite di motore diesel durante i test di omologazione e andò incontro alla discesa del proprio titolo in borsa, lunghe vicende giudiziarie, ingenti richieste di risarcimento e arresto di alcuni manager. -31 Marzo 2021, il flop in Borsa di Deliveroo: il colosso delle consegne online di cibo ha subito un crollo del 30% del  prezzo delle azioni rispetto al valore di collocamento e ha perso oltre due miliardi di sterline di capitalizzazione di mercato. Qualche segnale si era iniziato ad avvertire i giorni precedentiall’IPO, quando diversi fondi di investimento avevano dichiarato pubblicamente che non avrebbero investito in Deliveroo, accusata di essere un’azienda non in linea con le pratiche di investimento responsabile a causa del trattamento dei propri dipendenti, i rider. Si ritiene che a pesare su questo risultato siano state proprio le problematiche legate al profilo sostenibile della società, che hanno reso il titolo poco appetibile sulla Borsa. La vicenda Deliveroo è esemplificativa di come il concetto di sostenibilità non sia declinato solo come rispetto dell’ambiente (tant’è che Deliveroo si considera “green”: ad esempio ha introdotto l’opzione “no posate” per ridurre l’utilizzo di plastica). Insieme agli aspetti ambientali, gli aspetti sociali e di buon governo delle imprese sono parte integrante dei fattori ESG. Non solo quindi attenzione a come gli emittenti si pongono rispetto alle sfide ambientali, ma anche a come viene amministrata la stessa impresa (ad esempio, remunerazione dei vertici, rispetto delle leggi e dei codici di deontologia, assenza di corruzione e abuso d’ufficio, diversità e struttura del consiglio) nonché a quali sono le condizioni di lavoro ivi applicate. Diversi studi accademici e di mercato hanno dimostrato come solide pratiche ESG migliorino le prestazioni operative delle imprese. Ad esempio lo studio di AXA IM relativo al periodo Gennaio-Marzo 2020 ha  sottolineato come le società con punteggi ESG più alti (ESG Leaders) siano state in grado di resistere al crollo dei mercati provocato dalla pandemia con perdite più ridotte rispetto a quelle con rating ESG più basso (ESG Laggards) (vedi grafico). Fonte: AXA Investment Managers 2020 Inoltre, dal grafico successivo si nota come tutta la famiglia di indici sostenibili ha sovraperformato l’indice MSCI ACWI sempre nei primi tre mesi del 2020. Fonte: AXA Investment Managers 2020 Purtroppo, secondo una recente indagine della Consob, solo il 13% dei risparmiatori ha una buona conoscenza delle tematiche ESG, mentre più del 50% non ne ha mai sentito parlare. Se siete interessati all’argomento, sarò ben lieta di fornirVi tutte le informazioni utili ad avvicinarVi alla variegata realtà degli investimenti sostenibili e responsabili.

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La liquidità “parcheggiata” sul conto corrente: ovvero come perdere senza accorgersene

09.04.2021 / 197 / 6

Avrete di certo avuto notizia dell’intenzione di alcune banche di mettere in atto nel 2021 provvedimenti volti a mobilizzare le grandi masse di liquidità ferme sui conti correnti italiani. Tra le ipotesi in campo, vi è anche quella di addebitare commissioni di giacenza proporzionali alle cifre depositate. A motivo di ciò, le banche rivendicano gli aumentati costi di gestione della liquidità negli ultimi anni, causa i tassi di interesse negativi applicati loro dalla Banca Centrale Europea. Secondo i recenti dati dell’'ABI, l'Associazione Bancaria Italiana, al dicembre 2020 la quantità di liquidità “parcheggiata” sui conti correnti italiani ha raggiunto i 1.737 miliardi di euro, con una crescita di oltre il 10% rispetto al 2019. Di certo, i timori riguardo alla pandemia e al futuro dell’economia hanno fortemente contribuito a questo andamento, spingendo gli italiani a privilegiare i conti correnti rispetto alle diverse opzioni di investimento. Bisogna tuttavia notare che, a differenza di quanto comunemente ritenuto, questo approccio non rappresenta una scelta efficiente di allocazione dei risparmi.  Assenza di rendimento:I soldi parcheggiati sul conto, in genere, non fruttano alcun interesse, né rendimento. Inoltre, non vi è alcuna rivalutazione nel tempo di quanto accantonato, per cui, a fronte dei costi di tenuta del conto, il patrimonio “reale” subisce una decurtazione nel tempo   Inflazione: la perdita di potere d’acquisto per effetto dell’inflazione è una potenziale minaccia per il futuro dei nostri risparmi. Il risparmiatore generalmente non si accorge dell’impatto del rialzo dei prezzi sui propri risparmi depositati sul conto, perché guarda al valore “nominale”, non a quello “reale”. Se, tuttavia, consideriamo la media degli ultimi 20 anni dell’indice dei prezzi al consumo, pari all’1,7%, 10 mila euro depositati nel 2000 su un conto corrente oggi varrebbero solo 7.138 euro, ovvero il 30% in meno (vedi il grafico). Si aggiunga che, almeno secondo le previsioni della BCE, l’inflazione è destinata ad aumentare rispetto al livello attuale (vedi il grafico).  Con un’inflazione al 2% - obiettivo prefissato dalle autorità monetarie europee - 10mila euro sul conto corrente tra 10 anni perderanno fino al 18% del loro potere di acquisto, riducendosi a 8.171 euro, e in 20 anni la diminuzione arriverà fino al 33%. Imposta di bollo:in caso di giacenza media superiore a 5.000 euro è dovuta una imposta di bollo pari a 34,20 Euro l’anno, in base a quanto stabilito per legge.Gli investimenti finanziari, invece, sono gravati da una imposta di bollo pari allo 0,2% del valore totale degli strumenti finanziari detenuti, con un qualche risparmio fiscale rispetto alla liquidità giacente sul conto, almeno su certe giacenze. Ad esempio, chi possiede 10.000 euro in azioni pagherà solo 20 euro ogni anno di imposta di bollo.   Prelievo forzoso: tra i peggiori incubi degli investitori che detengono grande liquidità nel portafoglio, vi è il rischio di un prelievo forzoso da parte dello Stato. Ricordiamo tutti il precedente prelievo retroattivo del 6 per 1000 sui conti correnti delle banche italiane, da parte del Governo Amato, nella notte di venerdì 10 luglio 1992, per difendere la situazione di bilancio dello Stato Italiano, causa l’attacco speculativo dall’estero contro la Lira. Più recentemente, in ambito europeo, vi è stato il limite imposto ai correntisti delle banche greche di effettuare prelievi in contanti per evitare il rischio di assalto agli sportelli. Difficile che venga messa in atto tale misura in Italia. Tuttavia bisogna considerare che, al termine della pandemia, per il governo italiano si aprirà la sfida di contenere il debito pubblico, il che potrebbe rendere possibile ricorrere a misure restrittive sul piano fiscale. Visto lo scenario attuale, la miglior scelta sarebbe quindi quella di affidarsi a un consulente finanziario che affronti questo argomento con voi e individui le soluzioni più adatte alla vostra situazione patrimoniale, agli obiettivi di investimento e al vostro profilo di rischio. Gli strumenti finanziari a basso rischio oggi disponibili possono consentire da un lato di neutralizzare –in tutto o in parte - l’effetto dell’inflazione, dall’altro di ottenere un rendimento. Si pensi agli investimenti a capitale protetto, a strumenti finanziari come certe tipologie di obbligazioni o fondi a basso rischio, o comunque, per chi può permetterselo, a investimenti a medio-lungo termine. Nel caso foste interessati ad approfondire l’argomento, potete richiedere direttamente su questo sito un appuntamento telefonico (o una videochiamata) con me; sarò ben felice di fornirvi informazioni utili a cercare di migliorare la gestione delle vostre finanze personali.

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