Gian Paolo Passuello

Consulente finanziario

I° 2020
Consulenti Finanziari Autonomi Indipendenti
Biella, Milano, Novara, Vercelli
Fino a €20MLN
Fino 5 anni
Diploma di specializzazione
44 anni
150
17 dicembre 2019
I° 2020

Profilo professionale

Mi chiamo Gian Paolo Passuello e dopo parecchi anni trascorsi alle dipendenze di un primario istituto di credito ho deciso di intraprendere un percorso professionale individuale dove poter specializzarmi ulteriormente nel mondo “investimenti” e poter seguire a 360° i miei clienti.
Ho deciso di iscrivermi all’albo dei consulenti autonomi perché vorrei godere della totale fiducia dei miei clienti e trasferire il messaggio che la totale assenza di conflitto di interesse è un enorme valore aggiunto per la gestione del proprio patrimonio. Altro fattore molto importante è che essendo “autonomo” non devo assolutamente sottostare ad alcuna forzatura di vendita prodotti tipiche delle reti vendite.Grazie agli anni trascorsi in Banca e dopo aver avviato lo studio, ho voluto sviluppare diverse sinergie con professionisti operanti in altri settori con l’intento di avere una visione a 360 gradi su come poter soddisfare esigenze di privati ed imprese. Conoscenze, competenze e sinergie unite al tempo dedicato ai clienti fanno si che sia più semplice e lineare identificare le reali esigenze per pianificare al meglio obiettivi e risorse.Per un investitore scegliere un consulente finanziario indipendente vuol dire affidarsi ad un professionista che ha solo ed esclusivamente l’obiettivo di fornire le migliori soluzioni per il proprio cliente. Non vendendo nulla e non toccando denaro si deve trasferire la sicurezza di essere in ottime mani. Scegliere me perché? Perché nel corso della mia esperienza ventennale ho ricoperto tutti i ruoli all’interno della banca e ho avuto modo di approfondire le mie competenze anche in ambito Corporate ed investimenti in Asset fisici alternativi.
Ritengo di avere la giusta esperienza per capire totalmente le esigenze dei mie clienti ed offrire la giusta guida per la gestione del proprio patrimonio.
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Le mie principali competenze

I miei credit

Le mie ultime attività

Grande rischio o grande opportunità?

31.03.2020 / 67 Visualizzazioni

  Dopo aver assistito ai crolli vertiginosi delle borse ed i successivi tentativi di recupero, ci troviamo di fronte a dover apportare delle scelte per capire cosa fare con i nostri risparmi. I messaggi forniti da Asset Managers e da guru della finanza sono talmente variegati che alla fine prevale solamente una grande incertezza.    Ma allora è proprio l’occasione per entrare nell’altalena dei grandi guadagni o si rischia ancora di bruciare denaro?    La risposta è tutt’altro che scontata.   Non voglio ripercorrere le tappe del Virus perché tutti le conosciamo bene ma quello che è certo è che ad oggi non abbiamo nessuna certezza di quando tutto sarà un ricordo.   La Cina sta provando con cautela a rialzare la testa, l’Italia è il primo paese europeo che ha dovuto mettere in atto misure straordinarie antivirus ma il picco non è ancora alle spalle, gli altri Paesi Europei e gli USA sono ancora più lontani dalla “guarigione”.   Le banche centrali hanno aperto il fuoco per sostenere i titoli di stato dei paesi più colpiti ma la vera cura, probabilmente i Coronabond, sono ancora allo studio.   Come se non bastasse è in atto anche la guerra del petrolio che ha fatto toccare il prezzo al barile i 20 dollari mettendo in serio pericolo i margini, ora spariti, e soprattutto la capacità di onorare il debito delle aziende operanti nel settore. Il consumo di petrolio giornaliero è pari a circa ¼ di un mese fa, le aree di stoccaggio dei produttori sono praticamente esaurite e a breve non ci sarà più spazio disponibile, il rischio default di qualche operatore meno solido non è una ipotesi troppo remota.   Il mercato obbligazionario è in fibrillazione, alcuni fondi di investimento hanno segnato performance negative veramente preoccupanti e nel mentre la grande Cina sta continuando a produrre, ma a chi venderà le proprie merci se tutto il mondo è ancora in lockdown?   Analizzando l’indice VIX americano, l’indice della volatilità, ricaviamo che è ancora elevato sopra i 50 punti contro la media di circa 15 punti di un mese fa; per restare in tema il mercato ha ancora la febbre ed è ancora molto alta.   Gli aspetti elencati fanno presagire che il rimbalzo non è ancora maturo o meglio, non sarà un rimbalzo a U; giornate di stress nelle borse probabilmente ne vedremo ancora per un po’ di tempo fino a quando non avremo posto rimedio al Virus e capiremo come verrà affrontata la crisi economica.   Quindi il consiglio è quello di perdere il treno ed attendere?   No, il consiglio è la cautela!    Come prima cosa è opportuno verificare bene i titoli in portafoglio e stabilire ogni intervento con il proprio consulente, se la rischiosità non fa al caso nostro è utile continuare una strategia di flight to quality e mettere in sicurezza il patrimonio. Se invece siamo disposti a cavalcare l’onda la soluzione migliore sono interventi programmati e ripetuti nel tempo sui settori che principalmente dovrebbero essere i primi ad uscire dalla crisi come per esempio food & beverage, healt care, Pharma ecc ecc.   Stesso discorso va affrontato anche nel campo obbligazionario, attenzione a cercare il rendimento a tutti i costi a discapito della sicurezza!   Se non lo avete ancora fatto eseguite un check-up del portafoglio titoli, verificate lo stato di salute dei Vostri risparmi e stabilite con il vostro consulente di fiducia gli interventi da mettere in atto per conseguire i vostri obiettivi. Ovviamente, per un supporto totalmente indipendente, sono a completa disposizione.

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Il vaccino… del tuo portafoglio!

29.02.2020 / 68 Visualizzazioni

Corona Virus Disease 2019, in sigla COVID-19, ormai è sulla bocca di ognuno di noi e chi più chi meno sta cercando di reagire al meglio sia per fronteggiare la malattia sia per arginare i danni collaterali.   Dopo questa piccola premessa e dopo aver ricevuto l’ennesima telefonata in argomento da parte di clienti giustamente preoccupati, vorrei scrivere alcune considerazioni analizzando puramente i dati pubblicati.   Nonostante il blocco dei voli provenienti dalla Cina operato dal Governo italiano, il virus Covid-19 molto probabilmente viaggiando in Business Class, ha fatto scalo a Mosca o Zurigo ed è atterrato in Italia. Controlli a tappeto con migliaia di tamponi hanno certificato la presenza della malattia focalizzata principalmente nelle regioni Lombardia e Veneto. Grazie anche all’opera congiunta di Media e Social che hanno notevolmente amplificato il problema, quello che doveva essere il “virus sterminatore” si è ad oggi attestato, numeri alla mano, come una influenza particolarmente aggressiva; i decessi certificati hanno evidenziato pazienti con già gravi patologie e salute compromessa che purtroppo avrebbero probabilmente avuto la stessa sorte anche senza Covid-19.   Ma perché solo in Italia e nulla nel resto d’Europa? La risposta sembra scontata a detta degli esperti, probabilmente la malattia è già diffusa ma se non la cerchi con i tamponi non ne puoi certificare l’esistenza!   Appurato secondo il mio modesto parere che forse si è esagerato un po’ troppo con il procurato allarme, quello che ci rimane in mano è il vero e grande danno causato alla nostra fragile economia, e non solo.   Voli cancellati, supermercati saccheggiati, eventi e fiere annullate, prenotazioni alberghiere disdettate, aziende manifatturiere in temporaneo stop a causa di mancato approvvigionamento di materiale dalla Cina; e tutto questo si va ad aggiungere ad un’economia, quella Italiana, che era tutt’altro che florida.   L’Europa più disunita che mai, ogni stato membro ragiona per sé, il Governo pronto con misure ed incentivi per aiutare nel breve le imprese in difficoltà. Fino a quando? Servirà a qualcosa? E poi? E poi…   Nei giornali economici si inizia a leggere sempre più frequentemente la parola “de-globalizzazione”, ci voleva un virus per capire i rischi connessi ad una esternalizzazione così massiccia di prodotti e componentistica? Può anche essere, ma ora qualcuno ha iniziato veramente pensare che sia meglio rivedere alcune fasi del ciclo produttivo.   Borse in picchiata, volatilità alle stelle, incognite sul futuro e di punto in bianco alcuni clienti riscoprono sulla propria pelle cosa la sensazione del “rischio”. Non mi stancherò mai di ripetermi sull’efficacia della diversificazione, della programmazione e del monitoraggio costante del portafoglio, non aspettate a scottarvi per capire che il fuoco brucia!   In questi giorni assisteremo ulteriormente ad allarmi e proclami, incentivi all’economia, segnali di crisi con rischio di recessione e politici che saranno più intenti a farsi le scarpe che ad arginare il danno, il tutto corredato da segni rossi nelle borse magari intervallati da qualche debole segno verde. Nulla è perduto, anzi, ma non aspettate l’ultimo minuto per prendere in mano “i vostri interessi”.   Contattatemi per un check-up gratuito del portafoglio, valuterò in modo dettagliato tutte le criticità e potrò permettervi di capire se gli investimenti sono coerenti al profilo di rischio ed allineati agli obiettivi.   Buona guarigione!

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Contanti o carta di credito?

19.02.2020 / 73 Visualizzazioni

A partire dal 1luglio del 2020 il Governo avvierà quella che sarà chiamata la “Lotteria degli scontrini”. Attraverso un meccanismo che prevede una registrazione al portale gestito dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli si potrà ottenere un codice univoco che permetterà, in modo assolutamente facoltativo, di partecipare ad una estrazione a premi trimestrale ed annuale per ogni scontrino ottenuto di spesa superiore ad un euro. Ogni scontrino emesso a fronte di un pagamento con bancomat o carta di credito permetterà di ottenere un premio maggiorato del 20% in caso di vincita.   La motivazione che ha portato alla nascita della lotteria è ovviamente basata sull’incentivare l’emissione di scontrini ed aumentare notevolmente i pagamenti elettronici con conseguente riduzione dell’evasione fiscale.   Ma è proprio tutto così semplice? Non ci sono controindicazioni?   Finlandia, paese che per primo ha abbandonato i centesimi di euro ed ha avviato una profonda conversione ai pagamenti elettronici, nel 2019 le transazioni con carta hanno superato la soglia del 80%. Analizzando però i dati recentemente pubblicati balza subito agli occhi un dato allarmante, la popolazione è indebitata mediamente del 130% del proprio reddito e stanno aumentando in modo vertiginoso i casi di insolvenza.    L’utilizzo di strumenti elettronici come modalità di pagamento e soprattutto la facilità con cui, attraverso particolari strumenti (carte revolving per esempio) è possibile dilazionare la spesa, la facilità di accesso al credito spinta anche da tassi molto bassi, ha fatto si che nel corso degli ultimi anni l’indebitamento medio della popolazione abbia raggiunto limiti di guardia.   Ma come si può prevenire o contrastare il fenomeno dell’indebitamento sempre crescente?   La risposta è molto semplice! Conoscere, pianificare e gestire le proprie finanze.   La definizione di un corretto percorso finanziario da seguire nel tempo è il valore aggiunto che trasferisco ai mei clienti. Non è assolutamente sufficiente soffermarsi solo sul patrimonio esistente, ruolo fondamentale nella relazione è l’attenta analisi anche delle necessità future come gli studi dei figli, la casa, il mantenimento del tenore di vita durante la pensione ecc. ecc.   Il monitoraggio costante delle spese e la pianificazione per le esigenze future magari non risolveranno i problemi della popolazione, ma aiuteranno sicuramente a condurre una vita più serena i clienti più attenti.   Attraverso uno studio totalmente indipendente avrò la possibilità di seguirvi al meglio sia nella pianificazione delle esigenze future che nella gestione del vostro patrimonio attuale; contattatemi per ogni info in merito, sarò felice di rispondervi.

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