Gian Paolo Passuello

Consulente finanziario

I° 2020
Consulenti Finanziari Autonomi Indipendenti
Biella, Milano, Novara, Vercelli
Fino a €20MLN
Fino 5 anni
Diploma di specializzazione
45 anni
226
17 dicembre 2019
I° 2020

Profilo professionale

Mi chiamo Gian Paolo Passuello e dopo parecchi anni trascorsi alle dipendenze di un primario istituto di credito ho deciso di intraprendere un percorso professionale individuale dove poter specializzarmi ulteriormente nel mondo “investimenti” e poter seguire a 360° i miei clienti.
Ho deciso di iscrivermi all’albo dei consulenti autonomi perché vorrei godere della totale fiducia dei miei clienti e trasferire il messaggio che la totale assenza di conflitto di interesse è un enorme valore aggiunto per la gestione del proprio patrimonio. Altro fattore molto importante è che essendo “autonomo” non devo assolutamente sottostare ad alcuna forzatura di vendita prodotti tipiche delle reti vendite.Grazie agli anni trascorsi in Banca e dopo aver avviato lo studio, ho voluto sviluppare diverse sinergie con professionisti operanti in altri settori con l’intento di avere una visione a 360 gradi su come poter soddisfare esigenze di privati ed imprese. Conoscenze, competenze e sinergie unite al tempo dedicato ai clienti fanno si che sia più semplice e lineare identificare le reali esigenze per pianificare al meglio obiettivi e risorse.Per un investitore scegliere un consulente finanziario indipendente vuol dire affidarsi ad un professionista che ha solo ed esclusivamente l’obiettivo di fornire le migliori soluzioni per il proprio cliente. Non vendendo nulla e non toccando denaro si deve trasferire la sicurezza di essere in ottime mani. Scegliere me perché? Perché nel corso della mia esperienza ventennale ho ricoperto tutti i ruoli all’interno della banca e ho avuto modo di approfondire le mie competenze anche in ambito Corporate ed investimenti in Asset fisici alternativi.
Ritengo di avere la giusta esperienza per capire totalmente le esigenze dei mie clienti ed offrire la giusta guida per la gestione del proprio patrimonio.
Leggi di più

Le mie principali competenze

I miei credit

Le mie ultime attività

No liqudità e no cash

07.05.2021 / 78 / 0

No liquidità di conto e no cash stanno pian piano divenendo due regole imperative che ogni banca vorrebbe imporre ai propri clienti. Non c’è giornata che leggendo nei quotidiani nazionali non si trovino articoli dove alcuni istituti di credito stiano apportando delle manovre correttive alle condizioni di conto. Aumenti di costo dei conti corrente, tassi negativi sulla raccolta e chiusure di sportelli ATM, ma perché tutto questo accanimento? Come prima cosa riflettiamo solo alcuni dei fattori che hanno portato a questo cambiamento: ✓     Negli ultimi mesi i depositi in conto corrente hanno raggiunto cifre esorbitanti ✓     I bond people, complice i tassi negativi, non trovano soddisfazione su scadenze accettabili ✓     Prodotti con buon rendimento e rischio contenuto sono sempre più difficili da scovare ✓     E’ mutata sensibilmente la percezione della rischiosità di mercato ✓     Offerta di prodotti finanziari non sempre in linea con le aspettative della clientela ✓     Non ultimo, l’aumento del costo della raccolta. Partendo dal contesto attuale, dove da 18 mesi a questa parte siamo messi a dura prova da una crisi globale catastrofica, una crisi economica e sociale ed una crisi finanziaria che hanno lasciato e lasceranno ancora profonde ferite in tutti i settori. Solo a pensare cosa sta avvenendo oggi in paesi come l’India c’è parecchio da preoccuparsi.   Tornando a noi è ormai ampiamente risaputo che il mercato obbligazionario, soprattutto per il mercato retail, stia offrendo rendimenti negativi su scadenze a breve e medio terminee molte aziende, complice la pandemia, si trovino ad avere molta difficoltà nel rifinanziare il debito. Paradossalmente, a detta di alcuni esperti di settore, è un porto più sicuro l’equityche il debity. L’andamento dei mercati finanziari dell’anno scorso e qualche deciso ribasso in tempi recenti nonostante le borse corrano sui massimi, hanno riacceso in molti l’avversione al rischioricercando sempre più soluzioni come conti deposito e liquidità di conto. I tassi euriborsono ormai negativi da moltissimo tempo su tutte le scadenze mentre la raccolta sul conto corrente, se non ha un leggero tasso positivo è comunque a tasso zero; traducendo vuol dire che le somme depositate sul conto corrente sono un costo per le banche. Le primissime manovre correttive per cercare di salvaguardare i margini sono state: ✓     l’aumento del costo annuo del conto corrente ✓     l’inserimento di tassi negativi sulla giacenza ✓     l’eliminazione degli Atm per indurre l’utilizzo di soli strumenti di pagamento elettronico. Comprendo benissimo la necessità da parte di alcune aziende di tutelare i propri bilanci, vedo però in contrapposizione la nascita di alcuni nuovi intermediari fintech che stanno andando dalla parte opposta offrendo tassi quasi interessanti sulle giacenze. A questo punto però mi chiedo, perché dobbiamo per forza avere molta liquidità sul contocorrente? Perché non gestiamo con intelligenza il patrimonio a disposizione? Le risposte alla domanda ovviamente oltre ad essere molto soggettive sono anche molto variabili però alcune osservazioni le ho raccolte dalla clientela e spaziano da: ✓     “mi propongono solo polizze” ✓     “non voglio rischiare il denaro” ✓     “non c’è nulla di sicuro che renda anche un pochino” ✓      “non saprei dove metterli” ✓     “non mi fido, ho paura” fino ad arrivare a proposte incomprensibili da parte di alcuni che possono essere prodotti strutturati ecc ecc. Dal canto mio, come consulente finanziario autonomo, vorrei far riflettere sul fatto che nel mercato ci possono essere numerose opportunità da cogliere, basta essere liberi di cercarle. Ogni istituto di credito, nello svolgere la propria consulenza, proporrà ai propri clienti un range di prodotticontenuti all’interno del proprio catalogo (passatemi il termine), ovviamente non avrà interesse a segnalare strumenti finanziari presenti sul mercato anche se più efficienti in termini di resa e di costo. Parliamoci chiaro, è un po’ come andare in un concessionario auto di una determinata casa produttrice per comprare una utilitaria sperando che il venditore ci proponga un’auto di lusso di una casa concorrente. Insomma, fanno bene o fanno male? Fanno il proprio mestiere! Ormai esiste da tempo una scelta alternativa in ambito investimenti, scelta ben diversa dal fai da te o dal trader improvvisato; l’opportunità si chiama consulenza “consulenza finanziaria indipendente”. Il consulente indipendenteè un professionista nel mondo investimenti che ha a cuore unicamente la piena soddisfazione dei propri clienti,non vende/colloca nessun prodotto finanziario, non ha conflitti di interesseed è specializzato nella gestione del patrimonio selezionando sul mercato i migliori prodotti evitando costi inutili, spese nascoste e proponendo soluzioni in linea con gli obiettivi prefissati. ✓    Avete mai preso in considerazione di fare una analisi portafoglio tramite un consulente autonomo? ✓      Siete al corrente che è molto semplice verificare se il portafoglio è veramente adeguato alle vostre esigenze e se non è eccessivamente eroso dai costi impliciti ed espliciti dei prodotti? Contattatemi per un consulto ed un’analisi gratuita, sarò felice di illustrarvi le opportunità reali di una gestione indipendente.

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

Coinbase, al debutto in borsa tra scetticismo e realtà.

15.04.2021 / 63 / 0

Nella giornata di ieri, mercoledi 14 aprile, hanno visto il debutto sul Nasdaq le azioni Coinbase, la più importante o tra le più importanti piattaforme esistenti per l’acquisto, scambio gestione e conservazione delle principali Cryptovalute. Il giorno della quotazione l’azione ha superato i 400 dollari negli scambi per poi ritracciare verso area 350 e forse ci si aspettava qualcosina di molto più spumeggiante vista la fame di Bitcoin che stiamo vivendo negli ultimi 6-12 mesi almeno. Molti operatori e consulenti finanziari hanno pensieri divergenti sul mondo crypto e commento non da poco è proprio quello dell’ex Ministro Tremonti che in un articolo apparso su Il Sole 24 Ore odierno definisce l’ipo con le seguenti parole: “Hanno quotato il nulla, certificato dal nulla”. Ma è proprio vero che stiamo valutando miliardi il nulla? E’ tutta una cryptobolla motivata dal non saper dove investire i nostri soldi? Abbiamo tutti il sogno di diventare milionari con le monete digitali acquistando il futuro nuovo Bitcoin semplicemente tenendolo in portafoglio per anni? Insomma, dare una risposta certa è effettivamente molto difficile ma è doveroso fare alcune osservazioni. Il mondo crypto non è assolutamente rappresentativo del “nulla”, anzi, la tecnologia che sta alla base di tutto è effettivamente rivoluzionaria, la blockchain. Fino a forse due o tre anni fa, solamente i più acculturati in materia avevano ben chiaro cosa fosse la blockchain, la differenza tra token e coin, cosa volesse dire “minare”, insomma tutta terminologia lontana dagli investimenti tradizionali ma abc basilare per affrontare un investimento od un semplice acquisto di una moneta digitale. La Blockchain, questa sconosciuta, è una tecnologia talmente rivoluzionaria e sicura che permette di digitalizzare qualsiasi asset, tecnicamente potremmo spaziare dalle transazioni finanziarie a dei registri immobiliari, dall’anagrafe di un Comune alle più svariate applicazioni in modo molto rapido e sicuro; proviamo solo a pensare a che vantaggi potremmo avere trasferendo semplici archivi tradizionali come il Catasto, l’anagrafe, gli atti notarili e oltre. Nella vicina Svizzera, per esempio, tramite EDSX (European Digital Assets Echange) è già possibile tokenizzare qualsiasi asset e reperire capitali tramite blockchain, emettere minibond, ipo e persino avere la registrazione del libro soci di una azienda, insomma il futuro è già arrivato. A questo punto dire che hanno quotato il nulla, certificato dal nulla, secondo me non è molto corretto, è ovvio che una società come Coinbase vivendo di commissioni sia molto soggetta ad una volatilità anche di fatturato in base all’andamento delle maggiori cryptovalute però, se dopo diversi anni di ostacoli ed anche battaglie legali i colossi della finanza mondiale hanno abbracciato le crypto, forse forse non stiamo parlando di una semplice moda o di una bolla destinata ad esaurirsi. Devo essere sincero, c’è ancora molta confusione e scetticismo, basti pensare che spesso e volentieri molti operatori non hanno ben chiaro nemmeno come trattare fiscalmente eventuali plusvalenze. Un paio di domanda in argomento e molto ricorrenti sono se sia ancora il caso di investire nel Bitcoin oppure a questi prezzi meglio starne alla larga e se vale la pena “buttare un chip” su qualche alternativa a bassissimo prezzo. Bene, la risposta è tutt’altro che semplice, io sono assolutamente a favore di Bitcoin & Co. e dell’universo che ci gira attorno, seguo con attenzione anche i prodotti alternativi che stanno nascendo come funghi come gli ETP e FIA (fondi di investimento alternativi) e noto un sempre crescente interesse anche da parte dei vari Asset Managers che non si vogliono far scappare il fiume di denaro che è ormai presente sulle valute digitali. Per dare un ordine di grandezza le prime 5 Crypto per capitalizzazione la fanno da padrona, analizzando i numeri nella sezione dedicata di Investing.com possiamo notare che Bitcoin, Ethereum, Binance Coin, Ripple e Cardano insieme capitalizzano circa 1,678 trilioni di dollari a fronte di 2,2 trilioni in totale distribuiti su 4977 prodotti. E’ anche ovvio che moltissimi progetti presenti sul mercato finiranno in un nulla di compiuto ma attorno ai principali c’è ancora molta strada da fare. Ma come fare allora per provare ad acquistare una frazione di Bitcoin (parlo di frazione dato che in questo momento quota circa 63.000 dollari) o di Ethereum oppure Dogecoin o Polkadot? Le strade sono molteplici e molteplici sono gli obiettivi e gli utilizzi che ne possiamo fare. Per fare alcuni esempi possiamo acquistare fisicamente i token/coin nei vari exchange proprio come Coinbase, oppure Binance, Kraken ecc ecc oppure possiamo negoziarle tramite CFD (contratti per differenza) sui vari broker presenti sul mercato ma facendo molta attenzione a scegliere un Broker regolamentato, possiamo investire su un ETP (exchange traded product) e seguire l’andamento del sottostante oppure acquistare le quote di un FIA o attendere i prossimi ed imminenti prodotti in arrivo Made in USA! Se tutto questo mondo ti affascina e vuoi essere aiutato e guidato nella scelta migliore per te, non esitare a contattarmi, ti fornirò ogni informazione in merito e ti aiuterò a comprendere rischi, opportunità e strumenti per diversificare al meglio i tuoi obiettivi ed investimenti.

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

2021, inizialo partendo dal chek-up finanziario!

23.12.2020 / 112 / 0

Eccoci giunti a fine anno, un 2020 che ha ridimensionato profondamente le nostre abitudini, il nostro stile di vita e ci ha costretti a limitare fortemente la nostra libertà, è ora di partire con il piede giusto nel 2021, inizialo dal check-up finanziario! A livello finanziario abbiamo assistito al panico a livello globale, crolli talmente vertiginosi delle borse che hanno messo a dura prova tutte le asset class e soprattutto le nostre convinzioni. Per molti di noi sarà l’anno che ha ridimensionato i nostri risparmi e polverizzato mesi e mesi di profitti, per altri invece è stato anche una grossa opportunità di investimento da sfruttare fino in fondo. Per te invece come è andata? E’ stata una sofferenza continua oppure hai avuto modo di proteggerti in qualche modo e godere poi del recupero delle borse? Beh, sicuramente non è stato semplice, non è stato semplice gestire l’ansia da perdita di capitali come non è stato facile capire quale era il momento giusto per rientrare. Ma era proprio giusto uscire dai mercati e rientrare successivamente? Anche qui la risposta non è semplice, dipende molto da come era posizionato il portafoglio; se era efficiente e ben diversificato poteva anche essere inutile chiudere posizioni e riaprire, anzi molto probabilmente avrebbe peggiorato le cose ma credimi, portafogli veramente efficienti e diversificati non ne ho visti molti in questo anno. Diversificare non vuol dire semplicemente comprare tanti titoli con nomi differenti, diversificare non vuol dire comprare le stesse asset class in Europa, Asia e Stati Uniti, diversificare non vuol dire comprare obbligazioni ed azioni dello stesso emittente, diversificare è molto di più di tutto questo! Ora vorrei farti riflettere su alcuni punti: Il tuo portafoglio risponde in pieno alle tue esigenze? Nei mesi passati le perdite potenziali erano superiori alle tue aspettative? La capacità di recupero del tuo paniere titoli è stata soddisfacente o stai ancora soffrendo? Conosci esattamente i costi impliciti ed espliciti dei tuoi titoli? Sai quanto rendono a te e quanto rendono al gestore o alla tua banca? Hai mai fatto un test di efficienza del portafoglio? Sai quanto i singoli titoli possono essere correlati tra loro? Esistono prodotti alternativi sul mercato migliori nelle performance ed a costi inferiori?   Se a tutte queste domande non sai darti una risposta o se pensi meritino un approfondimento, allora è giunto il momento di fare un bel check-up “indipendente” dei tuoi risparmi! Un check-up indipendente sarà in grado di rispondere a tutte le tue domande in assenza totale di conflitto di interesse, sarai in grado di capire le criticità ed i punti di forza, avrai modo di verificare l’efficienza e la rischiosità, ti verranno indicati tutti i costi sostenuti dai tuoi titoli e capirai se c’è modo di ridurre rischi ed aumentare performance. Ah, dimenticavo una cosa importante, come regalo di Natale il check-up è completamente gratuito da oggi e per tutto il mese di Gennaio 2021! Approfittane, contattami e sarò felice di illustrarti su come procedere!

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

La pubblicazione della pagina profilo è a cura e su iniziativa personale del singolo consulente. MoneyController non si assume alcuna responsabilità in merito ai contenuti pubblicati dal consulente e a quelli accessibili attraverso link a siti web esterni citati dal consulente.

Condividi