Gianluca Pino

Consulente finanziario

II° 2020
Banca Generali
Roma
Da €20MLN a €40MLN
Oltre a 10 anni
Laurea
50 anni
155
21 aprile 2020
II° 2020

Profilo professionale

LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA A TUTELA DELLA FAMIGLIA-PATRIMONIO-IMPRESA In un contesto, quale quello italiano popolato da piccole e medie imprese, in cui le scelte d'impresa sono fortemente intrecciate e correlate con le decisioni di pianificazione patrimoniale "Famiglia -Patrimonio - Impresa", è diventato necessario sapere indirizzare e orientare l'imprenditore nelle scelte di investimento e di finanziamento.Il mio modo di lavorare con indole proattiva, positiva e concreta rispecchia a pieno il modello di Promotore Patrimoniale.Esperienza diretta di mercati immobiliari e pianificazione finanziaria mi permettono di analizzare tutti gli aspetti necessari alla gestione di un patrimonio con attenzione ai temi fiscali e successori (fondi patrimoniali e trust).Oggi più che mai, di fronte alla turbolenza di mercato, e' necessario informarsi e farti consigliare da esperti per individuare gli "strumenti" che meglio si adattano alle tue esigenze. Ma non basta: l'espressione "pianificazione finanziaria" racchiude tante soluzioni diverse, adatte a risparmiatori e clienti differenti. È necessario dunque fare chiarezza.

Le mie principali competenze

I miei credit

Le mie ultime attività

Quadro macroeconomico

17.09.2020 / 38 Visualizzazioni

I dati economici pubblicati nel corso dell’estate hanno confermato che il peggio per l’economia mondiale dovrebbe essere alle spalle e che nei prossimi trimestri potrebbe proseguire la fase di recupero, dopo il crollo dell’attività economica per l’emergenza sanitaria, sebbene intervallata da probabili pause. I dati relativi a produzione industriale e vendite al dettaglio hanno nel complesso evidenziato forti rimbalzi, anche se un ritorno ai valori pre-crisi è ancora ben lontano: le stime degli economisti non vedono un ritorno dell’attività economica ai livelli pre-Covid prima della fine del 2021. La maggior fonte di incertezza è rappresentata da un nuovo aumento dei contagi da Covid-19, che potrebbero portare ad un atteggiamento più cauto per consumi ed investimenti. In tale scenario il tasso di disoccupazione resterebbe su valori elevati ancora a lungo, con danni permanenti sul potenziale di crescita dell’economia e sullo stato dei conti pubblici per le misure di assistenza che sarebbero necessarie. Le banche centrali hanno confermato il sostegno all’economia ma fondamentale nei prossimi trimestri sarà il sostegno della politica fiscale. STATI UNITI Negli USA i dati macro pubblicati nelle ultime settimane hanno evidenziato un quadro economico sostanzialmente positivo, che ha rafforzato le attese per un rimbalzo dell’economia nella seconda parte dell’anno. Con riferimento ai dati reali, sia le vendite al dettaglio sia la produzione industriale hanno esteso in luglio il rimbalzo iniziato in giugno. In particolare sono state le vendite al dettaglio core a battere le stime degli economisti, con una crescita dell’1,9% m/m contro il +1,3% m/m del consensus. Per quanto non si sia ripetuto il rimbalzo di giugno (+8,3% m/m) a causa della reintroduzione di misure di distanziamento sociale in alcuni stati per l’aumento dei contagi, il dato di luglio ha evidenziato come la propensione agli acquisti dei consumatori sia rimasta elevata, anche grazie alle misure di sostegno implementate all’amministrazione Trump. La produzione industriale è cresciuta del 3% m/m, in linea con le stime, confermando la tenuta del comparto.  Le notizie migliori sono arrivate dal settore immobiliare, con il dato sulle costruzioni di nuove case in crescita del 23% a 1,5 milioni e un ritorno ai valori pre-Covid completato. Segnali confortanti in ottica prospettica sono giunti anche dagli indici di fiducia. L’indice di fiducia delle imprese ISM manifatturiero è salito da 54,2 a 56 portandosi su un valore in linea con un’espansione del Pil del 3,9% annualizzato. L’indice di fiducia dei costruttori NAHB ha addirittura raggiunto il massimo storico. Unica eccezione è rappresentata dall’andamento dell’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board, sceso da 91,7 a 84,8. Il calo dell’indice anticipa un recupero più moderato dei consumi nei prossimi mesi, soprattutto qualora il miglioramento del mercato del lavoro si dovesse scontrare con una emergenza sanitaria ancora in atto. Il rapporto sul mercato del lavoro di settembre ha mostrato una creazione di posti di lavoro pari a 428k unità, con il tasso di disoccupazione in discesa all’8,4%. Il rimbalzo dell’inflazione all’1% a/a e della core all’1,6% è una notizia positiva per la Fed, che ha comunicato il cambiamento dell’obiettivo di politica monetaria: da un target del 2% (inflation targeting), la Fed passerà a un obiettivo di inflazione media del 2% (price level targeting), che consentirà una maggiore crescita dei prezzi per il futuro. EUROPA In area Euro è continuato il trend di recupero dell’attività produttiva, ma qualche segnale d’allerta è arrivato dagli indici PMI, con particolare riferimento al settore dei servizi. In agosto i PMI servizi di tutti i maggiori Paesi della regione hanno registrato una correzione dopo i forti rimbalzi dei mesi precedenti, con il dato italiano e spagnolo ritornati sotto la soglia di 50 che demarca espansione da contrazione. Tali dati segnalano come la fase di ripresa dell’economia dopo il lockdown possa essere più debole del previsto, nonostante il buon recupero del settore industriale. La decisione del governo tedesco di rivedere al rialzo la stima sul Pil del 2020 da -6,3% a -5,8% è un’indicazione dell’estremo pessimismo che aveva colpito i governi in precedenza più che un segnale di forza dell’economia. Preoccupa la dinamica dell’inflazione con il CPI core sceso in agosto al minimo storico dello 0,4% a/a sulla base della stima flash. Il balzo della massa monetaria (M3 a +10,2% a/a in luglio) grazie agli interventi della BCE in Q2 dovrebbe impedire un forte ribasso dell’inflazione ma l’attenzione tra i banchieri centrali dovrebbe rimanere elevata poiché una discesa in deflazione sarebbe quanto mai dannosa per le economie della regione a seguito dell’elevato indebitamento GIAPPONE In Giappone l’attenzione si è focalizzata sulla decisione del Primo Ministro Abe Shinzo di dimettersi per questioni di salute. Per quanto questo evento possa aumentare le incertezze nel breve, si ritiene che il successore difficilmente potrà rinnegare il processo di riforme e stimoli implementati per fare tornare il Giappone ad una crescita e ad un’inflazione più elevate. Gli ultimi dati di luglio hanno evidenziato un rimbalzo della produzione industriale (+8% m/m) anche se gli effetti sull’export del lockdown sono ancora ben visibili (-16,1% a/a). Dopo il forte balzo del mese precedente (+13,1% m/m) le vendite al dettaglio si sono, invece, contratte sia su base mensile (-3,3% m/m) che annua (-2,8% a/a). CINA I dati del mese di agosto hanno confermato che il recupero dell’attività economica è continuato ma che un ritorno alla normalità è ancora lontano. Le vendite al dettaglio, in calo dell’1,1% a/a contrariamente alle attese di un rialzo dello 0,1% a/a, stanno evidenziando come i consumatori rimangano prudenti e restii a tornare alla vita pre-Covid. La produzione industriale ha confermato la propria sovraperformance, con un incremento del 4,8% a/a, ma l’andamento degli investimenti diretti fissi, seppure tornati in territorio positivo (+0,5% a/a) evidenzia come la spinta dall’estero possa rimanere debole ancora a lungo. In tale scenario sia la politica fiscale sia quella monetaria potrebbero rimanere pronte ad intervenire nel caso la ripresa economica dovesse perdere il passo nel breve, contrariamente alle dichiarazioni ufficiali che sembrano delineare lo spostamento dall’obiettivo di gestione della crisi a quello di garanzia della stabilità economica nel lungo termine. OUTLOOK Crescita Economica Dopo la forte contrazione del Pil nel Q2, periodo in cui le misure di distanziamento sociale hanno esercitato i maggiori effetti negativi sulla crescita economica, le principali economie mondiali dovrebbero tornare a crescere a un ritmo sostenuto nel terzo trimestre. Sia gli indici di fiducia delle imprese che i dati reali pubblicati nelle ultime settimane hanno rafforzato le attese che il ciclo economico possa migliorare nella seconda parte dell’anno, seppure a ritmo molto graduale, e hanno indotto ad una revisione migliorativa delle stime di crescita del Pil per il 2020 anche se il trend si conferma in contrazione. L’andamento del PMI manifatturiero in Cina e area Euro in agosto, in leggero calo dopo il rimbalzo degli ultimi mesi, segnala come il processo di recupero non sia lineare ma possa essere intervallato da pause. Un ulteriore stimolo alla crescita potrebbe arrivare dall’adozione di una nuova politica fiscale espansiva da parte del Congresso statunitense, mentre in area Euro è attesa l’implementazione dello European Recovery Fund, i cui effetti si faranno però sentire solo nel 2021.  Inflazione/Deflazione  Gli ultimi dati sull’inflazione hanno evidenziato un andamento contrastato negli USA e in area Euro. Negli Stati Uniti, in agosto il CPI ha registrato un forte incremento, con il dato salito dallo 0,6% a/a all’1% a/a e la versione core in crescita dall’1,2% a/a all’1,6% a/a. In area Euro, invece l’inflazione è scesa in territorio negativo (-0,2% a/a) ma, soprattutto, ha destato timori il calo dell’inflazione core al minimo storico dello 0,4% a/a. Si ritiene, comunque, che i rischi di entrata in deflazione possano essere contenuti grazie alle forti politiche monetarie espansive adottate dalle banche centrali, anche se i livelli di inflazione richiederanno comunque un attento monitoraggio nei prossimi mesi. Banche Centrali In uno scenario di banche centrali che manterranno un orientamento espansivo ancora a lungo per sostenere la crescita economica, la Fed ha annunciato un cambio di regime di politica monetaria passando da un obiettivo di inflazione fisso al 2% ad un target medio del 2% lungo l’arco del ciclo economico. Di conseguenza il livello d’inflazione nel medio periodo dovrebbe restare più elevato per permettere di compensare le fasi di bassa inflazione registrate nei periodi di rallentamento economico. In agosto non ci sono state novità dalla BCE, così come nella riunione appena tenutasi di settembre dove continua a prevalere una prosecuzione dell’atteggiamento «wait and see», ma il cambiamento di strategia della Fed potrebbe mettere pressione sulla banca centrale dell’Eurozona per modificarea sua volta l’obiettivo di politica monetaria. Rischi Seconda ondata di diffusione del Covid-19: rappresenta il principale rischio per la crescita economica a livello globale. La corsa presidenziale: resta ancora molto incerta, questo sta mantenendo alta la volatilità sui mercati finanziari. Tensioni USA-Cina: sta perdendo di momentum, superato dai precedenti due rischi, per conseguenze sui mercati finanziari. AZIONI Durante il periodo estivo le quotazioni azionarie hanno tendenzialmente proseguito in un trend al rialzo iniziato verso la fine di marzo con gli indici americani che hanno raggiunto nuovi massimi. Le politiche monetarie accomodanti delle banche centrali continuano a rimanere il driver principale dell’andamento dei mercati azionari con la Fed che, abbandonando un target di inflazione fisso, ha confermato la propria determinazione a fare di tutto per sostenere la nascente ripresa economica. Questo dovrebbe supportare un ulteriore proseguimento del trend rialzista cui abbiamo assistito fino ad ora. Tuttavia molti dei fattori alla base del recupero delle quotazioni stanno perdendo momentum e per alcuni listini è sempre più evidente lo scollamento tra gli andamenti di borsa rispetto ad un’economia reale la cui tenuta dipende in larga parte da sussidi e stimoli fiscali e monetari. Per l’ultimo trimestre dell’anno si prospetta uno scenario più incerto. I mercati azionari presentano ormai condizioni (valutazioni elevate e compiacenza) sempre più simili a quelle prevalenti a febbraio.  I prezzi delle azioni stanno già scontando stimoli monetari e fiscali aggiuntivi, la disponibilità a breve di un vaccino contro il virus e gli eventuali benefici positivi di una vittoria del partito Democratico in USA. Qualsiasi notizia negativa rispetto a tali attese potrebbe portare quindi volatilità anche considerando il livello elevato raggiunto dalle valutazioni.Questo scenario induce a mantenere una esposizione equilibrata sul mercato azionario con accumulazioni verso la piena neutralità nei momenti di maggiore volatilità, sempre implementando le scelte con diversificazione e selettività per cogliere le opportunità ancora disponibili. OBBLIGAZIONI L’azione continua delle banche centrali, in particolare il nuovo impulso della Fed, e le politiche fiscali espansive decise dai governi continuano a sostenere i corsi di tutti i titoli obbligazionari riducendo spread e rendimenti del comparto corporate. Come previsto però il mercato obbligazionario ha recentemente rallentato la sua corsa, complice anche una pausa estiva relativamente tranquilla che ha fatto seguito a trimestrali senza particolari sorprese. Il mercato primario ha confermato il rallentamento atteso ma dovrebbe riprendere la sua attività nella seconda parte dell’anno, in particolare per i titoli high yield (il comparto investment grade ha già registrato volumi record nei mesi precedenti). Nonostante uno scenario generalmente supportivo per l’asset class obbligazionaria rimangono i rischi di un’accelerazione dell’inflazione che potrebbe portare ad un irripidimento delle curve governative, mentre una seconda ondata pandemica potrebbe indurre un nuovo rallentamento economico con conseguenze sui risultati aziendali, aumento dei default e nuovo allargamento degli spread. Si propende pertanto per un posizionamento neutrale sull’asset class obbligazionaria con prese di profitto sulle posizioni che più hanno performato negli ultimi mesi e che sono ritornate su valutazioni precedenti alla fase di correzione. LIQUIDITÀ Si mantiene un posizionamento di neutralità sulla liquidità funzionale e coerente con le scelte strategiche sulle asset class principali, che potrebbero presentare nel corso del prossimo trimestre opportunità d’investimento

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

Mercati azionari e agenda settimanale del 14 settembre 2020

14.09.2020 / 37 Visualizzazioni

MERCATI AZIONARI AMERICA Le borse statunitensi hanno chiuso venerdì in maniera contrastata, con il Dow Jones Industrial in rialzo dello 0,5% mentre sul Nasdaq sono proseguite le vendite e l’indice tecnologico ha chiuso in calo dello 0,6%. Le big cap del settore tecnologico, protagoniste del forte rally dal minimo di marzo, sono state colpite dalle prese di profitto: Apple ha perso l’1,3%, Amazon l’1,8% e Facebook lo 0,6%. Ha, invece, interrotto il forte trend al ribasso Tesla, salita dello 0,4%. Oracle ha perso lo 0,6% nonostante abbia annunciato risultati trimestrali migliori delle attese e alzato la guidance per il resto dell’anno. Il produttore di camion elettrici Nikola è arretrato del 14,5% per le accuse di frode contabile lanciate dal fondo specializzato in vendite allo scoperto Hindenburg Research. Gilead Sciences ha chiuso in rialzo del 2,8%. La società ha annunciato nel fine settimana l’acquisizione per USD21 miliardi di Immunomedics. Con l’acquisizione, Gilead aumenterà la propria esposizione nel settore della cura dei tumori. MERCATO AZIONARI ASIA Le maggiori borse asiatiche scambiano in territorio positivo, con gli investitori che rimangono in attesa della riunione della Fed in agenda questa settimana. In Giappone, a luglio la produzione industriale è cresciuta dell’8,7% m/m, un valore superiore all’8,0% atteso dagli economisti. SoftBank ha messo a segno un rialzo del 9,0% in scia alla notizia della vendita di Arm Holding a Nvidia per USD40 miliardi. Acquisti sul Kospi, che ha terminato le contrattazioni con un rialzo dell’1,3%, trainato dal proseguimento del trend positivo di Samsung (2,4%). Il listino indiano scambia in territorio positivo grazie alle buone performance dei titoli tecnologici e bancari, con i rispettivi settori in guadagno dell’1,0%. MERCATI AZIONARI EUROPA I principali listini europei hanno chiuso la seduta di venerdì in rialzo, nonostante le tensioni sul fronte Brexit, con Boris Johnson che ha deciso di portare avanti la proposta dell’Internal Market Bill pur sapendo che questo è contrario alla legge internazionale e a quanto stipulato con l’Unione Europea. A livello di singole società, Rio Tinto ha guadagnato il 4,4% dopo l’annuncio delle dimissioni del CEO e di alcuni dirigenti. A segnare la miglior performance del listino europeo è stata la società di telecomunicazioni francese Altice Europe, salita del 24,4% dopo che il fondatore ha offerto EUR2,5 miliardi per acquisire la società con l’intenzione di delistarla. Poco invariato il Ftsemib, influenzato dalle vendite sui titoli del comparto bancario, con Unicredit e Banco BPM in perdita del -2,0% e del -1,9% rispettivamente. FOREX Cross fra USD, EUR e JPY relativamente stabili in attesa del meeting della Fed di domani e mercoledì e della nomina del successore di Abe che tuttavia non dovrebbe portare a variazioni rilevanti di politica economica. Continua invece la forte debolezza della GBP che si mantiene sopra le 0,92 pounds per euro: la scorsa settimana Londra ha esplicitamente riconosciuto che potrebbe violare le leggi internazionali non riconoscendo alcuni dei termini del trattato di divorzio dalla UE. Stabili anche i cross verso le valute emergenti. COMMODITIES Le materie prime hanno chiuso una settimana caratterizzata da incertezza e volatilità, sia per ragioni proprie di ogni segmento, sia come riflesso di quanto accaduto sul mercato azionario e valutario. Il WTI, dopo essere arrivato a perdere più del 10% su base settimanale, ha aperto la seduta odierna in leggero rialzo, scambiando intorno ai USD 37,49 al barile. Anche il Brent ha aperto positivo e si è riportato a ridosso dei USD 40 al barile. L’oro rimane sui livelli dell’ultima decade, a USD 1945 l’oncia.   Di seguito una lista dei principali avvenimenti della settimana che potrebbero influenzare i mercati: Martedì Alle 04:00 la Cinarilascerà il dato relativo la produzione industriale Alle 08:00 la Gran Bretagnacomunicherà l’indice dei salari medi inclusi bonus e la variazione nelle richieste di sussidi di disoccupazione Alle 11:00 la Germaniarilascerà la rilevazione ZEW del sentimento sull’economia tedesca Mercoledì Alle 08:00 la Gran Bretagnacomunicherà l’IPC   Alle 14:30 gli Stati Uniticomunicheranno il dato relativo alle vendite al dettaglio e alle 16:30 quello relativo alle scorte di petrolio greggio. Alle 20:00 saranno rilasciate le proiezioni economiche e le decisioni del FOMC insieme alle decisioni sul tasso di interesse del fondi FED, a seguire si terrà la conferenza stampa del FOMC Giovedì Alle 06:30 in Giapponesarà rilasciata la dichiarazione sulla politica monetaria della BoJ, seguirà alle h. 09:00 la conferenza stampa della BoJ Alle 11:00 in Zona Eurosarà rilasciato l’IPC annuale Alle 13:00 in Gran Bretagnaverrà comunicata la decisione sul tasso di interesse, saranno rilasciati i verbali dell’incontro del MPC e i permessi di costruzione rilasciati. Alle 14:30 sono attesi i dati relativi alle richieste iniziali di disoccupazione Venerdì Alle 08:00 in Gran Bretagnasarà comunicato il dato relativo alle vendite al dettaglio    

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

MAGGIORE FIDUCIA SUGLI UTILI DOPO Q2

06.08.2020 / 48 Visualizzazioni

MERCATI AZIONARI La settimana dei mercati azionari ha mostrato un lieve rialzo dell’indice globale, nonostante in Europa le borse azionarie abbiano segnato decisi ribassi per via di alcuni  dati macro inferiori alle attese e per il continuo peggiorare della situazione sanitaria in Spagna e in Belgio. Al contrario, i listini americani hanno messo a segno un ulteriore rialzo, trainati dai guadagni dei tecnologici dopo la pubblicazione delle trimestrali delle big tech. Negli Stati Uniti, la rilevazione del crollo del -32,9% t/t del Pil del secondo trimestre non ha spaventato gli investitori, che si sono invece riversati sui mercati rinvigoriti dalla decisione della Fed di mantenere invariati i tassi di interesse e i programmi di acquisto, e dalle buone trimestrali dei titoli tecnologici. Tuttavia, la situazione sanitaria corrente sta continuando a rallentare la ripresa economica del Paese: gli ordini di beni durevoli core sono cresciuti a giugno del 3,3% a/a, al di sotto del +3,5% atteso. Anche il peggioramento degli indici di fiducia di luglio è un ulteriore segnale delle difficoltà che sta vivendo il Paese. In particolare, la fiducia dei consumatori calcolata dal Conference Board è scesa a 92,6 punti dai 98,3 di giugno, mentre il dato calcolato dall’Università del Michigan è passato a 72,5 punti dai precedenti 73,2. In Europa, la settimana è stata caratterizzata da forti ribassi, principalmente dovuti alla rilevazione di una contrazione del Pil del 2Q peggiore delle attese. La contrazione del -12,1% t/t è stata infatti inferiore al -11,2% stimato, e decisamente più significativa del -3,6% dell’1Q. A livello di singoli Paesi, la Spagna è stata la più colpita dal blocco delle attività, registrando una decrescita del -18,5% t/t. Segnali positivi sono giunti tuttavia dall’inflazione sia headline, che a luglio è aumentata dello 0,4% a/a dopo lo 0,3% di giugno, sia core, passata a un +1,2% a/a dal precedente 0,8%, scongiurando almeno per il momento il rischio di deflazione. In Asia, la performance migliore è stata messa a segno dal listino cinese, che ha beneficiato della rilevazione di un miglioramento del PMI manifatturiero a luglio a 51,1 punti (a giugno si era attestato a 50,9) e dai dati sui profitti delle imprese, che a giugno hanno mostrato una crescita dell’11,5% a/a. Decisamente più debole il Nikkei, che ha chiuso la settimana con un ribasso del -4,6%, penalizzato da un aumento di nuovi contagi di Covid-19. MERCATI OBBLIGAZIONARI, CURRENCY E COMMODITY Settimana per lo più positiva per l’obbligazionario governativo. I rendimenti dei treasury sono scesi su tutta la curva, con il 5y in calo 7 punti allo 0,20% e il 10y in calo di 6 punti allo 0,53%. I guadagni sull’asset class sono venuti a seguito della debole propensione al rischio, fra alcuni dati economici sotto le aspettative e trimestrali deludenti. Dopo l’incontro della Fed, il presidente Jerome Powell ha ribadito la necessità di un costante sostegno politico di fronte alle incertezze causate dalla pandemia globale e ha promesso di mantenere i tassi di interesse a livelli record. Movimento simile anche sui governativi core europei, con un rally dettato dalla forte domanda di beni rifugio, in particolare di quelli al di fuori degli Stati Uniti. I Bund tedeschi hanno sovraperformato, con rendimenti a 10 anni scesi di 8 punti a -0,52%, mentre gli equivalenti francesi sono scesi di 4 punti base a -0,19%. Hanno sottoperformato invece le obbligazioni periferiche, più rischiose, con il rendimento del decennale italiano in aumento di 1 pb all’1,01%. Sulla falsariga s’è mosso quindi l’obbligazionario corporate con la miglior qualità creditizia dell’investment grade premiata con spread in calo, mentre l’high yield, più rischioso, è stato oggetto di vendite con spread in allargamento. Sul fronte valutario, il recente aumento dei casi COVID-19 negli Stati Uniti ha pesato sulla velocità della ripresa economica degli Stati Uniti con un indebolimento dei dati macro e un aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione, portando ancora ad una marcata correzione dell’USD, arrivato oltre l’1,19 contro EUR. Toniche in settimana anche le valute safe haven come lo JPY, così come le valute con carry positivo o quelle in paesi con avanzi delle partite correnti, tra cui Australia e Nuova Zelanda. In calo invece i prezzi del greggio, sebbene ormai da 2 settimane i movimenti sono laterali in un range ristretto a causa delle preoccupazioni sulla domanda di benzina e dal momento che gli investitori hanno visto un aumento delle scorte USA nel rapporto governativo settimanale. Mentre da una parte l’API ha registrato un calo di 6,8 milioni di barili nelle forniture di petrolio, il report governativo ha invece evidenziato un aumento di 1,1 milioni di barili nel principale hub di trasbordo di Cushing, Oklahoma. Nel frattempo, gli investitori hanno esaminato i piani dell’OPEC+ per ridurre i tagli alla produzione in agosto e riprendere una parte della produzione di greggio arrestata durante il periodo di crisi. Nella settimana i prezzi dell’oro sono aumentati del 3,9% per raggiungere nuovi massimi nella debolezza del dollaro. SOTTO I RIFLETTORI I dati trimestrali delle maggiori società statunitensi e europee si stanno dimostrando migliori di quanto temuto dagli investitori. In Usa, con il 63% delle società dello S&P500 che hanno pubblicato i risultati del secondo trimestre, il fatturato registra una contrazione dell’11,7% e l’eps del 10,4%. L’84% delle società che hanno sinora riportato i risultati, però, ha battuto le attese degli analisti e la sorpresa media è stata del 21,8%. Per entrambe le statistiche si tratta dei record storici. A livello settoriale, i consumer services hanno messo a segno il maggiore rialzo dell’EPS (9,2%), nonostante il -13% del fatturato. Solo tre settori hanno registrato un incremento del fatturato: health care, finanziari e tecnologici. Per questi ultimi due settori, però, questo non si è tradotto in un miglioramento dell’EPS. In particolare, sui finanziari pesano gli accantonamenti per rischi su crediti In area Euro il 61% delle società ha presentato i conti del secondo trimestre. Sia il fatturato sia l’utile per azione registrano un forte calo a causa della pandemia da Covid – 19. Tuttavia, la % di società che ha battuto le stime degli analisti (63%) è la più alta da Q1 ’17. Nessun settore registra un incremento del fatturato rispetto allo scorso anno, ma telecomunicazioni e tecnologici mettono a segno un progresso dell’EPS. Tra le telecomunicazioni si è distinta Telelefonica Deutschland, con un incremento dell’EPS dell’80% (pur rimanendo in perdita), mentre tra i tecnologici ASML, a +65,4% L’andamento dei dati trimestrali di Q2 sta avendo un impatto positivo sulle stime degli analisti per i prossimi trimestri, sostenendo le quotazioni dei mercati azionari. In USA, in luglio gli analisti hanno rivisto al rialzo le proprie stime sul trimestre in corso dell’1,1%. Solitamente gli analisti rivedono al ribasso le proprie stime nel primo mese del nuovo trimestre (-2,8% la revisione media degli ultimi 10 anni) e gli ultimi due trimestri in cui c’è stata una revisione al rialzo sono stati Q1 ‘18 e Q2 ‘11. Le stime degli analisti sono ora per una contrazione dell’EPS del 22,9% nel terzo trimestre, seguita da un ulteriore contrazione del 12,1% nell’ultimo trimestre dell’anno. Il 2020 dovrebbe, concludersi con una contrazione del 19,4% prima di un rimbalzo del 27% nel 2021. Anche in area Euro le stime sugli utili per il prossimo anno continuano ad essere riviste al rialzo, con il consensus degli analisti che vede ora una crescita del 34,5% nel 2021 contro una contrazione del 30% nel 2020. Sulla revisione al rialzo, oltre al buon andamento dei conti trimestrali di Q2, stanno giocando un ruolo anche i dati migliori delle attese pubblicati nelle ultime settimane, in particolare con riferimento all’andamento degli indici di fiducia delle imprese, che evidenziano le possibilità di una ripresa sostenuta dell’attività economica nei prossimi mesi.

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

La pubblicazione della pagina profilo è a cura e su iniziativa personale del singolo consulente. MoneyController non si assume alcuna responsabilità in merito ai contenuti pubblicati dal consulente e a quelli accessibili attraverso link a siti web esterni citati dal consulente.

Condividi