Gianluca Pino

Consulente finanziario

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21 aprile 2020
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LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA A TUTELA DELLA FAMIGLIA-PATRIMONIO-IMPRESA In un contesto, quale quello italiano popolato da piccole e medie imprese, in cui le scelte d'impresa sono fortemente intrecciate e correlate con le decisioni di pianificazione patrimoniale "Famiglia -Patrimonio - Impresa", è diventato necessario sapere indirizzare e orientare l'imprenditore nelle scelte di investimento e di finanziamento.Il mio modo di lavorare con indole proattiva, positiva e concreta rispecchia a pieno il modello di Promotore Patrimoniale.Esperienza diretta di mercati immobiliari e pianificazione finanziaria mi permettono di analizzare tutti gli aspetti necessari alla gestione di un patrimonio con attenzione ai temi fiscali e successori (fondi patrimoniali e trust).Oggi più che mai, di fronte alla turbolenza di mercato, e' necessario informarsi e farti consigliare da esperti per individuare gli "strumenti" che meglio si adattano alle tue esigenze. Ma non basta: l'espressione "pianificazione finanziaria" racchiude tante soluzioni diverse, adatte a risparmiatori e clienti differenti. È necessario dunque fare chiarezza.
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La Cina guida il recupero asiatico

08.10.2020 / 61 Visualizzazioni

MERCATI AZIONARI L’indice globale azionario ha chiuso la settimana in rialzo dell’1,6%, con gli investitori che hanno apprezzato le notizie di inizio settimana sugli sviluppi nella ricerca di un accordo per un nuovo stimolo fiscale in America, e i buoni dati macro per il mese di settembre. In chiusura di settimana, il rallentamento del mercato del lavoro e la notizia della positività al Covid-19 di Donald Trump, non sono stati sufficienti a portare i listini in territorio negativo. In America, la fiducia dei consumatori è rimasta alta anche a settembre, come evidenziato dalla rilevazione dell’indice calcolato dal Conference Board, in salita a 101,8 punti da 86,3 del mese precedente. Tuttavia, alcuni segnali di un rallentamento del recupero dell’economia americana hanno eroso parte dei guadagni registrati dagli indici azionari. Primo tra tutti l’ISM manifatturiero che, pur rimanendo in territorio espansivo, è inaspettatamente diminuito a settembre, passando a 55,4 punti dai precedenti 56,0. Allo stesso modo, anche i dati del mercato del lavoro hanno lanciato qualche incertezza sulla solidità del recupero: nel mese di settembre sono stati creati “solamente” 661 mila nuovi posti di lavoro, un dato decisamente inferiore agli 1,4 milioni di agosto. Al momento tuttavia, gli investitori sembrano maggiormente concentrati sul raggiungimento di un accordo per un ulteriore stimolo fiscale, fattore che avrebbe l’effetto di garantire supporto all’economia nel caso di un nuovo rallentamento per via dell’aumento dei contagi. In Europa, la maggior parte dei listini ha sovraperformato l’indice globale, nonostante alcuni Paesi abbiano sperimentato un aumento dei casi di Covid-19 e di conseguenza stiano  vagliando l’ipotesi di proporre nuove restrizioni per contenere una seconda ondata. I continui dubbi sul fronte Brexit hanno inoltre penalizzato la borsa inglese, che in settimana ha registrato una delle performance più basse del Vecchio Continente. A livello macro, i prezzi in Eurozona sono ulteriormente diminuiti a settembre, con il CPI in contrazione del -0,3% a/a dopo il -0,2% di agosto. In Cina, la produzione industriale e l’attività manifatturiera hanno continuato a mostrare solidità anche a settembre, con il PMI manifatturiero in salita a 51,5 punti dai 51,0 precedenti. In Giappone, il Nikkei ha terminato la settimana in ribasso, nonostante il miglioramento dell’indice Tankan delle grandi imprese manifatturiere che, nel 3Q, è passato a -27 punti dai precedenti -34. MERCATI OBBLIGAZIONARI, CURRENCY E COMMODITY        Settimana caratterizzata con un andamento divergente per l’obbligazionario governativo dalle due parti dell’Atlantico. Negli Stati Uniti, la curva ha mostrato un leggero irripidimento con il decennale salito di 5 punti base allo 0,70% rimanendo invece invariata sulla scadenza a 2 anni: giovedì, i dati sul mercato del lavoro e sulle abitazioni migliori del previsto hanno portato una maggiore propensione al rischio con una lieve vendita dei titoli del Tesoro a più lunga scadenza, mentre vi sono stati pochi segnali di svolta al Congresso su un ulteriore pacchetto di stimolo fiscale Sostanzialmente invariata invece la curva tedesca, con cali inferiori al punto base su tutta la curva: le ingenti emissioni in Germania e Spagna non sembrano aver pesato sui rendimenti. Anche l’affermazione di Christine Lagarde che la BCE nella sua revisione della strategia in corso possa considerare di lasciare andare l’inflazione in overshooting, seguendo la modifica introdotta dalla Fed, non sembra averinfluenzato il mercato dei governativi core che da già per scontato tale modifica. Le  parole accomodanti di Lagarde hanno invece giovato ai governativi italiani, con un appiattimento della curva e una discesa di 10 punti base a 0,78% sulla scadenza a 10 anni. Il miglior sentimento per il rischio ha giovato al segmento corporate, che ha tratto vantaggio di una riduzione dello spread creditizio soprattutto sulla carta di minor qualità. Bene nella settimana sia l’EUR, sia la GBP nei confronti dell’USD. Oltre che della maggior propensione al rischio, la moneta unica ha tratto vantaggio anche dalla chiusura di mese e trimestre, che ha visto la chiusura di posizione e un flusso verso l’EUR. La GBP invece ha tratto vantaggio sia dai progressi sui negoziati Brexit, sia sulle speculazioni sull’utilizzo di tassi negativi da parte della BOE, con l’affermazione del vicegovernatore Dave Ramsden secondo cui il limite inferiore effettivo è già stato raggiunto. Settimana positiva anche per le divise emergenti che traggono vantaggio dall’indebolimento dell’USD, sebbene l’eterogeneità dei Paesi porti anche ad andamenti profondamente divergenti. Meglio la parte asiatica che beneficia del buon periodo del CNY, mentre in area EMEA il RUB soffre sia per le tensioni in Biellorussia con le sanzioni al Paese introdotte dall’UE sul finire di settimana, sia per il vantaggio di Biden nei sondaggi come futuro presidente degli USA. Si conferma debole anche la TRY che, sebbene abbia chiuso in apprezzamento, ha registrato un nuovo minimo storico contro USD in avvio di settimana. Da dimenticare invece la performance del greggio nonostante la maggior propensione al rischio e la correzione dell’USD: a preoccupare gli investitori sia le prospettive sulla domanda della commodity, sia le indiscrezioni secondo cui la Russia non stia rispettando le quote OPEC+. In risalita l’oro, con il supporto proveniente da un USD più debole e un'elevata incertezza politica. SOTTO I RIFLETTORI  L’Asia Orientale, ed in particolare la Cina, è l’area geografica che sta affrontando la pandemia da Covid-19 in maniera migliore, con meno morti e un impatto più contenuto sulla crescita economica. Un chiaro segnale in tale direzione è arrivata dagli ultimi indici economici pubblicati in Cina. La notizia più confortante giunta nel mese di settembre è stata il ritorno a una crescita su base annua delle vendite al dettaglio per la prima volta dal mese di febbraio: +0,5% a/a in agosto da -1,1% a/ a in luglio. I consumi sono sostenuti dal progressivo miglioramento del mercato del lavoro, con il tasso di disoccupazione in discesa dal 5,7% al 5,6%. In agosto sono continuati anche i progressi del settore industriale, con la produzione aumentata del 5,6%, contro attese di consensus a 5,1% a/a e in miglioramento rispetto al 4,8% a/a di luglio. L’andamento degli indici PMI di settembre ha evidenziato come il recupero dell’attività economica dovrebbe proseguire anche nei prossimi mesi. Positivo sembra anche essere l’outlook degli altri paesi dell’Asia Orientale: Corea del Sud e Taiwan. La regione sta beneficiando del ciclo positivo dell’elettronica, favorito dalla domanda di attrezzature per lavoro in remoto durante la pandemia e la graduale introduzione della tecnologia 5G, che favorisce gli investimenti in infrastrutture da parte degli operatori e il ricambio di dispostivi da parte dei consumatori. Le sanzioni contro gli operatori cinesi stanno favorendo le società coreane e taiwanesi. Altro elemento positivo per la regione è che l’espansione della politica monetaria si è tradotto in un incremento dei crediti alle imprese grazie al buon contenimento della pandemia, dando fiato alla crescita economica. Cina, Taiwan e Corea del Sud registrano da inizio anno una crescita positiva dei crediti e superiore alla media dei 5 anni precedenti. Più difficile la situazione nel Sud-Est Asiatico, dove una minore capacità di contenere il virus ha fatto sì che l’espansione della politica monetaria si sia tradotta in maggiori investimenti in titoli governativi. Al calo dei rendimenti dei governativi non è corrisposto un incremento dei crediti, limitando le potenzialità di recupero dell’economia. L’unica eccezione è stata la Tailandia, dove, però, l’aumento dei crediti sotto l’impulso della giunta militare non è riuscita a compensare l’uscita di capitali dal Paese. Sulla scia del diverso quadro economico, i mercati azionari dell’Asia Orientale sembrano da sovrappesare rispetto a quelli del Sud-Est, in linea con la sovraperformance già emersa nel corso dell’estate.

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L'analisi dei mercati finanziari e l'agenda settimanale 5 ottobre

05.10.2020 / 128 Visualizzazioni

MERCATI AZIONARI AMERICA La notizia della positività del presidente statunitense Donald Trump e l’andamento inferiore alle attese del mercato del lavoro in settembre hanno spinto i mercati azionari in ribasso venerdì. La creazione di posti di lavoro è stata, infatti, di 661 mila unità contro attese a 800 mila. Le vendite si sono concentrate sui tecnologici, con Apple a -3,3% e Microsoft e Amazon a 3%. Tesla ha perso il 7,4% nonostante abbia annunciato consegne di 139,3 mila auto in Q3, nuovo record storico per la società di auto elettriche. Walmart ha perso l’1,8% nel giorno in cui ha annunciato la vendita della catena inglese Asda. Chevron ha chiuso in rialzo dell’1,1% nonostante il forte calo del prezzo del petrolio, grazie all’approvazione da parte degli analisti di  Noble Energy della vendita a Chevron. L’operazione si dovrebbe chiudere nell’ultimo trimestre dell’anno. Mercati Azionari Asia Giornata positiva per i mercati asiatici, trainati dal rimbalzo del prezzo del petrolio. In Giappone, oltre al rialzo della società petrolifera Inpex (4,3%) si segnala la rilevazione positiva del PMI dei servizi, passato a settembre a 46,9 dai precedenti 45,0. A Hong Kong, HSBC avanza del 4,5%, continuando il trend positivo iniziato dopo i ribassi a seguito delle accuse di qualche settimana fa. In Corea del Sud, l’attività manifatturiera è migliorata a settembre, con il PMI manifatturiero in aumento a 49,8 punti. Samsung, in rialzo dell’1,6%, ha contribuito in maniera significativa al rialzo del Kospi. A guidare l’ottima performance del listino indiano è il settore tecnologico, in guadagno dell’1,7%. La borsa di Shanghai è rimasta chiusa per festa nazionale Mercati Azionari Europa I principali listini europei hanno terminato la seduta di venerdì in lieve rialzo, nonostante la notizia della positività al Covid-19 di Donald Trump e il rallentamento del mercato del lavoro americano. Ancora volatilità nel settore dell’Oil&Gas, in ribasso del -0,4%: il comparto ha segnato la performance peggiore del listino europeo. A livello di singoli titoli, la britannica Ocado ha perso il -2,2% dopo essere stata accusata di aver “rubato” alcune tecnologie robotiche da una società rivale norvegese. Forti vendite sulla società aurifera Centamin, in perdita del -17,0% dopo che il management ha comunicato di attendersi un calo della produzione nell’anno in corso a causa di rallentamenti nei lavori in Egitto. A Piazza Affari gli acquisti si sono diretti verso Safilo, in rialzo del 18,0% in scia alle stime positive del management sul livello di vendite nel 3Q. FOREX Cross valutari stabili fra EUR, USD, JPY e GBP con gli investitori cauti nel prendere posizione, monitorando attentamente le condizioni di salute del presidente USA Trump, risultato positivo al coronavirus la scorsa settimana e a cui è stato offerto ossigeno nel weekend nel corso della cura, ma che già nella giornata odierna potrebbe essere dimesso dall’ospedale. Generale lieve apprezzamento per CAD, AUD e NZD mentre le divise emergenti hanno avuto un andamento più vario, ma complessivamente in risalita contro USD trainate dal buon apprezzamento del renminbi offshore. Si conferma debole invece il RUB su cui pesano sia le sanzioni della UE alla Biellorussia, sia la possibile vittoria di Biden alle elezioni presidenziali. COMMODITIES La scorsa settimana ha fatto registrare un’importante volatilità sul prezzo del petrolio, con gli investitori che continuano ad osservare i dati di domanda e offerta pubblicati. La giornata di venerdì è stata caratterizzata da forti vendite, come la seduta precedente. Dall’apertura odierna si sta osservando un tentativo di rimbalzo: il future sul WTI guadagna il 2,5% e si riporta in area USD 38 al barile, il Brent segna +2,25% a quota USD 40,15 al barile. L’oro rimane leggermente sotto quota USD 1.900 dopo il trend positivo di settimana scorsa. Di seguito i principali avvenimenti della settimana che potrebbero influenzare i mercati: Lunedì In mattinata la Gran Bretagnarilascerà l’indice PMI composito e l’indice dei direttori degli acquisti del settore dei servizi Alle 16:00 gli Stati Uniti comunicheranno l’indice ISM non manifatturiero Martedì Alle 10:30 la Gran Bretagnarilascerà l’’indice dei direttori degli acquisti del settore costruzioni Alle 16:00 gli Stati Uniti comunicheranno le previsioni dell’EIA sull’energia nel breve termine, alle 16:00 sarà la volta dei nuovi lavori JOLTs. Mercoledì Alle 16:00 e alle 16:30 gli Stati Uniti comunicheranno il dato relativo alle scorte di petrolio greggio e l’indice Ivey dei direttori agli acuisti, alle 20:00 sono attesi i verbali di riunione del FOMC e le decisioni del FOMC Giovedì Alle 13:30 in Zona Eurosaranno rilasciate le dichiarazioni sulla Politica monetaria della BCE Alle 14:30 gli Stati Uniti rilasceranno il dato relativo alle richieste iniziali di disoccupazione Venerdì All’01:50 il Giapponerilascerà il PIL Alle 08:00 la Gran Bretagnarilascerà il PIL e il dato sulla produzione manifatturiera

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Focus sui dati macro alla vigilia delle trimestrali

01.10.2020 / 48 Visualizzazioni

Focus sui dati macro alla vigilia delle trimestrali   Mercati azionari La settimana dei mercati azionari è stata caratterizzata da forti vendite, con l’indice globale in ribasso del -2,1%. Ad aumentare le incertezze degli investitori è stato in primo luogo il continuo aumento di persone che hanno contratto il Covid-19, fattore che pone dei dubbi sul prosieguo del recupero economico in atto. Negli Stati Uniti, le difficoltà nel raggiungimento di un accordo per un ulteriore stimolo fiscale a supporto dell’economia hanno continuato a influenzare negativamente l’andamento degli indici azionari. Tuttavia, i segnali che giungono dal fronte macro rimangono positivi anche a settembre: l’attività manifatturiera si è mantenuta in una fase espansiva, come sottolineato dal miglioramento a 53,5 punti del PMI manifatturiero, mentre il mercato immobiliare ha guadagnato forza, con 1 milione di nuove case vendute ad agosto rispetto alle 965 mila di luglio. In Europa, i listini hanno registrato ribassi più severi rispetto a quelli degli indici americani, per i timori che l’aumento di contagi possa portare a nuove restrizioni all’interno dell’Unione Europea. La situazione economica rimane inoltre più compromessa rispetto a quella statunitense: il PMI composito ha subito infatti una contrazione a  settembre,diminuendo a 50,1 punti dai precedenti 51,9. Nonostante la componente manifatturiera sia rimasta solida, il settore dei servizi ha risentito ancora delle difficoltà negli spostamenti generate dalla pandemia. I listini europei continuano a mostrare performance altamente negative da inizio anno, con la sola eccezione del Dax (-5,9% YTD). In Germania, gli investitori sono rimasti più ottimisti per via dei segnali decisamente positivi dell’economia tedesca negli ultimi mesi. Non da ultimo, il miglioramento dell’Ifo di settembre, salito a 93,4 punti. Settimana negativa anche sulle borse asiatiche, dove oltre al virus, si fanno sentire le incertezze sui rapporti tra Cina e USA, con particolare riguardo alla vicenda TikTok, e la decisione della PBoC di mantenere invariati i tassi di interesse sui prestiti. Ancora ribassi sui listini dell’America Latina, con l’Ibovespa e l’indice dei mercati emergenti sudamericani che continuano a mostrare le performance peggiori da inizio anno. MERCATI OBBLIGAZIONARI, CURRENCY E COMMODITY L’avversione al rischio sui mercati ha portato a delle buone performance per i titoli governativi. Il calo dei mercati azionari ha aumentato la richiesta di investimenti sicuri, portando ad un leggero appiattimento della curva USA con i rendimenti sulla parte a più lunga scadenza in discesa di 5 punti base fra i 15 e i 30 anni. Il rialzo dei prezzi è avvenuto nonostante una serie di nuove emissioni di obbligazioni, tra cui un'asta di due anni da USD 52 miliardi martedì, seguita da aste di USD 53 miliardi in cinque anni mercoledì e USD 50 miliardi in sette anni giovedì. Il decennale ha chiuso la settimana a 0,65%, in calo di 4 punti base. Movimento analogo anche in Europa, dove i governativi dell’area euro hanno tratto vantaggio dalla ridotta propensione al rischio e dalle minori aspettative d’inflazione, con la curva tedesca che ha replicato quella americana con un appiattimento e un calo di 4 punti base sulla scadenza a 10 anni e di 5 punti base sul tratto 15-30. Buona anche la performance dei BTP grazie all’esito delle elezioni regionali che hanno conferito potenzialmente una coalizione più stabile. Poco mossi invece i governativi inglesi, nonostante l’annuncio di un nuovo piano di sostegno salariale che probabilmente porterà a un maggiore indebitamento del governo. Il movimento di avversione al rischio si è evidenziato soprattutto sul segmento obbligazionario a maggior rischio, con l’high yield e soprattutto l’emergente in particolare flessione. Sul fronte valutario, le preoccupazioni sui rischi per le prospettive economiche globali derivanti dall'aumento dei casi di coronavirus e dalle osservazioni della Fed sulla necessità di maggiori stimoli per sostenere la ripresa, hanno riportato fra gli investitori la volontà di detenere valute rifugio, in particolare l’USD che si è apprezzato anche contro JPY. Debole l’EUR che è scivolato sotto l’1,17. Debole anche la GBP che accusa le nuove restrizioni del governo per contenere la pandemia. Sul fronte del greggio, i futures sul petrolio hanno registrato un marcato calo in avvio di settimana (-4,4% il WTI) per poi recuperare lentamente rimanendo tuttavia lontani dalla chiusura del venerdì precedente. Oltre alle nuove restrizioni e ai timoli legati alla pandemia, gli investitori hanno anche valutato le news secondo cui la Libia vorrebbe aumentare le esportazioni di petrolio, aggiungendosi alla già aumentata offerta delle nazioni dell’OPEC+. Marcato calo anche per l’oro, sceso fra le sedute di lunedì e martedì per poi stabilizzarsi, sotto pressione per la forza del USD e per le aspettative di inflazione attenuate. SOTTO I RIFLETTORI Il recupero dei mercati azionari statunitensi dopo il minimo del mese di marzo, oltre che al forte intervento della politica monetaria e fiscale, è dipeso dalle attese di un miglioramento dell’attività economica nella seconda parte dell’anno dopo la forte contrazione nel secondo trimestre causata dalle misure di distanziamento sociale per frenare la diffusione del Covid-19. Il mancato miglioramento della situazione sanitaria a livello mondiale, con un peggioramento marcato in diverse zone dell’Europa nelle ultime settimane, ha alimentato i timori che tali attese possano essere vane. In settimana negli USA saranno diffuse importanti indicazioni sullo stato di salute dell’economia. Oggi è in calendario la pubblicazione dell’indice di fiducia delle imprese ISM manifatturiero, seguito il giorno dopo dal rapporto sul mercato del lavoro. Entrambi i dati fanno riferimento a settembre. I dati dovrebbero confermare che un rallentamento della crescita economica non sia imminente negli USA, al contrario di quanto fatto intravvedere dagli ultimi indici di fiducia delle imprese pubblicati in Europa. L’ISM manifatturiero dovrebbe registrare un nuovo modesto incremento, salendo da 56 a 56,2. Il dato sarebbe in linea con le indicazioni preliminari arrivate dal PMI di settembre, in rialzo da 53,1 a 53,5. L’indice si dovrebbe, così, mantenere ad un livello in linea con una crescita del Pil del 4% nei prossimi mesi. Un segnale positivo per le prospettive dell’economia dovrebbe arrivare anche dal mercato del lavoro. La creazione di posti di lavoro dovrebbe essere di circa 850 mila unità, seppure in calo rispetto a 1,4 milioni in agosto, e il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere dall’8,4% all’8,2%. Per quanto il tasso di disoccupazione rimarrebbe ben sopra il valore pre-Covid del 3,5%, la discesa degli ultimi mesi potrebbe aiutare a sostenere i consumi, che rappresentano il 68% dell’economia statunitense. La conferma del miglioramento della fiducia dei consumatori in settembre sulla base dell’indice dell’Università del Michigan (da 74,1 in agosto a 79) confermerebbe che le spese possano continuare a sostenere il miglioramento dell’economia. Tali dati rappresentano le ultime indicazioni macro di rilievo prima dell’inizio della stagione delle trimestrali statunitensi che entrerà nel vivo a metà mese di ottobre. Grazie all’andamento migliore delle attese dei dati di Q2 e ai segnali confortanti sulla crescita economica arrivate nel corso dell’estate, gli analisti hanno rivisto al rialzo le stime per il terzo trimestre. Il consensus degli analisti stima una contrazione del 21,2% dell’EPS delle società dello S&P500. Per quanto la contrazione sarebbe molto forte, si tratterebbe di un dato migliore di quanto stimato dagli analisti a inizio trimestre (-25,3%). Gli utili dovrebbero contrarsi anche nell’ultimo trimestre dell’anno (-12,7%) prima di tornare a salire in maniera molto forte nel 2021: +12,8% in Q1 e +44% in Q2.  

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