Giovanni Bombrini

Consulente finanziario

I° 2020
Banca Euromobiliare S.p.a.
Milano, Roma
Fino a €20MLN
Fino 5 anni
Master universitario di II° livello
36 anni
254
06 novembre 2019
I° 2020

Profilo professionale

Dopo aver conseguito due lauree e un master in economia e finanza in lingua inglese, ho iniziato il mio percorso professionale nel real estate, nell’art advisory e negli orologi di lusso, occupandomi con successo anche della gestione degli attivi finanziari di famigliari ed amici. Ho vissuto per diversi anni negli Stati Uniti dove il ruolo del consulente finanziario stava già evolvendo in maniera diversa rispetto all’Europa: un professionista in grado di gestire tutti i centri d’interesse del cliente, non solo quelli finanziari, un punto di riferimento per tutta la sua organizzazione patrimoniale. Ho quindi maturato l’intenzione di diventare un consulente finanziario in grado di poter soddisfare tutte le esigenze del cliente, di proporre in ogni momento le soluzioni più adatte, di analizzare la situazione patrimoniale attuale e definire quella futura, di stabilire obbiettivi volti a realizzare progetti di vita. Ho scelto Banca Euromobiliare, la banca di private banking del gruppo Credem, perché è una realtà consolidata e riconosciuta dal sistema bancario italiano, considerata una delle banche con i migliori indicatori patrimoniali, nota per la sua stabilità. Fondata nel 1973, Banca Euromobiliare svolge la sua attività con profitto e successo ed è monitorata dalla Banca Centrale Europea e quotata sulla borsa italiana. In Banca Euromobiliare non offriamo prodotti preconfezionati, siamo una boutique finanziaria e creiamo insieme al cliente una soluzione cucita su misura come un abito sartoriale per raggiungere i suoi obbiettivi. Offriamo un servizio di consulenza con una prospettiva di lungo termine, basato sulla stima, la fiducia e la soddisfazione legati al valore, alla qualità e al conseguimento dei traguardi condivisi con il cliente. Madrelingua: Italiano/Inglese I servizi offerti includono:
  • Gestioni patrimoniali
  • Fondi interni di Euromobiliare SGR e fondi di case terze
  • Tutela assicurativa e pianificazione previdenziale
  • Pianificazione fiscale e successoria (gestione del passaggio generazionale: donazioni, fiscalità, polizze vita, patti di famiglia)
  • Finanziamenti e leasing
  • Focalizzazione di alto livello sul mercato italiano attraverso Equita Sim
  • Amministrazione e tutela dei beni (trust, strutture societarie, polizze assicurative)
  • Servizi di M&A dedicati alle PMI
  • Servizi di consulenza immobiliare
  • Servizi di art advisory
Leggi di più

Le mie principali competenze

I miei credit

  • Consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede OCF Roma
  • Master internazionale in Business Administration biennale, Luiss Business School, Roma. Programma in inglese. 2010-2012
  • Laurea in Business Administration, John Cabot University, Roma. Programma in inglese. 2004-2008
  • Laurea in Business Administration : Double Degree, University of Wales, Regno Unito. Programma in inglese. 2004-2008
  • Diploma di scuola superiore, MaryMount International School, Roma. Programma in inglese. 1988-2003
Leggi di più

Le mie ultime attività

Covid 19 - Investitori alla finestra in attesa di maggiore chiarezza

06.03.2020 / 140 Visualizzazioni

Il 2019 ha visto superare tutte le più ottimistiche aspettative con le performance di tutti gli indici in fortissima crescita, e molte delle previsioni fatte che auspicavano che i problemi commerciali, economici, e politici mettessero i listini in crisi sono state smentite. Ma i recenti sviluppi del Covid-19 hanno determinato la borsa è entrata in una spirale di vendite. Ma cosa ci aspetta e cosa dovremmo fare? Lo S&P 500 ha perso il 12% in sei sedute. Le Borse europee hanno già bruciato oltre 350 miliardi di euro. Le stime parziali sull'impatto del Coronavirus sul nostro Paese parlano di una perdita di PIL fra 1 e 3 punti percentuali, da 9 a 27 miliardi di euro. Sembra di essere tornati alla crisi della Lehman Brothers del 2008. Il Coronavirus oscura i risultati annuali delle società che sono oggi obbligate a comunicare circa il suo impatto. Le stime della crescita mondiale per il 2020 saranno riviste al ribasso (intorno al 3%) e l'impatto sugli utili delle società sarà visibile e significativo a seconda del settore. Il ribasso dei mercati azionari non è quindi incoerente, anche se appare violento e leggermente in ritardo. In effetti tutti ci eravamo chiesti come mai i mercati stessero completamente ignorando l’evoluzione dell’epidemia del Covid-19 in Cina. Possiamo dire che la scorsa settimana ne hanno preso coscienza repentinamente. Sappiamo che i mercati reagiscono sempre sulla base di forti onde emotive, però gli impatti sulla crescita economica sono ancora di difficile valutazione, il problema potrebbe risolversi o portare a una recessione. Nel primo mese dell’anno il mercato aveva puntato su un contenimento del virus nell’area asiatica, sperando in una rapida gestione della crisi epidemica in corso. Tuttavia, i vari focolai Italiani e nel resto del mondo hanno fatto da trigger per i sell off che ci sono stati. I mercati hanno preso atto del fatto che l’epidemia non è circoscrivibile e questo porterà sicuramente ad un rallentamento dell’economia globale. Paragonata a quella del 2008, questa non è una crisi del credito ma piuttosto è scatenata dall’incertezza e dagli impatti economici che il virus avrà sull’economia globale. Ma dove potrebbe dirigersi il mercato nelle prossime settimane? Sicuramente bisogna valutare con molta cautela i rimbalzi del mercato, agendo con razionalità e mantenendo un portafoglio equilibrato e ben diversificato. Non bisogna vendere in un mercato in forte discesa perché porterebbe a danni irreversibili. Ma dove ci sono profonde correzioni ci sono anche grosse opportunità che vanno colte. Le banche centrali sicuramente supporteranno i mercati con la liquidità, ma una crisi prolungata porterà sicuramente a una riduzione della produttività mondiale. Ma come possiamo reagire e difenderci dall’ attuale scenario? Puntando su prodotti obbligazionari globali e fondi flessibili per mitigare l’eventuale discesa del mercato. Mantenendo una gestione tattica e disciplinata del portafoglio in attesa di vedere gli sviluppi futuri del Covid-19, senza cedere all’emotività. Bisogna mantenere la calma e la cautela, cambiando l’assetto strategico dove necessario e lavorando continuamente quello tattico. Oltre a questo, infatti, occorrerà tenere in considerazione i profitti aziendali, il ruolo del dollaro, i rapporti con la Cina e il resto dell’Asia, nonché le incertezze a livello politico negli Stati Uniti dove a fine anno ci saranno le nuove elezioni presidenziali, che potrebbero portare a degli enormi cambiamenti a livello di politica estera e alla possibilità di un ulteriore sviluppo o frenata globale. Tutte queste variabili sono unite tra di loro in un delicatissimo equilibrio che non rende del tutto chiare le prospettive per il 2020. Quindi è meglio essere cauti e dopo un 2019 giocato in attacco, il 2020 andrebbe quindi giocato in difesa con la possibilità di giocare in contrattacco se si dovesse presentare l’occasione giusta.

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

A caccia di rendimenti in un mercato in continua evoluzione

19.02.2020 / 122 Visualizzazioni

Il 2020, un futuro tutto da costruire. Ma come fare? In un mercato con tassi di rendimento negativi non è sempre facile trovare la strada migliore per pianificare i propri investimenti. A seguito dell’introduzione della MIFID 2 nel 2018, i gestori hanno dovuto drasticamente modificare il loro modo di generare ricavi. Di conseguenza l’intero mondo del risparmio gestito e quindi anche quello della consulenza finanziaria stanno evolvendo continuamente e molto rapidamente. Ma quali sono le migliori strategie d’investimento per la costruzione di un portafoglio che permettono sia all’investitore che al consulente di raggiungere con serenità i propri obbiettivi?   In un mercato in continua evoluzione bisogna adottare un approccio a 360 gradi, un portafoglio strutturato e ben diversificato. Questo è possibile grazie a un’ampia varietà di strumenti in grado di soddisfare tutte le esigenze degli investitori. Agendo attivamente all’interno della costruzione del portafoglio, gli investitori sono in grado di raggiungere i loro obbiettivi nella maggior parte degli scenari di mercato, sia positivi che negativi. Ma quali sono i mattoni a disposizione degli investitori per costruire il loro portafoglio? Le principali categorie d’investimento includono: la tecnologia, i fondi tematici, gli ETF, gli investimenti sostenibili (ESG) e quelli alternativi. Tutti strumenti disponibili al consulente finanziario per strutturare un portafoglio moderno che include tutte le tendenze di maggiore attualità con le maggiori prospettive di crescita e rendimento per l’investitore.   Nell’ultimo decennio la tecnologia è un fattore sempre più importante nella costruzione di un portafoglio. Gli investimenti nel settore tecnologico sono in continua crescita e lo saranno sempre di più in futuro. La tecnologia all’interno di un portafoglio è un requisito essenziale che si traduce in un vantaggio competitivo per l’investitore, perché oramai fa sempre più parte delle nostre vite di tutti i giorni. Smartphone, pagamenti elettronici, robotica, intelligenza artificiale, healthcare, servizi digitali sono tutti fattori con cui abbiamo a che fare tutti i giorni e che implementeremo sempre di più nelle nostre vite future. Sono tematiche che hanno subito una crescita esponenziale nell’ultimo decennio e che continueranno a crescere ancora di più in futuro. Fatta questa premessa, è evidente che anche il consulente finanziario deve porre molta attenzione a questo cambiamento, selezionando fondi che possano soddisfare le esigenze della clientela per raggiungere i loro obbiettivi. Per questo motivo, gli investimenti nel settore tecnologico non possono mancare all’interno di un portafoglio ben strutturato e diversificato altrimenti si rischia di perdere uno dei punti fondamentali e di maggiore crescita negli ultimi anni e negli anni a venire.   Un altro aspetto da tenere in considerazione nella costruzione del portafoglio sono gli investimenti tematici. Le principali economie mondiali vanno incontro sempre di più a rapidi cambiamenti. Questi cambiamenti includono: il progresso tecnologico, l’andamento demografico, il mutamento climatico, la scarsità delle risorse, la redistribuzione dei poteri economici e la rapida urbanizzazione. Questi aspetti vengono anche chiamati megatrend e hanno dato origine a una nuova tipologia di soluzioni finanziarie, i fondi tematici. Necessitano inoltre di un orizzonte di investimento medio-lungo affinché si possano avere dei risultati in termini di performance. L’esposizione a livello globale a una o più di queste tematiche può contribuire a diversificare ulteriormente la componente azionaria all’interno di un portafoglio. Questa tipologia di investimento aiuta inoltre a ridurre la volatilità legata ai cicli economici e a diversificare ulteriormente il portafoglio, permettendo di investire in cambiamenti strutturali inevitabili e meno soggetti alla ciclicità degli eventi, che toccheranno le vite di tutti sia nell’immediato futuro, che in un futuro poi non così lontano.   Un altro mattone a disposizione per la costruzione del portafoglio sono gli ETF.  Gli Exchange Traded Fund sono una particolare tipologia di fondo d’investimento con due principali caratteristiche: è negoziato in borsa come un’azione e ha come unico obbiettivo d’investimento quello di replicare l’indice al quale si riferisce (benchmark), attraverso una gestione totalmente passiva. Questo permette agli investitori di diversificare e ridurre il rischio, con la possibilità di negoziare l’ETF in tempo reale. Tutto questo con costi molto ridotti paragonati ai fondi attivi. Proprio per questi motivi, nell’ultimo decennio il progredire degli ETF è stato inarrestabile man mano che aumentava la consapevolezza di tale investimento. Possiamo paragonarlo ai social network, alle vendite online, agli smartphone o alla robotica, che con il passare degli anni sono diventati parti integranti delle nostre vite di tutti i giorni. Gli ETF si suddividono in due principali categorie: azionari ed obbligazionari. Tuttavia, di recente, gli ETF hanno iniziato anche a focalizzarsi sui megatrend e sulle aziende o i settori che maggiormente traggono beneficio dai cambiamenti demografici, tecnologici, sociali ed ambientali. Proprio per questo motivo si vedono nascere sempre più spesso fondi ETF con tematiche ESG per venire incontro ai rapidi cambiamenti dei nostri giorni e alle esigenze degli investitori.   Un'altra categoria di investimento molto attuale sono gli investimenti ESG. Con il termine ESG si intende un metodo di selezione degli asset basato su criteri ambientali, sociali e di governance. Le crescenti sfide sulla sostenibilità globale, come il clima, la privacy, la sicurezza dei dati e i cambiamenti demografici stanno generando nuovi fattori di rischio quando si guarda agli investimenti. Oggi, per la maggior parte degli investitori non è sufficiente un approccio basato esclusivamente sui rendimenti, e per questo motivo un numero sempre più crescente di investitori è attenta al rispetto dell’ambiente, ai temi sociali e di governance da parte delle società. I temi ESG assumono quindi una rilevanza sempre maggiore, gli investitori vogliono acquisire una consapevolezza sempre più grande e approfondita attraverso dati e report accurati e costantemente aggiornati. Investire in fondi sostenibili vuol dire investire sul continuo progresso per risolvere i problemi del pianeta, e questo motivo sarà sempre più importante avere dei fondi ESG all’interno del proprio portafoglio.   L’ultima categoria di investimenti disponibili all’investitore e al consulente sono gli investimenti alternativi. Gli investimenti alternativi sono quella tipologia di asset che differiscono dagli investimenti tradizionali in base a complessità, liquidità, al meccanismo normativo e alle modalità di gestione del fondo. Alcuni esempi di investimenti alternativi sono: il private equity, il venture capital, il crowdfunding, gli asset immobiliari e i prodotti da collezione, come le opere d’arte e gli orologi di lusso. Poiché si tratta di asset particolari, gli scambi sugli investimenti alternativi non sono molto frequenti se paragonati agli investimenti tradizionali a causa dei bassi volumi di scambio e all’assenza di un mercato pubblico. Tuttavia, l’utilizzo di investimenti alternativi sta crescendo molto rapidamente specialmente da parte degli investitori istituzionali. Gli investitori istituzionali a livello globale cercano di mitigare i rischi di portafoglio con l’obbiettivo di accrescere i rendimenti e migliorare la diversificazione. Appare evidente, quindi, come l’esposizione al mercato privato, insieme a quello sui mercati quotati, possa diventare essenziale nella costruzione di portafoglio di qualsiasi tipologia d’investitore.   Alla vigilia del prossimo decennio l’industria del risparmio e i consulenti finanziari devono far fronte a evidenti evoluzioni per cui sarà sempre più necessario educare e aiutare i propri clienti a comprendere cosa significhi l’investimento diversificato e che tipo di risultati aspettarsi. Le dinamiche degli investimenti sono in continua evoluzione ed è essenziale in un momento storico dove gli strumenti finanziari producono ritorni non sempre entusiasmanti, essere pronti a cavalcare queste nuove tendenze per ottenere dei buoni risultati in termini di performance. Nella costruzione di un portafoglio stabile e in grado di produrre performance soddisfacenti e quindi essenziale tenere in considerazione le tematiche che abbiamo appena trattato… per non perdere il treno che ci sta portando verso il futuro.

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

Il ruolo del Consulente Finanziario

17.02.2020 / 142 Visualizzazioni

Viviamo un mondo in continua evoluzione, dove cresce costantemente l’incertezza, e sperimentiamo il quotidiano paradosso di una quantità di informazioni senza precedenti, accessibili a tutti ma di assai difficile interpretazione. I clienti presentano esigenze sempre più complesse e hanno bisogno di rivolgersi a chi ha competenze precise e il consulente finanziario deve consigliare e trovare soluzioni a 360 gradi per gestire al meglio il patrimonio, valorizzarlo e proteggerlo nel tempo.   Quando decidiamo di investire il nostro denaro è importante sapere a chi lo stiamo affidando. Quindi la domanda sorge spontanea: il consulente finanziario cosa fa e di cosa si occupa?   Il ruolo del consulente finanziario si basa su una visione globale che si applica sia alla consulenza sugli investimenti in senso stretto, sia all’advisory in senso più ampio. Lavora con i clienti per prendere decisioni, offrendo una consulenza personalizzata e su misura, che mira ad aiutarli a raggiungere i loro obiettivi attraverso una pianificazione di lungo periodo.   Le tipiche mansioni del consulente finanziario iniziano individuando un potenziale cliente e creando in lui l’esigenza per far sì che senta il bisogno di far analizzare al consulente la sua situazione patrimoniale. Una volta analizzata la sua situazione patrimoniale il consulente stabilisce con il cliente gli obbiettivi da raggiungere, le modalità e il livello di rischio che il cliente è in grado di sostenere tramite la profilatura del cliente. Questa profilatura fa rientrare il cliente in una determinata classe di rischio che può andare da 1 fino a un massimo di 7. Dove la prima classe di rischio è la più prudente, ovvero investimenti monetari a breve termine, la settima classe invece indica invece investimenti molto più rischiosi quindi prodotti azionari puri, derivati e prodotti con leva, con un rapporto rischio/rendimento molto elevato.   Una volta stabiliti gli obbiettivi e gli investimenti da sottoscrivere, il consulente si occupa di gestire la documentazione e la burocrazia legata agli investimenti. Dopodiché tiene monitorato l’andamento degli investimenti e informa periodicamente i propri clienti sul loro andamento. Inoltre, il consulente si tiene costantemente aggiornato sui nuovi prodotti immessi sul mercato così da poter consigliare all’meglio i propri clienti sull’asset allocation futura. Oltre a questo, il consulente si tiene costantemente aggiornato sulle nuove normative, e segue costantemente l’andamento dei mercati finanziari.   Dopo le crisi finanziarie degli ultimi anni, e specialmente dopo la crisi del 2008 (Lehman Brothers), il consulente finanziario è chiamato a un’attività che diventa sempre più complessa e la sua clientela gli chiede non solo un controllo del rischio costante, ma anche di individuare investimenti alternativi in un mondo sempre più difficile, pieno di informazioni errate o fuorvianti. Il ruolo principale del consulente finanziario al giorno d’oggi è quella di individuare in un mondo così complesso quali saranno i trend finanziari del futuro in modo da poter anticipare e cogliere in tempo le migliori opportunità d’investimento. Per questo motivo il consulente finanziario deve servire al cliente in un’ottica a 360 gradi, deve svolgere la sua attività di valutazione degli asset e della pianificazione assieme ai suoi clienti. Deve saper individuare e capire le esigenze e le possibilità dei suoi clienti. Oggi l’attività del consulente sta evolvendo continuamente e di conseguenza anche la sua complessità. Oggi una delle difficoltà maggiori del consulente finanziario è quella di saper individuare, capire e gestire il flusso costante di informazioni a volte inesatte o fuorvianti. Saperle filtrare e trasformarle in poche singole indicazioni per indirizzare il cliente verso investimenti adeguati al suo profilo di rischio e alle sue necessità ed alle sue attese di rendimento.   Molto spesso svolgendo questa professione, ci si imbatte in persone che preferiscono gestire i loro risparmi in autonomia, senza sentire il bisogno di rivolgersi a un professionista che li aiuti nelle loro decisioni. Questo tipo di comportamento è dato dal fatto che le persone non si fidano: credono di poterlo fare meglio in maniera indipendente, senza alcuna competenza specifica nel settore finanziario. Quando i mercati sono molto positivi, è molto facile ottenere dei risultati. Quando però i mercati stornano in una fase negativa, molto spesso questi investitori perdono ingenti somme per la mancanza di investimenti mirati e di un portafoglio ben diversificato. Ed è proprio per questo motivo che la figura del consulente finanziario è indispensabile per guidare il cliente nelle sue scelte, ragionando insieme a lui in modo da tutelarlo al meglio quando i mercati sono in una fase orso (negativa) e farlo guadagnare quando i mercati sono in una fase toro (positiva). Per questo motivo il ruolo del consulente finanziario è di fondamentale importanza per tutti coloro che vogliono approcciare il settore degli investimenti finanziari e della pianificazione patrimoniale in maniera mirata, tenendo ben presente i propri obiettivi, il proprio orizzonte temporale, il proprio profilo di rischio.  

Leggi il mio post

Leggi tutti i miei post

La pubblicazione della pagina profilo è a cura e su iniziativa personale del singolo consulente. MoneyController non si assume alcuna responsabilità in merito ai contenuti pubblicati dal consulente e a quelli accessibili attraverso link a siti web esterni citati dal consulente.

Condividi