Giuseppe Ghittoni

Consulente finanziario

II° 2020
I° 2020
Fideuram S.p.a.
Piacenza, Cremona, Lodi, Milano, Parma
Da €20MLN a €40MLN
Oltre a 10 anni
Master universitario di I° livello
46 anni
272
23 maggio 2019
II° 2020
I° 2020

Profilo professionale

Nato nel 1974, ho conseguito il diploma di maturità classica nel 1992 e mi son laureato in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica di Piacenza nell’Anno Accademico 1996-97. Dopo la bellissima esperienza come Ufficiale di Complemento dell’Esercito nelle Truppe Alpine , ho iniziato la carriera lavorativa prima in ambito aziendale e poi in quello bancario presso un primario istituto di credito locale. Negli stessi anni ho frequentato dapprima il “Master Universitario in Risparmio Gestito e Consulenza Finanziaria” presso l’Università Cattolica di Piacenza e successivamente il “Master in Comunicazione Banche e Assicurazioni” presso l’Associazione Eraclito 2000 di Pisa. La passione per la consulenza finanziaria mi ha portato poi nel 2008 a scegliere Banca Fideuram come istituto nel quale operare, consolidando valori di riservatezza, trasparenza, professionalità e concretezza. Iscritto dal 2001 all’Albo dei Promotori Finanziari e dal 2008 al Registro Unico degli Intermediari Assicurativi, opero prevalentemente a Piacenza presso l’Ufficio di via Giuseppe Manfredi 105, ma seguo un ristretto numero di clienti anche in Lombardia, Piemonte, Lazio e Toscana. Attualmente frequento l' "Executive Master PMI e Competitività" presso Altis, l'Alta Scuola Impresa e Società dell'Università Cattolica
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Da Marzo 2008 a oggi - Private Banker e Group Manager presso Fideuram
  • Da Giugno 2000 a Febbraio 2008 - Addetto titoli presso la Banca di Piacenza
  • Dal 1999 al 2000 - Buyer presso MTA
  • 2016 / 2017 - Executive Master PMI e Competitività presso Altis - Alta Scuola Impresa e Società
  • 2004 - Master Universitario di Primo Livello, Master in Risparmio Gestito e Consulenza Finanziaria
  • 1992 - 1997 Università Cattolica del Sacro Cuore, Laurea in Economia e Commercio
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Le mie ultime attività

Tassi negativi in conto corrente per chi risparmia: un problema o una opportunità?

11.09.2020 / 63 Visualizzazioni

Manteniamo un’eccessiva liquidità sui conti correnti, perché ci dà tranquillità. Con il lockdown si è superata la cifra mostruosa di 790 miliardi di euro. È una mossa istintiva per ridurre incertezza, ma non è assolutamente razionale. In realtà la maggior parte delle scelte che compiamo durante la giornata non lo sono affatto. “E per fortuna” aggiungerei io, visto che - anche se non ce ne rendiamo conto - sono migliaia e se non ne prendessimo la maggior parte in modo automatico impazziremmo. È il nostro sistema limbico, il centro delle emozioni del cervello, che si scontra con la corteccia cerebrale, area deputata ad effettuare in modo analitico confronti e valutazioni. Questo eterno conflitto non sempre ci porta a prendere la scelta migliore, anche perché ogni scelta stanca e più la decisione è importante più cerchiamo faticosamente di raccogliere ulteriori informazioni in merito. Vi sono centinaia di dimostrazioni sulla fallacia della nostra mente nella maggior parte dei processi decisionali, da quelli più banali che avvengono al supermercato quando facciamo la spesa, per arrivare alle decisioni più complesse. La scelta di detenere grosse cifre sui conti correnti è per la maggior parte delle persone figlia di quanto scritto. Per tanti è più facile scacciare il pensiero di dover elaborare una strategia di protezione contro gli imprevisti e di pianificazione per il futuro, ripiegando su un più confortante e confortevole deposito in conto corrente. Pur avendo – chi più e chi meno - la consapevolezza che l’inflazione andrà nel tempo a rosicchiare in termini reali come un topolino in un granaio la cifra depositata, una fetta enorme di nostri connazionali è disposta a rinunciare alla rivalutazione di quanto risparmiato in cambio di tranquillità. Alla voce tranquillità la Treccani ci dice “pace, serenità dell’animo non turbato da timori, preoccupazioni, rimorsi”. Ogni famiglia è gravata quotidianamente da pensieri da ogni tipo e le preoccupazioni legate al denaro sono sempre tra le più cupe e fastidiose. La complessità degli scenari economici e la volatilità dei mercati sono per chi non si occupa professionalmente di risparmio un peso gravoso da sopportare. Il consulente che sottostima queste paure difficilmente conquista la fiducia del proprio assistito. Sarebbe come prendere in giro un adulto che per la prima volta mette gli sci ai piedi, perdendo quelli che sono i suoi appoggi naturali con il terreno. Ci salveranno i tassi negativi? Saranno sufficienti a far vincere la paura? Le banche ormai sono compresse in una forbice dei tassi strettissima che ne pregiudica la redditività e a breve potrebbero far pagare ai clienti tassi negativi sui depositi, facendo pagare il costo del servizio al cliente finale. Da sempre la consapevolezza del cliente della banca è che la stessa movimenti il denaro affidatole, con ovvia convenienza per la stessa. È concettualmente difficile per la maggior parte delle persone accettare l’idea che la banca possa far pagare una cifra per detenere per un lasso di tempo più o meno lungo i suoi soldi faticosamente risparmiati, anzi… sembrerebbe quasi una scortesia verso il cliente che dà fiducia all’istituto e questa fiducia andrebbe comunque ripagata almeno con un tasso simbolico. Nessuno invece storce il naso per il costo del canone nel possedere una cassetta di sicurezza più o meno grande nel caveau di un istituto, che possa proteggere documenti importanti, monili e oggetti che spesso hanno un valore affettivo superiore a quello commerciale. Riusciranno i tassi negativi a spostare l’attenzione dal denaro a ciò che con il denaro possiamo realizzare? Sarà la spinta gentile per vincere le ritrosie a investire o sarà l’incipit per riportare i soldi sotto il materasso?  

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Il caso WireCard: Il rischio è come l'alcool ognuno deve sapere quanto ne può assumere

13.07.2020 / 269 Ascoltatori

Dopo 18 anni dal caso Enron e 16 dal caso Parmalat una nuova truffa per i risparmiatori

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È più facile gestire bene i propri risparmi o allenare la nazionale italiana di calcio?

25.08.2020 / 355 Visualizzazioni

La presunta truffa da 30 milioni di euro che l’allenatore dell’Inter Antonio Conte avrebbe subito in Gran Bretagna ad opera del “signor” Bochicchio mi ha stupito solo per l’importo (se confermato)!  La lista di sportivi e vip che in passato sono rimasti vittime di raggiri è chilometrica: le più eclatanti e recenti vanno dal marmo nero della cava peruviana che rapì i risparmi – tra i tanti - del “divin codino” Roberto Baggio e di Billy Costacurta, al “Madoff dei Parioli” Gianfranco Lande che riuscì a far evaporare il congruo tesoretto di oltre 700 persone (vip e non), tra cui giocatori di serie A non solo della capitale. Quello che mi ha invece infastidito è leggere l’intervista al Ct della Nazionale Roberto Mancini che, mentre nel virgolettato riportato sui social assume il tono del buon padre di famiglia - “Giovani calciatori, occhio ai truffatori” – nell’intervista snocciola perle da bar Sport in campo finanziario, con la stessa sicumera con cui gli stessi avventori criticano le sostituzioni e la formazione messa in campo dal mister. “Ho investito in azioni e ho puntualmente perso. Meglio l’obbligazionario. Adesso preferisco il mattone: hai sempre qualcosa in mano e, anche se il mercato non è sempre al massimo, prima o poi il prezzo risale. E puoi affittare, quindi è un ritorno sicuro”: così recita il mister jesino al Corriere.  Parafrasando la metafora sportiva è come se io – che pure qualche centinaio di partite dal vivo l’ho vista e che ho diversi amici nel mondo del calcio professionistico - andassi a Coverciano ai corsi della FIGC a dire “giocate con nove difensori e un attaccante: lo 0-0 è certo e con un pizzico di fortuna qualche partita certamente la vincete!”. In un calcio dove oggi la professionalità è maniacale e i match analyst usciti dai corsi della Figc conoscono anche con quale piede un giocatore di serie A scende dal letto, fanno sorridere le parole del Mancio a chi vive di finanza da mattina a sera. Ovviamente la sua esperienza personale in materia (un miliardo e quattrocento milioni di vecchie lire polverizzate con il crack della finanziaria Cofiri Tarquinia oltre vent’anni fa) è stata traumatica e chi si scotta con l’acqua bollente difficilmente si avvicina a quella tiepida. Le promesse di interessi “sicuri” superiori a quelli di mercato difficilmente hanno basi solide, un po’ come gli zecchini d’oro di Pinocchio affidati alle lusinghe del Gatto e della Volpe. Considerando però l’eco delle sue parole sarebbe stata più opportuna una considerazione nella quale invitasse ad affidarsi a bravi professionisti, iscritti ad un albo, dopo averne valutato i titoli di studio e gli anni di esperienza, esattamente come è opportuno fare in tutte le professioni. Un consulente che millanti rendimenti superiori a quelli di mercato ha la stessa credibilità di un allenatore che prometta al suo presidente di vincere il campionato, indipendentemente dalla rosa che il direttore sportivo gli andrà ad allestire. #consulenzafinanziaria #educazionefinanziaria #calcio #soccer #consulenteresiliente #rischio #rendimento  

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