Giuseppe Trentadue

Consulente finanziario

2019
Banca Mediolanum S.p.a.
Gorizia, Belluno, Padova, Pordenone, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Verona, Vicenza
-
Fino 5 anni
Diploma di specializzazione
51 anni
1842
29 giugno 2018
2019

Profilo professionale

Sono nato nel 1969 e risiedo in provincia di Gorizia. Ho lavorato per 27 anni in un primario gruppo bancario, svolgendo diversi ruoli e compiti sempre più complessi e interessanti. Ho appreso molto in questi anni, anche come direttore di diverse filiali del Friuli-Venezia Giulia, lavorando con persone, aziende e realtà che ho imparato a conoscere ed apprezzare. Dal 2016 sono Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede: qui posso accompagnare ed assistere i miei clienti, sia persone fisiche che giuridiche, nel settore degli investimenti finanziari, delle scelte assicurative e previdenziali.

Le mie principali competenze

I miei credit

  • 1988: Diploma in Ragioneria e Perito commerciale con il massimo dei voti
  • Dal 1989 al 2016: ruoli commerciali e direzionali in diverse filiali e sedi centrali di Intesa SanPaolo
  • Dal 2002 al 2004: Master Banking e Financial Diploma – ABI formazione
  • Dal 2016: Consulente finanziario abilitato all'offerta fuori sede
  • Iscritto all’albo dei consulenti finanziari al n. 621 del 27/11/2014
  • Iscritto al RUI sez. E al n. E000509592 del 08/01/2015
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Le mie ultime attività

E un altro semestre se ne va...

03.07.2020 / 46 Visualizzazioni

Direi un semestre piuttosto complicato, che chiude un lungo periodo di rialzi che durava da più di un decennio. Una pandemia come quella ancora in corso non è facile da affrontare e i mercati ne hanno risentito pesantemente, pur con un inaspettato e notevole recupero.   Pubblico qui di seguito i risultati delle diverse asset class degli ultimi 15 anni, fino al primo semestre 2020 incluso. I tassi delle obbligazioni continuano a permanere sotto lo zero, e, a parte un aumento dei rendimenti durante la chiusura delle attività dovuta al Covid-19, complice anche i massicci interventi delle banche centralidi mezzo mondo, non sarà facile replicarne gli ultimi 10 anni, a meno che non si lasci il porto "sicuro" delle obbligazioni investment grade e si inizi a considerare qualcosa di più speculativo. Il rendimento del portafoglio contrassegnato con AA nella figura (ribilanciato annualmente e non tenendo conto di costi, spese e tasse) diminuisce dal 6,97% al 5,88% annuo. La diversificazione continua a pagare, ma per aumentare la redditività si dovrà necessariamente spostare parte degli asset sulla parte azionaria.   A questo, bisogna iniziare ad aggiungere che è inutile creare bellissimi portafogli super efficienti se prima non avremo eliminato i rischi catastrofici nei quali ognuno di noi potrebbe incorrere nelle nostre sempre più lunghe vite e che prosciugherebbero in poco tempo tutti i risparmi faticosamente accumulati in una vita, ridimensionando per giunta i nostri redditi e complicando la vitaa chi sarà intorno a noi.   L'italiano medio a questo punto inizia a cercare insistentemente oggetti metallici, sperando che basti. Lo so, "toccare ferro" è gratis, mentre affrontare i problemi alla fonte ha un costo emotivo e economico più elevato. Affrontiamoli insieme: se volete seriamente prendere in mano le redini del vostro futuro, contattatemi pure.    

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la finanza comportamentale una scienza non ancora compresa dai risparmiatori

06.02.2019 / 1555 Ascoltatori

l'illusione di conoscere il "market time" nella gestione dei propri investimenti ha generato molte delusioni

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Più le mandi giù e più si tiran su...

26.06.2020 / 77 Visualizzazioni

  Si fa un gran parlare di azioni in questi mesi, soprattutto in relazione ad eventi catastrofici quale l'attuale ed ancora in corso pandemia da Covid-19. I titoli dei quotidiani, sia online che cartacei, ne hanno approfittato e i termini quali "crollo", "bruciati N miliardi" nel falò delle vanità del capitalismo, et similia, sono diventati ahimè sempre più comuni. Qui i risparmiatori meno avveduti e in cerca di guadagni facili hanno venduto troppo tardi e in preda al panico e (come sempre) hanno davvero perso rilevanti capitali. Questo viene anche certificato dal recente aumento della liquidità sui conti correnti, arrivati all’astronomica cifra di 1.460 miliardi di euro.   Però, quando si affrontano gli investimenti, che ricordiamolo, servono a produrre rendimenti nel lungo termine, non possiamo dimenticare proprio le azioni. Ma sapete davvero cosa sono e come funzionano?   Le azioni rappresentano una quota del capitale socialedi un'impresa (SpA o SapA) e quindi chi le possiede partecipa in qualità di socioalla vita dell'azienda. Tramite esse, il socio può, ad esempio, partecipare ed intervenire alle assemblee, votare, impugnare il bilancio, ecc. e ha ulteriori diritti quali essere remunerato dai dividendi che vengono staccati periodicamente, oltre che ricevere assegnazioni di azioni in caso di aumento gratuito di capitale e di opzione nel caso sia a pagamento. I titoli azionari non hanno scadenza e possono essere compravenduti sul mercato, a patto esso stesso sia liquido (cioè che esistano compratori e venditori).   Tralasciando ulteriori distinzioni tra azioni ordinarie, privilegiate e di risparmio, concentriamoci invece su che cosa influisce sul valore delle azioni e del perché questo oscilli quotidianamente.   Le azioni sono titoli a reddito variabile; i dividendi (che derivano dagli utili netti che annualmente la società produce) non sono mai certi a priori e cambiano nel tempo. Quindi, le azioni sono valutabili solamente sulla base dei flussi di cassa che generano e del prezzo di vendita. Semplificando, il prezzo di un'azione è funzione del flusso futuro (infinito) di dividendi.   Questo significa che il mercato prezza istantaneamente qualsiasi evento(positivo o negativo) in funzione degli utili che le società produrranno nel futuro, e tanto più questo è lontano nel tempo, tanto più le oscillazioni del prezzo saranno elevate.   Quindi, più alte saranno le previsioni sugli utili aziendali futuri e più elevatesaranno le quotazioni azionarie delle stesse. Il mercato ha sempre ragione, come si dice, ma a volte esagera: quotazioni maggiori attraggonosempre più investitori, che continueranno ad acquistare a prezzi sempre più elevati (anche oltre quelli ritenuti più congrui) fino a quando un evento che impatta negativamente gli utili futuri (come ad esempio il Covid-19) pone fine alla lunga fase rialzista (o Toro).   Le nuove prospettive si abbattono pertanto sui prezzi, e inizia una velocissimadiscesadei prezzi (detta fase ribassista o Orso), a livelli più consoni rispetto ai nuovi utili aziendali. Il mercato, anche qui, è portato ad esagerare e le quotazioni tendono ad andare sempre più giù, dovuto più che altro alla fuga degli investitori...   Le crisispazzano via le aziendeche operano in settori poco performanti, sottocapitalizzate, sovraindebitate e con utili descrescenti o addirittura in perdita. Lasciano strada invece ad aziende solide, poco indebitate, con utili crescenti e che migliorano costantemente la frontiera tecnologica.   Il ciclo si ripete, inizia una nuova fase Toro e chi ha acquistato quando tutti vendevano avrà un extra rendimentosui propri capitali dovuto non tanto al mercato ma al proprio comportamento.   I risultati, dopo anni di comportamentiadeguati, si vedono: chi ha saputo, magari con l'aiuto di un consulente finanziario, investiresul giusto orizzontetemporaleapprofittando anche delle "stagioni degli sconti" che periodicamente i mercati offrono, avrà ottenuto dei risultati adeguati. Chi invece, magari dopo fallimentari esperienze sui mercati affrontati senza adeguata preparazione, ha mantenuto e mantiene i propri risparmi sul conto corrente, vedrà il proprio capitale affievolirsianno dopo anno senza neanche accorgersene.    

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