Glauco Roberto Pizzutto

Consulente finanziario

III° 2020
I° 2020
Finecobank
Milano, Monza, Como, Bergamo, Venezia, Treviso
Fino a €20MLN
Da 5 anni a 10 anni
Laurea specialistica
32 anni
154
03 marzo 2020
III° 2020
I° 2020

Profilo professionale

"If you fail to plan, you are planning to fail"Credo che tutto parta da un piano. Se questo manca, l’investitore rimane in balia dei mercati. E non esiste un piano ideale per tutti. Ogni investitore ha i propri obiettivi, le proprie conoscenze e una diversa tolleranza al rischio.È questo il valore aggiunto che devo darti come consulente, ascoltare i tuoi bisogni di investitore e costruire insieme a te un piano di azione personalizzato, finalizzato al perseguimento dei tuoi obiettivi finanziari.A dare i rendimenti ci penserà il mercato.Dopo diversi anni di gestioni patrimoniali presso un intermediario svizzero ho intrapreso la carriera di consulente per accompagnare le persone attraverso la pianificazione e l’investimento dei propri risparmi, con passione e professionalità. Nel tempo libero sono uno sportivo instancabile, uno dei pochi vizi che mi sottrae alla mia splendida famiglia.Non esitare a contattarmi per una consulenza, sarò felice di incontrarti per un colloquio conoscitivo, senza alcun impegno.

Le mie principali competenze

I miei credit

CERTIFICAZIONI
  • Iscritto all’albo unico dei consulenti finanziari dal 18/12/2019 - Delibera n. 1251
PRINCIPALI ESPERIENZE LAVORATIVE
  • Dal 2020 - Consulente finanziario - FinecoBank
  • Dal 2014 al 2019 - Gestore di portafogli Private - Banca del Ceresio
FORMAZIONE
  • Wealth Management Executive Program – SDA Bocconi
  • Laurea Specialista in Economia e Finanza Internazionale – Università degli Studi di Milano
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Le mie ultime attività

Investire a tassi zero – riflessioni sul terzo trimestre e strategie future

05.10.2020 / 198 Visualizzazioni

Due eventi di rilievo nel trimestre appena concluso: a luglio, in UE, è stato approvato il Recovery Fund; ad agosto, negli USA, la Federal Reserve ha annunciato una revisione degli obiettivi di politica monetaria, rendendo accettabile un’inflazione superiore al 2%. Due annunci che portano anche i tassi USA nella medesima direzione di quelli europei, verso lo zero, o ancora più giù. E questo sarà verosimilmente lo scenario che ci attende per diversi anni. Lo annuncia lo stesso Powell, presidente della Fed, nel suo discorso di settembre: tassi a zero almeno fino al 2023 e forti manovre monetarie di carattere espansionistico. Testuali parole: “non ci interessa se l’inflazione salga per un po’ sopra il 2%, anzi la riteniamo salutare; i nostri obiettivi primari sono la crescita economica e la piena occupazione”. Ora, prevedere i mercati è sempre impossibile. In questo contesto, però, anche alla luce delle recenti affermazioni da parte dei banchieri centrali, sembra naturale immaginare una loro prevedibile evoluzione: obbligazionario senza rendimenti e azionario con una forte spinta al rialzo. Don’t Fight the Fed, e TINA, restano due moniti attualissimi.   IL TRIMESTRE SUI MERCATI I mercati azionari hanno continuato il rimbalzo iniziato alla fine di marzo, andando a toccare, almeno per i mercati americani, i massimi storici. Il mese di settembre è stato il primo mese negativo dopo marzo. La correzione è stata anche importante, ma alla luce dei forti rialzi, risulta un ribasso salutare. Sul lato obbligazionario i rendimenti si sono ulteriormente compressi. Ormai c’è poco da ricevere nel mondo investment grade. L’oro ha registrato il nuovo record storico assoluto, sopra i 2000 $. I precisi sostengono, a ragione, che “inflation adjusted” il record risalga agli inizi degli anni 80’. Infine il dollaro, che si è indebolito notevolmente nel trimestre, a seguito di alcuni fattori: rialzo azionario, politiche della Fed ed elezioni imminenti, che creano sempre un po’ di incertezza.   QUALI STRATEGIE PER I PROSSIMI MESI Per orientarsi sui mercati nel breve, senza cercare di indovinare la direzione degli attivi, ma solo per ribilanciare le posizioni di portafoglio, occorre ragionare su 5 punti: Il vaccino per il Covid-19: è stato già fatto uno sforzo enorme per arrivare all’approvazione di un vaccino. Basti pensare che per lo sviluppo di un vaccino tradizionale ci vogliono circa 10 anni; in questo caso si riuscirà in 12-18 mesi. Al momento ci sono 4 aziende in fase III, ovvero vicine all’approvazione. A onore di cronaca, in Cina e Russia, stanno già iniettando vaccini, sebbene il processo di approvazione sia stato criticato anche dall’OMS. Elezioni USA: statisticamente si crea sempre dell’incertezza, seppur di brevissimo periodo. I candidati sono diametralmente opposti ma piacciono entrambi al mercato; sulla Cina la visione è comune tra repubblicani e democratici, non c’è quindi da aspettarsi un calo di tensione tra le due superpotenze in caso di vittoria di Biden. Don’t fight the Fed: la Federal Reserve è stata chiara e così pure le altre banche centrali. Si continuerà a stampare moneta con tassi bassissimi. Stagionalità del mercato: il quarto e ultimo trimestre è storicamente molto positivo, anche se ottobre risulta sempre essere un mese di forte volatilità, sia al rialzo che al ribasso. TINA: l’effetto TINA (there is no alternative) porta a un rialzo dei mercati azionari, non per la qualità delle società e dell’economia, ma perché l’investitore non ha altre alternative di investimento interessanti sotto il profilo rischio-rendimento.   In sintesi possiamo dire che l’incertezza regnerà nel breve periodo sui mercati, così come lo fa sempre: il quarto trimestre storicamente offre buoni rendimenti ma con volatilità elevata. La ricerca di un vaccino per il Covid-19 e le elezioni americane saranno le fonti di volatilità nel breve periodo, ma le risposte monetarie e politiche a livello globale sono state adeguate e continueranno a premere verso un’unica direzione: inondare di liquidità il sistema per stimolare la crescita economica. Anche i tassi resteranno bassi per un po’ di tempo. Al momento non ci sono pressioni inflazionistiche che, insieme agli alti livello di debito raggiunti, non lasciano pensare ad un rialzo dei tassi nel breve. TINA: There Is No Alternative… all’azionario.   COME HANNO PERFORMATO I PRINCIPALI PORTAFOGLI DA INIZIO ANNO Per un investitore in euro, che volesse utilizzare due semplici indici (MSCI World – Global Aggregate Bond), questi sono i rendimenti da inizio anno al 30/09: PTF 80/20: -1,2% (+25,6 nel 2019) PTF 60/40: -0,1% (+20,4) PTF 40/60: +0,9% (+15,3) PTF 20/80: +2,0% (+10,1) Per un investitore in dollari, che volesse seguire i portafogli leggendari anti-previsionali: PTF 60/40: +6,0% (+21,9) ALL WEATHER: +10,7% (+18,2) GOLDEN BUTTERFLY: +6,3% (+18,0) PERMANENT PORTFOLIO: +12,9% (+16,2)

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SI SALIRA’ PER SEMPRE?

04.09.2020 / 160 Visualizzazioni

Anche il mese di agosto ha visto risultati eccellenti per la maggior parte delle asset class. Sono saliti quasi tutti i mercati, stabile l’obbligazionario, sempre forte l’oro mentre continua a perdere un po’ di terreno il dollaro. Questo rally post bear market ha dello straordinario, ma non deve stupire: nasce in seguito a una crisi senza precedenti ed è supportato da interventi senza precedenti delle banche centrali. Ciò non vuol dire affatto che era prevedibile. Anche quest’ultimo mese ha però evidenziato una forte dispersione dei rendimenti azionari, soprattutto a livello settoriale: i listini, di qualsiasi regione, sono innegabilmente trainati dai titoli tecnologici. Basti osservare le differenze tra Dow e Nasdaq, Hong Kong e Shanghai, oppure i listini Europei. La “old economy” non piace più agli investitori. È doveroso anche uno sguardo al grafico di alcuni indici tecnologici, e in particolare di alcuni titoli, tra cui si potrebbero prendere decine di esempi. Bene, questa direzione dei corsi azionari non è più una risalita ma una vera e propria impennata, chiamatela pure “bolla” se vi piace. Nulla di paragonabile a vent’anni fa, la “bolla dot.com”: oggi le società che salgono hanno sicuramente un vantaggio competitivo e un futuro promettente. Ma quando i prezzi raddoppiano in pochi mesi, o settimane, qualche dubbio sul proseguo dei corsi dobbiamo porcelo. Infine uno sguardo alla stagionalità, settembre è statisticamente il peggior mese dell’anno. È una statistica storica e non un dogma, quindi vuol dire solo prudenza, non che sia vietato rimanere investiti. Anche agosto, del resto, è storicamente uno dei mesi peggiori, ma non lo è stato affatto quest’anno.   COME INTERVENIRE SUI PORTAFOGLI   I lazy portfolio rimangono sempre una soluzione adeguata per i vari profili di rischio. L’azionario continua a salire ma d’altra parte è anche difficile venderlo – there is no alternative (TINA). Sul fronte obbligazionario i rendimenti sono all’osso, salvo rivolgersi al segmento High Yield che è però molto correlato ai mercati. Scelte tattiche di qualche punto potrebbero rivolgersi verso quegli asset i cui rendimenti si sono discostati dalla media storica e dagli altri attivi: nel campo azionario si pensi soprattutto alle small cap, gradite in buona percentuale dal Golden Butterfly. Sull’obbligazionario, non mi dispiace l’aggregate US: presenza di governativi di qualità, yield medio più alto dell’euro ed esposizione in dollaro. Quest’ultima è un’altra scelta in ottica contrarian e per il medio termine. L’oro rimane di estremo interesse e ritengo sia giusto mantenerne i pesi desiderati. Per un confronto sull’asset allocation e come intervenire in questo momento non esitare a contattarmi per una consulenza gratuita.  

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Attenti ai due mesi peggiori dell’anno, senza essere troppo pessimisti.

05.08.2020 / 303 Visualizzazioni

Sell in May and go away, recita uno dei proverbi più famosi di wall street. Ce ne sarebbero tanti altri da riproporre in questo anno così intenso sui mercati, ma concentriamoci su questo. La ripresa dei listini iniziata sul finire di marzo non si è ancora arrestata, seppur stia proseguendo ad un ritmo più lento. Luglio è stato un altro mese positivo per l’azionario e per tutte le principali attività. È stato un mese spumeggiante per l’oro e i nostri Btp, mentre la debolezza del dollaro avrà pesato sicuramente un pochino sui nostri portafogli in euro (-8% in due mesi). I dati sul mercato del lavoro e sugli indici manifatturieri sono incoraggianti, anche se segnalano la persistente debolezza di alcuni settori importanti. Le trimestrali che stanno uscendo in questi giorni sono in chiaroscuro, come da aspettative, mentre le Big Tech continuano a incrementare fatturati e a macinare utili. La Fed insiste a tenere il piede sull’acceleratore dei prestiti (almeno fino a fine anno) e allo stesso modo sembra proseguire la Bce. L’unico elemento che sembra remare contro, in questo periodo, è l’analisi delle serie storiche. Attenti! Negli ultimi 50 anni, i mesi di agosto e settembre sono in media i peggiori dell’anno, con ritorni mediamente negativi. COME INTERVENIRE SUI PORTAFOGLI Premetto che, a mio avviso, almeno la metà del portafoglio debba rimanere sempre fissa: una buona percentuale dell’asset allocation non deve mai variare, una volta scelto il vostro target di rischio/rendimento. Per la componente più dinamica della vostra allocazione, si possono fare aggiustamenti in termini di qualche punto percentuale. Non sono negativo sull’azionario, ma in caso foste sovrappesati (rispetto al vostro target), potrebbe essere saggio prendere qualche profitto. Geograficamente non mi discosterei dall’Msci World. L’obbligazionario non sembra offrire spunti interessanti. L’high Yield è una delle poche classi che deve recuperare ancora terreno e può farcela, a patto che si metta in conto qualche rischio. Una soluzione interessante per noi europei potrebbe essere l’aggregate americano: il corporate rende ancora qualcosa, mentre il governativo è come sempre una garanzia in caso di ribassi azionari. Se si aggiunge la temporanea debolezza del dollaro (e il possibile recupero), il rapporto rischio/rendimento risulta interessante. Infine l’oro, beato chi ne aveva tanto in portafoglio a inizio anno. Nelle ultime settimane ha corso tanto (si veda però in relazione al tasso di cambio). Credo sia in un buon momentum e non lo venderei in questo momento volatile, anche (e soprattutto) per la sua capacità di non correlarsi agli altri attivi. Per un confronto sull’asset allocation e come intervenire in questo momento non esitare a contattarmi per una consulenza gratuita.

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