Glauco Roberto Pizzutto

Consulente finanziario

I 2021
I-III-IV 2020
Finecobank
Milano, Monza, Como, Bergamo, Venezia, Treviso
Fino a €20MLN
Da 5 anni a 10 anni
Laurea specialistica
33 anni
351
03 marzo 2020
I 2021
I-III-IV 2020

Profilo professionale

"If you fail to plan, you are planning to fail"Credo che tutto parta da un piano. Se questo manca, l’investitore rimane in balia dei mercati. E non esiste un piano ideale per tutti. Ogni investitore ha i propri obiettivi, le proprie conoscenze e una diversa tolleranza al rischio.È questo il valore aggiunto che devo darti come consulente, ascoltare i tuoi bisogni di investitore e costruire insieme a te un piano di azione personalizzato, finalizzato al perseguimento dei tuoi obiettivi finanziari.A dare i rendimenti ci penserà il mercato.Dopo diversi anni di gestioni patrimoniali presso un intermediario svizzero ho intrapreso la carriera di consulente per accompagnare le persone attraverso la pianificazione e l’investimento dei propri risparmi, con passione e professionalità. Nel tempo libero sono uno sportivo instancabile, uno dei pochi vizi che mi sottrae alla mia splendida famiglia.Non esitare a contattarmi per una consulenza, sarò felice di incontrarti per un colloquio conoscitivo, senza alcun impegno.

Le mie principali competenze

I miei credit

CERTIFICAZIONI
  • Iscritto all’albo unico dei consulenti finanziari dal 18/12/2019 - Delibera n. 1251
PRINCIPALI ESPERIENZE LAVORATIVE
  • Dal 2020 - Consulente finanziario - FinecoBank
  • Dal 2014 al 2019 - Gestore di portafogli Private - Banca del Ceresio
FORMAZIONE
  • Wealth Management Executive Program – SDA Bocconi
  • Laurea Specialista in Economia e Finanza Internazionale – Università degli Studi di Milano
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Le mie ultime attività

Perché investire con i mercati sui massimi storici?

09.06.2021 / 61 / 0

Dopo un mese di maggio un po’ altalenante, ancora una volta soprattutto sul comparto Growth, i mercati sono tornati a segnare nuovi massimi. Solo il termine spaventa molti investitori prudenti, che spesso decidono di aspettare prima di investire sul mondo azionario (wait and see). È un comportamento saggio? I rendimenti passati non sono garanzia di risultati futuri, ma la storia suggerisce che anche i giorni che segnano i massimi di mercato spesso si rivelano dei buoni momenti per entrare, specialmente se abbiamo un obiettivo a lungo termine. Una ricerca di JP Morgan sugli ultimi 30 anni di mercato ci dice di stare tranquilli ed investire anche quando il mercato è sui massimi. Se avessimo investito nell'S&P 500 in un qualsiasi giorno dal 1988, il nostro investimento sarebbe stato positivo a un anno nell’83% dei casi. In media, il rendimento totale di un anno è stato del +11,7%. E se avessimo investito solo nei giorni in cui l’indice si trovava sui massimi storici? Il nostro investimento sarebbe risultato positivo a un anno nell’88% dei casi e il rendimento totale medio dell’indice è stato pari al +14,6%. Qualcuno potrebbe obiettare che i dati parlano di rendimenti a un anno. Ebbene, se allunghiamo l’orizzonte temporale a 5 anni, ecco i risultati: investendo in un giorno casuale, non sui massimi, avremmo ottenuto un rendimento a 5 anni del 71%. Ottimo direbbero in molti. Investendo sui massimi, invece, in 5 anni si avrebbe ottenuto un rendimento del 79%, ancora meglio. Quindi? I mercati possono avere settimane, mesi e anni negativi, ma il ritorno nel lungo termine è sempre a nostro favore. Essere investiti è un metodo semplice che ciascuno di noi può intraprendere per far crescere il proprio capitale nel tempo. Per approfondire si può seguire il link. https://www.jpmorgan.com/content/dam/jpm/securities/documents/cwm-documents/Is-it-worth-considering-investing-at-all-time-highs.pdf P.S.: tra l’altro, la ricerca è uscita ad agosto 2020, proprio su dei massimi di mercato. Da quei livelli siamo saliti ancora un bel po’.

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NUOVI MASSIMI, SOLITE DOMANDE

09.04.2021 / 145 / 0

Dopo un trimestre appena movimentato, siamo tornati sui massimi dei mercati azionari, o almeno così si dice a guardare i principali indici mondiali: l’S&P 500 sfonda quota 4.000 punti per la prima volta nella sua storia. La domanda che è tornata sulla bocca di tutti è: quanto si salirà ancora? Oppure, quando ci sarà la prossima correzione? Il bello è che nessuno sa la risposta, ma in molti si affannano a sfornare previsioni. Una banca tedesca ci ha “avvisati” di un’imminente correzione nei prossimi mesi, mentre il solito Roubini prevede tragedie con i treasury in rialzo… per fortuna Jamie Dimon (CEO di JP Morgan) ci allieta un pochino, afffermando che questo boom economico proseguirà fino almeno al 2023. Sembra strano per noi italiani, ma il resto del mondo sta già correndo veloce fuori dalla crisi Covid. IL CONTESTO Dietro ad ogni affermazione, c’è sempre qualche motivo. Certamente alcuni indicatori possono indicare livelli di eccessivo ottimismo (il Cape di Shiller, il Buffet indicator, ma anche i più semplici PE), e alcuni temi macro possono impattare sui mercati: rialzo tassazione sulla Corporate America e aspettative di inflazione su tutti. Dall’altra parte c’è una ripresa più intensa del previsto e grandi risparmi delle famiglie che stanno tornando a spingere i consumi. Oltre alla valanga di stimoli monetari e fiscali. Il tutto potrebbe spingere l’occupazione, la crescita e anche un ritorno dell’inflazione. È sempre un circolo: gli ottimisti lo definiscono virtuoso, i pessimisti vizioso. QUESTIONE DI METODO Quindi chi ascoltare? Nessuno, o meglio, il nostro metodo che è frutto principalmente di tre elementi: obiettivi concreti da raggiungere, orizzonte temporale e profilo di rischio. Quando questi sono chiari e definiti, dobbiamo ignorare qualsiasi rumore. Il mercato è dalla parte di chi sa aspettare e cogliere i frutti dell’interesse composto. Per chi ha orizzonti più brevi, l’inflazione e il rialzo dei tassi, sono una buona notizia… si può tornare ad avere un po’ di rendimenti in porti più sicuri.   I RISULTATI DEL PRIMO TRIMESTRE Portafoglio dinamico (80% azioni globali - 20% obbligazioni globali): +7,5% nel 2021, +5,7% nel 2020 Portafoglio moderato (60% azioni – 40% obbligazioni): +5,0% nel 2021, +5,3% nel 2020 Portafoglio prudente (40% azioni – 60% obbligazioni): +2,4% nel 2021, +4,8% nel 2020 Portafoglio molto prudente (20% azioni – 80% obbligazioni): -0,1% nel 2021, + 4,4% nel 2020   Portafoglio 60/40 (60% azioni usa - 40% obbligazioni usa): +2,5% nel 2021, +15,7 nel 2020, Portafoglio All Weather (30% azioni – 55% obbligazioni – 15% oro): -3,7% nel 2021, +14,7% nel 2020 Portafoglio Golden Butterfly (40% azioni – 40% obbligazioni – 20% oro): +1,3% nel 2021, +13,9% nel 2020 Portafoglio Permanent (25% azioni – 50% obbligazioni – 25% oro): -4,4% nel 2021, +16,1% nel 2020

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INFLAZIONE, TASSI E ALTRE OPPORTUNITA’

11.03.2021 / 154 / 0

Nelle ultime settimane c’è stata una forte correzione di alcuni titoli, in particolare quelli tecnologici: il Nasdaq ha perso più del 10% dai massimi, mentre l’S&P 500 circa il 5%. Guardando l’andamento del terzo indice statunitense, il Dow Jones, che è praticamente rimasto invariato in queste settimane, si capisce che più che una correzione del mercato si è trattato di una forte rotazione settoriale. A cosa è dovuto questo sell-off dei titoli tecnologici? Ogni discesa porta con sé una motivazione: questa volta tutti puntano il dito contro l’inflazione, o meglio le sue aspettative, e questo è certamente vero. Credo però che sia stata solo la goccia che abbia fatto traboccare il vaso, se così si può dire: la correzione di questi titoli è dovuta maggiormente a un concetto di “mean reversion”, o di correzione degli eccessi. Chi pensava che questi titoli potessero andare “to the moon” probabilmente ha rimesso i piedi per terra. È pur vero che i rendimenti di questi titoli sono stati stellari, e magari continueranno per un po’. NEL DETTAGLIO Le aspettative di inflazione negli Usa, mercato faro per l’economia quotata mondiale, ha raggiunto il valore di 2,45% a 5 anni, con un forte rimbalzo continuo da marzo 2020. Di conseguenza hanno reagito i Treasuries, i titoli di stato americani, i cui rendimenti sono saliti oltre l’1,5% a 10 anni e 2,3% a 30 anni, valori che non si vedevano dal periodo precedente la crisi Covid. Tra le vittime illustri c’è certamente il titolo Tesla, l’azione più discussa degli ultimi anni: la correzione è stata del 38% dai massimi, una delle più intense degli ultimi 10 anni. è giusto ricordare che Tesla quota ancora 5 volte più alto rispetto ai valori di 1 anno fa. NOW WHAT? La notizia paradossale è che siamo passati dalla paura che non ci fosse una ripresa a un’ansia da super-ripresa. In generale mi sento di dire che si tratti di una buona notizia. Entrando più nel dettaglio del contesto, i vaccini (almeno nei paesi più avanti con la compagna vaccinale) stanno dando buoni risultati in termini di diminuzione di nuovi contagi e ospedalizzazioni. Non tutti i paesi procedono in modo uniforme: bene soprattutto gli Usa, e poi a seguire UK e Israele. La situazione, anche senza vaccini, è buona in tutta l’Asia. Sembra che l’UE sia rimasta indietro nel confronto con le altre potenze. I dati su produzione industriale in Usa, come pure gli ultimissimi dati sull’occupazione, sono confortanti. In Cina è risultato stratosferico il dato sulle esportazioni. Anche i dati di Pil sono in forte risalita in queste due potenze, meno in Europa. QUALI PROSPETTIVE SUI MERCATI Sempre lontano da previsioni, cerchiamo di analizzare i possibili scenari. Inflazione in risalita vuol dire un adattamento anche dei tassi, tuttavia i banchieri centrali al momento non lasciano intendere nessun rialzo. Sui bond questo si traduce in una correzione per le duration più lunghe, indipendentemente dal rating. Rating che potrebbe essere un problema secondario vista la forte ripresa ipotizzata dell’economia. Sembra questo uno scenario favorevole a soluzioni corporate, anche non investment grade, soprattutto per la bassa duration di questi aggregati. Gli inflation linked potrebbero essere una soluzione sulle scadenze brevi, ma gli aggregati generalmente presentano duration maggiori. E sul fronte azionario? Un’anticipazione di quello che comporta un rialzo dei tassi l’abbiamo già visto in queste settimane. Il rialzo però non ci è dato sapere quando si materializzerà e il contesto sembra favorevole a una ripresa robusta. Mantenere quindi la rotta sull’indice mondiale, senza particolari riserve… al momento non ci sono alternative di rendimento. Certo, limare un po’ i pesi in caso di eccessi e approfittare di eventuali sell-off degli indici, è sempre una strategia corretta. COME SONO ANDATI I MERCATI NEI PRIMI 2 MESI? Portafoglio dinamico (80% azioni mondiali - 20% obbligazioni mondiali): +2,4% nel 2021, +5,7% nel 2020 Portafoglio moderato (60% azioni – 40% obbligazioni): +1,2% nel 2021, +5,3% nel 2020 Portafoglio prudente (40% azioni – 60% obbligazioni): -0,1% nel 2021, +4,8% nel 2020 Portafoglio molto prudente (20% azioni – 80% obbligazioni): -1,3% nel 2021, + 4,4% nel 2020   Portafoglio 60/40 (60% azioni - 40% obbligazioni): +0,7% nel 2021, +15,7 nel 2020, Portafoglio All Weather (30% azioni – 55% obbligazioni – 15% oro): -2,6% nel 2021, +14,7% nel 2020 Portafoglio Golden Butterfly (40% azioni – 40% obbligazioni – 20% oro): -0,4% nel 2021, +13,9% nel 2020 Portafoglio Permanent (25% azioni – 50% obbligazioni – 25% oro): -3,9% nel 2021, +16,1% nel 2020  

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