Ivan Giovanni Troglia Perolin

Consulente finanziario

IV° 2020
II° 2020
I° 2020
Banca Euromobiliare S.p.a.
Torino
Oltre a €40MLN
Oltre a 10 anni
Diploma di specializzazione
54 anni
1006
13 gennaio 2020
IV° 2020
II° 2020
I° 2020

Profilo professionale

La mia passione per la finanza risale alla seconda metà degli anni ’90 periodo in cui opero come trader professionista acquisendo notevoli capacità in ambito tecnico e statistico. Nel 2001 divento Consulente Finanziario presso SanPaolo Invest. Dal 2004 al 2014 accresco la mia professionalità operando in Credit Suisse dove sviluppo ulteriori competenze dedicandomi e specializzandomi nel seguire clienti di elevato profilo. Nel 2014 approdo nella Divisione Wealth Management di Banca Generali Private Banking. Lo scorso giugno scelgo di valorizzare il mio modello distintivo nell’offrire un’elevata personalizzazione del servizio aderendo al progetto della boutique finanziaria di Banca Euromobiliare. Grazie ad un’esperienza ormai ventennale, il mio obiettivo primario è garantire un livello di servizio ai vertici della categoria, in termini di qualità, efficienza e gestione del rischio.Opero nel segmento della clientela HNWI e UHNWI tra Piemonte e Lombardia Faccio mio il seguente motto professionale il cui acronimo è R.I.C. : Riservatezza Indipendenza Competenza, qualità che contraddistinguono nel gestire in un'esclusiva ottica "tailor made" i patrimoni delle più prestigiose famiglie piemontesi e lombarde. Oltre alla consueta e conosciuta gestione dei patrimoni individuali, seguendo da tempo imprenditori di rilievo, mi sono specializzato nell'assisterli in attività strategiche verso Stakeholder, canali acquisitivi nuove aziende, M&A, poli di aggregazione finanza straordinaria, LBO, MBO e advisory pre-IPO.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Da giugno 2018 a oggi - Senior Private Banker presso Euromobiliare
  • Da novembre 2014 a maggio 2018 - Senior Private Banker - Private Banking - Turin Branch presso Banca Generali Private
  • Dal 2004 a novembe 2014 - Senior Private Banker - Private Banking - Torino Branch presso Credi Suisse
  • Da aprile 2001 a giugno 2004 - Client Advisor presso Sanpaolo Invest SIM S.p.A.
  • Dal 1995 al 2001 - Trader professionista indipendente
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Le mie ultime attività

ALLA RICERCA DELL’ALPHA….L’EXTRA RENDIMENTO

29.12.2020 / 196 / 0

Al di là della formula teorica, del nome abusato da molti fondi e la difficolta’ di ottenere un extra rendimento rispetto alla media di mercato…. È solo teoria o nella pratica è possibile riuscire ad ottenere dei risultati migliori del mercato di riferimento ? Purtroppo la maggior parte di una certa categoria di consulenti fa una battaglia di principio sostenendo che con strumenti con costi piu’ bassi e usando degli strumenti passivi si ottengono dei risultati migliori. L’unica certezza è che usando quegli strumenti passivi come gli etf  si ottiene un risultato inferiore al mercato di riferimento dovuto al costo di gestione seppur basso e alla commissione di consulenza che viene pagato al consulente…quindi un risultato inferiore al mercato.  Tutto nasce da un confronto con un cliente molto esigente attento alle performances/ costi  perche’ sollecitato da un consulente indipendente che affermava che i fondi a fronte di costi non danno nessun valore aggiunto rispetto ad un etf a gestione passiva. Nella realta’ invece è assolutamente un ‘affermazione priva di un’analisi oggettiva ed è anche fuorviante , in  tutte le categorie esistono dei fondi che da anni battono sistematicamente il benchmark, ovviamente sono una piccola percentuale ma bisogna conoscerli ed usarli. Il risultato finale delle mie analisi  è che la gestione passiva con etf è perdente se confrontata rispetto ad un mix di fondi migliori della stessa categoria , ed in alcuni casi parliamo di differenze notevoli. Ho poi rimarcato al cliente anche alcuni vantaggi dei fondi rispetto agli etf che quasi nessun consulente sottolinea  : tipo lo switch sullo stesso fondo da classe hedgata a no hedge( o viceversa)  che non paga plusvalenza, ne’ commissioni di negoziazione , ne’ spread denaro/lettera  ed ovviamente gode di un’interesse composto che per un lungo periodo puo’ fare una differenza notevole nel rendimento finale. Va ricordato anche che in mercati sotto stress molte volte il Nav dell’etf non è prezzato correttamente durante le fasi di mercato, che durante quelle fasi gli spreads si allargano notevolmente e tante volte la liquidita’ del market maker scarseggia e che un etf  tenta di replicare un indice e in caso di fallimento di un componente subisce il default dello stesso passivamente. Per tutti questi motivi ( oltre a problematiche di molti etf sintetici quindi con rischio controparte del sottostante , ci sono anche alcuni etf che hanno una replica fisica ma ottimizzata quindi non paritetica all’indice ) nonostante il minor costo di gestione gli etf rispetto ai fondi migliori di categoria  , nella mia analisi finale oggettiva fatta al cliente  riscontra una differenza di performance di vari punti percentuali tra le due categorie prese in esame e anche di rapporto rischio/rendimento. Un esempio pratico ( ma potrei farlo per tutte le categorie)  è nella slide qua sotto ; un confronto tra etf  msci world eur hedge e un fondo best performer stessa categoria con un track record notevole ultradecennale che uso ( ovviamente è coperto da rettangolo ) . Usando dei parametri di confronto oltre alla performance anche come deviazione standard , drawdown per compararlo come rischio/rendimento il fondo è sovraperfromante di molto Si puo’ generare extra rendimento rispetto al mercato bisogna pero’ essere dei  professionisti ed avere un’esperienza ultradecennale per poterlo generare. Basta scegliere i migliori per ottenere un risultato eccellente?... No perche’ il risultato viene dal mix degli strumenti e bisogna avere metodo ed una strategia come spiegavo nell’articolo https://www.moneycontroller.it/community/articolo/investire-con-successo-3912 In quell’articolo citavo la Blue vawe di Nonno Joe..che a molti sara’ parso il nome di una commedia, no era invece l’ultima implementazione di mercato che avevo appena finito di concludere con i miei clienti. Vediamo com’e’ andata ?... ai clienti avevo inserito un nuovo fondo  che a mio giudizio sarebbe stato il piu’ performante del trimestre ed avrebbe battuto come performance il fondo piu’  performante da inizio anno  che ho in portafoglio (uno dei migliori a livello mondiale come performance ytd). Si puo’ generare extra rendimento si certamente con metodo e strategia …sottolineo  conoscendo i mercati. L’alpha è solo teoria , la pratica e la realta’ è un'altra si genera extra rendimento non per caso con un algoritmo o un robot, ma con professionalita’. Chi volesse approfondire il mio metodo e la mia strategia nei minimi particolari (  ovviamente ho scritto solo parte di cosa mi puo’ differenziare )  iniziando da un check up del suo  portafoglio senza nessun impegno puo’ contattarmi nella massima riservatezza . Ormai   con la tecnologia delle videoconference tramite Zoom , Google meet   etc si puo’  fissare un appuntamento digitale a distanza senza nessun rischio e operare in qualsiasi regione d’Italia.  

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Il senno del poi e il parco buoi…la triste realta’ degli investitori italiani.

16.12.2020 / 167 / 0

Tanti investitori quando leggono certi articoli sulla stampa di qualche strumento  best performer a livello mondiale sognano di avercelo in portafoglio e poi si buttano “entrando pesante in botta secca “ quando la maggiore parte della performance  è stata gia’ fatta, qualcuno per avidita’ ( l’investitore fai da te) , qualcuno perche’ il robot glielo consiglia( chi si affida all’intelligenza artificiale), qualcuno perche’ il consulente glielo consiglia dopo che si è accorto che dei risultati passati favolosi…. il senno del poi. Purtroppo invece quasi nessuno c’e l’ha in portafoglio… magari i  pochi fortunati sono quelli che il  loro consulente nel formulare  l’ asset allocation ha deciso in tempi non sospetti di investire una parte adeguata al rischio di ogni cliente in quello strumento , ma non perche’ aveva un rating , un track record consolidato, andava di moda ma semplicemente perche’ aveva  una visione sui mercati e conosceva il team di gestione con un’esperienza ultradecennale….E poi IL COVID HA FATTO DA DETONATORE….fortuna sicuramente ma con molto umilta’ se ce l’hai su tutte le posizioni dei clienti forse un minimo di mercati ci capisci. Io non ho mai venduto performances, perche’ anche loro fanno parte del passato, ne’ tantomeno pensato di conoscere il futuro, pero’ certe volte vedo  affermazioni di alcuni che lasciano il tempo che trovano, un vero consulente   non fa previsioni su  un settore o altro perche’ non è in grado neanche il migliore degli investitori al mondo di farlo…l’invidia è una brutta bestia specie se tu stai a guardare mentre il treno corre . Proprio da qui nasce lo spunto del mio articolo, un persona   parlando  con un un mio cliente di performances gli racconta che ha visto un articolo dove ha preso spunto per comprare uno strumento che da inizio anno faceva + 50% consigliando di comprarlo anche LUI. Ho visto il cliente lunedì che mi racconta di questo fantastico strumento consigliato dall’amico…lo lascio parlare e poi gli dico apra la posizione che gli ho consegnato e guardi il fondo  ****** ha visto che questo su cui noi abbiamo investito nel 2019 quest’anno fa quasi il 100% e piu’ o meno investe nello stesso settore. Il cliente nonostante è anni che affida la gestione di  una parte del suo patrimonio a me, stava cadendo nell’errore fatale del parco buoi… e  ci sarebbe cascato. In un’ottica prudenziale dopo un triple digit annuale gli ho venduto meta’ dell’importo totale , abbassando la percentuale del fondo all’interno del portafoglio come ho fatto e sto facendo con tutti i clienti. Il ricavato della vendita è stato investito su un’altra opportunita’ che si inizia a vedere se uno ha certi dati e segue i flussi di dove viene investita la liquidita’. In piu’ venti anni di esperienza nel mondo degli investimenti ho imparato che  il mercato ha sempre ragionee per sfruttare queste opportunita’ solo la gestione professionale attiva di un portafoglio con un metodo consolidato   puo’ permettere all’investitore di ottenere dei risultati eccellenti per rischio/rendimentoe serve ben a poco investire in modo passivo o con portafogli modello  con tassi reali negativi avendo anche costi minimi.

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Il piu’ grande errore in finanza per l’investitore…. Avere una sola banca ,un solo promotore, un solo consulente indipendente  ,pensar di investire da soli o  con il robot.

27.11.2020 / 250 / 0

Tutti i clienti anche quelli professionali dimenticano che in finanza non esiste  la certezza, i fatti lo hanno ampiamente dimostrato negli anni , ma lezione quasi mai è servita a far cambiare atteggiamento agli investitori se non in una percentuale molto bassa. Gli investitori pensano che il valore aggiunto è affidarsi al professionista di turno  o alla banca super solida con nomi altisonanti e una volta ottenuto questo, pensano di avere raggiunto la sicurezza che i propri investimenti  saranno ben gestiti e al sicuro. Non c’e niente di  più falso e rischioso , anzi prima o dopo succede l’evento impensabile che sconvolge tutte le convinzioni, proprio per evitare in futuro che a qualche investitore capiti scrivo questo articolo. IL mio ragionamento che andro’ a farvi è  un esempio pratico e reale di un mio cliente , l’investitore piu’“smart “che ho conosciuto in oltre venti anni di carriera , a cui difficilmente potra’ capitare di scivolare in un grave errore di valutazione. L’investitore è un importante imprenditore che opera a livello globale, uomo di 65 anni di poche parole ma di grande sostanza , persona con intelligenza spiccata nel gestire il suo patrimonio privato e aziendale. Il mio rapporto nasce nel 2009 per una sua esigenza personale, dopo avermi valutato professionalmente decide di aprire un rapporto con me , all’inizio per tutti e due il confronto è molto freddo , la sua tendenza caratteriale molto chiusa  non non mi aiuta inizialmente a sviluppare il rapporto di fiducia. Dopo circa due anni , un giorno mi convoca direttamente Lui nel suo ufficio in azienda e in modo totalmente inaspettato mi parla dei suoi investimenti  presso altri intermediari e mi li fa visionare ,facendomi pero’ una premessa iniziale  “ nonostante  mi ritenesse professionalmente al di sopra di tutti non mi avrebbe mai dato tutto il suo patrimonio da gestire”. In poche parole Lui mi defini il suo “Guardian “,ossia potevo analizzare tutto il suo patrimonio esprimere dei giudizi di merito ma non potevo influire sulle scelte di asset allocation degli altri intermediari , quindi dovevo monitorare l’andamento del suo  portafoglio aggregato quando Lui me ne faceva richiesta. Subito rimasi basito e gli chiesi il perche’, la sua prima risposta fu illuminante, era molto semplice ma allo stesso tempo di un’efficacia spaventosa   e mi disse “la vera diversificazione è quella di avere piu’ intermediari  e spalmare qualsiasi rischio nel tempo “. Mi fece un esempio banale ma di una concretezza gelida ma  enorme : “Lei potrebbe essere il professionista piu’ bravo sul mercato ma come ogni uomo ha dei limiti oggettivi, potrebbe ad un certo punto avere delle convinzioni di mercato contrarie poi alla realta’ dei fatti, approfittarsene della mia fiducia, i problemi nella sua vita privata potrebbero influire poi nella sua lucidita’ oggettiva o anche un giorno avere un incidente mortale o anche solo smettere di fare questo lavoro per cui nessuno è immortale, vincente o efficace al 100%... non lo sono neanche io che amministro un’azienda con cinquecento dipendenti.” Quel giorno riflettendo poi uscito dal suo ufficio avevo capito quanto era” smart” il mio cliente e il perche’ del suo successo  ed ogni anno che passa mi rendo conto di quanto valgono i suoi ragionamenti nella realta’. Una classica dimostrazione la daro’ adesso con un esempio pratico, aggiungo che il cliente ha un profilo di rischio bilanciato prudente tutto suo come impostazione , con una propensione massima  al 20% di azionario, 60% bonds aggressivi e un 20% di bonds piu’ cauto. Il grafico che posto sotto sono i 3 portafogli singoli detenuti , il primo presso di me,( gli altri due sono coperti per ovvi motivi di privacy)  sono di  un consulente indipendente e di un private banker presso una banca private di fama internazionale. A l di la’ dei numeri se l’investitore avesse concentrato tutto il suo portafoglio con un solo intermediario avrebbe ottenuto rendimenti diversi e solo la fortunaavrebbe giocato un ruolo sul risultato finale ottenuto , sicuramente ogni portafoglio  ha una diversa allocation per convinzioni differenti, un rapporto rischio/rendimento diverso, un costo strutturato in modo diverso, strumenti diversi etc… ma rimane il fatto che se il cliente avesse avuto un solo interlocutore o un solo decisore come consulente  su tutto il portafoglio solo la fortuna farebbe la differenza   Invece il cliente smartragiona in modo diverso, qui sopra è postato  il grafico del portafoglio raggruppato dei 3 precedenti  che monitoro… il risultato è che il cliente  ha ottimizzato il rischio controparte,diversificato evitando concentrazioni di portafoglio,  gli errori di ognuno , ha un rapporto rischio rendimento piu’ efficace e non è ostaggio di nessuno. In poche parole il cliente smart evita semplicemente   di scivolare sul piu’ grosso erroreche commettono la maggior parte degli investitori, la delega di consulenza o gestione di portafoglio  ad un soggetto, evitando il pericoloso fai da te o con il robot Chi avesse voglia di un confronto piu’ profondo ne ruolo di “Guardian “puo’ contattarmi senza impegno.  

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