Luigi Argentieri

Consulente finanziario

Fideuram S.p.a.
Fermo, Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Teramo
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04 giugno 2019

Profilo professionale

Il mio nome è Luigi Argentieri, ho 47 anni, vivo e lavoro tra Porto san Giorgio e Fermo, sono sposato ed ho due figli. Dopo la laurea in economia e commercio nel 1996 e dopo aver svolto il servizio militare in Marina, non avendo ancora le idee ben chiare sul quello che sarebbe stato il mio futuro lavorativo, per metà giornata facevo pratica presso lo studio di un dottore commercialista e per l’altra metà invece mi recavo presso l’agenzia della Bnl Investimenti (ex Interbancaria) al fine di conoscere meglio la professione di promotore finanziario e prepararmi per sostenere l’esame di abilitazione per l’iscrizione all’Albo. Questo per circa un paio d’anni, finché nel 1999 vengo assunto a tempo indeterminato dalla Cassa di Risparmio di Fermo, dove, dopo aver ricoperto vari ruoli in diverse agenzie, vado a fare quello che mi è sempre piaciuto, ovvero l’addetto titoli/consulente investimenti per privati. In questi anni il mondo della consulenza finanziaria, è cambiato in maniera radicale, passando dal mero collocamento dei prodotti, alla necessità di offrire al cliente un servizio più completo, a 360 gradi. Nel contempo anche le richieste e le esigenze del cliente sono aumentate, e proprio per questo ho avvertito la necessità (2017) di fare un salto professionale, che mi consentisse di poter affrontare in maniera adeguata le nuove sfide che i mercati ci pongono, mettendoci ancora di più del mio, e sono così entrato a far parte della squadra di Fideuram/Intesa San Paolo Private Banking, agenzia di Fermo, come Consulente Finanziario. Amo il mio lavoro, perché ogni giorno ti pone delle sfide diverse e perché ti da la possibilità di affiancare il cliente nelle scelte importanti che egli deve fare nel pianificare il suo futuro e quelli dei propri cari: è un ruolo che ti carica di molte di molte responsabilità, ma che, se fatto con correttezza e professionalità, ti restituisce delle soddisfazioni impagabili. La mia attività si orienta in special modo verso tutti coloro che vogliono pianificare con serenità il proprio futuro valutando delle tematiche complesse che si possono affrontare solo con un approccio consulenziale, finalizzato non più alla vendita di un prodotto o di un servizio, ma alla creazione di una relazione duratura che sia finalizzata alla creazione nel tempo di valore per il cliente.
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Le mie principali competenze

I miei credit

Le mie ultime attività

LA PIANIFICAZIONE SUCCESSORIA

23.04.2020 / 69 Visualizzazioni

Può sembrare strano,ma ad oggi l'Italia,in tema di imposte di successione,può definirsi,sopratutto ne panorama europeo,un Paradiso Fiscale.Basta consultare le tabelle in allegato,per rendersene conto. Per quanto tempo ancora? Chissà,ma il vecchio detto "prevenire è meglio che curare"vale  anche in questo caso. Il tema della pianficazione successoria,deve perciò essere,adesso più che mai,prioritario nel rapporto tra cliente e consulente e gli strumenti per porre in essere quella più adatta ad ogni situazione,ci sono,ma vanno utilizzati nei modi e nei tempi giusti.Parliamone.

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COSA CI DICONO I MERCATI?UNA POSSIBILE CHIAVE DI LETTURA

30.03.2020 / 74 Visualizzazioni

Sicuramente molti di noi in questi giorni così turbolenti sui mercati,sia nei panni di risparmiatori che in quella di consulenti,staranno cercando una chiave di lettura per decifrare la situazione e la sua possibile evoluzione. Partendo dal presupposto che l'andamento dei mercati rimane comunque in gran parte imprevedibile ( e forse è proprio questa la loro bellezza), un indicatore che mi ha sempre incuriosito, è il rapporto Smart Money/Dumb Money,che ci permette di capire in maniera piuttosto intuitiva ed agevole cosa stanno facendo i buoni e capaci operatori di mercato (gli Smart Money),rispetto a quelli meno efficienti (Dumb Money).Su una scala da 0 a 100,quanto più gli operatori Smart Money sono vicini a 100 (e viceversa quindi gli operatori Dumb Money sono vicini a 0),tanto piu' gli operatori "buoni" si aspettano un rally di mercato nei giorni a venire. A titolo puramente esemplificativo ad esempio negli USA a gennaio 2020 la percentuale di operatori Smart Money che si aspettava un ulteriore rally del mercato era inferiore al 20%( si aspettavano quindi una possibile correzione),mentre la percentuale dei Dumb Money che si aspettava un rally di mercato era superiore all' 80%. In queste giorni,le percentuali invece si sono esattamente ribaltate con gli Smart Money a circa l'80% e i Dumb Money invece a livelli inferiori al 20%.Lungi dall'essere l'unico indicatore su cui basare le nostre scelte d'investimento in termini di peso tra i vari assets,può però essere utile, congiuntamente ad altri indicatori,per cercare di capire che direzione sta prendendo il mercato.

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La fiscalità delle rendite finanziarie

04.07.2019 / 71 Visualizzazioni

Oggi cominceremo a trattare un argomento per certi aspetti piuttosto ostico, ma che può avere un ruolo importante nelle scelte di investimento, ovvero le varie tipologie di rendite finanziarie e la loro tassazione. C’è da dire innanzitutto che la tassazione sui prodotti finanziari delle persone fisiche aventi residenza in Italia segue il principio di cassa, ovvero viene applicata al momento del realizzo. Il Dpr 22/12/1986 n.917 divide la tipologia di possibili rendite finanziarie in due categorie:   REDDITI DA CAPITALE REDDITI DIVERSI   Andiamoli ad analizzare.   I Redditi da capitale, sono tutti quei proventi che la normativa fa rientrare in questo elenco:   Interessi da depositi, conti correnti ed obbligazioni (di ogni genere, quindi obbligazioni di società, titoli di Stato, etc); i dividendi distribuiti dalle società; i proventi di fondi comuni, sicav, etf e polizze assicurative sulla vita; i proventi di operazione di pronto contro termine.   I Redditi diversi(anche detti capital gain), sono invece tutti quei redditi di natura finanziaria, che in questo caso possono avere sia segno positivo (plusvalenze) che negativo (minusvalenze), non rientranti nella precedente elencazione, ovvero:   derivanti dalla vendita o dal rimborso di titoli obbligazionari (ad esempio ho comperato un Btp a 90 e lo rivendo a 98, quel +8 è un reddito diverso che in tal caso sarà una plusvalenza; se invece ho comperato un Btp a 98 e lo rivendo a 90 sarà sempre un reddito diverso, ma in tal caso nella veste di minusvalenza); derivanti dalla vendita di partecipazioni in società (il caso più comune è la compravendita di titoli azionari negoziati sui mercati); derivanti da operazioni in valute estere; derivanti da operazioni in contratti derivati, ovvero certificates, Etc, Etn, etc.   La differenza sostanziale tra le due tipologie di redditi è l’alea, ovvero il fatto che nel caso dei redditi di capitale i proventi sono certi e verosimilmente quantificabili ex ante (si pensi alle cedole di un Btp), mentre nel caso dei redditi diversi prevale l’incertezza, in quanto la corresponsione del provento è legata a diverse variabili, quali le oscillazioni dei mercati, il tempismo/capacità dell’investitore, etc.   In entrambi i casi la tassazione applicata è del 26% (tranne che per i titoli di Stato e obbligazioni sovranazionali whitelist, ai quali viene applicata una tassazione agevolata al 12,5%) e l’intermediario finanziario presso cui il risparmiatore intrattiene il rapporto, funge da sostituto d’imposta, ovvero applica la tassazione a titolo definitivo, liberando il risparmiatore/contribuente da incombenze di natura fiscale.   Nel prossimo post andremo ad approfondire ulteriormente questi argomenti.

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