M. Giovanna Sammatrice

Consulente finanziario

I° 2020
2019
Sol&fin Sim S.p.a.
Lecco, Como, Monza Brianza, Bergamo, Milano
-
Oltre a 10 anni
-
58 anni
1087
06 settembre 2016
I° 2020
2019

Profilo professionale

Sono un Consulente Super Partes, dal 2004 mi occupo di consulenza finanziaria e patrimoniale. È una competenza che ho avuto modo di sviluppare seguendo importanti situazioni prospettatemi da clienti.Esperta di Finanza Sostenibile, dal 1998 studio e approfondisco i processi d’investimento, fondi e sicav, i cui gestori operano scartando investimenti non in linea con i principi ESG. Opero con incarico da parte di SOL&FIN Sim S.p.A che mi garantisce un’autonomia operativa straordinaria che avvantaggia i clienti in termini di diversificazione. Opero con i migliori gestori specializzati nei singoli paesi e settori e in analisi di mercato, con grande attenzione ai costi e all’aspetto fiscale e alla pianificazione successoria e alla protezione del capitale investito.I miei clienti apprezzano molto questo mio modo di operare e con orgoglio mi rappresentano.

Le mie principali competenze

I miei credit

  • Consulente Super Partes dal 2004 - Financial Planning Association - FPA (USA)
  • Iscritta al RUI - Registro Unico degli intermediari assicurativi nella sezione E al n. E000131153 dal 2009
  • Iscritta all’Albo Unico dei Consulenti Finanziari OCF n.13643 dal 2002
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Le mie ultime attività

Quando gli investimenti sostenibili diventano nell’attuale contesto un canale prioritario per un’effettiva svolta green

17.06.2021 / 35 / 0

A più di un anno di convivenza con il contesto pandemico, non si può fare a meno di notare quanto diversi progetti abbiano preso altre direzioni rispetto a quelli avviati precedentemente, passando inosservati agli occhi delle persone distratte da paura, preoccupazioni nonchè dalle conseguenze economiche. Si sono interrotti e abbandonati parecchi progetti sostenibili da parte dei governi di tutto il mondo, fondamentalmente si sta portando avanti un "ambientalismo" solo di facciata. Purtroppo la finanza speculativa costituita dalle lobby e Società di Gestione internazionali di rilievo, domina da anni ogni ambito: politica, scienza, medicina,  cibo, salute, informazione, economia, ambiente, etc. E’ importante comprendere questo ruolo primario di poche Società che hanno in gestione i più grandi asset finanziari al mondo: si proclamano sostenibili ma è solo un enorme greenwashing, vanno esclusivamente in direzione dei grandi profitti, da sempre. Anche la salute delle persone passa dalla sostenibilità: infatti assistiamo a una sperimentazione di vaccini su bambini e adulti che non sono vaccini bensì trattamenti genici sperimentali, l’assurdità delle mascherine derivate dal petrolio, l’interruzione della catena alimentare già in corso a favore del business sul cibo sintetico, “sempre in nome dell'ambiente e delle persone riducendo così emissioni di CO2, eliminando allevamenti molto inquinanti e coltivazioni”. Poi il legame del 5G con i vaccini ovvero un sistema nanotecnologico sofisticato che non si può certo far rientrare nell’ambito della sostenibilità. Siamo di fronte a parole e riferimenti relativi alla green economy che assumono altri significati, manipolati a favore del proprio business: lo spiega molto bene in una sua recente intervista la D.ssa Vandana Shiva, fisica, scrittrice, filosofa, attivista per la sovranità alimentare e salvaguardia della biodiversità per cui ha contribuito alla formazione di leggi internazionali, ha portato avanti battaglie legali internazionali contro i brevetti sui semi. Questa “facciata alternativa” è interamente in mano alla finanza speculativa, è bene saperlo, purtroppo “non è tutto oro ciò che luccica”. E' questa la sostenibilità in termini di ambiente e salute che vogliamo? Quale scienza, ricerca, medicina vogliamo alimentare e finanziare con i nostri investimenti in essere da anni, prossimi e futuri? Vogliamo far passare per investimenti sostenibili quelli che non lo sono, per esempio una sanità orientata esclusivamente alla massimizzazione dei profitti? Che senso ha allora parlare di riduzione di emissioni, di inquinamento in tutte le sue forme, etc., a vantaggio della salute delle persone e del pianeta? La finanza sostenibile può fare molto in questa direzione a vantaggio delle aziende virtuose, il potenziale è enorme, c’è molta libertà di movimento poiché dipende dall'azione di ogni singolo investitore. La finanza speculativa è sullo stesso piano della finanza “sporca” alimentata anche e soprattutto da tutti gli investitori “inconsapevoli” che hanno contribuito a finanziarla con i loro investimenti. Non dimentichiamo che questa parte di finanza ha condotto il pianeta e le persone che lo abitano a questa devastazione, a tutto quello a cui oggi stiamo assistendo ma allo stesso modo si può ribaltare tutto in direzione opposta se ci fosse effettiva consapevolezza da parte di ogni investitore. Pensiamo se si potessero solo convertire tutti gli investimenti NON sostenibili nel mondo, in sostenibili: quante risorse finanziarie si libererebbero a favore di aziende virtuose, a favore del pianeta e della salute delle persone. Chiunque ha degli investimenti in essere: polizze vita, fondi, sicav, fondi pensione, unit/index linked, etc.: quanti sanno dove hanno investito i soldi?  In realtà molto pochi, quando invece sarebbe un dovere di tutti verificare cosa e quali settori stanno finanziando. Mai come ora la consapevolezza dell’investitore nonchè il supporto di un professionista non solo esperto ma anche con una sua etica al riguardo, diventano fondamentali per la selezione di strumenti sostenibili. Se non c'è consapevolezza, risparmiatori e investitori continueranno a essere complici, a finanziare con i loro investimenti in essere da anni o futuri, la finanza "sporca", la finanza speculativa, quindi anche una medicina e una ricerca scientifica “distorta” poichè NON indipendente, “prezzolata” dalle lobby e con unico scopo il business. Oggi gli intermediari finanziari parlano di investimenti sostenibili quando invece non lo sono e i soldi degli investitori continuano ad andare in questo giro sporco di finanza, grandi multinazionali, lobby, etc., tutto assolutamente contro la salute delle persone e del pianeta. Sono parecchie le Società di Gestione su panorama internazionale attive da tanti anni e con ampia disponibilità di strumenti finanziari sostenibili e tante si stanno allineando in questa direzione ma è vero anche che si convive con a fianco parecchio greenwashing, soprattutto da parte delle Società con gli asset più imponenti che sono poi quelle che utilizzano il significato di sostenibilità in altro senso. Questo problema è comunque superabile per l’investitore con il supporto di un professionista non di parte, con a disposizione soluzioni sull’intero panorama mondiale, basta selezionare.  Discorso differente invece per intermediari quali banche e reti che hanno prodotti propri e qualche prodotto di terzi, perchè allora si può facilmente ricadere nel greenwashing. Ogni investitore/risparmiatore può davvero agire in prima persona per non fare arrivare più i propri soldi ad attività, a Società di Gestione NON sostenibili, stessa cosa per investire nuove risorse. Scegliere investimenti sostenibili vuol dire avere nel sottostante dei propri investimenti Società che "non hanno scheletri nell'armadio": recentemente i titoli delle case farmaceutiche hanno perso non poco in Borsa dopo le parole di Biden sullo "stop ai brevetti" dei vaccini e relative reazioni in Europa, ma assisteremo purtroppo a ben peggio: prima o poi qualunque cosa fatta con altri scopi e non certo per il bene comune, nel tempo viene necessariamente regolata. Inoltre è soprattutto un’ottima strategia per conferire al portafoglio stabilità, minor volatilità, e migliore performance.  

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E’ possibile avvalersi della formula “piano ad accumulo” o PAC disponendo di una somma da investire a premio unico?

15.04.2019 / 1472 / 14

Tutti i vantaggi di una strategia di investimento atta a ridurre gli effetti della volatilità dei mercati

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Il caro prezzo che pagano gli italiani, popolo di grandi risparmiatori che hanno paura di investire

20.02.2021 / 824 / 0

Risparmiare è fondamentale per poter anche investire ma quando ci si ferma solo al risparmio, si avvia un meccanismo perverso che porta colpo su colpo alla svalutazione dei propri risparmi, non certo all’accrescimento. Esattamente come avviene al contrario quando si investe creando invece il meccanismo virtuoso degli interessi composti. Prendo spunto da un recente video di Leopoldo Gasbarro che induce a una riflessione profonda. "Quest'anno sono stati aggiunti nei conti correnti degli italiani 160 MLD, tolti un pò di qua e un pò di là, per paura di perdere il posto di lavoro, per paura di ammalarsi, paura che i servizi finanziari con le crisi e le oscillazioni di mercato possano determinare delle perdite, insomma non c'è fiducia”. Assogestioni ha riportato la crescita delle attività finanziarie negli ultimi 2 anni nei vari paesi: USA, Germania, Francia, UK e Italia. Un americano ha guadagnato il 15,31%, un tedesco il 12,60%, un francese il 10,26%, un inglese il 3,70%, mentre un italiano l’1,80%. A questo, occorre aggiungere anche l’inflazione, questo nemico invisibile da superare e combattere che erode ogni anno i risparmi degli italiani facendogli perdere potere d’acquisto. “L'italiano ha bisogno di cambiare ruolo ovvero passare da risparmiatore a investitore, far crescere la competenza finanziaria, abbandonare la paura che disorienta. Non c'è nulla da inventarsi, basterebbe copiare quello che fanno gli altri paesi per avere almeno 2-3 punti in più, interessi da aggiungere al capitale già esistente. Si avrebbero 160 MLD in più all'anno, in 2 anni 320 MLD, molto più dei 100 MLD che ci darebbero con il Recovery Fund, di cui se ne potrebbe fare a meno.....per non rinunciare ai propri risparmi". La guida di un professionista esperto è di grande aiuto nel processo d’investimento, inoltre oggi molto più che in passato gli investimenti sostenibili fanno la grande differenza, hanno decisamente una marcia in più: abbassano la volatilità di un portafoglio, lo rendono più stabile, migliorano le performance e anche nei momenti più critici di mercato, le inflessioni del portafoglio sono molto più contenute. La paura purtroppo genera solo confusione e immobilità, è fondamentale un’apertura verso la fiducia, il confronto, ottima premessa per imparare a far “lavorare” i propri risparmi e favorirne la crescita.  

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