Marcello Sorrentino

Consulente finanziario

I° 2020
Sanpaolo Invest Sim S.p.a.
Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino
Da €20MLN a €40MLN
Oltre a 10 anni
Laurea
62 anni
270
25 novembre 2019
I° 2020

Profilo professionale

Perseveranza ed impegno premiano sempre. Infatti, dopo aver conciliato per alcuni anni studio e lavoro e conseguito il Diploma di Laurea in Economia, ho pensato che, raggiunto ormai quel traguardo, fosse il momento di progettare ed intraprendere una nuova attività lavorativa. Era il 1991 e si sentiva parlare molto di una nuova professione che, di lì a poco, sarebbe stata regolamentata a livello normativo con l’istituzione dell’Albo dei Consulenti Finanziari. Decisi così di compiere il grande passo. Infatti, stava maturando in me l’idea di svolgere una professione che mi permettesse di aiutare le famiglie a realizzare i loro sogni, pianificando le risorse per gli studi universitari dei figli, per la nuova casa o per chissà quale altro importante traguardo! Fu così che nel 1992 sono risultato idoneo all’esame per l’iscrizione all’Albo dei Promotori Finanziari e, negli anni a seguire, ho consolidato le mie esperienze, anche con incarichi manageriali, in importanti gruppi bancari, come BNL ed UBI Banca. Nel 2006, affrontando una nuova sfida, ho conseguito la certificazione €FPA (European Financial Planning Association), Organizzazione europea non governativa per professionisti dei servizi finanziari. Oggi svolgo l’attività nel Gruppo Fideuram Intesa Sanpaolo Private, Rete Sanpaolo Invest. In questi anni, posso dire di aver realizzato sogni importanti, ma anche di aver visto realizzati quelli di persone che hanno riposto in me la loro fiducia. Con alcuni di loro, in vista della terza e quarta età, sto ancora lavorando insieme per preservare il valore del patrimonio e, nel contempo, per pianificare il trasferimento di una parte della loro ricchezza ai figli. Anche questi, come i loro genitori, stanno già constatando l’importanza di avere accanto un Consulente Finanziario di fiducia con cui confrontarsi!
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Dal 01/10/2011 a oggi ho operato presso SANPAOLO INVEST SIM SPA
  • Dal 01/02/2009 al 30/09/2011 ho operato presso BANCA SARA SPA
  • Dal 01/01/2008 al 29/01/2009 ho operato presso IW BANK SPA
  • Dal 23/06/2004 al 31/12/2007 ho operato presso UBI SIM SPA
  • Dal 02/06/1997 al 08/06/2004 ho operato presso BANCA BNL INVESTIMENTI SPA
  • Dal 19/05/1993 al 01/06/1997 ho operato presso UNINTESA
  • Numero e data iscrizione Albo OCF n.7069 il 19/5/1993
  • Laurea in Economia conseguita presso l’Università degli Studi di Ancona il 16/11/1987
  • Certificazione EFPA European Financial Advisor®, a tutt'oggi nel registro dei certificati EFA, conseguita il 04/07/2006
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Le mie ultime attività

Tassi di interesse negativi? Penalizzati più i clienti che le banche!

08.04.2021 / 60 / 1

Tra gli elementi che vengono considerati quando si svolge l’attività di Consulenza Patrimoniale ci sono anche la ricchezza liquida ed i depositi familiari e dell’azienda. In quale scenario ci stiamo muovendo oggi? Il tasso di interesse applicato dalla Banca Centrale Europea ai depositi degli Istituti di credito è negativo (è arrivato a -0,5%) ed è innegabile che questa situazione si traduca in un costo elevato per il sistema bancario. A dire il vero, nelle sue intenzioni, la BCE non avrebbe voluto penalizzare le banche ma incentivare la ripresa economica, scoraggiando l’utilizzo dei depositi di liquidità e stimolando gli operatori del credito a finanziare maggiormente i consumatori ed il mondo produttivo. Invece, un po’ per la debolezza strutturale dell’economia italiana ed un po' per il sopraggiungere della pandemia, la liquidità è rimasta dov’era, anzi ha avuto un notevole incremento, toccando il record di 1.746 miliardi di euro. In questo contesto, una nota banca on line (vedi “Il Sole 24ore del 23 marzo) sta intimando addirittura la chiusura dei conti con liquidità superiore a 100mila €, a meno che i clienti non stiano utilizzando prodotti di investimento o di finanziamento. Questa iniziativa è successiva a quella di Unicredit che, a partire da luglio dello scorso anno, ha introdotto sulle giacenze superiori al milione di euro un costo dello 0,50% annuo per i nuovi clienti imprenditori. Altre banche, invece, hanno cercato di bilanciare i maggiori costi sostenuti per il parcheggio della liquidità presso la Bce con il trasferimento sui clienti di una parte di quegli oneri. In pratica, lo scenario dei tassi negativi si sta concretizzando, indirettamente, attraverso l’innalzamento dei costi di gestione del conto corrente e di altri servizi, con commissioni più elevate per le operazioni eseguite e, talvolta, prendendo a pretesto i maggiori oneri sopportati dalla Banca per sostenere il Fondo Interbancario di garanzia e tutela dei depositi! Se pensiamo che a tutto ciò si potrebbe aggiungere, per arginare la crescita del nostro debito pubblico, anche un provvedimento di tassazione della liquidità dei conti, modello patrimoniale del 1992 del Governo Amato, il consiglio rimane sempre lo stesso: ricercare, ove possibile, soluzioni di investimento!  

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NO PANIC !

15.03.2020 / 126 / 0

Da quando svolgo l’attività di Consulente Finanziario, cioè dal 1992, è la prima volta che in un periodo di crisi dei mercati non mi è possibile incontrare di persona i clienti, perché c’è un’altra crisi, più importante, quella sanitaria! Io sto bene, ma, nel rispetto dei clienti stessi e della collettività, è meglio seguire, tutti, le regole e i consigli degli esperti: chi può resti a casa! Fortunatamente, la tecnologia è un valido supporto, consentendo operazioni in web collaboration e firma digitale. A proposito di consigli degli esperti, anche negli investimenti ci sono delle regole e dei protocolli da seguire, perché anche gli investitori, a volte, rimangono vittime di un “virus” pericoloso per il loro patrimonio: il panico da ribassi. Il manuale degli esperti ricorda che la prima regola in periodi di elevata volatilità dei mercati, come quello che stiamo vivendo, consiste proprio nel non lasciarsi prendere dal panico. È naturale che durante un terremoto il primo istinto sia quello di fuggire in fretta dalle scale di casa, ma è altrettanto noto che è considerato il comportamento più errato. Infatti, la prima indicazione suggerita dai responsabili della protezione civile, in caso di sisma, è quella di non utilizzare mai le scale come via di fuga, ma di attendere e trovare riparo in casa sotto delle travi o, comunque, in luoghi meno esposti. Osservando il “terremoto” che si sta verificando questi giorni nei mercati finanziari (non prenderei nemmeno in considerazione quello italiano, che, con 650 miliardi di capitalizzazione, rappresenta appena l’1% delle borse mondiali) dobbiamo registrare un calo generalizzato degli stessi, come, ad esempio, l’indice S&P 500 della borsa americana, che dall’inizio dell’anno è sceso del 16%. È altrettanto vero, però, che nel 2019 aveva guadagnato quasi il 30% e se poi osserviamo il medesimo indice nel lungo termine, ad esempio dal 2009, notiamo che il suo incremento è stato addirittura di circa il 200%! Poiché, giustamente, gli investitori si stanno chiedendo cosa fare, bisogna dire che non esiste una soluzione identica per tutti e che ognuno ha la sua situazione personale, i suoi obiettivi, il suo profilo di rischio. Comunque, sono certo che molti investitori, specie coloro seguiti da un Consulente Finanziario, abbiano avuto modo di pianificare da tempo un portafoglio ben diversificato. Pertanto, in questa situazione, pur registrando inevitabilmente un calo dei valori, la regola numero uno rimane sempre la stessa: non liquidare. Difatti, secondo i dati storici, ad ogni crisi segue sempre una crescita dei mercati: ad esempio dopo l'attentato terroristico alle Torri Gemelle nel 2001 o la crisi del 2007/2008 dei mutui subprime ed il successivo fallimento della Lehman Brothers. La storia dei mercati finanziari ci ha insegnato che queste situazioni hanno determinato forte volatilità e oscillazioni negative nel breve periodo, a cui hanno fatto seguito riprese del ciclo economico, con conseguente recupero del terreno perduto. I tempi di ripresa, variando a seconda dell’evolversi delle crisi e della loro gravità, dodici mesi dopo le torri gemelle o 16 dopo la crisi del 2007/2008, non possono essere previsti ed è per questo motivo che occorre incrementare gradualmente le posizioni sull’equity, diminuendo la percentuale dell’asset obbligazionaria o, meglio ancora, attraverso iniezione di nuova liquidità. D’altronde, quest’ultima opzione per i risparmiatori italiani non sarebbe così difficile da attuare, visto che detengono, pur sempre, 1.400 miliardi in libretti, depositi e conti correnti!!!

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INCERTEZZA E RISCHIO

08.02.2020 / 84 / 0

Come già enunciato in un precedente articolo, in Italia la liquidità dei depositi e conti correnti bancari ha raggiunto 1.400 miliardi di euro. Ancora una volta, questo dato conferma che non è la pianificazione a guidare le decisioni finanziarie e di investimento del risparmiatore italiano, ma la paura degli imprevisti, del “non si sa mai”. Il Prof. Stefano Zamagni, noto economista di fama mondiale, specializzatosi ad Oxford, primo italiano Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, nonché docente di Economia Politica presso l’Università di Bologna, conferma che questo comportamento degli italiani nei confronti del risparmio deriva principalmente dalla mancanza di fiducia e dal fatto che l’incertezza ha preso il sopravvento sul rischio. Infatti, continua il professore, molti confondono l’incertezza con il rischio, che, in effetti, c’è sempre stato e rappresenta la paura che qualcosa vada storto. D’altronde, a differenza dell’incertezza, il rischio può essere calcolato e valutato; l’incertezza, invece, è legata ad eventi futuri, che non hanno alcun collegamento con quanto avviene oggi o accaduto già in passato. Il rischio si può assicurare e, infatti, le società di Mutuo Soccorso sono nate proprio per questo; d’altro canto, invece, non ci sarà mai nessuna Compagnia di Assicurazione disposta ad “assicurare l’incertezza”, ovvero quei fenomeni che, per definizione, non sono prevedibili. Che sia l’incertezza lo stato d’animo dominante lo si deduce anche dall’ultimo rapporto Censis nel quale, in merito al consumo di ansiolitici e sedativi in Italia, è presente un dato allarmante: rispetto al 2015, oggi ci sono 800.000 italiani in più che ne fanno uso! Il Prof. Zamagni afferma che, in un mondo in cui la complessità sembra indecifrabile, diventa sempre più cruciale il ruolo dell’Economia; di quella “economia”, però, di cui parlava Aristotele, che la definiva come quella particolare “arte”, oggi diventata materia tecnica, che aveva lo scopo di migliorare le condizioni di vita delle persone e delle comunità. Anche nell’ultimo rapporto Consob del 2019, assieme alla constatazione della mancanza di pianificazione e di un livello molto contenuto di cultura finanziaria, si segnala che il 31% degli italiani risparmia per motivi precauzionali e a causa dell’incertezza del domani, anche se, come ci ricorda uno studio svolto dalla Università della Pennsylvania, il 91% dei fatti negativi di cui ci si preoccupa non accadrà mai! Come afferma il Prof. Zamagni, possiamo concludere che il futuro è programmabile ed è determinato dalle scelte di oggi e, come scrisse James Joyce, “domani saremo ciò che, oggi, abbiamo scelto di essere”.

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