Marco Beccaria

Consulente finanziario

IV° 2020
III° 2020
Finecobank
Cuneo, Alessandria, Asti, Savona, Torino
Fino a €20MLN
Fino 5 anni
Laurea specialistica
26 anni
322
21 settembre 2020
IV° 2020
III° 2020

Profilo professionale

Sono un professionista della consulenza patrimoniale preparato e determinato, che mette la relazione con i clienti e l'ascolto delle loro necessità sempre al primo posto.
Svolgo la professione che amo mosso da una genuina e radicata passione, a mio avviso condizione necessaria per apportare veramente valore aggiunto alle persone che mi esprimono fiducia affidandomi i loro risparmi, consapevole della responsabilità che ciò comporta, per essere per loro un punto di riferimento.
Etica, competenza e un rigoroso aggiornamento costante rappresentano elementi chiave del mio operato e del modo in cui vivo, anche e non solo, il mio lavoro, consentendomi di sviluppare costantemente soluzioni sempre ottimali in un mondo che cambia continuamente.
Ritengo che la personalizzazione dei rapporti, l'assenza di conflitti di interesse e di logiche di prodotto che la libera professione mi garantisce sia la discriminante per poter fornire un servizio che faccia effettivamente gli interessi dei clienti, una consulenza che sia "cucita su misura" per ciascuno, essendo così realmente al loro servizio in modo onesto e trasparente.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • LAUREA MAGISTRALE in FINANZA AZIENDALE E MERCATI FINANZIARI Presso l’Università Degli Studi di Torino, con votazione di 110 e LODE/110
  • LAUREA TRIENNALE in SCIENZE DELL’ECONOMIA E DELLA GESTIONE DELLE IMPRESE Presso l’Università Degli Studi di Torino, con votazione 110/110
  • CERTIFICATI DI LUNGUE: FIRST CERTIFICATES of ENGLISH Cambridge Assessment English LIVELLO B2, DELF B2: Ministère de l’Éducation Nationale et de la Jeunesse LIVELLO B2
  • CERTIFICAZIONI PROFESSIONALI: Alta Formazione di Finanza Sostenibile ALTIS – Alta Scuola di Imprese e Società Università Cattolica del Sacro Cuore
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Le mie ultime attività

Trading: facciamo un po’ di chiarezza

08.02.2021 / 38 / 0

Il termine “trading” indica semplicemente l’attività di negoziazione, di un’azione, un’obbligazione, un sacco di patate, qualsiasi cosa. Deriva da “to trade” (negoziare). Oggi questo termine viene comunemente utilizzato per indicare l’attività di compiere operazioni SPECULATIVE sui mercati, in particolare sui mercati finanziari. Il cosiddetto “fai-da-te”. Il caso Gamestop ha portato agli “onori” della cronaca gli elevatissimi rischi legati al trading: le statistiche ci dicono chiaramente che circa l’80% dei trader in media perde soldi, e solo l’1% è in grado di generare profitti nel medio termine. Cosa ci dice questo? Che è importante per una persona non professionista della finanza non confondere l’idea di INVESTIMENTO con quella di TRADING. Quest’ultimo non ha nulla a che fare con gli investimenti intesi come gestione professionale dei propri risparmi nel medio/lungo termine. “Ah ma io compro solo alcune azioni per me, le tengo, sono aziende solide” e poi “solo per giocare”; sono le frasi che più spesso mi sento dire per giustificare il “fai-da-te”, e questo a tutto discapito dei propri obiettivi perché impiegare risorse (per quanto esigue possano essere) in quell’attività le sottrae alla propria pianificazione finanziaria, al raggiungimento dei propri obiettivi. La speculazione nel breve termine è un gioco a somma zero. Per ogni euro guadagnato da qualcuno esiste un euro perso da qualcun altro. La mancanza di diversificazione e i conseguenti enormi rischi di esporsi su singole società, la mancanza di una strategia e di un obiettivo sono gli elementi che stanno alla base di tali statistiche. Tendenzialmente sono coloro che non sono ancora assistite da un professionista della consulenza finanziaria ad indugiare maggiormente in tali pratiche speculative, indicativo di come il confronto con un consulente consenta di comprendere il valore di darsi un budget molto limitato a tali attività (svolte confrontandosi comunque sempre), interiorizzando concetti fondamentali come DIVERSIFICAZIONE, adeguatezza delle proprie scelte al proprio profilo RISCHIO/RENDIMENTO e investimento per OBIETTIVI finanziari lungimiranti.

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A quali domande si risponde quando si investe?

02.02.2021 / 37 / 0

Quali sono le domande che ci si pone quando si investe? Quali sono i principi su cui basare la gestione dei propri risparmi? PERCHÉ investo? Quali sono gli OBIETTIVI che voglio raggiungere con questa soluzione? Ho avuto il grado di trasparenza e di consapevolezza tale da comprendere le caratteristiche e il profilo di rischio/rendimento di tale soluzione? Gli ultimi dati ci dicono che mediamente queste domande non le si fa: 330 miliardi €, la cifra che hanno raggiunto i Buoni e i libretti postali, un record. Poste Italiane dichiara che ci sono oltre 50 milioni di buoni postali e quasi 31 milioni di libretti in tutta Italia. Circa 1 italiano su 2 ha uno di questi strumenti in portafoglio. Ma che obiettivo si raggiunge con strumenti che hanno rendimenti LORDI “garantiti” che mediamente non arrivano all’1%? Semplice, NESSUNO. Non sono uno strumento di rendimento, non sono una buona alternativa alla liquidità cui conti (ricordo che il rendimento è LORDO e NOMINALE, quindi ancora da depurare dell’inflazione) e non si integrano in alcun portafoglio strutturato ed efficiente. Quindi? Semplice, perché ci si è posti domande diverse: tassazione agevolata, assenza di imposte di successione, assenza di costi (che costi dovrebbero mai avere dei prodotti che non hanno alcune gestione al loro interno???). È fondamentale pertanto consultare un professionista della consulenza che assista in un percorso di pianificazione finanziaria finalizzata al raggiungimento dei propri obiettivi e a farsi le domande giuste.

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Il concetto di rischio nella corretta pianificazione finanziaria

25.01.2021 / 54 / 0

Dopo aver ascoltato la persona che ho di fronte, comprendendone la situazione attuale, gli obiettivi, la propensione al rischio e l’orizzonte temporale, qual è il primo passo materiale, operativo, per dare luogo ad una corretta pianificazione finanziaria?  Qual è il primo step, il punto di partenza per la costruzione di un portafoglio che sia adeguato alla specifica persona?  Sicuramente il RISCHIO: so che sembra brutto partire da una cosa non piacevole come questa, ma è indispensabile, perché, assodato che nessuno ha la sfera di cristallo, una delle cose su cui abbiamo controllo ex-ante è proprio il rischio.  Inteso come la possibilità che il rendimento dei propri investimenti si discosti in peggio dalle proprie attese.  Che lo si traduca tecnicamente con la volatilità attesa, con il Value-at-risk (Var) o con qualunque altro indicatore, è fondamentale che ciascuno sia consapevole del rischio che sta correndo, ed è importante che esso sia allineato alla specifica propensione al rischio. Questo è il primo punto.  Il passaggio successivo consiste nell’andare a costruire una soluzione che, per il quantitativo di rischio CORRETTAMENTE identificato, massimizzi il rendimento atteso, perché un investimento non lo si valuta mai solo dal rendimento, ma dal profilo di rischio/rendimento, ossia quanto rischio si sta sopportando per il rendimento che si sta ottenendo.  Il tutto con la massima attenzione alla qualità degli strumenti da inserire in portafoglio con il più ampio grado di diversificazione coerente con la cifra in oggetto, con un’analisi puntuale dei costi e un’ottimizzazione fiscale dello stesso.  Completano il processo, un costante monitoraggio delle posizioni e una rendicontazione TRASPARENTE e dettagliata, in modo da comprendere sempre dove si sta andando e come lo si sta facendo.  In altre parole, l’antitesi del fai-da-te (mi si mettesse a fare il dentista probabilmente avremmo tutti le bocche distrutte) a favore invece di una consulenza vera, professionale, in cui l’ascolto e il servizio alla persona vengono prima di tutto e che possa assistere efficacemente nelle scelte finanziarie grandi e piccole di ognuno. 

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