Marco Beccaria

Consulente finanziario

III° 2020
Finecobank
Cuneo, Alessandria, Asti, Savona, Torino
Fino a €20MLN
Fino 5 anni
Laurea specialistica
25 anni
155
21 settembre 2020
III° 2020

Profilo professionale

Sono un professionista della consulenza patrimoniale preparato e determinato, che mette la relazione con i clienti e l'ascolto delle loro necessità sempre al primo posto.
Svolgo la professione che amo mosso da una genuina e radicata passione, a mio avviso condizione necessaria per apportare veramente valore aggiunto alle persone che mi esprimono fiducia affidandomi i loro risparmi, consapevole della responsabilità che ciò comporta, per essere per loro un punto di riferimento.
Etica, competenza e un rigoroso aggiornamento costante rappresentano elementi chiave del mio operato e del modo in cui vivo, anche e non solo, il mio lavoro, consentendomi di sviluppare costantemente soluzioni sempre ottimali in un mondo che cambia continuamente.
Ritengo che la personalizzazione dei rapporti, l'assenza di conflitti di interesse e di logiche di prodotto che la libera professione mi garantisce sia la discriminante per poter fornire un servizio che faccia effettivamente gli interessi dei clienti, una consulenza che sia "cucita su misura" per ciascuno, essendo così realmente al loro servizio in modo onesto e trasparente.
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • LAUREA MAGISTRALE in FINANZA AZIENDALE E MERCATI FINANZIARI Presso l’Università Degli Studi di Torino, con votazione di 110 e LODE/110
  • LAUREA TRIENNALE in SCIENZE DELL’ECONOMIA E DELLA GESTIONE DELLE IMPRESE Presso l’Università Degli Studi di Torino, con votazione 110/110
  • CERTIFICATI DI LUNGUE: FIRST CERTIFICATES of ENGLISH Cambridge Assessment English LIVELLO B2, DELF B2: Ministère de l’Éducation Nationale et de la Jeunesse LIVELLO B2
  • CERTIFICAZIONI PROFESSIONALI: Alta Formazione di Finanza Sostenibile ALTIS – Alta Scuola di Imprese e Società Università Cattolica del Sacro Cuore
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Le mie ultime attività

"Status quo bias"

23.11.2020 / 41 Visualizzazioni

Gli individui appaiono estremamente conservatori quando viene loro richiesto di rivedere le scelte finanziarie fatte in precedenza. Il forte attaccamento allo stato attuale delle cose, o “status quo bias”, ha proprio nell’avversione alle perdite la sua causa principale. Infatti, cambiando le proprie scelte, si può incorrere in guadagni o in perdite, ma dato che psicologicamente le perdite pesando il doppio che i guadagni, si potrebbe tendere a scegliere l’opzione di default, la propria banca, il proprio consulente, non andando ad esaminare le scelte fatte, la loro coerenza con il momento attuale, la loro adeguatezza. Questa inerzia nei processi decisionali in merito alla gestione dei propri risparmi può arrecare danni molto seri: “ah ma io ho sempre fatto così…”, piuttosto che non “ah ma io non controllo mai, mi fido di quello che fa il mio gestore…” sono frasi molto pericolose, le cui conseguenze potrebbero essere molto pericolose che vanno dalla mancata valutazione di approcci e investimenti diversi, passando per un approccio eccessivamente conservativo, che porta a prediligere in portafoglio alcune asset class come le obbligazioni considerate più sicure, a discapito di quelle considerate meno sicure, ma più redditizie come l’azionario. È psicologicamente più semplice fare la scelta di default, decidendo magari alle volte di non scegliere. Ma siamo sicuri che sia la scelta giusta?

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Avversione al rischio o avversione alle perdite?

16.11.2020 / 51 Visualizzazioni

Uno degli elementi principali da considerare per un’ottimale pianificazione finanziaria è la capacità della persona di assumersi rischio. Vi è una distorsione nella percezione del rischio, nel senso che le metriche utilizzate tecnicamente per misurare il rischio (es: il VaR, la volatilità dei rendimenti, il beta) NON sono quelle che le persone hanno in mente e che consentono di avere chiaro quanto rischio ci si assume con le scelte che si fanno. La finanza comportamentale ha smontato infatti quell’assunto della teoria economica classica per il quale gli investitori sono sempre avversi al rischio: le persone in realtà in alcuni momenti (guadagni) sono avversi al rischio, mentre in altri (perdite) sono propensi al rischio. Tendenzialmente quando c’è da guadagnare si preferisce farlo in maniera certa, ma nel momento in cui c’è da perdere piuttosto che perdere si preferisce rischiare, quindi si è propensi al rischio. Dunque più che essere più o meno avversi al rischio, si è AVVERSI ALLE PERDITE, e questo porta a una serie di distorsioni comportamentali se non assistiti adeguatamente. Le perdite hanno un peso emotivo più alto rispetto ai guadagni, ma spesso è la stessa paura di perdere a far perdere.

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"L'importanza del tempo nella panificazione finanziaria"

05.11.2020 / 45 Visualizzazioni

Il fattore TEMPO è imprescindibile quando si tratta di strutturare una sana pianificazione finanziaria. Le scelte fatte devono tenere conto dell'orizzonte temporale dei propri investimenti, in quanto il loro LIVELLO DI RISCHIO cambia con il tempo. Se si considerano le due asset class core di un portafoglio, ossia le azioni e le obbligazioni, si noterà infatti come le prime con il tempo diventano sempre meno rischiose (sono sempre meno volatili), mentre le seconde tendono a diventare più rischiose (per l'aumento della duration)! Per cui, dato che la maggior parte del RENDIMENTO di un portafoglio è data dall'asset allocation strategica, bilanciare correttamente entrambe (affiancate da tutte quelle parti invece satellite dello stesso) è fondamentale! In questo modo si capisce bene che un portafoglio ha un profilo rendimento/rischio ANCHE in base all'ORIZZONTE TEMPORALE. Un'allocazione che a noi sembra inizialmente poco rischiosa nel breve termine può invece esserlo, e viceversa. Non c'è alternativa alla PERSONALIZZAZIONE in una seria consulenza finanziaria.

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