Marco Renaudo

Consulente finanziario

I° 2021
Finecobank
Torino
Fino a €20MLN
Fino 5 anni
Laurea specialistica
26 anni
300
14 gennaio 2021
I° 2021

Profilo professionale

Sono Marco Renaudo, un giovane consulente con una grandissima passione per i mercati finanziari ed il mondo della finanza in generale.
L’obiettivo della mia consulenza è molto semplice: affiancare il cliente nelle difficili scelte economiche che ogni giorno deve affrontare e permettergli di dormire sonni tranquilli senza pensare ai propri investimenti.
In che maniera è possibile fare tutto ciò? Conoscenza e Trasparenza.
Più siamo consapevoli dei nostri investimenti e più ci sarà facile affrontare qualsiasi sfida con calma, serenità e prontezza.

Le mie principali competenze

I miei credit

  • Iscrizione all’albo dei Consulenti Finanziari – Delibera numero 1457
  • Certificazione EFPA – European Investment Practitioner (EIP)
  • Laurea Triennale in Economia Aziendale (Scuola di Management ed Economia, Torino)
  • Laurea Magistrale in Finanza Aziendale e Mercati Finanziari (Scuola di Management ed Economia, Torino)
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Le mie ultime attività

Ruolo delle Polizze vita nella Successione

07.06.2021 / 99 / 4

Il patrimonio personale di una persona può essere trasferito agli eredi in diversi modi. Uno strumento spesso usato per finalità successorie è però rappresentato dalla classica polizza vita. Tale strumento finanziario gode infatti di una notevole flessibilità, sia dal punto di vista dell’investimento stesso (abbiamo varie tipologie di polizze più o meno difensive: gestioni separate, unit linked, multiramo…) sia per quanto riguarda la possibilità di trasferire il proprio patrimonio (tutto o in parte) al di fuori del classico asse ereditario (il beneficiario della polizza può infatti sia essere un erede legittimo sia un qualsiasi soggetto terzo). Infine, caratteristica da non sottovalutare, il capitale inserito all’interno di una polizza vita, non rientrando nell’asse ereditario, non è soggetto all’imposta di successione. Uscendo poi dal discorso successorio, è giusto ricordare che le polizze vita godono anche di ulteriori benefici: Differimento dell’imposta sul capital gain al momento del riscatto/decesso Possibilità di convertire il capitale assicurato in una rendita vitalizia, anche reversibile Impignorabilità e insequestrabilità secondo i termini di legge Possibilità di proteggere il patrimonio mediante la sottoscrizione di una gestione separata che “garantisce” il capitale assicurato al verificarsi del caso morte.   Proprio in virtù di tutti questi vantaggi, le polizze vita sono sempre più diffuse nel mondo del risparmio italiano. D’altronde, perché non approfittarne?

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La successione e le sue aliquote

31.05.2021 / 83 / 4

Ad oggi, in tema di imposte di successione, la legge prevede l’applicazione di un’aliquota: del 4%, per i trasferimenti effettuati in favore del coniuge o di parenti in linea retta (ascendenti e discendenti) da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, la quota di 1 milione di euro; del 6%, per i trasferimenti in favore di fratelli o sorelle da applicare sul valore complessivo netto, eccedente per ciascun beneficiario, 100.000 euro; del 6%, per i trasferimenti in favore di altri parenti fino al quarto grado, degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia; dell’8%, per i trasferimenti in favore di tutti gli altri soggetti da applicare sul valore complessivo netto trasferito, senza applicazione di alcuna franchigia. Paragonando tali aliquote con quelle applicate nel resto dell’Europa, è possibile notare come l’Italia rappresenti ancora oggi un vero e proprio paradiso fiscale in termini di imposte successorie. Una domanda sorge però spontanea, sarà ancora così a lungo? Molto probabilmente no. Dati Istat alla mano, nei prossimi 20 anni si assisterà al più grande trasferimento di fondi, tra una generazione e l’altra, mai registrato. Ciò rappresenta una grandissima opportunità fiscale per il nostro Paese. In aggiunta a quest’ultimo punto, sia l’Unione Europa sia il Fondo Monetario Internazionale hanno più volte suggerito all’Italia di allinearsi agli altri Paesi Sviluppati e, quindi, di andare a ritoccare al rialzo le aliquote di successione attualmente in vigore.  Alla luce di tutto ciò, cosa possiamo fare per tutelare al massimo il nostro passaggio generazionale? Per prima cosa dobbiamo avere bene in mente quali beni vengono tassati e quali no. Possiamo così notare come ci siano tutta una serie di strumenti finanziari che, ancora oggi, non rientrano nel cosiddetto “asse ereditario”, sfuggendo cioè alle varie aliquote di successione. Perché non approfittare di tali strumenti per ottimizzare la propria successione?    

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Successione e fiscalità

25.05.2021 / 62 / 5

Negli ultimi giorni, uno dei temi più discussi in Italia è stato quello riguardante la cosiddetta “Successione”. Più nel dettaglio, si è molto discusso della fiscalità ad essa legata. In generale, la pressione fiscale italiana è fra le più elevate in Europa. Nonostante ciò, la tassa di successione si muove in una direzione diametralmente opposta: risulta infatti essere una delle più contenute all’interno del panorama europeo. Sulla questione è intervenuta anche l’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) chiedendo a più riprese di incrementare il peso delle tasse di successione. La ragione? Tassare poco le eredità tende a mantenere intatte, se non ad accrescere, le diseguaglianze sociali. L’Ocse ha infatti affermato che “La tassazione delle successioni può svolgere un ruolo particolarmente importante nel contesto attuale. La disuguaglianza nella ricchezza è elevata ed è aumentata in alcuni paesi negli ultimi decenni. Le eredità sono anche distribuite in modo diseguale tra le famiglie, ed è probabile che crescano in valore e in numero. La crisi del Covid-19 metterà i paesi sotto maggiore pressione per aumentare le entrate aggiuntive e affrontare le disuguaglianze, che si sono aggravate dall’inizio della pandemia”. Che cosa succederà quindi all’imposta di successione italiana nei prossimi anni? E se la tanto agognata “Patrimoniale” vestisse proprio questi panni?

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