Livorno, Grosseto, Pisa
41 anni
Chebanca!
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Laurea
Da 5 anni a 10 anni
-
  • 2019*

  • I° 2020*

  • II° 2020*

Profilo Professionale

Sono Consulente Finanziario dal 2011, e lavoro in CheBanca!

Non ho sempre svolto questa professione, anzi, nei primi anni della mia vita lavorativa mi occupavo di tutt’altro. La crisi finanziaria del 2008 mise me e la mia famiglia in grave difficoltà, in quanto l’azienda per cui lavoravo da 13 anni chiuse.

Condivisi in pieno il pensiero di Einstein: ".. non possiamo pretendere che le cose cambino , se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni , perché porta progressi, e fa sorgere l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.." Ed accolsi la proposta, quasi per caso, del mio consulente finanziario di allora, oggi collega, che mi invitò a sostenere l’esame all’Albo Nazionale dei Promotori Finanziari.

Seguendo il suo prezioso consiglio ho iniziato a studiare, ottenendo l'abilitazione alla professione di Consulente Finanziario. Essendomi talmente appassionata alla materia mi sono iscritta all’Università degli studi di Pisa, dipartimento di Economia e management, ottenendo la laurea in Banca, Finanza e Mercati Finanziari.

Inoltre ho voluto quadrare il cerchio delle mie competenze CONDIVIDENDO il percorso EFPA, EUROPEAN FINANCIAL ADVISOR, sostenendo l’esame per la certificazione ed ottenendola nel 2014.

Nel percorso di studi, e nello svolgimento della professione ho compreso quanto la Finanza sia vicina ad ognuno di noi nella quotidianità, non una materia astratta e per pochi addetti ai lavori.

Ho capito quanto sia importante e sociale il ruolo del Consulente Finanziario, diverso dal dipendente della banca tradizionale. Il Consulente Finanziario affianca i propri clienti difendendoli dalle tante truffe che purtroppo ci sono, e dai millantatori di guadagni facili; aiuta i propri clienti nelle scelte finanziarie e di vita, cerca il modo migliore per pianificare le risorse, ed ottenere degli obiettivi predeterminati, come affrontare delle spese pianificate o impreviste, o garantire una vecchiaia dignitosa attraverso l'allocazione efficiente ed efficace delle risorse di oggi.

Metodo Di Lavoro

Offro un servizio di Consulenza Finanziaria personalizzata (cioè su misura) incentrata sui TUOI bisogni, partendo dalla tua situazione finanziaria e patrimoniale, e lavorando per obiettivi, che concorderemo insieme.

Primo passo: analisi attenta del tuo profilo personale. Si parte dalla TUA situazione finanziaria e patrimoniale per arrivare ai TUOI bisogni ed ai TUOI obiettivi, di breve, medio e lungo termine.

Per quanto tempo puoi investire?

Che livello di rischio puoi / vuoi sopportare?

Quanto ne sai di investimenti?

Risponderemo insieme a queste domande, e ce le ripeteremo regolarmente, perché la tua situazione può cambiare, monitorando continuamente che gli investimenti siano sempre al passo con le tue esigenze attuali e con la situazione del mercato.

Secondo passo: costruzione del piano di investimenti

Terzo passo: monitoraggio del portafoglio.

Man mano che gli obiettivi prefissati verranno raggiunti ce ne porremo degli altri, sempre PROIETTATI AL FUTURO! Il mio compito sarà quello di monitorare il rendimento e il rischio del portafoglio, che siano sempre in linea con quelli concordati insieme. Questo può voler dire variare il portafoglio, se esiste una buona ragione per farlo, attraverso un’analisi costi-benefici che dimostri come nel complesso il nuovo portafoglio sia meglio del precedente.

“Meglio” può significare che si avvicina maggiormente alle tue esigenze, oppure che la gestione del rischio migliora, magari attraverso una diversificazione più accurata, o che i costi sono inferiori, e via dicendo. Potrebbe accadere che la cosa migliore sia non cambiare niente.

Quarto passo: la rendicontazione

A proposito del monitoraggio del portafoglio, ti rendiconterò accuratamente, con una cadenza che concorderemo insieme, sicuramente infra annuale.

Questo significa anche chiarezza estrema sui costi degli investimenti, espressi sia in valore assoluto, ossia in euro, e anche in percentuale sull’investito, evidenziando in particolare qual è il costo della consulenza finanziaria e l'impatto che tali costi hanno sul rendimento del tuo investimento

Strumenti Di Lavoro

  • SERVIZI BANCARI E FINANZIARI (CONTO CORRENTE, CARTE DI CREDITO, PRESTITI E MUTUI)
  • CONSULENZA IN MATERIA DI INVESTIMENTI
  • DIAGNOSI DI PORTAFOGLIO
  • PIANIFICAZIONA SUCCESSORIA

I Miei Credit

  • 03/04/2020 Corso di aggiornamento professionale: Interessi negativi: conoscerli a fondo per trarne vantaggio; docente Prof. G. Sant'Orsola professore ordinario di Economia degli intermediari Finanziari all'Università Parthenope di Napoli
  • 02/04/2020 Corso di aggiornamento professionale: Le strategie Smart-Beta che cosa sono e come possono essere sfruttate; docente Fabrizio Crespi, Professore di Economia degli Intermediari Finanziari presso l'Università di Cagliari e Università Cattolica del Sacro Cuore Milano
  • 06/02/2020 Corso di aggiornamento professionale: Behavioral asset allocation; l'asset allocation dal punto di vista della finanza comportamentale, docente Ruggero Bertelli, Professore di Economia degli Intermediari Finanziari presso l’Università di Siena
  • 10/11/2019 Corso di aggiornamento professionale Candriam Academy: Una finestra sul mondo SRI
  • 31/10/2019 Corso di aggiornamento professionale FORFINANCE Srl: Corso di Alta Formazione di Finanza Sostenibile
  • 05/11/2018 Corso di aggiornamento professionale ASSORETI: Fintech rischi e opportunità per il sistema Finanziario
  • 26/10/2018 Corso di aggiornamento professionale ABI Formazione – ABI Servizi: Approfondimento sui Piani Individuali di Risparmio (PIR)
  • 16/10/2018 Corso di aggiornamento professionale ABI Formazione – ABI Servizi: Abusi di Mercato
  • 11/10/2018 Corso di aggiornamento professionale ABI Formazione – ABI Servizi: Prodotti assicurativi con finalità di investimento
  • 19/06/2018 Corso di Public Speaking, Patrizia Mottola doppiatrice italiana di film, serie TV e animate, pubblicità
  • 02/11/2017 Laurea triennale in Banca Finanza e Mercati Finanziari dipartimento di Economia e Management Università di Pisa
  • settembre 2015: Aggiornamento professionale : Nuovo ravvedimento operoso Legge stabilità 2015 (L.190/2014) sicurezza e protezione del patrimonio: la variabile fiscale nelle scelte di investimento, aggiornamenti fiscali, la previdenza complementare, finanza comportamentale e scelte previdenziali (Enrico maria Cervellati Università di Bologna e Luiss Guido Carli Roma)
  • 04/12/2014 Certificazione EFA (European Financial Advisor) qualifica a livello europeo i cui standard sono fissati e concordati su indicazione del SQC (Standard e Qualification Committee) europeo, con iscrizione al pubblico registro dei professionisti gestito da Efpa Europe
  • luglio 2014 Aggiornamento professionale: le coperture assicurative/previdenziali degli enti e delle casse previdenziali e gli strumenti di protezione per società e imprenditori: conoscere il contesto , scoprirei bisogni e individuare le soluzioni (Teseo formazione) I rifugi sicuri del risparmio del terzo millennio (Dott. Alessandro Gallo formatore e Consulente strategico)
  • 05/01/2012 Iscrizione Registro Unico degli Intermediari E000332790
  • 01/06/2011 Iscrizione Albo nazionale dei Consulenti Finanziari Regione Toscana , delibera 312 del 01/06/2011
  • Da luglio 2011 a oggi - Personal Financial Adviser presso FinecoBank
  • Da gennaio 2010 a novembre 2010 - Intermediario assicurativo presso Alleanza Toro S.p.A.
  • Da giugno 1999 a agosto 2010 - Ufficio Recupero Crediti presso AEB Frames Spa

Le Mie Ultime Attività

BTP Futura: conviene sottoscriverli?

03.07.2020 / 117 Visualizzazioni

  L'emissione sarà dedicata a finanziare le spese previste dagli ultimi provvedimenti del Governo per affrontare l’emergenza Covid-19 e sostenere la ripresa, precisamente per le misure a sostegno del reddito e la tutela del lavoro, il rafforzamento del sistema sanitario nazionale e l'aiuto a famiglie e imprese italiane nonché il rilancio dell’economia nazionale. Conviene? Ecco un paio di riflessioni sulle caratteristiche e la convenienza: Durata 10 anni Il titolo di questa emissione è rivolto esclusivamente  ai sottoscrittori retail, i piccoli risparmiatori, pertanto è strutturato in quest’ottica per essere “attraente” per questa categoria di investitori, che per definizione hanno un approccio a tenerlo fino a scadenza e non un’ottica speculativa. Questo implica che il suo massimo rendimento è a scadenza. Cedole dal 1 al 4 anno 1,15%, dal 5 al 7 anno 1,30%, dal 8 al 10 anno 1,45% La prima riflessione è sulla tipologia di cedola, le cedole sono fisse crescenti, quindi in caso di tassi crescenti il prezzo sarà maggiormente sottoposto ad avere fluttuazioni rispetto ad una cedola indicizzata. Inoltre, per valutarne la convenienza occorre confrontare il rendimento con quello dell’attuale BTP decennale sul mercato secondario, che è circa del 1,40% annuo. Questo significa che, per attrarre, questa emissione deve essere superiore; inoltre, occorre valutare il cosiddetto premio al rischio, ovvero il rischio che l’investitore si assume rinunciando alla liquidità per 10 anni, al rischio di risalita dei prezzi o al rischio di instabilità politica per il periodo di durata, gli analisti stimano il premio al rischio intorno allo 0,60% Per questi motivi un tasso adeguato potrebbe essere il 2% di rendimento netto a scadenza.  Premio fedeltà per chi acquista il titolo in collocamento e lo detiene fino a scadenza dal 1% al 3% legato all’andamento del PIL italiano Il bonus a scadenza verrà riconosciuto esclusivamente se i titoli vengono detenuti fino a scadenza, il minimo garantito è del 1% con un massimo del 3% legato all’andamento del PIL italiano nominale nei prossimi 10 anni. Il premio è impostato in modo allettante ma facendo due calcoli, che probabilità ci sono di raggiungere premi superiori al minimo, considerando la crescita del paese degli ultimi anni? Poche per non dire nessuna Facendo un semplice calcolo matematico, per poter avere un premio superiore al 1%, quindi un PIL intorno al 1,5% per i prossimi 10 anni considerando che il PIL del 202 è stato negativo al -10% significa avere nei prossimi 9 anni del 2,8%! Questa crescita è sicuramente molto sostenuta, e non si è mai avuta negli ultimi 15-20 anni. Diciamo che molto verosimilmente il premio sarà del 1% Il prezzo di emissione è 100 e rimborso unico a scadenza 101 considerando il premio con le considerazioni di cui sopra Tassazione agevolata al 12,50% e esenzione in caso di successione Come tutti i titoli di Stato è più conveniente, fiscalmente parlando, rispetto agli altri tipi di strumenti finanziari, tutti tassati al 26% Nessuna commissione di acquisto durante il collocamento Per questi motivi non ritengo questa emissione particolarmente conveniente. Per chiarimenti o altre domande potete contattarmi via mail!    

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Come recuperare le perdite con la compensazione fiscale

03.06.2020 / 145 Ascoltatori

Quali sono i titoli e come si utilizza lo zainetto fiscale per portare a compensazione le perdite in conto capitale sui titoli presenti in portafoglio

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ETF e fondi comuni di investimento non sono alternativi ma complementari. Quali sono le differenze tra ETF e Fondi Comuni di Investimento?

25.06.2020

Mi capita spesso di ricevere questa domanda, rispondere senza sembrare di parte non è sempre facile!   Tecnicamente entrambi sono strumenti di risparmio gestito , hanno caratteristiche simili tra loro, ma anche molte differenze. Entrambi delegano l’investimento diretto dei propri soldi in titoli finanziari a un investitore istituzionale, entrambi raccolgono i risparmi da una pluralità di investitori e li investono gestendo finanziariamente tale patrimonio.   Le differenza sostanziale invece è lo stile della gestione passiva per gli ETF, cioè consiste esclusivamente nella replica di un indice (il cosiddetto benchmark, azionario o obbligazionario): per questo motivo il rendimento di un investimento in ETF tenderà a seguire abbastanza precisamente i movimenti del benchmark cui si riferisce. Attiva per il fondo comune di investimento, che mira a rendere di più del benchmark di riferimento.   Ovviamente dalle differenze scaturiscono costi e rendimenti diversi, il fondo comune di investimento costa di più ma tenderà a rendere di più quando il mercato è positivo, ma soprattutto a perdere di meno quando vi sono degli shock di mercato, come è successo negli mesi scorsi.   Qual è meglio? Il punto è sempre che è meglio diversificare, il consulente utilizza in modo sapiente un insieme di strumenti in equilibrio, selezionandoli e inserendoli in modo personalizzato nel portafoglio del cliente, a seconda delle caratteristiche del cliente, del mercato, del momento economico.   Le commissioni di gestione Gli ETF hanno commissioni molto inferiori, i fondi comuni sono più cari per via della gestione attiva del portafoglio; possono essere in classe load (possibilità di inserire commissioni di ingresso e con commissioni di gestione più basse) e in classe no load (zero commissioni di ingresso ma commissioni di gestione più elevate)   I tempi di regolamento Gli ETF sono quotati nel mercato regolamentato e la loro partecipazione è rappresentata da azioni, pertanto possono essere acquistati e venduti in ogni momento, al prezzo di quotazione, con regolamento pressoché immediato; i fondi comuni di investimento invece hanno delle quote di partecipazione dette NAV rappresentate dal patrimonio del fondo diviso le quote. Per acquisto o disinvestimento occorrono qualche giorno lavorativo, variabile a seconda della casa di gestione del fondo. Gli ETF sono negoziati dalle 9 alle 17,25 sul mercato ETFPlus, si possono acquistare direttamente dalla piattaforma del proprio home banking, per i fondi bisogna rivolgersi a un collocatore, una banca o un consulente finanziario che funge da intermediario, ma sempre più spesso le banche abbastanza innovative permettono ugualmente di poterli acquistare o vendere in autonomia.   In entrambi i casi i costi di negoziazione o di ingresso dipendono dalla banca, dal consulente e dalla piattaforma mediante la quale si effettua l’operazione.       ATTENZIONE al rischio Essendo dei contenitori di strumenti finanziari il rischio associato agli ETF è quello tipico del sottostante che lo strumento va a replicare; gli ETF replicano l’indice senza possibilità di attutirne le variazioni al ribasso, come invece avviene nei fondi comuni di investimento, che detengono sempre una percentuale obbligatoria di liquidità . Le analisi storiche sui mercati azionari mostrano delle perdite dai massimi fino al 40%, pertanto  questo gioco potrebbe diventare molto pericolo. La gestione attiva, è vero più costosa, dei fondo comuni, risulta più tutelante in caso di shock dei mercati, come è successo a marzo di quest’anno. Inoltre optare per un ETF obbligazionario espone l’investitore al rischio tasso di interesse, sempre per l’aspetto della gestione passiva. L’investitore dovrebbe essere estremamente consapevole della duration dello strumento in confronto all’orizzonte temporale del proprio investimento Si propone a investitori molto spesso molto poco competenti di operare in titoli che di per sé hanno un utilizzo semplice, ma che se non ben collegati al contesto economico e finanziario rischiano di diventare una bomba per i portafogli. Non si hanno tutele. In parole più semplici l’ETF è un contenitore di un certo numero di obbligazioni che seguono la relazione matematicamente certa prezzi/tassi legati tra loro in modo inversamente proporzionale. Se i tassi salgono i prezzi scendono e viceversa. In uno scenario di tassi in rialzo l’ETF obbligazionario che contiene obbligazioni a medio lungo termine perderà di valore senza possibilità di difendersi. Un altro aspetto cruciale  della replica sintetica o fisica a campione degli indici obbligazionari è che essa prevede l’acquisto di un paniere sostitutivo attraverso un contratto swap, questo implica che l’ETF non contenga gli stessi titoli dell’indice, in più si aggiunge il rischio di controparte, rendendo il contenitore più rischioso. Nell’ipotesi di fallimento della controparte, lo swap non verrebbe onorato, e l’investitore potrebbe incorrere in una perdita   La verità sta sempre nel mezzo Negli ultimi anni si sono diffusi moltissimi siti di guru degli investimenti che propongono metodi infallibili per la selezione degli ETF e piattaforme per la loro compravendita, puntando a presentarli come alternativi ai fondi comuni concentrando il focus della presentazione sul fatto che i costi di gestione sono più bassi rispetto ai fondi comuni, ma la realtà è molto più articolata. Intanto si dovrebbe considerare che non esiste il portafoglio perfetto, esiste il portafoglio perfetto per te. Non esistono pranzi gratis, non si può pensare di investire denaro in strumenti finanziari che danno un rendimento senza costi. Per quanto riguarda i rischi poi, tante proposte non spiegano bene i rischi che si corrono.   Anziché considerare ETF e fondi come strumenti alternativi, credo molto più opportuno utilizzarli in modo complementari, attuando la diversificazione di portafoglio mediante l’utilizzo di entrambi. Per gli ETF mercati semplici ed evoluti, in una fase tranquilla del mercato, per i fondi comuni  i mercati più difficili, lasciando la gestione a un team di professionisti. Un consulente attento saprà certamente consigliare il migliore strumento per ogni mercato di riferimento, personalmente ho effettuato una selezione di fondi che battono costantemente il benchmark, così come una selezione di ETF molto efficienti per i mercati per cui ritengo siano adatti. Vorrei proporre  ai lettori un’analisi senza impegno del loro portafoglio titoli per valutare se fosse possibile inserire nella diversificazione dei titoli, degli ETF o altri strumenti che possano abbassare il costo medio del portafoglio.

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*Orsola Rea ha ottenuto il nostro attestato "Top MoneyController Financial Educational Award" per la sua attività finalizzata all’educazione finanziaria rivolta ai lettori di MoneyController per l'anno 2019, I trimestre 2020, II trimestre 2020

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