Reinaldo Ferreri

Consulente finanziario

II° 2020
I° 2020
2019
Allianz Bank Financial Advisors Spa
Lecco, Bergamo, Como, Monza e della Brianza, Varese
Fino a €20MLN
Oltre a 10 anni
Laurea specialistica
53 anni
2547
26 settembre 2018
II° 2020
I° 2020
2019

Profilo professionale

Nasco a Caracas (Venezuela) il 27/12/1967 da padre italiano e madre spagnola ma sono cresciuto in Italia. Dopo le scuole dell'obbligo frequento il Liceo Scientifico F. Lussana di Bergamo, nel quale mi diplomo nel 1986.
Mi sono laureato alla facoltà di Scienze Politiche ad indirizzo Economico Generale nel 1992, anno successivo dalla pubblicazione della legge nr 1 del 2 gennaio 1991 che disciplina l'attività di intermediazione finanziaria istituendo le SIM e normando la professione dei Promotori Finanziari. Decido di svolgere l'attività professionale di Promotore Finanziario, nel 1992 supero l'esame presso la Consob e mi iscrivo all'albo dei Promotori di servizi finanziari operando per AreaConsult Sim.
In Areaconsult Sim nel 1994 divengo supervisore e coordino 3 collaboratori. Nel 1995 entro in Banca Popolare di Sondrio presso la costituenda succursale di Bergamo con il compito di seguire la clientela private e sviluppare nuove relazioni sul territorio . In questo periodo apprendo le dinamiche operative proprie degli istituti di credito e approfondisco l'utilizzo degli strumenti finanziari legati ai tassi di cambio e a prodotti strutturati che affianco ai fondi comuni distribuiti dall'istituto. La gestione dei portafogli dei clienti mi fornisce molte gratificazioni, ma i progetti manageriali mi attirano molto e nel 1998 Banca Popolare del Trentino mi propone di realizzare un progetto innovativo di creazione di una rete di promotori finanziari sinergica alla struttura delle filiali presenti nel territorio trentino. Mi trasferisco a Trento e in collaborazione con il personale dell'area IT, dei direttori delle dipendenze e delle professionalità della tesoreria realizzo una rete di promotori finanziari. Concludo accordi di distribuzione con molteplici società di gestione del risparmio Italiane e internazionali affiancati da innovativi prodotti di bancasicurazione sviluppati in collaborazione con primarie compagnie assicurative. L'esperienza trentina termina con l'adesione da parte della compagine sociale all'OPA su BPT da promossa da Banca Popolare di Lodi nel 2001. Nel settembre dello stesso anno, approdo alla neonata Banca Lecchese con l'incarico di sviluppare la rete dei promotori finanziari e degli operatori di filiale, secondo un approccio consulenziale evoluto in architettura aperta. In Banca Lecchese arricchisco il mio bagaglio di competenze anche nell'ambito creditizio, ed in qualità di coordinatore commerciale divengo membro del comitato crediti della banca dal 2014. Dal marzo del 2017 il modello operativo di Banca Lecchese viene stravolto a seguito dell'acquisizione della stessa da parte di un veicolo finanziario riconducibile a Oaktree Capital , fondo di private equity americano. Le 5 filiali vengono chiuse in poco tempo e Banca Lecchese cambia nome in Banca Progetto che intende operare solo on line nell'ambito del factoring e finanziamenti con cessione del quinto e credito al consumo. Dal marzo 2017 opero in Allianzbank in qualità di financial advisor, la mia esperienza nel mondo bancario e nella gestione dei portafogli titoli unita alle competenze nel settore creditizio sono ora messe a disposizione diretta della clientela che seguo nell'ambito del risparmio privato o della gestione della liquidità aziendale. Guarda il mio biglietto da visita
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Le mie principali competenze

I miei credit

  • Iscritto albo Ivass
  • Da febbraio 2017 a oggi - Consulente finanziario presso Allianzbank
  • Da aprire 2013 a oggi - Responsabile commerciale presso Banca Popolare Lecchese SpA
  • Da luglio 2001 a oggi - Coordinatore commerciale membro comitato crediti presso Banca Lecchese SpA
  • Da aprile 1998 a agosto 2001 - Res. Rete Promotori Finanziari presso Banca Popolare del Trentino
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Le mie ultime attività

La diversificazione degli investimenti, indicazioni operative

04.08.2020 / 72 Visualizzazioni

  L'approccio professionale agli investimenti determina come naturale conseguenza una ampia diversificazione degli investimenti nei portafogli dei risparmiatori, tale diversificazione si realizza non solo nel peso da attribuire alle singole classi di investimento (azioni, obbligazioni, materie prime, ecc) ma anche nella scelta delle aree geografiche di provenienza degli emittenti che conseguentemente sono denominati nelle valute del paese di elezione.   Le diverse valute nazionali, per effetto delle correlazioni inverse e dirette fra le diverse monete possono rappresentare elementi di bilanciamento dei portafogli, ma anche elementi capaci di amplificare o smorzare (se non di annullare del tutto) le performance di un portafoglio. Va sottolineato, che l'investitore, pur apprezzando il valore della diversificazione, ha un proprio territorio di appartenenza e una propia moneta di elezione alla quale fa naturalmente riferimento nei propi investimenti. Così per un investitore dell'unione europea è naturale valutare i propi investimenti convertendo tutti i propi attivi in euro, mentre per uno statunitense la valutazione va fatta in riferimento ai controvalori in  dollari americani. Va da se, che la capacità di saper tenere in giusta considerazione il valore del tasso di cambio attuale e quello storico determina la corretta comprensione da parte del risparmiatore del risultato delle propie scelte di investimento e sopratutto permette una valutazione prospettica delle dinamiche economiche. Per migliorare la comprensione, facciamo alcuni esempi per capire come “l'effetto cambio” alcune volte distorce la corretta percezione degli investimenti. Dall'inizio dell'anno ad oggi (4 agosto 2020) l'indice DJ Industrial della borsa Americana ha realizzato una performance di -6,45%, non brillante, ma tutto sommato non un pessimo risultato se pensiamo all'impatto devastante sull'economia mondiale del covid 19, tuttavia questo è il valore dell'indice americano e quindi espresso in dollari USA. Lo stesso investimento per un investitore dell'area Euro, un italiano per esempio, ha prodotto una performance di -11% e ciò per effetto della svalutazione del dollaro USA sull'euro nello stesso periodo (pari ad oggi al 4,66%) che per l'investitore europeo ha rappresentato una perdita di valore dei beni espressi in dollari americani in portafoglio. Questo tipo di “deformazione cognitiva” è molto più diffusa di quanto crediamo e troppo spesso tendiamo a sottovalutarla, prendiamo per esempio il prezzo delle materie prime che per convenzione sono definite da indici espressi in dollari americani. Il petrolio “Brent” negli ultimi 5 anni ha visto molto oscillare il proprio prezzo realizzando a fine  periodo un calo del 12,55%, per un europeo il calo del prezzo però è stato del 20% circa visto che nello stesso periodo l'euro si è rafforzato di circa l'8%,  mentre per un britannico, per effetto delle oscillazioni della sterlina, nello stesso periodo il prezzo del petrolio è aumentato del 7% circa ! Allontanandoci dalle valute principali le oscillazioni dei cambi possono risultare ancora più determinanti nel risultato degli investimenti e oggi visto i risicati tassi offerti dal mercato obbligazionario (che ricordiamo rappresenta circa il 70% dell'asset di investimento dell'investitore nazionale) è più che mai importante tenere in considerazione questa variabile.   Come può l'investitore medio evitare che la componente cambio infici in maniera considerevole o comprometta il rendimento del proprio portafoglio ?   L'investitore deve prendere coscienza del problema mettendo in campo le corrette contromisure e trattandosi di argomenti specifici, in prima istanza è bene farsi aiutare da professionisti del settore.   Nell'ambito delle specifiche scelte di investimento possiamo distinguere 2 principali azioni :   1- Se si possiedono titoli denominati in valute diverse dalla propia, devono essere valutate le correlazioni storiche fra valute di investimento e la propia valuta di riferimento in modo da poter determinare, stimandola, l'ampiezza delle possibili variazioni dei cambi . Una volta fatto ciò si possono acquistare sul mercato strumenti che permettano di “compensare” le oscillazioni dei cambi . Fra gli strumenti più noti segnalo gli ETF certificates o le opzioni su cambi, che però sono strumenti da selezionare con l'aiuto di esperti.   2- Una valida alternativa offerta dal mercato degli strumenti finanziari è rappresentata dai fondi di investimenti “Hedgiati” , si tratta di fondi di investimento che pur investendo in titoli espressi in varie valute, prevedono al loro interno la “copertura” del cambio nella valuta del sottoscrittore (eur per gli italiani) . Tale copertura altro non è che la neutralizzazione dell'effetto cambio sul portafoglio, per cui se per esempio il fondo acquista azioni Inglesi, e è coperto dal rischio cambio Eur /Sterlina ,  il sottoscrittore in euro seguirà il valore assoluto dei titoli, senza l'effetto cambio. In questo modo l'investitore può trovare uno stesso fondo che investa in azioni USA denominato per esempio in $ o uno “Hedgiato “ per l'investitore europeo che non vuole correre il richio/ opportunità cambio, denominato in Euro.   Di seguito riporto il grafico di 2 ETF che replicano il prezzo dell'oro da inizio anno e negli ultimi 3 mesi. Uno è in dollari (Wisdom)  e l'altro in euro (Hedgiato) Xtrakers.

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Investire cogliendo i nuovi trend

03.07.2020 / 160 Visualizzazioni

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